martedì 29 settembre 2015

EUROPA, SVEGLIATI !


Europa, sei stata invasa con grande maestria.

Ritorna a Dio, o sarai invasa ancora.

Se dei lettori non si sono ancora svegliati, che lo facciano. Una relazione di un paio di giorni fa da un lettore in Germania parla di notizie mai riportate nei nostri vili media, vili proprio perché dicono tante bugie e così poca verità (ma non siamo forse noi ad essere essenzialmente responsabili dei nostri mezzi di comunicazione? Non basterebbe abbandonarli?).

“La Germania, l’Austria e i vicini territorii a sud-est, negli ultimi mesi hanno subito una aggressiva invasione di stranieri travestiti da “rifugiati”, la grande maggioranza dei quali sono giovani, impazienti di battersi. Domenica scorsa, il Presidente della Baviera, Horst Seehofer, pallido come un lenzuolo, ha detto in una TV locale che l’ordine pubblico era sull’orlo del collasso. Eppure, i nostri governi-fantoccio ed i nostri mass media, al servizio dei nemici di Dio, sostengono questa invasione con tutti i mezzi a loro disposizione, inclusa la deviata forza pubblica, come la polizia e l’esercito. Queste marionette si trovano anche nella stampa, per nascondere l’invasione ai cittadini e così causare il maggior danno possibile.

“La massa dei Tedeschi è ancora addormentata, anche se sempre più contadini, qui e altrove, parlano apertamente di guerra civile. Nelle regioni periferiche della Baviera le cose stanno fermandosi. I residenti e le merci non possono più muoversi, o solo con lunghi ritardi. Circa le orde di invasori – non ancora organizzate – che girano liberamente per le campagne e rubano, i mass-media non azzardano una parola. Le autorità locali – su ordini dall’alto – hanno rinunciato ad ogni controllo, e la polizia consiglia alla vessata popolazione di badare a se stessa ed eventualmente di formare d ei gruppi di difesa civile – dopo che pochi anni fa fummo completamente disarmati.



“La Croazia ha chiesto la mobilitazione del suo esercito, che è ovunque all’erta. Io voglio vedere cosa posso fare a livello locale, ma temo che la maggior parte dei miei connazionali non abbia ancora idea di cosa stia succedendo. Se solo un certo numero di essi si svegliasse, si batterebbe come leoni, ed è per questo che il nostro cosiddetto governo, ed i nemici di Dio che lo controllano, stanno mentendo e ingannando a tutti i livelli: per impedire quel momento di risveglio. Che sarà davvero brutto . . .” (Fine della relazione del lettore).

Ovviamente, l’emergenza qui descritta non è limitata alla Germania. Un disastro simile affligge molte altre nazioni occidentali. La cosa è incredibile, a meno che non la si guardi da un punto di vista religioso, allora tutto prende un senso. Si veda tutto il Salmo 105 (106, nuova numerazione). Dio diete agli Israeliti doni con responsabilità corrispondenti a cui erano ripetutamente infedeli. Se li amava, non poteva lasciarli impuniti ( Eb. XII, 7–8). Qui ci sono i versetti 35–41 del Salmo, adattati ai nostri tempi:—

«E i cristiani si mescolarono tra i pagani, e impararono le loro opere, e servirono gli stessi idoli del liberalismo, e questi furono per loro un tranello. Immolarono i loro figli e le loro figlie ai demoni di contraccezione e aborto, e versarono sangue innocente: il sangue dei loro figli e figlie, che sacrificarono agli idoli dell’egocentrica ricerca del piacere. E il paese fu profanato dal sangue, e fu contaminato con le loro opere; e si distrassero con la loro elettronica. E il Signore si adirò con il popolo: ed aborrì la sua eredità. E li consegnò nelle mani dei loro nemici secolari: e quelli che avevano odiato i cristiani per 2000 e 1400 anni avevano dominio su di loro”.

Il disastro dell’Europa avviene con il permesso di Dio. Naturalmente, la soluzione sta nel rivolgersi a Dio: versetto 44, “E vide quando erano nella tribolazione, e udì la loro preghiera, (46) e fece loro trovare grazia, presso tutti quelli che li avevano fatti prigionieri. (47) Salvaci, Signore Dio nostro, e raccoglici di mezzo ai vostri nemici  . . .”


Sua Ecc. Mons. Richard Williamson


( documentazione raccolta da Anonimo Pontino ) 

venerdì 25 settembre 2015

CRISTIANI SCHIAVI DELL' ISLAM

 Siria, quel che è in gioco: o uno stato nazionale, socialista e non confessionale  come ora,  o lo stato basato sulla legge islamica.


 Siria, il “pizzo” mafioso all'Is è «contratto di protezione»...nella foto si vede un povero siriano cristiano costretto alla sottomissione servile avanti ad uno sgherro del Califfato. 


Volete restare qui? Queste sono le condizioni. Nella valanga di voci contraddittorie sulla prossima liberazione dei 270 cristiani di Qaryatain, rapiti dai jihadisti circa un mese fa, spunta un «contratto di protezione» (aqd dhimma, in arabo) concesso dal “Comandante dei credenti” Abu Bakr al-Baghdadi ai cristiani di Qaryatain, nella provincia di Damasco. Dopo una introduzione farcita di citazioni coraniche sul trattamento riservato nell’islam ai non musulmani, il documento elenca 13 condizioni alle quali i cristiani devono sottoporsi per godere della cosiddetta “protezione”. In puro stile mafioso, se non peggio.

Violare una sola condizione – specifica il documento che porta il timbro del “Dicastero della Giustizia” con data 30 agosto – rende il documento nullo e i contraenti «nemici da combattere».

Vediamo quali sono: non costruire nuove chiese o monasteri; non mostrare croci né usare i microfoni durante le preghiere; non usare campane; non agire contro lo Stato islamico, ospitando ad esempio spie o ricercati, con il dovere di informare l’Is di eventuali mosse del nemico; rispettare l’islam e i musulmani; pagare la jizya (tassa prevista per i non musulmani in terra d’islam), fissata in 4 dinari d’oro per i benestanti, 2 per i meno abbienti e uno per i poveri, con facoltà di pagamento in due rate; divieto di detenere armi; divieto di vendere maiali e vino ai musulmani; attenersi alle regole imposte dal-l’Is, dal codice di abbigliamento alle norme del commercio.



 Fahid Yacoub Khazael, aveva 55 anni, era uno dei 250 
prigionieri di Daech nella città di Qaryatayn.
Ucciso da Daech il 17/09/2015 perché ha rifiutato
di firmare il contratto che lo obbligava
a pagare l'imposta per rimanere cristiano.
Ha rifiutato l'offerta, ha pagato la libertà della sua vita.

(Chrétiens de Syrie pour la Paix)


Molte delle condizioni citate ricalcano alla lettera i «contratti di dhimma» stipulati dai primi califfi con la popolazione assoggettata in Medio Oriente. Si pone di nuovo il quesito del pagamento effettuato quattro giorni fa da uomini del clero siriaco ai jihadisti. Si è trattato di un versamento della jizya oppure di un riscatto per la liberazione del priore del monastero Mar Elian, padre Jacques Murad, e degli altri ostaggi? Forse entrambe le cose.

Su questo ultimo fronte, i recenti segnali positivi non trovano ancora conferme. Si è parlato, ad esempio, sui social-network dell’arrivo a Damasco di 9 famiglie cristiane di Qaryatain , 34 persone in totale, ma nessuna conferma in merito è giunta da altri ambienti. Nemmeno suor Victoria, sorella di padre Jacques, possiede nuovi elementi. Interpellata dalla rete televisiva libanese Noursat, la religiosa si è limitata ad augurare il pronto rilascio di suo fratello, «un uomo di pace», e degli altri rapiti. Si parla addirittura di una smentita fatta dal portavoce della Croce rossa circa un ruolo dell’organizzazione nel trasferimento delle famiglie che dovrebbero essere rilasciate verso altre località.

C’è chi rimane comunque fiducioso, come il procuratore del patriarca siro-cattolico per la diocesi di Homs, monsignor Philippe Barakat. Il prelato dice di confidare nelle voci in circolazione e rivela che padre Jacques, presentendo il pericolo, lo ha pregato di invitare i cristiani di Qaryatain a lasciare il Paese in caso di suo assassinio. Ma i cristiani di Qaryatain, quelli riusciti a fuggire in tempo, non mollano.

Mercoledì prossimo, come ogni 9 settembre, la festività del loro patrono, Mar Elian, sarà celebrata ugualmente. Non più nell’antico monastero che porta il nome del monaco – quello è stato raso al suolo con i bulldozer lo scorso 20 agosto – bensì a Zaidal, alla periferia di Homs, dove sono concentrate molte famiglie scappate dall’Is. Autentici eroi. 

Un grande messaggio di dignità umana, di eroismo,  e di fede cattolica, di fronte alla incomposta fuga di siriani disertori che abbandonano il loro paese e i loro fratelli, per inseguire il miraggio di   un Occidente che non li vuole. 

mercoledì 23 settembre 2015

ARRIVA LA " MORTE NERA " CONTRO L' ISIS


Arrivano i " nostri" contro l' ISIS!

Sono sbarcati in Siria i temuti marines dell' esercito russo, chiamati " The black Death". Forze speciali addestrate alla lotta anti-terrorismo e anti-guerriglia e mosse ad attaccare gli avamposti dell' ISIS in  Siria. Già sgominate le prime postazioni ISIS.

Dettagli sulla forza militare russa in Siria :


lunedì 21 settembre 2015

SIRIA / LE CHIACCHIERE OCCIDENTALI AIUTANO L' ISIS




Padre Daniel: La pace in Siria sembra più lontana e l'opinione pubblica ancora più accecata...- i luoghi comuni del buonismo ipocrita visti da un sacerdote siriano che non abbandona  la sua terra – la necessità di combattere l’ ISIS.  

Lettera da Qara,  venerdì, 11 settembre 2015

Tempesta nel deserto.

Per tre giorni siamo stati sotto la polvere. Giovedì si è schiarito un po'. Non c'era sole, ma solo un bel banco di nebbia con polvere che penetrava dappertutto, anche nelle nostre camere. E se il sole nel pomeriggio si faceva vedere per un attimo, sembrava piuttosto la luna, cioè una macchia rotonda bianca senza irradiazione. Nessuno qui lo ha mai sperimentato, nonostante il fatto che abbiamo già avuto molte tempeste. Era come una versione indebolita del flagello delle locuste prima dell'esodo del popolo ebraico dall'Egitto. Si poteva scrivere un messaggio con il dito nella sabbia infiltrata che si trovava dappertutto. Qui si dice che la maggior parte della sabbia arriva dall'Arabia Saudita, da dove proviene anche la maggior parte dei terroristi. L’unica consolazione: in Arabia Saudita sembrano esserci ora il maggior numero di conversioni alla fede cristiana.

I media occidentali vedevano nella tempesta di sabbia ancora qualcosa di positivo, nel senso di: "la tempesta della sabbia ha il vantaggio che l'esercito non può bombardare". E' vero che l'esercito non può bombardare i terroristi e cosi questi ultimi possono continuare liberamente le loro abominevoli azioni e occupare nuove aree...


Aspettando con impazienza le macchine per la produzione delle candele.

Nel mese di giugno di quest'anno abbiamo fatto esperienza in Libano con due macchine per fare le candele e abbiamo imparato il mestiere. A causa delle molte interruzioni di corrente in Siria, le candele sono molto richieste. Ci sono gia alcune organizzazioni che sono pronte a comprare tutta la nostra futura produzione di candele. Volevamo già iniziare la produzione in Libano e poi venire in Siria con le macchine, ma ogni volta c’erano difficoltà impreviste. Solo adesso tutto è finalmente in ordine per la trasporto delle macchine in Siria. L’idea è di cominciare subito la produzione delle candele per poter reclutare anche qualche operaio, affinchè essi possono mantenere le loro famiglie invece di fuggire dal paese. La distribuzione di cibo, indumenti e altri beni continua, ma ci impegniamo sempre di più per creare posti di lavoro. Tutto si svolge lentamente, ma in modo regolare. C'è ancora tanto bisogno. Comunque vogliamo ringraziare tutti i benefattori, che ci hanno permesso di acquistare queste due macchine. Speriamo di essere in grado di informarvi di più la prossima settimana.


Le vittime degli “amici della Siria” .

Vogliamo esprimere il nostro ringraziamento e stima per tutte le persone, individui o gruppi, che vogliono offrire un aiuto sincero e generoso per trovare soluzioni creative e umanitarie per i rifugiati. Tuttavia, finché non ci sia la volontà di affrontare la realtà, la situazione solo peggiorerà. Infatti, si tratta di un crimine organizzato. I rifugiati sono le vittime dei crimini intenzionali dei paesi chi si sono schierati contro la Siria dall’inizio. E questi crimini continuano non-stop. Il 5 settembre, a Parigi c’è stata una manifestazione nominalmente in solidarietà con i rifugiati. In realtà, tutto è stato organizzato dalla cosiddetta "opposizione", che non vuole altro che distruggere la Siria ulteriormente e consegnarla alle potenze occidentali. Quindi, arriveranno ancora tanti altri rifugiati di più.

Ci sono sempre stati rifugiati e ci saranno sempre. Inoltre, è un diritto umano di scegliere in libertà dove vivere e dove lavorare. Eppure quello che vediamo ora accadere in Europa è disumano. Decine di migliaia di uomini hanno un solo desiderio: fuggire dalla morte. Inoltre, tanti muoiono o di esaurimento, o di soffocamento, annegamento o sono assassinati. I nostri media mostrano in dettaglio questa tragedia. Tuttavia noi vogliamo continuare a denunciare la causa: si tratta di una intenzionale criminalità organizzata. Il presidente francese, François Hollande ha ancora ripetuto in una sola frase tutte le bugie sulla Siria: il Presidente della Siria è colpevole di tutto, lui massacra il suo popolo ! Ma Hollande non parla invece dei terroristi e di Daesh sostenuto (allenato, pagato e armato) dall’occidente in Siria !

La situazione dei “rifugiati" rinforza Hollande nel suo discorso. Se i paesi "amichevoli" riescono ad inserire i loro terroristi tra i rifugiati in modo inosservato, essi possono arbitrariamente usare questi terroristi contro i paesi a loro scelta. Se si vuole arrestare il flusso di profughi, dobbiamo fermare gli attacchi criminali e denunciare i bugiardi. Il 24 febbraio 2012, il club di auto-proclamati "amici della Siria" ( Stati Uniti, UE, Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Francia...) ha cominciato con la distruzione sistematica della Siria. Si sono riuniti in Tunisia, Turchia, Doha, Londra, Parigi.... 

Cina e Russia hanno ringraziato per l'invito e saggiamente non hanno partecipato. Il momento è venuto che organizzino loro un club degli "amici delle vittime" di questo gruppo malefico.





Il piccolo Ayan Kurdi.

Quando tutti i mezzi di comunicazione occidentali mostrano e commentano per due giorni consecutivi sempre la stessa immagine emozionale, si può già sospettare che questa immagine non solo avrà buoni effetti ma anche può essere abusata. Questo Ayan Kurdi, un bimbo siriano di 3 anni annegato, viene trovato il 2 settembre con la faccia nella sabbia sulla spiaggia di Ali Hoca, Bodrum, Turchia. Un'immagine straziante ed emozionale. Prima, vogliamo esprimere le nostre sincere condoglianze per la sofferenza indescrivibile dei genitori e della famiglia, - se è tutto vero quello che i media vogliono farci mostrare -.

Diffondere in tutto il mondo questa particolare immagine del bambino annegato sembra essere una mezza verità.  Infatti, la seconda parte delle immagini mostra paramilitari turchi e un fotografo, e a poco distanza alcune persone che stanno sguazzando nell’ acqua del mare. E’ chiaro che l’immagine è stata manipolata, anche perchè il bambino si trova in posizione perpendicolare alle onde. Il corpicino del bambino non può mai essere stato portato a riva in tal modo: un corpo trasportato dalle onde segue automaticamente la stessa direzione delle onde. Dunque è chiaro che hanno messo il bambino in tal posizione solo per le foto.  

Tutte le guerre moderne sono state giustificate da mostruose bugie emotive. Colin Powell lascia una bombola di gas esplodere e lo trasforma in un video per mostrare che l'Iraq utilizza armi chimiche. Il Presidente Bush parla di una minaccia mondiale causata da Iraq per la presenza di armi di distruzione di massa. La nostra NATO dimostra un colonnello Ghadhaffi che sta per ammazzare il suo popolo. E per il presidente siriano hanno prodotto un video dove si vede Assad bagnato dal sangue del suo stesso popolo. I media sono capaci di trasformare queste bugie in una perfetta veste giornalistica. Nel frattempo, tutti potevano sapere che sia Irak, Libia e Siria erano paesi ricchi con una società armoniosa... finché gli imperialisti occidentali vi hanno creato un inferno di fatto, con l'aiuto delle bugie qui sopra elencate.


Una girandola.

I nostri più autorevoli giornalisti seguono in modo esemplare la linea politicamente corretta. Mark Vance ha adattato il suo articolo all’attuale opinione pubblica: cioè: la nostra società occidentale è così buona e attraente che tutti vogliono esserci. Infatti, é vero che la nostra società occidentale con tutti i suoi pseudo-valori attuali sia in piena fioritura. Fantastico eh! La prova: basta guardare le decine di migliaia di profughi provenienti dal Medio Oriente che improvvisamente hanno scoperto il nostro paradiso. Non ti preoccupare degli stranieri (il termine "riflesso xenofobo" fa giornalisticamente più impressione). La presenza dei profughi prova tutto! Questo è il testo ideale per un primo ministro che si sta preparando per le prossime elezioni... come una girandola sul campanile della Chiesa.


Ecco queste sembrano essere alcune proposte altamente sensibili. Egli suggerisce anche giustamente che una crescita della popolazione potrebbe completare il nostro deficit di nascita. Lui esprime in modo molto cauto anche un desiderio verso Qatar, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Oman, - tutti stati ricchissimi - che non vogliono accogliere nessun rifugiato, con un discorso “che noi siamo benestanti e abbiamo abbastanza schiavi”. Questo ministro conosce il mondo della diplomazia e della politica, sia sul piano nazionale sia internazionale. Egli sa quello che è necessario per un buon dialogo ed egli conosce molto bene la differenza tra quello che è fattibile e non-fattibile.

 E perciò egli rimane assolutamente intelligente, perfetto e diplomatico facendo slalom tra i confini "politicamente corretti". Che il tandem US-Israele e  NATO con i loro alleati dei paesi citati sopra abbiano creato il caos, quello il ministro Eyskens non l'ha notato. 

Questo non è neanche riconosciuto in nessun documento ufficiale. No, la colpa del caos é apparentemente da attribuire a quegli stessi paesi con il loro governo. Sono proprio loro che hanno provocato quelle "guerre civili e religiose" e noi occidentali dobbiamo fermarli... attraverso una distruzione militare ancora più dannosa ! I rapporti ufficiali lo spiegano molto chiaramente. Infatti, proprio in questi giorni il Presidente del partito di Eyskens richiama ad un intervento militare in Siria! Il foto del piccolo Aylan ha funzionato. La sovranità di un paese non conta neanche. Apparentemente non esistono le decine di migliaia di terroristi armati e sostenuti dall'Occidente. Probabilmente per lui si tratta solo di teorie di cospirazione, diffuse da persone semplici senza istruzione che possono solo ragionare basandosi sulla propria coscienza ed esperienza. 



Che una nazione ha il diritto di scegliere il proprio governo e che un presidente sostenuto e scelto dalla maggior parte del suo popolo rimane al potere finchè il popolo siriano decide altrimenti, non sono principi che si trovano in questi cosiddetti programmi politici corretti. Loro non considerano neanche il fatto che nessuna autorità mondiale ha il diritto di invadere un paese solo per uccidere e distruggere, come vogliono fare in Siria. Le sanzioni economiche imposte al popolo siriano non sono niente altro che terrorismo economico. Il progetto occidentale pre-programmato automaticamente per la Siria sarà portato a termine come un robot o una macchina senza propria coscienza: pre-lavaggio, lavaggio, asciugatura, piega, stiratura e dopo mettere a posto. Purtroppo, quando si tratta un popolo in tal modo, significa morte, distruzione e una massa di rifugiati.

Se Steffan de Mistura, l'inviato speciale del Segretario generale dell'ONU per la Siria vuole fare qualcosa di buono, è meglio che egli studi prima la situazione in sua totalità in modo coscienzioso. Dal 2011 la Siria e il popolo siriano pagano un prezzo altissimo per l’espansionismo e l’avidità degli US e i suoi alleati nel Medio-Oriente. Per realizzare i loro progetti, hanno contato su un rapido rovesciamento del governo di Damasco e per quello scopo hanno creato, finanziato e armato gruppi di terroristi  più barbari che mai. L'obiettivo è niente meno che un genocidio dei siriani.

Finché continuano i crimini contro popoli pacifici e sovrani, giustificati dalla legge del più forte e avvolti nella mostruosa menzogna diplomatica, cosi continueranno ad aumentare anche i flussi dei rifugiati. Questo non chiede una soluzione meramente tecnica da robot e macchine, ma chiede una soluzione presa da persone con una coscienza personale.

Padre Daniel




martedì 15 settembre 2015

LA SANTA MESSA IN SIRIA


Come si celebra la Santa Messa in Siria ... e l' Occidente resta a guardare senza combattere l' ISIS, anzi, depreca  la Russia, che lo attacca...

venerdì 11 settembre 2015

mercoledì 9 settembre 2015

OLOCAUSTI DIMENTICATI / BAMBINI DI SERIE B


1945: questo bambino andava a seppellire il suo fratellino , morto a Nagasaki … il mondo allora non si indignò.


 Questa è una bambina istriana, profuga, giunta a Bologna dopo la pulizia etnica slavo-comunista contro gli Italiani dell' Istria  :  aspetta di essere spedita al campo profughi di Laterina.

Nell'attesa, la bambina viene insultata e presa a sputi insieme alla sua famiglia ed agli altri esuli dalla generosa popolazione emiliana perchè colpevole di provenire dall’Istria.

I cari "compagni" ritenevano allora e ritengono ancora adesso che tutti gli istriani ,in fondo, avrebbero meritato di essere infoibati perché fascisti ...

Dei nostri fratelli non ebbero pietà allora e oggi,  i loro nipoti, stronzi come e più dei loro nonni partigiani , si bagnano le ciglia alla vista di migliaia di sub saharaiani ipertrofici dei quali non si sa nulla. 

Che almeno Dio abbia pietà di noi...


EDIZIONI DELLA LANTERNA IN VENDITA ANCHE SU APPUNTI ITALIANI


Da oggi alcuni libri delle Edizioni della Lanterna sono in venduta anche sul sito di APPUNTI ITALIANI, organo di informazione cattolico che non idolatra gli idola tribus della contemporanea dittatura del pensiero unico transnazionale.

Il link con la selezione dei libri venduti da Appunti Italiani :

lunedì 7 settembre 2015

ORRORE / UNA INVASIONE SENZA FINE E SENZA MORALE




Documentazione raccolta da Observer

Aggredita da disertori siriani una anziana italiana al confine italo – austriaco : volevano rubarle l’ auto per entrare in Austria. 

 “Ho visto le immagini dei profughi che entrano felici e saltellanti in Germania. Tutti uomini in ottima salute dai 20 ai 30 anni. Poi ho pensato ai loro confratelli che combattono e muoiono in patria cercando di ostacolare i tagliagole dell'Isis”.( Alfio Krancic, collaboratore de Il Giornale ).

Per avere questa notizia, di un fatto accaduto  il 4 Settembre alla frontiera tra l’Italia e l’Austria, siamo dovuti ricorrere ai media polacchi. Il che dice tutto, sul livello di manipolazione mediatica in cui versa la stampa italiana.

Il giornale polacco Niezalesna , seguito poi da altri giornali, racconta la disavventura capitata a un giornalista - blogger polacco , Kamil Bulonis, proprio passando il confine fra Italia e Austria . Di seguito riportiamo l' articolo : 

Mezz’ora fa, al confine tra Italia e Austria, con i miei occhi ho visto un enorme numero di immigrati …

Con tutta la solidarietà che ho per le persone in difficoltà, devo dire che quello che ho visto suscita orrore …

Questa enorme massa di persone – mi dispiace doverlo scrivere – ma deserto assoluto … volgarità, lancio bottiglie lancio, grida di “Vogliamo la Germania” – e la Germania ora è un paradiso?

Hanno circondato l’auto di un’anziana donna italiana, l’hanno presa per i i capelli e trascinata fuori dalla macchina: volevano prenderla per andare in Germania.

In che modo pensano di assimilarli in Germania? Ho sentito per un attimo come di essere in una guerra …

Abbiamo passato tre ore alla frontiera. I passeggeri di un bus sono stati aggrediti, il bus è stato danneggiato, fatto oggetto di lancio di merda, sputi. Hanno cercato di ribaltarlo, distruggendo i finestrini. Erano selvaggi.

Tra questi, c’erano pochissime donne, senza figli – la stragrande maggioranza erano giovani aggressivi … 

Proprio ieri avevo letto la notizia dei profughi su tutti i siti, e mi dispiaceva per loro, oggi, dopo quello che ho visto ho solo paura e allo stesso tempo sono contento che non scelgano il nostro paese come destinazione. Noi polacchi semplicemente non siamo pronti ad accettare queste persone – sia culturalmente che finanziariamente. Non so se qualcuno è pronto.

Ad un bus turistico francese, hanno aperto il bagagliaio e rubato tutto il bagaglio. Ci sono voluti la polizia austriaca e diverse ore di scontri per respingere la folla al confine italiano.



FONTE :


giovedì 3 settembre 2015

IL FALSO MITO DELLA BORSA VALORI






Di Anonimo Pontino

Se avete messo da parte un piccolo o grande risparmio, la propaganda del capitalismo vi invita insistentemente a farlo fruttare. L’”esperto”, uno che sa - diversamente da voi - come far fruttare i vostri soldi, vi dice che nel futuro vi ritroverete con una bella somma che renderà serena la vostra vecchiaia.

Il gestore del fondo (l’”esperto”) guadagna sempre. Si fa pagare in anticipo per gestire i vostri risparmi.  Il capitale, del resto, non è suo: è vostro.

La verità è che tutto il meccanismo azionario è una colossale truffa. E' sull'ignoranza della gente comune che ingrassano i finanzieri, gli speculatori, i banchieri.

La spiegazione di questa truffa è stata data da colui che ha scoperto il valore indotto della moneta e la truffa del Signoraggio Bancario: Giacinto Auriti.

Il titolo azionario NON è un titolo rappresentativo di una quota della proprietà di una società per azioni, come vorrebbe affermare buona parte della letteratura economica. Esso è invece concepito in partenza come una specie di cambiale (titolo di credito da obbligazione).

Nella cambiale la proprietà passa dalla parte del creditore alla parte del debitore, per cui, se io presto ad una persona del denaro e questa persona mi rilascia una cambiale, la proprietà del denaro diventa del debitore cambiario.

Possiamo quindi affermare che all'atto del conferimento del capitale, l’azionista si spoglia della proprietà del capitale e questa proprietà passa, dal socio alla “società”.  In cambio di questo conferimento, la “società”  rilascia all'azionista un documento che è il TITOLO AZIONARIO.

Come nello Stato socialista la PROPRIETÀ è dello Stato e NON dei cittadini, così nella “società” la proprietà è della “società” e NON dei soci.

Si è pianificato culturalmente, con una previsione lontanissima e diabolica, uno  schema in cui il capitale diventa di proprietà del FANTASMA GIURIDICO, cioè la “società”. Questo permette di sottrarre ai soci il diritto di proprietà e quindi sottrarre anche il potere di tutelare giuridicamente questa proprietà.




Supponiamo che la “società” abbia realizzato un profitto.

Secondo lo schema “romanistico”, questo profitto dovrebbe essere ripartito fra i soci. Mentre, secondo lo schema della “società” intesa come fantasma giuridico a cui passa la proprietà del capitale, il Consiglio di Amministrazione può dire: “Io prendo una parte dei profitti e decido, arbitrariamente, di distribuire fra gli azionisti quella parte degli utili che insindacabilmente stabilisco di ripartire, perché? Perché io devo tutelare non solo gli interessi dei soci ma anche gli interessi della società”. In questo modo si realizza un conferimento forzoso di utili per aumentare il capitale sociale.

Qualcuno  direbbe subito che è una cosa positiva. In realtà questi utili vengono sempre impiegati per assegnare ai presidenti, agli amministratori delegati ed ai membri del consiglio di amministrazione, dei lauti stipendi.

Per cui, sotto forma di costi, “questa gente” si appropria indebitamente degli utili che dovrebbero spettare ai soci.

Si verifica poi una seconda fase: la manipolazione dei valori creditizi. Il valore del titolo azionario è uno pseudo-valore poiché aumenta, diminuisce o si annulla a seconda delle quotazioni di borsa.

Per dominare la borsa, per fare le cosiddette speculazioni, al rialzo o al ribasso, basta una disponibilità illimitata di denaro. Le banche private che hanno il monopolio dell’emissione monetaria senza costo (riserva frazionaria), fanno l’apertura creditizia agli operatori di borsa, i quali investendo in borsa al rialzo o al ribasso, determinano il rialzo o il ribasso delle azioni. Determinano quindi quella modifica dei valori dei titoli azionari che è pianificata in partenza proprio dalle persone che dovranno SPECULARE sulle differenze di valore.
Uno degli scopi primari della Borsa è infatti fabbricare capital gains (profitti sul capitale): il prelievo fiscale sui capital gains o è zero, o è a percentuale piatta (non aumenta col reddito).

Se osserviamo la curva di crescita finanziaria (mercato del credito più azionario ) e la curva di crescita del Pil (ossia l’economia più o meno concreta), si nota uno scollamento dell’ordine di centinaia di trilioni di dollari (circa 80 trilioni di dollari per gli Usa). Ciò significa che esistono trilioni di dollari di prodotti finanziari che NON “esistono” come ricchezza REALMENTE prodotta. La speculazione finanziaria costruisce crediti che non hanno alcun fondamento nel mondo reale.




In conclusione si spoglia l’azionista in due tempi: prima gli si toglie la proprietà; poi attraverso le oscillazioni manovrate di borsa, lo si spoglia anche del valore creditizio.

In questo modo si è realizzata una struttura giuridica portante che consente la legalizzazione dell’appropriazione indebita.

Anonimo Pontino 



Per saperne di più, leggasi del medesimo Autore, il testo “ Il potere finanziario fra falsi miti e verità”, il cui link ufficiale è :


IL LUPO E L' AGNELLO

http://www.amazon.it/Il-Lupo-E-L-Agnello/dp/1326242024/ref=sr_1_13?s=books&ie=UTF8&qid=1441273963&sr=1-13&keywords=edoardo+longo

mercoledì 2 settembre 2015

TRIBUNALE DI PORDENONE / UNO SCANDALO ITALIANO




di : avvocato Edoardo Longo

Questa volta  voglio segnalare ai Lettori uno dei tanti scandali misconosciuti che si celano dietro i palazzi di giustizia e dietro gli orpelli secenteschi del più muffito ed inutile ordine professionale : quello forense…

Uno scandalo di cui è vietato parlare, pena ritorsioni territoriali – giudiziarie di varia ed intuibile natura. L’ Italia è rimasta il paese di Lucrezia Borgia, dove pugnali e veleni ( giudiziari) colpiscono alla schiena chi osa incrinare ogni forma di potere illegale e prevaricatore.

Perché non nominare presidente della repubblica il più adatto a ricoprire questa carica rappresentava del belpaese ? Io suggerirei Totò Riina….

Quello di chi vi parlerò, rendendolo di pubblico dominio per la prima volta, è uno scandalo tutto particolare  che consiste in una destinazione d’uso delle aule di giustizia non conforme alla loro destinazione d’uso e a fini privatistici, peraltro molto criticabili, anche per la ricaduta negativa di immagine sulle istituzioni giudiziarie e sulla loro già scarsa credibilità.

Il tutto con abuso di poteri e senza alcuna deliberazione autorizzative. Il tutto a un costo iperbolico per il contribuente italiano, salassato da Equitalia spa anche per coprire tutti gli sprechi e ladrerie come queste e  che devastano il belpaese. Il tutto per compiacere la evidente megalomania di un gruppetto di avvocati.

Il  che rende ancora più grave ed aberrante la vicenda.

Ma lascio al Lettore  valutare la gravità indiscutibile del fatto e l’ampiezza del disdoro che ne è ricaduto sull’amministrazione giudiziaria, oltre al relativo spreco di pubbliche risorse dovuto a un uso privatistico e illegale di strutture  pubbliche, come le aule di giustizia.

Nei documenti che seguono ho cancellato il nome del presidente del tribunale che ebbe a rilasciarmi le dichiarazioni qui riportate , nonché il nome del presidente del consiglio dell’ ordine forense che si cita, il tutto per ragioni di riservatezza, benchè i soggetti non meritino tanto rispetto.

Inoltre, il Lettore troverà nel corso del testo la sigla coa : essa indica il Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati, di cui si narra una delle tante eroiche imprese di cui loro vanno fieri e di cui qualunque persona per bene, invece, si vergognerebbe come un ladro. Appunto.



I TERMINI DELL' ABUSO. 

Di cosa sto parlando ?

Con un po’ di pazienza sarà chiarissimo a tutti.

Da un numero incredibile di anni (dalla documentazione in mio possesso almeno dal 1989 !), il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone fruisce delle aule del tribunale  dedicate alle udienze penali e civili e le utilizza indebitamente per i suoi procedimenti disciplinari, interni e privati.

La cosa è aberrante in quanto non mi consta che in alcuna altra parte d’ Italia ciò avvenga.

I consigli degli ordini forensi già fruiscono di locali per le proprie “necessità fisiologiche” che generalmente “espletano” in essi. Al chiuso, come si conviene per  questo genere di esigenze….

I processi disciplinari  (con l’eccezione di Pordenone) vengono svolti nelle altre città nei locali concessi in uso all’ ordine forense e non nelle aule di giustizia civile o penale.

A Pordenone, invece, tali processi  disciplinari, amministrativi e interni a  una categoria lavorativa, non pubblici, vengono abitualmente non in detti locali, bensì nella più grande e faraonica aula di giustizia penale della Corte d’Assise cioè nella ‘aula Falcone & Borsellino’ o in alternativa, nell’altra aula enorme usata  appunto per i processi di Assise , denominata aula ‘ de Nicola’.

Eccola qui . Bella faronica, vero ?



Sono le aule di udienza più grandi del palazzo di giustizia di Pordenone e che richiedono una consistente manutenzione in termini anche di personale  per essere attivate all’uso : enormi  scranni d’accusa (idonei per una Assise), scranni e gabbie per imputati detenuti, lunghi e numerosi banchi per i vari difensori e il pubblico ministero, porte d’accesso a stanze laterali pe ri testimoni e per l’accesso in aula degli imputati detenuti, numerosissime file di sedie per il pubblico, addirittura palchi superiori (come a teatro !!) , oltre a una enorme gabbia per gli imputati detenuti, corridoi laterali, e una camera di consiglio alle spalle degli scranni dei giudici.

Il tutto con porte laterali, portone d’accesso , illuminazioni a cascata, apparecchiature per la registrazione, numerosi microfoni. Tutte apparecchiature e strutture che richiedono personale  tempo per essere predisposte, tenute in funzione durante l’uso dell’aula –con relative pertinenze, fra cui non mancano cessi e gabinetti ‘differenziati’  per giudici – o facenti funzioni…- e per i miseri mortali (pubblico, imputati, personale coadiuvatore vario, testimoni e quant’altro necessario..- e altrettanto personale per essere pulite e chiuse dopo l’uso medesimo.

Tali aule vengono usate solo per i processi penali più importanti (aula ‘de Nicola’ )  o per processi penali e la discussione delle cause civili (aula ‘Falcone & Borsellino’), proprio per la mole della struttura.

E’ assolutamente indecente che queste aule vengano (irritualmente, come di seguirò esporrò) concesse al consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone per i processi disciplinari degli stessi. Tali processi, semplici procedure amministrative senza gran numero di parti al di là dei Nove Giudici componenti il Consiglio  (dovreste vederli seduti sugli scranni della Corte d’Assise…un effetto surreale, grottesco, ridicolo e insultante !) e dell’”imputato” sovente solo e senza difensore, posto che in tali procedure non è previsto. Alla faccia del garantismo.

Ecco una di queste aule dello Stato italiano, una delle più faraoniche e costose, abitualmente utilizzate dall’ ordine forense di Pordenone per i suoi riti tribali interni ,a  pure spese del contribuente e contro ogni legalità e decenza  :



L’effetto di questo spreco ed abuso  faraonico è grottesco e molto disdicevole per  la magistratura e il ministero della giustizia, nonché per il contribuente che ne paga il costo, anche in termini di disgusto per le istituzioni dello Stato  : una via di mezzo fra una scena kafkiana e una scena del ‘ processo ad Alice’ nel grottesco ‘ paese delle Meraviglie’ ! (se qualcuno ha visto il film di Walt Disney ha una idea di cosa suggerisce…una forma grottesca e surreale di comicità e satira contro la giustizia perversa..) .

Tutto ciò avviene in perfetta violazione della legge, come esporrò. Va anche aggiunto un ulteriore particolare, molto grave.

Tali aule di giustizia (?) in genere vengono sempre usate per processi giudiziari (non forensi..) durante le mattine.

Ma l’ordine forense non si accontenta di celebrare i propri riti di ‘potenza’ nei locali che già gli sono concessi in uso e che non sono pochi : ben una enorme biblioteca, una sala per riunioni e una ampia segreteria al terzo piano del palazzo di giustizia.

No !

Esige di poter celebrare i propri riti (parodia a tutti gli effetti di un processo penale) in aule dedite ai processi penali. Ma non una qualsiasi : proprio le summenzionate aule utilizzate per i processi penali più gravi !

Il guaio è che il presidente del tribunale li ha sempre autorizzati.

Ma come fare, se le aule alla mattina sono occupate ?

Allora l’ordine chiede e ottiene di utilizzare tali aule AL POMERIGGIO, QUANDO NON SI TENGONO LE UDIENZE PENALI E DI FATTO COSTRINGENDO PERSONALE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA A SVOLGERE DEGLI STRAORDINARI E TRATTENERSI AL POMERIGGIO QUANDO DALLE ORE 15.00 FINO A SERA IL CONSIGLIO DELL’ ORDINE SI RIUNISCE IN TALI COSTOSE AULE DELLA COLLETTIVITA’ PER CELEBRARE I PROPRI RITI PROCESSUALI AMMINISTRATIVI INTERNI !

L’uso di tali aule al pomeriggio (dalle ore 15.00 in poi, quando i Membri Giudicanti del Consiglio dell’ Ordine hanno ben mangiato, digerito ed evacuato con comodo, come i giudici del ‘paese delle meraviglie’) comporta che vario personale (fra cui quello di guardia e custodia dei locali ! Ergo forze dell’ordine , non posso dire se private- a pagamento del ministero..- o di polizia) si deve trattenere DOPO L’ORARIO DI LAVORO PER GARANTIRE LA FUNZIONALITA’ E L’USO DI DETTE AULE AL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PORDENONE !

NATURALMENTE TALE PERSONALE VIENE RETRIBUITO PER ‘STRAORDINARI’ DALLA COLLETTIVITA’ E DAL MINISTERO CHE NON SA CHE ESSO LAVORA PER PERMETTERE L’USO ILLEGITTIMO DI TALI AULE A UN ORGANISMO DI CATEGORIA E NON ALL’ORDINE GIUDIZIARIO NELL’ESERCIZIO DELLE PROPRIE FUNZIONI GIUDIZIARIE !

Io sono in grado di documentare questo uso illegale di strutture dello stato (aule e personale ) dal 1989 ad oggi. Ininterrottamente. E anche ora tale prassi continua, nonostante la recente legge professionale del 2012 abbia abrogato la competenza disciplinare di siffatti organismi.



LA LEGISLAZIONE VIOLATA E AGGIRATA…

Quanto alla gravità di quanto sopra, non lo dico solo io,  ma è un fatto che suscita disprezzo e schifo in tutto. Ed è molto grave perché è assolutamente illegale, illegittimo ed arbitrario.

La legge non concede questo diritto al consiglio dell’ ordine.

Richiamo brevemente , normativa e convenzioni in proposito, invitando a fare molta attenzione per evitare interpretazioni fuorvianti da parte degli interessati e da parte di chi  ha colpevolmente accondisceso alle manie di grandezza di questa gente.

La legge ( l.27-3-1995, nr. 99) dice che una parte degli uffici del palazzo di giustizia deve essere assegnato all ‘ordine forense per le loro “effettive esigenze” fisiologiche alle loro funzioni.

 Pertanto, la procedura identificativa è la seguente (tenendo conto delle “effettive” esigenze, fra cui non rientra per lo  Stato il dovere di accondiscendere alla megalomania dell’ordine forense e dei suoi rappresentanti, né alle loro faraoniche esigenze coreografiche..) :

Identificazioni dei locali da assegnare.

(si badi bene : ciò significa, chiaramente, locali da assegnare stabilmente, per l’espletamento  abituale di tutte le “effettive esigenze”, per cui ciò esclude che debbano  essere ceduti in uso i locali delle aule di giustizia..). Essi sono dappertutto la segreteria, uno o due uffici, una aula adibita a biblioteca a sala riunioni e per le “esigenze processuali”. Tutto ciò è già da sempre concesso al C.O.A.)


Formazione di un capitolato d’uso.

(infatti, io ho avuto modo di leggere  il capitolato stipulato dal COA e dal presidente del tribunale di Pordenone nel 1991-2 in cui venivano descritti i locali che venivano dati in uso per le “esigenze” al COA e che sono quelli già ampi da me descritti. In tale capitolato non si assegna al COA il diritto di usare le aule di giustizia – addirittura le più grandi ! – per le “esigenze rituali”. Ad esse ovviano già gli ampi locali usati per riunioni, adunanze et similia. In tutti i COA tali aule vengono usate  anche per i  processi disciplinari che non richiedono certo  una struttura costosa, complessa e articolata come per i processi giudiziari e penali !

Identificati i locali per le “esigenze”, poi il COA ne deve pagare una sorta di canone al comune, attraverso l’intervento dello stato. Ciò implica evidentemente, che il COA non può fruire organicamente delle aule di giustizia , perché non  si è mai visto il Ministero (almeno spero !) pagare ai comuni l’uso delle aule di tribunali per conto di terzi !

Eco gli uffici dell’ ordine forense di Pordenone, quelli soli concessi in uso dal capitolato del ministero della giustizia e descritti e dettagliati nel capitolato d’ uso ( una sorta di contratto di locazione, per capirsi )  :






UN SILENZIO  MOLTO COLPEVOLE….


A questo punto io ho ritenuto già in passato  che tale prassi fosse illegale e illegittima. E ritengo di non sbagliarmi.

Poiché né la legge, né il relativo  capitolato d’uso che assegna al COA ben definiti e diversi locali per tutte le “effettive” esigenze stabiliscono che il COA possa usare abitualmente le aule di udienza penale perché esse non sono i locali ad esso COA assegnati dal capitolato e della legge, ho pensato che ci dovesse essere comunque una delibera per ottenere l’uso di cui al presente ricorso : e più precisamente, dovessero sussistere (le aule di giustizia non sono dei locali privati di cui ognuno può fare l’uso che crede,anche affittarli per balli in maschera !) :

1. una delibera del COA che giustificasse la richiesta anomala (ma per Pordenone è la norma !) di una aula di giustizia, anziché la normale  sala riunione adibita all’uopo e al’uopo assegnata al COA) ;

2. una richiesta MOTIVATA al presidente del tribunale,

3. una successiva delibera del tribunale che concede l’uso, ‘una tantum’ (m a qua è ‘una semper’…).


Sul punto 3 ero sicuro che un atto di delibera dovesse esserci:

Lo impone sia la natura di una struttura di giustizia (aula più tutto il resto ut supra) ; sia il fatto che l’uso di tale aula sarebbe stato anomali, stra-ordinario, non connesso alla destinazione d’uso di una aula di tribunale o di Corte d’Assise, sia per l’uso in ore pomeridiane, fuori dalle ore normali di uso, il che comporta che svariati funzionari e forze dell’ordine debbano rimanere fuori degli orari abituali a svolgere attività straordinaria e onerosa a favore dell’ordine forense (che non è il loro datore di lavoro e non è prevista nel CCNNLL).

Io non credo che un presidente di tribunale possa fare quello che gli aggrada dei beni dello stato, fra cui le aule di giustizia.

Mi rivolsi quindi al COA per avere copia di tali delibere , ma il COA di rifiutò di darmi una qualsiasi risposta, sia positiva che negativa, benché io avessi diritto in quanto iscritto a tale ordine !

La cosa mi ha molto insospettito.

Mi sono dunque rivolto al presidente del tribunale di Pordenone,  ancora nell’ anno 2000.

Neppure qui le cose si svolsero con linearità, chiarezza e trasparenza.

Nel gennaio 2000 scrissi al presidente del tribunale di Pordenone e gli chiesi copia dei documenti con cui il tribunale di Pordenone aveva autorizzato l’uso indebito delle aule di giustizia al COA.

Il presidente  mi rispose con la lettera che di seguito riproduco, equivocando sulla mia richiesta (credo apposta, come si vedrà in seguito)e invitandomi a rivolgermi al COA per ottenere la copia delle delibera del COA che richiedeva la aula di giustizia per processi disciplinari interni . ne avevo pieno diritto, sottolineava il presidente, sia come iscritto all' ordine , sia per essere stato violentemente processato da detto ente illegale , peraltro con ferocissime condanne immorali, per fatti di nessun rilievo discplinare : 



Io ritornai con molto tatto alla carica con il Presidente , chiedendo di nuovo, nel luglio dello stesso anno, copia delle delibere con cui ritenevo il tribunale avesse deliberato l’uso straordinario di dette aule.

Ricevevo la raggelante risposta che riproduco :



Il presidente del tribunale di Pordenone confessava candidamente che , di un uso straordinario e non conforme alla destinazione d’uso di strutture  giudiziarie come le aule di giustizia… NON VENIVA CONSERVATA LA DOCUMENTAZIONE !!!

IL FATTO E’ GRAVISSIMO !

COME E POSSIBILE CHE NON VENGANO CONSERVATE DELIBERE E AUTORIZZAZIONI INERENTI TALE USO ?

POSSO FORMULARE TALI IPOTESI, TUTTE MOLTO GRAVI :

tale documentazione è illegale, perché concede l’uso di aule di giustizia ad  organismi privati al di fuori di ogni previsione normativa, per cui “viene fatto sparire”;

tale documentazione non esiste, perché non potrebbe mai essere documentato un uso illegale di pubbliche strutture, né nessuno sia azzarderebbe mai a metterlo per iscritto : il fatto è ancora più grave, perché manifesta  la coscienza da parte della autorità giudiziaria di Pordenone di concedere a terzi un uso ‘extra legem’ e ‘contra legem’ di beni pubblici ( e non privati !), nella convinzione di non doverne poi rispondere (in effetti, la tendenza dei magistrati è quella di ritenersi ‘legibus soluti’…) .

IO PROPENDO PER LA SECONDA IPOTESI, DEL RESTO CONFERMATA DALLA LETTERA E DAL SENSO DELLA DICHIARAZIONE UFFICIALE RAGGELANTE DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PORDENONE !

IO RITENGO CHE LO STATO  DOVREBBE  ANDARE DURAMENTE A  FONDO DI QUESTA VICENDA IN CUI RISULTA CHE BENI DELLO STATO VENGANO CONCESSI IN USO SENZA ALCUNA AUTORIZZAZIONE E AL DI FUORI DELLA LORO DESTINAZIONE D’USO.


IL NERVO SCOPERTO DEL PALAZZO DI “ GIUSTIZIA”….



Ho la convinzione di aver toccato un nervo scoperto della amministrazione del palazzo di giustizia di Pordenone.

Infatti, molto sorpreso e sbigottito da tale dichiarazione del presidente,  preoccupato come cittadino che beni pubblici venissero utilizzati a fini privati (la vanagloria e la megalomania del locale consiglio dell’ordine forense che ama la “pompa magna” e vuole utilizzarla anche per fini di prestigio , non accontentandosi delle strutture più che idonee messe a loro disposizione : se questa gente megalomane ama la  ‘ grandeur’ , anziché sfruttare a tal fine le aule d’Assise presso il tribunale di Pordenone, non affitta per le loro comiche il Teatro comunale cittadino ? Magari vestendosi poi in maschera come Renzo Arbore e i suoi guitti, in una indimenticabile parodia dei tribunali di vari anni fa ? ) , decisi di approfondire la cosa e mi rivolsi al consiglio dell’ ordine di Pordenone, chiedendo anche ad essi la documentazione ‘sparita o inesistente’ ….


NON EBBI MAI RISPOSTA ALCUNA, NE’ POSITIVA, NE’ NEGATIVA !

Il presidente del tribunale glissò la mia richiesta indirizzandomi al COA e questo ente, benchè io avessi diritto ad esaminare le richieste e le delibere autorizzative del tribunale (che mi era detto non esistere ! sic !) , a sua volta si chiuse in un muto silenzio indispettito.

A stare alle parole del presidente del tribunale, non esisteva né alcuna richiesta formale da parte del COA, né alcuna delibera autorizzativi da parte del tribunale !

Un fatto gravissimo, che fa capire perché il COA si richiuse in un mutosimo inspiegabile, nonostante fossero tenuti, ai sensi della legge sulla trasparenza amministrativa,ad evadere la mia legittima richiesta.

MA NON POTEVANO EVADERLA, perché NON C’ERA TRACCIA DELL’USO ILLEGALE DI DETTE AULE DI GIUSTIZIA DA PARTE DI COSTORO, benché IO ABBIA LA DOCUMENTAZIONE SCRITTA – DECRETI DI CONVOCAZIONE DISCIPLINARE – CHE ATTESTA CHE DAL 1989 AD ALEMNO TUTTO IL1999 , COSTORO AVESSERO ABITUALMENTE UTILIZZATO TALI AULE AL DI FUORI DEGLI ORARI DI SERVIZIO DELLA AMMNISTRAZIONE, IN FASCIA ORARIA DI STRAORDINARI POMERIDIANI E A VOLTE ADDIRITTURA PREFESTIVI !

IO CONSERVO ANCORA TALE DOCUMENTAZIONE.


STORIA DI UNA INDAGINE FARSA.

Ma il comportamento del COA, tipico di chi viene colto con le mani nel sacco e ha qualcosa di serio da nascondere, venne confermato anche successivamente.

Io successivamente sporsi un esposto penale per questa vicenda.

Fui ingenuo : rivolgermi a quella stessa magistratura che aveva avvallato tale abuso per anni non poteva sortire alcun effetto positivo …

In ogni caso il pubblico ministero non svolse correttamente il compito che gli spettava:

non trasmise gli atti per incompetenza alla procura competente per territorio (il tutto al fine di liquidare l’esposto fra le quattro mura del palazzo di giustizia di Pordenone e archiviarlo senza che all’esterno trapelasse alcunché..) ,
rubricò il mio esposto penale come “notizia-non-costituente-reato”.

Facile, facile, arrivò la provvidenziale archiviazione  ( provvidenziale per il palazzo di giustizia di Pordenone e per il locale COA, non certo per i cittadini che pagano le tasse..).

Un appunto a questo punto si rende necessario.

E’ evidente che in questo genere di abuso, la principale responsabilità, oltre che morale e politica, anche giuridica, compete al presidente del tribunale che ha avvallato sistematicamente i deliri di grandezza della casta dirigente forense. Senza la sua connivente disponibilità costoro non avrebbero potuto fruire delle strutture pubbliche dello Stato, e  per di più senza cacciare il becco di un quattrino, anzi, a spese della collettività esangue….

E’ evidente quindi che la competenza territoriale ad indagare su questa farsa costosissima e in spudorata e compiaciuta  illegalità, non avrebbe potuto essere la procura di Pordenone, colpevole anche di non essersi accorti di questo scandalo in otre trenta anni, ma la procura della repubblica competente a decidere sulle condotte illegali dei magistrati e che nel caso di specie è la procura di Bologna.

La procura di Pordenone avrebbe dovuto trasmettere l’ esposto a Bologna, ma non lo fece. Forse l’ esito sarebbe stato diverso, anche se la super – casta ( quella giudiziaria) tende a coprirsi reciprocamente in modo corporativo.

Non lo sapremo mai. In ogni caso, la procura di Pordenone si è subito data da fare per procedere ad una indecente archiviazione.

La storia di questa pseudo- indagine merita di essere esposta nel dettaglio. E’ molto educativa per capire perché l’ Italia non è un paese normale e non rispetta la legalità.

Ma dalla lettura degli atti di tale indagine-farsa , integralmente in mio possesso , è emerso un altro particolare molto significativo e rilevante ..

 E cioè :

Il pubblico ministero,  nel procedimento de quo, chiese per il tramite della polizia giudiziaria al presidente protempore del c.o.a. le ragioni del rifiuto frapposto alla mia legittima richiesta di documentazione.

Francamente, è come chiedere a un ladro perché ha rubato… Si ottiene solo il risultato che il ladro nasconda la refurtiva. Di corsa, pure. E ringraziando della dritta

E infatti così è successo…

Grazie, cumpà !

Il pubblico ministero  ebbe come risposta che :  “ Il Presidente dellì’ ordine  non riteneva di esser obbligato a comunicare a terzi i contenuto di corrispondenza intrapresa fra il COA e il presidente del tribunale di Pordenone .Null’altro avendo ritenuto di aggiungere”.

Così  precisa il funzionario di polizia Giudiziaria M. C. Luca Sist con verbale di data 7-4-2000, annotazione 135-00 RG, che sottolinea doverosamente :“in particolare non fornendo spiegazioni circa le autorizzazioni necessarie per l’uso in oggetto, né fornendo copia delle stesse !”

Il comportamento del COA  anche in questa circostanza appare alquanto sospetto, considerando che la richiesta di chiarimenti veniva glissata con orrore e arroganza  ,  anche se portata avanti dall’autorità giudiziaria.

Concludeva il verbale citato il Brigadiere Sist , riferendo anche che “il Presidente forense  ha esternato  un profondo disagio (!) causato da questa vicenda ed altre che vedono coinvolto il COA e l’avv. E.Longo”….

Poverino : lui a disagio… Lacrime forensi di coccondrillo.

Disagio dal quale è stato poi tratto con un sospiro di sollievo con l’archiviazione della indagine, benché costui  non abbia mai risposto alla richiesta di chiarimenti del pubblico ministero, come  si era rifiutato di rispondere alla mia…

Concludo questo richiamo di fatti aggiungendo che la archiviazione de quo non avveniva per acclaramento della condotta denunciata ( cioè l’ uso illegittimo delle aule di giustizia), ma solo per questioni formali, avendo ritenuto il PM che la mia richiesta di chiarimenti al COA non obbligasse lo stesso a rispondere. Per cui : non essendo obbligato a rispondere , il PM non era obbligato a indagare sui fatti denunciati sui cui era calato il silenzio dell’ ordine forense.

Un ragionamento che fa a pugni con la logica e con il diritto . E pure con la decenza.

Il che raggiunge le vette del delirio più acceso : il mio esposto veniva archiviato perché l’ ordine forense non aveva l’ obbligo di rispondere alla mia richiesta di trasparenza.. sia detto per inciso, che il presidente del tribunale, viceversa, mi aveva pure messo per iscritto che a dare contezza della richiesta documentazione l’ ordine forense era tenuto..

Ma evidentemente anche il parere  giuridico di un presidente di tribunale non vale zero, se urta gli interessi di una certa casta che , a quanto pare, non è tenuta a rispettare la legge.

Quand’ anche volessimo dare credito alla tesi che obbligo di trasparenza e informativa non sussistesse a favore di un iscritto al medesimo ordine a cui paga tasse e contributi esosi  ( tesi a cui non abboccherebbe nessuno dotato di senno) , c’è da chiedersi anche se il rifiuto di fornire documentazione al pubblico ministero sia altrettanto legittimo….

Io ricordo che il codice penale contiene il reato di rifiuto di rispondere al pubblico ministero, nonché il reato di reticenza, ma evidentemente in Italia la legge non si applica a tutti….

La legge uguale per tutti ? ma non diciamo pinzillacchere, replicherebbe il principe  Totò, con la medesima logica del principe del foro interpellato dal pubblico ministero in questa squallida vicenda.

Del resto, al pubblico ministero sarebbe stato facilissimo far cantare il reticente e borioso cialtrone e ottenere chiarezza sulla vicenda : sarebbe bastata una bella perquisizione dei locali, anche se ho il sospetto che , dopo la gentile dritta  del pubblico ministero la lieta compagnia forense si sia premurata di far sparire tutte le carte imbarazzanti….

L’ archiviazione tacque completamente  sulla questione rilevante da me sollevata e non acclarava i fatti : anzi,  si preoccupava solo di togliere il caporione forense  dal “profondo disagio” in cui versava, archiviando senza accertamenti.

Sarebbe bene, togliere dal “disagio” ( di non sapere se le aule di giustizia del tribunale di Pordenone vengono illegalmente cedute in uso a organismi privati come il COA..) , anche i comuni cittadini come me e tutti i cittadini della repubblica che pagano le tasse…o il loro “disagio” vale meno di quello di un caporione forense ?


RIASSUMENDO.......



L’uso qui documentato delle aule di giustizia più grandi e onerose del palazzo di giustizia di Pordenone da parte del consiglio dell’ ordine forense qui documentato è assolutamente illegale ed illegittimo : già il COA dispone di ampi locali per riunioni, biblioteca, “adunanze” e quant’altro, ad esso concesse da tempo immemorabile dalla legge in materia e da un dettagliato capitolato d’uso.

L’ uso costante di dette aule ( aula ‘de Nicola’ e aula ‘ Falcone & Borsellino’ destinate entrambe alle Assisi !) non è previsto dalla legge come atto dovuto al COA.

La destinazione d’uso di tale aule  non è quella di ‘espletare le funzioni’ interne di un ente privato, ma quella di essere funzionali alla celebrazione dei processi dell’ ordine giudiziario dello Stato.

Inoltre, fatto ancor più grave, come sono in grado di documentare per iscritto, tale uso (senza che peraltro che ne sia la reale necessità da parte del COA, perché un procedimento amministrativo interno non è un processo da  Corte d’Assise e l’uso di dette aule serve solo a magnificare la megalomania dei dirigenti del COA !) avviene per di più nelle ore pomeridiane, costringendo il personale del palazzo di giustizia a ore di lavoro straordinario al pomeriggio (che gravano sul ministero e non sul COA !) per garantire la funzionalità ,uso e ‘manutenzione’ delle aule, oltre alla sicurezza dello stabile, sito nel palazzo di giustizia,  che viene così  tenuto aperto (per i deliri di onnipotenza dell’ associazione forense !) in orari pomeridiani e serali (in genere dalle ore 15.00 alle ore 19.00) in cui è generalmente chiuso.

Fatto addirittura aberrante e  dagli indubbi risvolti giudiziari e disciplinari è che di tale uso non viene redatta e conservata documentazione scritta né da parte del COA ( delibere interne per richiedere l ‘uso’, richieste scritte  e motivate), né soprattutto da parte del tribunale di Pordenone che di fatto destina l’uso di imponenti aule di giustizia a organismi privati,  fuori delle fasce orarie ordinarie, di apertura del palazzo, di strutture onerose per l’erario, in base ad una sorta di ‘tradizione orale’ , senza darne evidentemente  conto alle sedi competenti ed erariale , non esclusa la magistratura contabile , la Corte dei Conti e la  ragioneria di Stato  .

Le difficoltà incontrate dal sottoscritto nell’ottenere giustificazione di tale uso dimostrano che tale prassi è sicuramente poco conforme alla legge (per non dir di peggio) e l’intervento del Ministro e  delle competenti autorità di sorveglianza , contabili e disciplinari si renderebbe ineludibile nell’interesse della collettività e dell’erario.

Non credo proprio sia legittimo questo utilizzo provato di aule di giustizia , come mi risulta che anni fa l’ ordine forense neppure pagasse il canone comunale per i soli locali legittimamente in uso.

Questo dettaglio – la morosità dell’ ordine forense nel pagare al comune di Pordenone i canoni di locazione dei soli locali legittimamente affittati, mi venne confermato ancora quindici anni dal Sindaco leghista della mia città.

Si trattava di anni e  anni di canoni non pagati. E che le amministrazioni precedenti, politicamente compiacenti con l’ ordine forense, avevano dimenticato di far pagare…

E’ vero che l’ amministrazione leghista cui io tanti anni fa mi rivolsi, mi assicurò che immediatamente avrebbero richiesto gli arretrati a questi galantuomini , usi a non pagare il canone, né più , né meno di come fanno gli extracomunitari, ma chissà se poi è successo veramente…

Infatti, è  poi subentrata negli anni una amministrazione comunale di marca PD , il cui vicesindaco – udite, udite – è anche vicepresidente del consiglio dell’ ordine forense…..Chissà se pagano l' affitto ?

Io conosco una sola associazione che ama paludarsi dietro una facciata di parodia di attività giudiziaria punitiva dello Stato, violenta e coercitiva nella sua illegittimità e il suo nome non è proprio indice di legalità….

L’ apertura di una indagine contabile e penale sarebbe automatica in uno stato normale e di legalità, ma l’ Italia non è né uno, né l’ altro.

Non meravigliamoci però né della disonestà endemica della classe forense che è adeguatamente rappresentata da questi soggetti, né della deriva sudamericana ed illegale della stessa magistratura….

Questa è l’ Italia, ragazzi.

Un Paese di cui vergognarsi ancora una volta di più.

Avvocato Edoardo Longo


338.1637245


le edizioni della Lanterna hanno  pubblicato  un libro- inchiesta  con documenti su questo scandalo vergognoso e sottaciuto. Il libro si intitola " uno scanalo italiano", ed il suo link ufficiale è il seguente :

http://www.lulu.com/shop/edoardo-longo/uno-scandalo-italiano/paperback/product-22102976.html

BIOGRAFIA PROFESSIONALE DELL' AVVOCATO EDOARDO LONGO :

https://www.facebook.com/notes/890404854326575/