sabato 31 ottobre 2015

BANKSTERS / MANI IN ALTO, E' UN BAIL IN !



Reporter

Quando la rapina la fa la banca : Approvata la legge europea: le banche potranno salvarsi attingendo ai conti  bancari dei loro malcapitati clienti .

L'ultimo furto targato Unione europea si chiama bail in. Se le banche saranno in default, potranno attingere dai conti correnti sopra i 100mila euro.

Una norma che da oggi è in vigore anche in Italia. La Camera ha, infatti, approvato la legge di delegazione europea che con 270 voti favorevoli, 113 contrari e 22 astenuti. Dal primo gennaio 2016, se le banche saranno in default, potranno attingere dai conti correnti sopra i 100mila euro, dalle azioni e dalle obbligazioni dei propri clienti-risparmiatori. (…).

Il testo, che recepisce 56 direttive e 9 decisioni quadro dell'Unione europea, spinge verso una ulteriore riduzione delle procedure d'infrazione a carico dello Stato. Il cosiddetto bail out, il salvataggio dall’esterno tramite le casse pubbliche, viene infatti sostituito dal bail in, ovvero il salvataggio delle banche attingendo a risorse interne, con prelievi anche dai correntisti. Una misura che scatta in automatico nel caso di una crisi bancaria. Dal primo gennaio dell'anno prossimo i problemi degli istituti di credito dovranno essere risolti internamente ricorrendo ai depositi superiori ai 100mila euro, oltre che agli azionisti e agli obbligazionisti meno assicurati. "Il governo - si legge - valuterà l'opportunità di stabilire modalità applicative del bail in coerenti con la forma societaria cooperativa".




Scatta l'allarme bail-in quattro banche a rischio : o meglio... a essere a rischio sono i loro clienti, cui si consiglia di FUGGIRE ritrando i risparmi prima che sia troppo tardi....

I correntisti cominciano a tremare. Il bail in mette a rischio la stabilità del sistema bancario italiano ancor prima di entrare in vigore.

Se entro fine anno non arriverà il via libera dalla Commissione europea al decreto delegato che avvia il piano di salvataggio da 2 miliardi di euro per Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti, in fase dissesto finanziario, gli effetti sulla fiducia sarebbero deleteri.



È quanto emerso ieri in sede di audizioni in Senato, ove, oltre alla necessità di giungere a un punto fermo sugli schemi di recepimento della direttiva 59/2014/Ue sul risanamento delle crisi bancarie, si è sottolineata la delicatezza nell’avere l’ok da Bruxelles sul decreto delegato che sblocca i fondi previsti per il salvataggio dei quattro istituti in diffi - coltà. A proposito, la Commissione sta infatti valutando se i piani del Fondo (che, dopo gli interventi, diventerebbe quasi azionista unico delle banche) possano confi gurarsi in futuro come aiuti di Stato. Se la decisione sforasse nell’anno 2016, inoltre, l’entrata in vigore della direttiva sul bail in, che vieta l’intervento pubblico nel risanamento degli istituti del credito, farebbe sfumare ogni speranza di attuazione del piano. "Se venisse meno la fi ducia", ha dichiarato Salvatore Maccarone, presidente del Fondo interbancario, "si creerebbe uno scenario ragionevolmente grave, anche perchè abbiamo altre banche in difficoltà tenue".



Reporter

I MISTERI DEL DESERTO E LO STRANO COLONNELLO ISRAELIANO DELL' ISIS


Observer

"La sicurezza irachena ha arrestato nei giorni scorsi un colonnello israeliano della Brigata del Golan insieme ad un gruppo di terroristi dell’Isis”. La notizia è stata diffusa dall’agenzia iraniana Fars. Il colonnello arrestato si chiama Yusi Oulen Shahak e l’agenzia fornisce anche il suo numero di matricola. Le forze di sicurezza irachene lo stanno interrogando per capire le ragioni della sua presenza fra i combattenti dell’Isis». La notizia è stata rilanciata da Rai News 24 del 29 ottobre.

Nota a margine. Notizia invero curiosa, che da alcuni giorni attraversava il web e che ha dato adito a diverse supposizioni, alimentate dall’ambiguità che ha contraddistinto i rapporti tra Isis e Israele.

Il Califfato, di fatto, non ha manifestato particolare avversità per lo Stato da sempre considerato il nemico principale dell’islamismo: alcune minacce via web, mai prese in seria considerazione dalle autorità di Tel Aviv (tanto che Israele non ha mai condotto attacchi contro l’Isis come invece ha fatto contro obiettivi siriani legati ad Assad che di questi è avversario).

Né i confini di Israele sono stati mai minacciati dall’Isis, pure se il Golan, benché ben presidiato, può offrire tale possibilità. Ma il Medio Oriente, la cui politica è particolarmente complessa, è abitato da sempre da ambiguità similari, dove il nemico del mio nemico è mio amico (e anche no).

Ma c’è di più : questa notizia pare confermare altra notizia ed illazione, quella sulla possibile regia israeliana dietro le criminali imprese del califfato islamico. Addirittura dietro il fantomatico  Califfo parrebbe nascondersi una spia israeliana di altissimo livello e professionalità…. Il nostro pregevole collaboratore Anonimo Pontino ne aveva parlato nel post “ Dietro la barba del Califfo “ pubblicato qui molti mesi fa e che è possibile leggere a questo link  :


Che avesse ragione lui ? Ma al di là dei retroscena, resta la notizia, che finora non ha trovato smentita, e che attende una spiegazione plausibile. I misteri del Medio Oriente sono più fitti dei granelli della sabbia di quei  deserti……..

Un motivo di più per tifare Russia...la sabbia di quei deserti necessita di una urgente operazione di pulitura e bonifica.


Observer 



lunedì 26 ottobre 2015

IL " GRATUITO LATROCINIO" ALLE SPALLE DEI NON ABBIENTI....

Un malcostume giudiziario molto diffuso : fregare la povera gente ( e i loro avvocati, che certo non navigano nell' oro per assumere queste difese)  che consiste nel negare loro, a processo finito, il diritto ( riconosciuto da una apposita legge dello Stato ) al  pagamento delle spese legali di causa , pur concesso dalla legge.

Si tratta della stessa magistratura , dello stesso Stato, che non esita due volte a ridurti sul lastrico gettandoti nelle fauci di Equitalia, se hai un debito verso di loro... ma se si tratta di pagare e non di incassare, questo stesso stato e questa stessa magistratura, ricorrono ai mezzi più biechi e fraudolenti  per fregarti della giusta ( e pur molto contenuta ) retribuzione.

Dice il Vangelo che Derubare della mercede i lavoratori è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio .... Sarà per questo che la magistratura è del tutto composta da atei ?

...Se il ministero della giustizia vuole risparmiare, anzichè derubare i poveri come fa Super-ciuk ( un Robin Hood dei fumetti al contrario : ruba ai poveri per dare ai ricchi..) , cominci con il licenziare la pletora di impiegati parassiti e nullafacenti ( sono il 45 % del totale), cominci con il ridurre gli spropositati stipendi dei magistrati ( per chi non lo sapesse, sono parificati a quelli dei parlamentari ! Stipendi da ruberia ! ) , con il ridurre le spese e gli sprechi inutili , come il riscaldamento esagerato delle aule d' udienza per permettere a tutti di stare in maniche di camicia in pieno inverno...

Uno dei tanti esempi di " gratuito latrocinio a spese dei non abbienti " ( e dei loro non ricchissimi avvocati...) è quello che si legge a questo link :

UN AMBIGUO CARNEVALE


L'ESORCISTA DELLA SANTA SEDE: HALLOWEEN E' UN OSANNA AL DIAVOLO. 



''Penso che la societa' italiana stia perdendo il senno, il senso della vita, l'uso della ragione e sia sempre piu' malata. Festeggiare la festa di Halloween e' rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Allora non meravigliamoci se il mondo sembra andare a catafascio e se gli studi di psicologi e psichiatri pullulano di bambini insonni, vandali, agitati, e di ragazzi ossessionati e depressi, potenziali suicidi''. La condanna e' dell'esorcista della Santa Sede, gia' presidente dell'associazione internazionale degli esorcisti, il modenese padre Gabriele Amorth.

I macabri mascheramenti, le invocazioni apparentemente innocue altro non sarebbero, per l'esorcista, che un tributo al principe di questo mondo: il diavolo. ''Mi dispiace moltissimo che l'Italia, come il resto d'Europa, si stia allontanando da Gesu' il Signore e, addirittura, si metta a omaggiare satana'', dice l' esorcista secondo il quale ''la festa di Halloween e' una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco. L'astuzia del demonio sta proprio qui. Se ci fate caso tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non e' piu' peccato al mondo d'oggi. Ma tutto viene camuffato sotto forma di esigenza, liberta' o piacere personale. L'uomo - conclude - e' diventato il dio di se stesso, esattamente cio' che vuole il demonio''.

E ricorda che intanto, in molte citta' italiane, sono state organizzate le 'feste della luce', una vera e propria controffensiva ai festeggiamenti delle tenebre, con canti al Signore e giochi innocenti per bambini.

“Basti sapere ai cattolici” -  si esprime ancora Padre Gabriele Amorth   - “che festeggiare Halloween è idolatria. Come minimo. Perciò anche se non si vuole credere alle cose che si compiono in questa festa durante la notte da certi individui e sette e gruppi satanisti, va bene, ma dire che è una semplice festa per bambini e innocua è contrario alla più elementare formazione cristiana.”


FONTE :


domenica 25 ottobre 2015

NIENTE HALLOWEEN, UNA FESTA ANTICRISTIANA E AMBIGUA



Giacomo Galeazzi
29/10/2012
A tre giorni da Ognissanti, la Chiesa cattolica polacca ha "scomunicato" Halloween, la festa importata dagli Stati Uniti e cresciuta molto negli ultimi anni, sull'onda di un galoppante sfruttamento commerciale, come un insieme di pratiche "sataniste". In un messaggio pubblicato sul sito internet del'Arcidiocesi di Varsavia, la tradizione di Halloween è definita "un frutto della propagazione dell'occultismo e della magia...
". Questa tradizione ha "le sue radici - continua nell'adorazione pagana degli spiriti e di un dio celtico della morte. Anton Lavey, fondatore del satanismo moderno, sosteneva che la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre era la più grande festa luciferina e vi si tenevano numerosi atti occultistici di violenza. La Chiesa condanna apertamente tali pratiche". Si tratta di un attacco fortissimo a una ricorrenza molto popolare tra i giovani e i giovanissimi. "Con la scusa di divertirsi - attacca la Chiesa - si invitano i bambini e gli adulti a praticare l'occultismo, e questo è in contraddizione con la Chiesa e con la vocazione cristiana".

lastampa.it

Info Agenzia Nascondi
Fonte TMNEWS

Pubblicato :   La Chiesa Cattolica :

http://www.facebook.com/pages/Chiesa-Cattolica/106324499426340

mercoledì 21 ottobre 2015

SIRIA / LE RADICI DEL CRISTIANESIMO SOTTO ATTACCO




Non abbandoniamo i Cristiani d'Oriente: sono le nostre radici...non dimentichiamolo – l’ Odio che aggredisce  queste terre e queste genti  è un odio satanico.

Melchiti, siriaci, caldei, assiri, maroniti... dietro questi nomi vi è un mondo la cui ricchezza spirituale e culturale raggiunge altezze che la Cristianità in occidente, ormai immersa in una realtà puramente orizzontale, non è in grado di comprendere e di apprezzare.

Proprio per questo abbiamo un disperato bisogno di loro, forse addirittura più di quanto loro abbiano bisogno di noi. La ragione è semplice, quelle comunità sono le eredi dirette delle persone che videro, conobbero e amarono Nostro Signore Gesù Cristo. Vi è una corrente di fede profonda che, attraverso i secoli, sgorga dai primi Cristiani ed irriga tutte le generazioni che si sono succedute permettendo loro di far fiorire una Fede talmente profonda da consentire il superamento di tutte le durissime prove che la convivenza con il mondo islamico ha loro imposto.

Chi ha avuto modo di frequentare quei luoghi, il Libano, la Siria, la Palestina, ha sicuramente percepito questa qualità straordinaria delle locali comunità cristiane. Per loro Gesù non è un personaggio mitologico o una leggenda tramandata nei secoli, ma l'Uomo/Dio di cui i loro antenati hanno visto le gesta ed ascoltato le parole. Faccio solo due esempi: il primo è Malula, una cittadina siriana di cui già ci siamo più volte occupati. A Malula , unico luogo al mondo, si parla ancora l'Aramaico orientale, vale a dire la stessa lingua utilizzata da Nostro Signore. Gli abitanti di Maalula quindi, quando recitano ad esempio il Padre Nostro, utilizzano gli stessi identici termini che ha pronunciato duemila anni fa il Salvatore.

Un secondo esempio: nel sud Libano (una volta chiamato alta Galilea) c'è un villaggio chiamato Cana. Molti ritengono sia il luogo dove Gesù ha operato il suo primo miracolo (significativamente trasformando l'acqua in vino, con buona pace di certi fanatici salutisti odierni), ma la circostanza è controversa perchè vi sono altri villaggi con lo stesso nome in Palestina. Di certo vi è che il villaggio venne visitato più volte da Gesù che vi veniva a predicare “alloggiando” in una grotta posta a circa un chilometro dal centro abitato. Dopo la Sua morte, gli abitanti del villaggio che erano divenuti suoi seguaci scolpirono sulle rocce a fianco del sentiero che portava dalla grotta a Cana diverse scene della vita del Salvatore. Quei bassorilievi sono ancora là, vero e proprio Vangelo scolpito sulla pietra prima ancora di essere scritto sulla carta.

Questi esempi aiutano a capire perchè, da quelle parti, la Fede è ancora una cosa seria, che forgia tutta la vita di una persona e per la quale si può anche decidere, in situazioni estreme, di impugnare un'arma o affrontare il martirio. E' grazie a questo virile atteggiamento che le comunità cristiane d'oriente sono sopravvissute a tutti i tentativi di islamizzazione, fino ad arrivare a guadagnarsi la stima ed il rispetto delle componenti più tolleranti ed aperte del mondo musulmano. Stima e rispetto che hanno permesso, per esempio, ai musulmani libanesi di accettare che il Presidente della Repubblica fosse un cristiano o a quelli siriani che lo Stato ponesse tutte le confessioni religiose su un piano di uguaglianza, garantendo a tutte i medesimi diritti...

 Oggi però, la rapida diffusione di un Islam fanatico e totalitario -incarnato da organizzazioni come Daesh o Al Qaeda e appoggiato da Stati come la Turchia e l'Arabia Saudita e guarda caso , da potenze laiche e massoniche come Stati Uniti e Francia - pone un drammatico interrogativo sulla sopravvivenza dei Cristiani in Oriente. 

Ci si trova di fronte ad una tacita alleanza fra le espressioni terrene dell' Odio verso Cristo ed i suoi credenti.

Dove arrivano le bande islamiste le Chiese vengono sistematicamente distrutte (a partire, significativamente, dagli altari) e la vita dei cristiani diviene impossibile. Il progetto è tragicamente chiaro: cancellare ogni presenza cristiana dal Medio Oriente, di più, cancellare dalla regione ogni presenza che non sia quella di un Islam retrogrado e fanatico.

Rendiamoci conto però che la cancellazione delle comunità cristiane d'oriente non è fine a se stessa. E' un gesto con un alto valore simbolico e, nelle menti degli intellettuali islamisti, con un tremendo valore strategico. Per distruggere la Cristianità bisognare tagliarne le radici spirituali. Quando non si celebreranno più messe in Medio Oriente, quando a Malula non si parlerà più l'aramaico, quando i segni visibili del passaggio del Figlio di Dio su questa terra saranno cancellati, allora la Cristianità tutta sarà svuotata e diverrà facile preda dei fanatici del Daesh e di Al Qaeda.

La difesa di queste radici quindi è un dovere morale che incombe oggi su ogni Cristiano in ogni parte del mondo...
 Reporter



lunedì 19 ottobre 2015

SIRIA / L' IMPOSTURA OCCIDENTALE



Come il 7 ottobre 1571, anche ora la preghiera comune e solidale della Cristianità ci verrà in aiuto - noi siriani speriamo che l' orso russo abbia finito il suo lavoro prima che USA, Israele, Bildeberg, Unione Europea, ed alleati arabi , diano corso alla loro vendetta. Il popolo siriano è con il suo governo e il suo esercito.   (Padre Daniel ).


C'è di più tra cielo e terra.

Di tanto in tanto sentiamo un grande boato, un'altra volta colpi di pistola o aerei in lontananza . Quello che prima provocava un incubo, ora non è più tanto minaccioso . Questa volta, noi sappiamo che si lavora veramente per la sicurezza del territorio e delle persone. Comunque eravamo abbastanza sorpresi dal fatto che i combattenti ISIS si trovano adesso molto vicini a noi , cioè sia a destra sia a sinistra . Tanti antichi monasteri sono già rasi al suolo , senza che l'Occidente abbia mosso un dito. Sembrava che presto sarebbe accaduta la stessa cosa al nostro monastero. Ora, tuttavia, la situazione è cambiata . Allo stesso tempo, qualche visitatore sta già arrivando – alcuni giovani francesi di "SOS chrétiens de l'Orient" che hanno organizzato un viaggio attraverso la Siria durante il Natale dello scorso anno ora sono tornati e sono venuti da noi. C'è anche una regista italiana che sta facendo un documentario sulla nostra comunità e c’è anche una giornalista francese con alcune amiche. Questa giornalista faceva parte del primo gruppo di giornalisti internazionali che sono venuti qua in novembre 2011 per fare un reportage di ciò che realmente accadeva in Siria. Da quell’incontro lei è rimasta in stretto contatto con noi. Infine, ospitiamo anche regolarmente coppie libanesi - che ci comunicano notizie delle famiglie del Libano. Abbiamo voluto ringraziare in modo particolare una di queste coppie, perché ci ha aiutato molto. Dopo il marito ci ha chiesto in cambio di pregare purché sua moglie possa rimanere incinta. Per tanti giorni infatti abbiamo pregato per quel motivo. E questa settimana, il marito ci ha telefonato. Come ha detto Gesù: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al vangelo”. (Mc 1, 15).



Omaggio a un buon imprenditore.

La fabbrica di candele è finalmente stata lanciata nella nostra comunità. Due operai sono già in formazione e ne arriveranno di più. Le cose non sono andate senza intoppi e ci vorrà del tempo prima che le macchine funzionino a tutto vapore. A causa delle molte interruzioni di corrente elettrica in Siria, le candele sono diventate la "luce dei poveri", e la cara madre Agnes-Mariam voleva già cominciare la produzione. Quando un’organizzazione ha richiesto migliaia di candele, Madre Agnes-Mariam ha subito accettato quest’ordine, cosi ci voleva assolutamente la fabbrica di candele. Ha saputo che in Libano, in Mroudj, un uomo voleva vendere due macchine, perché aveva intenzione di emigrare. Dopo diversi contatti, noi, i frati, siamo partiti per lavorare da lui per 2/5 settimane – ogni giorno dalle 9:30-15:00 - per imparare il mestiere. Per non perdere tempo abbiamo soggiornato nel vicino monastero ortodosso di S. Elie. Così abbiamo fatto per la prima volta un confronto approfondito con i monaci greco-ortodossi, che era un’esperienza istruttiva per entrambi. Perché il nostro confratello americano doveva aspettare per diversi mesi per il visto per la Siria, siamo dovuti rimanere in Libano e in Qleiaat abbiamo già cominciato con la preparazione per la produzione delle candele. Quando all’improvviso è stato concesso il visto, siamo ritornati insieme a Mar Yakub in Siria, aspettando l’arrivo delle macchine. Come si fa per trasportare due colossi di macchine con annessi serbatoi di acqua, serbatoio di paraffina di 30 tonnellate e tutto questo attraverso le montagne in una zona in piena guerra? E' stato fatto in modo molto prudente e molto lento e sotto la protezione di San Michele, che preghiamo ogni giorno. Infatti, a Nord di Damasco il convoglio era finito in una battaglia. Ma se fosse successo prima, sarebbe stato fatale. Eppure il convoglio ce l’ha fatta. La mattina del 14 settembre, festa dell'Esaltazione della Croce e, allo stesso tempo la festa della nascita della comunità, il convoglio è arrivato a Mar Yakub.

Una delle macchine aveva subito lievi danni e l’hanno dovuta riparare. Il nostro laboratorio non aveva elettricità ed era da installare. I serbatoi di acqua sono stati trasportati dentro e collegati, così anche la vasca per la fusione della paraffina. Una delle macchine non sembrava essere di livello, perché perdeva paraffina. Quando finalmente tutto è stato installato in modo giusto, abbiamo iniziato un "giro di prova" e tutto funzionava, il che ha causato un forte grido di gioia. Le prime candele, fabbricate durante la notte, sono state accese per l’intenzione di tutti i benefattori che hanno pagato per questo macchine. Ora c’è ancora da collegare un motore in tal modo che possiamo lavorare anche quando non c’è corrente elettrica. Aspettiamo ancora uno stock di bobine, fili e stoppini. Al momento c’è elettricità nel pomeriggio e perciò gli operai lavorano ora anche nel pomeriggio. Infine dobbiamo ancora preparare e arredare i magazzini con attrezzature necessarie.

Tutto questo è solo la metà della storia. Per la prima volta abbiamo vissuto da vicino quanto sia prezioso un buon imprenditore. Un cristiano fervente e padre di famiglia con due figli è stato ufficialmente nominato per cercare di fondare diverse piccole imprese e  dare una mano per l’organizzazione. La fabbrica di tappeti a Qara, che abbiamo già descritto in precedenza, è in pieno funzionamento. Le donne operaie, che hanno avuto bisogno di tre mesi di formazione, hanno ricevuto nel frattempo un pagamento e ora hanno già manufatto sei tappeti. Il nostro imprenditore sta installando nella nuova costruzione del nostro monastero un laboratorio di cucito. Lui ha già trovato i primi clienti per la produzione di candele della nostra fabbrica. Ciò richiede un imballaggio e un logo adeguato. A proposito del logo siamo tutti d'accordo, produciamo una candela che illumina a forma di stella e il nome è "nedjmet alsabah" = stella del mattino! Si tratta di un piccolo contributo per la nuova alba per la Siria. Come cristiani possiamo anche dare un'interpretazione più profonda religiosa. Nell’Apocalisse 22, 16 Gesù dice: "Io son la radice e la progenie di Davide, la lucente stella". E 2 Pietro 1,19: "... Abbiamo pure la parola profetica, più ferma, alla quale fate bene di prestare attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostricuori”.E ancora, la stella del mattino nella tradizione cristiana è il simbolo della Vergine Maria. Alla fine, il nostro imprenditore prevede già che tra un anno sarà necessario acquistare una nuova macchina. Siamo consapevoli che un buon imprenditore è simile a un pastore ardente in una parrocchia dinamica.



Come l'Occidente è preoccupato ora per la Siria!

In solo tre giorni la Russia ha fatto grande danni a Daech e altri terroristi in Siria. Ora si è scoperto che durante tre anni l'esercito più potente degli USA, insieme con un’alleanza di mezzo mondo, ha piuttosto aiutato i terroristi a conquistare  più territori possibile della Siria. Come si spiega che IS aveva a sua disposizione 800 nuovi fuoristrada Toyota Hilux  e Land Cruise, con cui avevano fatto l’ingresso trionfante in Iraq con migliaia di terroristi nell'estate del 2014 (sono stati consegnati con l’aiuto dei servizi segreti turchi -MIT-, insieme con armi pesanti, pagati dall'Arabia Saudita!)?

Adesso I russi hanno distrutto gli impianti di Al Qaeda e di Ahrar al-Sham.

Ahrar al-Sham è l’organizzazione dei Fratelli Musulmani, che non è il risultato della cosiddetta guerra civile siriana (come ha gridato il presidente francese Hollande), ma è un’organizzazione che è stato costituita prima, esattamente per provocare la guerra contro la Siria. Nel nord, nel centro e parte orientale della Siria, i russi hanno distrutto depositi di munizioni e carburante, flotte, centri di comando e bunker sotterranei dei ribelli. Il ponte di comando dell’IS in Raqqa sta crollando e migliaia di IS-combattenti stanno fuggendo o si rifugiano nelle moschee. La Russia, insieme con l'esercito siriano e con l’Iran opera in modo sistematico. Stanno anche purificando la nostra regione (Homs-Hama-Yabroud), e perciò viviamo in un elevato stato di allerta. Non c’è alcuna minaccia diretta, ma dobbiamo rimanere molto cauti. L'intervento russo dimostra almeno determinazione, unità, chiarezza e la legalità. Operano in modo molto efficiente e in piena collaborazione con il governo legittimo siriano e il suo esercito. L’operazione è concentrata su tutti i gruppi che hanno come scopo di continuare a uccidere e distruggere la Siria, da chiunque questi gruppi siano appoggiati, e tutto secondo il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. 

Tutto questo è positivo? Sì e no. Se le grandi potenze, che durante cinque anni si sono concentrate sul crollo della Siria aumentano l’armamento dei gruppi ribelli contro gli attacchi dei russi, la situazione si potrebbe aggravare abbastanza. Inoltre, essi possono fare quello che hanno già fatto tante volte prima, cioè causare una catastrofe maggiore (come il massiccio attacco di gas tossico in Ghouta o abbattere l'aereo MH17 di Malesia ...), e incolpare – senza problemi - la Russia. In questo modo essi potrebbero provocare una guerra apocalittica.


Noi speriamo e preghiamo che – prima che l’Occidente (e anche il gruppo Bilderberg),  preso dall’imprevisto , cominci a organizzare il suo prossimo round di distruzione - l'orso russo avrà già fatto il suo lavoro di liquidazione .

La reazione dell’Occidente non tarda. Oh, adesso tutti sono così preoccupati per la Siria. Obama ha già dichiarato che "Gli attacchi aerei russi sono una ricetta per una catastrofe," e probabilmente Obama ha ragione se intende dire "per la mia catastrofe". La Turchia, che ha in pratica distrutto quasi tutta la ricca provincia di Aleppo, è "molto preoccupata" perché ora non è più in grado di continuare in piena libertà le sue distruzioni in Siria. Aerei russi continuano a violare lo spazio aereo turco, che significa quasi una dichiarazione di guerra per la Turchia. E Jens Stoltenberg, il Segretario generale della NATO vi aderisce subito come un robot, ma speriamo che alla fine usi il suo buon senso e decida di rimanere a casa.  La Russia ha ucciso subito gli ufficiali turchi che giravano in modo illegale in Siria e non sembra che abbia l’intenzione di risparmiare i campi di terroristi che si trovano al confine. Cameron chiama l’intervento russo “un grande sbaglio”, perché è chiaro che i gruppi terroristi sostenuti pure dall’Occidente riceveranno grandi colpi dall’esercito russo. La Russia ha chiesto all'America di fornire tutte le informazioni sull’IS, cosa che l'America ha rifiutato. Ciò dimostra chiaramente che l'America non vuole che la Russia faccia una pulizia dell’IS.

Se l'Occidente è così preoccupato per il popolo siriano, perché non tolgono le sanzioni economiche soffocanti ? E l'Arabia Saudita, il campione e l’amico favorito dell'Occidente, ha infatti minacciato la guerra alla Russia, all'Iran e alla Siria.

Con tutto ciò è diventato chiaro che i grandi valori dell'Occidente (USA-Israele, l'Europa e gli alleati) sono ridotti a quattro: l'ipocrisia, la menzogna, le divisioni interne e soprattutto la russo-fobia. Anche l’'articolo del nostro "redattore diplomatico del VRT-News" è pieno di questi "non-valori" ("la polvere dei bombardamenti russi", 05.10.2015). Quell'uomo non sa ancora che le cosiddette "bombe" con cui che il governo siriano avrebbe bombardato il suo proprio popolo, sono pura propaganda occidentale. La stessa presunta fonte ha distribuito fotografie - del 25 settembre!- per dimostrare che i russi hanno recentemente di nuovo bombardato il popolo siriano (una presunta azione ancor prima che i russi non avessero  neanche cominciato i loro bombardamenti!). Ma nostro redattore/giornalista è apparentemente ignorante di tutto questo.  E' vero, l'ONU ha infatti diffuso questi messaggi, ma poi ha ammesso in modo onesto: c’è stato un inganno perché loro non avrebbero controllato in modo sufficiente i messaggi.

Nessun capo di stato o di governo è perfetto. Tuttavia, il governo siriano e il presidente hanno scelto di non proteggere i pozzi di petrolio nel vasto deserto ma invece di proteggere la popolazione. E perciò non hanno bisogno di essere protetti da una potenza straniera. Il popolo siriano se la caverà da solo e la maggioranza sostiene il governo e l’esercito.

Invece hanno bisogno di aiuto nella lotta contro i terroristi che inondano il paese.

Sono infatti le bugie quelle che danno all'Occidente la libertà di continuare ad incoraggiare i terroristi. Questi gruppi terroristi causano ogni giorni stragi, in cui scorre sangue innocente. Ogni giorno civili e soldati siriani, che sono nient’altro che militari ordinari, sono stati rapiti, uccisi e feriti da questi terroristi. Molti ragazzi che sono sopravvissuti ai combattimenti, hanno ferite gravi o mancano di un occhio, un piede o un braccio. Anche coloro che ora apertamente difendono o proteggono la terra siriana e il popolo sono sistematicamente sospettati e le loro vite sono spesso in pericolo. Nel frattempo, i nostri giornalisti continuano a diffondere le "menzogne politicamente corrette".

Più che sedici secoli fa Agostino protestava già contro le menzogne ​​e l’inganno imposte a lui: "Quello che io denuncio è che pur sapendo l’ambiguità di quel vino del peccato, che in essi ci veniva propinato da maestri ebbri e che dovevamo sorbire, pena le busse, senza possibilità di appellarci a un giudice "(Confessioni I, XVI, 26).

Continuiamo a denunciare i pasticci incompetenti e senza scrupoli dei nostri media, finché non vengano dalla parte del popolo siriano sofferente!


Padre Daniel

( traduzione : .  A.  Wilking)


martedì 13 ottobre 2015

SIRIA / L' IPOCRITA GUERRA AMERICANA



Vescovo siriano: L’ambigua politica Usa favorisce lo Stato islamico. Questa guerra di Daesh nasconde solo interessi economici ed è finalizzata a dividere il Paese, contro la volontà di un popolo. - Mons. Hindo ribadisce: Le operazioni statunitensi sono "solo di facciata, in realtà hanno lasciato liberi di agire i jihadisti "-  Gli USA bombardano le truppe fedeli al governo siriano, non ISIS - l' azione americana e il progetto " grande Israele" - Timori per i cristiani rapiti.


I raid aerei americani in Siria sono operazioni di facciata, che in realtà non colpiscono le milizie dello Stato islamico (SI) le quali sono libere di agire sul terreno; solo gli attacchi dei russi degli ultimi giorni si sono rivelati efficaci, costringendo i jihadisti a ripiegare verso il deserto irakeno.

È quanto racconta ad AsiaNews mons. Jacques Behnan Hindo, alla guida dell’Arcieparchia siro-cattolica di Hassakè-Nisibi, che riferisce le testimonianze raccolte dalla gente che vive nelle aree teatro del conflitto. “L’intervento di Mosca si è rivelato positivo - spiega il prelato - perché stanno colpendo davvero Daesh e i miliziani cominciano a fuggire. In una zona sono scappati a bordo di 20 auto in tutta fretta in direzione dell’Iraq, lasciando altre 20 auto sul posto. Segno di una vera e propria ritirata”.

Il vescovo di Hassakè-Nisibi vive egli stesso sotto la minaccia dello SI: “Sono a meno di tre chilometri dalla città - racconta - un mese fa una loro offensiva è stata respinta e hanno ripiegato nei dintorni della città. Nelle ultime due settimane, grazie anche agli attacchi dei russi, hanno cominciato a ritirarsi”.

Di contro, mons. Hindo riserva invece parole durissime verso gli Stati Uniti, i quali starebbero bombardando non le postazioni delle milizie jihadiste ma reparti e mezzi dell’esercito governativo siriano. “Non è questione di essere pro o contro il governo - racconta - ma la gente non ha mai creduto agli attacchi americani. Solo i curdi hanno davvero combattuto sul terreno, ma per difendere le proprie posizioni” e non è plausibile che possano, essi soli, risolvere l’emergenza. Inoltre Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna parlano solo di “attaccare Daesh, ma non parlano di al Nusra e di altre milizie fondamentaliste legate ad al Qaeda. Anzi, vi sono gruppi estremisti che hanno cambiato nome per rifarsi una verginità, e questi non vengono nemmeno menzionati. Anche questo è un grosso problema”.

Il presule denuncia una “ambiguità di fondo” nell’atteggiamento di Washington;  come emerge anche dal comportamento tenuto dagli americani durante il sequestro di centinaia di cristiani originari dei villaggi della valle del fiume Khabur. “La notte del 23 febbraio, quando Daesh ha attaccato, gli aerei americani hanno sorvolato a lungo la zona senza intervenire. Poi per tre giorni non si è più visto alcun caccia, lasciando campo libero ai miliziani. Questo ci fa pensare che in qualche modo sono stati aiutati dagli americani, che tengono un atteggiamento ambiguo”.




In queste ore i media dello Stato islamico hanno diffuso un video che mostra l’esecuzione di tre degli oltre 200 cristiani assiri ancora nelle mani dei miliziani jihadisti.

“Ne hanno giustiziati tre - racconta mons. Hindo - e ne stanno preparando altri tre per una prossima esecuzione. In un primo momento hanno chiesto una somma enorme per la liberazione, quasi 120mila dollari per ciascuna delle 203 persone. Hanno respinto la proposta di un milione per il rilascio di tutti, ora è stata fatta una nuova proposta e stiamo aspettando una risposta”.

Il prelato spiega che è difficile trattare con i rapitori, i contatti “sono brevissimi” e “non lasciano molti margini di manovra”. “Rispondono sì o no - racconta - e poi agiscono di conseguenza. Ora è rientrato nella zona anche il vescovo assiro, che si trovava a Erbil [per l’elezione del nuovo patriarca], per proseguire nelle trattative e seguire la vicenda in prima persona”. Nei giorni scorsi hanno liberato un anziano di 89 anni per comunicare la notizia dell’avvenuta esecuzione, poi la diffusione del video che sarebbe stato girato attorno al 23 settembre, festa islamica del sacrificio. “Analizzando il video - spiega mons. Hindo - si vede che il sole era ancora forte, mentre negli ultimi 10 giorni è calato di intensità. Questo fa ritenere plausibile la data del 23 come momento dell’esecuzione anche se non ci sono riferimenti alle celebrazioni”.

Alla vicenda dei cristiani si associa anche il dramma vissuto dalla popolazione di Deir el-Zor, città di 250mila abitanti a est della Siria, da tempo assediata dalle milizie dello Stato islamico. “La gente muore di fame - denuncia il vescovo - mancano cibo e medicinali. Pensate che oggi un sacco di 50 kg di zucchero ha raggiunto il valore di una vettura o di una casa. La gente vende la macchina per comprarselo. Lo SI ha imposto un vero e proprio blocco, uomini, donne, anziani e bambini ridotti alla fame”. Per questo egli rilancia l’appello agli Stati Uniti, all’Arabia Saudita, al Qatar perché facciano “davvero qualcosa” per fronteggiare l’emergenza e salvare una popolazione civile allo stremo delle forze.




( il progetto ebraico  del " Grande Israele " : per la realizzazione di questo obiettivo è pacifico che prima debbano essere destabilizzati tutti  i governi " forti" degli stati  confinanti con Israele e al loro posto sorgere delle federazioni di Stati, militarmente ed economicamente fragili, e quindi facilmente controllabili. Cui prodest ISIS ?  )


In realtà, accusa mons. Hindo, i governi occidentali “stanno lavorando per la sicurezza di Israele e per dividere la Siria e l’Iraq, per mettere così le mani sulle ricchezze di questi Paesi. E non si tratta solo di petrolio, perché al largo delle nostre coste è stato da poco scoperto un importante giacimento di gas naturale. E ancora, sono in ballo - aggiunge - gli oleodotti che dall’Arabia Saudita e dal Qatar dovrebbero arrivare in Occidente. Damasco non ha accettato il passaggio sul proprio territorio, e questa è la conseguenza”.

È una questione “molto complessa” , conclude mons. Hindo, dietro la quale “vi è l’economia; in Occidente si parla di religione, di sunniti e sciiti, di cristiani e musulmani ma questa guerra di Daesh e degli altri gruppi nasconde solo interessi economici ed è finalizzata a dividere il Paese”, contro la volontà di un popolo che in maggioranza “è unito e che vuole restare unito”.




lunedì 12 ottobre 2015

IL SINDACO RISPONDE



Il Sindaco di Valdagno ha risposto al nostro amico e collaboratore. Ricordate la lettera ? eccola qui :


E qui sotto la risposta :

Gent. Sig. Grigoletto, le do certamente ragione sul fatto che non le ho mai risposto via mail, e di ciò me ne scuso. Purtroppo, con tutti gli impegni che ho, non ho fisicamente il tempo di rispondere a tutte le mail che ricevo. Le assicuro però che ogni sua mail era stata girata ai competenti servizi Sociali e all'Assessore di riferimento che, agisce in mia vece. Se mi dice che non ha avuto risposta, né scritta , né mediante colloquio farò le mie indagini presso gli uffici e provvederò a far sì che lei abbia riposte in tempi brevi.

Per quanto riguarda il Giornale di Vicenza, come ho già comunicato, il titolo era sbagliato oltre che scorretto, non ho mai detto (né pensato) che i profughi ci servono... Infatti non li abbiamo chiesti noi e non li chiediamo, ce li hanno messi. Li faremo lavorare, ma su base volontaria, quindi senza avere nessun compenso, senza pagare loro nemmeno un euro

Per questa scorrettezza non rilasciamo più dichiarazioni al Giornale e stiamo valutando la possibilità di un'azione legale.

Cordiali saluti.

 Giancarlo Acerbi


EROI DIMENTICATI


 “Verso le 13 di domenica 29 aprile 1945 (non del 28 come solitamente si riporta), i polsi assicurati dietro le spalle, legati con un fil di ferro, con la pioggerella che batte insistentemente, Colombo viene portato a Ganzo di Mezzegra, località scelta perché un anno prima qui furono fucilati sei partigiani, che avevano in precedenza colpito mortalmente quattro fascisti repubblicani.

 Risponde: “Non ho niente di cui pentirmi”.

Lo sbattono con violenza contro il muro, in un angolo, vicino ad una pasticceria. I partigiani gli chiedono qual è l’ultimo pensiero che vuole esprimere. Colombo risponde in milanese: “Andate a cagare…Siete solo dei vigliacchi. Viva il duce !”

Il Comandante è fermo. Osserva con tranquillità negli occhi coloro che gli stanno per dare la morte. Ha le immagini dei suoi Arditi negli occhi della mente e nel cuor; sa già che molti di loro sono stati ferocemente uccisi, senza nessun rispetto della parola data…..

Ora si ritrova con le spalle appoggiate al muro, pochi istanti di vita davanti, il fil di ferro legato ai polsi dietro le spalle, i mitra piantati in faccia, la pioggia che batte senza tregua. Così muore l’ultimo squadrista.

“E’ sereno, e guardandoli negli occhi, dice: “Femmdumàprest” (Fate solamente presto).

Partono le prime scariche di mitra. Cade in ginocchio, poi un’altra raffica, si accascia definitivamente su un fianco.

Il suo berretto nero, mentre il corpo cade a terra, gli rotola sul petto; i rivoli di sangue che sgorgano, copiosi, dalle ferite, lo coprono di sangue”.

(Luca Fantini, “Gli ultimi fascisti, Franco Colombo e gli Arditi della Muti”, Città di Castello 2007)


venerdì 9 ottobre 2015

BANKSTERS / L' ITALIA DEVE RINGRAZIARE L' EURO...


 di: Anonimo Pontino.

Ho ripreso il titolo di un articolo di Repubblica. La bibbia per la borghesia di sinistra e per quelli che vorrebbero farne parte.

Lenin affermava  “è più facile che il comunismo entri in un cervello vuoto piuttosto che in uno stomaco vuoto”. Questo  la dice lunga su quanto formidabile sia  l’arma della propaganda. Tutte le grandi dittature hanno iniziato sempre con il controllo dei mezzi di comunicazione.

Informare, lo dice il nome stesso che deriva da “in-formare”, cioè dare forma. Ma dare forma a cosa se non alle coscienze?

Parole come “libertà”  “democrazia” “unione monetaria” vengono sfruttate e amplificate dall’establishment economico-finanziaria proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia.

Per l’Euro è stata fatta la stessa pubblicità, la stessa attività di neuro marketing che le multinazionali fanno per vendere i loro prodotti.

"Con l'Euro lavoreremo un giorno in meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno in più." (1999 - Romano Prodi). Prodi, da ex consulente Goldman Sachs sapeva benissimo cos’era l’Euro.

Le cose non sono andate proprio così…. Gli homo videns demens che si abbeverano alla tv per trovare soluzioni, hanno avuto una brutta sorpresa. Purtroppo a questa massa umana sradicata,  i media possono far credere ciò che vogliono.

L’Euro non è soltanto una moneta privata, emessa da banche private, caricata da interesse privato, deciso da agenzie di rating private al servizio delle stesse banche private.

L’Euro non è soltanto il risultato di una falsificazione monetaria con cui la casta dei banchieri si appropria dei frutti del vostro lavoro tramite tutte le imposte, che poi sono tasse da restituzione monetaria. Questa casta di parassiti ha purtroppo l’ “abitudine” di postare al passivo tutta la moneta emessa, anche se non sono loro a garantirla e non sono loro a crearne il valore economico. Ognuno ha le sue abitudini…. Il popolo invece, dopo 70 anni di cultura antifascista, ha l’abitudine di “accogliere” “democraticamente” i cetrioli elargiti dalla classe politica al servizio dei banchieri.

L’Euro non è soltanto una moneta coloniale. Infatti l’Euro può  comprare  tutto  tranne  il  petrolio,  e  quando  l'Europa  ha bisogno di petrolio deve usare il dollaro.



L’Euro è anche lo strumento per mettere i paesi uno contro l’altro.

“Euro più forte” significa “Europa più forte”, così dissero Prodi e Duysenberg.

 La stessa cosa che dissero i consulenti della Banca d’Italia a Mussolini per proporre la quota 90 (rivalutazione della Lira rispetto alla Sterlina del 25%): “Lira  più  forte” significa “Italia  più  forte”.

Alberto  De  Stefani,  ministro  del  Tesoro  e  delle  finanze  del  primo  Governo  fascista, disse che «Mussolini perse  la guerra con la “quota 90”».  Infatti con  la  rivalutazione monetaria  del  25%,  aumentarono  di  pari percentuale sia crediti che i DEBITI. Le Banche si arricchirono e le imprese fallirono per l’appesantimento dei debiti contratti per finanziare le attività produttive.

Questi sono i trucchi dell’alta finanza. Non vengono scritti nei libri di scuola. Alzando e abbassando il valore delle unità di misura, si modifica l’andamento dell’economia, e quindi della nostra vita.

La Germania entrò nell’euro a condizione che vi entrasse d’Italia, l’altro paese ad alta capacità manifatturiera. Perché? Perché se l’Italia fosse rimasta fuori avrebbe fatto una forte concorrenza alla Germania. L’Euro ha alzato il corso della valuta italiana. Debiti e crediti sono aumentati in proporzione corrispondente, le banche si sono arricchite e le aziende impoverite, per il conseguente aumento dei debiti.

Le aziende per cercare di rimanere competitive hanno dovuto svalutare i lavoratori, riducendo i salari. La riduzione dei redditi ha automaticamente causato il crollo della domanda interna e della capacità della gente di pagare i debiti già contratti, quindi un crollo degli incassi di chi produce per il mercato interno e un’impennata delle insolvenze e dei fallimenti.

La Germania invece con l’euro, ha avuto un aumento di circa il 25% della quota manifatturiera del pil, dovuta alle quote di mercato sottratte ai paesi eurodeboli. Le esportazioni nei mercati dei paesi eurodeboli sono state inoltre sostenute dai banchieri tedeschi che hanno fatto la loro “carità”, cioè prestito di denaro creato dal nulla e caricato di interessi, ai paesi più deboli sapendo che non sarebbero riusciti a sostenere le scadenze di pagamento.

Lo stesso trucco volevano usarlo gli USA dopo la II Guerra Mondiale alla Germania. Il cosiddetto Piano Morgenthau:  imporre alla Germania l’unione monetaria con gli USA, la cui moneta era allora molto forte. Le aziende tedesche avrebbero chiuso e quelle yankee avrebbe preso i loro mercati. Gli Stati Uniti non fecero questo alla Germania dopo la sua resa. Però la Germania Ovest lo ha fatto poi alla Germania Est negli anni ’90, con l’unione monetaria con cambio uno a uno tra marco orientale e marco tedesco.

La conseguenza fu che la Germania Orientale venne depredata. Ci fu la chiusura delle imprese orientali con massicci licenziamenti. A riprova che le “unioni monetarie” fatte dai grandi capitalisti finanziari sono nella realtà un business sfrenato, che avviene sempre dietro il paravento delle istituzioni, come segno della dipendenza dello Stato dalle Banche.

Anonimo Pontino