martedì 14 febbraio 2017

QUANDO IL MOSTRO HA FAME...


Prosegue la nostra piccola inchiesta sulle truffe giudiziarie in danno degli “avvocati dei poveri”, cioè i difensori d’ ufficio e quelli che svolgono difese a non abbienti con spese legali a carico dello Stato. Con la lettera che pubblichiamo, dimostriamo come i tribunali non paghino scientemente questi avvocati poco tutelati , ma siano prodighi di rubar  loro i loro magri compensi per elargirli a piene mani ( tanto non sono soldi  loro) a Equitalia, l’ altro mostro statale con cui intessono floridi e poco limpidi affari ( che dimostreremo nelle prossime puntate).
La lettera è autentica e proviene da un collega che, ingenuamente, dichiara di “ aver fiducia nella magistratura”. Abbiamo modificato la lettera quel tanto necessario per evitare il riconoscimento dei soggetti coinvolti.
( redazione di Dissonanze )


                                                                                                
Ch.mo Sig. Presidente del Tribunale,

Le scrivo per una questione amministrativa, ma per me molto pesante e anche sgradevole.

La prego di avere la pazienza di leggere questa mia . Confido sinceramente nel Suo intervento, perché aborro il genere di contenziosi e contrasti di cui all’ oggetto.

In breve :

Il sottoscritto ha subito un pignoramento presso terzi[1  ( Equitalia, la rapace agenzia di stato che è debole coi forti e forte coi deboli) avente per oggetto i crediti che ho maturato e sto maturando nei riguardi di questo tribunale, come professionista.

Le allego copia del pignoramento.

Pur avendo molto da ridire su taluni presunti crediti, ritenendo inutile fare una opposizione per ragioni formali che non avrebbe cancellato il debito [2], non ho impugnato il pignoramento.

In seguito, a fronte di istanza di rottamazione e sgravio di diversi crediti , il pignoramento iniziale è stato ridotto  a “ soli”[3] euro 9.423,45, come da comunicazione inviata il 21 novembre scorso al Suo tribunale e che Le allego.

Alla luce sia degli sgravi, che della istanza di rottamazione, in detta riduzione di pignoramento, Equitalia dichiara sospeso il pignoramento.

Forse sono ignorante perché non pratico da vent’ anni il diritto processuale civile, ma “ sospeso” a casa amia significa che , per il momento, detto pignoramento non è esecutivo e che , in altre parole, le voraci fauci di Equitalia non devono essere satollate con il sangue del contribuente, ma rimangono chiuse , fino alla definizione di quanto è in corso di accertamento….

Apprendo successivamente, che in data non meglio precisata, il Suo ufficio preposto, nella persona del funzionario (…) , si è premurato di nutrire, non necessitato a farlo, il mostro che languiva a fauci socchiuse , gettando in quel pozzo senza fondo la bellezza di un mio credito di euro 1.700. .



Come è stato possibile sottrarmi il mio denaro se è il pignoramento era sospeso ?

Non solo : da una verifica della piattaforma dei crediti risultava evidente la dicitura “ sospeso” con riferimento al pagamento ad Equitalia e sono dopo viene , illegittimamente me lo consenta, dichiarato “ pagato”. Ma non a me, ma al mostro

Ma non solo !

 Io attualmente non so neppure quanto denaro sia stato gettato nelle fauci del mostro : infatti, oltre alla comunicazione che le allego non ne ho ricevute altre, ma in data di dieci giorni fa Equitalia, mi scrive  certificando di aver ricevuto dal Suo tribunale somme per 3.945,21 euro, pari ad altrettanti pagamenti di mie parcelle. Sensibilmente di più rispetto a quelli di cui sono stato informato dai Suoi cancellieri e per una somma notevolmente superiore a quella dichiaratami dal suo  ufficio. 


Posso sapere quante delle mie sudate retribuzioni i suoi funzionari hanno elargito allegramente , a pignoramento sospeso e senza neanche darmene contezza ?


Io ho una famiglia da mantenere e  per me questi soldi sono tanti !

E’ mai  possibile che mi si possano sottrarre le retribuzioni  in questo modo, e senza neppure esserne avvisato ? ma è un comportamento degno di uno stato di diritto questo ?

§

In sostanza, Stimatissimo Presidente, io mi permetto di chiedere tramite il Suo intervento e la Sua Autorità sui Suoi sottoposti di cancelleria :
a)       
La restituzione delle mie somme elargite illegalmente a Equitalia a fronte di un pignoramento sospeso.

b)
la indicazione precisa di quanto elargito a Equitalia perché non mi è dato saperlo, e questo è francamente ignobile. Quelli sono soldi MIEI e non dei Suoi funzionari.

c)
Il blocco immediato dei pagamenti ad Equitalia.


Diffido dall’ effettuare altri versamenti illegali ad Equitalia, in considerazione anche che io ho fatto istanza di rateizzazione per quanto concerne le partite del pignoramento de quo e sarebbe onesto, visto che Equitalia tarda a rispondere, non arricchire illegalmente detto mostro esponendo un modesto lavoratore a difficoltà economiche senza pari nel mantenere la propria famiglia.


Confido moltissimo nel senso di giustizia ed equanimità che contraddistingue Ella e l’ ordine giudiziario che ho sempre visto, da oltre vent ’ anni e fin da quando da giovane trattavo diritto del lavoro , sempre in prima linea nella difesa dei lavoratori meno garantiti.
Rispettosamente, resto in attesa fiduciosa di un Suo riscontro.

( lettera firmata ) 


PER SAPERNE DI PIU’ LEGGI GLI ALTRI POST :







[1] Giova sottolinearLe che nessuno di questi crediti riguardano ipotesi di evasione fiscale (…)  altri crediti oggetto del pignoramento de quo sono mancati pagamenti degli esosi contributi della Cassa Forense .

[2] Ho preferito rinvolgermi agli enti asseritamente creditori per accertare parziali pagamenti effettuati e di cui l’ esattore Equitalia si è “ dimenticato” e conto sullo sgravio parziale di un tanto.

[3] “ Soli “ : per il mio target di clienti è una cifra che a stento riesco a raggranellare nel corso di quasi un anno di duro lavoro….