venerdì 29 luglio 2016

ISLAM RELIGIONE DI PACE ?


Colpisce stamattina la visita di Papa Francesco al Santuario di Jasna Gora, dove si trova custodita l'immagine della Vergine colpita e sfregiata nel volto, tanto cara ai cattolici polacchi. La santa icona della Madonna, nel corso dei secoli è diventata il segno identitario del popolo oppresso dai vari regimi e dalle ideologie, possa suscitare nel cuore del vescovo di Roma, sentimenti di profonda fede, senza la quale non è possibile costruire la città di Dio. Abbiamo bisogno di edificare ponti, poggiati su Cristo, pietra e roccia irrinunciabile della salvezza dell'uomo. L'immensa moltitudine di fedeli, sacerdoti e vescovi, raccolti in preghiera ai piedi di Maria, ottengano dal cielo la grazia di non rifiutare le radici su cui è edificata la Chiesa e l'Europa.

Ricordiamo Padre Jacques, ucciso in odio alla fede. La testimonianza di questo umile servitore del Vangelo, non può passare inosservata. Il suo sacrificio possa risvegliare la gioia di essere cristiani. Il sangue versato ai piedi dell'altare si è mescolato con quello del Signore Gesù morto sulla Croce, per la salvezza del mondo. Certamente affermare questa verità potrebbe urtare il politicamente corretto, che in tutti i modi cerca di cancellare la presenza cristiana in occidente.



La minimizzazione del martirio, chiamando a difesa forme di prudenza per non accentuare lo scontro; la continua battaglia mediatica, tesa a nascondere la portata gravissima dell'evento, riducendolo ad un gesto folle di squilibrati, che guarda caso entrano in chiesa seminando terrore al grido di Allah Akbar, e procedendo allo sgozzamento di un ministro di Dio dopo il deciso rifiuto ad inginocchiarsi, mentre l'altro terrorista recita versi del Corano, non può essere un episodio grave isolato, senza nessun significato religioso. Purtroppo e lo diciamo con dolore, è stato compiuto in nome di Allah.

Il martirio di Pere Jacques ha un significato preciso: l'eliminazione fisica è una forma di conquista e di sottomissione. Da questa prospettiva è necessaria una seria riflessione sul tema dell'integrazione. Chi viene accolto, come avviene nelle nazioni a maggioranza musulmana, deve accettare i valori e le tradizioni del paese ospitante. Senza esitazioni. Invece in Europa avviene l'esatto contrario: procedere in questa direzione viene etichettato come fondamentalismo o peggio come razzismo. Ribadiamo il dovere umano e cristiano di accogliere i profughi. Ma con l'attenzione di non far entrare quanti hanno intenzione di compiere azioni malvage e violente contro gli infedeli.


Ritorna allora quanto mai attuale il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona. L'Islam per essere religione di pace, a partire dalla fede, ha il dovere di scartare ed eliminare la violenza dalla sua compagine sociale e religiosa. L'esempio di Padre Jacques, possa aprire la porta del cuore di quanti per paura fuggono davanti al male e si riparano dietro il perbenismo ideologico che non permette di agire secondo lo spirito del Vangelo. Abbiamo la responsabilità di gridare la verità dai tetti perché la Parola di Dio è come una spada a doppio taglio che chiede di aderire alla luce e rifiutare le tenebre. Coraggio! Il Signore è con noi. Non abbandona i suoi figli. E a quanti sono fedeli riserva il premio eterno della gloria. Dopo la tempesta arriva sempre il sereno.


Don Salvatore Lazzara


SAN FRANCESCO E IL SULTANO


Il Sultano d'Egitto sottopose a Francesco D'Assisi un'altra questione: "II vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vuol togliervi la tonaca, dunque voi cristiani non dovreste imbracciare armi e combattere i vostri nemici".
Rispose San Francesco: "Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo.

Il perdono di cui Cristo parla non è un perdono folle, cieco, incondizionato, ma un perdono meritato.

Gesù infatti ha detto: "Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e, rivoltandosi, vi sbranino". Infatti il Signore ha voluto dirci che la misericordia va dispensata a tutti, anche a chi non la merita, ma che almeno sia capace di comprenderla e farne frutto, e non a chi è disposto ad errare con la stessa tenacia e convinzione di prima. Altrove, oltretutto, è detto: "Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da te”.

E, con questo, Gesù ha voluto insegnarci che, se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell'occhio, dovremmo essere disposti ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tentasse di allontanarci dalla fede e dall'amore del nostro Dio. 

Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo massima giustizia quando vi combattono, perché voi avete invaso delle terre cristiane e conquistato Gerusalemme, progettate di invadere l’Europa intera, oltraggiate il Santo Sepolcro, distruggete chiese, uccidete tutti i cristiani che vi capitano tra le mani, bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla sua religione quanti uomini potete.

Se invece voi voleste conoscere, confessare, adorare, o magari solo rispettare il Creatore e Redentore del mondo e lasciare in pace i cristiani, allora essi vi amerebbero come se stessi".

(Numero 2691 delle Fonti Francescane)


MUSSULMANI " MODERATI".......


Islam : una religione di pace ? 

[...] Emblematico un aneddoto che ebbe a raccontare tempo fa Messori..

Un amico francese, religioso cattolico a Gerusalemme e noto biblista, mi raccontava di recente che , nel loro convento, serviva da sempre, come factotum, un ormai anziano musulmano. Onesto, gran lavoratore, di tutta fiducia, faceva ormai parte della famiglia e tutti quei religiosi gli volevano bene, sinceramente ricambiati.

Un venerdì, l’uomo tornò dalla moschea con un’aria accasciata. Il superiore della casa, insistendo, riuscì a farlo parlare. Disse: <<Oggi l’imàm che dirige la preghiera ci ha detto, nella predica, che nel giorno del trionfo di Allah e del suo Profeta, nel giorno che presto verrà e in cui libereremo questa Santa Città da ebrei e cristiani, tutti gli infedeli che non faranno subito professione di fede dovranno essere uccisi.

Così vuole il Corano cui noi tutti dobbiamo obbedire>>. Una pausa, e poi: «Ma non tema, padre , sa che io vi voglio bene , so come fare, se dovrò sopprimervi troverò il modo di non farvi soffrire».

L’aneddoto, purtroppo, è autentico”.


martedì 26 luglio 2016

L' UOMO DELLA PROVVIDENZA

L' ultima opera dell' indimenticabile Filippo Giannini.

L' antologia raccoglie gli ultimi articoli pubblicati dal blog " Dissonanze", il blog dell' avvocato Edoardo Longo.

L' antologia è percorsa da un filo conduttore : la meritoria opera di Benito Mussolini e del Fascismo che trasformò l' Italia , da  paese povero ed arretrato, in una grande nazione moderna, che garantiva crescita e benessere attraverso lo stato sociale realizzato in quegli anni.

Un libro obiettivo che restituisce dignità ad un periodo storico vilipeso e deformato dai nani della repubblica attuale , che strappato il tessuto dello stato sociale, stanno destinando gli Italiani ad ogni tipo di miseria economica e morale.

Un libro insostituibile ed un poderoso contribuito alla Verità storica. Scritto in modo sereno e scorrevole  , è adattissimo per le giovani generazioni in quanto cura il dilavamento del cervello e la disinformazione  faziosa delle degradate scuole italiane a gestione pidiota.


LINK UFFICIALE DEL LIBRO :


... E MAOMETTO E' IL SUO PROFETA




di: Anonimo Pontino.

L’ Islam “ moderato” in azione….


I mussulmani, uccidono annualmente nel mondo circa 100.000 fedeli di altre religioni a motivo della loro fede non-mussulmana o non sunnita. E lo fanno in modo organizzato e metodico.

La strage avvenuta  nella notte tra l'1 e il 2 luglio a Dacca, la capitale del Bangladesh, corrisponde ad un omicidio rituale. L'uccisione per sgozzamento corrisponde a un atto vissuto come purificatore. Le vittime sono state prima torturate con armi da taglio, poi sono state fatte sdraiare sul fianco sinistro , poi sgozzati fino alla decapitazione.

Tutto questo accade in Siria ogni giorno. L'ISIS trasforma le prigioni in tribunali sommari con mattatoi e centri di uccisione annessi per sterminare cristiani e tutti quelli che sono in disaccordo. Questi mattatoi sono in funzione da anni, e solo nel futuro conosceremo la reale portata di questi orrori.

Questi mattatoi in Siria sono in realtà dei centri per compiere sacrifici rituali umani.

Rescue Christians ha ottenuto le prove filmate anche di questo fatto. Nei suoi video il boia declama questa preghiera prima di compiere l’assassinio:

“In difesa dei Sunniti, O Signore, O Signore, noi portiamo queste offerte a te, O Signore. Ti preghiamo di accettare queste offerte sacrificali, O Signore. O Signore, accetta questo da noi, accetta questo da noi. Nel nome di Allah. Bismillah (nel nome di Allah). Allahu Akbar (Allah è grande).” (5)

Ora, in connessione con questa affermazione, ecco un resoconto di John Eshoo, un reverendo assiro che sopravvisse al genocidio fatto dai turchi in Armenia, in cui egli descrive il metodo di macellazione usato dai musulmani Turchi sui cristiani come identico a quello usato per i sacrifici animali durante i digiuni islamici:

“Il terrificante luogo divenne letteralmente un mattatoio umano, che riceveva le sue vittime silenziose, in gruppi di dieci o venti alla volta, per essere giustiziate. Questi assiri indifesi marciavano come agnelli condotti al macello, senza aprire la bocca, se non per dire “Signore, nelle tue mani rimettiano i nostri spiriti.” I boia cominciavano con il tagliare le dita delle vittime, una falange alla volta, fino a quando entrambe le mani erano completamente amputate. Poi essi venivano distesi in terra, alla maniera degli animali sacrificati nel digiuno, ma con le facce rivolte verso l’alto e le teste appoggiate su pietre o blocchi di legno. Poi veniva tagliata loro la gola, ma solo parzialmente, in modo da prolungare la loro tortura, e mentre si dibattevano nell’agonia, le vittime venivano prese a calci e bastonate con pesanti mazze che gli assassini portavano con se. Molti di loro, mentre ancora in agonia, venivano gettati nelle fosse e sepolti prima che fossero spirati.” (6)




[ il martirio di Padre Jacob, assassinato da ISIS. Padre  Yacoub era un sacerdote che professava la sua fede in Siria. La sua unica colpa è stata di pregare sull’altare della sua Chiesa, non ha combattuto nè lanciato missili o aerei militari. Il martirio è passato sotto silenzio di tutti i media, preoccupati solo di martellarci con il “ dovere dell’ accoglienza” indiscriminata ].


Tutto questo sadismo e crudeltà venivano praticati secondo il metodo usato ancora oggi dalla macelleria rituale  per i sacrifici islamici di animali ( " halal"). 

Essendo praticata dappertutto la macellazione " rituale" degli animali, anche nel liberale Occidente, sono migliaia i mussulmani allenati a sgozzare, decapitare, squartare, dissanguare : inutile chiedersi come mai mussulmani di " buona famiglia" sono in grado di scannare con tanta maestria gli " infedeli" : un mussulmano su tre è in grado di farlo con facilità, proprio per questa cruenta consuetudine millenaria  che noi " tolleriamo" senza chiedersi cosa sia....




Questa teologia del sacrificio umano si basa sull’antichissima storia di Khalid Abdullah al-Kasri, che compì il sacrificio rituale di Jaad bin Durham al posto di un animale durante la Festa del Sacrificio islamica. Egli trascinò Durham in una moschea, e prima di versare il suo sangue, proclamò: “O popolo, sacrificate, Allah ha gradito i vostri sacrifici. Ora io sto per sacrificare Jaad bin Durham.” La storia è accettata come ortodossa da molti dei più influenti teologi musulmani della storia dell’Islam, come Al-Shafi’, Ibin Tayymiya, Bukhari, Dhahabi, Ibin Al-Qiyam, Darami e Ibin Katheer.

Un tedesco, che è stato testimone del genocidio armeno, gestiva un orfanotrofio nella zona di Moush dove i turchi stavano perpetrando i massacri. Quando chiese ad un ufficiale turco se ai bambini armeni sarebbe stato concesso un salvacondotto, il turco rispose: “Puoi portarli con te, ma essendo armeni puoi star certo che gli verranno tagliate le teste lungo la strada.”(1)

Una lettera scritta da una fonte anonima riferisce come i contadini turchi fecero a pezzi un gran numero di armeni usando i loro attrezzi agricoli: “Nella valle di Beyhan Boghazi, a sei o sette ore di distanza dalla città, essi furono attaccati da un’orda selvaggia di contadini turchi, e, come ordinato, furono tutti massacrati con mazze, martelli, accette, falci, zappe, seghe - in una parola, con ogni attrezzo che possa causare una morte lenta e dolorosa. Alcuni tagliarono loro teste, orecchie, nasi, piedi con le falci; altri gli cavarono gli occhi.. I corpi delle vittime furono lasciati smembrati nella valle, in pasto agli animali selvatici.”(2)

Può esistere un Islam moderato?

Domandiamoci perché tra tutte le religioni solo l’islam combatte e ammazza in modo tanto massiccio e organizzato eliminando gli infedeli che non si convertono , facendo vere e proprie guerre di religione e islamizzazione?


[ Genocidio turco degll Armeni : donne cristiane crocifisse ] 



Islam : che cosa ha di diverso dalle altre religioni.

Come è noto, il Corano contiene comandi espliciti a sterminare senza pietà chi non accetta il Corano stesso:
– Circa gli infedeli (coloro che non si sottomettono all’Islam), costoro sono “gli inveterati nemici” dei musulmani [Sura 4:101]. I musulmani devono “arrestarli, assediarli e preparare imboscate in ogni dove” [Sura 9:95]. I musulmani devono anche “ circondarli e metterli a morte ovunque li troviate, uccideteli ogni dove li troviate, cercate i nemici dell’Islam senza sosta” [Sura 4:90]. “Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano” [Sura 2:193]. “tagliate loro le mani e la punta delle loro dita” [Sura 8:12]

Un musulmano può uccidere ogni persona che desidera se è per “giusta causa” [Sura 6:152]

– “Essi (gli infedeli ndr) devono essere uccisi o crocefissi e le loro mani ed i loro piedi tagliati dalla parte opposta [Sura 5:33]- “Sappiate che il paradiso giace sotto l’ombra delle spade” [Sahlih al-Bukhari Vol 4 p55]
L’Islam insegna a colpevolizzare i diversi, e a sentire te giusto e libero da colpa e dubbi anche se uccidi innocenti, e che non hai alcun bisogno di introspezione e autocritica. L’islam canalizza e sfoga l’insoddisfazione verso l’esterno, verso i diversi, in forma di aggressività, di conquista.
Se tutto va male è perché esistono persone che rifiutano l’Islam. Da qui la  sua inclinazione alla violenza e alla intolleranza.
Il principio politicamente corretto di “integrazione” è quindi un atto distruttivo e  mortale per l’Italia e per l’Europa.



La strategia islamica agisce con i seguenti strumenti:

-penetrazione finanziaria mediante l’acquisto di sostegni politici, di banche, di industrie strategiche, di mass media, pagati coi petrodollari dell’oligarchia islamica del petrolio;

-espansione demografica mediante immigrazione incontrollata e graduale occupazione di spazi territoriali

-intimidazione terroristica

- costruzione e imposizione di un’ “etica” strumentale alla sua penetrazione in Occidente, sostenuta dalle varie scimmie della politica italiana che si impegnano a finanziare la sostituzione etnica del nostro popolo con i nostri soldi.

Nessuna sicurezza ci potrà essere finché resteranno al potere quelli che hanno voluto le porte aperte all’immigrazione incontrollata.



Un esempio : il martirio di Marcantonio Bragadin.




Agli Italiani narcotizzati dal buonismo e dal clero affarista che guadagna con l’immigrazione, giova ricordare il martirio di Marcantonio Bragadin il 17 agosto 1571 dopo la difesa di Famagosta.

La difesa di Famagosta fu una della pagine più epiche mai scritte dalle armi italiane, inequivocabile dimostrazione della falsità con cui sempre si è dipinto l’italiano come pavido e incapace di combattere.

 I turchi pagano ogni assalto alle mura ed ogni sortita della cavalleria veneziana con decine di migliaia di morti: cifre da Prima Guerra Mondiale. Marcantonio Bragadin: uomo di rare virtù e coraggio, riuscì a galvanizzare la popolazione cittadina greca ed a gestire le magre risorse durante tutto l’assedio dei turchi.
Il 31 luglio 1571 gli esausti difensori respingono il quinto assalto generale: sono rimasti ormai meno di cinquecento uomini validi e la popolazione è alla fame. Il comandante dei turchi, l’arabo Lala Mustafà, rende note a Bragadin condizioni di resa estremamente vantaggiose: salva la vita e le proprietà di tutti, evacuazione a Candia di chi avesse desiderato e libertà di culto per chi fosse rimasto. Bragadin è titubante: vorrebbe respingere l’offerta, ma le delegazioni dei cittadini disperati lo scongiurano di accettare.

Bragadin sa quale sorte sia toccata a Nicosia dopo la resa: 20 mila persone sterminate nei metodi più orrendi, le donne che si gettavano dai tetti pur di non cadere in mano ai vincitori, duemila bambini e ragazze inviati nel mercato degli schiavi del sesso di Costantinopoli.

Bragadin tuttavia accetta la resa.

Mustafà finge cortesia per tre giorni, poi con un pretesto fa arrestare tutta la guarnigione cristiana. Il comandante turco è infatti furibondo: ha impiegato oltre 11 mesi per piegare la resistenza, ha perduto 52 mila uomini, fra cui il suo primogenito.

Quando si rende conto all’esiguità dei difensori, la furia, la frustrazione e il senso di inferiorità lo accecano. Fa decapitare tutti capitani esponendo le loro teste infisse su pali.

Tranne Bragadin .

A lui spetta una sorte agghiacciante: gli fa mozzare orecchi e naso, e poi rinchiudere in una gabbia sotto il sole: per tredici giorni il capitano italiano è stretto in agonia fra le sbarre arroventate mentre le ferite gli si infettano. Il 17 agosto, un venerdì, Lala Mustafà lo fa uscire, pestare e frustare, lo costringe a percorrere due volte il perimetro della città caricato di gerle piene di sassi ed immondizia sulle spalle piagate, facendogli premere dalla soldataglia la bocca in terra ad ogni passaggio davanti al suo trono. Lo fa quindi appendere per ore ad un’antenna nel porto, in maniera che tutti gli schiavi cristiani ai remi ed i prigionieri possano vedere l’orribile sorte del loro comandante.

Ma il pascià musulmano non è ancora sazio di vendetta. Bragadin è legato ad una colonna, più morto che vivo. Il carnefice gli si avvicina con lame affilatissime. Mustafà gli intima di abiurare la Croce ed abbracciare l’Islam. Ma Bragadin rifiuta. Il pascià ordina allora l’orrendo supplizio: il boia inizia a scorticarlo vivo, partendo dalla nuca e dalla schiena, lentamente, ripetendogli «convertiti e la tortura finirà! » Ma Bragadin non cede. Fino alla morte…..

Il martirio di Bragadin infocò gli animi e fu tra i motivi che spinsero le flotte cristiane a battersi come leoni fino alla vittoria, a Lepanto, due mesi dopo.


Anonimo Pontino





NOTE :

(1) Moush: Statement by a German Eye-witness of Occurrences at Moush; communicated by the American Committee for Armenian and Syrian Relief, in Arnold Toynbee, The Treatmen of Armenians in the Ottoman Empire, p. 89
(2) Angora: Extract from a letter, dated 16th September, 1915; appended to the memorandum (doc. 11), dated 15/28th October, 1915, from a well-informed source at Bukarest
(3) William Willard Howard, Horrors of Armenia,  ch. 1, p. 6
(4) Samuel Gridely Howe, An Historical Sketch of the Greek Revolution, ch. 3, pp. 99-100, brackets and ellipses mine
(5) Howe,  An Historical Sketch of the Greek Revolution, ch. 3, p. 100
(6) In Joel Euel Werda, The Flickering Light of Asia: or, the Assyrian Nation and Church, ch. 26, ellipses mine




lunedì 25 luglio 2016

TUTTO PER L' ORO


Continua presso l' editrice Lanterna la pubblicazione di romanzi controcorrente e in contrasto ai dogmi del pensiero unico mondiale.

Ecco la prima  ristampa dal dopoguerra di un romanzo  popolare per ragazzi di Ugo Mioni,  romanziere e sacerdote cattolico, molto popolare ed apprezzato fino al secondo conflitto mondiale, quando incappò nella censura totalitaria della lobby ebraica e in una feroce stroncatura di Antonio Gramsci che lo etichettò come " reazionario e antisemita cattolico ".

La storia di un giovane strangolato da affaristi senza scrupoli, fra cui spicca la sordida figura di un usuraio ebreo, molto frequente nella società del tempo.

Un avvincente romanzo, molto adatto per l' insegnamento ai giovani dei valori morali. Un testo controcorrente che ci riporta ai fulgori della narrativa cattolica per i giovani.


Il volume è arricchito dalle illustrazioni originali della edizione del 1936 e da una presentazione di Edoardo Longo. Questo romanzo fu la fonte di ispirazione del romanzo di Hugo Wast, dal titolo Oro.

Ancora una volta Ugo Mioni si rivela autore geniale, in grado di ispirare opere poi divenute famosissime, come avvenne con il suo romanzo storico “ L’ omicidio rituale” che ispirò la composizione del celebre libro - documento  “ Acedalma” sull’ assassinio di Padre Tommaso ad opera degli ebrei di Damasco : libro pubblicato con pseudonimo,  sotto il quale  forse si cela lo  stesso Mioni. ( LINK ). 

 Entrambi questi lavori sono stati editi dalla Lanterna,il secondo sotto il titolo di " Il martirio di Padre Tommaso per mano giudaica". 

Ma l' influenza culturale  di Mioni andò oltre, attraverso il tempo : infatti, il testo " Acedalma" ispirò a sua volta il celeberrimo " Gli azimi di Sion", libro che tratta dell' assassinio di padre Tommaso, ed opera del generale siriano Tlass : uno dei libri più letti del Medio Oriente in questi anni, tanto che le centrali del Pensiero Unico, attraverso il
CentroWiesenthal,  ne schedarono l' Autore come " pericoloso antisemita".

Lo stesso sprezzante giudizio che Gramsci sibilò contro Don Mioni, padre di tutta questa corrente letteraria misconosciuta. 

Ugo Mioni è ancora oggi odiatissimo  dalla lobby ebraica che ne ha interdetto la ristampa delle opere : una censura che ancora una volta è stata infranta dalle Edizioni della Lanterna che confidano nell’ apprezzamento dei Lettori più autenticamente liberi e che sanno apprezzare il coraggio editoriale.


LINK UFFICIALE DEL LIBRO :

INTRODUZIONE ALLA NATURA ECONOMICA DEGLI USA

Il presente volume è la ristampa integrale della prima edizione in Venezia, dicembre 1944 per la Casa Editrice delle Edizioni Popolari .

Da allora questo libretto di Ezra Pound non è più stato ristampato e questa ne è la prima edizione del dopoguerra.

Una efficace storia economica degli Stati Uniti ad opera di uno dei più grandi nomi della letteratura, e che si compendia in un concetto base espresso dall' autore : " la storia economica degli Stati Uniti è consistita in una serie di speculazioni fra la borsa di New York e quella di Chicago" : il motivo per cui un grande della letteratura americana divenne amico ed estimatore di Benito Mussolini....

Un ' opera unica ed introvabile.

LINK UFFICIALE DEL LIBRO :


IL TRADIMENTO DI BADOGLIO

Un classico della storiografia, finalmente ristampato, dalla prima pubblicazione del 1944 .

Sotto lo pseudonimo di "Italicus" si cela uno storico della scuola di Giovanni Preziosi.

Una impietosa analisi dei retroscena della sconfitta militare italiana nella seconda guerra mondiale, resa possibile anche dagli intrallazzi e tradimenti di elementi delle istituzioni italiane dell' epoca, in cui non mancavano affiliati alla massoneria ed elementi ebraici che  durante la guerra passarono a collaborare con le forze anglo americane e ne facilitarono la vittoria contro le forze italiane.

Un classico ancora oggi valido antidoto alla retorica resistenziale della repubblica nata dal tradimento.


LINK UFFICIALE DEL LIBRO :


venerdì 15 luglio 2016

LE CUPOLE IN TOGA



Il volume Anonima Estorsioni conchiude in maniera esemplare il nucleo portante dell’opera di denuncia e testimonianza, particolarmente precisa e incisiva, da parte di un avvocato scomodo e controcorrente come Edoardo Longo. Ci si riferisce qui specificamente ai due volumi, tra loro perfettamente complementari, Toghe e Forchette (scritto da “Robin Hood”) e, appunto, Anonima Estorsioni, scritto da Edoardo Longo. 

Mentre il primo riporta fedelmente e documentatamente il lunghissimo iter persecutorio (iniziato, all’incirca, agli inizi degli anni 90) dell’avvocato Longo ad opera dell’apparato forense-giudiziario di Pordenone, il secondo raccoglie ed espone, con la stessa documentata fedeltà, sia una serie di precise testimonianze sulle subdole dinamiche di ideazione e articolazione dei “misfatti” in questione (oltreché, articoli di giornali, lettere molto significative, interpellanze parlamentari), sia casi analoghi a quello dell’autore accaduti ad altri esponenti dell’ordine forense non solo in ambito nazionale ma anche in contesti extranazionali.

Il testo in questione, risulta essere uno scritto efficace, in quanto particolarmente  indicato a far comprendere anche al “comune lettore” di cosa si stia realmente trattando e come “ciò che sta effettivamente in ballo” riguardi da vicino pure la vita di tutti i “comuni cittadini”. Infatti, la marginalità della materia trattata (riguardante un aspetto cruciale dell’ambito forense-giudiziario, aspetto alquanto trascurato da parte dei vari osservatori e/o “addetti ai lavori”) è solo apparentemente tale, visto che invece investe in pieno il piano primario della pratica e un corretto svolgimento e esercizio della Giustizia, fattori che stanno alla base di qualsiasi “Contesto Civile”.

A tale riguardo, molto felice risulta essere la scelta operata dall’autore di non proporre uno scritto, da “biblioteca giuridica”, basato sulla trattazione di astratti cavilli legali, ma di esporre “casi pratici” di “malagiustizia” (facendoli assurgere, come afferma lo stesso autore, ad archetipi di condotte deviate e criminali da parte dell’avvocatura di regime) adottando uno stile letterario idoneo a catturare l’attenzione del lettore e con l’uso dell’accorto espediente di alterare nomi di luoghi e di persone (senza minimamente intaccare l’essenza dei fatti), espediente atto a preservare da facili ritorsioni tutti i “soggetti reali” coinvolti nelle dichiarazioni testimoniali.

Nella sua opera complessiva l’avvocato Edoardo Longo, autore del presente volume, ha inteso denunciare e portare a conoscenza del grande pubblico dei “cittadini comuni” tutta una serie di “misfatti” (abusi di potere, violazioni, prevaricazioni corruttele e quant’altro di analogo) perpetrati all’ombra di una, in molti casi, sempre più “presunta nobiltà” attribuita alla funzione forense ed ai Consigli dell’Ordine di Categoria: Consigli che “dovrebbero” soprattutto svolgere quella delicata funzione di vigilanza deontologica sull’operato dei propri appartenenti, eventualmente adottando le misure disciplinari del caso solo quando e se “effettivamente necessarie” e non per reprimere, come si sta invece verificando, forme di dissidenza.


Ebbene, come si potrà facilmente rilevare dalla documentata esposizione dell’avvocato Longo, tali Consigli dell’Ordine Forense agirebbero prevalentemente sotto l’input di “precise direttive generali” provenienti da parte di “Centri di Potere Occulti” di matrice sovranazionale (Centri di Potere che condizionerebbero pesantemente anche lo stesso Ordine Giudiziario”) e con finalità che vanno in direzione diametralmente opposta alla realizzazione del “Bene Comune”. Come sopra accennato, tali Consigli dell’Ordine Forense svolgerebbero sempre più la precipua funzione di veri e propri “Tribunali Speciali” perseguendo e reprimendo, senza esclusione di colpi e di mezzi, ogni forma di possibile dissidenza sino a distruggere professionalmente quei legali che, non accettando, in coscienza, di sottostare tacitamente ad un simile stato di cose, si ribellano e vanno controcorrente denunciando un tale quadro di degrado istituzionale, civile, morale e professionale.

Per meglio completare il quadro, riteniamo di dover, molto sommessamente, far anche presente sempre a tale riguardo come anche i Consigli degli Ordini dei medici “si battano molto bene” in tal senso: anzi, si potrebbe tranquillamente parlare di “percorsi paralleli” tra questi due Ordini professionali, percorsi che, in caso di necessità, si incrociano scambiandosi reciproca collaborazione al fine di colpire, con qualsiasi arma, quei professionisti dissidenti che denunciano i “sistematici misfatti” del Sistema vigente. Non sono pochi, infatti, i casi di quei medici “controcorrente” che, per il fatto di opporsi all’immorale e “ben remunerata dittatura delle multinazionali del farmaco”, fornendo soluzioni praticabili e alternative molto più economiche e alla portata di tutti, vengono poi ferocemente perseguitati e investiti con una virulenza corporativa da far accapponare la pelle. Questo abominevole tipo di pratiche, fatte di abusi, violazioni e prevaricazioni di ogni genere, viene poi posto in essere anche con la “sollecita collaborazione” da parte degli “addetti all’informazione”, la maggior parte dei quali si alimenta attingendo dalla stessa “nauseabonda mangiatoia” che, subdolamente, foraggia l’intero Sistema delle “Democrazie Occidentali”.    

Ma nei suoi scritti e nel suo volume Anonima Estorsioni, l’avvocato Longo fornisce delle coordinate precise circa l’individuazione dei suddetti “Centri di Potere Occulto” di matrice sovranazionale. Secondo l’avvocato Longo si tratterebbe, anzitutto, di quei “Centri di Potere Ebraici” che agiscono, appunto, a livello sovranazionale.

Quanto asserito da parte dal nostro autore merita senza dubbio un breve e dovuto approfondimento e da antropologo ritengo che un rapido excursus di antropologia storica ed economica sia quello maggiormente adeguato a fornire un quadro di riferimento sufficientemente ampio in cui si possano trovare dei riscontri effettivi a tale precisa e impegnativa affermazione dell’avvocato Longo.

Com’è risaputo, fra ottocento e novecento avviene una grande trasformazione dell’economia occidentale e proprio nel periodo che va dalla Restaurazione (Congresso di Vienna 1814-1815) alla prima Guerra Mondiale interviene un fattore che avrà un rilievo determinante sia per le vicende storiche che per la vita economico-politica dell’Occidente. Si tratta del sorgere di quel “Fattore Anonimo” e “Sovranazionale” dell’ “Alta Finanza” (“Haute Finace”): ovvero, di quella forma di “Capitalismo Finanziario Internazionale” che ruotava proprio attorno a potenti “Centri di Potere Ebraici”, rappresentati da potentissime famiglie di banchieri come, ad esempio, quella dei Rothschild, non a caso considerata “la più potente famiglia del mondo”(I Rotschild, dal 1823, sono anche i “Guarda Tesori del Vaticano”: la più importante carica che il Vaticano “doni”).

L’Alta Finanza era quindi una “Entità Finanziaria Sovranazionale” che condizionava fortemente, e continua a tutt’oggi a condizionare, governi e mercati e, conseguentemente, tutti i principali aspetti dell’esistenza umana individuale e collettiva (organizzazione politica, cultura, scienza, giustizia, produzione alimentare, salute, globalizzazione etc.)

Nel 1944 veniva pubblicato a Londra il volume La Grande Trasformazione, scritto da uno dei più importanti economisti e acuti storici dell’economia occidentale, l’ungherese Karl Polanyi. L’analisi di Polanyi (autore di idee socialiste e lontano da ogni sospetto di antisemitismo) esce dai binari della stretta e “comune impostazione economica” per assumere un taglio maggiormente di tipo economico-antropologico, impostazione, questa, che dà all’autore in questione quella profondità di visione che gli è sempre stata apertamente riconosciuta da più parti.

Ebbene, Polanyi è forse il primo autore a individuare così lucidamente contenuti, funzioni, implicazioni, organizzazione e fini dell’Alta Finanza (“Haute Finace”). In un passo del suo noto testo, La Grande Trasformazione, così si esprime: <la haute finace era il nucleo di una delle più complesse istituzioni che la storia dell’uomo abbia prodotto. Per quanto fosse transitoria essa era paragonabile in universalità, nella profusione delle forme e degli strumenti, soltanto con tutto il complesso di realizzazioni umane nell’industria e nel commercio, di cui divenne in qualche modo specchio e la controparte. Oltre al centro internazionale, la haute finace vera e propria, vi era una mezza dozzina di centri nazionali che si raggruppavano attorno alle loro banche di emissione e alle varie borse. La Banca Internazionale non si limitava al finanziamento di governi, alle loro avventure in guerra e in pace: essa comprendeva investimenti esterni nell’industria, nei servizi di pubblica utilità e nelle banche, oltre ai prestiti a lunga scadenza a imprese pubbliche e private all’estero [……].

Ecco così descritta e identificata, su rigorosa base storica, la “genesi moderna” della matrice dei “Centri di Potere Ebraici” più volte citata negli scritti dell’avvocato Longo. Un eventuale discorso sulla “matrice antica” di tali “Centri di Potere” sarebbe argomento altrettanto e forse ancora più interessante, viste le tematiche di antropologia religiosa in gioco e le loro molteplici implicazioni su vari piani dell’agire umano, discorso che non è però possibile affrontare in questa occasione.

Il suddetto quadro assume ulteriori precise conferme se si riflette sui recenti sviluppi dei criteri e delle normative giuridiche che regolano la questione del “Revisionismo Storico Internazionale” e, più specificamente, dei dispositivi legali che sanzionano il “negazionismo” dei crimini nazisti divenuto reato (“di opinione”): un vero e proprio attentato alla libertà di espressione e di pensiero, indegno di una “Società Democratica Civile” che pensa, inoltre, di poter esportare “Libertà” e “Democrazia” in tutto il mondo. Nel suo volume l’avvocato Longo riprende tale argomento facendo delle perspicue considerazioni e riportando le vicissitudini giudiziarie di alcuni studiosi e dei loro stessi legali che hanno avuto l’impudenza e l’ardire di difendere soggetti accusati di propugnare tesi  “Revisioniste” e/o “negazioniste” dei crimini nazisti.

I casi riportati sono quelli dell’avvocatessa tedesca, Sylvia Stolz, reclusa in prigione per oltre un anno con l’accusa di “negazionismo” dei crimini nazisti. L’iter persecutorio nei confronti dell’avvocatessa è iniziato quando questa ha deciso di difendere di fronte ad un Tribunale tedesco il “negazionista” Ernest Zuendel. Vi è poi il caso, in Francia, dell’avvocato Erick Delcroix, legale del prof. Faurisson capofila del “negazionismo internazionale”, sospeso dalla professione dall’Ordine degli avvocati di Parigi solo per aver pubblicato un testo critico in riferimento alle leggi liberticide antirevisioniste. Viene anche riportato il caso del prof. Frederick Toeben, animatore dell’Adelaide Institute e conduttore di importanti studi revisionisti. Nei suoi confronti venne aperto un processo per “revisionismo” da parte della magistratura australiana di Adelaide ed in quella circostanza il prof. Toeben non riusciva a trovare un legale che assumesse l’incarico per la sua difesa in quanto tutti gli avvocati del luogo si rifiutavano di assisterlo legalmente. Viene annesso, infine, il caso dell’avvocato Edoardo Longo stesso, autore del testo Anonima Estorsioni di cui ci si sta occupando in questa recensione, caso del tutto e per tutto assimilabile a quelli appena sopra menzionati.

È del tutto evidente che siamo in presenza di violazioni estremamente gravi ed anche inquietanti (libertà di pensiero e di opinione) per un “Consorzio Civile Democratico”: violazioni che rappresentano anche un “significativo indicatore” di cosa veramente si nasconda alla base della punta d’iceberg degli Ordinamenti Democratici delle Democrazie Occidentali.   

Come si può facilmente capire, e come lo stesso avvocato Longo sottolinea con molta lucidità nel suo scritto, non è impresa facile codificare il “crimine storico”. Chi deciderebbe, poi, della “Verità Storica”? IL Giudice?  Prendendo in considerazione, ad esempio, la questione ancora più complessa e magmatica della definizione di “Crimine di Genocidio” che, secondo la “fluidità semantica” adottata dall’attuale orientamento ermeneutico-giuridico, si applicherebbe quando vi sia il tentativo di distruggere in toto o in parte un gruppo etnico, religioso etc., è del tutto evidente che detta questione, così come viene posta e affrontata, presenta una intrinseca grande problematicità.

Come sostiene, infatti, sempre molto perspicuamente, lo stesso avvocato Longo, stando all’ampiezza della suddetta interpretazione può benissimo rientrare in un simile contesto qualsiasi conflitto odierno; e, questo, in ragione dell’enorme sviluppo tecnologico degli attuali armamenti. Visto, però, l’Inquietante Orizzonte Generale di Base da cui vengono indirizzate e regolate le cose, diviene anche del tutto immediato e spontaneo pensare che un simile tipo di “ampia fluidità”, in termini di definizione, di contesti di tale natura sia un artifizio voluto: un artifizio collegato ad una vera e propria scelta strategica atta a permettere, a chi muove occultamente le fila del gioco internazionale, di applicare le differenti categorie d’accusa in questione “ad uso e consumo dei propri fini e interessi”.   


Sempre come fa presente l’avvocato Longo, siamo, da tempo, pienamente entrati nell’ “Eclissi della Legalità” e, di fronte ad una metastasi così estesa e profonda, come quella dell’attuale “Giustizia Democratica”, sembra sia in sensibile e continuo aumento il numero di quei cittadini che, molto marxianamente, si sentono di affermare che, allo stato attuale delle cose, “alle armi della critica non rimane forse altro, ormai, che la critica delle armi”: concetto, questo, ribadito, nella sostanza e con parole proprie, dal grande maestro del nostro cinema, Mario Monicelli, in un suo intervento (avvenuto poco tempo prima della sua tragica scomparsa) ad un noto talk-show televisivo di prima serata.

In tale occasione il cineasta ha parlato dell’intollerabile e vergognoso stato di indecenza morale e umana raggiunto dai quadri politico-amministrativo-istituzionali nazionali, stato che, a suo avviso, andrebbe “unicamente rimosso con un duro e catartico moto di piazza”. Questa sarebbe, sempre secondo il medesimo, la sola maniera, “umanamente degna” e adeguata a “riscattare la dignità di una Nazione”, rimasta a disposizione (vista la portata del degrado del “Palazzo”, delle “Istituzioni” e di tutto ciò che ruota loro attorno), per risolvere e cambiare radicalmente l’attuale mortificante quadro nazionale. Pertanto, anche secondo il maestro Monicelli, in casi estremi le “Cupole corrotte e deviate vanno unicamente prese con i Forconi”.   
L’insieme di tutte queste considerazioni non può fare a meno di chiamare in causa i famosi Protocolli dei Savi Anziani di Sion. Qualora si trattasse di un “falso storico”, saremmo in presenza di un “falso” che, paradossalmente, corrisponde perfettamente alla realtà dei fatti e delle cose. Pertanto, bisognerebbe riconoscere che vi sono comunque stati dei “Savi”, dotati di stupefacenti capacità profetiche, in grado di scrutare le cose con incomparabile profondità di visione.
Il fatto, poi, che dal “Falso” scaturisca il “Vero” costituirebbe una “paradossale singolarità”, perfettamente in linea, in vero, con il carattere sovversivo (sotto tutti i punti di vista) del momento ciclico che stiamo vivendo: anzi, una simile “anomalia di genesi” ne rappresenterebbe l’emblema più consono e appropriato.

 Roma, 14 luglio 2016  


Dott. Paolo Marchetti


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