lunedì 7 agosto 2017

IL LAVAGGIO DEL CERVELLO DEI GOYM


Alzi la mano chi pensa che l’informazione in Italia sia libera! “Reporters sans frontières” nel 2016 classificava il nostro Paese al 77° posto su 180 per la libertà di stampa. A confronto con l’Italia persino Boswana, Burkina Faso, Armenia, Nicaragua e Moldavia fanno un figurone!

La responsabilità di questa grave situazione ricade interamente su chi controlla l’informazione in Italia; e qui le sorprese non mancano.

Le comunità israelite italiane contano ufficialmente 35.000 membri, che su un totale di 60 milioni di abitanti significa lo 0,6 per mille della popolazione. Da questo gruppo sociale provengano molti dei decision maker del mondo dell’informazione: De Benedetti, Paolo Mieli, Clemente Mimum, Enrico Mentana, Gad Lerner, Fiamma Nirenstein…

Possiamo dire che esiste una lobby ebraica che è responsabile del fatto che in Italia l'informazione non è libera. L’obbiettivo che questa lobby si è posto è ambizioso: il rimodellamento della pubblica opinione attraverso i mezzi di comunicazione di massa.

Fino a vent'anni fa sembrava chiaro a tutti che l'avidità delle multinazionali e della corporate banking – ovvero i Rothschild e i loro agenti – era responsabile delle guerre, della fame e dello sfruttamento nel mondo. Questa verità oggi è scomoda: si preferisce dire invece che l'uomo bianco - e cioè il Goy - è colpevole per tutti i mali dell'umanità e deve pagare il prezzo della sua colpa. Chi ci insegna tale lezione è proprio la stampa sionista - guarda caso!

Il mito della colpa dell’Occidente è nato in America, è arrivato in Italia attraverso i film di Hollywood e i documentari della BBC, viene ora predicato da autorevoli intellettuali e uomini politici italiani, come Laura Boldrini. Esso si basa su un vecchio e collaudato grimaldello dell’arsenale culturale ebraico: il senso di colpa. 

Dal peccato originale insegnato dalla Bibbia fino ai complessi psicologici escogitati da Freud, il meccanismo di plagio dei goym si ripete sempre identico a sé stesso.


I signori dell’informazione in Italia hanno agganciato a questo mito lo stereotipo del disperato che fugge su un barcone verso la Terra promessa: l'Italia. Questo stereotipo viene vomitato sulle nostre tavole dai telegiornali a pranzo e cena ogni santo giorno che Dio manda in Terra!

L’inganno inizia dalla manipolazione della parola e segue un protocollo ben preciso, che ora vi descriverò. Gli immigrati diventano "migranti", però se non lavorano e campano a spese del contribuente sono "profughi", se infine non hanno titolo per trovarsi in Italia si chiamano "richiedenti asilo". Se gli stranieri sono criminali vengono descritti con l’espressione “già noti alle forze dell’ordine” e se sono pericolosi terroristi ci raccontano che si sono "radicalizzati". Così le parole comunicano menzogne o al massimo mezze verità. L’inganno prosegue poi con la censura. Ad esempio i disordini provocati dagli immigrati sono ben documentati dai video che girano in Rete, ma ben poco viene pubblicato dai mezzi di informazione. I crimini degli stranieri sono riportati dalla cronaca locale, ma solo i casi più efferati vengono ripresi dalle tv e dai giornali nazionali. Questi fatti stonano con lo stereotipo del disperato in fuga dalle ingiustizie, di cui tutti noi saremmo responsabili: proprio per questo scatta la censura.

 Infine viene la diffamazione, che colpisce tutti coloro che vogliono comunicare una realtà diversa dalla menzogna cucinata dalla stampa sionista. Per costoro sono già pronte le etichette preconfezionate di fascista, razzista, sessista, omofobo, antisemita, negazionista, complottista… Accade così che quando il disagio inascoltato dei cittadini si tramuta in esasperazione e sfocia in atti eclatanti, la lobby sionista dell’informazione trasforma onesti padri e madri di famiglia in orribili orchi xenofobi.

Il fatto più importante è però questo: se esiste un codice linguistico rispettato da tv e giornali - il politcaly correct - significa che qualcuno lo ha elaborato e tale protocollo dimostra appunto che è in atto un piano.
Questa lobby sta costruendo un nuovo immaginario collettivo per gli italiani: a che pro? Per rispondere bisognerebbe conoscere i piani dei Rothschild e dei loro agenti di Goldman Sachs. A questo riguardo Barbara Lerner Spectre dichiara:

<< I think there is a resurgence of anti-Semitism because at this point in time Europe has not yet learned how to be multicultural. And I think we are going to be part of the throes of that transformation, which must take place. Europe is not going to be the monolithic societies they once were in the last century. Jews are going to be at the centre of that. It’s a huge transformation for Europe to make. They are now going into a multicultural mode and Jews will be resented because of our leading role. But without that leading role and without that transformation, Europe will not survive >>.

Barbara Spectre Lerner è la fondatrice e la direttrice di “Paideia”: l’organizzazione che seleziona e forma la classe dirigente ebraica dell'Europa di domani. Si tratta dunque di una fonte qualificata, che rivela il punto di vista dell’élite sionista sul piano Kalergi.

Naturalmente nessuno ha chiesto agli italiani se intendono rinunciare alla propria identità etnica e culturale; o se vogliono farsi carico delle conseguenze dell'invasione orchestrata dagli agenti dei Rotschild, come Soros.
In mancanza di consenso si usa la strategia dell'inganno, di cui la lobby ebraica della stampa è maestra.



ENRICO MONTERMINI





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