giovedì 28 aprile 2016

UNA GIORNATA PARTICOLARE


28 aprile, una giornata particolare.

Il pomeriggio del 28, tanti anni fa (e per tanti anni), c’era la Messa…sempre nella stessa chiesa (attigua al Di Cagno Abbrescia, i baresi sanno qual è, al momento non vi so dire come si chiamasse), sempre affollata dai tipi più strani, alcuni dei quali si facevano vivi solo in quella occasione.

A Bari, reduci della RSI ce n’erano pochini (se non ricordo male, una volta mi fu indicato un “Comandante Fumai”, quello dei “Mai morti”), ma nostalgici del regime tanti.

Si stringevano intorno a noi ragazzi per raccontare di quando Lui venne a Bari, di quella volta che quasi potevano sfiorarlo, di quella visita al campo di addestramento prima della partenza per la Grecia….

Era un bagno di ingenua nostalgia che male non faceva nemmeno a noi “figli del ‘68” (e anni successivi), sia pure a modo nostro…poi, piano piano, tutto finì: i vecchietti erano sempre meno o peggio messi, noi giovani eravamo in piena “storicizzazione” del fascismo, il prete ebbe qualche velata minaccia “cinese” e subì qualche pressione poliziesca.

Eppure, quando capitava di incontrarli, quegli anziani “irriducibili”, la loro domanda era sempre la stessa: “E quest’anno, niente Messa ?”

Giacinto Reale


( " ...recitate una preghiera e pensatelo"- Edda Negri Mussolini  

IO SONO SOCIALISTA


“Io sono entrato come socialista nella vita politica e come tale la lascerò. Già mio padre era un convinto socialista, e io mi nutrivo di queste idee quando prendevo ancora il latte materno, e più tardi, crescendo, ho continuato a seguirle, a coltivarle e a svilupparle nella mia mente. Debbo molto a mio padre. La mia strada di socialista era già stata tracciata: non avevo che da seguirla, il che feci con profonda convinzione”.

Non credo che il nostro avesse bisogno (e voglia) di mentire, quando diceva queste parole a George Zacharie, il medico inviatogli da Hitler a Salò,,,sapeva, certamente, di aver dovuto accettare nei venti anni precedenti dei compromessi, ma lo aveva fatto in nome del superiore interesse della Nazione….nel fondo del suo animo, restava sempre il sanguigno direttore di “Lotta di classe”.

( documento raccolto e commentato da Giacinto Reale )


IN MEMORIA DI BENITO MUSSOLINI


28 Aprile 1956 Secolo d'Italia. Giorgio Almirante ricordava così il brutale assassinio di Benito Mussolini. Lo scritto è ancora attualissimo :

Lo hanno ammazzato ma non sono riusciti ad ucciderlo.

Mussolini è odiato dagli antifascisti; ma sono proprio loro che gli rendono involontario omaggio, anche nell'odio. Lo perseguitano come un vivente. Gli negano la parola, quasi fosse ancora un tribuno. Ne cancellano l'effige, quasi potesse ancora trascinare le folle. Ne scalpellano le insigne, quasi potesse levarle ancora in alto vittorioso.

Odio impotente e inerte: perché la piccola povera gente gli vuol bene.

Gli vuol bene il contadino comunista dell'Italia meridionale, gli vuol bene il repubblicano romagnolo, gli vuol bene lo schietto socialista toscano.

Se ci fosse lui... Non è nostalgia, non è retorica, non è fanciullaggine: è l'anelito umano verso talune costanti della morale e della storia, che Egli impersonò, che Egli impersona tuttora.

Questa è, a nostro avviso, la spiegazione del fenomeno: la sua vera, profonda ragione umana. Ci sono nella vita valori contingenti che spesso hanno il sopravvento, ma rapidamente decadono.

Ci sono valori costanti, che fanno l'uomo, fanno il popolo, fanno la Nazione, fanno lo Stato, fanno la civiltà. Li fanno al di là e al di sopra delle vittorie e delle sconfitte.

Ecco perché Mussolini oggi è vivo.

Egli rappresenta una delle costanti umane del nostro popolo. Noi siamo rinato per dire e dimostrare agli italiani che Mussolini è grande, cioè che Mussolini è vivo, cioè che Mussolini è attuale, e li può aiutare ancora, li può sollevare ancora, lo può riunire ancora.

Ma oggi Mussolini è al di sopra e al di fuori della tattica; e tuttavia, per chi lo ha amato e compreso, non è al di sopra né al di fuori delle vicende del nostro Paese.

È qui, vivo con noi: vivo nelle grandi costanti della sua politica e della sua umanità, nelle grandi linee direttrici della sua battaglia. Fu tante cose, certo; ma fu sempre Nazione fu sempre mediazione tra individualismo e collettivismo, tra capitalismo individuale e capitalismo di Stato, tra liberalismo e marxismo; cioè fu sempre Fascismo.

Giorgio Almirante


mercoledì 27 aprile 2016

LA GRANDE SOSTITUZIONE ETNICA AVANZA




La bufala dei cambiamenti climatici per accogliere tutti i clandestini :

Al mio paese piove. Vieni avanti, sei profugo.
Al mio paese nevica. Vieni avanti, sei profugo.
Al mio paese fa caldo. Vieni avanti, sei profugo.
Al mio paese non piove. Vieni avanti, sei profugo.

Serve un riconoscimento giuridico anche per “i profughi climatici”. È questa la novità lanciata oggi dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni durante il convegno “Immigrazione, rifugiati e politiche di asilo”, organizzato dall’Università Bocconi di Milano e dalla fondazione Rodolfo Debenedetti (figlio del famigerato Carlo).

Secondo Gentiloni “non sono soltanto le guerre in Siria e Iraq ad avere un impatto sui flussi migratori, ma anche l’aumento demografico mondiale e i cambiamenti climatici che in Africa causano siccità e carestie, che stanno colpendo, ad esempio l’Etiopia e il Mozambico”. Il titolare della Farnesina ha poi ricordato “il 18 maggio a Roma si terrà la prima Conferenza inter-ministeriale Italia-Africa”, e quella sarà l’occasione per parlare anche del “Migration compact”, la proposta italiana per ridurre i flussi migratori provenienti dalla rotta mediterranea.


Per il ministro degli Esteri “dobbiamo aiutare l’Africa a procedere su un cammino di sviluppo sostenibile, oltre che sostenerla sul fronte della stabilizzazione e della sicurezza”, attraverso gli “Ue-Africa bond”, titoli con cui finanziare i progetti infrastrutturali e consentire la crescita dei paesi africani. Ma Gentiloni rassicura che “per ora i numeri non sono particolarmente allarmanti, sono in lieve aumento sugli anni precedenti. Ma bisogna muoversi, perché se non facciamo questo patto con i paesi africani e se non ci mettiamo soldi, risorse e impegno politico di tutta l’Europa possiamo correre il rischio di un aumento dei flussi”. L’Italia sta facendo la sua parte ma “ci aspettiamo che anche l’Europa ci metta lo stesso impegno che ha messo nell’accordo con la Turchia per gestire i flussi sulla rotta balcanica”, ha concluso il titolare della Farnesina.


venerdì 22 aprile 2016

EDIZIONI DELLA LANTERNA : OLOCAUSTI DIMENTICATI

Un libro che è un ottimo vaccino contro la ipocrita e sanguinaria apologia della resistenza fratricida, svolta con lugubre cadenza dalle istituzioni della corrotta repubblica italiana e dalla sua Mummia presidenziale.

Un libro consigliato ai genitori di ragazzi in età scolare che rischiano di essere rovinati e plagiata dalla " vulgata" resistenziale " e dalla " vulgata olocaustica" ad una sola dimensione.

Un libro che presenta alcuni dei più gravi crimini commessi dai partigiani e dalle forze alleate che vinsero la seconda guerra mondiali : i bombardamenti sulle città italiani, gli eccidi del " triangolo della morte", il genocidio dei tedeschi ad opera dell' armata rossa, lo sterminio degli Italiani di Istria e Dalmazia negli orrori delle foibe, i crimini della resistenza partigiana : una antologia divulgativa di grande spessore e capacità di coinvolgimento emotivo.

 Opera dello " staff"  dei collaboratori del blog dell' avvocato Edoardo Longo.

LINK UFFICIALE DEL LIBRO :


DEMOCRAZIA ITALIA...........

In questi giorni che precedono il 25 aprile e fino al 28, Polizia Postale e Digos, sono costrette a fare gli straordinari. 

Oltre alla normale amministrazione questo è infatti il periodo in cui devono anche occuparsi di "pericolosissimi" eversori che pubblicano link e immagini che turbano le coscienze dei sinceri democratici e dell ANPI, di Madame la Presidenta e della Riverita Mummia presidenziale.  

La nostra  solidarietà alle Forze dell' Ordine e scusateci per il lavoro extra a cui vi costringiamo


ANONIMA ESTORSIONI

http://books.mondadoristore.it/Anonima-Estorsioni-Edoardo-Longo/eae978132641386/?_ga=1.265102093.344467731.1425471466

STUDIO LEGALE LONGO

STUDIO LEGALE LONGO
Avvocato Edoardo Longo                                                    Patrocinante in Cassazione                                                   
Viale della Libertà, 27 – 33170 PORDENONE  tel : 0434-43170 – Fax : 0434-43130 – cell 338-1637425 – e-mail : longolegal@libero.it   -   sito internet : http://longolegal.blogspot.com//   


L
' avvocato Edoardo Longo è iscritto all' albo degli avvocati dal 1990, dopo essere stato patrocinatore legale dal 1984. Dal 2003 è iscritto anche all' albo speciale degli avvocati cassazionisti, abilitati cioè al patrocinio avanti alla Suprema Corte di Cassazione e alle altre magistrature superiori. E’ iscritto all’ elenco dei difensori penali con gratuito patrocinio a favore dei non abbienti.
Esercita prevalentemente in materia penale. E’ iscritto quale arbitro negli elenchi delle Camere di Commercio di Udine e di Treviso, Pordenone, Gorizia, Belluno.
E' stato anche Vice Pretore Onorario di Pordenone dal 1986 al 1991. Ha Studio in Pordenone, al viale della Libertà, 27. Il link che descrive minuziosamente la biografia professionale dell’ avvocato Edoardo Longo è il seguente :

Da oltre trent’ anni lo Studio Legale dell’ avvocato Edoardo Longo  è presente in Pordenone per la tutela inattenuata e senza compromessi di chiunque abbia un diritto da far valere e non intenda arrendersi alla prevaricazione altrui. Uno Studio legale che è  quindi, uno degli studi di maggior esperienza della città, nonchè di più antica costituzione .  

Dal sito internet dello Studio è possibile leggere e scaricare i numerosi attestati professionali dell’ avvocato Edoardo Longo e la corposa rassegna – stampa dei processi sostenuti e vinti dal titolare in questi anni.  Consultare la rassegna stampa a questo link :
Dal medesimo sito[1] è anche possibile scaricare gratuitamente numerosi testi di approfondimento giuridico , nonché acquistare i libri dell’ avvocato Longo in materia di giustizia e problematiche attuali del “ giusto processo “ e sulla malagiustizia di molti tribunali italiani. Una documentazione difficilmente reperibile altrove e frutto della trentennale esperienza del titolare.  
Questo servizio è consultabile da questo link :
In tempo di modernizzazione dei servizi legali, lo Studio Legale offre anche la possibilità di convenienti consulenze legali on line, direttamente a casa propria . Seguite le istruzioni di questo link :
Lo Studio Legale è in grado di offrire assistenza legale su tutto il territorio nazionale a prezzi competitivi e con la garanzia  di una professionalità e qualità del servizio giustamente nota ed attestata.
I recapiti dello Studio sono qui indicati :
 Per  informazioni più dettagliate, consultare  il sito o scrivere  una mail a questo indirizzo  :

 da trent’ anni al servizio senza compromessi  di chiunque ha un diritto e vuole farlo valere .

STUDIO LEGALE LONGO



[1] STUDIO LEGALE LONGO : http://longolegal.blogspot.com/

GLI ORRORI SENZA FINE DELLA " RESISTENZA PARTIGIANA "

Di Gianfredo Ruggiero

Ogni anno, con l’approssimarsi del 25 aprile, si susseguono a ritmo incalzante le rievocazioni della guerra di liberazione.

E’ un crescendo di manifestazioni, convegni e interventi per celebrare degnamente il sacrificio dei partigiani e di quanti si immolarono per riportare in Italia libertà e democrazia.

Le piazze si tingono di rosso e i ricordi della barbarie nazifascista riaffiorano alla mente.

Tutto bene tranne che…

Dei crimini fascisti oramai sappiamo tutto o quasi, ma cosa sappiamo del lato oscuro della resistenza, quello fatto di processi sommari, fucilazioni, fosse comuni e soldati uccisi sui letti di ospedale o prelevati dalle prigioni e freddati con un colpo alla nuca, di violenze e stupri ai danni delle ausiliarie e delle donne fasciste? Poco, molto poco.

E delle motivazioni, non sempre nobili, che hanno portato i partigiani a coprirsi il volto e a imbracciare il fucile cosa ci è fatto sapere? Praticamente nulla.

Conosciamo tutti la triste vicenda dei 7 fratelli Cervi uccisi dai fascisti (è stato perfino tratto un film), ma quanti conoscono l’altrettanto dolorosa storia dei 7 fratelli Govoni, tra cui una donna, assassinati dai partigiani perché uno di essi vestiva la camicia nera?

Si ricordano giustamente le 365 vittime della strage nazista delle Fosse Ardeatine, mentre è stata rimossa dalla storia un’altra orribile strage, quella di Oderzo dove, a guerra finita, 598 tra allievi ufficiali e soldati della Guardia Nazionale Repubblicana furono fucilati dai partigiani e gettati nel Piave dopo la loro resa. Si celebra la strage nazista di Marzabotto, ma si dimentica la strage partigiana di Schio….Di vicende come queste la storia, quella vera, ne è piena.

Non è mia intenzione fare la macabra contabilità dei morti o stabilire chi maggiormente si macchiò le mani di sangue innocente, ma solo contribuire a sollevare quel velo di omertà che copre le malefatte dei vincitori e questo non per spirito di rivalsa, ma solo per amore di verità, perché solo riconoscendo gli errori del passato possiamo evitare di ripeterli in futuro (1).

Messi con le spalle al muro i sostenitori della mitologia partigiana, dopo aver negato per sessant’anni i crimini della loro parte, ora ammettono, a bassa voce e con evidente imbarazzo, che“in effetti qualche errore e qualche eccesso effettivamente ci furono, però…”

...e qui incomincia la solita stucchevole tesi di comodo secondo cui da una parte, quella partigiana, c’era chi combatteva per la libertà, mentre dall’altra parte c’erano i sostenitori della tirannide nazifascista. Quindi, secondo loro, quei crimini sono pienamente giustificati dal presunto nobile fine.

Se dovesse prevalere questa logica qualunque crimine, anche il più efferato, sarebbe giustificato, basta inventarsi una motivazione più o meno plausibile, tanto a renderla credibile ci pensa la “libera stampa” e l’autocensura degli “storici” che per puro conformismo tacciono.

Per motivi anagrafici non ho conosciuto il Fascismo e anch’io, come la maggior parte degli italiani, sono cresciuto a pane e resistenza avendo appreso la storia in maniera superficiale dai libri di testo, dai programmi televisivi e attraverso la cinematografia imperniata sui soliti luoghi comuni che vede i cattivi da una parte e i buoni dall’altra.

Solo che non mi sono accontentato della verità ufficiale e ho voluto approfondire le mie conoscenze.
Il risultato è stato che mentre colmavo i miei vuoti i dubbi aumentavano. Dubbi che a tutt’oggi nessuno è stato in grado di sciogliermi.


( Bimbo dilaniato da una bomba partigiana nell' attentato di Via Rasella a Roma. su di lui non piange il presidente della repubblica " nata dalla resistenza " ) 

Il primo dubbio riguarda la definizione dei partigiani quali”patrioti e combattenti per la libertà”..

Il movimento partigiano pur essendo estremamente variegato(2) – e al suo interno profondamente diviso(3) – era militarmente e, soprattutto, politicamente egemonizzato dal Partito Comunista Italiano, all’epoca diretta emanazione della Russia Sovietica da cui prendeva ordine (e denari) tramite Togliatti, stretto collaboratore di Stalin, che infatti viveva in Russia.

Obiettivo dichiarato di questi partigiani era quello di instaurare la dittatura del proletariato e fare dell’Italia, una volta sconfitto il fascismo, uno stato comunista satellite dell’Unione Sovietica.

Non si capisce quindi su quale base logica e storica i partigiani si possano definire tout court patrioti e combattenti per la libertà.

Se l’Italia è oggi una Repubblica “democratica” (sul concetto di democrazia, altro grande equivoco, torneremo) non è certo per merito dei partigiani, ma in virtù della divisione del mondo in due blocchi contrapposti decretata a Yalta nel ’45, da cui scaturì la nostra collocazione nel campo occidentale e la conseguente dipendenza americana.

Il contributo dei partigiani alla sconfitta tedesca fu, infatti, del tutto marginale se lo rapportiamo all’enorme potenziale bellico messo in campo dagli alleati. Le fila partigiane s’ingrossavano man mano che l’esercito tedesco si ritirava sotto l’incalzare degli angloamericani.

Gli stessi americani avevano di loro una scarsa considerazione e li tolleravano solo perché facevano per loro il lavoro sporco come assassinare i gerarchi fascisti e fare attentati dinamitardi per suscitare la rappresaglia tedesca che fu quasi sempre spietata e spropositata(4).

Cosa ci sia poi di nobile e di coraggioso nell’uccidere alle spalle un uomo in divisa e poi scappare a gambe levate, come facevano i partigiani di cui ancora oggi si vantano, non lo capirò mai.

Il 25 aprile del ‘45 Mussolini era a Milano e solo dopo la sua partenza per trovare la morte a Dongo il capoluogo lombardo fu “liberato” dai partigiani che, con le spalle coperte dalle truppe americane, si abbandonarono ad una vera e propria orgia di sangue contro i fascisti o presunti tali, compresi i loro familiari.

Come testimoniano le lapidi al Campo 10 del Cimitero Maggiore di Milano che raccoglie le spoglie dei fascisti (di quelle che si riuscì a recuperare, oltre un migliaio) molti dei quali barbaramente assassinati o fucilati ben oltre il 25 aprile e dopo che ebbero deposto le armi.

 Il canale Villoresi era rosso del sangue delle vittimemi disse un vecchio fascista scampato alla mattanza.

Lo stesso discorso riguarda la Russia di Stalin la quale contribuì in maniera determinante alla sconfitta della Germania nazista, pagando per questo un pesante tributo di sangue, ma al solo scopo di estendere il suo dominio su tutto l’est europeo e non certo per portare in quelle sciagurate terre democrazia e libertà.

Non dimentichiamoci poi che l’Unione Sovietica fu alleata della Germania nazista fino al 1941(5) con la quale si spartì la Polonia due anni prima.

Particolare importante che la storiografia ufficiale nasconde – perché farebbe smontare in un sol colpo la tesi di comodo della “lotta della democrazia contro la tirannide” – riguarda la dichiarazione di guerra di Francia e Inghilterra all’indomani dell’invasione tedesca della Polonia: fu dichiarata alla Germania, ma non alla Russia pur avendo anch’essa attaccato la Polonia alcuni giorni dopo alle spalle, da est. Perché? Evidentemente la Polonia fu solo un pretesto per muovere guerra alla Germania, mentre Stalin, che dopo la Polonia si apprestava ad invadere la Finlandia e ad annettersi le deboli Repubbliche Baltiche con l’assenso occidentale, era considerato già da allora un prezioso alleato, ben sapendo che questi era uno spietato dittatore, che con le sue “purghe” aveva massacrato, deportato nella gelida Siberia e ridotto alla fame milioni di russi, molti dei quali ebrei, definiti “nemici della rivoluzione” (ma questo evidentemente alle democrazie occidentali, America in testa, poco importava).


( Eroismo partigiano : venti banditi comunisti armati fanno a pezzi un uomo solo disarmato ) 


Il secondo dubbio riguarda la definizione di“guerra di liberazione”, quando invece fu una classica e tragica guerra civile. I fascisti non venivano da Marte, erano italiani come italiani erano i partigiani. In quei lunghissimi 18 mesi la guerra non risparmiò nessuno, attraversò le famiglie e divise i fratelli.

La guerra è una realtà tragica e quella civile lo è ancor di più, in queste circostanze gli uomini tendono a perdere la loro dimensione umana per accostarsi a quella bestiale, per cui o stendiamo un pietoso velo e consideriamo tutti i morti uguali e rispettiamo gli ideali che animarono le loro azioni giusti o sbagliati che possano apparire, oppure la storia la raccontiamo tutta e per intero, senza reticenze e convenienze politiche.

Altro grande equivoco riguarda la presunta invasione nazista dell’Italia: tedeschi non invasero l’Italia, c’erano già.

Dopo la caduta di Mussolini, avvenuta il 25 luglio 1943, il governo  Badoglio chiese aiuto all’alleato tedesco per contrastare gli anglo americani che nel frattempo erano sbarcati in Sicilia(6).

I soldati italiani e tedeschi si ritrovarono, quindi, a combattere spalla a spalla contro l’invasore americano fino all’8 settembre ’43, quando il Re e Badoglio, con estrema disinvoltura e lasciando allo sbando il nostro esercito, passarono armi e bagagli dalla parte del nemico, scatenando l’ira di Hitler.

Solo la nascita della Repubblica Sociale Italiana e la ricostituzione di un esercito lealista cui aderirono, secondo uno studio di Silvio Bertoldi(7) e confermati dai libri matricola, in seicentomila (quanti fossero i partigiani è invece ancora oggi un mistero), frenò i propositi vendicativi di Hitler che aveva previsto il totale smantellamento e trasferimento in Germania del nostro apparato industriale, la deportazione nei campi di lavoro e nelle fabbriche tedesche di tutti gli uomini che si fossero rifiutati di arruolarsi nella Wehrmacht e chissà cos’altro.

Le motivazione che spinsero tanti giovani ad entrare nel neo costituito Esercito Fascista Repubblicano furono diverse e non sempre nobili (come spesso accade in questi casi): il rischio di fucilazione per i renitenti alla leva, l’intento di molti militari deportati nei campi di concentramento in Germania di tornare in Italia per poi disertare, la paga e la voglia di protagonismo.

Vi aderirono anche fior di criminali(8), ma la stragrande maggioranza di essi lo fece per riscattare l’onore perduto e per sottrarre l’Italia alla vendetta hitleriana.

Questi giovani, uomini e donne, potevano al pari di molti loro coetanei, aspettare in qualche luogo sicuro che la tempesta passasse, oppure andare con i partigiani le cui fila s’ingrossavano man mano che i tedeschi si ritiravano e la vittoria alleata si approssimava. Potevano, ma non lo fecero.

Preferirono continuare a combattere, in divisa e a volto scoperto, per quel senso dell’onore che oggi, in epoca di consumismo e individualismo, si fatica a comprendere, consapevoli che le sorti del conflitto erano segnate e che difficilmente ne sarebbero usciti indenni.





( Orrori partigiani : una fossa comune nel " triangolo della morte " in Emilia Romagna ) 



Furono migliaia e migliaia in tutta Italia i soldati fascisti fucilati dopo la loro resa o condannati a morte dopo processi sommari, come ampiamente documentato nei libri di Gianpaolo Pansa, di Giorgio Pisanò e di Lodovico Ellena (solo per citarne alcuni).

Un capitolo a parte lo meritano le ausiliarie, giovani e giovanissimi donne, tutte volontarie. Il loro tributo di sangue fu altissimo, catturate dai partigiani venivano spesso stuprate e uccise.

A guerra finita molte di loro, rapate a zero e spesso denudate, furono costrette a passare su carri bestiame tra ali di folla aizzata, sottoposte a insulti e angherie di ogni genere(9).

 Il terzo dubbio riguarda la modalità di lotta dei partigiani.

Mentre i fascisti come abbiamo visto combattevano in divisa e a volto scoperto, inquadrati nelle divisioni dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana o nelle varie milizie volontarie i partigiani, invece, pur potendo anch’essi vestire una divisa – essendo armati e finanziati dagli americani(10) – e pur potendo combattere nell’esercito italiano di Badoglio secondo le regole di guerra, preferirono il passamontagna, i soprannomi e la tecnica del mordi e fuggi a base di attentati, sabotaggi e omicidi alle spalle. Tecnica sicuramente meno rischiosa per loro, ma devastante negli effetti.

Il fine era infatti quello di scatenare la rappresaglia tedesca e creare i presupposti per quella guerra civile, poi eufemisticamente definita di “liberazione”, le cui ferite sono ancora oggi aperte e mai si rimargineranno fino a quando la storia, quella vera, non sarà finalmente alla portata di tutti.

Germania e Giappone, anch’esse devastate dal conflitto, non subirono il dramma della guerra civile perché, spiace dirlo, non vi furono quei fenomeni di opportunismo e di asservimento al vincitore che in Italia diedero origine al movimento partigiano.

Rispetto profondamente quegli antifascisti che furono tali durante il regime e pagarono in prima persona per le loro idee, meno, molto meno coloro che cambiarono casacca il giorno dopo la caduta del Duce dopo averlo osannato per anni.

Sono questi i dubbi su cui mi piacerebbe si sviluppasse un sereno dibattito, scevro da pregiudizi ideologici e senza reticenze, finalizzato a capire la storia e non solo a celebrarla, come purtroppo avviene da settant’anni.

  Gianfredo Ruggiero, presidente del Circolo Culturale Excalibur – Varese


Note      

(1)    Anche se dando un sguardo al mondo e vedendo le violenza e le guerre che lo attraversano mi pare che gli insegnamenti del passato non siano tenuti in grande considerazione.

(2)    Vi erano i partigiani bianchi di estrazione cattolica e legati alla nascente Democrazia Cristiana, i partigiani di Edgardo Sogno di tendenza liberali e di sentimenti monarchici, gli azionisti ed infine i partigiani comunisti, la stragrande maggioranza, legati a Mosca.

(3)    Vedi la strage dei 17 partigiani cattolici della brigata Osoppo avvenuta a Porzus fra il 7 e il 18 febbraio 1945 ad opera di partigiani comunisti.

(4)    Come accadde con le Fosse Ardeatine conseguenza della bomba partigiana di Via Rasella che fece strage di riservisti tedeschi e scempio di una donna italiana con suo bambino.

(5)    Patto Rippentrop-Molotov.

(6)    I governo Badoglio, per bocca del Generale Ambrosio capo di stato maggiore generale, chiese ai tedeschi, il 6 agosto del 1943 a Tarvisio, 16 divisioni per rafforzare il fronte del sud.

(7)    “Soldati a Salò” ed. Rizzoli, Milano 1995.

(8)    Casi tipici furono la famigerata Villa Triste di Milano, gestita da quel malvivente di Koh, e i criminali della banda di Mario Carità a Firenze, tutti delinquenti che si ritenevano fascisti solo perché indossavano la camicia nera.

(9)    «Tra i fascisti catturati, erano le donne a suscitare gli istinti peggiori. Prima di tutto perché erano donne, e poi perché avevano ‘osato’ vestire una divisa e schierarsi con Mussolini. Anche loro andavano punite, e per una donna la punizione più pesante, e insieme l’offesa peggiore, era lo stupro» . Giuseppe Ravasio “Ausiliarie nella RSI. 1944-1945 “Greco & Greco Editori. –  Luciano Garibaldi “Le soldatesse di Mussolini. Memoriale inedito di Piera Gatteschi Fondelli “- MURSIA, Milano, 1995.

(10)  Ferruccio Parri, esponente partigiano e Presidente del Consiglio dei Ministri subito dopo la fine della guerra, afferma testualmente: «senza i soldi versati dagli angloamericani, il C.L.N.A.I. (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) avrebbe dovuto pressappoco chiudere bottega.


giovedì 14 aprile 2016

UN VESCOVO CORAGGIOSO


”Temo che tra dieci anni o meno in Europa diventeremo tutti musulmani per via demografica. 

Loro fanno sei o sette figli, in Europa abbiamo un tasso di natalità pari a zero o quasi, l’ Europa è pagana e viviamo come se Dio non esistesse rinunciando a manifestare pubblicamente la nostra fede della quale pare che ora ci vergogniamo. Mi pongo una domanda: la cattolicità esiste ancora?...

Pare che abbiamo smarrito il senso cattolico della vita.

Per fermare l’Islam che è una minaccia, dovremmo tutti ricordare quel glorioso spirito di Lepanto e di Vienna che ci permise di salvare l’ Occidente grazie a Maria e al Rosario e noi siamo qui a cercare un dialogo impossibile e velleitario con chi ci vuole sottomettere perché ci reputa infedeli.

L’ Islam si basa sul Corano che predica la sottomissione degli infedeli. Io non voglio morire islamico e sostengo che tutti noi credenti dovremmo impugnare la spada della fede e della verità. L’Islam è violento perché tale lo è il Corano, finiamola con la credenza dell’ Islam moderato”.


Mons. Carlo Liberati, Arcivescovo di Pompei



mercoledì 13 aprile 2016

IL MONDO BIANCO DEVE SPARIRE...


Uno dei mantra per giustificare l'Invasione è quello che noi europei siamo ricchi e loro poveri.

Be', vediamo un po' come stanno le cose.

Fino agli anni '60 vi era una povertà diffusa in tutta Europa.

Chi ha la mia età ricorda bene che la maggior parte delle case l'inverno erano riscaldate dalle stufe economiche e da una stufa a legna. Mangiare mangiavamo il necessario senza strafogarci di merda come accade oggi; vacanze? ..era grassa se uno andava una settimana a Cesenatico, dove venivano numerosi i tedeschi a quei tempi pezzenti come noi con le loro città dove ancora aleggiava la polvere delle distruzione causate dai bombardamenti a tappeto.

Insomma vivevamo una dignitosa povertà.

Il benessere diffuso è arrivato dopo, verso gli anni '80, Praticamente abbiamo usufruito di una certa agiatezza per 30 anni. Ora cominciamo a pagare pesantemente le conseguenze della crisi con la distruzione dello stato sociale, con le tasse e con la disoccupazione. La miseria e la povertà già attanagliano di nuovo oltre  7 milioni di Italiani.A tanto siamo ridotti... ex settima potenza industriale, come eravamo non più tardi di dieci anni fa..... Grazie Europa , grazie, tecnici ebraico- massonici, grazie governi di golpisti buonisti !

E questi stronzi di buonisti ipocriti mi vengono a dire che per 30 anni di relativo benessere di cui abbiamo usufruito, ora dovremmo accogliere il mondo ?


Observer

[ stanno arrivando...] 

OLTRE OGNI LIMITE....


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