lunedì 30 novembre 2015

TRAMONTI ITALIANI


Di Observer

La principale delle forze che sostengono la cosiddetta società multirazziale è il mondialismo finanziario dei vari Rotschild  e così via.

Mirando all' economia globale esso vuol rimuovere le concrete e organiche formazioni dei popoli, delle nazioni e quindi degli Stati nazionali.

Nel progetto allucinante  di questa oligarchia finanziaria, il mondo diventa un unico mercato planetario pervaso dall' ossessione del profitto e popolato dalla figura del  consumatore globale , una sorta di intestino apolide ed acefalo , destinato a fagocitare senza fiatare quanto i padroni del mondo intendono propinargli, in senso materiale e in senso figurato .

Il consumatore globale , sradicato dalle sue origini, estraniato dalle sue tradizioni, distratto dalla sua storia, non mantiene  alcuna identità bio-culturale,  ma svolge solo la funzione di strumento flessibile e docile della mercificazione del mondo in un certo punto geografico.

L' insediamento di masse straniere in un territorio etnico diverso  segna la fase iniziale del processo di sostituzione di quelle masse al  posto del popolo originario di quella terra ed è perfettamente pianificata nel progetto del massone apolide Conte Kaliergi.

Se non custodiremo la nostra identità bio-culturale , dovremo accogliere la perversa prospettiva di diventare un residuo etnico, un detrito indigeno sulla nostra terra , un colorato e multirazziale tubo digerente ( e catodico ) , servo grato  di un potere transnazionale e finanziario.




In parte già siamo ridotti a questa funzione semi-defecatoria, visto che nessuno insorge di fronte all’ avanzata di questo progetto di distruzione e pare che l’ unico problema dell’ Europa sia il matrimonio fra finocchi e insaporire il menù correct  con cimici fritte, molto gradite ai nostri nuovi ospiti, i new italians….

Vi basti ormai  tirare un ruttino ogni tanto : sempre più di rado, perché un popolo destinato ad immiserire, decadere e farsi sostituire da invasori selvaggi, avanza nel suo destino avendo per compagna una miseria ( materiale e spirituale) sempre più accentuata :  otto milioni di Italiani in stato di povertà e il governo sedicente italiano offre vitto, alloggio , assistenza gratis a torme di immigrati illegali spacciandoceli per “ arricchimento culturale”…

Una ben misera fine per i discendenti della Roma Imperiale e dei popoli europei che conquistarono il mondo e che ora vengono  conquistati a loro volta senza neanche combattere per  il futuro dei propri figli,  pervasi come siamo dal delirio dell’ accoglienza che non è altro che un crepuscolare cupio dissolvi, una sorta di eutanasia dolce di Stato, offertaci come una pillola  zuccherosa e mielosa di buone intenzioni. 


Il problema vero dell' immigrazione non è integrare, bensì espellere !

L’ Occidente non avrà il coraggio di farlo e  sparirà fra un rutto e una scorreggia : è  esattamente quello che pensano tutti gli immigrati, non solo l' Isis. Ed hanno ragione. 

E l’ ultimo chiuda la porta, quando ormai saranno entrati tutti.

Observer


L' INIZIO DELL' ANNO LITURGICO

Auguri ai lettori per il nuovo anno liturgico della Chiesa, che inizia con il Tempo d'Avvento.

"Vi sono tre Venute del Signore, la prima nella carne, la seconda nell'anima, la terza con il giudizio.

La prima ebbe luogo nel cuore della notte, secondo le parole del Vangelo: “Nel cuore della notte si fece sentire un grido: Ecco lo Sposo!” E questa prima Venuta è già passata, poiché Cristo è stato visto sulla terra ed ha conversato con gli uomini.

Noi ci troviamo ora nella seconda Venuta: purché, tuttavia, siamo tali che egli possa venire a noi; poiché egli ha detto che se lo amiamo, verrà a noi e stabilirà in noi la sua dimora. Questa seconda Venuta è dunque per noi una cosa mista d'incertezza; poiché chi altro fuorché lo Spirito di Dio conosce coloro che sono di Dio? Coloro che il desiderio delle cose celesti trasporta fuor di se stessi, sanno bene quando egli viene; tuttavia, non sanno né donde viene né dove va.

Quanto alla terza Venuta, è certissimo che avrà luogo; incertissimo il quando: poiché non vi é niente di più certo che la morte, e niente di più incerto che il giorno della morte. Al momento in cui si parlerà di pace e di sicurezza, dice il Savio, allora la morte apparirà d'improvviso, come le doglie del parto nel seno della donna, e nessuno potrà fuggire. La prima Venuta fu dunque umile e nascosta, la seconda è misteriosa e piena d'amore, la terza sarà risplendente e terribile.

Nella sua prima Venuta, Cristo è stato giudicato dagli uomini con ingiustizia; nella seconda, ci rende giusti mediante la sua grazia; nella terza, giudicherà tutte le cose con equità: Agnello nella prima Venuta, Leone nell'Ultima, Amico pieno di tenerezza nella seconda" .



(Pietro di Blois, De Adventu, Sermo lll).

venerdì 27 novembre 2015

L' ULTIMO CONCERTO DELL' OCCIDENTE




Observer.

La strage di Parigi ha portato nelle nostre città il “terrorismo diffuso”: non si colpisce più una stazione, un aereo , un luogo particolarmente simbolico, un nemico ideologico o religioso. I terroristi vanno per strada, armi alla mano, sparano ai ristoranti, entrano in un teatro e sparano al pubblico. La polizia è apparsa impreparata, intervenendo solo dopo decine di minuti: magari pensavano che si trattasse di una crisi di ostaggi, non di una massacro. La morte va per strada e bussa alle vite delle persone normali …

Questa minaccia si nutre della tranquillità a cui ci eravamo abituati e della tolleranza, oltre il limite della debolezza. Abbiamo paura di affermare i nostri valori umani, personali  e religiosi , quegli stessi che han reso grande l’Europa nel passato. Basta ricordare il vergognoso caso della scolaresca a cui è stato impedita la visita alla mostra di arte religiosa, che sarà religiosa ma è prima di tutto un’arte: come se potesse essere scandaloso imparare, vedere il bello, che poi può esserci in una opera pittorica o scultorea.

La strage francese insegna che, quando non si ha più il coraggio di affermare la propria identità gli altri si sentono autorizzati ad annientarti: del resto se non sei nessuno, hai paura delle tue radici e dei tuoi valori, sei un nulla a cui chiunque violento può togliere la vita.

Coloro che vogliono ridurci al nulla, vogliono mettere a tacere il nostro essere, che vogliono l’accoglienza “senza se e senza ma” per poter cancellare ciò che la storia ha reso l’Europa, sono taciti correi di chi porta le armi.

Ciò premesso , come è possibile rispondere ad una minaccia che può avverarsi per strada o in qualsiasi luogo urbano, in qualsiasi momento? Pensare che servizi segreti o forze dell’ordine possano essere presenti in ogni luogo in qualsiasi momento è stupidamente utopistico: per dare un’idea un servizio continuo di guardia ad una singola posizione richiede il servizio di 25 poliziotti. Questo tipo di servizio non può essere garantito a nessuna città del mondo.

Una soluzione già utilizzata in passato è quella di armare i cittadini, o almeno una parte selezionata degli stessi. Se anche solo il 3% del pubblico presente al teatro Bataclan avesse avuto uno strumento per autodifesa, la carneficina sarebbe stata molto più limitata, e non prolungata per decine di minuti, come in una mattanza di animali  in stile halal o kosher.



Appare una pretesa utopistica e pericolosa?

Non è vero, si tratta di una esperienza già diffusa senza tragedie nell’ Occidente.

Nel XIX secolo erano diffuse, in tutta Europa, le “Società di tiro”, sovvenzionate dai singoli stati nazionali, dove era possibile esercitarsi all’uso delle armi, soprattutto in vista di eventi bellici. Non sarebbe quindi possibile selezionare un 3-5% della popolazione che, su base volontaria e selezionata,  si addestrasse all’uso delle armi e fosse autorizzata a detenerla in pubblico ?

Preferite forse essere in balia di qualsiasi Jihadista tornato con un prurito alle mani dalla Siria ? O pensate che realmente lo stato possa assumere sufficienti forze dell’ordine ?

Non fatevi fuorviare dai buonisti di casa nostra, da quelli che vi dicono Tanto a noi non capiterà”. quelli del “Non disturbiamoli, così non ci faranno niente ” (come se i poveretti che passavano un venerdì al ristorante fossero tutti degli estremisti antislamici..), del “Tolleriamo, noi siamo tolleranti, noi accettiamo tutti”. Non credete alle loro vane parole. Le strade dell’ inferno sono lastricate di buone intenzioni…

I buonisti e la loro ideologia immigrazionista e multiculturale l’ inferno lo hanno già preparato, per i nostri figli : a furia di imbarcare sulla nave Europa milioni di persone  provenienti dalle plaghe in cui noi veniamo odiati da mane a sera ( con o senza urla di muezzin..) abbiamo creato, anche in Italia, una società parallela che ci odia e vuole soppiantarci : c’è L’ Italia normale, quella degli Italiani, e c’è una Italia parallela alla prima, che facciamo finta di non vedere, ma che oggi è già composta da quasi DUE MILIONI di persone : è l’ Italia degli immigrati ( regolari o no) , dove non esistono leggi, non esistono doveri, dove la polizia non si addentra, dove vige la illegalità sistematica dei “ clan etnici” o religiosi. Dove anche chi non è islamico o arabo o pakistano , si nutre di odio verso l’ occidente e la sua identità e ne agogna la distruzione,  dove questi sentimenti si potenziano vicendevolmente e crescono a livello esponenziale, man mano che la crisi occidentale aumenta e man mano che cresce il delirio “ multiculturale”.

E’ l’ Italia dei quartieri e delle periferie degradate, dove avvengono crimini tribali, omicidi, stupri, violenze di ogni genere,  dove vige la poligamia islamica e pagana, dove scorrazzano i Rom, dove regna ogni traffico - di droga e di uomini -  e dove si effonde ogni miseria umana e morale. E’ l’ Italia dell’ “ arricchimento culturale “ perseguito con volontà criminale dalla sinistra.

Abbiamo evocato il mostro a casa nostra.

I terroristi saranno pochi ,ma si muovono in questo humus con grande facilità: e’ il loro ambiente naturale, il loro naturale brodo di coltura : un mondo immenso e  degradato, transnazionale e incontrollato,  ai margini del mondo normale, una immensa periferia orribile, a metà via fra la casbah e la bidonville, dove l’ unico collante sociale è l’ odio verso il bianco, verso l’ occidente, verso il ricco… che  magari ricco non è , ma vive poveramente, come otto milioni di italiani, ma agli occhi su questo immenso suk sub-umano ha il torto di essere bianco e, in quanto tale,  ricco.. e che quindi si può rapinare, uccidere, derubare, imbrogliare, assassinare…..

E’ tutta questa enorme periferia, questo enorme mondo parallelo, incontrollato , sudicio ed oscuro , che si leva ad uccidere.

 Diceva Lenin  : “ il rivoluzionario deve muoversi come un pesce nell’ acqua”. Anche il terrorista ( in fondo è lo stesso) : noi abbiamo importato un oceano per far sguazzare comodamente  i terroristi a casa nostra.

Ora è impossibile sconfiggerli, perché l’ humus dell’ immigrazione è enorme ed è fatalmente il mondo sommerso che dà loro supporto, agibilità, mezzi, solidarietà diffusa e silente, protezione  e movimento. Un mondo che non potrà mai essere integrato, perché è impossibile per una serie infinita di ragioni che ogni persona assennata intuisce. Il delirio della multiculturalità non poteva che fallire.




Questo è il risultato della suicida cultura dell’ accoglienza, la sindrome patologica dietro cui si nasconde in realtà il cupio dissolvi, la volontà di suicidio e di autoannientamento di un Occidente che non crede più a nulla ed è ebbro di fatue ricchezze e di cultura della morte. La stessa cultura della morte che veniva inneggiata ed evocata nel concerto di Parigi dove si esibiva un gruppo musicale di rock satanico o death metal….

Non è in nome di questa sub-cultura del tramonto di un occidente ateo e pervertito che si potrà fermare il terrorismo, né tanto meno in nome del suo perfetto contraltare, cioè la snervata cultura debole dell’ accoglienza degli assassini….funziona solo nei film di Hollywood, non nella realtà. Il lieto fine non c’è. E si paga molto di più del biglietto di ingresso…

Nell’ immediato, comunque, di fronte alla insorgenza dell’ assassinio di massa e all’ impotenza di uno Stato che predica l’ accoglienza degli assassini,  se si vuole  difendere le proprie  vite  ed anche i propri  beni ( è pura ipocrisia anche il pauperismo : lasciarsi rapinare non è un valore ) , ormai  non c'è  che una via, quella delle armi, in modo diretto o indiretto. Piaccia o no.

Observer


ONORE AI PILOTI RUSSI


Ed anche una preghiera per quelli  Caduti. 

lunedì 23 novembre 2015

TRIESTE / INTERVISTA ALL' AVVOCATO EDOARDO LONGO

L’ emittente radio televisiva Trieste Libera News ha intervistato l’ avvocato Edoardo Longo , difensore di taluni imputati indipendentisti triestini, all’ uscita dal tribunale di Trieste dopo una laboriosa udienza in un processo a carico delle varie componenti dell’ indipendentismo di quella città. 

L’ intervista è uno spaccato della metodologia aggressiva con cui lo Stato italiano aggredisce il dissenso politico. 

Per la cronaca, l’ eccezione processuale dell’ avvocato Edoardo Longo di cui si parla in questa intervista, venne accolta nell’ udienza successiva dal giudice procedente del tribunale di Trieste, dott. Marco Casavecchia. 

L’ intervista, a cura di Barbara Mapelli di Trieste Libera news e Telepadania, si può ascoltare cliccando il seguente link :



STUDIO LEGALE LONGO


3381637425


lunedì 16 novembre 2015

LA LAICITA' NON FA VINCERE GUERRE


 Infedeli Accaniti. Quando l’Europa aveva la fede, poté sconfiggere Le orde musulmane, ma ora? – una vergognosa ritirata.

Dal momento che oggi i resti vacillanti della Cristianità affrontano un’invasione musulmana organizzata dai millenari nemici di Dio, e resa possibile dagli sciagurati politici e dai vili mezzi di informazione delle nazioni occidentali, è bene ricordare come spesso in passato la Cristianità sia stata minacciata dalle invasioni musulmane e come si sia difesa, rivolgendosi a Dio. Nell’estate del 1683, un enorme esercito musulmano armato di tutto punto e composto da circa 150–300 mila uomini assediò Vienna e minacciò di travolgere l’Europa da sud-est. I musulmani avevano anche prevista l’occupazione di Roma, per la gloria dell’Islam. Con l’aiuto di un santo cappuccino, Padre Marco d’Aviano, Papa Innocenzo XI, per salvare Vienna, riuscì a mettere insieme un esercito cristiano composto da uomini di diverse nazioni europee. Ecco la preghiera del cappuccino recitata appena prima della battaglia:

«O grande Dio degli eserciti, guárdaci prostráti qui ai piedi della Tua Maestà, per impetrarTi il perdono delle nostre colpe. Sappiamo bene di aver meritato che gl’infedeli impugnino le armi per opprimerci, perché le iniquità, che ogni giorno commettiamo contro la Tua bontà, hanno giustamente provocato la Tua ira. O gran Dio, Ti chiediamo il perdono dall’intimo dei nostri cuori; esecriamo il peccato, perché Tu lo aborrisci; siamo afflitti perché spesso abbiamo eccitato all’ira la Tua somma Bontà. Per amore di Te stesso, preferiamo mille volte morire piuttosto che commettere la minima azione che Ti dispiaccia. Soccórrici con la Tua grazia, o Signore, e non permettere che noi Tuoi servi rompiamo il patto che soltanto con Te abbiamo stipulato. Abbi dunque pietà di noi, abbi pietà della tua Chiesa, per opprimere la quale già si preparano il furore e la forza degl’infedeli. Sebbene sia per nostra colpa ch’essi hanno invaso queste belle e cristiane regioni, e sebbene tutti questi mali che ci avvengono non siano altro che la conseguenza della nostra malizia, síici tuttavia propizio, o buon Dio, e non disprezzare l’opera delle Tue mani. Ricordati che, per strapparci dalla servitù di Satana, Tu hai donato tutto il Tuo prezioso Sangue.

«Permetterai forse ch’esso venga calpestato dai piedi di questi cani? Permetterai forse che la fede, questa bella perla che cercasti con tanto zelo e che riscattasti con tanto dolore, venga gettata ai piedi di questi porci? Non dimenticare, o Signore, che, se Tu permetterai che gl’infedeli prevalgano su di noi, essi bestemmieranno il Tuo santo Nome e derideranno la Tua Potenza, ripetendo mille volte: “Dov’è il loro Dio, quel Dio che non ha potuto liberarli dalle nostre mani?”. Non permettere, o Signore, che Ti si rinfacci di aver permesso la furia dei lupi, proprio quando T’invocavamo nella nostra miserevole angoscia. Vieni a soccorrerci, o gran Dio delle battaglie! Se Tu sei a nostro favore, gli eserciti degl’infedeli non potranno nuocerci. Disperdi questa gente che ha voluto la guerra! Per quanto ci riguarda, noi non amiamo altro che essere in pace con Te, con noi stessi e col nostro prossimo . . . »

La preghiera continua con la richiesta che i capi dell’esercito cristiano e i soldati siano fortificati con la grazia di Dio, con lo spirito e il coraggio degli eroi del Vecchio Testamento, in modo che essi possano annientare i nemici del nome Cristiano, e manifestare la potenza di Dio. Che Dio guardi alla fede, alla speranza e alla carità dei combattenti cristiani. A Suo nome Marco li benedirà nella loro battaglia. Che Dio trattenga il braccio della Sua ira sollevato su di loro, e lasci che i Suoi nemici conoscano che non vi è altro Dio all’infuori di Lui. Come Mosè, Marco alzerà le braccia per benedire i combattenti cristiani. Possa Dio concedere loro la vittoria, e la rovina dei Suoi e dei loro nemici, Amen.

Che cosa politicamente scorretta! “Cani” e “porci” – Che razzista! Intollerabile! Ma il fatto è che Dio concesse ai cristiani una vittoria sensazionale che respinse i musulmani per 300 anni. Adesso sono ritornati. E questa volta non è rimasto praticamente alcun pentimento che sappia invocare Dio Onnipotente . . .


Sua ecc. za  Mons. Richard Williamson