sabato 30 maggio 2015

VICINI AL COLLASSO FINANZIARIO EUROPEO

Di  Reporter .


In un recente intervento al FMI, il presidente della BCE, Mario Draghi, provocato dalle critiche al quantitative easing (qe), ha risposto che la sua politica si è dimostrata più efficace del previsto (!), ma ha anche ammesso che << i bassi tassi di interesse inevitabilmente comportano qualche inefficienza nell’allocazione delle risorse>>.

 Qualche?

Non si è accorto delle bolle che hanno creato nei mercati obbligazionari ed azionari?

Non si è accorto che l’espansione dei bilanci delle banche centrali è perfettamente correlata a queste bolle? Non si è accorto dell’inflazione finanziaria e della deflazione nell’economia reale? Della volatilità, incertezza, distorsione dei mercati e del rischio sistemico che ne deriva? Introducendo tassi nominali negativi, Draghi notificava ai mercati: << D’ora in poi il debito vale più della liquidità immediata. Meno denaro contante in futuro vale di più del contante attuale>>.

Soltanto lo Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie poteva essere l’autore di questo paradosso.

E invece è stata la trovata di un banchiere per risanare l’economia europea. Come abbiamo più volte scritto, non si crea industria e lavoro con tali espedienti.

A cosa è servito infatti tutto il denaro creato finora? A salvare temporaneamente il sistema finanziario europeo (ma a spese dei contribuenti), rinviando lo scoppio della bolla obbligazionaria e azionaria. Oggi le decisioni di investimento nei mercati globali sono prevalentemente orientate non a creare valore ma a evitarne la perdita. Probabili aumenti dei tassi provocherebbero un crollo epico del mercato del credito cioè della pietra angolare dell’edificio economico e finanziario. Da un credito efficiente dipende tutto: la nascita di nuove aziende, il mercato immobiliare, il consumo di beni durevoli, le pensioni e non ultimo la valuta stessa. Tuttavia per assolvere la sua funzione, il credito deve rappresentare ricchezza autentica il che significa solvibilità del debitore.

La solvibilità può essere garantita solo da solido collaterale. Ma la BCE  ne sta facendo incetta aumentando l’insolvibilità sistemica.

Segni premonitori.

La funzionalità del mercato del credito dipende dai titoli sovrani considerati, in teoria, l’attività finanziaria più sicura in assoluto a cui tutte le altre fanno riferimento nel valutare il rischio del credito.

Ora, dieci giorni fa si è verificato un fatto eccezionale: la vendita in blocco di titoli sovrani, tedeschi, spagnoli, italiani, irlandesi, statunitensi e giapponesi con una perdita di capitale di quasi 450 miliardi di dollari. Con la discesa del prezzo sono aumentati i rendimenti.

Il fatto ancora più eccezionale è che il rendimento dei bund tedeschi a 10 anni che si era attestato da un decennio sotto lo 0.05 è salito a 0.75. Quando mai si è visto un rendimento aumentare 15 volte in poche ore? (nel momento in cui scriviamo è a 0.61): un incremento anomalo soprattutto per il mercato tedesco, il più sicuro.

Quali sono i motivi che hanno indotto gli investitori a sbarazzarsene? Erano stufi di parcheggiare il denaro in titoli che non rendono? Hanno avuto il timore della ricaduta del default del debito greco sull’eurozona? Oppure è il segnale di un cambiamento di aspettative, da deflazioniste a inflazioniste a seguito dell’aumento del prezzo del petrolio e della flessione del denaro? Se chi detiene titoli con rendimenti infimi o addirittura negativi (che invece di rendere addirittura costano) percepisce un trend inflazionistico, li scarica immediatamente. Se i tassi aumentassero occorrerebbe più denaro per pagare i debiti, si liquiderebbero attività per fare cassa e i loro prezzi crollerebbero svalutando il collaterale.

Il sistema del credito imploderebbe in 24 ore. Il rialzo dei rendimenti segnala un trend o una correzione? E’ difficile stabilirlo quando è in gioco la dinamica inflazione/deflazione che rende il mercato totalmente incerto. La vendita improvvisa dei bund si è anche associata ad un aumento della domanda di oro fisico: segno di aspettative inflazionistiche e di sfiducia nell’euro. Ma soprattutto della vulnerabilità dei titoli sovrani, cioè del mercato del credito. Le banche centrali sono il problema.  




Le banche centrali possono fallire?

Il loro bilancio è pura finzione. Ad esempio, la Federal Reserve ha un capitale di $57.6 miliardi e un attivo di $4 cioè una leva finanziaria di 75 a 1. La BCE ha un capitale di €96 miliardi e un attivo di €2.9 trilioni cioè una leva di 40 a 1 e al completamento del QE supererà 50 a 1 (€1 di capitale per garantire €50 di debito). Basta una lieve flessione del valore dell’attivo per incenerire il capitale. Praticamente entrambe sono insolventi.

Per capirci: quando nel 2008 Lehman Brothers è fallita, aveva una leva finanziaria di 30 a 1.

E’ stata sufficiente una diminuzione del 3% per azzerarne il capitale. Nel caso della BCE basterebbe meno del 2%. Ma, si afferma, le banche centrali non possono fallire perché hanno il privilegio di aumentare a volontà l’attivo. Allora ricordiamo che nel 2008 la banca centrale islandese fallì e il governo riuscì a salvarla indebitandosi fino al 100% del PIL. Come potrebbero i governi europei salvare la BCE se sono quasi tutti in bancarotta? E’ un problema prospettico ma esiste.

Ci spieghiamo. La moneta circolante posta al passivo del bilancio della BCE, è garantita all’attivo dei titoli sovrani il cui valore dipende dal tasso d’interesse manipolato dalla banca stessa. Ma se il mercato cominciasse a rifiutarli, sconfesserebbe l’attivo del bilancio e quindi anche il passivo rappresentato dalla valuta.

La corona islandese ha perso in questo modo il 60% nei confronti dell’euro e del dollaro nel giro di qualche giorno. Supponiamo che il mercato si liberi di colpo dei 5 trilioni di titoli europei a tassi negativi. La BCE, per eliminare l’enorme pressione al rialzo sui tassi, dovrebbe acquistarli in massa, ma creerebbe nel bilancio una posta attiva che il mercato giudicherebbe poco attendibile. Pertanto anche la valuta perderebbe credibilità e il costo del debito in euro salirebbe a livelli elevatissimi.

Il castello di carte finanziario crollerebbe trascinando la banca centrale.

Un’analogia: Tizio ha preso in prestito 1000 da Caio e gli ha firmato una cambiale. Finché tutti hanno fiducia nella solvibilità di Tizio, la cambiale circola come valuta. Ma non appena la gente viene a sapere che Tizio ha problemi finanziari la cambiale perde valore all’istante e Caio il credito. Il fallimento di una banca centrale avviene nello stesso modo e si chiama <<crisi valutaria>> che, a sua volta, è conseguenza di un sistema irrevocabilmente compromesso.


giovedì 28 maggio 2015

giovedì 21 maggio 2015

STORIE DI ITALIANI ALLO STREMO



In data di ieri 20 Maggio 2015 dal Comune di Valdagno mi è pervenuta una lettera che mi verrà versato in mio c/c la somma di 340,00 €uro, quando le mie bollette scadute presentate al Comune stesso, corrispondono a una cifra più elevata, pari a €uro 490,00.Riepilogando, Bolletta acqua, 35,80, altra bolletta acqua 49,20, bolletta gas 301,28, bolletta enel 97,62 per un totale complessivo di €uro 490,00. A tale somma complessiva DICHIARO di non riuscire a saldare i conti, perchè per pagar tutto mancano ancora 150,00 €uro che non dispongo, non avendo nessun reddito. 

A giorni mi verrà staccato tutto, una volta staccato tutto, mi vedo e sono costretto a ritornare a vivere in automobile.... e pensare che nella mia querela contro l'assistente sociale, (che ancora una volta allego) avevo chiesto che non pretendevo 900,00 euro mensili come fanno con gli extracomunitari ma almeno 600,00 euro al mese, mentre la risposta era stata che erano soltanto disposti a pagarmi le bollette, ma a mio avviso vedo che ora neppure quelle.

Nella vita ho capito una cosa: Che se sei povero, con gli assistenti sociali si diventa ancora piu' poveri ed io nonostante i miei curriculum di lavoro ovunque, tutt'oggi mi ritrovo un fallito e a dover combattere con la vita iniziando nuovamente a vivere in automobile.

Nella mia precariata situazione, l'indirizzo di residenza sarà valido solo per la posta, ma già da oggi staccherò dalla cassetta postale e dal citofono il mio nominativo.

Mi leveranno ancora la fissa dimora? lo facciano pure, lo hanno fatto pure in passato che poi nel 2006 due comuni mi hanno negato anche il diritto di votare alle politiche, perchè senza fissa dimora.

Ringraziando questa Italia, disonesta verso un Cittadino Italiano.

Non ho altro da aggiungere.


Puro Italiano al 100% Teresio Grigoletto

sabato 16 maggio 2015

GUERRA FRA BANCHE



Di : Centro studi Giuseppe Federici

L’ex impiegato della HSBC di Ginevra sostiene in questo articolo che si trattava di una guerra economica per indebolire le banche europee

La vicenda di quello che è stato chiamato lo Edward Snowden della finanza si tinge di colori sempre più inquietanti. Infatti Hervé Falciani, in un’intervista pubblicata dal Financial Times sabato 25 aprile, afferma che la CIA era direttamente coinvolta nella sottrazione dei dati dei clienti della filiale svizzera del colosso bancario HSBC. Insomma, Hervé Falciani non avrebbe agito da solo, come invece sostengono le autorità svizzere e la stessa banca, ma sarebbe stato uno strumento di una “rete” di persone tra le quali spiccavano agenti della CIA. Addirittura queste persone avrebbero insegnato allo stesso Falciani come aggirare le protezioni informatiche dell’istituto per copiare l’insieme dei dati. L’ex informatico della sede ginevrina di HSBC sostiene pure che in un processo proverà il coinvolgimento della CIA non solo nel sottrarre i dati, ma anche nell’aiuto prestato perché questi files giungessero nelle mani delle autorità giuste. Lo scopo dei servizi segreti americani era di scardinare un bastione del sistema bancario europeo in quella che lo stesso Falciani definisce una vera e propria guerra economica.

Il quotidiano inglese dubita sulla veridicità dei racconti di Falciani, anche se il tempo dei fatti e quanto successe in quegli anni danno grande credibilità alle parole dell’ex informatico. Infatti Hervé Falciani scappò dalla Svizzera nei primi mesi del 2008 portando con sé i dati relativi a più di 100mila clienti della banca. Dunque, questi avvenimenti avvengono proprio mentre si sviluppa la grande offensiva statunitense contro UBS e contro il segreto bancario svizzero, che – come molti hanno scritto – non era tanto mossa dall’obiettivo di lottare contro l’evasione fiscale, quanto da quello di indebolire dei concorrenti e di favorire le banche di Wall Street. Ma questa analisi dei fatti non era confortata da prove che dimostrerebbero che i servizi segreti americani erano coinvolti in attività illecite su suolo svizzero. La conferma in un processo di queste affermazioni sarebbe clamorosa e dovrebbe comportare anche una reazione appropriata del nostro Paese.



Si tratterebbe di una brutta gatta da pelare per il Consiglio federale. E infatti non sorprende che almeno finora queste dichiarazioni dell’ex impiegato di HSBC siano passate “inosservate”. E molto probabilmente resteranno così, poiché nessun Paese vuole veramente intentare un processo contro Hervé Falciani.

Ma se analizziamo quanto è successo negli anni successivi alla crisi finanziaria del 2008, si nota che è continuata l’offensiva americana contro il sistema bancario svizzero ed anche europeo. E oggi, nonostante proprio le banche americane siano state la causa della crisi, si deve constatare che tutti i loro principali concorrenti (non solo svizzeri) sono stati ridimensionati, spesso costringendole a patteggiamenti su comportamenti che non erano chiaramente irregolari, come è capitato alla francese BNP-Paribas costretta a pagare 9 miliardi di dollari. Insomma con le buone e con le cattive il dominio di Wall Street e delle sue banche è stato ripristinato. In questo contesto le proposte americane di creare un mercato unico transatlantico (cui anche la Svizzera sarebbe costretta a fare parte), che sono attualmente oggetto di trattative segrete tra Washington e Bruxelles, dovrebbero essere valutate con grande rigore per far sî che l’Europa non sia sempre il “servetto” degli Stati Uniti.

giovedì 14 maggio 2015

QUANDO DRAGHI DA' RAGIONE AD AURITI....




 di: Anonimo Pontino.

Nel processo di creazione dei simboli monetari, si è erroneamente indotti a credere che viene a crearsi anche un valore.

La propaganda culturale al servizio dell’elite finanziaria diffonde dogmi economici che, pur privi del minimo fondamento scientifico, difendono nell'immaginario collettivo l’idea della moneta come merce. L'illusione   che   la   moneta   sia   una "fede   di   deposito".

 L’idea che il valore sia una proprietà della materia.

A volte però l’elite si lascia sfuggire alcune verità (che loro sanno da sempre), consapevoli del fatto che ormai abbiamo perso ogni riferimento, consapevoli che il sistema di potere che loro hanno creato  è così efficace da dirigere il nostro ragionamento a credere quello che loro vogliono.

Nell'aprile del 2011 l'allora governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, partecipò all'inaugurazione della mostra “ La moneta dell'Italia Unita: dalla Lira all'Euro” in occasione del 150° anniversario dell'unità d'Italia. In questa occasione fece un intervento che diede implicitamente ragione ad Auriti  parlando di “valore della moneta per fiducia”. Ovviamente ne parlava come banchiere, cioè come proprietario della moneta.

Vediamo le sue dichiarazioni:

<Tra l’Ottocento e il Novecento anche l’Italia passa da un sistema in cui la moneta è di metallo prezioso, o in esso convertibile, a uno di moneta puramente fiduciaria. Nel primo, la stabilità monetaria è sancita dal mantenimento della convertibilità della valuta in oro alla parità prefissata.(...)Con il prevalere della moneta cartacea l’innovazione istituzionale in campo monetario è radicale. Si affermano le moderne banche centrali, si definiscono norme, regole, organizzazioni, necessarie per il governo di una moneta il cui valore non è più ancorato a quello di un metallo, ma è completamente basato sulla fiducia.>

Avete capito!

“governo di una moneta il cui valore è completamente basato sulla fiducia”.

Ovviamente si parla della NOSTRA fiducia.

Anche i banchieri sfiduciano monete non accettandole come pagamento nelle transazioni.

Il fatto che la gente possa rifiutarsi di dare FIDUCIA ad una moneta emessa in prestito da BANCHE PRIVATE alla collettività, non è accettabile dai banchieri. Ecco perché la Legge impone la sua circolazione come unica moneta valida, cioè il corso “forzoso”.

Ancora un’altra affermazione di Draghi:

<Oggi si ha ragione di ritenere che la stabilità della moneta e dei prezzi sia legata alle aspettative degli operatori. Queste si formano sulla base di elementi come: la chiarezza e la certezza delle regole di creazione della moneta; l’affidabilità e la credibilità delle istituzioni che la governano.>

Le aspettative di cui parla Draghi non si basano su algoritmi matematici o statistici applicati all’economia, ma sull’ “affidabilità e la credibilità delle istituzioni che governano la creazione della moneta”…

Si basano cioè sul Diritto, sulla Legge e NON sull'economia.

Esattamente quello che diceva Auriti.

Quindi…che cos’è una rapina in banca a confronto con la fondazione di una banca?

Sam Bronfman (suo figlio fu presidente del Congresso Mondiale Ebraico) era  un boss mafioso che durante il Proibizionismo aveva costruito la sua fortuna con il traffico illegale degli alcolici. 

Successivamente fece ancora più quattrini con il prestito ad interesse. Poco prima  che morisse, un giornalista gli chiese quale fosse la più grande invenzione dell’umanità. “Il prestito ad interesse”, fu la sua risposta… (www.israelshamir.net )


mercoledì 13 maggio 2015

ULTIMO TANKO A VENEZIA


Vi ricordate quella decina di  veneti che alcuni anni fa dopo aver truccato un trattore da tank, anzi da tanko come si dice nel loro dialetto, diedero l’assalto al campanile di San Marco a Venezia, non certo per abbatterlo, ma solo per sventolare il gonfalone della Repubblica della Serenissima?

Contro questo gruppetto di serenissimi “santi bevitori” intervennero Polizia, Carabinieri, Servizi segreti, Teste di cuoio, Teste di c..zo, Intelligence, Stupidence, ecc….Insomma si vide uno spiegamento di forze MAI visto prima, neppure negli anni ’70 ai tempi del Golpe Borghese!

Su questi “pericolosi terroristi” e “golpisti” da osteria pesava persino l’accusa di sequestro di persona del traghettatore che li aveva dovuti portare in piazza San Marco insieme al “pericolosissimo” tanko.

Furono, almeno da quest’ultima odiosa accusa, scagionati dalla testimonianza dello stesso traghettatore che in tribunale disse persino: “ Poareti i gà pagà anca il bieto!”.

I Serenissimi “santi bevitori” comunque subirono una esemplare punizione degni di “pericolosissimi terroristi”, così li aveva definiti un mio vicino di casa che vota, ovviamente, P.D. il cui cervello è simile a quello dei magistrati “democratici”.

A Milano, invece, ai red block (perché fuori son neri, ma dentro son rossi come il fuoco che loro stessi appiccano) è stato lasciato fare tutto quello che volevano: distruggere lanciando bombe molotov, incendiare auto in sosta, sfasciare le vetrine anche di quei negozi che non erano banche, sporcare muri di palazzi antichi e di condomini, ecc… per danni complessivi di 1,5 mln. di euro! Eppure nonostante questo cataclisma organizzato con largo anticipo da red block venuti pure dall’estero, non c’era il dispiegamento di forze che era presente a Venezia!

[ Tanko veneto modello Banda Bassotti ] 

Perché? Già, dimenticavo, come ha detto il Granduca delle chiacchiere di Firenze, che di bombe se ne intende (non molotov, ma verbali, dato che i compagni di classe al liceo lo chiamavano “il bomba” per le cazzate che sparava) si trattava SOLO di 4 teppistelli! Ma sì, dai, alla fine l’importante è che tutti siano stati contenti.

 Infatti è stato contento Alessandro Pansa (padre del p.m. Antonio), il nuovo “mal retribuito” Capo della Polizia (invece di 620.000 euro/anno come riceveva Manganelli, suo predecessore, ne percepirà ben 65.000 di meno, “poareto anca lui”) il quale ha detto che era contento perché la Polizia non è caduta in un tranello come al G8 (mi piacerebbe sapere il parere dell’agente colpito alla gamba da una molotov o di quello che, circondato dai red block è stato massacrato di botte a colpi di bastone), è stato contento il Granduca perché, come detto, si trattava solo di 4 teppistelli che mai avrebbero potuto fermare l’Expo (fermarlo no, ma distruggere il centro di Milano sì!).

E’ stato contento quella sottospecie di sindaco di Milano, Pisapia, più bravo in realtà nel mestiere di allevatore di questi “bravi” ragazzi (in verità alcuni di loro sono un po’ stagionati, avendo tra i 40 e i 50 anni…) che dopo il disastro è saltato sul carro dell’indignazione, indossando la maschera dell’ipocrisia, che nei giorni di gran gala il P.D. non manca mai d’indossare, è stato contento il trinariciuto e “fenomenale” Al Fano, ministro dell’Inferno, perché tale sembrava il centro di Milano vandalizzato dai red block, il quale ha con solennità annunciato che questo è il prezzo che Milano ha dovuto pagare per la nostra grande democrazia e che i danni erano, però, stati limitati al massimo!

Forse un po’ meno contenti sono stati i cittadini di Milano, ormai alla mercè di tutti: di afro-islamici che possono diventare da un giorno all’altro terroristi di IS, di zingari, di red blok….Se alcuni cittadini invece di lanciare invettive dai terrazzi, o di urlare inutilmente alla Polizia “sparategli in fronte”, perché purtroppo i poliziotti non lo faranno mai, avessero preparato pentoloni di acqua bollente e li avessero rovesciati addosso ai teppisti, forse qualche danno l’avrebbero ricevuto pure questi delinquenti e in futuro ci avrebbero pensato su due volte prima di distruggere la roba degli altri! SE i cittadini non si organizzeranno così, la prossima volta saremo daccapo, perché le istituzioni italiane (politici di centro e di sinistra, magistrati “democratici”, filosofi benpensanti, opinionisti e politologi cattosinistroidi) sono SOLO capaci di essere forti coi deboli, non con i delinquenti o con i terroristi!

L’ultimo tanko a Venezia i fatti di Milano accompagnati dal coro degli ipocriti ce lo dimostrano.


Andrea Mantellini - Forlì

sabato 9 maggio 2015

LA GUERRA DEL SANGUE CONTRO L' ORO

Uno studio storico sulle cause e la genesi della seconda guerra mondiale avvincente come un romanzo storico. Dopo un lungo affresco sugli scenari politici del declinare degli anni ' 30, il testo analizza le vere cause della seconda guerra mondiale, soffermandosi sulle dinamiche geopolitiche che hanno spinto l' Italia ad entrare in guerra in una ottica non di conquista coloniale, quanto piuttosto di lotta anti imperialista contro le plutocrazie che dominavano la terra. Un contributo alla verità  storica.

Una pubblicazione a cura della associazione " Continuità ideale - Combattenti della Repubblica Sociale Italiana" che ringraziamo per la disponibilità e collaborazione.


Link ufficiale del libro :



IL MANUALE DEL PERFETTO FUGGITIVO

Continua il romanzo biografico del dott. Fabio Tonelli in cui, sotto la forma letteraria del " manuale", racconta ad un ipotetico pubblico di potenziali fuggiaschi, la sua fuga da una struttura giudiziario - detentiva della repubblica italiana.

Sconvolgente la denuncia della psichiatria giudiziaria e dei suoi orrori, che hanno spinto alla fuga l' Autore.
In questa Italia in cui tutto il terzo mondo vuole sbarcare, c'è anche chi dall' Italia vuole fuggire : i cittadini italiani colpiti dalla malagiustizia del " bel paese"...

Un libro amaro sul tramonto delle istituzioni della italica repubblica.  Annotazioni e revisione a cura dell' avvocato Edoardo Longo.

Link ufficiale del libro :


giovedì 7 maggio 2015

UNA STRANA IDEA DI " RIPRESA ECONOMICA"...


di: Anonimo Pontino.

La ripresa? È una finzione.

Come sono una finzione le nostre istituzioni, diventate ormai il paravento per la mangiatoia delle banche, dei partiti e delle multinazionali. Come sono una finzione le parole del “personaggio” Matteo Renzi, costruito e imposto dalle collaudate agenzie di marketing secondo il classico sistema all’americana.

Il numero di lavoratori disoccupati che hanno completamente rinunciato a cercare lavoro negli ultimi anni è raddoppiato; questi lavoratori che hanno rinunciato a cercare lavoro non figurano nelle statistiche della disoccupazione ma se si guarda al grafico delle forze lavoro inattive, la percentuale è impressionante.

Negli ultimi anni è emersa anche una nuova classe di poveri, quelli in giacca e cravatta, i nuovi schiavi del turbocapitalismo multinazionale, una nuova classe di morti di fame. Quelli con il mutuo erogato al 100 per cento  a  tasso  variabile,  quelli  con  un  lavoro  atipico  a  singhiozzo,  quelli  con  l’utilitaria  pagata  a 20 euro al mese, quelli che fanno la spesa a rate di 5 euro al mese al centro commerciale. Non ostante ciò si spende anche quando non si può spendere, grazie  a  società  finanziarie  di  prestito  al consumo pubblicizzate da qualche buffone in televisione.

Sarà forse il caso di svegliarsi dal torpore innocente di chi è caduto nella schiavitù mediatica del “prestito su misura per te”?

Ormai ci hanno convinti a spendere anche quando non vogliamo…”chiedi e ti sarà dato”. Quanto ti serve 5.000 euro ? 10.000 euro ? E a che cosa ti servono ? Per comprarti la nuova tv al plasma? Ora potrai finalmente avere la propaganda dei governi aziendali in HD direttamente a casa…

Sono abilissimi a venderci sterco con la creazione di un “bisogno” e la fornitura di un prodotto per soddisfarlo. Piano piano ci insegnano ad accettare tutto. Accettiamo  le  vessazioni  tributarie  dello  Stato,  le  menzogne  della  politica,  accettiamo  che  le  aziende  buttino  sulla strada la gente e le banche tolgano alle famiglie di che sopravvivere.

Le seduzioni del benessere e dell’abbondanza, ci sono state date solo il tempo necessario per toglierci le risorse spirituali che ci necessiteranno nel presente-futuro di privazioni, dove la pietà è MORTA, uccisa dal «mercato».



Riporto sotto un bellissimo post pubblicato dal Magistrato Varone Gennaro sul suo profilo Facebook

La (finta) ripresa.

A parte il fatto che ancora non c’è (e non sappiamo affatto se ci sarà davvero): il PIL a dicembre è crollato, letteralmente.

A parte il fatto che mi auguro ci sia, allo stesso modo in cui mi auguro di vincere alla lotteria: irrazionalmente.
Mi chiedo: perché “dovrebbe” esserci? Perché .. ce lo dicono? Sono sette anni che ce lo dicono …

Allora. Se c’è più Moneta in giro è “probabile” la Comunità ne abbia più a disposizione da spendere.

Si, d’accordo. Ma alla Comunità “come” dovrebbe arrivare questa Moneta, posto che la BCE la consegna alle Banche Commerciali Private E NON AI GOVERNI?

In due modi.

Primo. Attraverso i Prestiti che le Banche Commerciali faranno alla Comunità. Prestiti più a buon mercato (si spera), ma sempre prestiti.

Certo, se io ho più denaro (prestato) ne posso spendere di più. E questo dovrebbe far salire la Domanda di beni ed incentivare la Produzione.

Ovviamente, se cresce la Domanda, saliranno anche i prezzi. Ecco perché Draghi sostiene che ci vuole un po’ di inflazione “buona”: perché è il segnale che Domanda e Produzione crescono.

Si. Nel breve periodo. Un po’.

Ma attenzione: l’inflazione è davvero “buona” se, nel frattempo, gli stipendi non perdono potere di acquisto; cioè, se vengono ‘indicizzati’.

Se i prezzi dovessero salire, ma i salari restare uguali, tutti saremmo più poveri. E siccome la Domanda è cresciuta NON perché ci hanno ‘dato’ denaro (indicizzazione), ma perché ce l’hanno “prestato”, molto presto ci ritroveremo ancora più indebitati di prima: perché, una volta prodotta l’inflazione “buona”, non la si può combattere … aumentando il prestito. Ci vorrebbe Moneta … guadagnata (ma non si può, nell’Eurozona -salva la lotta sulle Esportazioni).



Il secondo modo è la Spesa Pubblica.

Se la BCE acquista i Titoli di Stato, l”interesse sui Titoli di Stato cala e il Governo ha più Moneta da spendere.

Non sappiamo “quanta” Moneta in più.

In ogni caso, se fossi il Premier, la spenderei in Opere Pubbliche e Servizi ed indicizzerei gli stipendi dei pubblici dipendenti (fermi da decenni): non perché sono un pubblico dipendente; ma perché questo è l’unico modo che ha il Governo di sostenere la Spesa Privata, senza costringere gli individui ad indebitarsi loro; il modo di sostenere la Domanda (e la conseguente inflazione), senza provocare povertà.
Il mio stipendio non è soltanto “mio”: è reddito per tutti coloro presso i quali lo spendo mese per mese. E’ elementare.

Tuttavia, l’aumento di Spesa Pubblica, comporterebbe, nel lungo periodo, un aumento del debito pubblico e, dunque, degli interessi sul debito pubblico. E siamo punto e a capo.

Come vedete non c’è soluzione.

E sapete perché? Non capite da soli dov’è l’errore?

L’errore è che la Moneta NON PUO’ ESSERE TUTTA UN PRESTITO come avviene ora.

La soluzione è che UNA PARTE della Moneta, quella necessaria ad assorbire IL REALE AUMENTO DI PRODUZIONE CHE CI SI ATTENDE, sia immessa GRATIS nella Comunità da uno Stato che LA STAMPA DA SE’ e la offre con una Spesa Pubblica finalmente NON A DEBITO.

E’ il solo modo di tutelare il nostro benessere, di garantire il Risparmio (articolo 47 Costituzione, che pochissimi ricordano), di sostenere la Domanda.

NESSUNA DOMANDA PUO’ ESSERE SOSTENUTA A DEBITO PER SEMPRE. E’ logica e l e m e n t a r e.

Quindi, attendiamoci un breve periodo di respiro.

Poi i tassi torneranno a salire, le Banche vorranno rientrare nei prestiti, i Redditi fissi avranno perso valore grazie all’inflazione “buona”.


Ma la cottura della rana sarà a buon punto.

martedì 5 maggio 2015

SIRIA : IL CRINALE DEI TEMPI




Omelia di Padre Daniel Maes, Sacerdote in Siria,  nella celebrazione dei suoi 50 anni di sacerdozio, il 23 aprile 2015.

"Nel Vangelo (Luca 22, 31-38) Gesù avverte i discepoli che la battaglia sta arrivando. Satana metterà alla prova i seguaci di Gesù e li percuoterà. Pietro è audace e dice che sicuramente non mollerà. Ma Gesù gli dice: "Io ti dico, Pietro: il gallo non canterà prima che tu mi abbia rinnegato tre volte.” Quando, infatti, Pietro aveva negato Gesù per la terza volta, scoppia a piangere. Questo lo porta alla realtà e sarà la strada per il perdono e per la sua liberazione. Inoltre, nel Vangelo Gesù mostra la differenza tra l'inizio della sua vita pubblica e il periodo seguente. All’inizio c’era un periodo beato di predicazioni in Galilea. Una moltitudine di gente lo seguiva e lo cercava. Gesù guariva molti malati, esorcizzava spiriti immondi ed era molto stimato. Anche gli apostoli godevano della sua fama. Ora Gesù predica ai suoi apostoli che dovranno affrontare una dura battaglia, per la quale devono prepararsi. Gesù dice loro: "Ora chi ha una borsa se la porti con sé, e anche una bisaccia. E chi non possiede queste cose, deve vendere il suo mantello e procurarsi una spada. Ci sarà da combattere.” Immediatamente gli apostoli tirano fuori due spade, ma Gesù fa riferimento qui a una lotta spirituale, senza la forza delle armi. Gesù risponde: “Basta."

C'è un grande pericolo anche per noi, come per Pietro che pensava che questi tempi probabilmente non sarebbero arrivati e che sarebbero stati capaci di resistere. Invece è meglio prendere l’ avvertimento di Gesù molto seriamente. Siamo infatti entrati nella battaglia finale decisiva in cui due superpotenze si trovano una di fronte all'altra. Mi riferisco all'immagine di Giovanni, dal libro dell'Apocalisse, capitolo 13: la Bestia contro l'Agnello. Da un lato c’è il regno di Satana, dove sono le tenebre e le menzogne. Questo impero ha i suoi complici dappertutto. 


E dall’altra parte c'è il regno di Dio, cioè il regno di Cristo, l'Agnello di Dio, che ha anche seguaci in tutto il mondo. Paolo dice: “La nostra lotta non è contro sangue e carne ma contro i poteri di queste tenebre”. E Giovanni scrive nella sua prima lettera: “chi vuole amare e seguire il mondo, non possiede l'amore del Padre. O ci attacchiamo al mondo con tutto il suo potere, beni e onori, che sono tutte cose passeggere, o scegliamo consapevolmente Dio in Cristo e il suo regno, l'unica cosa che rimane. Il risultato finale è certo. Alla fine Cristo sarà il Vincitore. Prima ci sarà un grande combattimento al quale dobbiamo prepararci.”Tutta l'umanità è testimone e nello stesso tempo anche vittima della stessa lotta tra il bene e il male. Nel Medio Oriente e in Siria, le potenze occidentali e i loro alleati – in modo concorde- combattono ferocemente per impossessarsi delle enormi risorse energetiche di questo paese con la sua posizione centrale. 

Per la popolazione Siriana, che rimane molto unita, questa guerra è un calvario doloroso. Ma qui, in Occidente stesso, sta infuriando anche una pesante battaglia per la distruzione dei valori cristiani e anche umani. Forse questa battaglia è perfino peggiore che quella in atto in Medio Oriente.

Si tratta di una battaglia contro la dignità dell'uomo, cioè un processo di disumanizzazione. Si tratta di un’alienazione multipla, che vuole separare l'uomo da Dio, dalla sua cultura e dal suo paese, dalla sua famiglia e da se stesso. Voglio presentare tre di questi movimenti in breve.



La prima e la più importante battaglia è la lotta diretta contro Dio. Forze oscure vogliono tagliare il legame tra l'uomo e Dio. Dove si toglie Dio, non c’è più gioia per l’uomo. Dove più nulla è sacro, non c'è più niente di sicuro. In tutto il mondo, la fede cristiana è la più combattuta. Ora ci sono più martiri cristiani che mai: i cristiani sono perseguitati, espulsi o uccisi. Il cristianesimo mesopotamico di 2000 anni è quasi sterminato. Se continua così, tra poco possiamo celebrare l’ultimo martire cristiano iracheno. Nella Siria stanno cercando di fare la stessa cosa. L'obiettivo finale è di espellere o sterminare tutti i cristiani dei paesi che formarono la culla della fede cristiana. Alla fine di tutto, quando le radici dell'albero (cristianesimo in Medio Oriente) saranno tagliate, l'albero (in Occidente) appassirà automaticamente.

Ma i cristiani pongono una resistenza coraggiosa. In Ma’aloula, la città cristiana – a 40 km da noi – dove si parla ancora l’aramaico, la lingua di Gesù, sono arrivati i ribelli e hanno preso in ostaggio alcuni giovani. Hanno puntato una pistola contro le loro gole e hanno loro ordinato di diventare musulmani. Il primo ragazzo ha risposto: "Sono cristiano, sono nato cristiano e morirò come cristiano." Gli hanno sparato insieme con i suoi cugini. Ora, essi sono venerati come martiri. Prima di partire per il Belgio, ho incontrato un cristiano di Ma’aloula che mi ha raccontato che già la metà delle famiglie è ritornata a Ma’aloula, nonostante la grande distruzione.

 E ci sono anche musulmani che danno un esempio di un comportamento veramente cristiano. Un giorno, Fawad, figlio unico di una famiglia musulmana di Homs non tornava dall'università. I genitori si resero conto, dopo averlo cercato in modo frenetico, che il loro figlio era stato rapito. Dopo mesi di trepidante attesa, hanno ricevuto una telefonata: "Vuoi rivedere tuo figlio?" I genitori hanno risposto di far di tutto. Il giorno dopo, alle 8 del mattino hanno suonato alla porta d'ingresso e una macchina è partita a tutta velocità. Davanti alla porta c’era un sacco di plastica con il corpo del figlio, tagliato in pezzi. Il padre ha testimoniato che in quel momento si accendeva in lui una tale rabbia che voleva impugnare un coltello per ammazzare tutti. Dopo è ritornato in sè. In una riunione di riconciliazione, la Mussalaha, a Homs, questo padre ha detto di aver perdonato gli assassini di suo figlio e ha anche aggiunto : “dobbiamo perdonare, questo infatti è il prezzo per la pace!” Ecco, qui c’è un musulmano, un sunnita che ha capito l'essenza della fede cristiana e la mette in pratica.

L'Europa ha cancellato le radici cristiane dalla sua Costituzione, anche se la sua grandezza è fondata quasi esclusivamente sulla fede cristiana. La battaglia attuale in Occidente si concentra ora contro tutto il segno restante della fede cristiana. Il nostro compito sarà di testimoniare e vivere con orgoglio la ricchezza della nostra fede cristiana. Di fronte alla rimozione dei crocefissi e alla demolizione di edifici ecclesiastici, dobbiamo contrapporre un rinnovamento interiore della fede, aumentare la nostra devozione al Padre e Creatore, a Gesù il Salvatore e allo Spirito Santo, il Santificatore. Rinnoviamo anche il nostro amore per la Chiesa, che ha visto nascere tutte le istituzioni e i paesi europei e che vedrà anche la loro fine. La Chiesa stessa è umana e divina allo stesso tempo. La Chiesa ci dà la Parola di Dio, e i Sacramenti che ricreano e la guida necessaria. La Chiesa muore insieme con ogni cultura in cui è cresciuta, ma la Chiesa è l'unica realtà che si rialza sempre, perché porta in sè il germe indistruttibile del Regno di Dio sulla terra. In breve, quest’attacco mondiale, in particolare contro la fede cristiana e contro la Chiesa di Gesù Cristo, è una sfida per noi per diventare cristiani più autentici e più ferventi.

Un secondo attacco riguarda la famiglia. A livello globale, c’è una distruzione graduale e sistematica della famiglia. La sessualità è diventata una cosa banale, solo per il piacere personale, staccato da qualsiasi responsabilità. I matrimoni sono ridotti a un vivere in modo libero e in tutte le combinazioni possibili. Le famiglie si disgregano, c'è una proliferazione di tecniche di fertilità che sono disumanizzanti e ci sono manipolazioni con embrioni. Nel frattempo viviamo un invecchiamento drammatico della popolazione e un’implosione demografica. Sono felice e grato per le varie famiglie, rappresentate qui, che per mezzo secolo lavorano instancabilmente per la conservazione o per la ristrutturazione della famiglia cristiana. La famiglia cristiana, dopo tutto, presenta tutti i valori umani e cristiani per risolvere i grandi problemi del nostro tempo. La famiglia è il nucleo protettivo per poter resistere alla distruzione di tutti i valori umani e cristiani. Nella famiglia si concentra, infatti, la nostra lotta principale: motivare i giovani e aiutarli per poter creare una famiglia stabile e felice, dove i bambini possono imparare la fede, la sicurezza, l’amore e l'impegno generoso.

Infine c’è una lotta globale contro la dignità della persona umana stessa. Vogliono distruggere l’uomo nella sua più profonda identità come uomo o donna e come ragazzo o ragazza. Vogliono con forza ridurre l’uomo a un genere neutro, un “gender”, fuori da ogni realtà. E’ una follia, che riduce l’uomo a un individuo neutro e senza volontà,  programmato per fare nient'altro che piacere a se stesso, consumare e divertirsi. Siamo quasi costretti a negare la ricchezza della differenza tra uomini e donne e a dichiarare apertamente che gli uomini e le donne sono completamente identici. E’ vero, gli uomini e le donne sono uguali in dignità, ma nello stesso tempo l’uomo e la donna sono anche fondamentalmente diversi ed esattamente questa è la ricchezza della società, com’era l’intenzione di Dio. Le donne possono partorire figli e gli uomini no. Le donne portano una più grande responsabilità, impegni ed anche gioie nella procreazione e nell’educazione dei figli. Ogni essere umano è creato ad immagine e somiglianza di Dio, giustamente per poter partecipare un giorno alla felicità eterna di Dio. Siamo tutti equivalenti, ma allo stesso tempo siamo tutti diversi.

La guerra contro la Siria ci ha fatto apprezzare in modo migliore il valore insostituibile della fede cristiana. Gesù stesso, come Agnello innocente e come il Santo di Dio ha subito in tutta libertà e solo per amore la terribile morte di crocefissione. Gesù era dalla parte delle vittime innocenti. In lui sono rappresentate tutte le vittime innocenti, dalla creazione del mondo fino alla fine dei tempi. E Gesù è risorto. Anche per noi, solo attraverso la sofferenza e la morte si può partecipare alla risurrezione. Inoltre, nessuna sofferenza e morte è mai senza la speranza della risurrezione. In ogni notte buia c'è sempre da qualche parte una stella luminosa. Nella guerra più orribile ci sono sempre santi ed eroi accanto ai criminali. E noi li troviamo anche tra i musulmani intorno a noi. Fino adesso, insieme a famiglie musulmane, siamo sopravvissuti alla guerra in modo più che miracoloso. Quando celebriamo l'Eucaristia nel convento, ci sono spesso musulmani presenti. Anche loro ascoltano e pregano, e talvolta fanno la prima lettura, e al momento della comunione vengono avanti per chiedere la benedizione. I poteri delle tenebre sono ovunque, ma anche il regno di Dio è sorprendentemente attivo, anche in modo inaspettato. E, infatti, questa è la nostra speranza indistruttibile. Quando Gesù annuncia guerre, disastri e atrocità per l’umanità, dice: "Quando vedrete che accade tutto questo, alzate i vostri capi, perché la vostra salvezza è vicina!" . 


Gesù ci chiama a essere vigilanti. Allora, dimostriamo che siamo degni di vivere la nostra vita con tutte le sue difficoltà, lotte e sofferenze. Qui ognuno di noi ha la sua insostituibile missione. Ringraziamo in questa Eucaristia Dio in Cristo e chiediamo a Lui di darci la forza per compiere la nostra missione fino alla fine, solo per l’onore e la gloria di Dio e per la salvezza degli altri, e questo sarà anche la nostra gioia.