giovedì 1 febbraio 2018

CASO HOLY WAR : IL RITORNO DELLA GIUSTIZIA



BOLZANO/ Notizia flash. 31 gennaio 2018. Un' ora fa il tribunale di Bolzano, Giudice delle Indagini preliminari dott. Andrea Pappalardo,  ha assolto in udienza preliminare il dott.Alfred Olsen dall' accusa di propaganda antisemita attraverso il sito holy war. Il dott. Olsen e'stato difeso dall’ avvocato Edoardo Longo di Pordenone. Gli altri imputati hanno patteggiato condanne. Più dettagli domani sul blog “ Dissonanze”. 


Gentile dott. Olsen,

in data di ieri , 31 gennaio 2018, e dopo una lunga discussione e una altrettanto meditata Camera di Consiglio , il GIP del tribunale di Bolzano dott. Andrea Pappalardo, La ha prosciolta da ogni accusa configurata nei Suoi confronti dalla procura di Bolzano : dalla accusa di “ diffusione di idee fondate sull’ odio razziale per motivi religiosi nei confronti della comunità ebraica “ , dalla accusa di “ vilipendio della religione ebraica “  e di “ propaganda antiebraica” e da tutte le altre, che hanno visto stilare dal pubblico ministero una lista di centinaia di nomi di presunte " parti offese" fra cui  esponenti politici,  giornalisti, professori, finanzieri e “ istituzioni dello Stato” ( Giorgio Napolitano, Mario Monti, Matteo Renzi, Enrico Letta , e gli altri papaveri della repubblica delle banane ) .

Il proscioglimento riguarda solo Lei e non gli altri imputati, che hanno preferito patteggiare una condanna o accedere al rito abbreviato ( condanna “ ritardata” e con sconto di un terzo di pena). Per questi ultimi, il processo continuerà avanti al Tribunale di Roma.

A lungo si è discusso sulle due eccezioni da me sollevate ( eccezione di giurisdizione e di improcedibilità ex “ ne bis in idem”) nonché sulla eccezione di incompetenza territoriale svolta dalla difesa dell’ imputato che ha aderito al “ rito abbreviato”.

L’ eccezione di giurisdizione, fondatissima, si basa sul fatto che il sito Holy war è fuori dalla giurisdizione della repubblica italiana e Lei è cittadino norvegese, per cui la attività informativa di Holy war si è snodata tutta al di fuori della repubblica italiana e cioè negli Stati Uniti e in Norvegia.

Ho ricordato che lo stesso pubblico ministero aveva richiesto inutilmente il sequestro del sito  negli Stati Uniti, ricevendo uno sdegnato diniego dal Dipartimento Federale della Giustizia americano, poichè , in virtù del Quinto Emendamento della loro Costituzione loro si rifiutano di sequestrare e perseguire la libera attività di espressione politica. Ho sottolineato come un articolo del genere esiste anche nella nostra Costituzione ( l’ art. 21 ) ma della sua applicazione in sede giudiziaria non interessa a nessuno.

Ho ricordato che, non potendo sequestrare il sito, la procura ha inibito l’ accesso al sito stessa a tutti i cittadini della repubblica italiana, ordinando il blocco delle visualizzazioni in Italia. Cosicchè i cittadini italiani sono gli unici al mando in cui esiste una censura ad Holy war, che può essere visto anche nella Cina Comunista  e nella Corea del Nord, ma non in Italia….

Non ho mancato di sottolineare che uno stato che agisce così è uno “ stato canaglia”, che si arroga il diritto, non concesso dal diritto internazionale , di processare tutti i cittadini stranieri che gli pare, per fatti, per di più, avvenuti fuori dai suoi confini nazionali e per fatti legati a delitti di opinione che negli altri stati neppure sono reati. Una pretesa allucinante, non riconosciuta dal diritto internazionale e che non fa neanche la Corea del Nord ( dove peraltro il suo sito è visibile, a differenza che in Italia..).

Mi sono riservato ogni azione legale nelle sedi internazionali per questo modo di procedere. Ma non ce ne sarà bisogno.

La seconda eccezione è quella che è stata accolta. Anch’ essa in nome dello Stato di diritto.

 In Base a questa eccezione un cittadino non può essere processato due volte per lo stesso fatto.

Agli atti risulta che prima di questo, era stato aperto altro procedimento nei confronti Suoi  e di Holy War, presso la procura della repubblica di Roma. Tale procedimento venne archiviato in poco tempo con decreto definitivo del giudice delle indagini preliminari di Roma.

Lei ricorderà che, ancora nel 2013, avevamo richiesto alla procura di Roma un certificato in proposito, ma la procura di Roma ci ha negato tale certificazione, attestando il falso, cioè che non risultava esserci/esserci stata alcuna pendenza.

Poichè però il diavolo fa le pentole e non i coperchi, tale pendenza e relativo decreto di archiviazione è saltato fuori dagli atti penali di Bolzano, nascosto in una cartellina che non ci era stata fornita all’ atto del rilascio degli atti processuali, ancora nel 2013 ( l’ archiviazione romana era anteriore ).

Essendoci stata già un proscioglimento con archiviazione, il secondo procedimento di Bolzano non poteva essere aperto.

La procura di Bolzano,  in tutta evidenza a conoscenza della pregressa archiviazione, per poter procedere una seconda volta (!) contro un cittadino , per di più di uno stato estero, come Lei, avrebbe dovuto chiedere al giudice delle indagini preliminari di essere autorizzata a farlo, motivando  anche  quali  ragioni adduceva per processare una seconda volta un cittadino, per gli stessi fatti.

Senza tale richiesta e senza la eventuale conseguenziale autorizzazione, la legge vieta il secondo processo  e dispone che lo stesso, in ogni stato e grado debba essere “ stoppato”, dichiarato nullo e l’ imputato assolto per difetto di condizioni di procedibilità. Altrimenti, ho spiegato, il cittadino così torturato dall’ apparato giudiziario, ha diritto di ricorrere fino alla Corte di Cassazione e anche di richiedere il risarcimento dei danni, sia in sede nazionale, che in sede internazionale avanti alla Corte Europea dei diritti dell’ uomo. Nessuno può essere processato due volte  per lo stesso fatto.

Il Giudice ha accolto questa seconda mia eccezione e  ha pronunciato nei Suoi confronti sentenza di “ non luogo a procedere per difetto delle condizioni di procedibilità”. Una sentenza che rende giustizia a Lei e rispetta la legge e l’ ordinamento di legalità ampiamente lacerato dall’ azione della  procura.

Il processo per Lei è quindi finito. Non è stato neanche necessario per me sviluppare le altre eccezioni che avevo preparato : quella della nullità assoluta di tutti gli atti processuali in quanto a Lei non notificati nella Sua lingua (il norvegese) in cui non sono mai stato tradotti, come prevede la  legge italiana ; quella della nullità dell’atto di costituzione di parte civile del Governo Italiano, perché firmato da un sottosegretario senza  poteri di firma e senza atto formale di delibera in tal senso  ; nonché altre eccezioni di nullità dei capi d’ accusa formulati; senza dimenticare la illegittimità della citazione delle presunte parti offese per “ pubblici proclami” per non aver “ reperito i loro indirizzi”, senza prima neanche aver accertato che i loro nomi fossero veri o non si trattasse di omonimi…. Si profilava un processo di sapore medievale , cui saggiamente e con molto coraggio il Giudice ha detto “ basta” e lo ha fermato.

La motivazione della sentenza sarà depositata entro 70 giorni .

Con le pive nel sacco ritorna anche il Governo Italiano che, all’ epoca del premierato di Renzi , uomo legato a filo doppio alla lobby ebraica tramite il suo consigliere economico Gutengeld e il suo “ ministro della giustizia ombra” Emanuele Fiano , aveva elaborato una strategia di aggressione dell’ opposizione utilizzando l’ arma giudiziaria con l’ alibi della lotta all’ antisemitismo.

Come in altri processi analoghi, il Governo Italiano, dopo aver spinto dietro le quinte questo genere di processi politici da repubblica delle banane, ha avuto pure l’ ardire di costituirsi parte civile, richiedendo nel  Suo caso , la modesta cifra di         QUATTRO MILIONI DI EURO, da versare, probabilmente,  per compensare poveri personaggi del calibro di Mario Monti, del danno patito per le critiche di Holy War…

E hanno pure avuto il coraggio di scrivere che tale somma sarebbe stata quantificata “ in via equitativa “, come si legge nell’ atto di costituzione di parte civile qui sotto riprodotto….

Come dire  : rubare ai poveri per dare ai ricchi.. Questa è la equità del Governo Italiano.

Questa volta la rapina non è riuscita grazie a un Giudice coraggiosissimo e, parafrasando Shakespeare,  questa volta a Shylock non è riuscito di figgere le dita nel cuore della vittima…

Ringrazi Dio  per averLe concesso giustizia, anche perché in questi processi non mancano mai le ritorsioni agli imputati non pentìti e ai loro avvocati, rei solo di fare il loro mestiere e di non accondiscendere i moderni inquisitori.

Cordialmente.

avv. Edoardo Longo

Difensore del dott. Alfred Olsen

 - estratto della lettera con cui viene comunicato al dott. Olsen l' esito assolutorio del suo processo, quale editore del sito Holy War, attaccato dallo Stato italiano -








BIBLIOGRAFIA DELL' AVVOCATO EDOARDO LONGO IN MATERIA DI GIUSTIZIA E PROCESSI PENALI :