lunedì 8 agosto 2016

L' ARRICCHIMENTO CULTURALE PORTATOCI DELLE MIGRAZIONI


[ Il Crocefisso recentemente oltraggiato e profanato a Venezia, da alcune " risorse" che abbiamo importato in Italia ] 

Ho atteso qualche giorno prima di scrivere il seguente post.

Tutto come da copione.

Non si è trattato di mancanza di rispetto nei confronti della vittima. Voleva essere un modo per riflettere sulla ipocrisia imperante, capace di far morire due volte i fedeli servitori dello stato perché non fanno comodo al politicamente corretto. Se a Ventimiglia fosse morto un clandestino irregolare (giustamente, perché ogni vita e' sacra e bisogna custodirla e salvarla), sarebbero state già indette fiaccolate, cortei di protesta contro la polizia "razzista e fascista", si sarebbe scatenato il finimondo da parte di antagonisti e supporters ideologici del buonismo radical chic.

Per non parlare dei twitt strappalacrime, condivisi come monito affinché il male non avvenga più. Già sarebbe partita la richiesta, incoraggiata dai media di regime per intitolare un aula a questa nuova vittima delle forze dell'ordine. Purtroppo non è stato così. Non sarebbero poi mancate visite urgenti da parte delle più alte cariche dello Stato, promesse di passaporto e mantenimento vita natural durante per tutta la famiglia. Il silenzio imbarazzante è la dimostrazione più evidente del crollo dei valori della società in cui viviamo. Niente sdegno, e nemmeno supporto di circostanza. La vicinanza alla famiglia del poliziotto è partita nei social network, da parte di quel popolo che ormai non è più sovrano, secondo quanto stabilito dalla costituzione.

È morto solo un italiano, anzi, meno ancora: un rappresentante delle Forze dell'Ordine. E quindi c'e` il silenzio Non se ne deve parlare.

La censura non si ferma. "A Venezia, nelle scorse ore -commenta Giuliano Guzzo-, quattro donne velate, in una chiesa, hanno sputato sul Crocifisso dopo che due giovani orientali, ieri, avevano ricevuto la Comunione per poi sputare la particola e scappare. “

Ora, non dico una crociata, un processo o una prova di coraggio (sapete com'è: servirebbe averne), ma un sussulto - davanti a notizie così - era lecito aspettarselo. Invece, manco la panzana del disagio psichico stavolta: direttamente il silenzio. Ecco, questo post è per dire che a me, invece, tutto questo fa inorridire. E chi offende il Sacro offende me, la mia terra, i miei avi.

E pure chi non lo difende.



Don Salvatore  Lazzara