venerdì 23 dicembre 2016

CANTO DI NATALE 2016


La magistratura italiana come Superciuk : ruba ai poveri per dare ai ricchi, cioè per dare a se stessa – Lo scandalo delle parcelle non liquidate in dieci anni agli avvocati dei non abbienti – uno dei tanti scandali e corruzioni che si svolgono dietro le ovattate sale dei “ palazzi di giustizia”…



Egr. Sig
.
PRESIDENTE DEL TRIBUNALE
Di ………….

                      
I
ll.mo Sig. Presidente del tribunale,

Mi trovo costretto a rivolgermi ad Ella per il riconoscimento di un mio diritto a lungo negletto e ancora non riconosciuto.

Come vede, in allegato le trasmetto una notula per la liquidazione di mie spese e competenze in un procedimento penale svoltosi avanti a questo tribunale e nel quale un mio assistito venne ammesso al beneficio del gratuito patrocinio.

Tutti i dati di detto procedimento sono indicati nella notula allegata, come pure il nominativo del giudice che avrebbe dovuto, nei termini di tempo contenuti previsti dalla legge, provvedere a tale liquidazione.

Questo non è mai avvenuto, nonostante il lungo tempo trascorso [1] e nonostante miei ripetuti, cortesi solleciti, ai quali non è stato dato mai alcun riscontro.

A questo punto, sono stato costretto a rivolgermi a Ella, presidente del tribunale, certo che il potere di moral suasion insito nella Sua carica, possa smuovere il giudice tenuto ad un tanto ad adempiere al suo dovere di liquidazione, una buona volta.

E’ inutile sottolinearle come non mi posso permettere di “ buttare” i pur magri guadagni che mi derivano dal lavoro svolto come “ avvocato dei poveri” : i tempi sono grami per tutti quelli che devono guadagnarsi da vivere senza contare su uno stipendio, magari lauto come quello giudiziario,  e un “ avvocato dei poveri” è difficile pensare che sia ricco, non crede ?

Per questo insisto nel richiedere la liquidazione delle mie competenze legali.

Negare ai lavoratori la mercede, mi insegnavano al Catechismo quando ero bimbo, è un “ peccato che grida vendetta al cospetto di Dio” e non trovo né giusto, né morale  negare la retribuzione, anche modesta e infinitesimale, a chi ha lavorato.



Tanto più che, nel caso di specie il “ datore di lavoro/liquidatore” ha l’ ampio potere discrezionale di liquidare quello che gli pare : un potere che se concesso ai proprietari delle fabbriche farebbe insorgere gli operai, mentre invece, non so perché, noi avvocati stiamo a capo chino ad aspettare l’ obolo del padrone…..

So benissimo che una volta liquidato il mio credito, dovrò attendere una miriade di anni per vedermelo, con grazia sovrana, concretamente erogare , magari quando sarà stato abbondantemente eroso dal tempo, visto che non vengono concessi neanche gli interessi su questi crediti…..

Pazienza, aspetterò, magari compenserò questi crediti con le tasse da pagare, che questo stato generoso non manca di imporre con rigorosa determinazione ai propri sudditi

Ma intanto chiedo mi sia liquidato il mio credito . Ho atteso il mio tempo, direi.

Confido nel suo intervento e , visto che siamo nei giorni di Natale mi permetto di porgerLe gli auguri di Buone Feste, confidando che Ella voglia mettere la parola “ fine “ a questa penosa vicenda che, dato il contesto natalizio, mi ricorda certe amare novelle di Dickens.

Distinti saluti.

Allegata istanza di liquidazione compensi non evasa.

Avv. Edoardo Longo



APPUNTO DELLA LANTERNA  :

PER SAPERNE DI PIU’, LEGGI “ IL GABINETTO DI VOSTRO ONORE” , LIBRO AL VETRIOLO  DELL’ AVVOCATO EDOARDO LONGO :










[1] Basta consultare la data della istanza.