sabato 15 agosto 2015

SIRIA / LA MADONNA DELLA CACCIA



Nostra Signora della Caccia, un'Icona mariana venerata dai cristiani, ma anche da ebrei e mussulmani , nel Santuario di Saidnaya in Siria. Un luogo di grazia che nessuna persecuzione riesce a cancellare.

Nessuno la conosce, questa Madonna silenziosa, la cui origine viene attribuita addirittura a San Luca, eppure durante il Medioevo attirava enormi masse di fedeli, fino a 50mila. Questa Vergine silenziosa porta però un nome che evoca la guerra, anzi la caccia: si tratta della Madonna di Saidnaya, che in lingua siriaca significa appunto: Signora della Caccia.

Le origini di questo santuario si perdono nella notte dei tempi, quando in Siria fioriva una della più grandi e prospere comunità cristiane di tutti i tempi oggi, spazzata via, ahimè, da secoli di persecuzioni e distruzioni fino a scomparire. Ce l’ha fatta però la Signora della Caccia, protetta dalla misteriosa mano che l’ha dipinta, una mano che aveva scritto le sante Parole del Vangelo, la mano - secondo la tradizione - dell’evangelista Luca, appunto.

Per alcuni fu l’Imperatrice Eudossia che, nel 640, trovata a Gerusalemme la sacra Icona, da donna di grande cultura e di grande fede qual era, la volle portare con sé a Damasco. Per altri invece, anche a causa dell’appellativo curioso di Signora della caccia, il Santuario sembra derivare dall’imperatore Giustiniano che impegnato in una battuta di caccia in Siria – dove si trovava per combattere contro la Persia – vicino a Damasco smarrì la strada, rischiando di morire di sete. Una gazzella apparsa d’improvviso lo guidò a una sorgente e poi scomparve. Egli riconobbe nell’animale la presenza materna di Maria e volle costruire proprio in quel luogo un Santuario. Le monache, alle quali fu affidato il luogo, fecero arrivare da Gerusalemme la preziosa Icona di San Luca, che prese appunto il titolo di Madonna di Saidnaya.



La Sacra Icona ha prodotto numerosi miracoli, specie la sudorazione di olio, mediante il quale poi avvennero numerose guarigioni. È difficile ricostruire l’effige della Madonna perché, la sacra Immagine, è totalmente coperta da oro e argento. Sembra tuttavia essere una Galaktotrofousa, ovvero una Madonna del latte. A Roma, nel sacello della "Madonna delle Grazie", si venera una icona del tipo della Galaktotrofousa, di supposta provenienza da Saidnaya.

L’antico nome ellenistico della regione in cui si trova il Santuario, era Abilene; la tradizione locale collega il nome al biblico Abele, ucciso dal fratello Caino, la cui tomba si troverebbe proprio in quella regione. Gli studiosi ritengono che con probabilità capitale di Abilene era Saidnaya.

È significativo che proprio qui si stia svolgendo un conflitto fratricida che rischia di coinvolgere l'intera popolazione mondiale.

Già nel 2012 un ribelle terrorista della fazione del Free Syrian Army   (FSA) entrò travestito   da pellegrino  cristiano nel Santuario portando una candela. Uscì subito dopo frettolosamente, quasi correndo. Appena giunto ai gradini del Santuario cadde a terra stroncato da un infarto. Si scoprì allora che l'uomo aveva portato alla Vergine un candelotto esplosivo il quale, miracolosamente, non era esploso.



Queste sono le ragioni per cui, in quest’ora grave per la Siria molti siriani  rivolgono  insistenti preghiera a Nostra Signora di Saidnaya perché con il suo potente patrocino, lei Signora della Caccia, scacci dalla Siria e da tutto il mondo il pericolo della guerra.


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