martedì 15 novembre 2016

SOROS E L' ITALIA



Mai dimenticarsi che George Soros, il parassita della finanza globale e architetto delle rivoluzioni colorate all over the world, è colui che venne insignito a Bologna nel 1995 della laurea honoris causa in economia da Romano Prodi.

I motivi di questa onorificenza?

Tre anni prima, nel settembre 1992, tramite una speculazione finanziaria aveva guadagnato 1,1 miliardi di dollari facendo svalutare la sterlina e costringendola a uscire dallo SME (sistema monetario europeo). Lo stesso giorno il "filantropo" internazionale attaccava anche la lira.

 A seguito dell’intervento speculativo di Soros, l'incompetenza e la complicità di personaggi quali Carlo Azeglio Ciampi e Mario Draghi, allora rispettivamente governatore della Banca d'Italia e Direttore generale del Tesoro, vennero regalati a Soros 15.000 miliardi di lire (più di 7,7 miliardi di €), una perdita secca provocata da un utilizzo più complice che maldestro di riserve per 48 miliardi di dollari che non ha impedito una svalutazione della lira del 30% e una sua uscita dallo SME.



 Per questo il preside della Facoltà di Economia dell'Università di Bologna, Stefano Zamagni, già strettissimo collaboratore di Prodi e responsabile dell'Ulivo per le politiche sociali e le risorse umane, lo accolse nell'Aula Magna di Santa Lucia con queste parole: "Lei è un esempio per tutti noi su come si devono gestire gli affari, l'economia e favorire il progresso della società e degli Stati".

Da allora in avanti Soros e i suoi compari di Stato non hanno fatto altro che dare sempre miglior prova di sé, con i risultati tangibili che abbiamo tutti sotto gli occhi.


Paolo Sensini


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