domenica 28 settembre 2014

MEGLIO TARDI CHE MAI...............


Questo scandalo è stato più volte segnalato da questo blog. Mastrapasqua è il numero 2 di Equitalia..... per saperne di più, clicca qui


ALEPPO / I CANNONI DELL' INFERNO


Intervista a padre Georges Abou Khazen, di Davide Malacaria

Ormai il 60% della popolazione ha abbandonato Aleppo, la città siriana che sta diventando il simbolo di questa guerra che dura tempo e che molti si ostinano a chiamare civile, ma che di civile non ha nulla. Simbolo perché la presenza cristiana è più numerosa che altrove in Siria, anche se ora è ridotta a un piccolo gregge. E perché ormai da anni resta in un tragico stallo che vede metà città occupata dai tagliagole anti-Assad che rendono impossibile la vita nei quartieri non occupati. I cosiddetti ribelli vi imperversano con bombardamenti continui, giorno e notte, e nei mesi scorsi hanno tagliato per ben due volte le tubature che rifornivano di acqua l’intera popolazione civile. Il vescovo di Aleppo, padre Georges Abou Khazen, racconta di quei giorni, quando flussi continui di gente si affollavano presso le fontane edificate vicino a chiese e moschee per tentare di limitare i danni di quell’atto terroristico che ha prostrato la città. Una penuria di acqua che ancora continua, nonostante il ripristino della rete idrica, aumentando i disagi di una popolazione stremata dai bombardamenti continui.

È a Roma il vescovo … E lo incontriamo alla Delegazione di Terra Santa, sua dimora provvisoria prima di tornare alla sua città che da poco, rivela, sta conoscendo un nuovo orrore: i cannoni dell’inferno, come gli jihadisti chiamano il loro ultimo ritrovato balistico. Si tratta di bombole di gas che i cosiddetti ribelli anti-Assad lanciano a grande distanza e fanno esplodere contro civili inermi, spesso modificati applicando sulla bomba artigianale pezzi si ferro e altro che, nell’esplosione, spandono all’intorno schegge, aumentandone la portata letale. Una sorta di bombe a frammentazione fatte in casa, vietate dalle convenzioni internazionali. Bombole di gas che probabilmente arrivano in Siria sotto forma di aiuti umanitari alla popolazione…

Inoltre, prosegue il presule, i miliziani hanno iniziato a usare i tunnel sotterranei che partono dalla cittadella, l’antica fortezza di Aleppo, per raggiungere le varie zone della città: in particolare per piazzare i loro ordigni esplosivi sotto gli edifici storici; ormai il suk, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è un cumulo di macerie.

A monsignore chiediamo dell’Isis, che incombe a 20 chilometri da Aleppo. «Ora si parla tanto di Isis – risponde – e americani e altri vogliono intervenire per fermarlo. Ma temo che si stia ripetendo un tragico errore: ogni volta che gli americani sono intervenuti militarmente in una regione hanno solo alimentato il caos e le divisioni. A proposito di questo Isis c’è poi da ricordare che Hillary Clinton di recente ha detto che gli Usa si trovano a combattere ciò che hanno creato loro stessi. Già perché l’Isis fu creato per andare contro Assad… ».

Non che non serva intervenire, specifica monsignore, ma per fermare questo mostro serve ben altro che le bombe: «Anzitutto occorre fermare i finanziamenti e il flusso di armi verso questi miliziani: hanno armi sofisticatissime, chi gliele dà?». Gli diciamo che sui giornali italiani scrivono che questi armamenti sono stati saccheggiati dall’Isis all’esercito iracheno. Sorride ironico: vero in parte, spiega, e in parte no. «Poi bisogna smettere di comprare il petrolio dall’Isis», continua. Anche qui accenniamo a quanto riferiscono i giornali, secondo i quali sarebbe venduto ad Assad e agli iracheni. Sorride di nuovo: «Lo comprano le grandi compagnie petrolifere, a dieci dollari al barile invece che a cento…», afferma con sicurezza, come di cosa che in Siria sanno anche i sassi.

E invece continuano a rullare i tamburi di guerra. «Un intervento militare – prosegue il presule – aumenterà la destabilizzazione e renderà ancora più difficile la convivenza tra islamici e cristiani. E dire che questa è andata avanti per secoli, nonostante episodi critici. La Siria era esemplare in questo: c’era convivenza, pluralismo, rispetto. Una caratteristica che ancora dura, anche sotto le bombe cristiani e musulmani si sostengono a vicenda, si aiutano come possono. Questo anche perché per secoli il punto di riferimento degli islamici è stata l’Università di Al Azar, al Cairo, che propugnava un islam moderato. Oggi si sta diffondendo un islam più intransigente, quello wahabita dell’Arabia Saudita: i miliziani apportatori di morte e distruzione vengono da queste scuole, sono formati da muftì e imam di questo ramo islamico. Anche in Siria, quando arrivano, cacciano le autorità religiose locali e mettono le loro. E istituiscono i loro tribunali. Sono cose ignote all’islam della regione. E dire che l’Arabia Saudita sembra sia l’asse portante dell’alleanza che si sta formando contro l’Isis… ». Chiosa monsignore. Lo incalziamo, spiegando che in Occidente si pensa che siamo di fronte a una guerra tra islam e cristianesimo. Non è così, ripete: gli jihadisti ammazzano anche gli islamici che non la pensano come loro, buttano giù le loro moschee. Non è così, ripete.





Gli Stati Uniti, oltre a programmare l’intervento militare, hanno deciso di armare i ribelli moderati siriani. Chiediamo a monsignore cosa ne pensa di questa decisione. «Moderati? E quali sono? Ce lo dicano, noi in Siria non ne vediamo. Tutto il mondo ora parla dell’Isis, ma tutti i gruppi armati che stanno insanguinando la Siria fanno barbarie simili a quelle dell’Isis. Un tempo c’erano anche siriani tra i cosiddetti ribelli, ma oggi l’80% di questi sono stranieri. Non ci sono moderati in Siria. Tra l’altro lo stesso Obama ha detto solo un mese fa che parlare di ribelli moderati in Siria è solo “fantasia”… non ne verrà nulla di buono da questa decisione. Sono armi che vanno in mano a terroristi, ad Al Qaeda». Tra l’altro racconta dei tanti siriani che sono fuoriusciti dalle fila dei ribelli per tornare con Damasco. Un fenomeno carsico che ha interessato centinaia, se non migliaia di persone, del quale l’Occidente ignora l’esistenza.

Resta che Assad è dipinto come un tiranno sanguinario da tutti i media nostrani… «Non sarà la Regina d’Inghilterra, ma ci sono tanti regimi dispotici nel mondo arabo – risponde monsignore -. Parlano delle violazioni dei diritti dell’uomo da parte di Assad… guardino l’Arabia Saudita, dove alle donne è proibito praticamente tutto. Dove a chi non è wahabita è proibito anche pregare in pubblico… Avevano chiesto che il regime si aprisse: Assad ha aperto al pluralismo e nelle ultime elezioni c’erano diversi partiti. Nonostante la guerra sono state abolite le leggi d’emergenza. Ha dato vita a una nuova Costituzione. Alle elezioni il popolo lo ha votato in massa. Certo, non si tratta di una democrazia occidentale, ma ci sono regimi molto peggiori in Medio Oriente…», conclude. E aggiunge che dei cristiani non c’è più traccia nelle zone cadute in mano ai ribelli: le chiese sono state distrutte e non ci sono più sacerdoti né suore né fedeli. Una situazione particolarmente dolorosa per il vescovo. (…)

mercoledì 24 settembre 2014

INCARICO LEGALE SU BOLOGNA

Sto cercando un collega per un incarico urgente di domiciliazione avanti al tribunale penale di Bologna . Se c’è qualcuno interessato, mi scriva al mio indirizzo di mail , grazie :



avvocato Edoardo Longo 

martedì 23 settembre 2014

TU CHIAMALE , SE VUOI, ESTORSIONI


Di : Luigi Fressoia

Negli ultimi bagliori del governo Prodi,  inizi 2008, uscì una legge che obbligava i liberi professionisti a dedicare un conto corrente esclusivo alla propria attività professionale. Io ne avevo già uno dove convergevano sia i movimenti di famiglia che quelli della mia attività professionale, sicché dovetti aprirne un secondo. Ognuno capisce che i controlli fiscali, se questo si vuole intendere, si possono fare benissimo anche con conti correnti promiscui, ma evidentemente quel che premeva era che in un colpo solo aumentassero di tre/quattro milioni i conti correnti presso le banche italiane. Un regalo di non poco conto alle banche, del resto tutti sanno che otto delle maggiori dieci banche italiane -in quella tornata elettorale, elezioni politiche primavera 2008- tifarono Prodi.

Invece negli ultimi lampi del governo Berlusconi (autunno 2011), uscì una legge obbligante i professionisti che hanno incarichi dalla pubblica amministrazione a dotarsi di una assicurazione obbligatoria professionale, a garanzia di eventuali propri errori. Me ne accorsi perché un comunello qui dei dintorni mi chiese di progettare e curare nella realizzazione la nuova sistemazione di una sua piazza: quell’assicurazione obbligatoria costò ben la decima parte di tutto il compenso. In un colpo solo. Pensate quanti soldi alle assicurazioni da tutte le opere pubbliche italiane.


Se il primo ha legami mafiosi con le banche e le compensa coi soldi nostri, ecco che il secondo ha un canale preferenziale con il capitale finanziario di tipo assicurativo, ovvio sempre a spese nostre”, questa fu la facile deduzione cui pervenni tra me e me.


 Ovviamente si tratta di “riforme” (sia quella di Prodi che quella di Berlusconi) che passano lisce come l’olio senza alcun clamore o commento, le cose mafiose si fanno così come nei film, con la massima discrezione. Ma la loro prepotenza è evidente perché io non ho bisogno di assicurazione, uno perché non sbaglio e secondo sono ricco di mio e posso pagare quanto vi pare.

Ecco però che il governo Monti -gennaio 2012- perfeziona il colpaccio: obbligo di assicurazione professionale sempre e comunque! Se vuoi respirare, tu libero professionista, da oggi paghi il pizzo sempre e comunque, sia che lavori per il pubblico che per il privato, l’unico modo per non pagare è non esistere, morire, scomparire, cambiare mestiere, sesso, connotati.


Immaginate quale altra cascata immensa di denaro nelle casse delle assicurazioni, qualche milione di professionisti che versano anche mille euro l’anno, in un colpo solo!

Ma voi credete che quei soldi si fermino tutti lì? Poveri ingenui. Parte competente di quella montagna di quattrini deve necessariamente tornare un pochino indietro, diciamo a compensare gli augusti decisori. Non sarebbe del resto insopportabile ingiustizia far arrivare tanti quattrini a qualcuno senza riceverne parte adeguata? Sacrosanta rivendicazione democratica!

E chi e come e quanti -dei decisori- devono avere il giusto compenso? Pensate proprio che oltre i partiti e relativi leader e segreterie, i singoli parlamentari si lascino convincere per niente a cotanto voto? Non credo proprio, se conosco i miei polli, io penso che in linea generale i singoli parlamentari detentori del potere di votare i singoli articoli delle singole leggi, non si fanno buggerare.

Quando racconto questi scempi c’è sempre qualcuno che giustifica: “Ma lo chiede l’Europa!”.


Ho già raccontato come solo in Italia le cose europee vengono prese a pretesto per vessare, imporre, lucrare. Me ne accorsi scorrazzando per la Francia, dove lungo le strade nazionali incontri quelle belle locande per lo più ancora di impianto tradizionale, vecchi arredi, impianti vetusti ma ovviamente ben funzionanti, “accidenti -pensai- in Italia li farebbero chiudere immediatamente. Oppure spendere centinaia di migliaia di euro per rifare cucine, bagni, impianti, areazione forzata (!)…”. Subito dopo, tornato a casa, mi confermò in questi miei pensieri un conoscente dirigente regionale: “E’ vero quel che dici, le norme europee in verità sono per lo più direttive, e soprattutto l’adeguamento non sta scritto da nessuna parte che deve essere estremo, esagerato, massimo, come -col pretesto dell’Europa- legiferano le regioni e i ministeri italiani”. Al che concludemmo insieme: “Le mafie italiane quelle vere, non quelle cinematografiche alla Totò Riina, sono tutt’uno coi poteri costituiti della pubblica amministrazione cioè dello stato. Vuoi mettere la fatica -dicono tra loro in buona sostanza i signori mafiosi- di fare i gangster sul serio, controllare il territorio con un esercito di picciotti… una fatica immensa, si può perfino finire in galera. Molto meglio, infinitamente meglio, accordarsi coi funzionari del ministero e della regione, al più coi singoli parlamentari “più svegli”, e naturalmente coi capi del governo e della maggioranza, e il gioco è fatto. Certo la trattativa è un po’ lunga, però poi tutto arriva per via telematica…”.

Questo è oggi il ruolo del democratico parlamento e dei consigli regionali: una dogana dove -pagato dazio- puoi ottenere tutto e cinque minuti dopo il suo contrario, ovviamente a carico del contribuente. Basta che remuneri i decisori, la giusta percentuale.

Ma non si può concludere senza regolare i conti anche con la famosa Europa.


Se fosse veramente essa a imporre le vessazioni che siamo soliti subire col silenzio dei sudditi, voi davvero vi sentireste paghi e tacitati? Dai! Non fate così, non siate così provinciali, che ve ne frega dell’etichetta “europa”? Tenete a mente che qualsiasi metastasi burocratica (europea, ministeriale e regionale), non ha diminuito d’un grammo alcuna patologia, né gli abusi fiscali, né la sicurezza sul lavoro, né la scarsa qualità, anzi, tutti difetti aumentati costantemente.

Ricevo obiezione inerente il mio invito e auspicio (che ripeto a ogni scritto), a raggiungere i nostri amati parlamentari sotto casa. “Ve ne sono -mi dicono- di molto recenti, cui non puoi addebitare le stesse colpe di chi siede in transatlantico da anni e decenni”. Ma devo dire di non accogliere questa obiezione perché i nuovi parlamentari -e penso in particolar modo ai grillini- siedono ormai da anni  inutilmente sugli scranni, e non s’è udito alcun vagito di novità, nessuna proposta e atteggiamento teso a smantellare la repubblica delle estorsioni e dei ricatti di stato. Anzi, li abbiamo uditi reclamare -appena insediati- salari garantiti e analoghe amenità, che per essere realizzate , di estorsioni di stato ne abbisognerebbero ancor di più.


Per carità !


venerdì 19 settembre 2014

L' ANNO GIUDIZIARIO E LE PROVOLE DI BAGARELLA


Di Edoardo Longo

Una  festa incombe, atroce per tutti i tartassati da questo regime marcio: la festa dell’“Apertura dell’Anno Giudiziario: peggio della notte dei “morti viventi”, mille volte peggio della peggior notte di “Halloween” :  fra qualche giorno il potere giustizialista delle Toghe d’Ermellino, festeggia un anno di “ordinaria ingiustizia” .  E ne festeggia la riapertura di un altro :  incombente  dopo le loro interminabili ferie estive.

 Come ogni anno, infatti, si danno convegno da tutte le circoscrizioni giudiziarie della regione, i Magistrati della repubblica e i più venerabili Avvocati :  tutti paludati di Toghe d’ermellino e tutti uniti per festeggiare la più micidiale delle ricorrenze statali: “L’apertura dell’Anno Giudiziario”!

Rivestiti delle pelli di innocenti animali, gli ermellini, al pari di come taluni magistrati “ornano” la propria carriera di errori giudiziari sulla pelle di cittadini innocenti, le “Toghe” si danno convegno a settembre, alle prossimità della festa dell’Equinozio d’Autunno, sacra alla stregoneria antica. Già sulle pagine dei servili quotidiani locali si celebrano i “riti” della “truculenta” festività giudiziaria: le “toghe” si auto-incensano della propria presunta bravura in nome della “Giustizia” . Ma quale Giustizia?



Il sottoscritto  vorrebbe ricordare alla cittadinanza immemore, uno dei casi più interessanti affrontati con raro vigore e sprezzo del percolo dalle “toghe d’ermellino” della Giustizia italiana della città di Pordenone ,  quello che potremmo riassumere come il  tragico caso de “Le Provole di Bagarella” …  Ricorda ancora la cittadinanza pordenonese , nonostante i lunghi anni passati da allora ?

Tanti anni fa  venne arrestato il pericoloso latitante Bagarella, presunto caporione mafioso.

Durante l’arresto dichiarò: “Durante la latitanza mi sono procurato da vivere vendendo formaggi a Corleone” . Per un errore della traduzione dal siculo all’italiano, alcuni commentatori delle procure riferirono, anziché “Corleone”, “Pordenone” .....

 Subito intervistato ( non ha perso un minuto per abbrancare un microfono, servilmente offertogli dai media locali) , il procuratore capo della nostra città, senza neppure aver ricevuto chiarimenti in lingua italiana dalla procura siciliana  che aveva arrestato il presunto “mafioso – formaggiaio” , dichiarò gonfiando il torace : “Faremo tutte le indagini per appurare l’attività di Bagarella in Pordenone” . In altre parole : “I formaggi no pasaran”.

Poi, come nei racconti di Guareschi, intervenne il “contrordine compagni”: “Non si tratta di Pordenone, ma di Corleone”!

Ecco una delle tante occasioni in cui è saggio l’invito ai magistrati ad astenersi dai pubblici proclami.

Ci si chiede :  La Procura di Pordenone ha all’epoca subito allertato Polizia Giudiziaria, Carabinieri, Digos, Vigili Urbani, per setacciare il mercato ed i negozi di formaggi, onde trovare le tracce dell’attività del latitante Bagarella?

Sono state sequestrate presunte “provole di Bagarella”?

Sono state perquisite le massaie al mercato per scoprire se nella borsa della spesa occultavano tracce di pecorini o di mozzarelle di origine mafiosa?

Quanto è costato all’amministrazione, e quindi ai contribuenti il “pronto allertamento”, perfettamente inutile ed evitabile con un minimo di buon senso ed intelligenza, effettuato a testa bassa  della procura pordenonese?

Ecco, sarebbe opportuno che durante la trucida festa dell’“apertura dell’anno giudiziario” – manco fosse la Porta Santa del Giubileo! – gli augusti “togati”, avvocati e giudici, riflettessero anche sul caso delle “Provole di Bagarella” e più banalmente sui più grandi risultati dell’attività delle Procure: “Gli errori giudiziari”.. che sovente sono degli autentici ORRORI  .

Buona Festa a tutti, ma, in particolare…. Buona Festa agli innocenti condannati e – mi raccomando – “a buon rendere”! …senza temere la prevedibile e tremenda reazione “giudiziario – corporativa” delle “toghe d’ermellino” che amano solo gli incensatori ma non i critici, parte essenziale di ogni autentica democrazia ,  ma non certo della attuale “democrazia giudiziaria” .

In attesa, perennemente frustrata, che sorga finalmente qualcuno che faccia la festa a queste orrende caricature di magistrati, che insultano la Giustizia. Da scriversi con la G maiuscola, in omaggio alla giustizia vera, quella di Dio, perché quella qui, in Italia, è solo una sua ghignante e trucida caricatura .

Avv. Edoardo Longo
338.1637425

mercoledì 17 settembre 2014

GLI INGLESI E L' ARTE DEL " BOMBING"

di Filippo Giannini

Gli Stati Uniti d’America sono l’unico Paese occidentale ad essere passato da uno stato di barbarie ad uno di decadenza senza essersi fermato neanche per un giorno in quello della civiltà. (G. Bernard Shaw)

  Venerdì 12 settembre di quest’anno, nei programmi televisivi RAI/STORIA, ma dal sottoscritto definita RAI/BUFALA, ha mandato in onda un programma sui bombardamenti tedeschi su Londra, lasciando intendere e avvalorando la favola secondo la quale sarebbe stato Hitler a scatenare il terrore sulle città inglesi. La verità è completamente diversa. A prescindere da quanto ha scritto lo storico americano George N. Crocker (Lo Stalinista Roosevelt, pag. 210):<Lo stesso Hitler aveva fatto sinceramente di tutto onde raggiungere con l’Inghilterra un accordo per limitare l’offesa aerea alle zone di operazione>.

   Già nel 1993 ebbi uno scambio epistolare con Indro Montanelli che sosteneva che fu Hitler a scatenare i propri bombardieri su Londra e che gli inglesi nel periodo bellico e pre-bellico “non avevano neanche gli occhi per piangere”. Scrissi ricordando al grande giornalista che 45 milioni di inglesi che stavano governando su 600 milioni di sudditi, un popolo che da almeno mille anni non ha lasciato una sola propria generazione senza lanciarla in imprese di dominazione e sfruttamento, rimasti solo con le lacrime? Accennai ai mostri volanti ideati per trasportare tonnellate di bombe: i Lancaster e Halifax, erano apparecchi che potevano raggiungere il cuore dell’Europa e la progettazione e messa in opera richiedevano anni di lavoro. I tedeschi, di contro, disponevano di piccoli bombardieri concepiti come apparecchi di appoggio in campo di battaglia, E vediamo ora il “non avere neanche le lacrime”. Lo stesso Churchill nella sua Storia della 2° G:M:, 1 Volume, pag 515: <Se l’industria aeronautica, come è organizzata al presente, con il lavoro di 360mila uomini può produrre quasi 1000 apparecchi a mese, mi sembra strano che…>. 1.000 apparecchi al mese ed eravamo solo al 18 settembre 1939… Altro che lacrime amare, quelle erano lacrime armate.

   Prima di entrare direttamente nell’argomento bombardamento di obiettivi civili, voglio ricordare che all’entrata in guerra dell’Italia, Mussolini dette l’ordine di non gettare alcuna bomba sulla Francia e che gli anglo-francesi (due dei tre della triade infame) per primi bombardarono, due o tre giorni dopo l’entrata in guerra, Genova, Milano e Torino, causando solo in quest’ultima città 14 morti e 39 feriti, tutti scrupolosamente civili.

   A testimonianza che Churchill inviò bombardieri della Raf con l’ordine di colpire centri abitati in Germania, allo scopo di provocare la reazione tedesca e colpire a loro volta Oxford, Coventry, Canterbury e questo per smuovere l’opinione pubblica americana così da coinvolgere gli Usa nel conflitto. Dato che inizialmente i tedeschi non reagirono, a conferma di quanto scritto, propongo La testimonianza di Charles De Gaulle il quale in quei momenti era ospite dello statista britannico, ebbene, De Gaulle nelle sue Memoires descrive così lo stato d’animo di Churchill:<Mi par ancora di vederlo, al Chequers, un giorno d’agosto: alzava i pugni verso il cielo e sibillava: “Non vengono quei maledett!” Ma ha tanta fretta – gli chiesi – di vedere le sue città ridotte in macerie? “Vede – mi spiegò – “se bombardassero Oxford, Coventry e Canterbury, una e ondata di indignazione si solleverebbe negli Stati Uniti, che l’America entrerebbe in guerra!>. E ancora George N. Crocker, opera sopra citata a pag. 209: <…fu soltanto la decisione presa a freddo dal ministro dell’aviazione britannica l’11 maggio 1940, non la crudeltà di Hitler, a scatenare la cosiddetta guerra totale>. Ecco alcuni bollettini di guerra tedeschi, i quali con un certo imbarazzo dovevano ammettere: 24 maggio 1940: <…anche la notte scorsa il nemico ha rinnovato (!) i bombardamenti a caso su obiettivi non militari nella Germania dell’Ovest e del Sud-Ovest>. 22 giugno: <Aeroplani nemici che hanno compiuto incursioni aeree sulla Germania settentrionale e occidentale attaccando per la prima volta i dintorni di Berlino…>. Così il 29 giugno e di seguito. Ho vissuto e lavorato per molti anni in Oceania e proprio in quei Paesi ho avuto modo di conoscere il carattere inglese. E almeno in quegli anni ho conosciuto lo sciovinismo sfrenato, si inventavano fatti che si tramandavano tante volte che alla fine credevano che fossero realmente avvenuti. Il brutto è che li hanno fatti credere anche a noi!

   E  veniamo alla storia (le bufale) raccontate dalla Rai (e noi paghiamo il canone!). Nella citata trasmissione perché gli storici (così sono chiamati i competenti organizzatori delle trasmissioni) non hanno citato cosa era la teoria del moral bomber, o cosa intendeva esattamente scrivere W. Churchill nel libro The last Lion, pag 313: <…è chiaro che l’obiettivo sarà il centro residenziale>..

Oppure perché il maresciallo in capo bombardieri sir Athur Harris veniva nominato dai suoi subalterni The Butcher (Il macellaio); forse perché la sua teoria guerriera prevedeva che gli obiettivi preminenti erano le popolazioni civili, anziché quelli militari; cosicché <con massicci bombardamenti al cuore del territorio nemico avrebbero ridotto in rovina le città, la sua gente alla disperazione e il Governo alla capitolazione>? E non è quello che realmente è accaduto? E non è ancora oggi la stessa strategia della triade infame?

   Dobbiamo dare atto che essi sono stati abilissimi nell’imbonire l’opinione pubblica mondiale, trasformando le loro azioni di predoni in azioni tese a portare pace, benessere e libertà, nascondendo con stupefacente destrezza i reali motivi delle loro cento e cento guerre di aggressioni.

   Indro Montanelli – e ne debbo dar atto – pubblicò per intero il mio intervento. Per la verità alla fine mi rimproverò per la lunghezza della lettera terminando con queste parole: <Io capisco benissimo che si possa non amare gli inglesi, ma non capisco come si possa non ammirarli…>.

Purtroppo non posso più attendere una risposta dal grande giornalista, vorrei, infatti scrivergli che gli inglesi li ammiro per il carattere da loro dimostrato e proprio per questa loro caratteristica non comprendo che rapporto ci possa essere con l’amare la libertà.

   Per concludere: i liberatori erano tanto liberatori che liberarono anche i morti dalle loro tombe; quel 19 luglio 1943, quando i liberatori bombardarono Roma riuscirono anche a far cadere delle bombe, chiamate intelligenti, colpendo il cimitero Verano. Una di queste bombe, sempre intelligente, ma da me ritenuta geniale, centrò la mia tomba di famiglia gettando fuori, quindi liberandoli tutti i morti lì rinchiusi.

   In conclusione: è mio giudizio che la Storia del XX Secolo non sia da RI-SCRIVERE, ma da SCRIVERE, perché quella propinata da 80 anni è una fucina di falsità. Ne è prova RAI/BUFALA.


   Il perché di tante falsità è intuibile. L’ho scritto tante volte.

L' INFERNO BUROCRATICO ITALIANO

Di : Luigi Fressoia

La Siae è la società degli autori, dei cantanti, degli attori e degli editori, tutti assieme detti anche Artisti, sovente anima critica e moralizzatrice dell'opinione pubblica, non a caso il presidente è Gino Paoli; gente dal grande potere persuasivo, una loro dichiarazione vale più di tanti sforzi organizzativi o propagandistici e la politica se li tiene buoni, l'estate appena scorsa Renzi e il ministro - ovviamente della cultura, Franceschini - hanno pensato bene di raddoppiare la tassa in favore della Siae sull'acquisto di ogni tv, smartphone, tablet, chiavette e congeneri.

Oltre al fatto che diritti Siae bisogna pagare ogni volta che si trasmette o si organizza un qualche spettacolo, perfino se fate una festa in casa vostra dovreste pagare la Siae. Bene. Ma come tratta la Siae i cittadini italiani? Qui di seguito riporto la testimonianza di mio figlio, di qualche settimana fa: con la sua ragazza, nei ritagli dei loro studi universitari, organizzano nel quartiere un cineforum, quindi sono di casa alla Siae. Vedrete che la Siae, forte delle leggi dello stato, può comportarsi impunemente come le peggiori fogne del pubblico impiego: cartacce superflue, ore di fila, scorbutici, quando coi moderni mezzi basterebbe un clic. Ma le sofferenze inutilmente inflitte alla gente non commuovono Gino Paoli, i molti Artisti anima critica della Nazione, Premier e Ministri.

Oggi, giovedì 27 giugno 2014, sono arrivato a capire finalmente l’angoscia e la sofferenza provate da Dante agens; oggi ho capito cosa hanno provato tutti quei poveri Cristi che sono entrati armati di pistola in uffici statali ed hanno fatto fuoco. Ma cos’è successo, vi chiederete. Cosa mi spinge a scrivere tali parole.

Procedo illustrandovi i poveri dannati che abbiamo incontrato e le sadiche torture architettate per istigarvi al suicidio.

Abbiamo varcato l’infernale porta della SIAE alle 9.20; come tutte le altre volte abbiamo trovato il posto già affollato da diverse anime dannate, con il giudice infernale assente (l’eliminacode non funzionante), e con la barca di Caronte riadattata a monoposto (un solo sportello aperto). La pena perciò funziona così: non solo devi resistere all’inevitabile abbiocco dovuto da ore di attesa, ma devi anche rimanere concentrato sui volti per ricordare chi c’era già al tuo arrivo e chi è arrivato dopo… è come se ti iniettassero continuamente sonniferi mentre ti suonano una tromba da stadio accanto le orecchie.

Attendendo il nostro turno ho potuto osservare come i vari dannati vengono torturati e dilaniati da Cerbero (la dipendente allo sportello).

Ad esempio:

una povera donna era là in vece del suo superiore per ritirare non so quale permesso. Quando la simpaticissima dipendente allo sportello ha saputo che la signora non era la direttrice dell’attività e che oltre al permesso avrebbe dovuto ritirare circa 25 euro, cosa ha fatto? Le ha concesso di ritirare tutto e la signora se ne è andata soddisfatta… no scherzo. Le ha detto che solo il titolare
dell’azienda avrebbe potuto ritirare tale somma e perciò non poteva neppure darle il permesso per cui era andata là. L’anima, ormai straziata, è uscita nervosa dicendo (io avrei urlato come un animale),di aver perso una mattinata per risolvere nulla.

Oppure anche:

un ragazzo, non ricordo quale motivo l’aveva spinto ad addentrarsi nella bolgia, non gli è stato concesso di ritirare alcuni permessi perché non aveva i chili di altri permessi, dichiarazioni, bollettini e fogli vari necessari (?). Anche lui se ne è andato sconfitto.

Questi erano i due poveri peccatori che tenevano piene le prime due bocche di Cerbero.

Ahimè, io e la mia ragazza siamo stati puntati dalla terza testa e non abbiamo potuto sfuggirle.

Dopo circa un’ora e mezza Cerbero ci comunica (dato che siamo frequentatori abituali di tale inferno), che l’addetto al servizio che ci aveva spinti fin là era in ferie e che non avremmo potuto eseguire il solito pagamento. La mia ragazza ha risposto prontamente a tale attacco, dicendo che avremmo pagato rivolgendoci, come successo in precedenza, a un demone di rango più alto (un
suo superiore), che nel mentre stava discutendo con un’anima insoddisfatta e un po’ ribelle (si sentivano le voci concitate).

In quell’istante è entrata un’altra anima comunicando che era appena stata fatta una multa ad una macchina di color rosso… secondo voi a chi appartiene quell’auto? Esatto: alla mia ragazza! Oltre 38 euro di multa (non avremmo mai pagato un biglietto da un’ora e mezza per il parcheggio, nemmeno se avessimo saputo che avremmo aspettato così tanto).

Mica male Inferno, ma puoi fare di meglio! E infatti il dimonio cui avremmo voluto rivolgerci aveva accompagnato quel Giuda insoddisfatto e un po’ ribelle da Lucifero in persona: IL MEGA DIRETTORE GALATTICO DELLA SIAE.

Dopo mezz’ora che quel dimonio era entrato nella stanza di Lucifero ancora non usciva, ma si sentivano le urla strazianti e incazzate di Giuda: “Io devo lavorare e invece sto qua a perdere tempo con voi. Mi fate sempre perdere tempo per cose inutili, ladri!”; o comunque qualcosa di simile.
Ed ecco il meglio! Dopo un totale di due ore di attesa, alle 11.30 circa, con il dimonio che ancora non ricompariva, Cerbero ci ha sferrato il suo attacco più letale: “Guardate che potete anche pagare i diritti dopo aver trasmesso il film. Anche la prossima settimana se vi è comodo”.

Come Dante, ora, perdo i sensi, per l’orrore e per la troppa pietà che coglie il mio cuore per le altre anime. Solo due parole prima di perdere i sensi: LA PAGHERETE!


Arch. Luigi Fressoia

339.1089814

lunedì 15 settembre 2014

EQUITALIA : LE MOTIVAZIONI DEL TRIBUNALE DI TRIESTE CHE NE CONDANNA I METODI


I Lettori ricorderanno il post “SENTENZA DEL TRIBUNALE DI TRIESTE : STOP AGLI APPETITI ILLEGALI DI EQUITALIA” con cui si segnalava una notevole sentenza del tribunale penale di Trieste che censurava duramente il modo di “operare” dell’ esattore di Stato. Il post ha suscitato notevole interesse e si può sempre  eleggere al seguente link :


Oggi forniamo ulteriore documentazione sul caso ai nostri Lettori , pubblicando integralmente le motivazioni che il tribunale di Trieste ha posto alla base della sua sentenza che ha assolto due cittadini calunniosamente accusati da Equitalia di truffa ai suoi danni, con un comportamento che ricorda molto quello del lupo della favola di Fedro.

La sentenza è stata pubblicata da pochi giorni e, ricordiamo, è stata pronunciata dal dott. Francesco Antoni del tribunale penale di Trieste. Un giudice molto coraggioso, se si considera che quasi sempre Equitalia gode di ampie coperture giudiziarie che ne garantiscono l’ impunità i caso di ricorso dei cittadini alla giustizia.

Ricordiamo anche che commenti a questa vicenda giudiziaria emblematica sono anche stati pubblicati ne recente volume “ Equitalia ed i suoi orrori” . La pagina ufficiale di questo libro è la seguente :


Non solo : come i nostri Lettori ricorderanno, Equitalia, con atteggiamento rivoltante , aveva anche cercato di costitursi parte civile nel processi contro i cittadini innocenti, nella speranza di riuscire ad estorcere loro quegli aggi e lucri indecenti e da rapina che le erano sfuggiti dalle grinfie a causa della impossidenza dei denunciati, oltre che dal fatto che non le erano dovuti perché la sua azione esecutiva era del tutto illegale.

I Lettori ricorderanno che sia il Giudice delle Indagini Preliminari, sia il giudice del dibattimento respinsero gli attacchi all’ arma bianca portati avanti da una Equitalia assetata di sangue e di soldi, respingendone in più riprese le richieste.

Pubblichiamo ora anche il testo della concisa ma illuminante ordinanza con cui, per l’ ultima e definitiva volta, la richiesta giugulatoria di Equitalia venne respinta:

“ Il Giudice, rilevato che si procede per il reato di cui all’ art. 11 decreto leg.tivo 74/00 , poichè gli imputati avrebbero simulato l’ alienazione  di un immobile , già di proporietà dell’ A., alla F., allo scopo di frustare la riscossione coattiva dei crediti erariali esistenti in capo all’ A. medesimo, trattasi quindi , come già rilevato dal G.U.P., di reato di pericolo , dal quale Equitalia, quale soggetto incaricato della riscossione , potrebbe avere subito danni, ma non in via immediata e diretta , anche considerando che l’ intrapresa della procedura di riscossione ( e quindi l’ attività di Equitalia ) è dato meramente eventuale e di certo non necessario   per l’ integrazione del reato per cui si procede , [ omissis ], va dunque ora ordinata l’ esclusione della parte civile, per le considerazioni sopra svolte in quanto soggetto non legittimato all’ azione. PQM , visto l’ art. 80 e 5 cpp esclude la parte civile Equitalia Nord spa”.

Riportiamo ora di seguito la motivazione della sentenza, con cancellazione dei soli nomi delle parti coinvolte, per ovvie ragioni di riservatezza.











STUDIO LEGALE LONGO
338.1637425


martedì 9 settembre 2014

IL GENOCIDIO DEI CRISTIANI DI ALEPPO



 “Questi selvaggi, chiamati dagli Occidentali 'ribelli o combattenti per la libertà' quando essi commettevano i loro crimini in Siria, sono improvvisamente "diventati" barbari e terroristi, quando alcuni dei loro effettivi si sono trasferiti in Iraq?”

Rimanere o partire, questo è il dilemma a cui sono di fronte oggi, più che mai, i siriani, in particolare gli Aleppini. Cosa fare? Resistere ancora? Rimanere nonostante tutto quello che sta succedendo? Nonostante tutto ciò che soffriamo da oltre tre anni? Qual è la soluzione? Qual sarà il futuro? Ma anzitutto, ce ne sarà uno? Lasciare definitivamente il Paese? Andare a cercare altrove un futuro e, soprattutto, quello dei propri figli? Ma dove? E come? Fare una croce sul proprio passato? Lasciare tutto quello che si ha e ricominciare da capo? La litania di queste domande alle quali nessuna risposta è possibile è lunga e ci tormenta tutto il giorno. Le persone che temporeggiavano, che avevano lasciato le domande e le risposte in sospeso in attesa di vederci più chiaramente, o perché speravano in una prossima soluzione della crisi o semplicemente perché non avevano il coraggio di partire, lasciano ora un numero crescente la Siria, specialmente i cristiani, per prendere la via dell'esilio definitivo verso un paese che non hanno scelto. "Non importa dove vado, la cosa importante è che io lì ci arrivi e possa vivere in pace."

La pazienza del popolo si sta esaurendo: dopo 3 anni di conflitto siriano (con i suoi 192.000 morti, i suoi milioni di sfollati e rifugiati), non vede nessuna soluzione all'orizzonte. Inoltre, la sequenza degli eventi ha fatto perdere anche ai più ottimisti le illusioni. Prima il blocco durato diverse settimane della città, seguito dal taglio totale di acqua per più di due mesi , il tutto costellato da piogge di colpi e mortai che continuano a fare il loro raccolto quotidiano di morti e feriti. …

Ma la cosa peggiore è la paura che ti prende alle viscere, ispirata da questa banda di selvaggi che ha preso possesso di tutta la Siria orientale e del nord dell'Iraq … Questo è una banda composta principalmente di stranieri, con cui i nostri compatrioti musulmani non si identificano affatto, che macellano, decapitano (e non solo giornalisti americani), crocifiggono fino alla morte che ne deriva, lapidano le donne presunte adultere, frustano per punire (i fumatori, per esempio), seppelliscono persone vive, vendono le donne come schiave ... L'elenco delle loro barbarie e crudeltà è troppo lungo per essere integralmente riprodotto in questa lettera .
Ma è soprattutto la sorte dei cristiani di Mosul e Qaraqosh, così come di altre "minoranze" religiose (iracheni, tuttavia, allo stesso titolo dei musulmani, come gli Yezidi per esempio) che è stato l'evento-catastrofe. E 'questo che ha portato alla decisione dei siriani di lasciare il paese. Di fronte alla scelta di convertirsi o morire, oppure fuggire, centinaia di migliaia di persone hanno preso la strada dell'esodo, lasciando la terra dei loro antenati, le loro radici, la loro storia, e sono partiti senza essere in grado di prendere nulla con sè, nemmeno la loro fede nuziale o un po 'di soldi, espulsi come furono sterminati nel 1915 gli Armeni dalle mani ottomane durante il primo genocidio del 20 ° secolo.




Così Aleppo si è anch'essa spopolata dei suoi cristiani. Ne resterebbero poco più della metà (secondo stime ottimistiche) o perfino un terzo. Nei precedenti tre anni, sono stati il ricco e l'élite (medici, imprenditori, accademici ...) che hanno lasciato la città in attesa di giorni migliori, prima che il provvisorio diventasse definitivo. Ma di recente, si tratta di tutti, tutti vogliono lasciare: classe media, giovani, anziani, poveri, persone indigenti ... tutti spingono il cancello. 

E noi che possiamo dire, che cosa abbiamo da dire a tutti questi aspiranti immigrati? Dovremmo incoraggiarli o dissuaderli?

  Cosa possiamo dire a queste tre giovani coppie in partenza per il Libano che devono iscriversi all'Ufficio delle Nazioni Unite per i rifugiati per ottenere un visto d'immigrazione, che sono venuti da noi una settimana fa per dirci addio? Tre anni senza lavoro, è difficile per giovani famiglie a cui tutto sorrideva quando si erano imbarcati nella via professionale e coniugale da pochi anni...

  Che possiamo rispondere ai più poveri delle famiglie che aiutiamo materialmente e che non ne possono più di vivere nel povero quartiere di Midane, quotidiani bersaglio dei colpi dei ribelli? A coloro che hanno veduto i loro vicini uccisi o feriti e che temono per sé e per i propri figli? : "Vogliamo andarcene, aiutateci a completare le formalità, abbiamo cugini e fratelli in America Latina, ci aiuteranno a ottenere un visto." 
 Cosa consigliare, che dire a quelle persone che sono stanche di aspettare che "gli eventi" finiscano, che non ce la fanno più a sopportare la mancanza di acqua, di elettricità, di cibo, medicine, di denaro; o i colpi di mortaio e le sofferenze; che non vogliono che i loro figli crescano senza sapere null'altro che la guerra e aspirano infine, a un futuro di sicurezza, stabile, in pace. ...

Che rispondere a questo medico disgustato dalla codardia dell'Occidente? : "I leader occidentali hanno qualificato la decapitazione del giornalista americano come atto barbarico. Bisogna ricordare loro che questi selvaggi che commettono atti di barbarie a casa nostra sono proprio quelli che sono stati incoraggiati, finanziati e protetti da loro stessi e dai loro alleati, con il pretesto di portare al popolo siriano la democrazia e la libertà! Tutto parte di un piano dal romantico nome di "Primavera Araba", che è successore di precedenti formulazioni tipo "caos costruttivo" e "Nuovo Medio Oriente".

Questi selvaggi, chiamati dagli Occidentali 'ribelli o combattenti per la libertà' quando essi commettevano i loro crimini in Siria, sono improvvisamente "diventati" barbari e terroristi, quando alcuni dei loro effettivi si sono trasferiti in Iraq?

Cosa dire alle decine, centinaia di persone incontrate presso noi Maristi, nella strada o nel mio ufficio, che mi esprimono la loro angoscia e panico davanti al diluvio Daech (ISIS): "E se invadessero Aleppo? E se dovessimo subire la stessa sorte, come i cristiani di Mosul, dover scegliere tra la conversione o la morte, per fuggire in colonne di profughi senza poter raccogliere niente? Tanto vale partire immediatamente prima che "loro" stiano arrivando! Noi non vogliamo morire assassinati, decapitati, sepolti vivi, crocifissi da questi selvaggi. E pensare che "loro" sono a pochi chilometri ad est di Aleppo e adesso sono riusciti a prendere il controllo di tutta la regione a nord della città! 

E le persone se ne vanno. Il nostro autista, la sua famiglia, i suoi fratelli e le loro famiglie che sono appena arrivati  in Germania. Diversi lavoratori dell' ospedale, che hanno ottenuto il visto e sono partiti per l'Europa. La nostra governante, che si sta preparando per andare in Venezuela. Un'altra famiglia, che è partita per l'Australia, gli altri (armeni, soprattutto) per gli Stati Uniti e il Nord Europa.

Nel frattempo, il Vaticano e le istituzioni caritative della Chiesa chiedono ai cristiani siriani di non abbandonare la loro terra, la culla del cristianesimo. Mentre i loro rappresentanti locali distribuiscono aiuti ricevuti con parsimonia per "responsabilizzare" le persone, non farne degli "assistiti" !!! Tra pochi mesi ci saranno un sacco di soldi, ma nessuno a cui darli. Un amico ben informato mi ha detto: "Se tra pochi mesi l'ISIS invadesse Aleppo, sarebbe una colonna di poche migliaia di rifugiati cristiani che si vedrebbero a quel momento sulle strade dell' esilio. "

Noi maristi Blu non abbiamo certezze da offrire, nè risposte a dubbi e domande. Non ci viene neanche di disapprovare le decisioni prese. Stiamo solo cercando, attraverso la nostra attiva presenza, di essere un faro di speranza per coloro a cui non resta speranza... una forza per coloro che dubitano... un conforto per coloro che sono tormentati. Cerchiamo di alleviare il dolore e la sofferenza, fisica e morale, e almeno di offrire a coloro che rimangono delle condizioni di vita accettabili perchè la loro miseria non sia la ragione principale della partenza. (…)



Noi perseveriamo in condizioni di vita molto difficili: alla carenza di acqua ( la fornitura di ogni quartiere di Aleppo è per 10 ore ogni 10 giorni) si è aggiunto quella dell'elettricità (un'ora e mezzo per 2 volte ogni 24 ore) e la minaccia dei colpi di mortaio.

Che cosa ci riserva il futuro? Andarsene, o si deve restare? Tante domande a cui non si può rispondere per ora, fino a quando... , fino a che cosa?

Un sacerdote domenicano dall'Iraq ha scritto recentemente: "L'Iraq oggi è completamente distrutto. Inoltre, il tessuto sociale dell'Iraq è chiaramente strappato. Le statistiche indicano anche che il paese è molto pericoloso, è diventato invivibile e inabitabile. I poveri di questo paese si chiedono: verso quale futuro l'Iraq è spinto? Verso un paese moderno, stabile, democratico? Una risposta semplice di qualsiasi abitante dell'Iraq sarà: l'Iraq è spinto verso l'ignoto. Ma in questo disordine imposto dal potere del male, la questione centrale è: qual è il futuro dei cristiani in Iraq? Bisogna cacciarli e sterminarli? Il nostro pellegrinaggio, la nostra croce e il nostro fardello sono apparentemente diventati pesanti e lunghi. L'evento drammatico che i cristiani iracheni soffrono in questo momento, è scandaloso. Non restano che campi di concentramento in questo progetto di sradicamento diabolico. Mentre le delegazioni politiche ed ecclesiastiche si succedono, gli esuli trascorrono le loro notti in tenda e nei luoghi pubblici. Nonostante l'allarme rosso, il tempo passa e gli esuli , loro, restano senza rifugio. "Ecco, sostituite la parola Iraq con Siria, e iracheni con siriani, e capirete tutto.
Questa lettera è datata 1 ° settembre, festa di uno dei santi più venerati della Siria, S. Simeone Stilita, che, nel 5 ° secolo, ha vissuto 42 anni arroccato su una colonna di 18 metri. Ha scelto questa via, secondo la tradizione, per essere più vicino a Dio. Che il nostro sacrificio e la nostra sofferenza possano non durare così a lungo.

Aleppo,  1 settembre 2014
Nabil Antaki, per i Maristi Blu


giovedì 4 settembre 2014

SUL POTERE FINANZIARIO MONDIALE

Una esaustiva raccolta di aforismi, frasi, citazioni sul potere finanziario mondiale e sui guasti della plutocrazia : un viaggio attraverso i secoli, con la voce dei protagonisti della storia, della cultura, della religione, della politica e della economia. 

Una certosina ricerca,  opera di Anonimo Pontino, studioso di dinamiche finanziarie, che rivela il volto tirannico della utopia del Nuovo Ordine Mondiale e della onnipotenza del potere economico nella società umana. 

Un testo che fa riflettere.

Link ufficiale del libro :