martedì 1 settembre 2015

UN INQUISITORE IN LAGUNA




Venezia  : città emblematica nella lotta contro la Polizia del Pensiero.

Shakespeare ha ambientato il suo "Mercante di Venezia" con la spregevole figura dello strozzino giudeo Shylock proprio nella città ove alligna una delle più antiche comunità ebraiche d'Italia. Una delle più antiche e delle più cariche di odio verso i "gentili", cioè  noi poveri "goyim", coloro i quali, in quanto non ebrei,  vengono identificati dai dettami talmudici come "bestie".

Fra calli anguste dove il sole difficilmente penetra, fra l'odore di marcio e salmastro che esala dalle antiche fondamenta dei palazzi medievali, non è raro intravedere un ghigno dalle fattezze adunche mediorientali, che striscia furtivo lungo le grigie pareti dei secolari fondachi veneziani.

Potrebbe essere, quella che avete intravisto, la nobile figura del sedicente storico  che già molti anni fa, forte dell'impunità giudiziaria di cui godono questi figuri nella "democratica repubblica nata dalla resistenza", gratificò il sottoscritto dell'epiteto di "rigurgito umano", per avere io , schifoso "goyim", disapprovato la visione del luteolento film giudaico Schindler's List, gravido come è di odio antitedesco.

 Potrebbe essere anche la figura di uno degli equivoci maggiorenti di questa città c- he affonda nel mare il suo carico di miserie umane-  mentre si reca di soppiatto a perorare la vendetta giudaica che si sta consumando a Venezia, lenta come le maree, nel silenzio omertoso dei gazzettieri di regime, servi del sistema di controllo sociale orwelliano di questa ipocrita democrazia...

Perchè, amico lettore, è a Venezia che Shylock sta  affilando il suo coltello... Shylock a Venezia ha subito un "duro” affronto : mani ignote e di cui non si saprà mai l'identità hanno accusato  di criminalità e genocidio lo stato di Israele con delle scritte murali durante la notte della festa rituale di sangue, il purjim, festeggiata dalla comunità giudaica di Venezia....



Un affronto terribile: mentre i giudei commemoravano il loro odio millenario verso tutto ciò che gli si frappone d'ostacolo, una mano ignota profanava la loro sacra notte rituale. Un affronto terribile per l'ebraica protervia di questo terzo millennio, un affronto che Shylock vuole punire sacrificando alcuni giovani nazionalisti italiani sull'altare sanguinoso della sua ira inestinguibile ...

Venezia: città dove pare serpeggiare lungo i muri muffiti, nelle notti illuni, col riverbero delle maree, la figura gelida ed inumana dell'Ebreo Errante, o il volto stregonico e malefico descritto da Gustav  Meyrink nel suo romanzo "La faccia verde".

E a Venezia, come nella saga shakespeariana, a punire la mano ribelle e dissacrante sarà un birro di Stato: da solo mai potrebbe Shylock affondare il suo coltello se non disponesse di utili servi.

Ed ecco Ubu, giustiziere in laguna.

Ubu: il nome di un selvaggio africano, il nomignolo dato da Amaudruz alla corte democratica di Norimberga che nel più vergognoso processo della storia moderna, nel più lugubre "purjim" ebraico dedicato alla vendetta di razza, ha punito a morte i moderni "spregiatori " degli Ebrei, con una maledizione secolare anche sui loro discendenti ideologici...

Shylock, novello vampiro, vive solo della vendetta che lo anima..

Abbiamo sentito dire di tutto nelle aule giudiziarie veneziane, quando accusato era un nazionalista su cui gli artigli di Shylock volevano figgersi. Abbiamo sentito dire da un Inquisitore di Stato che era giusto tenere sotto inchiesta un nazionalista, perquisirlo, dileggiarlo e diffamarlo a mezzo stampa, inchiodarlo in un castello accusatorio tanto feroce quanto senza senso ,perché... era accusato delle scritte murali che avevano ferito l'orgoglio  di Shylock!

Diceva l'Inquisitore che tale nazionalista doveva restare inquisito perché estremamente pericoloso "in quanto aveva sporto anni prima una  querela contro talune autorità religiose della città per favoreggiamento della immigrazione clandestina".

Gli anni passano, anche in laguna. Povero Inquisitore: abituato negli anni '70 a maneggiare requisitorie, accuse e timers, armi e volantini, oggi deve aggrapparsi ad un atto di querela... Scarni gli elementi per la vendetta di Shylock.

Ma Shylock si può giovare di molte astuzie: la "democrazia" e la Polizia del Pensiero vigilano...

E per arricchire l'accusa, l'Inquisitore ha pensato di attaccare la libertà di pensiero. Ed ovviamente il sottoscritto si è trovato in prima linea. Ancora una volta. Sequestrato ad un indagato una copia del mio "Il coltello di Shylock". Poteva mancare anche questo, a Venezia?

Ma il Tribunale ha fatto svanire in una mattina il sogno repressivo covato nell’ ombra.

Il Tribunale della Libertà di Venezia non ha perso più di dieci minuti per dissequestrare il libro e restituirlo al proprietario e scusandosi con l'autore, cioè il sottoscritto, presente in udienza (in veste di avvocato, non altre, alla faccia di coloro  che mi vogliono distrutto...).

Motivazione: "l'articolo 21 della Costituzione garantisce la libertà di pensiero e in particolare il diritto di critica politica".

Così ha stabilito il Tribunale di Venezia. Venezia non è solo la città di Shylock, ma anche la città di S. Marco e i giudici lo hanno dimostrato: "Il coltello di Shylock non costituisce un testo di apologia del Fascismo".

Ma non illudiamoci che Shylock abbia terminato le sue trame.

Venezia, 31 maggio, 2003.

Avvocato Edoardo Longo



[ Abbiamo ripubblicato questo articolo del 2003 ancora presente in rete presso qualche Forum,  nella convinzione che sia ancora d’ attualità, di questi tempi in cui la lobby ebraica, incistatasi a fondo nel Partito Democratico al governo in Italia con il Golpe dell’ ex presidente massone Napolitano,  vuole varare un inasprimento della Legge Scelba. Il libro di cui qui si parla è esaurito da anni, ma è in elaborazione una nuova edizione – DISSONANZE ] .

Leggi altre Opere dell' avvocato Edoardo Longo sul catalogo dei Libri della Lanterna : http://www.lulu.com/spotlight/antizog