giovedì 26 aprile 2018

UN ALTRO 25 APRILE


La sera del 25 aprile 1921, a Torino, Cesare Oddone, operaio fascista e mutilato di guerra, viene freddato a pistolettate da un comunista, suo collega di lavoro, al quale si era rivolto perché cessasse la persecuzione della quale era vittima in fabbrica.

Giunta la notizia al fascio, i pochi squadristi presenti decidono di passare all’azione, e in una trentina, muovono all’assalto della munitissima Camera del Lavoro.

Accolti a fucilate e lancio di bombe, non desistono, e alla fine riescono a penetrare all’interno e ad incendiarla.

Nell’azione muore il diciannovenne Amos Maramotti, di Reggio Emilia, iscritto all’Università torinese. Prima di partire per l’azione aveva indirizzato alla madre questo biglietto, tristemente profetico:

“Vado forse a morire. Non piangere, ma sii orgogliosa di tuo figlio. Viva il fascismo. Viva l’Italia. Tuo figlio. Torino, 25 notte”.

Giacinto Reale


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