lunedì 29 dicembre 2014

LE MERAVIGLIE DELLA DEMOCRAZIA LADRESCA


Di Filippo Giannini

Nessuno può negare che oggi siamo governati da una cricca di ladri, corrotti, corruttori, incompetenti, assassini, pedofili, mafiosi, camorristi, stupratori, bestemmiatori, maramaldi, “finocchi”, burattini, traditori, palazzinari, voltagabbana, vigliacchi, “vitaliziari” ecc. ecc..

   Vediamo quale è stata la risposta italiana alla grande crisi economica mondiale del 1929, crisi che, a detta di valenti economisti fu più grave di quella nella quale siamo stati affogati.

    Scrive Giorgio De Angelis (L’Economia Italiana tra le Due Guerre, pag. 137): <L’onda d’urto provocata dal risanamento monetario on colse affatto di sorpresa la compagine governativa (…). L’opera di risanamento monetario accompagnata da un primo riordino  del sistema bancario, permise comunque al nostro Paese di affrontare in condizioni di sanità  generale la grande depressione mondiale sul finire del 1929 (…)>. Sempre nello stesso volume il professore Gaetano Trupiano, a pag. 169, afferma: <Nel 1929, al momento della  crisi mondiale, l’Italia presentava una situazione della finanza pubblica in gran parte risanata: erano stati sistemati i debiti di guerra, si era proceduto al consolidamento del debito fluttuante (…)>. Il altre parole, mentre nel mondo centinaia di persone si uccidevano per la disperazione, in Italia, anche se la crisi internazionale sta producendo diversi danni, le iniziative del Governo (attenzione! Sia chiaro, per Governo s intende quello di Mussolini) erano riuscite ad evitare che la catastrofe assumesse quelle drammatiche proporzioni che altrove si erano verificate. Addirittura grazie ai Ministri finanziari del Governo Mussolini e, ultimo in ordine di tempo fra questi, Antonio Mosconi, riuscirono a far sì che negli anni fra il 1925 e il 1930, i conti nazionali registrassero attivi da primato.

   Sabino Cassese, a pag. 20 dello stesso volume sopra indicato, osserva: <Lo Stato affrontò la crisi congiunturale spaziando dalla politica monetaria alla politica creditizia, dalla politica finanziaria alla politica valutaria, dalla politica agraria alla politica industriale, dalla politica dei prezzi alla politica dei redditi, dalla politica fiscale alla politica del commercio estero, dalla politica previdenziale alla politica assistenziale>. Questo si poté realizzare grazie alla generale onestà e a coloro che operarono e poterono vantare di avere i cabasisi  al posto giusto.

   Ed ora una testimonianza al di sopra di ogni sospetto. Che l,’Italia fosse (allora) sulla via giusta è attestato proprio da colui che è considerato uno dei maggiori giornalisti e scrittori dello scorso secolo: Giuseppe Prezzolini . Prezzolini nacque per caso - così era solito dire -  a Perugia il 27 gennaio 1882 (morì centenario a Lugano nel 1982). Dopo aver partecipato alla Prima Guerra mondiale si trasferì, non accettando il regime fascista, negli Stati Uniti nel 1929; ma, come poi scriverà, non mancherà di tornare frequentemente in Italia. A seguito  di uno di questi viaggi compiuto nei primi anni Trenta, scrisse:<Le mie impressioni possono forse parere semplici per i lettori italiani, ma hanno, lo sfondo dei paesi per i quali passo quando torno: un confronto e un controllo. Pace in questa Italia: ecco il primo sentimento certo che si prova venendo da fuori e dura per tutto il soggiorno. La pace degli animi, il silenzio delle lotte che divorano gli altri paesi, e separano classi e spezzano famiglie e rompono amicizie, e disturbano il benessere, talora in apparenza maggiore. Le strade non saranno grandi come le Avenue, ma non ci sono mitragliatrici; le lire non saranno molte come i dollari, ma sono sempre lire e lo saranno domani. I ricchi non hanno bisogno i guardie del corpo per salvare i figlioli dal sequestro. I poveri non devono pagare la taglia mensile alla mala vita per esercitare il loro mestiere. C’è oggi una generale convinzione che in un mondo come quello d’ora l’esercito è uno strumento di prima necessità. Vi sono momenti in cui anche la famiglia più modesta e l’uomo più pacifico pensano che sia meglio saltare un pasto per comprarsi un revolver (…). Il popolo italiano appare rinnovato. Sta lontano dalle osterie e dalle risse; sale sui monti in folla. Gode, come nessun altro popolo, del paesaggio, dei fiori, dei colori e dell’aria. I discorsi e i commenti che vi sentii, lasciano trasparire l’atmosfera di serenità e di salute. Il popolo italiano ha un aspetto più forte, più dignitoso, più serio, meglio vestito di un tempo, è ossequiente alle leggi e ai regolamenti, è istruito nella generalità e più aperto perfino agli orizzonti internazionali. Si muove di più, viaggia di più: conosce meglio di una volta il suo paese. Non è ricco come altri popoli, ma non lo è mai stato e in confronto del popolo americano mi pare, senza dubbio, più contento>. Esattamente come oggi, vero, signori di  Rai Bufala?

   E tu, amico lettore, sapevi che Franklin D. Roosevelt, inviò nel 1934, Rexford Tugwell e Raymond Moley, due fra i più grandi cervelloni del Brein Trust in Italia per studiare il miracolo italiano?  Ma sentite, sentite, una parte della relazione di Tugwell: <Mi dicono che dovrò incontrarmi con il Duce questo pomeriggio (…). La sua forza e intelligenza sono evidenti come anche l’efficienza dell’amministrazione italiana, il più pulito, il più lineare, il più efficiente campione di macchina sociale che abbia mai visto>. (Dal Diario inedito di Tugwell, in data 22 ottobre 1934).

   Ė come se oggi io scrivessi che Obama, o Bush, o chi per loro, inviassero due o tre cervelloni in Italia per studiare la politica di Renzi, o di Monti, o di  Letta. Non mi prendereste per matto?

   Cosa grida quel lettore laggiù in fondo? Che festeggia la ricorrenza della liberazione?!. Poverino…
   E concludo. Visto che le leggi (parlo di leggi) in economia sono eterne, perché non ispirarsi a quanto fu fatto nel mai sufficientemente deprecato, infausto Ventennio?

   Cosa grida quest’altro lettore? <E la disoccupazione!? E la giustizia sociale!?>. Cercheremo di fornire appropriate risposte quanto prima con altri confontini.
   

    

domenica 28 dicembre 2014

IN MEMORIA DI ANGELO PISTOLESI



 ANGELO E' CON NOI

37 º  anniversario dell'assassinio di Angelo PISTOLESI, avvenuto a Roma il 28 dicembre 1977 .

 Giovane lavoratore, padre di due bambine, portatore di ideali e dirigente della Sezione  del MSI-DN dei quartieri popolari della Magliana  e del Portuense della cittá di Roma.

 L'omicidio si consumava  nelle prime ore del mattino all'uscita di casa mentre si recava al lavoro .

I terroristi marxisti lo uccidevano con armi da fuoco  e ne  faceva  rivendicazione una delle bande guerrigliere che infestavano il Paese con il sangue delle centinaia di caduti.

I sicari dell'omicidio non vennero mai  individuati dalla Polizia   che , forse , non ebbe mai ad occuparsi di loro.  Troppi furono  gli assassini che non vennero mai assicurati alla Giustizia al tempo in cui  uccidere un fascista non era reato .  Gli autorevoli silenzi delle autoritá  insieme alla manifesta inoperanza contro il crimine  organizzato  rivelavano  la  complicitá  politico istituzionale che si trasformava in licenza  di uccidere in nome dell'antifascismo.  Hanno potuto ammazzare i credenti ma non sono riusciti a contenere e  sopprimere  la sòrdida veritá : terroristi comunisti al soldo dei padroni. 

 Nel celebrare il ricordo di quel  sacrificio , unito moralmente a tutte le vittime della ferocia marxista e dei loro soci mandanti  del potere economico , gli italiani  vivamente speranzosi nella Rinascita Nazionale, niente affatto rassegnati all'oblío e alla rinuncia ,  ricordano Angelo Pistolesi tra i martiri  della libertá del popolo italiano.

 VERITA', GIUSTIZIA , MEMORIA.

Sandro Saccucci 


giovedì 25 dicembre 2014

PREGHIERE PER IL SANTO NATALE

A volte , nel clima consumistico di queste feste natalizie paganizzate, benchè impoverite dalla dura crisi che morde la gente per bene che non vive di prebende e corruzione, ci si dimentica del senso del Natale Cristiano, cioè della nascita del Salvatore che, per amore nostro, si è incarnato per soffrire e morire sulla Croce per la nostra salvezza e pagando Lui, l' Innocente , creatore di un mondo che fu all' origine perfetto ed edenico,  il prezzo dei nostri peccati con i quali abbiamo distrutto la nostra vita e devastato la Creazione. 

Questa durissima immagine religiosa, riassume brutalmente, ma con rara efficacia, il senso e il Mistero di Cristo.

La propongo alla meditazione mia e dei miei Lettori , come stimolo di preghiera affinchè non accadano più crudeltà ed efferatezze nei confronti degli Innocenti, in particolare dei bambini.

Sia un Buon Natale, soprattutto per loro. Per gli aguzzini ci sarà  il giudizio di Dio. 

Edoardo Longo

338.1637425

lunedì 22 dicembre 2014

EQUITALIA/ PIGNORATEVI QUESTO ROTTAME !

EQUITALIA VUOLE PIGNORARGLI L'AUTO, LUI LA DISTRUGGE PRIMA CHE LA PORTINO VIA.


Equitalia gli confisca il Suv, lui lo fa rottamare pur di non consegnarlo. Ora deve rispondere di una denuncia dai carabinieri per distruzione e danneggiamento.

Appena un anno dopo la notizia del signore bulgaro che, pur di non consegnare la propria casa pignorata alla banca la fece demolire (  http://edoardolongo.blogspot.it/2014/11/quando-e-l-ora-di-dire-basta-agli.html   ) , abbiamo un nuovo "premio nobel".

E stavolta "in casa".

A consegnare il Suv agli aguzzini di Equitalia proprio non ci stava. E così, pur di non consegnarlo nelle mani dell’odiatissimo fisco, ha preferito distruggerlo, rimediando pure una denuncia per distruzione e danneggiamento.

Protagonista di questa storia è un cinquantenne di Sant’Egidio alla Vibrata, nel Teramano. L’uomo aveva ricevuto in custodia il Suv che gli era stato sequestrato dopo che, in seguito a un controllo della Polstrada, il veicolo era stato trovato senza assicurazione. Poiché il proprietario non aveva pagato la multa e non aveva impugnato il verbale, la prefettura di Teramo ha dato il via alle pratiche per confiscare il suv e venderlo successivamente all’asta.

Al momento della confisca, però, gli agenti hanno avuto un’amara sorpresa: il suv era stato nel frattempo distrutto e rottamato.

"Adesso pignorate sta ceppa".



Nota :

Alle eroiche imprese di Equitalia, Le edizioni della Lanterna hanno dedicato un libro, assolutamente da leggere e pubblicizzare :


mercoledì 17 dicembre 2014

IL VALZER DEL CALIFFO


( ma noi, da che parte stiamo ? Non lo so....) 


 “L’Italia: molti dubbi quando si tratta di spingere per la pace, ma nessuno per la guerra”, comunicato del Coordinamento Nazionale per la Pace in Siria del 27/11/2014

Il governo italiano ha deciso di aderire alla coalizione contro l’Isis creata dagli Stati Uniti. Con questo atto, il nostro paese, dopo aver sanzionato pesantemente la Siria (con esiti devastanti sulla popolazione civile) ed aver rotto i rapporti diplomatici, accetta senza problemi di far parte di una coalizione nella quale sono presenti proprio quei paesi che hanno supportato Isis.

La decisione è stata presa quasi in sordina, con scarso rilievo da parte dei media ma meritava maggiore attenzione: si tratta infatti di un atto preso in spregio alla Costituzione italiana, che recita che l’Italia ripudia la guerra, e senza passare per il Parlamento, in spregio ai principi fondanti della democrazia. Si inizia con alcuni Tornado, partono con un 'asset bellico' limitato, come 'ricognitori': vedremo come andrà a finire …

E' una decisione grave, dal momento che, oltre al vulnus inferto allo Stato di diritto, trascina l’Italia in un’avventura militare dai contorni ambigui, dal momento che il Califfato è nato ed è cresciuto fino a diventare l’attuale mostro che minaccia il mondo nell’ambito di un progetto di rovesciamento del governo siriano, che segue quello analogo avvenuto in Libia, altro Paese divenuto fucina dello jihadismo internazionale. Armi e soldi provenienti dai Paesi del Golfo e dagli Stati Uniti sono affluiti copiosi in questi anni nella regione tra Iraq e Siria, finanziando il reclutamento di quelle milizie mercenarie che stanno portando il terrore nella regione e minacciano il mondo occidentale.

Ancora oggi è impossibile che il Califfato possa reggersi con mezzi propri: se è vero che ha conquistato risorse energetiche irachene e siriane e le vende di contrabbando grazie alla connivenza di alcuni degli Stati che compongono l’attuale coalizione contro l’Is (vedi Turchia e la cosiddetta regione autonoma curda irachena), è pur vero che le guerre costano tanto (ne sanno qualcosa gli Stati Uniti che stanno dissanguando il loro bilancio), ben più di quanto l’Is incassa con il contrabbando del petrolio. L’accusa mossa ai Paesi del Golfo di continuare a sostenere il Califfato in funzione anti-sciita e anti-Iran, nonostante l’adesione alla coalizione internazionale voluta da Obama, rimbalza su tutti i media, si arricchisce di dettagli e informazioni di giorno in giorno, senza che le autorità di questi Paesi siano mai state chiamate a renderne ragione.

Né si capisce, o forse si capisce fin troppo bene, il ribadito sostegno degli Stati Uniti ai cosiddetti ribelli siriani in funzione anti-Assad: a questi continuano ad affluire armi e soldi Usa nonostante sia cosa risaputa la loro convergenza con l’Is e con Al Nusra (altra funesta banda di tagliagole che insanguina la Siria, legata ad al Qaeda e sostenuta anche dalla Turchia), sia sul piano politico che militare.

Si è già provato a risolvere asseriti problemi internazionali a suon di bombe: lo si è fatto in Iraq, per contrastare la fantomatica minaccia delle armi di distruzione di massa di Saddam; lo si è fatto in Libia, per deporre il Colonnello Gheddafi, prima ospite di riguardo delle cancellerie internazionali poi accusato di essere un tiranno sanguinario. Il risultato è stato la nascita dell’attuale follia jihadista.

Questo approccio si sta ripetendo in Siria e Iraq: senza prendere in considerazione i tragici errori del recente passato. In realtà sarebbe facile eliminare le fonti di sostentamento del Califfato: anzitutto contrastando il traffico illegale di petrolio, ma soprattutto eliminando altre munifiche forme di finanziamento che sembra davvero impossibile possano sfuggire a servizi segreti tanto efficienti quali quelli americani e occidentali in genere (e di Israele)..Il fatto che l’Onu non sia stato minimamente coinvolto in questa opera di contrasto del Califfato getta un’ulteriore ombra sulla vicenda e pone domande sui suoi reali obiettivi.

Tante domande, insomma, su questa spedizione militare. E, purtroppo, tante certezze. La nostra voce è poca cosa, ma si unisce (e ci conforta) alle tante, molto più autorevoli, provenienti dai Paesi martoriati dalla follia del Califfato che più volte hanno messo in guardia l’Occidente dal proseguire su questa tragica strada. Nondimeno non possiamo restare in silenzio, né possiamo accettare che il Parlamento italiano, che dovrebbe quantomeno interrogarsi sulla vicenda, abbia più a cuore i disegni geopolitici altrui che le sorti di interi popoli (e quella dei cittadini italiani).






martedì 16 dicembre 2014

EDIZIONI DELLA LANTERNA : CONFERENZA DELL' AVVOCATO EDOARDO LONGO PRESSO IL MOVIMENTO TRIESTE LIBERA


Stiamo raccogliendo in volume gli atti dell’ intervento dell’ avvocato Edoardo Longo alla conferenza indetta il 19 novembre 2014 dal Movimento Trieste Libera sul problema – giustizia e sulla legittimità operativa della Corte di Appello di Trieste.

Il testo dell’ intervento dell’ avvocato Longo sarà adattato dalla versione parlata alla versione scritta  , ampliato di riferimenti ed elaborazioni, pur seguendo la traccia espositiva dell’ intervento del 12 novembre.

Il testo sarà pubblicato a breve ed inserito nel Catalogo delle Edizioni della Lanterna, il cui link è il seguente :



Edizioni della Lanterna

lunedì 15 dicembre 2014

EDIZIONI DELLA LANTERNA : L' IMPERATORE NICOLA II E GLI EBREI

Le Edizioni della Lanterna intendono fare un regalo ai propri Lettori, segnalando un libro di storia moderna rarissimo, forse introvabile. 

Si tratta del documentatissimo L' Imperatore Nicola II e gli Ebrei. saggio sulla rivoluzione russa e i suoi rapporti con l’ attività universale del giudaismo contemporaneo, opera del generale zarista e storico A. Netchvolodow, luogotenente generale dell’ Armata Imperiale Russa.

Il libro analizza, da fonti di primissima mano, il ruolo attivo e direttivo avuto da influenti elementi ebraici fra loro legati nel far divampare la sanguinosissima rivoluzione bolscevica in Russia.

La responsabilità, non solo morale, dei milioni di morti causati dal divampare del Comunismo sono da attribuirsi proprio alla volontà del mondo ebraico di scatenare questo inferno per la distruzione del sistema di monarchie cristiane che reggevano l’ Europa del tempo.

Questo ruolo ebraico dietro le quinte della rivoluzione di Lenin è storicamente un dato assodato, ma nel clima di risorgente stalinismo giudiziario esistente in Italia, accusare la lobby ebraica di genocidio del popolo russo negli eventi rivoluzionari comunisti può costare una accusa giudiziaria di antisemitismo… può sembrare un delirio, ma è quello che è successo al sito di ispirazione cristiana  Holy War di Alfred Olsen.

E’ successo ad opera della magistratura italiana, non in Cina ( dove, peraltro, il sito è liberamente accessibile ..)

Il testo , edito da Chiron ( Parigi) nel 1924 è introvabile.

Le poche biblioteche italiane che ne conservano copia si sono tutte rifiutate di permetterne la fotocopiatura : alla faccia del servizio pubblico !

Ma siamo riusciti a scoprire che presso la  Biblioteca cittadina di Francoforte sul Meno in Germania è disponibile una copia elettronica dell’ originale che può essere agevolmente scaricata gratuitamente in formato pdf. Il testo è la riproduzione fotografico – anastatica dell’ originale integrale del 1924 ed è scritto in lingua francese.

Il link da cui scaricare il testo è il seguente :


Offriamo questa informazione bibliografica davvero unica ai nostri Lettori, suggerendo loro di scaricare quanto prima il libro : è molto probabile, infatti, che elementi prezzolati del giudaismo di stanza in Italia, retribuiti con i soldi del fesso contribuente italiano,  facciano in breve tempo pressioni sulla Biblioteca di Francoforte, usando le solite armi di ricatto dei sei-milioni - e sempre - di - più  , dell’ antisemitismo e delle colpe tedesche nella interminabile giaculatoria dell’ Olocausto…

Alla faccia della libertà di pensiero e di ricerca storica. Il controllo ebraico onnipervasivo della cultura occidentale si è rivelato essere la più bieca e intrusiva dittatura orwelliana della storia occidentale, dove ora è pure vietato pensare

Il Grande Fratello Circonciso ti guarda e punisce! ( per il tuo bene, sia chiaro…).

Un ‘ultima considerazione : in nome del nostro amore verso la libertà di pensiero avremmo in programma di pubblicare almeno un capitolo di questo libro. Saremmo lieti di scoprire che fra i nostri Lettori ci sia qualcuno disposto, non per lucro of course , a darci una mano con la traduzione dal francese.

Per intanto, i nostri auguri di Buon Natale e di buona lettura.

Amici Lettori, tenete allenato il cervello, è la vostra arma migliore contro la dittatura del Pensiero Unico…. non fatevelo atrofizzare e circoncidere anche voi…..


Edizioni della Lanterna





venerdì 5 dicembre 2014

I GRANDI PRODIGI DELLA DEMOCRAZIA LADRESCA

di Filippo Giannini

CIRCA L’ITALIA CHE FRANA, CON RELATIVI MORTI.

Avevo 5 o 6 anni; un giorno durante uno dei normali giorni di scuola, la mia insuperabile maestra, la signora Gandolfi, ci disse di avvertire i nostri genitori che il giorno successivo saremmo dovuti andare per una missione in campagna e chi voleva poteva indossare la nostra divisa. Avvertii della cosa mamma e papà e, indossata la divisa di Figlio della Lupa, il giorno dopo mi recai a scuola (Riccardo Grazioli Lante), ma non feci in tempo ad entrare che fuori ci attendeva, fra le altre, anche la maestra, signora Gandolfi, che ci accompagnò ad un autobus che ci attendeva fuori della scuola. Dopo un certo tragitto, giunti in una zona di campagna e, scesi dall’autobus, ci venne incontro addirittura il Duce, il quale dopo un brevissimo discorso ci spronò a svolgere una missione nella quale eravamo tutti impegnati. Missione, ci disse, nell’interesse della Patria e del nostro futuro. Detto questo ci vennero consegnate delle piantine e cominciammo, tutti insieme con il Duce in testa, a piantarle salendo su una collina.

   La sera, stanco quanto mai, mi addormentai felice di aver compiuto, con il mio dovere, anche qualcosa di utile, appunto, per la mia Patria.

   Qualche tempo fa lessi che durante il mai sufficiente deprecabile, infame Ventennio (che sia sempre benedetto) furono piantati un miliardo di alberi; ritengo la cifra esagerata, ma ne furono piantati a sufficienza perché l’albero, grazie alle sue radici opera all’incirca come il ferro-cemento, cioè, ripeto, grazie alle radici queste trattengono la terra impedendo che essa frani. Non so se mi sono spiegato. Provo a farlo meglio: durante il Male Assoluto, vennero piantati degli albero che svolsero nel tempo le loro funzioni. Poi, finalmente (bah!) fummo liberati (doppio bah!, anzi triplo) e grazie ai liberatori (ma quando ce ne libereremo?) è tornata la libertà (quella di rubare, quella di cementificare a cacchio di cane) ed oggi, finalmente possiamo navigare, grazie alle frane, nelle strade e godererne molto più di qualsiasi altro popolo. Quando c’era il Male Assoluto (che sia una volta ancora benedetto) esisteva la salvaguardia dell’ambiente e sorgevano i Parchi Nazionali e, di conseguenza la salvaguarda del verde. Non so se mi sono spiegato!

ORA UNA FAVOLA – CHE E’ STATA REALTA’.

Oggi è stata raggiunta un’Italia dei diritti e della libertà (non si espresse così l’onorevole Violante?).

A proposito di onorevole, non sarà mai così, ma se fossi deputato e qualcuno mi chiamasse onorevole, per me sarebbe una offesa molto grave. Tornando a noi: il ladro che ruba commette una grave colpa e per questo se acciuffato dovrebbe finire in galera, e questo sarebbe giusto. Ora volgiamo lo sguardo nell’ambito politico. Certi onorevoli – credo che siano tre o quattromila – prima hanno varato una legge attestante che rubare non è un furto, poi si sono concessi dei vitalizi che vanno dai 3.000 ai 10.000 euro mensili, ovviamente senza annullare la ricchissima pensione. Mi spiego meglio dato che il furto è così infame che anch’io sono rimasto incredulo. Ebbene questi signori che a fine rapporto (rapporto che può essere loro riconosciuto anche se si sono presentati nelle aule solo per un paio di mesi) si sono concessi un premio (chiamiamolo così), battezzato vitalizio, cioè vita natural durante, vitalizio che  non intacca la loro super dorata pensione, vitalizio che parte, appunto, da 3.000 a 10.000 Euro mensili. E questi mariuoli da galera, molti di questi, non contenti della furbatina sono anche dei corroti e corruttori. Sapete, tanto per arrotondare, e poi tengono famiglia…

Ed ora per farmi passare l’incombente mal di fegato, trattiamo della favola. E spostiamoci a qualche anno indietro. Sino alla fine del 1943 Mussolini (sì, sì, Lui, l’infame) aveva rifiutato qualsiasi appannaggio, non solo a titolo personale, ma anche per le spese della sua segreteria. Riporta il Candido del 1958, parla il Ministro Pellegrini-Gianpietro: <Nel novembre era stato preparato un decreto, da me controfirmato, con il quale si assegnava al Capo della Rsi, l’appannaggio mensile di 120 mila Lire. Il decreto, però che doveva essere sottoposto alla firma del Capo dello Stato, fu da lui violentemente respinto una prima volta. Alla presentazione, effettuata dal sottosegretario di Stato, Medaglia d’Oro Barracu, seguì una seconda del suo segretario particolare Dolfin. A me, che, sollecitato da Dolfin e dall’economo, ripresentai per la terza volta il decreto, Mussolini disse: “Sentite Pellegrini, noi siamo in quattro: io Rachele, Romano e Annamaria. Mille lire ciascuno sono sufficienti”. Dovetti insistere nel fargli notare che, a parte l’insufficienza della cifra indicata, in relazione dl costo della vita, occorreva tener conto delle spese della sua casa e degli uffici. Dopo vive sollecitazioni finì per accettare, essendo egli anche Ministro degli Esteri, solo l’indennità mensile di 12.500 lire assegnata ad ogni altro Ministro. Nel dicembre 1944, però, mi inviò una lettera che pubblicò, rinunciando ad ogni e qualsiasi emolumento, ritenendo sufficienti alle sue necessità i diritti d’autore>. Cosa ne pensi, caro lettore? Mi dici che vai a Montecitorio o nelle sedi di qualsiasi ufficio delle Regioni? A far che, ti chiedo, in quelle sedi troverai solo esponenti dei diritti e della libertà.

   Concludo. Gli italioti, che come tutti sappiamo sono tanto intelligenti e furbi, cosa hanno escogitato? Hanno messo in atto gli ordini dei liberatori, hanno assassinato il malefico ed hanno instaurato questa democrazia dei diritti e della libertà. Non siete felici?

   E grazie ai liberatori (sì, sì, quelli che con solo due bombette, quelle, cioè, assolutamente fuori da ogni convenzione, uccisero e storpiarono 300 mila esseri umani, tutti scrupolosamente civili!) oggi abbiamo una classe politica, mafiosa, corrotta, corruttrice, ecc. ecc. ecc. Allora avevamo un Jung, un Beneduce, un Serpieri, un Crollalanza ecc. ecc., uomini onestissimi, a capo dei quali c’era un Male Assoluto il più onesto di tutti, e tutti tesi all’interesse del popolo, i quali con gli occhi di oggi possiamo catalogarli fra i fessi.

   E ALLORA, COME USCIRE DALL’ATTUALE CRISI?

Sarebbe semplicissimo: ispirandosi a quanto fu fatto durante il mai sufficientemente condannabile, infausto truce Ventennio; sempre che gli attuali mascalzoni lo volessero. Una breve premessa: sapete che nel periodo del Male Assoluto l’Italia uscì dalla crisi congiunturale nata nel 1929 meglio di qualsiasi altro paese, tanto che da ogni parte del mondo giungevano in Italia esperti per studiare il miracolo italiano? Non lo sapevate? Ė ovvio, certe cose si debbono nascondere.

    Concludo: Continuerò in uno dei prossimi miei lavori.

   Allora in bocca al lupo a tutti, anche se sarebbe più veritiero augurare: in bocca a Renzi (o simili che sono tanti e ognuno simile agli altri). Ciao, ciao…

        

giovedì 4 dicembre 2014

IL COLLASSO DELL' ITALIA

Quello che è successo al cittadino bulgaro sappiamo che capita ogni giorno anche in questa nostra repubblica delle banane mascherata da democrazia e l'italiota ci vuole credere ancora che si trova in democrazia, basta vedere le ultime elezione europee dove hanno continuato a votare per i camerieri dei banchieri-usurai che oltre alla casa, a breve ci/gli toglieranno definitivamente ogni diritto sul lavoro rendendoci/li di fatto schiavi esattamente come previsto dal millenario piano degli "eletti" divini.

 Dalle mie parti i vecchi di una volta dicevano in dialetto emiliano che la furtuna di sgnuri l'è sempar stà l'ignuranza di puvritt chi ha sempar cardest pan par furmai (tradotto la fortuna dei signori è sempre stata l'ignoranza dei poveri che hanno sempre creduto pane per formaggio).

Ha distanza di cento anni non è cambiato nulla, certo, siamo più "intelligenti" nell'usare carabattole varie propinateci dal sistema, come i telefonini o altro, ma la maggioranza sono rimasti gli stessi ingenui di allora perchè continuiamo appunto a credere "pane per formaggio" e questo nonostante che oggi, a differenza di un tempo, è possibile informarsi accuratamente su chi sono i nostri macellai!

Ma l'italiota preferisce dedicarsi alla sua immagine vanitosa, siamo tutti divisi tra di noi e intimamente godiamo se vediamo che al nostro vicino va peggio di noi, i burattini che ci governano a nome e per conto dell'èlite mondialista-massonica lo sa perfettamente.

Per l'italiota è finita! Non c'è più speranza di uscire dalla trappola, e quelli che hanno capito la drammatica situazione in cui ci troviamo oggi sono ancora troppo pochi e quel che è peggio sono divisi tra di loro da varie e inutile sigle e siglette; dividi ed impera! Come da piano degli illuminati massoni-satanisti. Qualcuno diceva che di fronte al caos imperante l'importante è mantenere la forma. 

Ma purtroppo di questi tempi mantenerla è sempre più impresa ardua.

Lettore anonimo.


Pubblichiamo in forma autonoma un interessante commenti apparso sul blog in calce a questo post :