venerdì 27 giugno 2014

EDIZIONI DELLA LANTERNA : LIBRI RARI

Le Edizioni della Lanterna pubblicano molti libri rari, che non vengono più ristampati da 60 – 80 – 100 anni, per il loro carattere politicamente controcorrente e osteggiato dalla dittatura del pensiero unico e “ politicamente corretto”.
Consulta il catalogo delle Edizioni : non rimarrai deluso :

mercoledì 25 giugno 2014

L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI MASTRAPASQUA


Di Garibaldi Giuseppe

E' passato solo qualche mese  dallo scoppio dello scandalo dei rimborsi gonfiati all'ospedale ebraico di Roma, ma  tutti si sono già dimenticati di questa immensa truffa a uso e consumo degli israeliti capitolini…..  quando si dice la "memoria"...
Ma si sa, se le truffe sono ebraiche è meglio non parlarne, sia mai che generino "antisemitismo"!
Si sono tutti dimenticati quando i nostri politici andavano in pompa magna, accompagnati dai i dirigenti della comunità ebraica, in visita all'ospedale ebraico di Roma dicendo cose come : "esempio da imitare", "struttura orgoglio di Roma" e altre amenità, non chiedendosi come questo ospedale ebraico in fallimento avesse fatto a risollevarsi in modo così miracoloso.
Fra i tanti reggicoda del potentissimo direttore dell’ ospedale israelita, sor Mastropasqua, nonché direttore dell ‘ INPS e di quel bell’ esempio di macchina tagliagole che è Equitalia, vogliamo immortalare la onorevole ( ? ? ) ministra Beatrice Lorenzin  – di cui riproduciamo un articolo elegiaco e apologetico nei confronti del Mastropasqua : abilissima nel salto della quaglia, già ministra della salute del centro- destra, ora ministra della salute pure nel governo Renzi, che ha chiamato a raccolta tutti i politici in quota Israel ….
Mica dopo lo scandalo dell’ ospedale israelitico – che scaricava i suoi debiti all’ INPS, mica costei ha ammesso l’ errore e si è dimessa… anzi ! ha raddoppiato ed è di nuovo ministra.
Del resto ha ragione : perché dimettersi ? L’ apologia di Mastropasqua mica era uno stupido errore….
L’ errore è nostro che continuiamo a farci governare da gente del genere….
Per fortuna qualcuno che nella procura romana non pensa solo a mettere in carcere chi esprime le proprie opinioni politiche (ogni riferimento al caso Stormfront  è puramente casuale) si è accorto che qualcosa non andava. [1]
In un articolo  del 3.2.2014 di Gad Lerner – che si dichiara orgoglioso di essere ebreo –  intitolato "gli ebrei italiani alle prese con il caso Mastrapasqua" - che appare sotto tutti i punti di vista come una "giustificazione" non richiesta a nome degli ebrei, il che è automaticamente indizio di colpevolezza -  dichiara minaccioso e vagamente jettatorio che questa inchiesta della procura "  sembra fatta apposta per diffondere il pregiudizio antisemita secondo cui gli ebrei avrebbero goduto di una speciale indulgenza, e ne approfitterebbero."( [2] ), Come si suol dire  "Excusatio non petita, accusatio manifesta" , ovvero "Chi si scusa, si accusa"...
…eh già che crudeli i goiym :  dopo l'olocausto ancora osano mettere il naso negli affari sporchi degli ebrei,  che scandalo! che antisemitismo! Ma lasciatevi derubare puzzoni di Italiani !
Non poteva mancare poi la presa di distanza ebraica dall'accaduto..
 Nello stesso articolo, un altro connazionale entusiasta di Mastrapasqua , il pontificatore rosso Gad  Lerner, ci tiene a sottolineare che Mastrapasqua - il pluri-dirigente falso-laureato responsabile dell'ospedale ebraico oltre che di altri incarichi come dirigenza dell'INPS e di EQUITALIA - non sarebbe ebreo!


Supponendo che Mastrapesakh, pardon Pasqua, non sia ebreo, come sostiene Lerner, dirigeva comunque un ospedale ebreo, e fregava i soldi all'INPS Italiana o gojim ,  per conto, e  a favore dell'ospedale ebraico..
 Quindi :  cosa cambia se questo personaggio sia ebreo o meno?
Gli ebrei che dirigevano l'ospedale, come il rappresentante legale Giorgio Coen, ebreo doc - indagato nell'inchiesta - erano all'oscuro di tutto?
Appare surreale. A meno che non si creda alla favole o che gli Ebrei sarebbero tutti onest’ uomini in quanto ebrei ed esseri superiori….
Non è la prima volta che uomini di paglia non ebrei diventano boia nell'interesse dell'ebraismo …
Già ai tempi di Gesù Cristo la casta ebraica  fece crocifiggere il figlio di Dio usando astutamente  i romani. Se accusi la casta giudaica di deicidio, vieni accusato di antisemitismo religioso e inquisito da qualche procura di invasati.
In Unione Sovietica il russo  Stalin è accusato   per i gulag inventati e organizzati dall'ebreo Genrich Jagoda, e il suo braccio destro era l'ebreo Kaganovich. Se poi accusi gli ebrei di avere avuto un ruolo fondamentale negli eccidi dei Gulag, vieni accusato di antisemitismo, come ha fatto la procura di Bolzano con il sito Holy War
Oggi, allo stesso modo il non ebreo ( ?)  Mastropasqua fregava i soldi agli italiani e li metteva nelle tasche degli ebrei della comunità giudaica di Roma!
Ma non ditelo! E'  da antisemiti.. e, si sa, a Roma non mancano i pubblici ministeri sul libro paga della comunità ebraica…
Nihil novi sub solem, dicevano già gli antichi latini…
Un piccolo dettaglio finale : sor Mastrapasqua ( o Mastrapesach che dir si voglia) non sarà mai processato per le truffe all’ INPS… è di qualche settimana fa la notizia che tutti gli incartamenti che  riguardavano questi traffici e che si trovavano all’ INPS sono misteriosamente spariti.. e nessuna mente indagatrice aveva pensato per tempo di sequestrarli…
E se dietro a questa misteriosa e fortunata ( per sor Mastrapasqua, of course ) sparizione da prestidigitatori ci fosse qualche manina che parla yiddish, pensate che sarebbe proprio del tutto impossibile ?

SUL CASO MASTRAPASQUA VEDI ANCHE :

Il libro "  Equitalia ed i suoi orrori" ( edizioni della Lanterna ), che raccoglie molti articoli sul caso Mastrapasqua e su varie illegalità estorsive di Equitalia. Il libro si può acquistare a questo link :

http://www.lulu.com/shop/a-cura-di-edoardo-longo/equitalia-e-i-suoi-orrori/paperback/product-21779964.html

Alcuni capitoli del libro possono essere letti anche qui : 



martedì 24 giugno 2014

SANZIONATA LA GIURISPRUDENZA ILLEGITTIMA DEL TRIBUNALE DI PORDENONE

In data 17 giugno 2014 il tribunale della Libertà di Trieste ha pronunciato una decisione che non mancherà di avere  rilievo in ambito giurisprudenziale. La decisione è stata presa in accoglimento del  ricorso dei sig.ri D.G. e B.M., di Brescia, difesi dall’ avvocato Edoardo Longo .
Il tribunale era composto dai giudici dottori  Tomassini ( relatore ), Nicoli ( Presidente ), Antoni .
I due ricorrenti avevano impugnato una ordinanza emessa dal tribunale di Pordenone che, nonostante una interminabile detenzione domiciliare degli stessi, senza prove d’ accusa, respingeva una richiesta, dopo oltre un anno , di revoca degli arresti domiciliari. Il Giudice del tribunale di Pordenone motivava la sua decisione sostenendo la tesi della inutilità ed irrilevanza della sofferta misura cautelare detentiva, ai fini di una revoca della stessa.
L’ avvocato Longo impugnava questa ordinanza avanti al tribunale della Libertà che accoglieva il ricorso e rimetteva in libertà i due ricorrenti. La motivazione è a tutt’ oggi riservata, ma merita una ampia segnalazione perché ha caducato una ambigua giurisprudenza invocata pretestuosamente da molti tribunali poco rispettosi dei diritti di libertà , fra i quali primeggia ( purtroppo ) il tribunale di Pordenone.
Riportiamo di seguito ampi stralci del ricorso che è stato accolto perché sarà rielaborato e costituirà uno studio specifico su questa giurisprudenza illegittima ma vergognosamente invalsa recentemente  in molti tribunali.
Per il tribunale della Libertà di Trieste non è quindi  vero che la difesa non abbia evidenziato motivi obiettivi fondati la richiesta e successivi alla prima determinazione della misura in essere : essi sono invece il decorso del tempo, la buona condotta tenuta dagli  imputati.
Tutte queste, oltre ad una doverosa ri-valutazione – dopo oltre un anno di domiciliari - della scarsa incisività del quadro accusatorio già svolta dal tribunale distrettuale della libertà con la ordinanza con cui aveva modificato la misura della custodia detentiva con quella degli arresti domiciliari, sono circostanze che hanno un certo pregio, nonostante la discutibile giurisprudenza contraria cui si richiama il Giudice , in modo per inciso acritico e non motivato.

Una giurisprudenza contraria ai principi di legalità.
Il punto di doglianza fondante si appunta , proprio, sulla genericità del richiamo a questa discutibile giurisprudenza, che qui si intende per varie ragioni confutare.
La tesi della inutilità della sofferta misura detentiva ai fini della revisione della presunta “ pericolosità “ alla radice di siffatte misure, è alquanto discutibile e così come concepita ed applicata cozza contro i fondanti principi del giusto processo.
Una acritica recezione di detta giurisprudenza – applicata in genere fuori di misura anche  dalla sede giudiziaria di Pordenone – è, a ben vedere, la causa principale di quella aberrante situazione che ha additato il nostro Paese , a livello internazionale e comunitario, come nazione incivile e che applica in modo illegittimo ed abnorme l’ istituto della custodia cautelare e sul cui abuso più e più volte lo stesso presidente della repubblica, come capo della magistratura e garante della legalità , si è più volte soffermato.
Le distorsioni del sistema giudiziario e le involuzione illiberali non nascono dal nulla , ma derivano da errate ed aberranti applicazioni di principi giuridici e nel caso di specie è evidente fuor di misura che la errata giurisprudenza richiamata nella impugnata ordinanza è la causa principale del notorio abuso della custodia cautelare in Italia.
E’ del tutto contrario ai principi di legalità il concetto espresso nell’ ordinanza che qui si impugna e un tanto per una articolata serie di ragioni.

Violazione del principio di legalità e di gradualità.
Prima di tutto, un tanto vanifica il concetto normativo del minimo e del massimo di applicazione di una misura cautelare.
Di fatto, tale interpretazione svuota di senso tale previsione normativa, perché di fatto appiattisce sul massimo previsto ogni forma di misura cautelare.
Così facendo, il giudice finisce con l’ emettere un giudizio “ prognostico “ ( e come tale opinabile e variabile ) una sola volta, all’ inizio della sanzione, rendendo vano il decorso del tempo e il suo rapportarsi ad una graduazione della misura, prevista dall’ ordinamento stesso.
E’ evidente, quindi, che tale acefala giurisprudenza va contro il principio equilibratore della gradualità, cardine fondante di ogni misura limitatrice della libertà personale.
Tale principio si esplica non solo ab origine nella scelta graduale della misura coercitiva, ma anche durante la fase della esecuzione della stessa, in virtù proprio della previsione normativa di un minimo e di un massimo della misura, entro i cui poli deve essere nel concreto graduata la misura.
E’ fatto obbligo al giudice ri – valutare la sanzione inizialmente irrogata, perché il fattore tempo – con la scansione dei fatti che porta ineluttabilmente con sé, è previsto come rilevante dalla norma proprio per la sua intrinseca previsione di fasce oscillanti di durata.

Violazione della presunzione di innocenza e anticipazione illegale di condanna.
Il criterio – scriteriato , nel senso etimologico del termine, perché proprio non ancorato a dei presupposti logico giuridici, come richiesto viceversa dal ricorso del sottoscritto – qui impugnato, viola anche contro il principio di legalità, in quanto, di fatto, appiattisce la misura cautelare personale, delicata ed opinabile, in quanto agganciata a criteri meramente prognostici al concetto di pena definitiva, giudicata, immodificabile, irreversibile.
Il che è raccapricciante : di fatto, un cittadino, ancora non giudicato e non colpevole anche formalmente , viene sottoposto ad una misura cautelare ( che concettualmente è appunto il contrario logico di una pena detentiva, ma è una valutazione ipotetica in cui la prudenza a favore della sicurezza sociale non può essere disgiunta dalla prudenza nella coercizione della libertà di un cittadino che non è ancora stato giudicato ) che, una volta applicata, rimane costante fino al suo spirare massimo, il che parifica una “ ordinanza “ in materia di libertà personale – opinabile e rivedibile – al concetto di sentenza passata in giudicato.  Liberando così il giudice dal dovere morale e giuridico di valutare se, dopo un anno di tempo, come nel caso di specie, siano maturati fatti – come il decorso non problematico della esecuzione della misura – atti ad affievolire la prognosi nefasta cogitata all’ inizio.

Una giurisprudenza che istiga a delinquere = violazione al principio di proporzionalità.
Raccapricciante è anche il fatto che non si considerino i fatti addotti dalla difesa come meritevoli di affievolimento/revoca della misura rilevanti e degni di considerazione :  Come si può pensare di valutare un affievolimento di “ pericolosità “ , quando il soggetto in verifica trovasi in misura cautelare , se non attraverso una valutazione della sua condotta ?
Ma allora, se una persona si comporta bene, non viola gli obblighi, patisce una custodia domiciliare interminabile per un fatto di accusa tutto sommato ( come dice il tribunale della Libertà ) non grave ai fini del calcolo di una pericolosità trattandosi di fatto non reiterato , ma ad evento unico, di scarsa fondatezza probatoria, con un imputato che non ha un quadro penale antecedente  , dovrà stare agli arresti fino alla scadenza del massimo edittale, come se la sua condotta fosse quella di un colpevole che ha violato i doveri imposti dalla custodia ?
Perché questo è l’ esito aberrante di tale tesi : se una persona rispetta gli obblighi della custodia, magari anche lavorando correttamente senza violarli, dovrà scontare fino la massimo previsto la custodia, e se invece, viola gli obblighi della stessa…. Sarà trattato alla stessa guisa, poichè più del massimo non potrà scontare..
Si vede quindi che questa tesi è aberrante, perché viola il principio di legalità e di proporzionalità, parificando tutte le condotte a quelle criminali .
STUDIO LEGALE LONGO

CASO STORMFRONT : UN PROCESSO ALL' ITALIANA. CIOE' ILLEGALE

Ricordiamo che la diffusione di notizie processuali riservate costituisce reato e pure gravissimo, per quanto riguarda la responsabilità della gola profonda giudiziaria che ha in tutta evidenza informato di atto del suo ufficio, coperti da privacy, il gazzettiere di turno.
La sanzione per il pubblico funzionario che diffonda a giornalisti notizie di atti del suo ufficio può arrivare anche a sei mesi di carcere  e al licenziamento. Se si tratta di un appartenente all’ ordine giudiziario, magari un pubblico ministero, come avviene quasi sempre, essa può portare anche alla destituzione o, nella più lieve delle ipotesi, al trasferimento di città.
Purtroppo ciò non avviene quasi mai , perché la fuga di notizie fa parte del sistema giustizia all’ italiana che punta non alla persecuzione di reati  ( che le caso in oggetto non esistono , per mille ragioni che andremo ad esporre in futuri commenti  alla vicenda ) , ma alla distruzione delle persone, mediante l’ attivazione della vergognosa gogna mediaticogiudiziaria  a favore della fazione politica progressista e, nel caso in oggetto, della lobby ebraica che ha commissionato alla procura romana ( ?) l’ indagine, per bassi scopi di macelleria politica degli oppositori alla linea politica sterminazionista dello stato di israele che controlla i rappresentanti della comunità ebraica romana. [1]
Del resto, le indagini per i reati di abuso d’ ufficio e diffusione di notizie riservate a che verrebbero delegati ? ma alla medesima procura romana che ha effettuato la fuoriuscita dolosa e pilotata delle notizie, che diamine ! Si è mai visto indagare se stessi e rinviarsi a giudizio come cittadini qualsiasi ?
Piena solidarietà a Mirko Viola che ha commentato in calce, nel testo che pubblichiamo, la diffusione vergognosa di notizie processuali riservate che neppure gli imputati hanno ancora conosciuto attraverso le vie giudiziarie.
E l’ indagine contro le minacce di morte a Mirko Viola [2]che fine hanno fatto ? Ci piacerebbe leggere in anteprima il nome del responsabile e del suo imminente rinvio a giudizio…..[3]
Avv. Edoardo Longo
338.1637425




[1] Infatti, a pubblicare i nomi è stato il sito ebraico “ osservatorio sull’ antisemitismo” che li ha avuti in tutta evidenza dalla procura romana , con cui ha in tutta evidenza un equivoco e illegale rapporto sotterraneo…
[3] Ricordiamo che le Edizioni della Lanterna hanno pubblicato le “ Lettere dal carcere “ di Mirko Viola, la cui pagina ufficiale è : http://www.lulu.com/shop/mirko-viola/lettere-dal-carcere/paperback/product-21166846.html 

lunedì 23 giugno 2014

IL LUNGO GOLPE CONTRO L' ITALIA

Di  Reporter

Il primo golpe  storico contro l’Italia lo mette a segno Carlo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica, incalzato dall’allora ministro Beniamino Andreatta, maestro di Enrico Letta e “nonno” della Grande Privatizzazione che ha smantellato l’industria statale italiana, temutissima da Germania e Francia. E’ il 1981: Andreatta propone di sganciare la Banca d’Italia dal Tesoro, e Ciampi esegue. Obiettivo: impedire alla banca centrale di continuare a finanziare lo Stato, come fanno le altre banche centrali sovrane del mondo, a cominciare da quella inglese. Il secondo colpo, quello del ko, arriva otto anno dopo, quando crolla il Muro di Berlino. La Germania si gioca la riunificazione, a spese della sopravvivenza dell’Italia come potenza industriale: ricattati dai francesi, per riconquistare l’Est i tedeschi accettano di rinunciare al marco e aderire all’euro, a patto che il nuovo assetto europeo elimini dalla scena il loro concorrente più pericoloso: noi. A Roma non mancano complici: pur di togliere il potere sovrano dalle mani della “casta” corrotta della Prima Repubblica, c’è chi è pronto a sacrificare l’Italia all’Europa “tedesca”, naturalmente all’insaputa degli italiani.
E’ la drammatica ricostruzione che Nino Galloni, già docente universitario, manager pubblico e alto dirigente di Stato, fornisce a Claudio Messora per il blog “Byoblu”. All’epoca, nel fatidico 1989, Galloni era consulente del governo su invito dell’eterno Giulio Andreotti, il primo statista europeo che ebbe la prontezza di affermare di temere la riunificazione tedesca. Non era “provincialismo storico”: Andreotti era al corrente del piano contro l’Italia e tentò di opporvisi, fin che poté. Poi a Roma arrivò una telefonata del cancelliere Helmut Kohl, che si lamentò col ministro Guido Carli: qualcuno “remava contro” il piano franco-tedesco. Galloni si era appena scontrato con Mario Monti alla Bocconi e il suo gruppo aveva ricevuto pressioni da Bankitalia, dalla Fondazione Agnelli e da Confindustria. La telefonata di Kohl fu decisiva per indurre il governo a metterlo fuori gioco. «Ottenni dal ministro la verità», racconta l’ex super-consulente, ridottosi a comunicare con l’aiuto di pezzi di carta perché il ministro «temeva ci fossero dei microfoni». Sul “pizzino”, scrisse la domanda decisiva: “Ci sono state pressioni anche dalla Germania sul ministro Carli perché io smetta di fare quello che stiamo facendo?”. Eccome: «Lui mi fece di sì con la testa».
Questa, riassume Galloni, è l’origine della “inspiegabile” tragedia nazionale nella quale stiamo sprofondando. I super-poteri egemonici, prima atlantici e poi europei, hanno sempre temuto l’Italia. Lo dimostrano due episodi chiave. Il primo è l’omicidio di Enrico Mattei, stratega del boom industriale italiano grazie alla leva energetica propiziata dalla sua politica filo-araba, in competizione con le “Sette Sorelle”. E il secondo è l’eliminazione di Aldo Moro, l’uomo del compromesso storico col Pci di Berlinguer assassinato dalle “seconde Br”: non più l’organizzazione eversiva fondata da Renato Curcio ma le Br di Mario Moretti, «fortemente collegate con i servizi, con deviazioni dei servizi, con i servizi americani e israeliani». Il leader della Dc era nel mirino di killer molto più potenti dei neo-brigatisti: «Kissinger gliel’aveva giurata, aveva minacciato Moro di morte poco tempo prima». Tragico preambolo, la strana uccisione di Pier Paolo Pasolini, che nel romanzo “Petrolio” aveva denunciato i mandanti dell’omicidio Mattei, a lungo presentato come incidente aereo. Recenti inchieste collegano alla morte del fondatore dell’Eni quella del giornalista siciliano Mauro De Mauro. Probabilmente, De Mauro aveva scoperto una pista “francese”: agenti dell’ex Oas inquadrati dalla Cia nell’organizzazione terroristica “Stay Behind” (in Italia, “Gladio”) avrebbero sabotato l’aereo di Mattei con l’aiuto di manovalanza mafiosa. Poi, su tutto, a congelare la democrazia italiana avrebbe provveduto la strategia della tensione, quella delle stragi nelle piazze.
Alla fine degli anni ‘80, la vera partita dietro le quinte è la liquidazione definitiva dell’Italia come competitor strategico: Ciampi, Andreatta e De Mita, secondo Galloni, lavorano per cedere la sovranità nazionale pur di sottrarre potere alla classe politica più corrotta d’Europa. Col divorzio tra Bankitalia e Tesoro, per la prima volta il paese è in crisi finanziaria: prima, infatti, era la Banca d’Italia a fare da “prestatrice di ultima istanza” comprando titoli di Stato e, di fatto, emettendo moneta destinata all’investimento pubblico. Chiuso il rubinetto della lira, la situazione precipita: con l’impennarsi degli interessi (da pagare a quel punto ai nuovi “investitori” privati) il debito pubblico esploderà fino a superare il Pil. Non è un “problema”, ma esattamente l’obiettivo voluto: mettere in crisi lo Stato, disabilitando la sua funzione strategica di spesa pubblica a costo zero per i cittadini, a favore dell’industria e dell’occupazione. Degli investimenti pubblici da colpire, «la componente più importante era sicuramente quella riguardante le partecipazioni statali, l’energia e i trasporti, dove l’Italia stava primeggiando a livello mondiale».
Al piano anti-italiano partecipa anche la grande industria privata, a partire dalla Fiat, che di colpo smette di investire nella produzione e preferisce comprare titoli di Stato: da quando la Banca d’Italia non li acquista più, i tassi sono saliti e la finanza pubblica si trasforma in un ghiottissimo business privato. L’industria passa in secondo piano e – da lì in poi – dovrà costare il meno possibile. «In quegli anni la Confindustria era solo presa dall’idea di introdurre forme di flessibilizzazione sempre più forti, che poi avrebbero prodotto la precarizzazione». Aumentare i profitti: «Una visione poco profonda di quello che è lo sviluppo industriale». Risultato: «Perdita di valore delle imprese, perché le imprese acquistano valore se hanno prospettive di profitto». Dati che parlano da soli. E spiegano tutto: «Negli anni ’80 – racconta Galloni – feci una ricerca che dimostrava che i 50 gruppi più importanti pubblici e i 50 gruppi più importanti privati facevano la stessa politica, cioè investivano la metà dei loro profitti non in attività produttive ma nell’acquisto di titoli di Stato, per la semplice ragione che i titoli di Stato italiani rendevano tantissimo e quindi si guadagnava di più facendo investimenti finanziari invece che facendo investimenti produttivi. Questo è stato l’inizio della nostra deindustrializzazione».
Alla caduta del Muro, il potenziale italiano è già duramente compromesso dal sabotaggio della finanza pubblica, ma non tutto è perduto: il nostro paese – “promosso” nel club del G7 – era ancora in una posizione di dominio nel panorama manifatturiero internazionale. Eravamo ancora «qualcosa di grosso dal punto di vista industriale e manifatturiero», ricorda Galloni: «Bastavano alcuni interventi, bisognava riprendere degli investimenti pubblici». E invece, si corre nella direzione opposta: con le grandi privatizzazioni strategiche, negli anni ’90 «quasi scompare la nostra industria a partecipazione statale», il “motore” di sviluppo tanto temuto da tedeschi e francesi. Deindustrializzazione: «Significa che non si fanno più politiche industriali». Galloni cita Pierluigi Bersani: quando era ministro dell’industria «teorizzò che le strategie industriali non servivano». Si avvicinava la fine dell’Iri, gestita da Prodi in collaborazione col solito Andreatta e Giuliano Amato. Lo smembramento di un colosso mondiale: Finsider-Ilva, Finmeccanica, Fincantieri, Italstat, Stet e Telecom, Alfa Romeo, Alitalia, Sme (alimentare), nonché la Banca Commerciale Italiana, il Banco di Roma, il Credito Italiano.
Le banche, altro passaggio decisivo: con la fine del “Glass-Steagall Act” nasce la “banca universale”, cioè si consente alle banche di occuparsi di meno del credito all’economia reale, e le si autorizza a concentrarsi sulle attività finanziarie speculative. Denaro ricavato da denaro, con scommesse a rischio sulla perdita. E’ il preludio al disastro planetario di oggi. In confronto, dice Galloni, i debiti pubblici sono bruscolini: nel caso delle perdite delle banche stiamo parlando di tre-quattromila trilioni. Un trilione sono mille miliardi: «Grandezze stratosferiche», pari a 6 volte il Pil mondiale. «Sono cose spaventose». La frana è cominciata nel 2001, con il crollo della new-economy digitale e la fuga della finanza che l’aveva sostenuta, puntando sul boom dell’e-commerce. Per sostenere gli investitori, le banche allora si tuffano nel mercato-truffa dei derivati: raccolgono denaro per garantire i rendimenti, ma senza copertura per gli ultimi sottoscrittori della “catena di Sant’Antonio”, tenuti buoni con la storiella della “fiducia” nell’imminente “ripresa”, sempre data per certa, ogni tre mesi, da «centri studi, economisti, osservatori, studiosi e ricercatori, tutti sui loro libri paga».
Quindi, aggiunge Galloni, siamo andati avanti per anni con queste operazioni di derivazione e con l’emissione di altri titoli tossici. Finché nel 2007 si è scoperto che il sistema bancario era saltato: nessuna banca prestava liquidità all’altra, sapendo che l’altra faceva le stesse cose, cioè speculazioni in perdita. Per la prima volta, spiega Galloni, la massa dei valori persi dalle banche sui mercati finanziari superava la somma che l’economia reale – famiglie e imprese, più la stessa mafia – riusciva ad immettere nel sistema bancario. «Di qui la crisi di liquidità, che deriva da questo: le perdite superavano i depositi e i conti correnti». Come sappiamo, la falla è stata provvisoriamente tamponata dalla Fed, che dal 2008 al 2011 ha trasferito nelle banche – americane ed europee – qualcosa come 17.000 miliardi di dollari, cioè «più del Pil americano e più di tutto il debito pubblico americano».
Va nella stessa direzione – liquidità per le sole banche, non per gli Stati – il “quantitative easing” della Bce di Draghi, che ovviamente non risolve la crisi economica perché «chi è ai vertici delle banche, e lo abbiamo visto anche al Monte dei Paschi, guadagna sulle perdite». Il profitto non deriva dalle performance economiche, come sarebbe logico, ma dal numero delle operazioni finanziarie speculative: «Questa gente si porta a casa i 50, i 60 milioni di dollari e di euro, scompare nei paradisi fiscali e poi le banche possono andare a ramengo». Non falliscono solo perché poi le banche centrali, controllate dalle stesse banche-canaglia, le riforniscono di nuova liquidità. A monte: a soffrire è l’intero sistema-Italia, da quando – nel lontano 1981 – la finanzia pubblica è stata “disabilitata” col divorzio tra Tesoro e Bankitalia. Un percorso suicida, completato in modo disastroso dalla tragedia finale dell’ingresso nell’Eurozona, che toglie allo Stato la moneta ma anche il potere sovrano della spesa pubblica, attraverso dispositivi come il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio.
Per l’Europa “lacrime e sangue”, il risanamento dei conti pubblici viene prima dello sviluppo. «Questa strada si sa che è impossibile, perché tu non puoi fare il pareggio di bilancio o perseguire obiettivi ancora più ambiziosi se non c’è la ripresa». E in piena recessione, ridurre la spesa pubblica significa solo arrivare alla depressione irreversibile. Vie d’uscita? Archiviare subito gli specialisti del disastro – da Angela Merkel a Mario Monti – ribaltando la politica europea: bisogna tornare alla sovranità monetaria, dice Galloni, e cancellare il debito pubblico come problema. Basta puntare sulla ricchezza nazionale, che vale 10 volte il Pil. Non è vero che non riusciremmo a ripagarlo, il debito. Il problema è che il debito, semplicemente, non va ripagato: «L’importante è ridurre i tassi di interesse», che devono essere «più bassi dei tassi di crescita». A quel punto, il debito non è più un problema: «Questo è il modo sano di affrontare il tema del debito pubblico». A meno che, ovviamente, non si proceda come in Grecia, dove «per 300 miseri miliardi di euro» se ne sono persi 3.000 nelle Borse europee, gettando sul lastrico il popolo greco.
Domanda: «Questa gente si rende conto che agisce non solo contro la Grecia ma anche contro gli altri popoli e paesi europei? Chi comanda effettivamente in questa Europa se ne rende conto?». Oppure, conclude Galloni, vogliono davvero «raggiungere una sorta di asservimento dei popoli, di perdita ulteriore di sovranità degli Stati» per obiettivi inconfessabili, come avvenuto in Italia: privatizzazioni a prezzi stracciati, depredazione del patrimonio nazionale, conquista di guadagni senza lavoro. Un piano criminale: il grande complotto dell’élite mondiale. «Bilderberg, Britannia, il Gruppo dei 30, dei 10, gli “Illuminati di Baviera”: sono tutte cose vere», ammette l’ex consulente di Andreotti. «Gente che si riunisce, come certi club massonici, e decide delle cose». Ma il problema vero è che «non trovano resistenza da parte degli Stati». L’obiettivo è sempre lo stesso: «Togliere di mezzo gli Stati nazionali allo scopo di poter aumentare il potere di tutto ciò che è sovranazionale, multinazionale e internazionale». Gli Stati sono stati indeboliti e poi addirittura infiltrati, con la penetrazione nei governi da parte dei super-lobbysti, dal Bilderberg agli “Illuminati”. «Negli Usa c’era la “Confraternita dei Teschi”, di cui facevano parte i Bush, padre e figlio, che sono diventati presidenti degli Stati Uniti: è chiaro che, dopo, questa gente risponde a questi gruppi che li hanno agevolati nella loro ascesa».
Non abbiamo amici. L’America avrebbe inutilmente cercato nell’Italia una sponda forte dopo la caduta del Muro, prima di dare via libera (con Clinton) allo strapotere di Wall Street. Dall’omicidio di Kennedy, secondo Galloni, gli Usa «sono sempre più risultati preda dei britannici», che hanno interesse «ad aumentare i conflitti, il disordine», mentre la componente “ambientalista”, più vicina alla Corona, punta «a una riduzione drastica della popolazione del pianeta» e quindi ostacola lo sviluppo, di cui l’Italia è stata una straordinaria protagonista. L’odiata Germania? Non diventerà mai leader, aggiunge Galloni, se non accetterà di importare più di quanto esporta. Unico futuro possibile: la Cina, ora che Pechino ha ribaltato il suo orizzonte, preferendo il mercato interno a quello dell’export. L’Italia potrebbe cedere ai cinesi interi settori della propria manifattura, puntando ad affermare il made in Italy d’eccellenza in quel mercato, 60 volte più grande. Armi strategiche potenziali: il settore della green economy e quello della trasformazione dei rifiuti, grazie a brevetti di peso mondiale come quelli detenuti da Ansaldo e Italgas.
Prima, però, bisogna mandare a casa i sicari dell’Italia – da Monti alla Merkel – e rivoluzionare l’Europa, tornando alla necessaria sovranità monetaria. Senza dimenticare che le controriforme suicide di stampo neoliberista che hanno azzoppato il paese sono state subite in silenzio anche dalle organizzazioni sindacali. Meno moneta circolante e salari più bassi per contenere l’inflazione? Falso: gli Usa hanno appena creato trilioni di dollari dal nulla, senza generare spinte inflattive. Eppure, anche i sindacati sono stati attratti «in un’area di consenso per quelle riforme sbagliate che si sono fatte a partire dal 1981». Passo fondamentale, da attuare subito: una riforma della finanza, pubblica e privata, che torni a sostenere l’economia. Stop al dominio antidemocratico di Bruxelles, funzionale solo alle multinazionali globalizzate. Attenzione: la scelta della Cina di puntare sul mercato interno può essere l’inizio della fine della globalizzazione, che è «il sistema che premia il produttore peggiore, quello che paga di meno il lavoro, quello che fa lavorare i bambini, quello che non rispetta l’ambiente né la salute». E naturalmente, prima di tutto serve il ritorno in campo, immediato, della vittima numero uno: lo Stato democratico sovrano. Imperativo categorico: sovranità finanziaria per sostenere la spesa pubblica, senza la quale il paese muore. «A me interessa che ci siano spese in disavanzo – insiste Galloni – perché se c’è crisi, se c’è disoccupazione, puntare al pareggio di bilancio è un crimine».

giovedì 19 giugno 2014

CASO STORMFRONT : ALLARME DEMOCRAZIA E LEGALITA' IN ITALIA


Comunicato della Difesa.
In data di ieri il quotidiano di regime Il Messaggero di Roma ha pubblicato la notizia in base alla quale sarebbe stato fissato per l’ ottobre prossimo l’ inizio del processo alle opinioni politiche di un gruppo di presunti iscritti al forum statunitense del raggruppamento STORMFRONT.ORG.
La notizia è comparsa al seguente link :
Ricordiamo che detto Forum e relativa organizzazione sono perfettamente leciti negli Stati Uniti d’ America ( e in ogni altro paese degno della qualifica di civile) , tant’è che per impedire ai sudditi della repubblica italica delle banane la procura di Roma ha applicato la misura dell’ oscuramento nazionale dei server che veicolano in Italia tale sito, non potendo neanche azzardarsi a chiedere in via di rogatoria agli Stati Uniti l’ oscuramento di un sito legale nel loro territorio : se lo avesse fatto, oltre a respingere con derisione una simile totalitaria pretesa, gli statunitensi starebbero ancora ridendo dell’ Italia e della sua allucinata procura romana , che è dovuta così ripiegare sulla misura, esistente solo nella  Cina comunista  e in qualche altra satrapia del terzo mondo , della bendatura dei propri sudditi.
Ciò premesso, siamo allibiti da tale notizia perché in contrasto con quanto notificato agli indagati , i quali, in data 13.06.2014 hanno, invece, ricevuto un atto ben diverso rispetto ad un decreto di citazione a giudizio, ma hanno ricevuto più semplicemente una richiesta di proroga delle indagini preliminari, a firma del pubblico ministero procedente e rivolta al Giudice delle Indagini Preliminari .
Così scriveva il pubblico ministero : “non possono concludersi ora le indagini preliminari poichè sono in fase di effettuazione alcune investigazioni ( ? ) già delegate alla polizia giudiziaria e, segnatamente, l’ analisi del contenuto del materiale informatico in sequestro”.
Ci pare strano che un pubblico ministero che alcuni giorni fa chiede tempo per concludere alcune indagini ritenute rilevanti [1], oggi chieda il rinvio a giudizio ( senza i preziosi “ reperti di indagine “ commissionati ai suoi fidi segugi ? ) e, in tempo che più che reale appare surreale , formuli la richiesta di rinvio a giudizio [2], la notifichi al Giudice delle indagini Preliminari il quale, letteralmente in un batter d’ occhio, fissi udienza preliminare e la notifichi subito ai giornali anziché agli indagati….
Il tutto appare francamente surreale, oltre che palesemente illegale ed indice di uno scadimento della legalità veramente inquietante.
La giustizia italiana ci ha abituati a ogni mostruosità, per cui potremmo anche pensare che quanto anticipato dalla gazzetta romana sia vero, benchè avere già i dati di un processo ben lungi dall’ esser stati notiziati nelle forme di legge agli indagati appare come l’ ennesima violazione ai diritti alla riservatezza, posto che le udienze preliminari non sono pubbliche e la violazione di tale riservatezza è punita dalla legge… a meno che, quando presunte parte offese siano esponenti della comunità ebraica la legge italiana non si applichi più…
In ogni caso, al momento , non possiamo che ritenere fasulla la notizia propalata dalla gazzetta romana o frutto di una confidenza giudiziaria che , essendo smentita dagli atti in corso di notifica, appare del tutto illegale ed inquietante, tale da motivare da parte degli indagati una futura richiesta alla Suprema Corte di Cassazione per il trasferimento dell’ ipotetico processo ad altra sede  : quella romana, inquinata dalla contiguità con la locale comunità ebraica, non dà alcuna garanzia di imparzialità e terzietà di giudizio.
Pordenone, giovedì 19 giugno 2014.
Avvocato Edoardo Longo
Legale di diversi indagati
338.1637425



[1] A parte i profili di illegalità e mancato rispetto delle leggi a tutela del diritto alla difesa di dette indagini, profili che saranno evidenziati nelle sedi opportune, anche informative, ma che non sono oggetto della presente nota.
[2] Contraddittoria con la richiesta di proroga…

mercoledì 18 giugno 2014

SUL POTERE FINANZIARIO MONDIALE

Celebri aforismi, frasi e citazioni su: potere finanziario,  moneta, tasse, nuovo ordine mondiale

Introduzione
Siamo nati in un “sistema” senza alcuna voce in capitolo sul come funziona. Siamo stati cresciuti ed educati per contribuire al sistema. Dobbiamo lavorare molte ore per il sistema, e dobbiamo pagare le tasse al sistema. È necessario rispettare le regole del sistema – la maggior parte delle quali si riferiscono a beni e proprietà – o saremo puniti dal sistema. In base alla sua progettazione, il sistema fornirà abbondanza solo a pochi eletti e molti altri soffriranno lo sfruttamento.
I mass media sono lo strumento utilizzato dai governi aziendali per fornire propaganda direttamente a casa vostra. Esso è usato per manipolare la percezione pubblica di azioni governative e aziendali, per rafforzare le norme sociali, i limiti e i comportamenti, e per vendervi sterco con la creazione di un “bisogno” e la fornitura di un prodotto per soddisfarlo. E non si limita solo ai Media, la psicologia del “vecchio” paradigma è rafforzata da istituzioni educative e scolastiche.
Società, governi e media tutti dicono le stesse bugie. Fanno tutti parte della stessa bestia.
Questo "sistema di  potere",  attraverso l'uso congiunto  d'azioni difficilmente opinabili, perché sorrette da motivazioni "infidamente coerenti" e da un imponente flusso d'influenze, ci indirizza in percorsi decisi là in alto, senza che ci si accorga.  Come  pesci  cadiamo  nelle  reti  di  un  inganno  perfettamente  congegnato,  seguendone  la  sua  avvolgente, sottile e potente "corrente logica".  Il tutto è  così profondamente efficace perché scarsamente avvertibile, al punto di  dirigere ogni più piccolo gesto quotidiano e intimo ragionamento e  indurci a pensare, fare e provare ciò che vuole.
Il sistema di vita basato su quest'ordine apparente, è quanto pensiamo necessario per l'equilibrio dell'organizzazione collettiva,  ma  incredibilmente,  non  è  così.  Ha  innanzitutto  la  funzione  di  farci  perdere  in  una  “jungla”  societaria  e sorreggere  un inganno.
Il  nostro  ambiente  è  invisibilmente  gestito  da  un’èlite e  dal  suo  "staff"  che  sfruttando  la  nostra  capacità  di adattamento,  ci plasma a proprio uso e consumo, attraverso le richieste delle aziende e dei propri capi, le leggi di mercato, i bisogni delle multinazionali, gli ascendenti della politica, le imposizioni ministeriali, il controllo del sistema educativo e scolastico. Quel "meccanismo" è molto più forte, organizzato e furbo di ogni singolo,  ci illude di essere gli artefici della nostra esistenza.
Tutto  dice  che  ci  stanno  togliendo  ossigeno.  Adagio.  Non  soltanto  distruggendo  foreste  e  ambiente  ma anche psicologicamente, riducendo spazi vitali e serenità in mille modi, facendo leva sulle nostre menti,  con finte necessità contingenti, con inganni travestiti da opportunità, piccole imposture e compromessi. O addirittura,  presentandoci le infide  direttive,  come  utili  a  proteggerci.  Per  mezzo  della  forza  persuasiva  della  logica,  ci  indirizzano  a  una  galera mentale e fisica, che da perfetti idioti prendiamo per democratica libertà.
Se ci guardiamo attorno ci accorgiamo che ciò  che  non  è  obbligatorio  è semplicemente proibito, per “motivi di giustizia, regolarità e correttezza”. In Italia le normative sono più di 200.000!  Vuol dire che per le regole non respiriamo più, che viviamo con la mano del sistema stretta alla gola.
Purtroppo, anziché ritagliarci il tempo per una riflessione, ogni giorno ci carichiamo per adattarci al nostro “idilliaco mondo  civile”. Ci convinciamo sia giusto fare quel “buon  viso  a  cattivo  gioco”  che  ci  porta  alla  distruzione  delle  qualità  umane. 
Se pensate di determinare liberamente la vostra vita, è perché non avete aperto gli occhi e già siete nella rete. Infatti, come ci ammonì Seneca: “Non esiste persona più schiava di quella fintamente libera”.
Honoré de Balzac diceva: "Dovete sapere che ci sono due storie: quella ufficiale piena di menzogne, che insegnano a scuola, la storia ad usum delphini; e poi c'è la storia segreta, quella che contiene le vere cause degli avvenimenti, una storia  ignominiosa"  eppure,  troppe  persone  pensano  che  la  realtà  inizi  e  finisca  esattamente  dove  a  loro  è  fatto credere.
Così, chi sta oltre il muro di sbarramento che delimita la "logica inoculata", poiché non parla in modo conformato, automaticamente si rende  non credibile.  A ottenere spazio e ascolto, sono  coloro che perfettamente condizionati non pongono problemi.
Il sistema ha pure instillato la paura del giudizio altrui, proprio per calmierare ogni tentativo di pensare con la propria testa.  E  noi  viviamo  nell’inconscio  timore  di  non  essere  conformi  al  pensiero  dominante,  e  facciamo  di  tutto  per rientrare nello stereotipo di quell’accettazione, che scambiamo per assennatezza.
Indipendentemente dal nostro pensiero, in modo desolante,  il dominio dell’èlite ci mette comunque al suo servizio, togliendo riferimenti veramente  liberi  e  predisponendo  un  ventaglio  di  alternative  (che  soluzioni  non  sono),  sempre  lì  pronte  ad accoglierci, ma per farci muovere in loop, senza prospettive. Gli  ingenui  identificano  la  causa  dei  mali  in  un  capro  espiatorio,  perché  non  sanno  che  problemi  e  soluzioni  sono creati dalla stessa matrice. Non sanno che il dominio è un camaleonte. E' rosso e nel frattempo  nero; è la fame che attanaglia i popoli poveri e gli aiuti umanitari; è l’inquinamento che avvelena l’ambiente e l’uomo, e la chimica che lo cura.
Il sistema sfrutta  alla  perfezione,  anche  la  porzione  di  popolo  privo  di  energie  per  difendere  se  stesso.  La  cura  di psichiatra e psicologo,  sono la prima cosa proposta a una persona che soffre del mal di vivere. Per qualcuno le cure funzionano,  se  riesce  a  riadattarsi  alla  demenzialità  della  jungla. Questo,  perché  i  medici  dovrebbero  mettere  mano  al  vero  problema,  che  è  il  sistema,  affinchè sia adattato all’individuo  inteso  come  essere  umano  in  debito  di  dignità  e  libero  arbitrio.  Il loro compito è piuttosto "aggiustare" le persone, per riadattarle all'infernale meccanismo.
Il sistema è astutissimo…  per orientarci in modo incisivo, ci fa urtare violentemente contro lo spigolo acuminato dei simboli del benessere, contrapponendoli alla povertà. Il tutto è quotidianamente proposto alla nostra attenzione, attraverso TV e carta patinata, o mediante l'apparato scenico del mondo circostante, nel quale possiamo osservare gente  dall’aspetto  arrivato,  che  viaggia  in  macchine  di  lusso  e  gente  misera;  palazzi  d’epoca  e  ville  lussuose  con piscina, in opposizione ad abitazioni povere. Tutti  i  santi  giorni  ci  scontriamo  con quello  che  il mondo  ci mostra  desiderabile  e come simbolo di successo, per non farci scordare che, poiché senza soldi si vive male, dobbiamo darci da fare per non essere poveri. Nessuno s'accorge che la piramide sociale è stata congegnata per mantenerci schiavi dei bisogni indotti da chi domina il mondo.
L'umanità si trova pressoché obbligata a scegliere tra il Dio Creatore e il dio Denaro, come disse N. S. Gesù Cristo: “Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.”
La massa si fa risucchiare nel gorgo, e finisce per dannarsi l’anima, schiava del perverso congegno. Rincorre i massimi risultati secondo quanto suggerito dai condizionamenti societari. Per l'ottenimento di questo risultato, il meccanismo della disuguaglianza è di grande efficacia, ma è pure chiaro che qualcuno debba adoperarsi per alimentarlo e mantenerlo vivo. Ecco che entrano in ballo, coloro che materialmente si adoperano a sostegno del processo: i personaggi "arrivati", di "successo". All'incarico  pertanto, si dedicano i galoppini del potere: le persone ricche e di prestigio. Alti livelli sociali, potere, soldi e gloria, infatti, sono il compenso che ricevono coloro che hanno accettato di adoperarsi per la causa del supremo potere terreno.
Ci  diamo  quindi da  fare  secondo  le  regole  della  jungla,  che  ci  istiga  subdolamente  alla  nostra  personale  guerra;  per  la sopravvivenza, o per soddisfare l'ego e dimostrare di essere "migliori" o degli “arrivati”. In  questa  lotta  perfettamente  orchestrata,  l'atto  di  rispettosa  attenzione  verso il  prossimo,  può  solo  uscirne malconcio.  E'  difficile “rispettare”  quando  la  realtà delle  cose  ci  dice  che altrimenti si rischia non conquistare le gratificazioni che il mondo ci sbatte in faccia come meta da raggiungere. Le  regole di correttezza e onestà assumono quindi il valore di favole per imbecilli. Ovviamente,  gravitare in alto non è facile e non è da tutti, poiché la concorrenza è tanta e agguerrita a ogni livello. Questo, è un  meccanismo creato per far sì che la propria vittoria implichi la sconfitta di molti. Il che significa che ogni cosa va guadagnata alle spalle degli altri, e ciò che sarà dato a chi vince, sarà negato ad altri o sottratto.
Ai nostri disagi e rabbie, i politici replicano dicendo che stiamo vivendo alcune conseguenze delle  leggi di mercato, soggette a domanda e offerta, o situazioni create dalla concorrenza, o scossoni economici dovuti a speculazioni, o crisi dovute a inevitabili interventi militari, o limitazioni della libertà per aumentare la nostra sicurezza.
Spudorate e immense menzogne.
Parlamentari  e  politici  percepiscono  molti  di  soldi  da  un  potere  che  li  manovra,  proprio  in cambio del loro servizio di contraffazione della realtà.
Per  "puro  caso",  non  sono  6  miliardi  e  mezzo  d'individui  a  possedere  il  mondo.  La  stragrande  maggioranza  delle ricchezze del pianeta, le risorse del sottosuolo, le risorse energetiche, le terre, le fabbriche, i brevetti, le opere d’arte e ogni altra cosa che conta, è nelle  mani del potere. Le popolazioni, tra le mani stringono le briciole.
In realtà, il mondo segue la "democrazia del potere", con qualche concessione alla "democrazia dell’onestà", tanto per non rendere troppo appariscente la manovra. Quelli che pagano servono  a regalarci illusioni, utili a  manipolare le nostre menti, e alcuni  buoni risultati,  sono  parte  del  gioco  di  prestigio,  come  le  leggi  per  tutelare  i  diritti  dei  cittadini,  altrimenti  l’imbroglio diverrebbe immediatamente visibile.
La consapevolezza, libera dai condizionamenti, rende  inefficace  il  controllo  della  manipolazione  e  si trasforma  in  potenziale  minaccia  per  il  potere. Per questo motivo ho riportato aforismi e citazioni che spero aiutino in questo processo di “risveglio”.

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«Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario». (George Orwell)
«Se un popolo si aspetta di poter essere libero restando ignorante, spera in qualcosa che non è mai stato e che mai sarà». (Presidente Thomas Jefferson)
«Qualche volta la gente inciampa nella verità. La maggior parte però si rialza subito e se ne va come se niente fosse». (Winston Churchill)
«Se un uomo non ha il coraggio di difendere le proprie idee, o non vale niente lui, o non valgono niente le sue idee». (Ezra Pound)
«Controllare la produzione della ricchezza significa controllare la vita umana stessa».( Hilaire Belloc, scrittore britannico)
«Non importa cosa sia vero. Quello che importa è quello che la gente creda che sia la veritá». (Paul Watson, co-fondatore di Greenpeace)
«Nella politica niente è casuale, se succede qualcosa, potete stare sicuri che quel che è accaduto è stato progettato proprio in quel modo». (Franklin Delano Roosevelt)
«Quando qualcuno arriva ad essere il presidente d’una nazione, c’è un’altra persona che prende le decisioni, e scopri che puoi addirittura uscire con dei presidenti virtuali». (Bill Clinton, 1998)
«Oggi, negli USA, abbiamo di fatto due governi, il primo governo puntualmente costituito e poi abbiamo un governo indipendente, non controllato né coordinato, che si trova nel sistema del Federal Reserve e che esercita il potere sul denaro; quando in realtà la Costituzione stabilisce che codesto potere appartiene al Congresso». (Wright Patman, presidente del House Banking Committee)
«A cosa servono le Nazioni Unite se 5 Stati hanno il diritto di vita e di morte sugli altri? A cosa serve che noi veniamo a fare i nostri discorsi una volta l’anno alle Nazioni Unite, se nella sala accanto ci sono 5 Stati che decidono per voi che siete seduti qui. Voi 191 Stati siete solo ornamento in questa sala». (Il Colonnello Gheddafi alle Nazioni Unite)
«La verità è che non esiste un esercito islamico o un gruppo terroristico chiamato Al Qaeda. Questo qualunque ufficiale di intelligence informato lo sa. Ma c’è una campagna propagandistica per far credere l’opinione pubblica nella presenza di un’entità identificata rappresentante il ‘male’, solo per indurre il telespettatore ad accettare una leadership unificata internazionale per una guerra contro il terrorismo». (L’Ex Ministro degli Esteri Britannico Robin Cook)
«Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono». (Malcom X)
«Guardate, se pensate che un funzionario americano sta per dirvi la verità, allora siete stupidi. Avete sentito? Stupidi». ( Sylvester Arthur, Assistente Segretario alla Difesa per gli Affari Pubblici, 1965)
«Siamo osteggiati in tutto il mondo da una cospirazione monolitica e spietata che si avvale principalmente di mezzi occulti per espandere la propria sfera di influenza attraverso l'infiltrazione piuttosto che l'invasione, la sovversione piuttosto che le elezioni, l'intimidazione piuttosto che la libera scelta. È un sistema che ha investito molte risorse umane e molti materiali nella costituzione di una macchina efficientissima e perfettamente oliata che combina operazioni militari, diplomatiche, d'intelligence, economiche, scientifiche e politiche. I suoi preparativi non vengono resi pubblici, ma occultati. Ai suoi errori non vengono dedicati i titoli di testa, ma vengono nascosti. I dissidenti non sono elogiati, ma messi a tacere. Nessuna spesa viene messa in questione, nessuna indiscrezione pubblicata, nessun segreto svelato. In poche parole, la Guerra Fredda viene portata avanti con una disciplina di guerra che nessuna democrazia si augurerebbe o desidererebbe mai di eguagliare». (John F Kennedy il 27 Aprile 1961)
«Potrete ingannare tutti per un po’. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre». (Presidente Abramo Lincoln)
«La libertà di parola senza la libertà di diffusione è solo un pesce dorato in una vaschetta sferica». (Ezra Pound)
«Trecento uomini, che si conoscono l’un l’altro, dirigono il destino economico dell’Europa e scelgono i loro successori tra di loro». (Walter Rathenau Ministro degli Esteri della Repubblica di Weimar)
«Un popolo libero non dovrebbe essere solo armato e disciplinato, ma dovrebbe avere sufficienti armi e munizioni per mantenere uno stato di indipendenza da chiunque possa tentare di abusarlo, il ché includerebbe il suo stesso governo». (Presidente George Washington)
«Alcuni banchieri ed il gruppo Rockfeller- Standard Oil controllano la maggior parte dei giornali e degli articoli che questi presentano, per sottomettere o allontanare quei funzionari pubblici che si rifiutano di ubbidire agli ordini della potente e corrotta cricca di persone di cui è composto questo governo invisibile. Questo come una piovra si allunga su ogni città, stato e nazione…con i suoi lunghi e forti tentacoli afferra i nostri funzionari, i nostri corpi legislativi, le nostre scuole, le nostre corti di giustizia, i nostri giornali, e ogni ente governativo istituito per la tutela pubblica. Lasciate dire che alla guida di questa piovra vi è il gruppo Rockfeller- Standard Oil e un piccolo gruppo di potenti istituti bancari detti “banchieri internazionali”. Questa piccola cricca di potenti banchieri privati di fatto amministra il governo degli Stati Uniti perseguendo i propri egoistici scopi. In pratica essi controllano entrambi i partiti, ne scrivono i principi programmatici, diventano burattinai dei leader di partito, utilizzano le persone più influenti delle organizzazioni private, e ricorrono ad ogni mezzo per collocare nei posti pubblici più importanti solo i candidati che saranno soggetti ai dettami delle loro trame vaste e corrotte». (John Hylan sindaco New York , New York Times, 26 marzo 1922)
«Chiunque controlli la massa monetaria in qualsiasi paese è il padrone assoluto dell'intera industria e del commercio». (James A. Garfield, Presidente degli Stati Uniti d'America)
«Chi controlla il denaro controlla il Mondo». ( Henry Kissinger Consiglio sulle Relazioni Esterne)
«Quelli che creano e distribuiscono il denaro e i crediti sono precisamente le stesse persone che diriggono le politiche del governo e hanno nelle sue mani il destino delle persone». (Reginald McKenna, presidente del “Midland Bank Of England”)
«Quando un governo dipende dai banchieri per il denaro, questi ultimi e non i capi del governo controllano la situazione, dato che la mano che dà è al di sopra della mano che riceve...
Il denaro non ha madrepatria e i finanzieri non hanno patriottismo né decenza; il loro unico obiettivo è il profitto
». (Napoleone Bonaparte, 1815)
«Alle colonie americane veniva impedito di avere un proprio sistema monetario e, grazie alle conseguenze della legge britannica del 1666, gli orafi di Londra e la loro Banca d’Inghilterra erano i padroni della situazione.  Ai governatori coloniali fu ordinato di non firmare più alcuna legge che autorizzava Certificati di Credito; fu ordinato che i Certificati di Credito in circolazione fossero ritirati. Nel 1735 il periodo di contrazione peggiore, il denaro era così scarso che gli abitanti non potevano pagare le tasse. L’effetto fu spaventoso: la rovina si abbatté su ogni casa, la gente non poteva più pagare le tasse ed era quindi costretta ad assistere al sequestro della loro proprietà da parte dello sceriffo, che la metteva in vendita ad un decimo del suo valore. Il commercio fu annientato, sostituito da un piccolo baratto che avveniva in natura. Anche le tasse dovevano essere riscosse in natura». (Alexander del Mar, Storia dei Crimini Monetari)
«...mentre [l'usuraio] si nutre dell'insolvenza e del controllo della legislazione, le leggi erano così ingegnosamente escogitate per creare il debito, come per renderlo lucrativo una volta contratto... Mentre i capitalisti possedevano i Tribunali ed amministravano la giustizia, essi avevano i mezzi a portata di mano per rovinare qualsiasi plebeo la cui proprietà risultasse appetibile». (Brooks Adams)
«Il potere del denaro vive alle spalle della nazione in tempo di pace e cospira contro di essa in tempo di avversità. È più dispotico della monarchia, più insolente dell’autocrazia, più egoista della burocrazia». (Presidente Abraham Lincoln)
«Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Essi hanno di già messo in piedi un'aristocrazia facoltosa che ha attaccato il Governo con disprezzo. Il potere di emissione deve essere tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente». (Presidente  Thomas Jefferson)
«L'attività bancaria fu fecondata con l'ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo. Se glielo toglierete via lasciando loro il potere di creare denaro, con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualunque modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere. Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a creare denaro». (Sir Josiah Stamp, Direttore della Banca d'Inghilterra negli anni venti)
«Se gli Americani consentiranno mai a banche privati di emettere il proprio denaro, prima con l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente». (Presidente Thomas Jefferson, 1776)
«Il fatto che un risparmio nazionale si presenti come profitto privato, non scandalizza per niente l’economia borghese, poiché il profitto in genere è comunque appropriazione di lavoro nazionale. C’è forse qualche cosa di più pazzesco dell’esempio offertoci dalla Banca d’Inghilterra per il periodo 1797-1817? Mentre le sue banconote hanno credito unicamente per il fatto di essere garantite dallo Stato, essa si fa pagare dallo Stato e quindi dal pubblico, nella forma di interessi sui prestiti, per il potere che lo Stato le conferisce di convertire questi stessi biglietti di carta in denaro e darli poi in prestito allo Stato? ». (K. Marx, Il Capitale, Ed. Riuniti, 1974 – VIII ed. Cap. 33 pag. 635)
«L'usuraio distruggerà ogni ordine sociale, ogni decenza, ogni bellezza». (Ezra Pound)
«Tutte le perplessità confusioni, e afflizioni in America sorgono non tanto dai difetti della Costituzione, né dalla mancanza d'onore o di virtù quanto dall'assoluta ignoranza della natura della moneta, del credito, e della circolazione». (John Adams, Presidente degli Stati Uniti d'America 1819)
«Davamo a questo popolo il maggior beneficio che abbia mai avuto: la sua propria carta [moneta] per pagare i propri debiti». (John Adams, Presidente degli Stati Uniti d'America 1819)
«Art. 1, Sezione 8. pp. 5 della Costituzione degli Stati Uniti d'America. Il congresso avrà diritto di batter moneta, e di determinarne il valore (delle unità), e di fissare i criteri dei pesi e delle misure. Firmato George Washington, presidente e deputato della Virginia (17 settembre 1787)
«La storia testimonia che i cambiavalute hanno usato ogni sorta di inganno, macchinazione, frode e violenza possibile al fine di mantenere il controllo sui governi per gestire il denaro e la sua emissione». (Presidente James Madison)
«Le banche hanno provocato più danni alla religione, alla moralità, alla tranquillità, alla prosperità e anche alla ricchezza della nazione rispetto al bene che possono aver fatto finora o che mai faranno». (John Adams, Presidente degli Stati Uniti d'America 1819)
«Un popolo che non s'indebita fa rabbia agli usurai». (Ezra Pound)
«La moneta è la creatura della legge e l’emissione originaria della moneta deve essere mantenuta quale esclusivo monopolio del governo nazionale». ( Abramo Lincoln Legal Tender Act, 25 febbraio 1862)
«Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione. Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito». (Giacinto Auriti, monetarista, giurista)
«Voi siete un covo di vipere e ladri e io intendo sconfiggervi, e per il Padreterno, vi sconfiggerò. Se il Congresso ha la prerogativa di emissione di moneta cartacea, ciò gli é stato dato per venir usato dallo stesso e non per essere delegato a individui o corporazioni». (Presidente Andrew Jackson al Congresso degli Stati Uniti d'America 1829)
«Bisogna capire che tutta la moda letteraria e tutto il sistema giornalistico controllato dall'usurocrazia mondiale è indirizzato a mantenere l'ignoranza pubblica del sistema usurocratico e dei suoi meccanismi». (Ezra Pound, 1933)
«Il Governo dovrà creare, emettere e far circolare tutta la valuta e il credito necessario a soddisfare il potere di spesa del Governo e il potere d'acquisto dei consumatori. (...) Il privilegio del Governo della creazione e dell'emissione del denaro è la sua più grande opportunità creativa. Attraverso l'adozione di tali principi, il desiderio lungamente sentito di usare un mezzo di pagamento uniforme sarà soddisfatto. Il finanziamento di tutte le imprese pubbliche, il mantenimento di un governo stabile e di un progresso ordinato, e la conduzione del Tesoro diventerà una questione di pratica amministrativa. Il popolo potrà e sarà rifornito con una valuta sicura quanto il proprio governo. Il denaro cesserà di essere padrone e diventerà servitore dell'umanità. La Democrazia si ergerà al di sopra del potere monetario». (Presidente Abraham Lincoln, documento del Senato degli Stati Uniti d'America numero 23, Pagina 91, anno 1865)
«Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata. Io e i miei amici europei siamo a favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell'interesse del lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall'Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario. Stiamo aspettando che il Segretario del Tesoro faccia tale raccomandazione al congresso. Non consentirà ai Greenback, come vengono chiamati, di circolare come denaro in nessun caso, dal momento che non possiamo controllarlo. Ma possiamo controllare le obbligazioni statali e attraverso di esse le emissioni bancarie». (The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, anno 1862)
«E' assurdo che lo stato emetta 30 milioni di bonds, su cui paga interesse e non emetta invece 30 milioni di dollari su cui non paga niente... perchè emettendo 30 milioni di bonds alla fine lo stato pagherà 66 milioni (dopo 30 anni) ». ( Thomas Edison e Henry Ford)
«Oggi il nome «democrazia» è rimasto alle usurocrazie, o alle daneistocrazie, se preferite una parola accademicamente corretta, ma forse meno comprensibile, che significa: dominio dei prestatori di denaro». (Ezra Pound, 1933)
«La legislazione monetaria in Inghilterra nel XVII secolo venne assoggettata ad un intrigo che legava tra loro miliardari, orafi, banchieri e i loro colleghi nel commercio. Ovverosia i 215 nobili, cavalieri, consiglieri anziani e mercanti che commerciavano con le Indie sotto il nome di compagnia delle Indie Orientali, il cui scopo era di usurpare la prerogativa della coniazione delle monete a proprio vantaggio». (Alexander del Mar, Storia dei Crimini Monetari)
«Io ho due grossi nemici: l'esercito del Sud di fronte a me e le società finanziarie in retroguardia. Dei due, quello in retroguardia è il mio peggior nemico... Prevedo l'avvicinarsi di una crisi che mi snerverà e mi farà tremare per la sicurezza della mia patria. Al termine della guerra, le grandi imprese saranno elevate al trono, ne seguirà un'era di corruzione nei posti più influenti, le forze più ricche del paese si sforzeranno di prolungare il proprio regno facendo leva sui pregiudizi della gente, finché la ricchezza sarà concentrata in poche mani e la Repubblica sarà distrutta. In questo momento, sento ancora più ansietà di prima per la sicurezza del mio paese, nonostante mi trovi nel mezzo di una guerra». (Presidente Abraham Lincoln)
«Il denaro non rappresenta altro che una nuova forma di schiavitù impersonale, al posto dell'antica schiavitù personale». (Lev Tolstoj)
«... Pochi comprenderanno questo sistema (assegni e credito), coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo per fa soldi, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi». (Lettera spedita da uno dei banchieri Rothschild alla Ditta Kleheimer, Morton e Vandergould di New York in data 26 giugno 1863)
«Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione. I debiti devono essere riscossi, le obbligazioni e i contratti ipotecari devono esser conclusi in anticipo e il più rapidamente possibile. Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano. Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo. Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo fare spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un'azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo». (USA Banker's Magazine, 25 Agosto 1924)
«Nelle Colonie, emettiamo la nostra moneta cartacea. Si chiama 'Cartamoneta provvisoria coloniale'. La emettiamo nelle giuste proporzioni per produrre merci e farle passare facilmente dai produttori ai consumatori. In questo modo, creando noi stessi il nostro denaro cartaceo, ne controlliamo il potere d'acquisto e non abbiamo interessi da pagare a nessuno. Quando invece i banchieri in Inghilterra mettono denaro in circolazione, c'è sempre un debito fondamentale da restituire e un'usura da pagare. Il risultato è che c'è sempre troppo poco credito in circolazione per dare ai lavoratori una piena occupazione. Non si hanno affatto troppi lavoratori, ma piuttosto pochi soldi in circolazione, e quelli che circolano portano con sé un peso senza fine di un debito impagabile e usura». (Benjamin Franklin, Autobiografia 1763)
«Se questa malefica strategia finanziaria, che ha le sue origini nel nord America, perdurerà fino a mettere radici, allora il Governo fornirà il proprio denaro senza alcun costo. Estinguerà i propri debiti e rimarrà senza alcun debito. Avrà tutto il denaro necessario per portare avanti il proprio commercio. Diventerà prospero senza precedenti nella storia mondiale. Le menti e le ricchezze di tutti i paesi andranno nel nord America. Questo paese deve essere distrutto o distruggerà ogni monarchia sulla faccia della terra». (The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, citazione apparsa sul London Times nell'anno 1865, riferendosi alla pratica di emissione dei Green Backs di Abraham Lincoln)
«Vorrei fosse possibile ottenere un singolo emendamento alla nostra Costituzione che impedisse al Governo Federale di prendere denaro a prestito». (Thomas Jefferson)
«Uccisero A. Lincoln, ma cresceva il sostegno per le sue idee monetarie. L'emissione di J. Kennedy del '63, ordine esecutivo 11.110 erano dei green-backs. Oggi gli economisti (arruolati) cercano di spacciare il concetto che le recessioni e depressioni siano parte naturale di un qualcosa che essi chiamano "ciclo economico". La verità è che oggi la nostra offerta monetaria è "manipolata" (sia USA che Italia), come è avvenuto anche ex-ante ed ex-post la Guerra Civile. Nel 1872 "Ernest Seyd" ricevette 500.000 $ dalla banca U.K. e fu mandato in USA per corrompere il numero dei membri del Congresso necessari ad ottenere la messa al bando dell'argento. L'abrogazione della legge per la creazione delle banconote, o il ripristino dell'emissione di denaro governativo significherebbe fornire denaro alla popolazione e quindi penalizzerà seriamente i nostri profitti individuali come banchieri e prestatori. Incontratevi con il vostro membro al Congresso e spingetelo ad appoggiare i nostri interessi in modo da poter controllare la legislatura». (James Buel, Associazione dei Banchieri Americani)
«Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche».( Tatanka Iotanka - Toro Seduto)
«Non opporsi ad un errore vuol dire approvarlo, non difendere la verità vuol dire sopprimerla». (Papa S. Felice III, 483-492 d.C.)
«Il vero scopo inconfessato della Rivoluzione Francese è stata la separazione della sovranità monetaria dalla sovranità politica per attribuirla alle soggettività strumentali delle banche centrali e trasformare i popoli da proprietari in debitori del loro denaro, sostituendo alla moneta d'oro la moneta nominale, ossia alla moneta proprietà la moneta debito, ossia al "numero dell'Uomo", il "numero della bestia».  (Giacinto Auriti, monetarista, giurista)
«Abraham Lincoln, il liberatore degli schiavi immolatosi, fu assassinato a causa delle macchinazioni di un gruppo di banchieri internazionali che temevano le ambizioni di credito nazionale del presidente degli Stati Uniti. Un solo gruppo al mondo a quel tempo aveva motivo di desiderare la morte di  Lincoln. Essi erano gli uomini che si opponevano al suo programma per una valuta nazionale e che lo combatterono per tutta la durata della Guerra Civile, a causa della sua politica dei Greenbacks».  (Gerald G. McGeer)
«… Abbattere la schiavitù di interesse" è il nostro grido di guerra. Cosa si intende per schiavitù di interesse? Il proprietario del terreno è sotto questa schiavitù, poichè deve accendere prestiti per finanziare le sue attività agricole, prestiti a così alto interesse che divorano i risultati del suo lavoro. Il lavoro va quasi interamente a coprire gli interessi sugli scoperti bancari.… La Schiavitù di interessi è la vera espressione dell’antagonismo: capitale contro lavoro, sangue contro il denaro, il lavoro creativo contro lo sfruttamento». (Gottfried Feder , Abolizione della servitù di interessi)
«La morte di Lincoln fu un disastro. Ho paura che i banchieri stranieri con la loro astuzia e i loro contorti inganni otterranno il controllo su tutte le sovrabbondanti ricchezze dell'America e useranno il proprio potere per corrompere in modo sistematico la civiltà moderna. Essi non esiterebbero a far piombare l'intera cristianità nella guerra e nel caos per far sì che l'intero pianeta diventi loro eredità». (Otto Von Bismarck, commemorando l'assassinio di Abraham Lincoln).
«Discutere dei governi delle così dette democrazie: Inghilterra, Francia, Stati Uniti, è una semplice perdita di tempo, sino a che non si distingue tra teoria e fatto. Questi tre paesi sono controllati dagli usurai, sono usurocrazie o daneistocrazie, ed è perfettamente inutile di parlarne come se fossero controllati e governati dai loro popoli o dai delegati che rappresentano i loro popoli, o nell'interesse dei loro popoli». (Ezra Pound, 1933)
«La Federal Reserve causò sicuramente la Grande Depressione poiché tra il 1929 ed il 1933 contrasse di un terzo la quantità di moneta circolante». (Milton Friedman, premio Nobel economia)
«La rovina calcolata della gente durante la crisi del 1929 da parte dei poteri bancari mondiali fu scatenata dalla pianificata e improvvisa scarsità di denaro a brevissima scadenza nel mercato valutario di New York». (Curtis Dall, genero di Franklin Delano Roosvelt)
«La storia americana del ventesimo secolo ha registrato gli sbalorditivi risultati dei banchieri centrali della Federal Reserve. Primo, lo scoppio della prima guerra mondiale, che è stata resa possibile dai fondi disponibili dalla banca centrale degli Stati Uniti. Secondo, la recessione agricola del 1920. Terzo, il venerdì nero del crollo di Wall Street dell’ottobre del 1929 e l’insorgere della Grande depressione. Quarto, la seconda guerra mondiale, quinto la conversione del patrimonio degli stati uniti e dei propri cittadini da beni reali a cartacei dal 1945 fino a oggi trasformando l’america vittoriosa e la più prospera potenza del 1945 al più grande paese debitore del mondo nel 1990. Oggi questa nazione si trova in rovina economica, devastata e destituita, quasi nelle stesse tremende difficoltà in cui la Germania e il Giappone si ritrovarono nel 1945.
Gli Americani agiranno per ricostruire la nostra nazione così come fecero la Germania e il Giappone quando dovettero fa fronte alle stesse condizioni in cui ci troviamo oggi di fronte —o continueremo ad essere schiavizzati dal sistema babilonese della moneta-debito che ci fu imposto dal Federal Reserve Act nel 1913, e completare la nostra totale distruzione? Questa è la sola domanda alla quale dobbiamo rispondere, e non ci resta molto tempo per farlo». (Eustace Mullins)
«Le guerre sono concepite per creare debito». (Ezra Pound)
«La FED fu istituita con l'idea di dare l'impressione che lo scopo della nuova banca centrale fosse di fermare la corsa agli sportelli e di celare il suo carattere di monopolio. L'amministrazione Wilson è sotto la tutela di quelle losche figure di Wall Street che stavano dietro al colonnello House, stabilirono qui, nel nostro paese libero, un super stato controllato dai banchieri e dagli industriali internazionali, che agiscono di concreto per ridurre il Mondo in catene per il loro esclusivo compiacimento». (Deputato Louis Mc Fadden)
«Le pratiche dei cambiavalute senza scrupoli sono poste sotto accusa di fronte alla Corte dell’opinione pubblica, rifiutate dai cuori e dalle menti degli uomini. I cambiavalute sono fuggiti dai loro alti scranni nel Tempio della nostra civiltà». (Franklin Delano Roosvelt, 4 marzo 1933)
«Il potere, da qualunque origine provenga, tende a creare il desiderio per ulteriore potere. Era quasi inevitabile che i super ricchi avrebbero un giorno aspirato a controllare non solo la propria ricchezza ma anche quella del mondo intero …. per raggiungere tale scopo erano assolutamente intenzionati ad alimentare le ambizioni di cospiratori politici  affamati di potere, che furono incaricati di spodestare tutti i governi esistenti e di stabilire una dittatura mondiale centralizzata». (W. Cleon Skousen, “Il capitalismo nudo” 1970)
«Il sistema finanziario è stato rovesciato in favore del Consiglio della Federal Reserve. Quel consiglio amministra il sistema di finanziamento per conto di… meri speculatori. Il sistema è privato, condotto con il solo scopo di ottenere i più alti profitti possibili utilizzando il danaro di altre persone. Essi sanno in anticipo quando creare ondate di panico a proprio vantaggio. Essi sanno anche quando fermare questo panico. Inflazione e deflazione funzionano entrambe bene per costoro quando voglio controllare la finanza». (Deputato Charles A. Lindberg)
“Permettetemi di emettere e controllare la moneta di una nazione e non mi importa chi fa le sue leggi». (Mayer Amschel Rothschild, banchiere ebreo fondatore dell’impero finanziario Rothschild)
«La gran parte degli americani non è al corrente dei prestavalute internazionali ….i conti della Federal Reserve non sono mai stati esaminati a fondo. Essa opera fuori dal controllo del Congresso e manipola il credito degli Stati Uniti». (Senatore Barry Goldwater)
«Abbiamo in questo paese una delle istituzioni più corrotte che il mondo abbia mai conosciuto. Mi riferisco al Consiglio della Federal Reserve…. questa malvagia istituzione ha impoverito il popolo degli Stati Uniti…ed ha praticamente mandato in bancarotta il nostro governo. Ha fatto questo grazie ai metodi disonesti dei ricchi avvoltoi che la controllano». (Deputato Louis T. McFadden)
«La Banca centrale europea, di cui le singole banche nazionali dei Paesi membri sono divenute articolazioni, emette denaro prestandolo e/o addebitandolo alla collettività. L'emissione va distinta dal prestito di denaro: la prima ha finalità di conio, il secondo presuppone la qualità di proprietario
del bene, oggetto del prestito. La magistratura dovrà dire basta!
».
 (Ex questore di Genova, Arrigo Molinari ucciso con 22 coltellate prima dell’udienza contro Bankitalia. Redazione de Il Giornale.it 27 settembre 2005)
«Non è tollerabile che una banca Centrale (Banca Centrale Europea), isolata, che non ha nessuna responsabilità né l’obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione, mentre i governi stanno zitti».  (Franco Modigliani, premio Nobel per l’Economia)
«L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.  La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto». (Maurice Allais, premio Nobel per l'economia) 
Il popolo è “doppiamente cornuto” in primis perché lavora per guadagnare qualcosa che non è di sua proprietà, ovvero l’euro che è solo in prestito, ed in secondo luogo perché il suo lavoro, che porta all’emissione di carta moneta, fa sì che il popolo abbia sulla testa l’incremento quotidiano di debito pubblico dato dall’emissione di euro da parte della banca centrale. Chi emette la moneta (banchiere) non è proprietario di alcun controvalore o corrispettivo di valore reale pari al nominale della moneta appena creata. Chi crea il valore della moneta non è chi la stampa o la emette, ma chi l'accetta come mezzo di pagamento, cioè la collettività dei cittadini. La mancanza di questa consapevolezza, fa si che ad appropriarsi del valore monetario non siano i popoli, ma il sistema bancario internazionale, in virtù del monopolio culturale della categoria dei valori convenzionali. Quando la banca centrale emette la moneta prestandola, poiché prestare è prerogativa del proprietario, trasforma la collettività da proprietaria in debitrice del proprio denaro. Ecco perché la cosiddetta "moneta nominale" è diventata corpo del reato di truffa di dimensioni planetarie. Mancando la consapevolezza che la moneta è gravata dall’equivalente “debito da signoraggio” il cittadino si illude di disporre della proprietà della sua moneta perché quando la spende trasferisce anche l’equivalente debito non dovuto e, quando l’incassa, acquista anche il medesimo, equivalente debito causato dalla truffa professionalmente realizzata dalle banche centrali. Dilaga così il malessere sociale dell’insolvenza ineluttabile per debiti non dovuti».  (Giacinto Auriti, monetarista, giurista)
«Oltre a questi obiettivi pragmatici, i poteri del capitalismo finanziario avevano un altro scopo più ampio, nientemeno che di creare un sistema mondiale di controllo finanziario, in mani private, capace di dominare il sistema politico di ciascun paese e l'economia del mondo nel suo insieme. Questo sistema doveva essere controllato in un modo feudale da parte delle banche centrali del mondo che agiscono di concerto, attraverso accordi segreti cui si arrivava durante frequenti incontri e conferenze private. L'apice del sistema sarebbe stata la Bank for International Settlements [BIS] di Basilea, in Svizzera, una banca privata di proprietà e sotto il controllo delle banche centrali mondiali, esse stesse corporazioni private. Ogni banca centrale cercava di dominare il proprio governo tramite la sua capacità di controllare i prestiti al Tesoro, di manipolare i tassi di cambio della valuta estera, di influire sul livello delle attività economiche nazionali e di fare pressioni sui politici compiacenti tramite successive ricompense economiche nel mondo degli affari». (Carroll Quigley storico, consigliere di Clinton, in Tragedy and Hope)
«Parecchie grandi industrie... vengono mantenute da massicce sovvenzioni statali. Molte Corporation non potrebbero sopravvivere senza, per alcune non rappresentano la parte maggiore dei profitti ma restano comunque un'ancora di salvezza.. Lo Stato fornisce anche la tecnologia di base, metallurgia, avionica o altro, attraverso il sistema dei finanziamenti pubblici. E' difficile trovare un settore efficiente dell'industria statunitense o del terziario che non vi ricorra e che non sia sostenuto dall'intervento del governo... è diventato sempre più difficile tenere in piedi questo sistema... Il settore pubblico deve pagare la ricerca e i costi dello sviluppo (delle Corporation).
Il vero potere è nelle mani degli investitori, dei padroni e delle banche... Chi non fa parte dei padroni o degli investitori non ha molta voce in capitolo. Può scegliere di affittare il suo lavoro alla corporation, o di acquistare i beni di prima necessità e i servizi che essa produce, oppure cercare di ritagliarsi un posto nella catena di comando, ma questo è tutto.... Le Corporation sono più totalitarie della maggior parte delle istituzioni che noi definiamo totalitarie nel campo della politica».
 (Chomsky Noam, “Il golpe silenzioso. Segreti, bugie, crimini e democrazia”)
« La Corporation va considerata un'istituzione, ossia una struttura e un complesso di imperativi che guidano le azioni delle persone al suo interno. La Corporation è un'istituzione anche sotto il profilo giuridico, la cui esistenza e capacità di operare è soggetta alla legge. La sua missione dal punto di vista giuridico consiste nel perseguire inesorabilmente e inderogabilmente i propri interessi, a prescindere dalle conseguenze spesso negative che il suo operato può avere sugli altri. Da ciò ne discende che la Corporation è un'istituzione intrinsecamente patologica, detentrice di un potere pericoloso sulle persone e sulla società... Le Corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo, cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo. Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia.... Come un soggetto psicopatico, la Corporation non può riconoscere né agire secondo principi etici che le inibiscano di nuocere agli altri. La sua natura giuridica non fissa alcun limite a quello che può fare agli altri nel perseguimento dei suoi scopi egoistici; di fatto, laddove i benefici superano i costi, la Corporation è perfino obbligata ad arrecare danni………Il suo fine è assicurarsi che gli esseri umani con cui interagisce, tu e io, diventino anch'essi disumani. Bisogna sradicare dalla testa della gente sentimenti naturali come l'attenzione per il prossimo, la compassione o la solidarietà... L'ideale è avere individui completamente isolati, che non si curino minimamente degli altri... il cui concetto di se stessi, il loro senso dei valori, si riduca a “Quanti bisogni indotti posso appagare? E quanto posso continuare a indebitarmi per appagare bisogni indotti?” L'ideale sarebbe riuscire a creare una società fatta di unità minime costituite da una persona e un televisore, senza alcuna connessione con gli altri». ( Chomsky Noam,” The Corporation” di Bakan Joel)
«Siamo stati indotti a trascurare, e spesso a dimenticare del tutto, il rapporto fra le tasse e la libertà individuale. Siamo stati persuasi che il Governo ha un diritto illimitato sulle ricchezze dei cittadini e che l'unica questione sia di vedere quanta parte di questo suo diritto il Governo debba pretendere. La proprietà e la libertà sono inseparabili: quando il Governo, sotto forma di imposte, porta via la prima, esso invade anche l'altra.
I collettivisti [...] comprendono che la proprietà privata può essere confiscata per mezzo delle imposte non meno che con la espropriazione.
Un governo che è grande abbastanza per dare alla gente ciò che la gente vuole è grande abbastanza per portarsi via tutto
».  ( Barry Morris Goldwater, politico statunitense)
«Prevedo un futuro felice per gli americani se impediranno al governo di sprecare i soldi frutto del loro lavoro, con la scusa di occuparsi di loro».  (Presidente Thomas Jefferson)
«Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera, è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico». (Winston Churchill)  
«La redistribuzione in realtà è una redistribuzione di potere dall'individuo allo Stato, piuttosto che - come si immaginava - una redistribuzione di reddito dal più ricco al più povero». (Bertrand de Jouvenel, storico francese)
«Noi abbiamo un sistema che sempre più tassa il lavoro e sostiene il non lavoro".
«Se paghi le persone per non lavorare e invece le tassi quando lavorano, non sorprenderti se c'è la disoccupazione
».  (Milton Friedman, economista statunitense)
«Il solo paese piacevole è quello in cui nessuno teme gli esattori». (Teodorico, 454-526)
«La spoliazione è il fondamento dell'azione statale e la fiscalità è l'arma essenziale di questa spoliazione. Come indica il suo nome, l'imposta è... imposta; è confiscata con la forza, e non guadagnata attraverso lo scambio volontario». (Pascal Salin, economista francese)
«Preferisco che il denaro sia nelle tasche del mio popolo piuttosto che nel mio Tesoro».
«Non è dato tassare ed essere amato». (Elisabetta I Tudor)
«Il potere supremo non può privare un uomo di una parte della sua proprietà senza il suo consenso». (John Locke, filosofo britannico)
«Quando una nazione è oppressa da tasse, niente è più difficile che ripartirle in maniera equa.
Quello che non si è mai visto, quello che non si vedrà mai e che non si può nemmeno concepire, è l'eventualità che lo Stato restituisca al pubblico più di quanto esso prenda
». (Frédéric Bastiat, economista, filosofo, politico francese)
«La progressione di questa tassa... è un furto mascherato che fa il potere legislativo in nome della legge. Ella dunque viola l'altro principio di diritto naturale che tutte le proprietà sono inviolabili».
(Antonio Rosmini, filosofo italiano)
«La tassazione senza consenso è rapina». (Lysander Spooner, filosofo, giurista)
«Ringraziando il ladro (lo Stato) che restituisce loro una piccola parte del maltolto, i sudditi si abituano così a vedere nel tiranno una sorta di benefattore».  (Étienne de La Boétie, filosofo, scrittore, politico e giurista francese)
«L'uomo che produce mentre altri dispongono del suo prodotto è uno schiavo…..Non posso far niente per combattere la morte, ma se riesco a sollevare il peso delle tasse, gli uomini possono imparare a vedere il legame che esiste fra le due cose e a capire quale vita più lunga e più felice sono in grado di crearsi». (Ayn Rand O'Connor, scrittrice, filosofa e sceneggiatrice)
«Cos'è la tassazione se non un furto su scala gigantesca e incontrollata?
Ovviamente, i burocrati politici danno la solita risposta alle lamentele sempre più numerose riguardanti il servizio inefficiente e insufficiente: "i contribuenti devono darci più soldi!".
Mentire allo Stato diventa un atto legittimo.
I sacrifici sono a senso unico. Lo Stato non si sacrifica; lo Stato si appropria avidamente delle risorse materiali dei cittadini. Di fatti, ci si può regolare “a lume di naso”: quando i governi chiamano ad alta voce ai “sacrifici”, stiamo attenti alla nostra vita e al nostro portafogli». (Murray Newton Rothbard, economista, filosofo, politico)
«Il sistema dell'imposta progressiva sul reddito venne ideato da Karl Marx, che lo definì il primo ed essenziale requisito di uno Stato socialista (1966).
Andrew Mallon, che fu segretario al tesoro con i presidenti Harding, Coolidge e Hoover, ha spiegato perché l'idea della tassazione progressiva del reddito è in realtà un imbroglio perpetrato non ai danni dei ricchi, bensì ai danni dei lavoratori. E' stato calcolato che riducendo a metà gli oneri progressivi, una volta pienamente realizzati gli effetti di questa riduzione, il governo riceverebbe un gettito fiscale maggiore di quanto non ricevesse con le aliquote doppie (1978).
Il contribuente è una persona che lavora per lo Stato, ma non ha dovuto vincere un concorso pubblico (1984).
Sembra esserci un'aumentata sensibilità di qualcosa che noi americani abbiamo saputo da tempo. Che le parole più pericolose della lingua inglese sono ‘Salve, sono del governo, e sono qui per aiutare (1988).
Prima del 1981 la visione del governo dell'economia poteva essere sintetizzata in poche, brevi frasi: se si muove, tassalo. Se continua a muoversi, regolalo. E se smette di muoversi, prova con i sussidi (1988).
Amici miei, la storia è chiara: abbassare le tasse significa una maggiore libertà, e ogni volta che abbassiamo le tasse, la salute della nostra nazione migliora (1988).
Il governo è come un neonato: ha un canale alimentare con un grande appetito da una parte e nessun senso di responsabilità dall'altra
».  (Ronald REAGAN, 1911-2004)

«Non è lecito allo Stato di pesare tanto con imposte e tasse esorbitanti sulla proprietà privata fino al punto da condurla quasi allo stremo».  (Papa PIO XI , enciclica “Quadragesimo anno”).
«I bisogni finanziari di ogni nazione, grande o piccola, sono enormemente cresciuti. La colpa non va attribuita solamente alle complicazioni o tensioni internazionali; ma anche, e forse più ancora, all'estensione smisurata dell'attività dello Stato, attività che, dettata troppo spesso da ideologie false o malsane, fa della politica finanziaria, e in modo particolare della politica fiscale, uno strumento al servizio di preoccupazioni di un ordine assolutamente diverso.
Astenetevi da queste misure (fiscali) che, a dispetto della loro elaboratezza tecnica, urtano e feriscono nel popolo il senso del giusto e dell'ingiusto, o che rilegano la sua forza vitale, la sua legittima ambizione di raccogliere il frutto del suo lavoro, la sua cura della sicurezza familiare: tutte considerazioni, queste, che meritano di occupare nell'animo del legislatore, il primo posto anziché l'ultimo
».  (Papa PIO XII , nel 02.10.1948).

«L'imposta non può mai diventare, per opera dei poteri pubblici, un comodo metodo per colmare i deficit provocati da un'amministrazione imprevidente.
Spesso imposte troppo pesanti opprimono l'iniziativa privata, frenano lo sviluppo dell'industria e del commercio, scoraggiano i volenterosi" perciò è necessario "eliminare dalla legislazione certe disposizioni dannose ai veri interessi degli individui e delle famiglie, come pure al progresso normale del commercio e degli affari
».  (Papa PIO XII, nel 02.10.1956). 

«Per ogni gallina che i contadini allevano, devono pagare 3,50 rubli al mese d’imposta al governo, oppure fornire 30 uova. Ho chiesto ai dirigenti del Partito Comunista come si poteva pretendere che una gallina faccia un uovo al giorno, e che margine resta al contadino se deve dare tutto il profitto allo Stato. Mi è stato risposto che per ogni gallina dichiarata si deve logicamente ritenere che ce ne siano due non dichiarate.
……Alla porta di un contadino indipendente si presenta una commissione composta di tre elementi; due sono armati di grossi bastoni o di piedi di porco di ferro, il terzo è un membro della GPU. Si chiede al contadino se è in regola con il pagamento delle imposte. Gli si domanda la ricevuta o un documento attestante che ha pagato o versato ciò che è tenuto a dare. Dopo gli si fa notare che queste contribuzioni in denaro o in natura sono state quintuplicate e che perciò deve immediatamente versare quattro volte l’importo che ha già dato, a meno che non preferisca far parte del kolkoz del villaggio. Se rifiuta, entrano in azione i due compari. Cominciano a fracassare la stufa e il camino, poi le finestre, le porte, i mobili e tutto ciò che possono. Segue la confisca di tutto quel che è ancora confiscabile, ossia la vacca e il cavallo». (Sergio Gradenigo, viceconsole d’Italia a Kharkhov nel 1932, rapporto al ministero degli Esteri sui metodi tributari del partito comunista in russia - Nr.diProt. 262/73).

«Ogni comunista deve comprendere questa verità: il potere politico nasce dalla canna del fucile». (Mao Zedong)
«Il corso della storia russa è stato generalmente influenzato dalle operazioni dei banchieri internazionali. Il governo sovietico ricevette fondi del Tesoro degli Stati Uniti per ordine della Federal Reserve, agendo attraverso la Chase Bank. L’inghilterra ha ricevuto denaro da noi attraverso le banche della Federal Reserve e li ha a sua volta prestati ad interessi più alti al governo sovietico. La diga di Dnieperstory è stata costruita con i fondi illegalmente sottratti al Tesoro degli Stati Uniti da parte del corrotto e disonesto Consiglio della Federal Reserve e dalle banche della Federal Reserve ». (Deputato Louis Mc Fadden)
«Lo stato non funziona come avremmo desiderato. La macchina non ubbidisce. Un uomo è al volante e crede di guidarla, ma la macchina non va nella direzione voluta. Si muove secondo il desiderio di un’altra forza».  (Vladimir Lenin)
«La  storia  ci  ha  dato  un'amara  esperienza:   il   socialismo,   inibendo  al   cittadino  la proprietà sui mezzi di produzione ha espropriato i cittadini a favore dei governi. Poiché   patrimonio   senza   proprietario   non  esiste, la proprietà è di due categorie di persone: o è dei cittadini o è dei  governanti,   non  dello   stato  inteso   come  pura   astrazione.  Se   si   afferma   che   il   patrimonio   dello   stato   è   di   proprietà   di   tutti   i   cittadini,   si dovrebbe   attribuire   la   titolarità   di   un   patrimonio,   il   cui   godimento è giuridicamente garantito,  ad  una  collettività,  ma allora  il   diritto romano  aveva già   coniato   il   termine   “communio”   e   la   “comunione”   è   un   modo   di   essere   della proprietà   privata.   Che   significato   ha   invece   la   parola   comunismo?   Comunismo non è proprietà di cittadino, perché la proprietà di cittadino è, e non può essere altro che proprietà privata. L’uomo   della   strada   pensa   abitualmente   che   la   parola   comunismo   significhi comproprietà   e   su   questo   equivoco   si   regge   fondamentalmente   la   carica rivoluzionaria del proletariato». (Giacinto Auriti, monetarista, giurista)
«Se si comprende che il socialismo non è un programma per la condivisione della ricchezza, ma in realtà un metodo per consolidarla controllarla, allora l’apparente paradosso degli uomini super ricchi che promuovono il socialismo non appare affatto tale. Al contrario esso è addirittura uno strumento ideale per i megalomani assetati di potere».  (Gary Allen, scrittore americano)
« Se osserviamo che l'impresa ebrea Kuhn-Loeb &Cia è in relazione col Sindacato Westfalico-Renano, altra impresa ebrea in Germania, con Lazard Frères, Casa ebrea di Parigi, e anche con l'Istituto Bancario Gunzburg, impresa ebrea a Pietrogrado, Tokio e Parigi, e se consideriamo inoltre che i precedenti affari ebrei sono strettamente collegati con la Casa Ebrea Speyer & Cia di Londra, Nuova-York e Francoforte sul Meno, così come con il Nye-Banken di Stoccolma, appare provato che il movimento bolscevico è sotto un certo aspetto l'espressione di un movimento generale ebreo, e che determinate aziende bancarie ebree sono interessate all'organizzazione di questo movimento».  (Samuel Gompers, 9 febbraio 1918 e il New York Times)
« Il popolo ebreo tutto insieme sarà il Messia di se stesso. Il suo regno sull'Universo sarà ottenuto con la unificazione delle altre razze umane, la soppressione delle frontiere e delle monarchie — che sono gli ultimi baluardi del "distinguo" — e l'avvento di una Repubblica Universale. In questa nuova organizzazione dell'Umanità, i figli d'Israele perverranno senza opposizione alcuna alle cariche direttive. La proprietà individuale potrà essere allora soppressa dai governi di razza ebrea che amministreranno dovunque il denaro di tutti. In questo modo si realizzerà la promessa del Talmud: " quando i tempi del Messia giungeranno - è scritto - gli ebrei terranno sotto chiave i beni di tutti i popoli del mondo "».  (Lettera scritta da Baruch Levy a Carlo Marx 1888, Salluste,Les origines secrètes du bolchevisme, Henri Heine et Karl Marx, Paris, Ed. Jules Tallandier)
«Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici che l’America farà questo o quello…devo dirti qualcosa molto chiaramente: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi , il popolo ebraico, controlliamo l’America, e gli americani lo sanno». (Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 31 ottobre 2001, risposta a Shimon Peres, come riportato in un programma della radio Kol Yisrael.)
«Israele può avere il diritto di mettere altri sotto processo, ma certamente nessuno ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d’Israele». (Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 25 marzo 2001 citato dalla BBC News Online.)
«Non esiste una cosa come il popolo palestinese … Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il oro paese. Essi non esistono». (Golda Meir, Prime Minister of Israel 1969–1974, dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969)
« Le Sinagoghe sono i punti da dove muovono le persecuzioni contro i cristiani».  (Tertulliano, Scorpiasee Ad Nationes, citate da Riccardo C. Albanes nel Los judios a travès le los siglos. p. 432, 435.)
«I pacifisti che rifiutano di indagare le cause economiche della guerra fanno causa comune con i venditori d’armi».  (Ezra Pound)
«Il delitto imperdonabile della Germania prima della seconda guerra mondiale fu il suo tentativo di sganciare la sua economia dal sistema di commercio mondiale, e di costruire un sistema di cambi indipendente di cui la finanza mondiale non poteva più trarre profitto».  (Winston Churchill, dal suo libro The Second World War)
«Se la Germania facesse ancora affair (business) nei prossimi 50 anni, avremmo combattuto questa Guerra (la prima Guerra mondiale) inutilmente».  (Winston Churchill nel The Times, 1919) 
«La guerra non serviva soltanto ad abolire il fascismo, ma per conquistare mercati di vendita. Se avessimo voluto, avremmo potuto evitare lo scoppio della guerra, senza neanche sparare un colpo, ma decidemmo di fare diversamente». (Winston Churchill a Truman - Fultun, USA March 1946) 
«Il nostro diritto risiede nella forza... la libertà politica è solo un’idea e non un fatto. Per usurpare il potere politico, tutto ciò che è necessario è di predicare il Liberalismo…. Noi non dobbiamo fermarci davanti al ricatto, all’inganno e al tradimento, quando questi servono per raggiungere i nostri fini…. È nostro diritto prendere le proprietà con ogni mezzo e senza esitazione…. Grazie alla nostra Stampa, noi abbiamo avuto l’oro nelle nostre mani nonostante il fatto che noi abbiamo dovuto raccoglierlo da oceani di lacrime e sangue…. La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa avere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere… Dobbiamo lanciare una corsa agli armamenti in modo tale che i cristiani possano distruggersi a vicenda, ma su una scala così colossale che, alla fine, non rimarranno che masse di proletariato nel mondo, con pochi milionari devoti alla nostra causa e forze di polizia e militari sufficienti a proteggere i nostri interessi… Nel nostro pianificato “regno del terrore”, noi dobbiamo apparire come i salvatori degli oppressi e i campioni dei lavoratori. Noi, invece, siamo interessati proprio all’opposto... alla riduzione e all’uccisione dei Goyim… Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi… Con una combinazione di tasse elevate e competizione sleale porteremo alla rovina economica i Goyim nei loro interessi economici e finanziari e nei loro investimenti. Gli aumenti salariali dei lavoratori non devono beneficiarli in alcun modo…. Si dovrà provocare la depressione industriale e il panico finanziario: la disoccupazione forzata e la fame, imposta alle masse, col potere che noi abbiamo di creare scarsità di cibo, creerà il diritto del Capitale di regnare in modo più sicuro… l’uso di alcool, droghe, corruzione morale e di ogni altra forma di vizi, deve essere utilizzato, in modo sistematico… Il vero nome di Dio verrà cancellato dal lessico della vita!». (Mayer Amschel Rothschild, banchiere ebreo fondatore dell’impero finanziario Rothschild stimato dal Credit Suisse in 231 trillioni di dollari ed è attualmente controllata da Evelyn Rothschild)
«Hai visto un campo di grano in piena maturazione? Potrai osservare che certe spighe sono alte e rigogliose; altre, invece, sono piegate a terra. Prova a prendere le alte, le più vanitose, vedrai che queste sono vuote; se, invece, prendi le più basse, le più umili, queste sono cariche di chicchi. Da ciò potrai dedurre che la vanità è vuota».  (Padre Pio da Pietralcina)
«Il capitalismo, attuale ideologia trionfante, possiede l’arma di conquista più potente di tutte: Il denaro. La storia dell’attuale dominazione è stata perfettamente progettata molto tempo fa. Da quando gli Stati Uniti si proclamarono indipendenti, delle fraternitá economiche mondiali si installarono in quel paese per prendere il controllo economico e in questo modo anche il controllo politico. Usando politiche d’espansione, vecchie “Famiglie” potenti d’Europa espansero alle nuove terre i loro domini. Delle società segrete stabilirono i loro nuovi imperi, da i quali partirebbero le loro strategie finanziere e politiche.  Johannes Rockefeller immigrò negli Usa e il suo discendente John D. Rockefeller, diventò il leader del monopolio del petrolio. Con il passare del tempo, alleati agli interessi europei, promulgarono la creazione di numerose entità mondiali. Il loro proposito: L’installazione del loro potere in tutto il mondo per la conquista lenta e graduale attraverso l’infiltrazione del potere economico. Loro pianificarono lo stabilimento di varie organizzazioni di potere internazionale: La Riserva Federale, Il Consiglio Sulle Relazioni Estere, La Commissione Trilaterale, Il Gruppo Bilderberg e anche Le Nazioni Unite. L’obiettivo finale: La creazione di un nuovo ordine mondiale». (William Cooper, ex-membro dell’intelligenza americana –Assassinato)
«Noi controlliamo le istituzioni politiche e economiche americane. Alcuni credono che facciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia come ‘internazionalisti’ e di cospirare con altri nel mondo per costruire una struttura politica ed economica integrate – un nuovo mondo, se volete. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole, e sono orgoglioso di esserlo».  (David Rockefeller, Memorie 2002)
«Siamo grati al Washington Post, al New York Times, al Time magazine, e ad altre grandi pubblicazioni i cui direttori hanno partecipato ai nostri incontri e hanno rispettato le loro promesse di discrezione per quasi quarant’anni. Sarebbe stato impossibile per noi, sviluppare il nostro progetto per il mondo se fossimo stati esposti alle luci della pubblicità nel corso di questi anni. Ma il mondo è adesso più sofisticato e pronto a marciare verso un governo mondiale che non conoscerà mai più la guerra, ma solo la pace e la prosperità per l’intera umanità. La sovranità sovranazionale di una élite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale esercitata nei secoli passati».  (David Rockefeller, Memorie 2002)
«Siamo sull'orlo di una trasformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la "giusta" crisi globale e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale». (David Rockefeller, Memorie 2002)
«Il CFR (Consiglio Sulle Relazioni Estere), ramo fondamentale del nuovo ordine mondiale è una parte centrale della societá americana che ha avuto il suo origine in Inghilterra. Il CFR insieme a “Il Movimento Dell’Unione Atlantica” e “Il Consiglio Dell’Atlantico Degli Stati Uniti D’America”, crede che le frontiere nazionali devono essere eliminate e che un solo governo mondiale deve essere stabilito. Quello che i trilatelari (Riferendosi alla Commissione Trilaterale: Stati Uniti, Europa e Giappone) veramente stanno cercando è la creazione di un potere economico di proporzioni globali superiore al potere politico di qualsiasi nazione o stato coinvolto. Come dirigenti e creatori di questo sistema, loro governeranno il mondo. Dal mio punto di vista, la Commissione Trilaterale rappresenta uno sforzo coordinato per prendere il controllo e consolidare i quattro centri del potere: politico, monetario, intellettuale ed ecclesiastico». (Il Senatore Barry Goldwater, in “With no apologies”)
«Colui che non vede che nella terra si sta effettuando una grande impresa, un importante progetto, in cui nella sua realizzazione ci è permesso collaborare come servi fedeli, deve essere sicuramente cieco». (Winston Churchill)
«Per questo appare evidente che il primo passo verso il Governo Mondiale non potrà essere compiuto fino a quando non avremo progredito su quattro fronti: economico, militare, politico e sociale».  (9 Settembre 1960 - Il Presidente Eisenhower)
«L’unica domanda dei nostri tempi non è se il governo mondiale si riuscirà a stabilire o no, piuttosto la domanda è se sarà stabilito pacificamente o con violenza. Si voglia o no, avremmo un governo mondiale». (James Paul Warburg, propietario del gruppo finanziero S.G. Warburg, membro della Round Table e del CFR, in una dichiarazione pronunciata di fronte alla commissione del senato statunitense)
«La struttura che deve scomparire è la nazione».  (Edmond De Rotshchild in dichiarazioni alla rivista “Enterprise”)
«La 'casa dell'ordine mondiale' dovrà essere costruita dalle fondamenta verso l'alto piuttosto che dall'alto verso il basso.. ma una fine alla sovranità nazionale, corrodendola un pò alla volta, verrà realizzata molto più dell'ormai antiquato attacco frontale». ( Richard Gardner, ex vice-sostituto del Segretariato degli Stati Uniti, e membro della Trilaterale e del CFR, viene pubblicato sulla rivista Foreign Affairs Aprile 1974)
«Oggi gli americani si sentirebbero oltraggiati se le truppe delle Nazioni Unite entrassero a Los Angeles per ristabilire l'ordine; domani essi ne saranno grati. Ciò è particolarmente vero se alla gente viene detto che c'è un pericolo esterno imminente, vero o inventato che sia, che minaccia le loro stesse vite. Allora tutti i popoli pregheranno i propri leaders perché li proteggano da questo demone. L'unica cosa che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando questo scenario si presenta si rinuncia volentieri ai propri diritti in cambio della garanzia del proprio benessere concessa dal Governo Mondiale».  ( Henry Kissinger in un discorso durante un incontro del gruppo Bilderberg a Evian, Francia, 21 maggio 1992)
«Il progresso mondiale è possibile solamente tramite la ricerca del consenso umano universale siccome stiamo avanzando verso un nuovo ordine del mondo». ( 7 Dicembre 1988 -- In un discorso alle Nazioni Unite, Mikhail Gorbachev)
«L'obiettivo finale del CFR è quello di creare un sistema socialista mondiale, e di rendere gli Stati Uniti una parte ufficiale di esso». (Dan Smoot, ex membro del personale del quartier generale dell'FBI a Washington)
«La politica degli USA nei confronti del Terzo Mondo dovrebbe essere di spopolamento». (Henry Kissinger, 1978)
«Dobbiamo parlare con maggiore chiarezza a proposito di sessualità, contraccezione, aborto, riguardo valori che controllino la popolazione, perché la crisi ecologica, in breve, è la crisi della popolazione. Tagliamo la popolazione del 90% e non saranno rimaste abbastanza persone che causino grandi quantità di danni ecologici».  (Mikhail Gorbachev)
«L’effetto sul pianeta di avere un bambino di meno, nell’ordine di grandezza è maggiore di tutte le altre cose che possiamo fare, come per esempio spegnere la luce. Un bambino in più equivale a molte luci sul pianeta».  (John Guillebaud, professore di pianificazione famigliare all’ University College London)
«Fino a quando un bambino respira l’aria avvelenata del nazionalismo, l’educazione delle menti nel mondo può produrre solo risultati precari. Come abbiamo sottolineato, è spesso la famiglia che infetta il bambino con il nazionalismo estremo. Le scuole pertanto utilizzano gli strumenti descritti in precedenza per combattere gli atteggiamenti di famiglia che favoriscono il nazionalismo … noi dobbiamo attualmente riconoscere nel nazionalismo il maggior ostacolo per lo sviluppo della mentalità mondiale. Siamo all’inizio di un lungo processo di abbattimento dei muri della sovranità nazionale. L’ UNESCO deve esserne il pioniere».  (William Benton, assistente segretario di Stato americano presso l’UNESCO 1946)
«Lavoriamo ad uno scopo unico: ridurre i livelli demografici. Quello demografico è un problema politico. Quando la popolazione è fuori controllo, occorrono governi autoritari, anche fascisti, per ridurla. “Il modo più rapido per ridurre la popolazione è con la fame, come in Africa, o con le malattie come la peste. La gente si riproduce come bestie... ».  (Thomas Ferguson, Ufficio affari demografici del Dipartimento di Stato, intervista del febbraio 1984)
«Ci sono solo due modi per evitare un mondo di dieci miliardi di persone. O i tassi di natalità adesso scendono velocemente, oppure debbono salire i tassi di mortalità. Non c’è altro modo. Ci sono, ovviamente, tanti modi per far salire i tassi di mortalità. Nell’epoca termonucleare si può fare in maniera molto veloce e decisiva. Carestie ed epidemie sono gli antichi modi in cui la natura controlla la crescita demografica, e nessuno delle due è scomparsa dalla scena... ». (Robert McNamara, presidente della Banca Mondiale, 2 ottobre 1979)
«La cosa più misericordiosa che una famiglia può fare per uno dei suoi bambini è di ucciderlo».  (Margaret Sanger, fondatrice di Planned Parenthood dei Rockefellers, ha affermato nel suo The American Baby Code)
«Dobbiamo occuparci di questo tema del riscaldamento globale. Anche se la teoria del riscaldamento globale sia sbagliata, ugualmente stiamo facendo quel che è corretto in termini di politica economica e ambientale». (Timothy Wirth, Ex-Sottosegretario di stato degli Stati Uniti D’America e attuale presidente della “UN foundation”)
«Forme avanzate di guerra biologica in grado di colpire specifici genotipi possono trasformare la guerra biologica da un regno del terrore a uno strumento politicamente utile».  (William S. Cohen, Segretario della Difesa, Testimonanza davanti alla Commissione Congressuale 1997)
«L'aviazione statunitense "riuscirà a controllare il clima" grazie agli investimenti sulle nuove tecnologie e al tentativo di focalizzarne lo sviluppo perché siano usate in azioni di guerra ... La modificazione climatica offre a chi combatte numerose opzioni per sconfiggere l'avversario o imporsi ad esso... dall'aumentare le azioni non ostili a disturbare quelle del nemico modificando lievemente i fenomeni meteorologici per portare a termine il dominio delle comunicazioni globali e il controllo dello spazio. Negli Stati Uniti la modificazione climatica sarà integrata nella politica per la sicurezza nazionale e applicata a livello nazionale e internazionale. Il nostro governo perseguirà questa politica, secondo i propri interessi, a vari livelli».  (University of the US Air Force, AF 2025 Final Report)
«Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Un'arma capace di provocare gravi interruzioni sulle reti elettriche, sugli apparecchi di pompaggio degli oleodotti e di provocare danni alla salute mentale di popolazioni di intere regioni. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall'arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari». (Documento firmato da 188 deputati del Parlamento Russo nel 2002)
«Sapremo che il nostro programma di disinformazione è stato completato quando tutto ciò che l'opinione pubblica americana crede è falso».  (William Casey, membro del CFR ed ex direttore della CIA 1981)
«L’era tecnotronica ridisegna gradualmente una societá sempre più controllata. Quella societá sará dominata da un’elite di persone libere di valori tradizionali, che non avranno dubbi nel realizzare i suoi obbiettivi utilizzando tecniche depurate con le quali influiranno nella condotta del popolo, e controlleranno e vigileranno dettagliatamente la societá, fino al punto in cui sará possibile stabilire una vigilanza quasi permanente sopra ogni cittadino del pianeta». (Zbigniew Brezinsky, principale consulente del gruppo Rockefeller)
«Gli interessi dietro l'Amministrazione Bush, come il CFR, la Commissione Trilaterale -fondata da Brzezinski per conto di David Rockefeller- e il gruppo Bilderberg, si sono preparati e ora si stanno muovendosi verso l'implementazione di una dittatura globale entro i prossimi 5 anni. Non stanno combattendo contro il terrorismo. Stanno combattendo contro i cittadini». (Dr. Johannes B. Koeppl, Ph.D., ufficiale del ministro della difesa tedesco e consigliere per l'ex segratario generale NATO Manfred Werne)
«Noi sappiamo che vi sono delle lobbies supernazionali che attraverso il sistema finanziario e quello bancario regolano l’emissione di moneta, quindi in maniera anonima, illegittima e immorale prestano la moneta allo Stato dopo averlo impoverito e privato d’autorevolezza. Naturalmente queste lobbies hanno dovuto agire per staccare il potere politico dall’elezione popolare, dimodoché ci troviamo ad essere governati da ispettori, da funzionari delle suddette lobbies. È una cosa terribile quanto dico, ma bisognerebbe sottolinearla con veemenza per un’informazione corretta che sia ricevuta dalla coscienza popolare: allora nessun gruppo, nessun partito potrà opporsi alle genti che richiederanno che lo Stato si riappropri della moneta e la restituisca in servizi ai cittadini, secondo il principio per cui essa è di chi la usa e non di chi la stampa». ( Padre Quirino Salomone, direttore de “La Perdonanza”)
«Da una parte una frazione strapotente perché straricca, la quale avendo in mano ogni sorta di produzione e commercio, sfrutta per se tutte le sorgenti della ricchezza, ed esercita pure nell’andamento dello Stato una grande influenza. Dall’altra una moltitudine misera e debole, dall’animo esacerbato e pronto sempre a tumulti. Un’usura divoratrice che, sebbene condannata tante volte dalla Chiesa, continua lo stesso, sotto altro colore, a causa di ingordi speculatori…. Tanto che un piccolissimo numero di straricchi hanno imposto all’infinita moltitudine dei proletari un giogo poco meno che servile». (Papa Leone XIII)
«Nel nostro tempo è ormai evidente che la ricchezza e un immenso potere sono stati concentrati nelle mani di pochi uomini. Questo potere diventa particolarmente irresistibile se esercitato da coloro i quali, poichè controllano e comandano la moneta, sono anche in grado di gestire il credito e di decidere a chi deve essere assegnato. In questo modo forniscono il sangue vitale all'intero corpo dell'economia. Loro hanno potere sull'intimo del sistema produttivo, così che nessuno può azzardare un respiro contro la loro volontà». (Papa Pio XI, Quadragesimus Annus 106-9, 1931)