martedì 17 gennaio 2017

ALLEGRIA DI NAUFRAGHI



le proteste dei  migranti presso i centri di accoglienza...

E così gli invasori alzano la posta.

Dopo aver ottenuto quello che chiedevano, si sono resi perfettamente conto che possono chiedere ancora di più e se non viene loro dato, hanno la forza per pretenderlo.

 Con le buone o con le cattive. Il problema è però che mai nessun invasore ha chiesto con le buone e loro per quale ragione dovrebbero rappresentare un’eccezione?

Infatti pretendono con la forza, sfasciando i centri di accoglienza, occupando le strade e intimorendo gli italiani. I quali italiani, anzi, italioti, invece di ribattere colpo su colpo, se ne stanno chiusi in casa sperando che i disordini si sviluppino magari in un quartiere che non sia il loro.

 Questa mentalità gretta ed egoista è la nostra dannazione e sarà la causa della nostra fine.

E sti italioti senza spina dorsale, sono oltretutto pronti a criticare coloro che fanaticamente sono pronti alla lotta, credendo che tutto si aggiusti con “leggi democratiche”, come se gli invasori fossero disposti ad abbassare la testa perché una legge glielo impone!

Dunque i responsabili di questo sfascio sono certamente i milioni di allogeni che hanno occupato il nostro territorio, ma ancora più responsabili sono i perbenisti, i moderati, sono quelli che “Oh, guai ad essere estremisti o fanatici”, quelli che pensano solo a se stessi e non alle generazioni future, quelli che guardando il proprio ombelico credono d’aver visto il mondo, quelli che ammettono il sacrificio solo se finalizzato ad un aumento di stipendio.

Vittime di un deviato concetto di accoglienza che, per sentirsi orgogliosi di dare ricetto a centinaia di migliaia di delinquenti parassiti dell’ Africa Nera, pregiudicano il futuro dei propri figli e dei propri connazionali, facendo collassare una nazione nel degrado più totale e privandola anche della sua identità biologica, culturale, storica e religiosa.

Il Vangelo insegna ad amare come se stessi  il prossimo, mica il lontano ! Lungi da me la tentazione di voler interpretare personalmente il Vangelo, ma con questo mio commento intendo solo sottolineare quanto già presente nell' Antico Testamento : il profeta Isaia, nel cantare le lodi delle opere di carità gradite a Dio, ricorda sì l' accoglienza dello straniero ramingo in terra d' altri, ma sottolinea come tale accoglienza trovi il limite che tale accoglienza  " non danneggi la propria famiglia". Penso non sia eretico ritenere che, di fronte ad una " accoglienza" che è solo una auto - invasione di massa,  per " famiglia " si debba intendere l' intiera  nazione, costretta - spesso contro propria volontà - ad aprire le porte a tutti i cialtroni e parassiti dell' Africa Nera.

Ed è giusto che l' amore indiscriminato verso il prossimo trovi il limite della " propria famiglia" : anche verso di essa e i propri connazionali ci sono dei doveri precisi, anche prioritari secondo il diritto naturale ( mai negato dalla legge di Dio, da cui lo stesso diritto naturale promana ) , e non è giusto che il bene di qualcuno ( lo straniero " importato"..) sia a discapito del bene di un altro ( il parente o il connazionale).

Dio non vuole certo il bene di qualcuno a discapito del bene di un altro : chi avrebbe l' ardire di sostenere che, per il bene materiale dei finti profughi in cerca di vizi, si debba sacrificare il bene dei propri figli e nipoti e degli altri consanguinei e connazionali ? 




D' altro canto, i predicatori dell' accoglienza a tutti i costi non hanno neppure il diritto di costringere chi non crede, cristiano o no, al " dovere" di una  accoglienza cieca, incondizionata, assoluta  : neppure questo  ritengo Dio consenta, cioè imporre agli altri una propria idea di " bene" senza il consenso di chi , per questo " bene" altrui, ne trae un danno e ne è perciò legittimamente contrario. Dio rispetta  il libero arbitrio di tutti, che non può essere certo coartato da un governo mondialista o dai desideri di lucri delle cooperative rosse o vaticane..... I pingui affari di questi importatori di schiavi che ci azzeccano con l " amore per il prossimo"

Sono considerazioni, queste, che fanno tra sè e sè tutti i cristiani, ma che spesso non osano pronunciare per timore che su di loro cada qualche anatema...

In sostanza, gli esponenti dell' establishment  clerico - progressista ci impongono di  piegarci  ad una ottica distorta ed invertita della carità cristiana, dove l’ africano, violento e semi-cannibale   , diventa il prossimo – da accogliere ed accudire assecondando i suoi vizi - a spese del  proprio  connazionale , che diventa così lontano da essere dimenticato e  può anche morire di stenti e di freddo sotto un ponte e su una strada.

Distrofia della vista, del cuore e della morale.

Questa non è mentalità misericordiosa, ma è patologia senza rimedio.

E intanto, piano piano, senza nemmeno accorgersene, gli italioti infilano la testa nel cappio che i vari Soros e  le loro fiumane di delinquenti africani e islamici saranno ben lieti di stringere, quando sarà giunto il momento opportuno.

Allegria di naufraghi.

Naufraghi che sono gli Italiani, mica le orde di migranti coccolati dalla Marina Militare Italiana : loro una casa la stanno trovando : la nostra. E noi la perdiamo : grazie all’ Italia e al sistema equitaliota.


Observer



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