mercoledì 7 giugno 2017

COME NASCE UNA REPUBBLICA DELLE BANANE


[ abbiamo trovato sul web questo sintetico articolo sui brogli elettorali che battezzarono la repubblica italiana e sul taroccatissimo referendum sulla forma repubblicana. Lo proponiamo ai nostri lettori anche se non conosciamo l’ autore e la fonte.  I brogli elettorali sono stati accertati. Ci incuriosisce l’ accenno ai contatti fra Arma dei carabinieri e vaticano, di cui parla l’ articolo, circostanza che non conoscevamo e che per scrupolo va approfondita. Una repubblica delle banane che nasce come colonia delle potenze vincitrici del conflitto mondiale e che porta in sé i germi della corruzione e  del disprezzo del popolo sovrano : conoscendone la nascita, è facile intuire quale sarà la sua morte…..

Redazione di Dissonanze  ].



Nella giornata del 2 e nella mattinata del 3 giugno 1946 si tenne in Italia il Referendum per scegliere la forma istituzionale dello Stato, cioè tra Repubblica e Monarchia. Il Referendum fu a suffragio universale e, per la prima volta in Italia, votarono anche le donne.

Furono esclusi dal voto i cittadini della Venezia Giulia, della Dalmazia, dell’Alto Adige e della Libia (allora ancora italiana). Si disse che questi italiani avrebbero votato in seguito (sic), ma non se ne fece più niente.

Per assicurare l’ordine durante il Referendum fu costituita una polizia speciale formata da ex-partigiani.

Il 4 giugno i carabinieri, a metà spoglio, comunicano a Pio XII° (chissà perchè solo a lui) che la Monarchia si avviava a vincere.

Nella mattinata del 5 giugno, De Gasperi annuncia al Re Umberto II° che la Monarchia aveva vinto.

Dopo che i rapporti dell’Arma dei Carabinieri, presente in tutti i seggi, segnalarono al Ministro degli Interni Romita la vittoria della Monarchia, iniziarono una serie di oscure manovre ancora non del tutto chiare: nella notte tra il 5 ed il 6 giugno i risultati si capovolsero in favore della Repubblica con l’immissione di una valanga di voti di dubbia provenienza.

Accurati studi statistici hanno dimostrato che in quell’epoca non potevano esserci tanti votanti quanti ne sono stati conteggiati nei dati ufficiali del Ministero dell’Interno, dunque i voti giunti al ministero dell’Interno all’ultimo momento, che avevano dato la vittoria alla repubblica, erano scaturiti dal nulla.

Furono immediatamente presentati migliaia di ricorsi, ma con un arrogante sopruso non furono mai presi in considerazione.

In quelle due notti si svolse anche una vera e propria guerra tra i servizi segreti americani favorevoli alla Repubblica e quelli inglesi favorevoli alla Monarchia.


[ La famiglia Adams della repubblica italiana : Il Presidente Mummiarella, laBoldrina Presidenta,  fanatica delle " risorse" e della sostituzione etnica del popolo sovrano, la bidella ministra della Gender- istruzione, per la distruzione dei giovani italiani in età scolare. Un comitato di esequie..... ]. 


Il 10 giugno la Corte di Cassazione diede in via ufficiosa la notizia della vittoria della Repubblica affermando che avrebbe fatto la proclamazione ufficiale con i dati definitivi il 18 giugno. Ciò però non avvenne per cui la Repubblica, in effetti, non è mai stata proclamata !

Negli stessi giorni le truppe comuniste del maresciallo Tito (Yugoslavia) erano pronte al confine italiano per intervenire qualora fosse stata proclamata la vittoria della Monarchia.

Dopo la proclamazione ufficiosa della vittoria della Repubblica, furono scoperti nei luoghi più disparati, migliaia di pacchi di schede non scrutinate che furono prontamente distrutti.

A quel punto, il governo, proclamò in fretta e furia la vittoria della Repubblica e nominò Alcide De Gasperi (monarchico !) capo provvisorio dello stato.

Immediatamente scoppiarono rivolte in molte città italiane contro i brogli del Referendum. Particolarmente gravi furono i disordini a Napoli dove il 9, 10 ed 11 giugno la polizia speciale di cui abbiamo parlato prima impiegò autoblindo e carriarmati contro la folla inerme uccidendo 9 persone e ferendone centinaia.

A questo punto il Re Umberto II°, per evitare una guerra civile, parte per l’esilio, dopo aver diffuso un proclama in cui contesta la violazione della legge ed il comportamento rivoluzionario dei suoi ministri, che non hanno atteso il responso definitivo della Cassazione.


[ il Presidente Mummiarella nelle Sue funzioni presidenziali ] 



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