venerdì 30 gennaio 2015

CHI E' IL PADRONE DEI NOSTRI SOLDI


Il M.E.S.  (Meccanismo Europeo di Stabilità) è un trattato approvato nel dicembre 2011 dal Parlamento Europeo con l’obiettivo di affrontare la crisi del debito dei paesi dell’area euro. E’ stata creata una nuova istituzione che ha pieni poteri per accordare prestiti o cercare di risolvere il problema delle insolvenze. Il M.E.S. altro non è, se non un fondo di garanzia tra i 17 paesi membri dell’euro – zona con lo scopo di soccorrere i paesi in difficoltà. Sembrerebbe una cosa buona, MA in realtà questo trattato contiene dei punti molto controversi. 

E’ un’ organizzazione governata da un rappresentante per ogni paese membro del Trattato di Stabilità e all’art. 5 del M.E.S. questo rappresentante viene definito “governatore”, inoltre lo stesso è “il ministro delle Finanze del paese membro”. Per cui il rappresentante dell’Italia potrebbe essere Mario Monti e quello della Grecia Papademos. Il Meccanismo di Stabilità avrà una dotazione iniziale di 700 miliardi di euro. La somma sarà divisa in 7 milioni di quote da 100.000 euro l’una. Questi soldi saranno pagati al M.E.S. dai singoli paesi aderenti secondo alcune quote o soglie di contribuzione. L’Italia per soglia di contribuzione  è terza, contribuendo col 18% della somma totale, la Francia è seconda col 20,03 %, la Germania prima col 27,1 %. Fatti i debiti calcoli, l’Italia deve dare circa 126 miliardi di euro. 

Quindi l’entrata in vigore di questo trattato ci renderà più poveri di 126 miliardi di euro! L’art. 9 stabilisce che il gruppo dei 17 governatori può imporre ad ogni paese membro quanto stabilito, insieme ai tempi del pagamento, basta che a deciderlo sia la maggioranza dei governatori. L’art. 10 dice addirittura che il gruppo dei governatori può cambiare QUANDO VUOLE la somma da versare e che DEVE comunque cambiarla ogni 5 anni. Se un domani il gruppo decide che 126 miliardi non bastano, dovremo pagarne di più! La somma verrà decisa a LORO INSINDACABILE GIUDIZIO! Il problema è che, una volta costituito il fondo, non si può più recedere, perché viene costruita una blindatura del gruppo dei 17 governatori che li mette in grado di decidere qualsiasi cosa senza poter essere perseguibili dalla magistratura! 

Infatti l’art. 27 dice che “Il M.E.S., le sue proprietà, i suoi fondi, i suoi beni sono IMMUNI da qualsiasi procedimento giudiziario. Gli archivi e i documenti del M.E.S. sono INVIOLABILI, così come le sedi del M.E.S.! Il M.E.S. non avrà restrizioni, obblighi alcuni, controlli, regolamenti o moratorie di nessun tipo e non avrà l’obbligo di essere accreditato come istituto di credito o altri tipi di entità che necessitano autorizzazioni o licenze.” Non soltanto questo fondo potrà chiedere ai paesi membri a suo insindacabile giudizio qualsiasi somma, ma sarà anche non controllabile, come non controllabili ed inviolabili saranno i suoi 17 governatori! Infatti l’art.30 dice che “il presidente del gruppo dei 17 governatori – Ministri delle Finanze e dei loro subalterni (ogni ministro delle Finanze ha diritto di nominare dei subalterni che lo sostituiscano quando lui non sarà disponibile) saranno IMMUNI da qualsiasi procedimento giudiziario, rispettivamente agli atti perpetrati nelle loro vesti ufficiali e i loro documenti saranno INVIOLABILI”. Un bel privilegio che si potrebbe estendere anche ad ambiti che non hanno nulla a che fare col M.E.S.. Se ci fosse ad esempio un’indagine in corso, ci si potrebbe sempre richiamare al fatto che si è membri del M.E.S., e quindi intoccabili! Inoltre si potrebbero conservare nelle sedi del M.E.S. anche documenti non riguardanti il Meccanismo di Stabilità, perché le sedi non possono essere perquisite. In tal modo i 17 governatori potrebbero evitare indagini e processi anche per fatti e vicende non inerenti al M.E.S.! In una vera democrazia tutta questa segretezza non ci deve essere ed il potere giudiziario deve avere libero accesso agli atti e giurisdizione su chiunque! Inoltre credo che le democrazie europee non debbano permettere di farsi comandare da DITTATURE FINANZIARIE e che a capo dei paesi ci debbano essere politici eletti dal popolo. Il mercato deve essere fatto per l’uomo, non l’uomo per il mercato, per cui ai mercati medesimi NON DEVE ESSERE CONCESSO di destabilizzare un intero paese, mandando sul lastrico milioni di famiglie!

Goethe affermava che “nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo”. Allo stesso modo il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La Banca Centrale Europea (prima dell’Euro la stessa operazione per stampare la Lira era fatta nel nostro Paese dalla Banca d’Italia, che non è di proprietà dello Stato, ma una S.P.A.!) emette moneta SOLO prestandola, cosicché la moneta circola gravata di debito. La Banca Centrale per effettuare questo servizio (che si chiama “Servizio del debito pubblico”) si fa pagare dallo Stato (cioè dai cittadini!) il cosiddetto “signoraggio” (in realtà stampa il denaro a costo zero e paga pure i fornitori di filigrana con le banco-note che stampa) ed inoltre segna nel registro delle passività (perché che il denaro è di proprietà della banca!) che se esce dai suoi forzieri ad es. un milione di euro, deve entrare una somma equivalente al doppio di quella prestata coi titoli di debito o titoli di stato, perché gravata di interessi. C’è quindi da tempo una schiavitù monetaria che è data dal fatto che la proprietà della moneta nasce nelle mani della banca,o meglio, del banchiere, perché emette moneta, prestandola e prestare è prerogativa del proprietario. 

Bisogna capire, dunque, che esiste il debito PUBBLICO, perché esiste un credito PRIVATO! Per risolvere il problema del debito pubblico, deve essere lo Stato a stampare moneta, in modo che la medesima possa nascere di proprietà del cittadino (come accadeva in Francia prima della Rivoluzione Francese ed in Italia prima della nascita della Banca d’Italia nel 1893) perché è lui che accettandola, ne crea il valore. Infatti se un governatore stampa moneta in un’isola deserta, il valore non nasce, perché, mancando la collettività, viene a mancare la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una CONVENZIONE, non ha dunque nessun valore intrinseco. Quando la moneta era d’oro, chi trovava una pepita se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera. Oggi, invece, al posto della miniera c’è la Banca Centrale, al posto della pepita un pezzo di carta privo di valore intrinseco, al posto della proprietà il DEBITO PUBBLICO! 

Infatti quando la Banca Centrale emette moneta (di cui ricordo, ne è proprietaria) PRESTANDOLA, induce la collettività a crearne il valore accettandola, ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto lo Stato (cioè la collettività medesima). La banca, dunque, non è al servizio dello Stato,ma è lo Stato al servizio della banca! Questa mostruosità nacque nel 1694 con la Banca d’Inghilterra (soggetto privato) che prestò denaro anche ai Giacobini per realizzare il loro sogno rivoluzionario. In cambio avrebbero dovuto costituire una Banca di Francia (soggetto privato) che avrebbe stampato denaro a debito. Ed il maggior azionista di detta banca fu Napoleone Bonaparte. Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle banche centrali (s.p.a.) tutti i popoli del mondo sono stati trasformati in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio denaro! La Banca Centrale, infatti, prestando il denaro all’atto dell’emissione, carica il costo del denaro del 200%!L’Umanità è così precipitata in una condizione inferiore a quella dell’animale, che non ha proprietà, ma neppure il debito! Bisogna capire che oggi TUTTI POTREBBERO PRESTARE DENARO TRANNE LA BANCA CENTRALE, PERCHE’ LO EMETTE E LO PRESTA ALLO STATO(= il popolo!) A DEBITO. Altrimenti aumenteranno sempre di più i suicidi per insolvenza, una malattia sociale che non ha precedenti nella storia! E stando alla profezia di Fatima presto arriverà il giorno in cui “ I VIVI INVIDIERANNO I MORTI”…

Andrea Mantellini

Cons. Circoscrizione 1 - Forlì



mercoledì 21 gennaio 2015

PERSECUZIONE DEI CRISTIANI NELL' IRAK OCCUPATO DALLO STATO ISLAMICO




Qualche notizia sulla tragedia che colpisce i cristiani iracheni tramite i dispacci della Agenzia Fides: il coraggio di anziani fedeli, un monastero trasformato in carcere islamista, le speculazioni sull’emigrazione dei cristiani.


Rifiutano di convertirsi all’islam: espulsi da Mosul 10 anziani cristiani.

Kirkuk (Agenzia Fides) – I miliziani jihadisti dell’autoproclamato Califfato Islamico hanno espulso da Mosul 10 anziani cristiani caldei e siro-cattolici rastrellati dai villaggi della Piana di Ninive e temporaneamente ospitati nella seconda città irachena, dopo che aver rifiutato di abiurare la fede cristiana e di convertirsi all’islam. Mercoledì 7 gennaio il gruppo di anziani – alcuni dei quali con gravi problemi di salute – è stato accolto a Kirkuk, dopo aver passato due giorni al freddo nella “terra di nessuno” tra i villaggi occupati dalle milizie dello Stato Islamico (IS) e l’area sotto controllo dei Peshmerga curdi. “Ci avevano cacciato dai nostri villaggi e dalle nostre case per occuparle – racconta Rachel, una delle anziane, contattata dall’Agenzia Fides – e poi ci hanno ammassati tutti in una residenza di Mosul. Siamo andati avanti grazie all’assistenza di alcune famiglie musulmane, che ci portavano il cibo e quello di cui avevamo bisogno. Poi, a un certo punto, quelli del Califfato ci hanno detto che potevamo restare lì soltanto se ci convertivamo all’islam. Ma io, che mi nutrivo sempre del Corpo di Cristo e andavo sempre al santuario a pregare Santa Barbara, come potevo rinnegare tutto questo? Ho detto loro: io non posso farlo. Se volete, mandatemi via”. Una volta espulsi da Mosul, gli anziani sono potuti entrare a Kirkuk grazie anche all’intercessione del Patriarca caldeo Louis Raphael I, che ha convinto le autorità civili a sospendere il blocco ai check point d’ingresso alla città messo in atto per motivi di sicurezza. Insieme ai dieci anziani, è stata accolta a Kirkuk anche una delle famiglie musulmane di Mosul che si erano prodigate con sollecitudine nella loro cura. (GV) (Agenzia Fides 9/1/2015).


Lo Stato Islamico trasforma in prigione il monastero di San Giorgio, divelta la croce sulla cupola.

Mosul (Agenzia Fides) – Nella città di Mosul, conquistata a giugno dai miliziani jihadisti dello Stato Islamico (IS), le chiese cristiane continuano a essere trasformate in carceri. Durante l’ultimo fine settimana i jihadisti dell’IS hanno trasferito almeno 150 prigionieri bendati e ammanettati nell’antico monastero di San Giorgio, appartenente all’Ordine antoniano di Sant’Ormisda dei caldei. Lo riferiscono fonti locali, entrate in contatto con il website iracheno ankawa.com. Tra i prigionieri, in precedenza detenuti presso la prigione di Badush – evacuata nella previsione di un possibile attacco da parte della coalizione anti-Califfato – ci sarebbero capi tribù sunniti oppositori dello Stato Islamico ed ex membri degli apparati di sicurezza smantellati dai jihadisti. Le ultime foto del monastero circolanti via internet documentano che anche la croce della cupola di San Giorgio è stata divelta, seguendo il destino toccato anche alle altre chiese cristiane occupate dai jihadisti. In precedenza, fonti locali avevano riferito all’Agenzia Fides che presso il medesimo monastero erano stati portati gruppi di donne. “Le notizie e le foto delle chiese occupate dai jihadisti – commenta all’Agenzia Fides Rebwar Audish Basa, Procuratore dell’Ordine antoniano di sant’Ormisda dei Caldei – rendono ancora più dolorose le ferite interiori dei cristiani fuggiti da Mosul e dalla Piana di Ninive, che si preparano a passare il primo Natale lontano da quei luoghi da loro tanto amati. Chiese e monasteri adesso subiscono profanazione da chi non mostra di avere alcuna pietà, per niente e per nessuno”. (GV) (Agenzia Fides 18/12/2014).




Patriarcato caldeo: nessuna “approvazione” all’emigrazione dei cristiani in Germania e Canada.

Baghdad (Agenzia Fides) – Il Patriarcato di Babilonia dei Caldei, con un comunicato ufficiale, smentisce le affermazioni circolate online secondo cui il Patriarca Louis Raphael I avrebbe concesso la sua approvazione all’emigrazione di 13mila cristiani caldei iracheni in Canada e in Germania. Tali strane affermazioni – si legge nel comunicato, diffuso dai media ufficiali del Patriarcato e pervenuto anche all’Agenzia Fides – risultano essere completamente infondate. Riguardo all’emigrazione dei cristiani dall’Iraq, il Patriarcato ribadisce la posizione già espressa in altre occasioni: chi decide di lasciare il Paese martoriato dai conflitti settari e destabilizzato dalla creazione del Califfato Islamico, lo fa in piena libertà e assumendosene la piena responsabilità. Il Patriarcato non vincola nessuno all’obbligo morale di rimanere, né tanto meno incoraggia nessuno a andare via. La strada dell’emigrazione rappresenta sempre una decisione personale, che non può essere giustificata con riferimenti a inesistenti approvazioni da parte dell’autorità ecclesiastica. Nel comunicato del Patriarcato si mettono in guardia i fedeli caldei dalle manovre di singoli e gruppi organizzati che “soprattutto negli Stati Uniti” puntano a far aumentare i numeri della diaspora irachena per allargare la propria “clientela” elettorale, da mobilitare in appoggio alle loro iniziative politiche. (GV) (Agenzia Fides 13/1/2015).


QUANDO GLI ISLAMICI NON SPARAVANO AGLI ITALIANI

di Filippo Giannini

   Agli inizi degli anni Trenta fu concepita una apertura fra il Governo di Roma e i Paesi arabi. Tra il 1930 e il 1936 Roma cercò di accentuare la ua azione culturale ed economica nel Medio Oriente e nell’area araba-islamica in generale. Nel 1930 fu concepita la Fiera del Levante di Bari. Convegni furono organizzati dai Gruppi Universitari Fascisti nel 1933 e nel 1934 allo scopo di far incontrare a Roma gli studenti islamici. Radio Bari iniziò a trasmettere in lingua araba notiziari e programmi culturali. Tutto ciò mirava ad una penetrazione pacifica politica-culturale nel mondo arabo. Si diede anche maggior impulso agli studi arabi e a quelli sull’islamologia.

L’impulso era orientato principalmente verso il mondo giovanile arabo che rispose creando affiliazioni fra le quali il Partito Giovane Egitto (Hisb al Folà) di Ahmad Hussayn e le Falangi Libanesi (al-Kadr al Lubnòniyya), e le Camicie Azzurre (al-Qumsàn az Zarqǎ) organizzazioni egiziane che si ispiravano, anche se vagamente, al Fascismo. Per conferire maggior impulso a questa politica, dal 12 al 21 marzo 1937 il Duce si recò in Libia dove, fra l’altro inaugurò la grande strada litoranea, detta Baldia opera gigantesca che si estendeva dai confini della Tripolitania a quello della Cirenaica con l’Egitto con un percorso di 1882 chilometri. Tempo impiegato: un anno; inaugurò, quindi la Fiera di Tripoli. Pose la prima pietra per la costruzione di un sanatorio e per una scuola elementare. <Quando il Duce appare a cavallo sulla più alta duna, esplose il triplice grido “Ulad!” I cavalieri prescelti offrono al Duce la spada lampeggiante dell’Islam in oro massiccio intarsiato (…) Il Duce snuda la spada e l’alza fieramente puntata verso il sole, lanciando a voce altissima il grido “Ulad!” (…). Il Duce lascia la duna e si avvia verso Tripoli, seguito da duemila cavalieri galoppanti> (Il Popolo d’Italia, 19/3/1937).

   La Spada dell’Islam, in oro massiccio, finemente cesellata dagli artigiani berberi, assumeva un notevole valore simbolico e venne consegnata al Duce da uno dei capi berberi Lusuf Kerbisc: era il riconoscimento di una sostanziale parte del mondo islamico, per la politica filo-araba del fascismo. Il viaggio in Libia fu programmato in previsione di un piano quinquennale per l’insediamento di 53mila coloni in Tripolitania. Negli anni 1938-39, in due riprese, sbarcarono in terra d’Africa 20mila coloni veneti scelti fra i non proprietari di terra e trasportati nei nuovi villaggi. Ad essi vennero assegnate case coloniche con apprezzamento di terreno; ogni casa era fornita da pozzi artesiani con quanto necessario per il pompaggio di acqua potabile. Ogni giorno automezzi dell’Ente Nazionale della Libia riforniva le famiglie di quanto necessario per vivere, nonché di attrezzi e sementi per rendere quelle terre aride in verdi di piante. La stessa assistenza veniva fornita anche ai libici, i cui  possedimenti  furono inseriti fra quelli dei coloni italiani affinché apprendessero le tecniche più moderne per il migliore sfruttamento del suolo. Così in quegli anni mai si dovette assistere a carrette del mari che, come in questi periodi trasportano disperati che navigano verso l’Europa e che tanti morti hanno causato. E tu, caro lettore, non ti chiedi perché RaiBufata, e i suoi coi detti storici, mai trattano anche questo argomento?

   A Tripoli e Bendasi vi erano due ospedali, di moderna concezione, dove potevano accedere – al contrario di quanto accadeva al di fuori delle nostre colonie - anche cittadini autoctoni. Le stazioni dei carabinieri erano composte anche da militari indigeni perché, come vedremo più avanti, considerati Italiani della Quarta Sponda; la criminalità era inesistente.

    Per ritornare al viaggio del Duce in Libia, è interessante ricordare alcune tappe. Mussolini  visita la piccola città di Sirte dove <la popolazione indigena adunata intorno ai vessilli dell’Islam, lo accoglie con fervide dimostrazioni di fedeltà e di entusiasmo; il Duce, che traversa la città in piedi sull’automobile risponde con il saluto romano alle intense acclamazioni della folla>. Quindi si sposta a Tauroga, poi a Misurata, dove ispeziona i lavori di bonifica e di irrigazione; quindi si porta a Bir Tumina, ove scaturisce acqua da un pozzo artesiano, capace di irrigare tremila ettari di terreno. Quindi è la volta di Tripoli, ove giunto al tramonto scende dalla macchina, monta a cavallo e, alla testa di duemilaseicento cavalieri entra in città. Il giorno dopo, in occasione dell’inaugurazione della Fiera di Tripoli, loda il lavoro compiuto in poco meno di un decennio <le città si sono trasformate e abbellite e nelle campagne i forti rurali italiani svegliano, col vomero temprato, una terra che dormiva da secoli>.

   Prima di rientrare in Patria affermò: <Nei Paesi della cosiddetta democrazia, questo continuo allarmismo nevrotico, questa seminaggione di panico e sospetto non serve certamente alla causa della pace, perché turba profondamente l’atmosfera fra i popoli. Entro il Mediterraneo e fuori noi desideriamo di vivere in pace con tutti e offriamo la nostra collaborazione a coloro che manifestino un’identica volontà>. Ricordiamo che questo discorso fu tenuto nel pieno ella guerra civile spagnola, quando tutto il mondo era schierato contro il nostro Paese.

   Appena rientrato, il 18 marzo Mussolini concesse un’intervista al giornalista Ward Price del Daily Mail, e così espresse il suo pensiero in merito ad una paventata guerra europea: <Anche soltanto dal punto di vista pratico del profitto e delle perdite, nulla potrei guadagnare da una guerra europea, mentre esporrei l’Italia a un terribile rischio>. Alla domanda  di Price se <fosse pronto a dichiarare che l’Italia è ora interamente soddisfatta> il Duce così rispose: <Sì, dichiaro che dal punto di vista coloniale l’Italia è soddisfatta. L’Etiopia è un territorio immenso, colmo di enormi possibilità. Lo sviluppo di questo richiede tempo, energia e capitali ed è ragionevole che l’Italia desideri cooperare con le nazioni europee che hanno colonie in Africa, continente che rappresenta il complemento dell’Europa ed è necessario ai suoi interessi economici>.

   Proprio in quei giorni si verificherà un avvenimento unico nella storia e che, da solo, dovrebbe vanificare le bufale raccontate da soggettini come RaiBufala e dai suoi cosiddetti storici, sempre se si raccontasse la STORIA, quella vera e non le bufale raccontate per annullare il valore di quell’Uomo e di quel Regime. Ecco i fatti:

NELLA 179° RIUNIONE DEL “GRAN CONSIGLIO DEL FASCISMO” TENUTASI IL 26 OTTOBRE 1938, ESAMINANDO LA POSIZIONE DELLA LIBIA, RELATORE ITALO BALBO, VENNE APPROVATA UNA MOZIONE CHE STABILISCE “CHE LE QUATTRO PROVINCE DELLA LIBIA ENTRANO A FAR PARTE DEL TERRITORIO NAZIONALE”>. Questo provvedimento non è che l’estensione del R.D.Legge 3 dicembre 1934 XIII N° 2012 e del R.D. 8 aprile 1937 XV N° 431, nel quale l’articolo 4 riconosce: <una cittadinanza italiana speciale per i nativi musulmani delle quattro province libiche che fanno parte integrante del Regno d’Italia>. Con questa legge i libici divennero gli ITALIANI DELLA QUARTA SPONDA.

   Un decreto veramente rivoluzionario: mai nulla di simile era stato realizzato da alcun Paese coloniale. Ma questo determinò un ulteriore motivo di attrito con Londra e Parigi, che mal sopportavano qualsiasi mutamento allo status quo che considerava le colonie delle semplici terre di sfruttamento e gli autoctoni degli schiavi.

   Anche e sottolineo anche in questo caso la soluzione si trova ispirandosi alla politica del mai sufficientemente deprecato ventennio. La dissennata politica dell’accoglienza è un danno per noi europei e per coloro che fuggono dall’inferno. C’è un solo modo di risolvere il problema: portare la civiltà europea e la capacità di lavoro sul posto: in Africa. All’incirca come si fece nell’infame periodo.

 Che sempre sia benedetto .

          

giovedì 15 gennaio 2015

STUDIO LEGALE LONGO : OPERATIVO DA 30 ANNI NELLE VENEZIE

STUDIO LEGALE LONGO.



L' avvocato Edoardo Longo è iscritto all' albo degli avvocati dal 1990, dopo essere stato patrocinatore legale dal 1984. Dal 2003 è iscritto anche all' albo speciale degli avvocati cassazionisti, abilitati cioè al patrocinio avanti alla Suprema Corte di Cassazione e alle altre magistrature superiori. Esercita prevalentemente in materia penale. E' stato anche Vice Pretore Onorario di Pordenone dal 1986 al 1991. Ha Studio in Pordenone, al viale della Libertà, 27. E’ arbitro in materia civile iscritto presso gli albi delle camere di commercio di Pordenone, Udine, Treviso, Belluno, Gorizia.  Lo Studio Legale Longo è operativo da quasi 30 anni e si può definire come uno degli studi legali “storici “ della città di Pordenone e di questa area geografica fra Veneto e Friuli.  Questo è il sito ufficiale dello Studio Legale Longo: il precedente sito aveva totalizzato circa 4.500 visite. Questo sito ha appena raggiunto le 10.000 visite.  L’ indirizzo del sito , che segnala il curriculum dell’ avvocato Edoardo Longo, oltre alla ricca bibliografia giuridica del titolare ( anche con testi di malagiustizia da scaricare liberamente  dal sito ) , una ampia rassegna stampa dello Studio e i dati dello stesso, è il seguente :


mercoledì 14 gennaio 2015

I ROTSCHILD DIETRO IL SANGUE VERSATO A WATERLOO

Un interessante film del 1940 sulle trame dei Rotschild ai tempi della battaglia di Waterloo.Recitato in lingua tedesca, ma con sottotitoli in inglese di chiara lettura.

Visionatelo, prima che la dittatura dell' alta finanza, che si serve di magistrati sul suo libro paga, lo faccia rimuovere da Internet :


https://www.youtube.com/watch?v=NimgvI6buTk


"The film covers that part of Nathan Rothschild's career which coincided with the 'Battle of Waterloo', his German Jewish background is briefly shown. Interesting to note the contrast of the German with the English version. The sugar coated English 1934 film 'The House of Rothschild' sympathetically portrays the family as abused and misunderstood, also noble and philanthropic. The German 1940 version 'Die Rothschilds' is a truer narrative focusing on the deceit of the paramount bankers, exposing their insatiable desire for power, wealth, war and strife in gentile Europe ".

sabato 10 gennaio 2015

CHARLIE NON ABITA QUI

IO NON SONO CHARLIE.

Dopo il primo brutale impatto emotivo dettato dalla orribile strage nella redazione del foglio satirico francese, è emerso sempre di più il senso critico.

Personalmente mi ha lasciato molto perplesso il messaggio mediatico per cui   queste  vittime delle furia islamica sarebbero stati dei campioni dei valori (?) dell’ occidente e tutti noi dovremmo essere Charlie.

Ma neanche per idea ! Io non sono Charlie, e se da un lato depreco la violenza bruta che ha seminato morte ed orrore in Francia, non vuol dire che rinuncio ad usare il MIO cervello ed il mio senso critico.

La linea di pensiero di questo blog è espressa nelle medesime parole del primo post che abbiamo pubblicato sull’ argomento :


Dato l’ interesse di questo dibattito, di seguito pubblico alcuni dei più interessanti commenti che mi è capitato di leggere e che non coincidono con l’ ideologia ufficiale occidentalista che in questi giorni imperversa sui media.

Io non sono Charlie e non voglio esserlo .

 Argomenti ? 

Moltissimi, come vedete. Guardate qui a fianco , per esempio, una recente copertina del giornalaccio pornomane dedicata all’ Italia . Il peggior razzismo d’ oltralpe, quello per cui “in questo locale non entrano cani ed italiani”.

Quando ho visto questo bell’ esempio di satira, mi sono passati per la mente pensieri irripetibili nei confronti di questi imbratta carte, mi veniva d’ istinto voglia di spaccargli la faccia,  ma…. Parce sepultis

Dio abbia misericordia delle loro anime blasfeme a causa della orribile morte che hanno patito. Ho anche pregato per i giornalisti massacrati, ma non chiedetemi di essere Charlie.

Io non sono Charlie :  io sono stato aggredito per anni, sistematicamente, da ben individuabili centrali politiche, per aver espresso in libri, articoli, e post analisi critiche verso la lobby giudiziaria e verso la potente lobby ebraica che impedisce la libertà di pensiero in Occidente  e utilizza la violenza dello strumento giudiziario per soffocare i suoi critici e il dissenso politico. 

Ho subìto un sequestro di persona in studio, da parte di un malvivente fascio-sionista che voleva così  intimidirmi  e farmi desistere dalla mia pubblicistica critica verso la lobby ebraica. Ho evitato di finire male, o di essere ammazzato ,  solo per il mio sangue freddo e per misericordia divina. 

Dove erano quella volta le prefiche della libertà di espressione di questa meravigliosa società democratica ?  

Non ci fu nessuno che mi manifestasse solidarietà, salvo pochi amici. 

Poichè ero ritenuto  "contro gli ebrei", ero un parìa ed era sconveniente manifestarmi vicinanza o solidarietà. Cave canem....

L' ordine degli avvocati di Pordenone, cui sono iscritto,  non emise neanche un breve comunicato di solidarietà, neanche un telegramma personale, nonostante la loro inguaribile logorrea e la smania di presenzialismo. 

La magistratura di Pordenone  assolse il mio aggressore, che si era dichiarato al processo di primo grado  un devoto dell' Olocausto ebraico

Il giudice si scusò con lui per averlo dovuto "purtroppo" condannare per un reato minore e di non averlo potuto integralmente assolvere.  Evidentemente, nelle democrazie occidentali uccidere un fascista non è reato..... 

Ottenni giustizia solo in secondo grado, in appello a Trieste , dopo anni  e anni, quando finalmente il mio sequestratore venne condannato, ed ora dovrebbe pure essere in galera. almeno spero, visto che la giustizia  ci ha abituati ad ogni oscenità.

E queste sarebbero le meraviglie della democrazia occidentale e delle sue false libertà ? Non so che farmene. 

No, mi dispiace. Io non sono Charlie. Proprio in nulla. E sto bene così. 


Edoardo Longo


LE CENSURE DI CHIARLIE.




Charlie campione della libertà di pensiero contro tutto e contro tutti ? ma neanche per idea.  Andiamo a vedere cosa succedeva in redazione.

Il caso più celebre riguarda Maurice Sinet, firma storica di Charlie Hebdo che i lettori francesi conoscono con lo pseudonimo di Siné.

È il 2008 quando lo stesso esercita il diritto di satira non contro mussulmani o cristiani, ma contro ebrei.. ebrei potenti…..nei confronti del primogenito di Sarkozy, Jean, che appare intenzionato a convertirsi all’ebraismo.

“Degno di figlio di papà, Jean ha annunciato di voler sposare la sua fidanzata, un’ereditiera ebrea. Farà strada nella vita, il piccolo!” …scrive Siné in una celebre vignetta che non troverete più sul web… Le sue parole accendono la miccia. La redazione è spaccata tra chi vuole rispettare il diritto di satira  e chi invece propende per la linea dura.

Vincono i secondi e Charlie  decide per il licenziamento. In tronco. Per lesa maestà.

Il suo licenziamento, però  gli ha salvato la vita a Sinet, infine.

 “ Più che l’ onor potè il digiuno” : parafrasando Dante, Charlie preferì licenziare un validissimo collaboratore piuttosto che perdere  i consensi e la vicinanza di suoi potenti amici ebrei., Umorismo a senso unico, anche quello di Charlie…. Al rogo e al dileggio Cristiani e Mussulmani, al riparo da critiche gli Ebrei.l' Ebraismo : unico credo di un certo occidente decadente, immorale e malato....

 Altro che “ bandiera della libertà di espressione..”

Pochi mesi dopp Siné darà vita a una nuova pubblichazione, Siné Hebdo, che credo esista ancora oggi.

 ( pubblichiamo una delle vignette scomparse da gran tempo da Charlie ed opera di Sinè, in cui viene dileggiato anche un rabbino ebraico, satira sparita dal giornale  satirico dopo il licenziamento in tronco del ribelle)
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AD OGNUNO IL SUO PROFETA.




...leggo che la libertà di espressione è sacra, che la difesa della libertà di stampa è un dovere della democrazia, che è vergognoso porre limiti al pensiero... qualunque esso sia, qualsiasi concetto esso esprima........................ i gigli di campo che si stracciano le vesti per questo attacco al "libero pensiero", sono gli stessi che hanno battuto le mani e hanno chiesto "pene esemplari" quando quattro forumisti sono stati sbattuti in galera per aver espresso opinioni che alle anime candide davano un immenso fastidio... la "forma mentis" dei democratici è oltremodo affascinante: pubblicare vignette oscene con il Papa e Maometto è "satira" quindi "libertà di espressione".... pubblicare gli studi dei maggiori ricercatori revisionisti, essere contro questo mondialismo criminale che fomenta un'immigrazione selvaggia, oppure pubblicare i nomi di chi specula sugli immigrati è "odio razziale", razzismo, nazzzzismo............ e si finisce in galera fra gli applausi dei sedicenti guerrieri della libertà di espressione.

Mirko Viola



L’ IPOCRISIA OCCIDENTALE SULLA LIBERTA’ DI PENSIERO.

Io non sono Charlie, , perchè Charlie non era un giornale satirico, era un giornale squallido di offese alla religione cristiana e alla religione musulmana.

Non è satira, è solo un'offesa gratuita alla religione che non mi fa ridere. Anche la libertà di parola e satira non c'entra niente, perchè sennò hanno facile ragione quelli che ricordano che, sempre in Francia, al comico antisemita franco-camerunense Dieudonnè Mbala Mbala è vietato qualsiasi spettacolo pubblico pena l'arresto (per i suoi spettacoli comici ha già subito una condanna penale) :

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IO SONO AHMED.




Io non sono Charlie, sono Ahmed, il poliziotto assassinato. Charlie ha ridicolizzato la mia fede e la mia cultura ed io sono morto per difendere il suo diritto di fare così”
( Tweet dal Libano   pubblicato da Famiglia Cristiana )



IO NON SONO CHARLIE. IO SONO CATTOLICO, APOSTOLICO, ROMANO.



Ovviamente nessuna tolleranza verso i terroristi ma circa le vignette di Charlie Hebdo, va comunque detto che di satira ne ho vista ben poca. Ho visto invece solo delle pornocazzate. Nemmeno divertenti.

In Italia, del resto, il vilipendio delle religioni, è reato.

Così recita l'art. 4 del Codice Penale, parte II:

Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose. 

Chiunque, in luogo destinato al culto, o in luogo pubblico o aperto al pubblico, offendendo una confessione religiosa, vilipende con espressioni ingiuriose cose che formino oggetto di culto, o siano consacrate al culto, o siano destinate necessariamente all'esercizio del culto, ovvero commette il fatto in occasione di funzioni religiose, compiute in luogo privato da un ministro del culto, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.

Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto.....

Nicola Cospito





CIMITEURO

L’attentato di Parigi mi ha fatto tornare in mente alcuni fatti accaduti in un recente passato. Teo van Gogh, pronipote del famoso pittore, era un regista e fece un filmato di denuncia sulle violenze subite dalle donne musulmane, una delle quali nel cortometraggio aveva un versetto del corano inciso sulla pelle della schiena. 
Van Gogh fu sgozzato, poi gli aprirono la pancia e dentro i suoi assassini gli misero dei versi del corano scritti su carta. Su internet Isis ha realizzato un fotomontaggio che ritrae S.Pietro ed il Vaticano, dove al posto delle croci sulle cupole e sugli obelischi sono state poste bandiere nere dell’Isis, accompagnate da scritte del tipo “spezzeremo le vostre croci”, “schiavizzeremo le vostre donne”. Dulcis in fundo, oggi a Forlì appeso in una bacheca di Via Pelacano davanti al forno ho fotografato un cartello, stasera rimosso, con scritto “infedeli stiamo arrivando”. 
I francesi erano preparati all’eventualità di un attentato perché Parigi era, ed è, una città fortemente presidiata e sembra che la Polizia stia già soffiando sul collo dei terroristi. E in Italia cosa si fa?  Magistratura “democratica”, come un cane che abbaia alla luna, dispone l’operazione Stormfront 1 e 2 contro un “pericoloso” gruppo di “terroristi nazisti”, che sparano innocue cazzate sul web, (mentre “integratissimi” terroristi franco-algerini sparano piombo) tanto per rassicurare Pacifici e la comunità ebraica che sono protetti. 
Fossi in loro con la magistratura che abbiamo, mi preoccuperei ancora di più soprattutto dopo l’attentato di Parigi, invece sembra che i politici del P.D., compresi pure gli amici di Pacifici eletti nelle file del medesimo partito, siano più preoccupati a stigmatizzare le frasi di Salvini, a pesare ogni sua parola o ad indicare in Marine Le Pen un pericolo per la libertà e la democrazia! Ma ci sono o ci fanno? Se qualcuno della Destra radicale si azzarda a dirmi che gli ebrei son tutti uguali, ne ho anche per lui, perché la maggior parte degli ebrei italiani è meno intelligente di quella che abita in altri paesi, in quanto masochisticamente si colloca all’interno di un partito che sembra essere ben felice che arrivino dal mare decine di migliaia di immigrati musulmani, molti dei quali non sono affatto dei profughi di guerra! 
E’ bene che le femministe, soprattutto quelle del P.D., che a sparar cazzate in televisione (vedi la Quartapelle su La 7!) non sono meno brave di alcuni di Destra radicale, riflettano a lungo sulle frasi dell’Isis sopra riportate e ricordo a loro che il burka è pure quello di colore nero, non rosso! Qualcuno del P.D. mi dirà che esiste un islam moderato e che non bisogna fare un favore ai terroristi facendo di ogni erba un fascio. MA dalla religione cristiana si può uscire, dalla quella islamica, anche moderata NO! Chi ci entra, non ne può uscire più, se non morto, un po’ come succede a chi entra nell’euro, vedi Grecia! A proposito di CimitEuro, l’Europa ha ormai perso la sua identità storica, le sue radici cristiane, il coraggio di fare presepi nelle scuole e di lasciare il crocifisso appeso alle pareti degli ospedali e loro, i banchieri ATEI, della B.C.E. cosa fanno? Gli idolatri del vitello di carta, si preoccupano di salvare un pezzo di filigrana, l’euro, non di salvare una civiltà millenaria in nome di una ipocrita irrealizzabile integrazione con chi confonde l’illuminismo con le decorazioni natalizie! 
Tutto queste succede mentre il Granduca delle chiacchiere di Firenze non ha di meglio da fare che occuparsi degli errori arbitrali nel campionato di calcio, tanto per distrarre gli Italiani, un po’ come faceva l’orchestrina del Titanic che suonava mentre la nave affondava!
Andrea Mantellini
Destra Sociale - Forlì


giovedì 8 gennaio 2015

RIFLESSIONI CONTROCORRENTE

Di Giovanna Balestrino

“Charlie Hebdo” è un giornale in cui, fin dalla sua fondazione, la satira è stata posta al servizio di una filosofia di vita anarchica e libertaria. Esso può essere considerato un’espressione estrema,  ma coerente del relativismo dell’Occidente contemporaneo.

“Charlie Hebdo” è celebre per le caricature di Maometto pubblicate a partire dal 2006, ma non vanno dimenticate le immonde vignette blasfeme pubblicate nel 2012 per rivendicare l’unione omosessuale.

Oscenità e blasfemia sono emerse dalla sordida provocazione di questo giornale francese, autore di una vignetta in cui per rivendicare l’unione omosessuale, si è oltraggiato in modo inammissibile la Santissima Trinità, mistero centrale della fede cristiana.

Quindi condanno la terribile strage di questa mattina, una barbarie, ma non accetto di mettere sugli altari il giornale ...

E poi ricordate per molto meno cosa si è scatenato contro le magliette di Calderoli?

Quelli che ne hanno chiesto le dimissioni ora pubblicano sul proprio profilo sostegno per il giornale Charlie Hebdo...mah che confusione che hanno in testa..


mercoledì 7 gennaio 2015

PROCESSIAMO LA PERFIDA ALBIONE ?



di Filippo Giannini

   Questo mio scritto sarà profondamente diverso dai precedenti, sia per i contenuti che per le conclusioni.

   Per iniziare mi si permetta una breve divagazione che, solo apparentemente, può sembrare un fuori tema. Il 1 dicembre la RAI ha trasmesso un programma il Concerto di Capodanno, concerto che ha regalato musiche veramente sublimi di Verdi, di Puccini, di Ponchielli e altri, tutti grandi artisti che mi hanno portato a pensare che grado di civiltà e genialità abbiamo raggiunto noi italiani. Tuttavia molti di noi tentano di imitare la cosiddetta civiltà delle tribù britanniche che messe tutte insieme (britannica e americana) sono lontanissime dall’imitare uno solo dei geni musicali sopra indicati.

   Tuttavia così è.  

   Ora vengo al motivo e ai perché della richiesta di “assistenza”.

   Anni fa stavo preparando un volume dal titolo Mussolini, il Fascismo e gli Ebrei, per questo motivo ero alla ricerca di documentazione. Frequentavo, quindi gli archivi di vari Ministeri e l’archivio che mi dette più carte era il Ministero degli Esteri. Un giorno, dopo aver trovato quello che cercavo, probabilmente rovistavo la Cartella Dino Grandi, mi capitò fra le mani un documento (ma non faceva parte di quel che cercavo) scritto in inglese dal titolo “Agreement” firmato addirittura da Winston Churchill. Anche se quanto trovatoesulava da quel che cercavo, tuttavia ne compresi l’importanza e ne feci una copia che portai  casa e la misi fra le altre scartoffie e me ne dimenticai. Qualche tempo dopo, casualmente mi capitò fra le mani l’”Agreement” e, qualora non esistesse una bufala fra  altre bufale, data l’importanza non solo storica allegai il testo in un libro che stavo presentando.

   Per comprendere il motivo della mia richiesta di “Assistenza”, è bene che riporti qui di seguito il testo integrale: in inglese:

   <AN  AGREEMENT

   Top secret

   ACCOURDING  of our Supreme Head Quarter and Government Ministry Council, becoming to a decision to state as follows
1)      Italy enters the war on Germany’s site against Great Britain, in according to the policy adopted up to the present; should the course of  events cause a defeat to Great Britain, Italy as to pledge to persue in the interest of Great Britain an equilibrating action with respect to  Germany, and act as a check against imposition during the Armistice period on the peace Table.
2)      In the opposity case, that is to say in case as really obtain the help we have asked from preasently neutral Nations, and Great Britain should win  the war, Britain should will pledge to sue recognised in her real position, and use all the Bretsch influence to her the right of entering all pacts and political  organization of post war.
3)      A mutual Pact of non aggression would be agree upon a later date.
                                                                                                       Winston S. Churchill>.

   L’Agreement era accompagnato da una lettera del Conte Dino Grandi che svolgeva anello di congiunzione fra Churchill e Mussolini, lettera, datata 22 aprile 1940,  che, in caso di necessità, potrà essere presentata.

   Mi azzardo di presentare la traduzione in italiano del documento, avvertendo che non siono traduttore di professione:

<ACCORDO – segretissimo

In accordo con il nostro Quartier  Generale e con il Consiglio dei Ministri e in merito alla situazione, ne consegue:

1)      L’Italia entra in guerra a fianco della Germania contro la Gran Bretagna, secondo gli accordi politici adottati al momento; il corso degli eventi potrebbe causare una sconfitta della Gran Bretagna, (in questo caso) l’Italia perseguirà solennemente gli interessi della Gran Bretagna seguendo un’azione equilibratrice nei confronti della Germania, e seguirà come controllo contro le imposizioni nel corso delle trattative armistiziali al tavolo della pace.
2)      Nel caso opposto, cioè qualora noi ottenessimo l’aiuto che abbiamo richiesto alle attuali Nazioni neutrali, la Gran Bretagna potesse in conseguenza vincere la guerra, la Gran Bretagna garantirà che all’Italia venga riconosciuta la sua effettiva posizione, e usare tutta l’influenza della Gran Bretagna per la giusta applicazione degli accordi del Patto in questione e una giusta impostazione nel dopoguerra.
3)      Un reciproco Accordo di non aggressione potrebbe essere raggiunto in un secondo tempo.
                                                                                             Winston Churchill>.

   Mi si potrebbe chiedere: “perché chiede assistenza”? Ecco il mio punto di vista e. ripeto, di incompetente in materia di legge e di diritto internazionale. Però, credo, che un Agreement fra Nazioni dovrebbe equivalere a qualcosa più di un contratto fra privati. Per chi ha una certa, pur minima conoscenza della storia, dovrebbe conoscere sia il cosiddetto armistizio corto che quello detto armistizio lungo, ma soprattutto il Trattato di pace (Diktat) firmato a Parigi nel 1947. ebbene sono tutti Trattati, che quella che chiamiamo Triade Infame (Usa, Gran Bretagna e Francia) essendo i vincitori della Seconda Guerra mondiale ci spogliarono di tutto, eludendo completamente quanto contenuto nel punto 2) dell’Agreement.

   Tutto ciò premesso – e tanto altro ancora, chiedo a chi competente: ci possa essere d’aiuto, anche se sono passati molti decenni per muovere un’azione legale contro il Governo inglese per i danni che ci sono stati provocati nel corso del Secondo conflitto mondiale? Comprendo che si tratta di migliaia di miliardi ma, e, ripetio, sempre che il documento in questione non nasconda un’altra bufala. Sapete conoscendo le capacità ambigue della Grande Volpe, conosciuta con il nome di Winston Churchill.....

   Ricapitolando e concludendo: c’è un legale, possibilmente competente in Diritto Internazionale, che possa dire se con i documenti sopra riportati (e con tanto altro ancora) possa confermare per  intraprendere una azione legale contro il Governo Britannico?

PER CONTATTI SCRIVERE A:



338.1637425

lunedì 5 gennaio 2015

EDIZIONI DELLA LANTERNA IN VENDITA DA MONDADORI

Da ora è possibile acquistare i libri delle Edizioni della Lanterna anche presso lo store di Mondadori su Internet.

Lo segnalo, perchè sono ivi previsti sconti librari fino al 15 %. 

Per acquistare i volumi ivi disponibili , connettersi allo store di Mondadori, selezionare books ( perché i volumi sono distribuiti dalla ditta statunitense lulu.com, e cercare le disponibilità. Di seguito il link del form giusto dove effettuare la ricerca. Attenzione ! I libri sono in lingua italiana e non inglese, come erratamente scritto da Mondadori a causa del distributore americano. Quello indicato di seguito è il form di acquisto del libro di Pellizzi da noi edito, a titolo esemplificativo   :


In ogni caso, tutte le disponibilità sulla pagina di Mondadori saranno indicate, libro per libro, sulla pagina facebook delle Edizioni della Lanterna. Consultate questa per essere aggiornati :


Edizioni della Lanterna