venerdì 31 gennaio 2014

TERRA SANTA OCCUPATA / UNA TRISTE FESTA DI DON BOSCO PER I SALESIANI DI CREMISAN

Documentazione a cura di : Centro studi Giuseppe Federici

(… ) Proprio su rovine paleo-cristiane sorge la casa salesiana di Cremisan le cui vigne, dal 1896, non si sono mai stancate di produrre uva, trasformata in gran parte in buon vino. Anche oggi, suo malgrado, Cremisan rimane sotto i riflettori della storia: su queste terre i bulldozer stanno costruendo il tracciato su cui innalzare il muro di separazione voluto dal governo israeliano; la barriera, nello specifico, dovrebbe attraversare la collina su cui sorge la parte più elevata di Beit Jala (villaggio palestinese confinante con Betlemme, dove vive una forte comunità cristiana), e passare appena sopra la strada che porta a Cremisan, sotto la moderna colonia israeliana di Har Gilo. In questo modo la barriera arriverebbe a separare Cremisan da Beit Jala e quindi dalla Palestina, di cui però fa parte (… ) (www.terrasanta.net, agosto-settembre 2010).

Bisogno urgente di un sostegno per le famiglie di Beit Jala che chiedono giustizia
COMUNICATO - Pubblichiamo una dichiarazione dei vescovi del Coordinamento Terra Santa. Essi fanno appello ai cristiani e alla Comunità internazionale sulla questione della Valle di Cremisan, dove l’estensione del muro di sicurezza rischia di mettere in pericolo la vita di numerose famiglie.
I vescovi lanciano un appello alla preghiera e alla pressione internazionale nel momento in cui l’udienza della Corte Suprema di Israele sulla valle di Cremisan comincia.
In quanto Vescovi del Coordinamento Terra Santa, chiediamo che la giustizia sia rispettata nella valle di Cremisan, vicino a Betlemme. Israele ha in programma di costruire un muro di sicurezza sui terreni di 58 famiglie cristiane che li dovranno abbandonare. Abbiamo incontrato numerose famiglie di Beit Jala durante la nostra recente visita in Terra Santa. Abbiamo ascoltato il loro dolore e la loro angoscia. Essi sono confrontati alla minaccia della perdita della loro terra e dei loro mezzi di sostentamento nella misura in cui il tracciato del muro prevede di distruggere dei vigneti, degli oliveti, dei frutteti e di separarli dalle loro terre.
Noi riconosciamo il diritto dello Stato d’Israele di garantire la propria sicurezza e proteggere le proprie frontiere. Tuttavia, il tracciato previsto del muro di sicurezza si discosta fortemente dalla Linea Verde, la linea di demarcazione riconosciuta a livello internazionale dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967 che separa Israele dai territori occupati. Più di tre quarti del tracciato previsto del muro si trovano al di fuori della Linea Verde ed è illegale secondo un parere consultativo della Corte Internazionale di Giustizia che la vede come una flagrante violazione della Convenzione di Ginevra e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Esortiamo i nostri governi ad incoraggiare Israele a rispettare il diritto internazionale. Soprattutto per Israele a rispettare i mezzi di sostentamento di queste famiglie e per gli abitanti di Beit Jala di essere protetti contro l’esproprio delle loro terre o delle loro case da parte di Israele. E’ una questione di urgenza poiché il 29 Gennaio inizia l’udienza per la costruzione del muro di sicurezza nella Valle di Cremisan e la domanda delle famiglie di proteggere le loro terre, alla Corte Suprema di Israele.
La nostra profonda preoccupazione, come abbiamo più volte ribadito, riguarda particolarmente la consolidazione degli insediamenti che tendono a soffocare Betlemme e Gerusalemme. Questo particolare tratto del percorso è un microcosmo della tragica situazione in Terra Santa e incoraggia il risentimento e la diffidenza, rendendo la possibilità di una soluzione necessaria sempre meno probabile.
Le nostre preghiere vanno al popolo di Beit Jala che cerca giustizia. Le offriamo anche per tutti coloro che cercano una pace giusta in Terra Santa. (seguono le firme).

FONTE :

Il destino di Cremisan ancora in sospeso
GERUSALEMME – La Corte Suprema israeliana di Giustizia ha esaminato mercoledì 29 Gennaio 2014 il ricorso depositato dalle famiglie della valle di Cremisan, che rischiano di vedersi confiscate le loro terre per consentire l’estensione del muro di separazione tra Israele e la Cisgiordania. Il verdetto sarà pronunciato tra un mese.
L’aula delle udienze della Corte Suprema di Giustizia israeliana era piena mercoledì 29 gennaio per assistere a quello che probabilmente sarà l’ultimo ricorso in tribunale per evitare la costruzione del Muro di separazione nella Valle di Cremisan. Questa valle situata a Beit Jala é una terra agricola che permette di far vivere una cinquantina di famiglie cristiane. Un progetto dell’esercito israeliano prevede di erigervi il Muro, anche se questa valle si trova in Cisgiordania e sia lontana dalla Linea Verde, confine riconosciuto a livello internazionale dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967.
Molti diplomatici si sono recati all’udienza: dei membri di vari consolati di Gerusalemme, dei diplomatici di Ramallah, i sindaci di Beit Jala e di Betlemme, dei rappresentanti della Chiesa cattolica e soprattutto le famiglie che rischiano di essere colpite dalla costruzione del Muro. I tre giudici della Corte si sono soffermati, durante l’audizione di tre ore, ad ascoltare entrambe le parti, le famiglie e l’esercito. Mons. Shomali, vicario patriarcale per la Palestina, ha partecipato all’udienza ed è stato piacevolmente sorpreso dalla « qualità d’ascolto dei giudici e l’attenzione portata alla difesa delle famiglie ».
Tuttavia, quest’ atmosfera serena, puo darsi non sia annunciatrice di un verdetto favorevole che sarà pronunciato tra un mese. « Il mio lato scettico mi fa pensare che non ci sarà nessuna decisione a favore della popolazione di Cremisan perché la sicurezza di Israele è sacra, avverte Mons. Shomali, ma il mio cuore rifiuta la rassegnazione e mi ricorda che c’è sempre una speranza. Perché noi preghiamo molto e abbiamo fornito una buona difesa ».
In attesa del verdetto previsto tra un mese, gli abitanti di Cremisan dispongono di una nuova tregua, breve, ma forse definitiva se la Corte Suprema decide di accordare a queste famiglie il diritto di vivere sulle loro terre e di rimanervi.
Pierre Loup de Raucourt

giovedì 30 gennaio 2014

STUDIO LEGALE LONGO / CASO FRANCESCHI : RICUSATA LA MAGISTRATURA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

STUDIO LEGALE LONGO :

SHOAH E FINE DELLA FEDE CRISTIANA IN OCCIDENTE


Di Marcello Veneziani
La Shoah ha sfrattato il crocefisso. Auschwitz prende il posto del Golgota e il 27 gennaio sostituisce il Venerdì Santo, di Marcello Veneziani 

Perché un evento tragico di settant'anni fa, unico tra gli orrori, tiene banco in maniera così prolungata, unanime e pervasiva nei media e nelle rievocazioni? Perché col passare degli anni anziché sopirsi, si acuisce la memoria della Shoah, oggi più di trent'anni fa? Non intendo aprire polemiche, si tratta di domande vere.
Provo a rispondere senza fare alcuna valutazione. La Shoah sta prendendo il posto della crocifissione di Gesù Cristo. Ovvero è l'Evento Cruciale che segna il Lutto Incancellabile per l'Umanità, lo Spartiacque Unico dei tempi e l'avvento del Male Assoluto, con la Redenzione seguente.
Stavolta non è il Figlio di Dio a finire in Croce e sacrificarsi per noi, ma è un popolo a essere immolato, eletto o maledetto secondo le due versioni classiche, e a redimere l'uomo dal Male. Benché Assoluto, il Male stavolta è storico e non satanico. E prelude non alla Resurrezione ma alla Liberazione. Non l'ascesa dei risorti in cielo ma la liberazione degli insorti in terra. Non riesco a trovare altra spiegazione all'Enfasi Assoluta, Indiscutibile, Indelebile sulla Shoah.
Questo forse spiega il tacito, inesprimibile fastidio che sfiora quanti pure non c'entrano nulla coi negazionisti e coi razzisti né denunciano campagne di speculazione sull'olocausto: Cristo ieri messo in croce oggi messo tra parentesi. Con Lui si relativizza la fede, la civiltà cristiana. Al Suo posto c'è la Shoah, religione dell'umanità, Auschwitz prende il posto del Golgota e il 27 gennaio sostituisce il Venerdì Santo.

FONTE :

DITTATURA EUROCRATICA MONETARIA

lunedì 27 gennaio 2014

UN ALBERO DEL GIUSTO ANCHE PER LUI........

Di : Giuseppe Garibaldi


Truffa Inps, coinvolto l’Ospedale Israelitico di Roma


Cartelle cliniche truccate per rimborsi. Indagato il presidente dell'Inps


Antonio Mastrapasqua è nell'occhio del ciclone per il suo incarico di direttore generale dell'Ospedale Israelitico di Roma: secondo i carabinieri del Nas, la struttura ha falsificato migliaia di cartelle cliniche per gonfiare i rimborsi del Ssn

Il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, è indagato dalla Procura di Roma per il suo incarico di direttore generale dell'Ospedale Israelitico di Roma, sotto inchiesta per migliaia di cartelle cliniche falsificate per gonfiare i rimborsi del Ssn: illeciti per un totale di 85 milioni di euro, secondo quanto rivela la Repubblica. Al vaglio anche la cessione all'Inps di crediti inesigibili, escamotage servito a sanare i conti della struttura.

L'indagine è partita da una denuncia dei Nas di Roma del 16 settembre 2013, nella quale i carabinieri ricostruiscono la sospetta truffa: migliaia di semplici interventi ambulatoriali nel reparto di Odontoiatria si sono trasformati, nelle cartelle cliniche, in "operazioni invasive e con notevole carico assistenziale effettuate in ortopedia". Nella relazione dei carabinieri si contano 12.164 cartelle cliniche falsificate, con richieste non dovute di rimborso alla Regione Lazio (poiché la struttura non è accreditata per gli interventi odontoiatrici, ma solo per quelli ortopedici) per 13,8 milioni di euro.

Il primo filone dell'indagine, racconta il quotidiano, si è chiuso a ottobre con la richiesta di rinvio a giudizio di dieci tra medici e dirigenti, ma qui il nome di Mastrapasqua non compare. Dopo il sequestro delle cartelle cliniche da parte del Nas, però, è partito un secondo filone, nel quale il presidente dell'Inps è stato denunciato per truffa, falso ideologico e abuso d'ufficio assieme al direttore sanitario della struttura, Giovanni Spinelli, e dell'ex direttore regionale de settore "Programmazione e risorse della Sanità", Ferdinando Romano.

Il quale, sostengono i carabinieri, invece di sospendere l'accreditamento provvisorio dell'Ospedale Israelitico, "sottoscriveva con Mastrapasqua un protocollo d'intesa dove si accordavano sulle modalità di espletamento dei controlli, in violazione alla normativa regionale", favorendo "un ingiusto vantaggio patrimoniale all'ospedale per 71,3 milioni di euro".

La notizia, per il vero, era già nell’ aria.[1]

Mastrapasqua è già stato ascoltato dai magistrati che coordinano l'inchiesta, e ha respinto tutte le accuse.

Potete vedere nella foto, il suo volto sorridente e fiducioso nella magistratura e nella comunità ebraica di cui è esponente , mentre esce dall’ interrogatorio.

Il presidente della comunità ebraica, di cui Mastropasqua è un nome di punta, ha dichiarato : “ si tratta di una losca congiura antisemita. Mastropasqua è un grandissimo israelita  e pratica con rara devozione i precetti della sua religione. Abbiamo la massima fiducia nella magistratura italiana e che in particolare sappia colpire gli occulti strateghi antisemiti che muovono questa ingiusta indagine che è volta solo a screditare l’ Olocausto. Sospetto la oscura mano del Ku Klux Klan, del forum di Stromfronte dei palestinesi.  Chiederemo subito che venga varata una nuova legge anti-negazionista. La bestia nazista non passerà.”

Noi  abbiamo alcun dubbio sulla fedeltà di Mastropasqua ai precetti religiosi israeliti. Non ne avevamo neanche quando, per primi e su questo blog, abbiamo manifestato qualche perplessità sul modo con cui questo ospedale per ebrei ricchi riusciva a svettare sui vari ospedali puzzolenti destinati a noi miserabili goym nel memorabile post “ chi regge il cappio dei sudditi italiani” :



Siamo stati profeti !

Ci chiediamo soltanto, noi, poveri goym, animali da soma indegni di un così grande uomo, che abbiano lordato  al rango di indagato , se Mastropasqua abbia manifestato le stesse vocazioni anche durante la direzione dell’ INPS e di EQUITALIA, di cui è il direttore….

E, come abbiamo già scritto,[2] saremmo lieti che la magistratura si interessasse all’ operato di Mastropasqua anche quale dirigente di questi due enti , “ i più amati dagli Italiani”….

Fosse mai che ………  c’è del marcio in sinagoga ? ma guai a sospettarlo ! Vorrebbe dire essere loschi antisemiti…..

Piena solidarietà, invece, al popolo italiano che, fra i tanti parassiti che nutre con il proprio sangue, può esser lieto di annoverare anche i dirigenti e i fruitori del grande tempio dell’ umanità che è l’ ospedale israelitico di Roma….




FONTE :









 

giovedì 23 gennaio 2014

CASO FRANCESCHI / ALLE RADICI DELLO STROZZINAGGIO BANCARIO

Di : Anonimo Pontino


PREMESSA E SCOPO DEL DOCUMENTO.

Il presente documento vuole mettere in evidenza come le conseguenze prodotte dall’attuale sistema della moneta-debito (Euro) costituiscono i fattori strutturali che sono all’origine dell’impoverimento generale in cui è coinvolto anche il nostro paese, della disperazione da insolvenza, dei licenziamenti, della disoccupazione, dei fallimenti delle aziende e dell’aumento dello stress sociale.

Quanto segue si basa principalmente sulle considerazioni esposte da Sua Ecc.za dott. Bruno Tarquini Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dell'Aquila nel suo testo “La banca, la moneta e l’usura – La Costituzione tradita”(1), un libro che pone in risalto la questione “giuridica” dello svuotamento dell’aspetto economico sociale della Costituzione italiana e la questione “politica” della rinuncia dello Stato alla propria sovranità monetaria. Lo Stato, rinunciando alla propria sovranità monetaria in favore di un ente privato, la banca centrale, ha rinunciato ad emettere moneta propria, con la conseguenza che, per il perseguimento dei propri fini istituzionali, è costretto a chiedere, in prestito oneroso, le necessarie risorse finanziarie, indebitandosi nei confronti dell’istituto di emissione. Le stesse considerazioni emergono dagli studi del compianto Giacinto Auriti, professore ordinario di Diritto all’Università di Teramo, giurista, saggista e politico italiano.

Il momento storico ed economico che stiamo vivendo è l’ennesimo ritorno di un ciclo storico di speculazione monetaria. Un tempo  la  gente  lavorava  per  un  profitto.  Oggi lavora per pagare debiti.

In sette anni (dal 2005 al 2012) sono raddoppiati i poveri in senso assoluto nel nostro Paese, lo dice il Rapporto sulla coesione sociale secondo cui i dati sono persino triplicati nelle regioni del Nord. Ai massimi storici anche la povertà relativa, che coinvolgeva nel 2012 il 12,7% delle famiglie residenti in Italia e il 15,8% degli individui, circa 10 milioni di persone. Di questi, quasi 5 milioni (8%) sono i poveri assoluti, che non riescono ad acquistare beni e servizi essenziali per una vita dignitosa. 100.000 case mandate all'asta negli ultimi 5 anni.  Lo rileva l’Istat nel report sulla povertà in Italia.

Il suicidio da insolvenza è diventata una malattia sociale che non ha precedenti  nella  storia.

Inoltre  la globalizzazione, alimentata da strumenti finanziari derivati presenti sul mercato, è fautrice di enormi sperequazioni sulla ricchezza prodotta, vale a dire che quest’ultima non viene suddivisa e distribuita in maniera proporzionata a chi ha contribuito a crearla. Si accentuano la sproporzione e disomogeneità, arrivando a creare solo due classi sociali: i molto ricchi (una minoranza) ed i molto poveri (la maggioranza), sopprimendo lentamente, per le conseguenze economiche e sociali che derivano, proprio la classe media. Con la globalizzazione, i grandi stabilimenti ed i posti di lavoro vengono trasferiti in aree del globo terrestre in cui la manodopera è particolarmente più a buon mercato.  Successivamente l’output produttivo (beni, prodotti, merci) di questi stabilimenti industriali delocalizzati viene importato proprio nello stesso paese in cui gli stabilimenti industriali sono stati chiusi e trasferiti. Questo processo non crea ricchezza: quanto piuttosto sperequazione.



LA RINUNCIA DELLO STATO ALLA PROPRIA SOVRANITÀ MONETARIA

Sir Josiah Stamp, Direttore della Banca d'Inghilterra negli anni venti affermava:

"L'attività bancaria fu fecondata con l'ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo. Se glielo toglierete via lasciando loro il potere di creare denaro, con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualunque modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere. Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a creare denaro."

L’attuale sistema bancario è creatore di tutte le ineguaglianze e di tutte le predazioni dei beni della natura, come anche delle risorse umane. È sufficiente leggere l’articolo dell’Espresso del 3 gennaio 2007 sulla Goldman Sachs (super lobby che mette i suoi uomini nei posti di comando in tutto il mondo)  in cui si riportano anche i bonus di fine anno per i 26.467 dipendenti dell’azienda: 623.000 dollari a TESTA per ognuno di essi.

Le grandi banche rispecchiano la magistrale e profetica definizione di Marx: «Fin dalla nascita le grandi banche, agghindate di denominazioni nazionali, non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di prestare loro denaro.» (C. Marx, Il Capitale, libro I, cap. 24, par. 6, Edizioni Riunite, Roma 1974, pp. 817-818)

Oggi come è noto la creazione del denaro primario, o moneta legale, e del denaro creditizio, o bancario, cioè la sovranità monetaria, non è concessa agli Stati, ma è diritto esclusivo del sistema bancario privato. Inoltre con l’avvento dell’Euro si determina un trasferimento della sovranità monetaria verso un ente privato sovrannazionale Banca Centrale Europea (BCE). Infatti col Trattato di Maastricht (Art. 107) “si vieta qualsiasi possibilità di contatto o interferenza tra gli Stati Membri e la Banca Centrale Europea nella fase dell'emissione. In altri termini il rapporto tra Stati Europei e BCE è identico a quello esistente tra l'Argentina e la  Federal Reserve Bank americana. Su queste premesse l'emissione dell'euro è fatta dalla BCE come se fosse un prestito ad uno stato estero. (il  prestito all'estero  è  drasticamente  preteso  in  restituzione  per  norma  e  consuetudine  internazionale,  in quanto  effettuato  a  favore  di  estranei)” (2).

La vigente moneta-debito (Euro), emessa dalle Banche Centrali (che sono società per azioni partecipate dalle stesse banche che dovrebbero essere controllate dalle stesse Banche Centrali) è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che l’acquisiscono all’emissione.

Svuotare lo Stato, quindi il popolo e il Governo, della sovranità monetaria, significa e comporta privarlo anche della sovranità economica, fiscale e sociale, in quanto lo si priva della facoltà e del potere di determinare il destino della nazione, compromettendone l’esistenza nella prosperità, nella pace e nella coesione sociale, esponendola a devastanti derive anti democratiche, e ad impoverimento e sfruttamento criminoso da parte di forze speculative esterne ed interne.

È questo il  signoraggio della grande usura con cui l'uomo è posto ad un rango inferiore a quello della bestia. La bestia infatti non ha la proprietà, ma nemmeno il debito. La  moneta-debito  (nominale)  è  il  capolavoro  di  Satana.  Di  solito  vale  la  regola per  cui  non  esistono strumenti  buoni  o  cattivi,  ma  solo  il  modo  buono  o  cattivo  di  utilizzarli.  Con  la  moneta-debito  chi  l'accetta  viene  truffato  per  il  solo  fatto  che  l'accetta,  perché  ne  viene  contestualmente  espropriato  ed  indebitato  in quanto  accetta  in  prestito  il  proprio  denaro  di  cui  ne crea  il  valore  accettandolo  e  ne  viene  contestualmente  espropriato  ed  indebitato  perché l'accetta  in  prestito  all'atto  dell'emissione. (3)

Che  oggi  purtroppo il  politico  sia  -  come  diceva  Ezra Pound  -  il  “cameriere  del  banchiere”,  emerge dall'ovvia  considerazione  che,  se  si  mettono  a  confronto  il  governatore  della  Banca  centrale ed il Capo del governo, il primo può concedere o negare in prestito tutto il denaro che vuole, il secondo può solo chiederlo o non chiederlo, solo  in prestito. È ovvio quindi che il secondo è il  cameriere del primo, ma non perché abbia animo servile, ma perché le regole del gioco non consentono altrimenti.

Il sistema bancario, in mano a finanzieri privati, esautorando lo Stato e le istituzioni democratiche e rappresentative, spogliandoli della sovranità ed indipendenza monetaria, diventa un FANTASMA GIURIDICO utilizzato per servirSI anziché per serviRE.(4)

"Il Governo dovrà creare, emettere e far circolare tutta la valuta e il credito necessario a soddisfare il potere di spesa del Governo e il potere d'acquisto dei consumatori. (...) Il privilegio del Governo della creazione e dell'emissione del denaro è la sua più grande opportunità creativa. Attraverso l'adozione di tali principi, il desiderio lungamente sentito di usare un mezzo di pagamento uniforme sarà soddisfatto. Il finanziamento di tutte le imprese pubbliche, il mantenimento di un governo stabile e di un progresso ordinato, e la conduzione del Tesoro diventerà una questione di pratica amministrativa. Il popolo potrà e sarà rifornito con una valuta sicura quanto il proprio governo. Il denaro cesserà di essere padrone e diventerà servitore dell'umanità. La Democrazia si ergerà al di sopra del potere monetario." Abraham Lincoln, documento del Senato degli Stati Uniti d'America numero 23, Pagina 91, anno 1865


TASSE

“ La Banca centrale europea, di cui le singole banche nazionali dei Paesi membri sono divenute articolazioni, emette denaro prestandolo e/o addebitandolo allacollettività. L'emissione va distinta dal prestito di denaro: la primaha finalità di conio, il secondo presuppone la qualità di proprietario
del bene, oggetto del prestito. La magistratura dovrà dire basta!”
(ex questore di Genova, Arrigo Molinari ucciso con 22 coltellate prima dell’udienza contro Bankitalia. Redazione de Il Giornale.it 27 settembre 2005)

Il debito pubblico è il presupposto della tassazione. Con l’emissione di titoli del debito pubblico si attua un trasferimento di potere d’acquisto dai contribuenti (dal popolo) ai banchieri privati e un indebitamento dello Stato, del popolo, verso di loro. Quest’operazione attua, per le sue dimensioni, un trasferimento di potere politico in favore dei predetti banchieri privati.

 Il debito pubblico nasce quindi dall’uso di questo potere monetario da parte di soggetti privati.

Come è noto ed inconfutabile, la gran parte dei  prelievi  va  a  finire  nelle  tasche  degli  azionisti  della  Banca  centrale (S.p.A.,  società  privata  con scopo di lucro). Poteva avere una parvenza di attendibilità finalizzare il prelievo fiscale al pagamento dei debiti verso  la  banca  centrale,  quando  l'emissione  monetaria  era  basata  sulla  riserva.  Poiché  prestare denaro è una prerogativa del proprietario, la banca poteva dire: “la moneta è mia perché la riserva è mia, quindi posso emettere la moneta prestandola”.  Con la fine degli accordi di Bretton Woods, il  15  agosto  1971  si  è  avuta  la  prova  storica  oltre a  quella  scientifica  della  inutilità  della  riserva, altrimenti  il dollaro, da quella data, avrebbe dovuto perdere totalmente il suo valore perché privato della  riserva.  Dunque  crea  il  valore  della  moneta  la  collettività  che  l'accetta  e  non  la  banca  che  la emette, poichè  non è proprietaria di alcun controvalore o corrispettivo di valore reale pari al nominale della moneta appena creata. Il popolo è doppiamente derubato, in primis perché lavora per guadagnare qualcosa che non è di sua proprietà, ovvero l’euro che è solo in prestito, ed in secondo luogo perché il suo lavoro, che porta all’emissione di carta moneta, fa sì che il popolo abbia sulla testa l’incremento quotidiano di debito pubblico dato dall’emissione di euro da parte della BCE.(5)

La  carità  bancaria  è  più  forte  di  quella  cristiana.  La  carità  cristiana  insegna  a  rimettere  i debiti. La carità bancaria insegna addirittura a pagare i debitori. Le banche centrali  prestando il dovuto riscuotono come creditrici i propri debiti.

Gli Stati Nazionali e le altre Pubbliche Amministrazioni essendo quindi privi di sovranità monetaria si vedono costretti a imporre tasse di ogni tipo in quanto solo riciclando la poca moneta già circolante nel sistema economico si garantiscono i servizi di pubblica utilità, anziché procedere a creare moneta a costo zero per sé e senza alcuna formazione di Debito Pubblico. L’ imposizione fiscale statale è conseguenza della presenza del Sistema Bancario come unico sovrano sulla moneta e diventa una delle principali forme coercitive di controllo sociale.


USURA

"L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.  La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto" (Maurice Allais, premio Nobel per l'economia) .
Con moneta creata dal nulla si intende chiaramente che il banchiere non è proprietario di alcun controvalore o corrispettivo di valore reale pari al valore nominale della moneta bancaria appena creata.(6)

All’atto dell’ emissione il Sistema Bancario crea una moneta NOMINALE (valore intrinseco pressoché nullo) e la ADDEBITA, così facendo esso si appropria del valore della misura monetario senza fare alcunché poiché l’ atto del prestare è prerogativa del proprietario. Il pagamento degli interessi è la seconda usura applicata alla prima  già enorme.(7)


TRUFFA

"La storia testimonia che i cambiavalute hanno usato ogni sorta di inganno, macchinazione, frode e violenza possibile al fine di mantenere il controllo sui governi per gestire il denaro e la sua emissione." James Madison 4° presidente degli Stati Uniti d'America
Si pretende la restituzione non dovuta di un falso debito sul quale si fanno pagare pure gli interessi: essendo tutta la moneta-debito creata dal nulla, il sistema economico reale è obbligato a restituire ai banchieri privati moneta ottenuta lavorando sul mercato dei beni e dei servizi reali. Quindi il guadagno del Sistema Bancario derivante dal SIGNORAGGIO è INFINITO.(8)


AUMENTO CONTINUO DEI COSTI ECONOMICI REALI

"Davamo a questo popolo il maggior beneficio che abbia mai avuto: la sua propria carta [moneta] per pagare i propri debiti." John Adams, Padre Fondatore degli Stati Uniti d'America
Poiché tutta la moneta nasce solo come debito, ogni sua emissione inietta nell’economia reale un costo aggiuntivo di pari valore - la TASSA DA RESTITUZIONE MONETARIA - e aggravato dalla quota interessi - la tassa sulla tassa da restituzione - che obbliga tutto il sistema economico ad aumentare i prezzi e/o a tagliare tutti gli altri costi, cioè salari, forniture, investimenti, misure antinquinamento, stato sociale, ecc., generando inoltre inflazione per natura poiché viene regolarmente falcidiato il potere d’acquisto dei redditi.(9)

Di conseguenza avere ampie zone del Pianeta a costo economico quasi zero per materie prime, lavoro, salute umana e preservamento ambientale diventa obbligatorio e i regimi autoritari e le dittature militari fantoccio che controllano tali territori – il c.d. Terzo Mondo e i c.d. Paesi in via di sviluppo - sono necessari a mantenere tali queste gigantesche discariche di costi su scala mondiale e per garantire una parvenza di benessere ai c.d. Paesi sviluppati in quanto si presenta quasi come il benessere dei polli in batteria.

Il debito verso il Sistema Bancario è tra tutte le passività quella a massima esigibilità e a minima negoziabilità.


CRISI ECONOMICHE E FALLIMENTI

"Se gli Americani consentiranno mai a banche private di emettere il proprio denaro, prima con l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente. "Thomas Jefferson (1776) 3° presidente degli Stati Uniti d'America

E’ ovvio che la moneta-debito  è come un osso lanciato in un canile pieno di cani affamati che si azzannano solo per l’idea di avere quell’unico osso, una riedizione moderna della rarità aurea. Infatti il sistema economico nel complesso è costretto a barcamenarsi avendo a disposizione la poca moneta circolante e mantenuta rara dal controllo unilaterale del Sistema Bancario: perciò le crisi non sono causate dalla mancanza di beni e servizi ma dalla mancanza di MONETA per comprarli. L’economia reale si basa sulla quantità di denaro in circolazione. Se c’è poco denaro la gente deve ridurre la spesa, le industrie riducono la produzione e licenziano, e questo riduce ancora di più il denaro da spendere. In questo modo si apre una crisi.(9)

La situazione attuale è analoga a quanto descrisse mirabilmente lo storico Alexander del Mar per le colonie americane nel XVIII secolo:

“Alle colonie americane veniva impedito di avere un proprio sistema monetario e, grazie alle conseguenze della legge britannica del 1666, gli orafi di Londra e la loro Banca d’Inghilterra erano i padroni della situazione.  Ai governatori coloniali fu ordinato di non firmare più alcuna legge che autorizzava Certificati di Credito; fu ordinato che i Certificati di Credito in circolazione fossero ritirati. Nel 1735 il periodo di contrazione peggiore, il denaro era così scarso che gli abitanti non potevano pagare le tasse. L’effetto fu spaventoso: la rovina si abbatté su ogni casa, la gente non poteva più pagare le tasse ed era quindi costretta ad assistere al sequestro della loro proprietà da parte dello sceriffo, che la metteva in vendita ad un decimo del suo valore. Il commercio fu annientato, sostituito da un piccolo baratto che avveniva in natura. Anche le tasse dovevano essere riscosse in natura.( Storia dei Crimini Monetari, Alexander del Mar)


 MONOPOLI, MAFIE E MANGIATOIE PUBBLICHE E PRIVATE

"Tutte le perplessità confusioni, e afflizioni in America sorgono non tanto dai difetti della Costituzione, né dalla mancanza d'onore o di virtù quanto dall'assoluta ignoranza della natura della moneta, del credito, e della circolazione." John Adams, Padre Fondatore degli Stati Uniti d'America

Diventa fisiologica la formazione di Monopoli privati o pubblici, di sistemi corruttivi-clientelari-familistici e di associazioni a delinquere nazionali e sovrannazionali: infatti, siccome la rarità monetaria viene fatta passare solo attraverso i canali della produzione di beni e servizi, si ha la creazione di un’ oligarchia ben organizzata - CARTELLI E MONOPOLI - in ogni settore produttivo. In tale sistema monetario e sociale si alimentano bisogni e paure a circolo vizioso e funzionali al mantenimento in anestesia totale o menomazione della mente umana e chi ottiene il controllo di settori di business come quello dei media e degli stupefacenti si ritrova in una condizione di privilegio monetario praticamente permanente.

La scorciatoia monetaria di arricchimento del Sistema Bancario alimenta con l’anemia monetaria tutte le altre scorciatoie al miglioramento del potere d’acquisto contro la fatica competitiva: monopoli, corruzione istituzionale endemica (tangenti e clientelismi), grandi organizzazioni malavitose e illegalità diffusa già a basso livello. In definitiva si creano a cascata ALTRE FORME DI SIGNORAGGIO, cioè ottenere il massimo con la minima spesa emulando il Sistema Bancario.

Inoltre il Sistema Bancario ha interesse a prestare moneta proprio a chi dà le massime garanzie di restituzione del debito e/o di remunerazione di interessi e a chi se non a enti e società pubbliche o private che gestiscono monopoli naturali e artificiali e cartelli industriali in settori economici strategici? Come per esempio quelli bellico, chimico, farmaceutico, agroalimentare, energetico o dei trasporti… senza contare l’ opzione per le stesse banche di entrare direttamente al controllo dei cartelli multinazionali.


SPECULAZIONE FINANZIARIA

“Le banche hanno provocato più danni alla religione, alla moralità, alla tranquillità, alla prosperità e anche alla ricchezza della nazione rispetto al bene che possono aver fatto finora o che mai faranno.”
John Adams, Presidente degli Stati Uniti d’America (1819)

Le grandi banche hanno nelle loro mai il potere speculativo della Borsa. Il sistema borsistico è irrazionale e senza regole certe. La prevedibilità di questo sistema è nelle mani di chi lo controlla dall’alto, cioè dei grandi istituti bancari. Il 70% del credito speculativo mondiale è nelle mani di tre grandi banche: Morgan Stanley, Goldman Sachs e Ubs. Queste banche si valgono di conoscenze di natura sociologica e psicologica per condizionare i mercati e controllare l’economia. Il loro obiettivo principale è quello di accrescere ancora di più i loro capitali, spogliando i cittadini e le istituzioni.
Tutti ricordano gli attacchi speculativi degli hedge funds attuati da George Soros  per far crollare la lira. A causa di questi attacchi, il 5 novembre del 1993 la lira perse il 30% del suo valore e la Soros & Co guadagnò 15.000 miliardi di lire.(10)

Da allora come disse anche il presidente Raimondi del Movimento Solidarietà “Abbiamo avuto anni di privatizzazione e saccheggio dell'economia produttiva”. (11)


ISTIGAZIONE AL SUICIDIO DA INSOLVENZA.

“Non è tollerabile che una banca Centrale (Banca Centrale Europea), isolata, che non ha nessuna responsabilità né l’obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione, mentre i governi stanno zitti” (Franco Modigliani, premio Nobel per l’Economia)
 E’ ovvio che, essendo la moneta-debito bancaria una moneta con le caratteristiche intrinseche della rarità a causa del controllo unilaterale, dittatoriale e autoreferenziale da parte del Sistema Bancario (anemia monetaria programmata), è matematicamente impossibile per la gran parte dei debitori onorare le scadenze per insufficienza di moneta nel sistema economico: questi sono costretti a scegliere tra l’ indigenza, la disperazione e il suicidio.(12)


MONETA COME DROGA PER IL CONTROLLO SOCIALE.

"Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione. Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano.
Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo.

Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo fare spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un'azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo." USA Banker's Magazine (Rivista dei banchieri americani), 25 Agosto 1924

Nel Sistema della moneta-debito il lavoro diventa un concetto ideologico imposto dalla necessita’ di reperire moneta pena la propria esistenza fisica: ogni mansione diventa speculazione difensiva. In tale girone infernale lo stress sociale è ineliminabile perché banalmente e tragicamente creato all’origine a livello monetario. OGNI ALTRO MALE SOCIALE È UN SEMPLICE CASCAME DELLO STRESS ECONOMICO-MONETARIO.
Chi stenta alla competizione economico-sociale data dallo scannamento sull’osso monetario viene considerato spesso un fannullone, un parassita, e chi magari una volta tentata la competizione non riesce in qualche modo a posizionarsi secondo le aspettative viene pubblicamente deriso e umiliato.


MONETA COME MASSIMA FORMA DI DIVISIONE DELLA SOCIETÀ.

"L'usuraio distruggerà ogni ordine sociale, ogni decenza, ogni bellezza." Ezra Pound (1933)
Nel Sistema Piramidale del Debito implementato dal Sistema Bancario la divisione della società in classi è intrinseca: i pochi che raggiungono i piani intermedi e i pochissimi che stanno al vertice della piramide monetaria tendono a rimanervi perché vedono il parassitismo finanziario corporativo  che li caratterizza come la miglior forma di auto sostentamento. Infatti la ricaduta sugli stessi di tutti i danni umani e ambientali causati dal Sistema ha tempistiche molto più lunghe rispetto alla velocità di guadagno che essi ottengono. Il motivo per continuare così diventa “mors tua vita mea”: l’ UMANITÀ NON PUÒ CHE DIVENTARE CATTIVA con se stessa non avendo altra alternativa che la guerra economico-monetaria permanente.

Mediamente nella quasi totalità dei casi si perde ma la gente continua imperterrita, perché obbligata, a giocare alla Roulette del Debito in cui, ironia delle parole, il Banco vince sempre.


NOTA :

Questa che avete letto è una ampia consulenza in materia di strozzinaggio bancario elaborata dallo specialista che sotto pseudonimo collabora a questo blog, per la difesa processuale del sig. Luciano Franceschi, dove sarà depositata alla prossima udienza, onde illustrare al tribunale di Padova il grave e tragico problema della deriva dello stato, che è divenuto vassallo delle banche, alle quali ha concesso il diritto di rapina e strangolamento del popolo.

A breve, questa stessa consulenza, sarà disponibile anche come libretto e sarà edita dalle Edizioni della Lanterna, e i ricavi delle vendite saranno devoluti alle spese legali della difesa del sig. Luciano Franceschi.

Ricordiamo che continui aggiornamenti su questa emblematica e tragica vicenda giudiziaria sono pubblicati su questo blog al seguente link :


Invitiamo i nostri Lettori anche a manifestare concreta e solidale vicinanza a Luciano Franceschi, nei modi descritti al link che segue. Contro l’ usura, la solidarietà :


REDAZIONE DI DISSONANZE






(1)       Bruno Tarquini , “La banca, la moneta e l'usura - La Costituzione tradita”, Casa Editrice “Controcorrente” di Napoli
(2)       Giacinto Auriti, “Il paese dell’utopia”
(3)       Idem
(4)       Idem
(5)       Idem
(6)       Giacinto Auriti, “Valore e struttura della moneta”
(7)       Idem
(8)       Giacinto Auriti, “Il Valore Indotto della Moneta”
(9)       Giacinto Auriti, “Valore e struttura della moneta”
(10)     La Repubblica , 27 maggio 1992, La Repubblica , 28 maggio 1992, La Repubblica , 10 giugno 1992,La Repubblica , 23 giugno 1992,La Repubblica , 23 giugno 1992,La Repubblica , 25 giugno 1992,La Repubblica , 27 maggio 1992,La Repubblica , 11 agosto 1992,L'Unità, 12 agosto 1992,Esposto della Magistratura contro George Soros presentato dal Movimento Solidarietà al Procuratore della Repubblica di Milano il 27 ottobre 1995.
(11)     Solidarietà, anno IV n. 1, febbraio 1996
(12)     Giacinto Auriti, “Il paese dell’utopia”


UN LAGER CHIAMATO GAZA


Documentazione raccolta da : Centro Studi Federici

Segnaliamo due articoli relativi alla drammatica situazione in cui è costretta a vivere la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. A Gaza la parrocchia latina della Sacra Famiglia è il punto di riferimento della piccola comunità cattolica.

Striscia di Gaza, un dicembre infame
(Milano) - Alluvioni, tagli all’energia elettrica, mancanza di carburante. Nel quinto anniversario dell’inizio dell’operazione militare israeliana Piombo Fuso, la Striscia di Gaza vive una delle sue peggiori crisi umanitarie. Difficile chiamare emergenza una situazione ormai strutturale, ma i livelli raggiunti sono inimmaginabili.
La vigilia di Natale a Gaza è tornato il buio: Israele ha chiuso il valico di Kerem Shalom, in risposta all’uccisione di un operaio che stava effettuando delle riparazioni al muro di separazione, danneggiato dalle intense piogge della prima decade di dicembre. E dopo aver bombardato con jet F16 Khan Younis, a Sud della Striscia, uccidendo un uomo e una bimba di 4 anni, le autorità israeliane hanno chiuso il valico da cui passano beni di prima necessità. Tra questi il carburante, senza il quale l’unica centrale elettrica di Gaza non può funzionare.
Così, il milione e 700 mila residenti palestinesi da settimane devono fare i conti con il razionamento dell’elettricità: ogni quartiere usufruisce di 4 o 5 ore di energia al giorno. Si fa a turno, organizzando le normali attività quotidiane in base al funzionamento o meno di un interruttore di corrente.
La carenza di energia elettrica ha reso la Striscia più invivibile: gli ospedali lavorano a stento, le sale operatorie possono essere utilizzate solo a determinati orari e i reparti di terapia intensiva sono quasi del tutto bloccati. Colpito anche il sistema di raccolta delle acque: le pompe elettriche non riescono ad assorbire l’acqua che ha invaso le strade dopo la tempesta che ha vessato la Striscia questo mese. Quattro giorni di piogge intense hanno lasciato dietro di sé 10mila sfollati: in alcuni punti l’acqua ha raggiunto i due metri d’altezza, costringendo intere famiglie a cercare rifugio nelle scuole dell’Unrwa - l’agenzia Onu che assiste i profughi palestinesi - e nelle stazioni di polizia.
La carenza di carburante per alimentare la centrale elettrica e i generatori privati è ormai cronica: ad impedire i regolari approvvigionamenti sono sia le autorità israeliane che quelle egiziane. Dal 3 luglio scorso, giorno del colpo di Stato che ha deposto il presidente islamista Mohamed Morsi, Il Cairo è impegnato in una dura campagna punitiva contro Hamas, governo de facto della Striscia, accusato dall’Egitto di aver sostenuto militarmente e politicamente il regime dei Fratelli Musulmani. Oltre mille gallerie scavate sotto la linea di confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto sono state distrutte impedendo così l’ingresso clandestino di beni di prima necessità, carburante incluso.
Ebaa Rezeq, giovane attivista gazawi di Gaza Youth Breaks Out, ci racconta gli effetti che il blocco della Striscia – ormai cinta d’assedio dal 2007, quando gli uomini di Hamas assunsero, armi in pugno, il controllo del territorio, mettendo fuori gioco i dirigenti di Fatah – sta provocando sulla popolazione palestinese. Alle restrizioni quotidiane segue un trauma psicologico che azzera speranze e creatività.
«Non riesco a ricordare quando è stata l’ultima volta che non mi sono preoccupata dell’elettricità – ci spiega Ebaa –. A dicembre abbiamo avuto a disposizione solo 4 o 5 ore di corrente al giorno. Non che cambi molto: sono anni che dobbiamo fare i conti con tagli e black out, otto ore di elettricità e otto senza. Continuamente. Devi pianificare la tua vita quotidiana e il tuo lavoro in base alla corrente elettrica. Fare una doccia, scrivere al computer, organizzare un incontro di lavoro. Tutto va avanti così da anni ormai».
«La conseguenza è chiara: a livello psicologico la popolazione ha perso la creatività, la voglia di attivarsi, di manifestare la propria opinione. Siamo troppo presi, ogni giorno, a pensare a come risolvere i problemi basilari, a cercare di soddisfare bisogni fondamentali che nel 2013 in gran parte del mondo sono dati per scontato. Quando incontro i miei amici, passiamo metà del tempo a parlare di elettricità e carburante, o a chiedere se il confine è aperto o chiuso, se oggi avremo o no acqua calda. Energie e tempo necessari ad una lotta di base finiscono così assorbiti da altri pensieri, i più immediati».
Se non godi di diritti fondamentali e la tua principale occupazione è garantire alla tua famiglia beni di prima necessità, difficilmente avrai ancora tempo e forza per lottare, per esprimerti: «Ci hanno reso schiavi – continua Ebaa –. Non riusciamo più a pensare fuori dalla scatola, a organizzare una strategia politica popolare, a combattere contro l’occupazione militare e contro il nostro stesso governo, Hamas, che pare quasi crogiolarsi in una tale situazione. Emergenza costante a Gaza significa finanziamenti dall’esterno, soprattutto da Paesi arabi come Turchia e Qatar, e quindi “stabilità”: Hamas è in grado di mantenere la propria autorità e proteggere i propri interessi, senza far nulla per la popolazione gazawi».
Fuori, per le strade e i villaggi di Gaza, la tempesta dicembrina ha lasciato dietro di sé sfollati, morti e feriti, case distrutte, campi allagati e impraticabili, infrastrutture al collasso. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento nelle questioni umanitarie (Ocha), il 10 per cento delle serre e degli appezzamenti agricoli è rimasto seriamente danneggiato. Gli esperti dell’Onu vedono nero e dicono che nel 2020 Gaza non sarà più un luogo abitabile, soprattutto a causa della mancanza di acqua potabile e non inquinata. Oggi il 95 per cento della falda acquifera lungo la costa è contaminata: non può essere bevuta né utilizzata per l’agricoltura. Gli impianti di depurazione sono quasi del tutto inefficaci, vecchi e privati di una manutenzione regolare a causa dell’impossibilità di far entrare nella Striscia materiali da costruzione.
Dopo l’operazione Piombo Fuso – cominciata il 27 dicembre 2008 e terminata il 10 gennaio 2009 – durante la quale morirono 1.400 civili palestinesi, si calcola che ogni giorno finiscano in mare 60-90 milioni di litri di acque reflue non trattate.
«Capite? Ci stanno togliendo tutto, lentamente, direttamente e indirettamente», conclude Ebaa. «Anche i libri, ormai, sono quasi introvabili, qui a Gaza. Stiamo lentamente dimenticando cosa significhi sperare e sognare».

Terra Santa: appello di pace dei vescovi di Nord America, Europa e Sud Africa
Si è conclusa oggi a Gerusalemme con un appello di pace la visita del gruppo di coordinamento delle conferenze episcopali a sostegno della Chiesa Cattolica e dei cristiani nella Terra Santa. (…) L’iniziativa si svolge dal 1998 ogni anno nel mese di gennaio. "Siamo venuti in Terra Santa per pregare e sostenere la comunità cristiana e la causa della pace. A Gaza abbiamo visto la profonda povertà del popolo e la presenza coraggiosa delle piccole e vulnerabili comunità cristiane.
Gaza - affermano i vescovi - è un disastro causato dall'uomo, uno scandalo scioccante, un'ingiustizia che chiede a gran voce alla comunità umana una risoluzione". I presuli chiedono ai leader politici a migliorare la situazione umanitaria della popolazione di Gaza, assicurando l'accesso alle necessità di base per una vita dignitosa, possibilità di sviluppo economico e libertà di movimento.
"Nella situazione apparentemente senza speranza di Gaza, abbiamo incontrato persone di speranza. Siamo stati incoraggiati dalla nostra visita a piccole comunità cristiane, che giorno dopo giorno, attraverso molte istituzioni, raggiungono con compassione i più poveri tra i poveri, musulmani e cristiani. Continuiamo a pregare - dicono i vescovi - per sostenere i sacerdoti, i religiosi e i laici che lavorano a Gaza. Essi esercitano un ministero di presenza, si prendono cura dei bambini disabili e degli anziani, e educano i giovani. La loro testimonianza di fede, speranza e amore ci ha dato speranza. Questa è precisamente la speranza necessaria in questo momento per portare la pace, una pace che può essere costruita solo sulla giustizia e l'equità per entrambi i popoli. Palestinesi e israeliani hanno disperatamente bisogno di questa pace", scrivono i vescovi.
"Ad esempio, nella valle di Cremisan il tracciato della barriera di sicurezza minaccia la terra agricola posseduta da generazioni da 58 famiglie cristiane. I colloqui di pace in corso arrivano in un momento critico. Ora è il tempo di assicurare che siano soddisfatte le aspirazioni di giustizia di entrambe le parti". (…)