sabato 28 aprile 2018

OGGI, 28 APRILE, RICORDANDO BENITO MUSSOLINI


“Fu amato dalla piccola gente, dai poveri, dai suoi ex compagni muratori, contadini,operai e soldati. Qualcuno, di tanto in tanto, riusciva ad avvicinarlo in una piazza, tra la folla, sul margine di una strada di bonifica, in un cantiere; gli stringeva la mano, gli dava del “tu”, gli parlava in dialetto. E lui, il duce d’Italia, uomo sulla ribalta mondiale, sostava un poco, si intratteneva brevemente, si volgeva a qualcuno del seguito per farsi dare due o trecento lire (non portava un soldo in tasca) e le regalava, dicendo talvolta: “Vieni a trovarmi a Palazzo Venezia”.

Non piaceva agli intellettuali, alla gente di civiltà sottile, raffinata, ironica….Si compiacque di sostituire all’Italia degli avvocati, dei professori di università e degli ufficiali di cavalleria, un’Italia “barbara”, antieuropea, spinosa, casareccia: di capimastri, di coloni e di sottufficiali, un’Italia dopolavoristica”.

(Giovanni Artieri, “Le guerre dimenticate di Mussolini”, Milano 1995).

Artieri non era certamente un fascista "in senso stretto", eppure, nel 1995 ebbe il "coraggio" di scrivere questo.

Citazione raccolta da Giacinto Reale, ricercatore storico



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