mercoledì 23 ottobre 2013

COME CANI DI PAGLIA PER I SACRIFICI AGLI DEI




Di : Edoardo Longo

In data di ieri ho ricevuto da Mirko Viola, in carcere a Milano, i due documenti che vedete riprodotti qui sopra[1].
Si tratta di una pesante minaccia di morte anonima ( e relativa busta con dati per la identificazione del colpevole ) che è giunta in carcere a Mirko Viola e – attenzione – risulta essere stata inviata il giorno 26 settembre, che non è una data qualsiasi ma… è il giorno successivo alla intervista rilasciata da Riccardo Pacifici, il minaccioso capataz della comunità giudaica di stanza in Italia , al telegiornale, con cui il personaggio – con quell’  aria tronfia e soddisfatta   che gli è tipica  – dimostrava compiacimento estremo perché Mirko Viola era stato gettato in carcere di sicurezza per .. avergli inviato una cartolina con un motto latino che a lui – digiuno evidentemente della lingua di  Virgilio [2]-  era apparsa come una minaccia, ovviamente  “razzista ed antisemita” ….
Ecco l’ effetto della “ licenza di uccidere “ che viene concessa al ben noto capo  ebraico  : è ’ più che evidente che il pericolo all’ ordine pubblico e alla civile convivenza viene da parte ebraica e non da altre parti.
Glissiamo sul fatto che , almeno, Mirko Viola la sua cartolina l’ ha firmata con nome e cognome, mentre il suo vile e minaccioso corrispondente, fan indiscutibile delle imprese eroiche del Pacifici, non ha avuto neanche questo coraggio, nascondendosi dietro la kippah dei suoi compari….
E’ difficile credere ad una coincidenza, vero ? La data, poi, come ci scrive Mirko, è stata attestata fuori di ogni dubbio dal rapporto trasmesso al Magistrato dal comando del carcere di San Vittore.
Tutto a posto, quindi perché la giustizia sta facendo il suo corso ?
Ma neanche per idea, se uno guarda con attenzione le cose… Benchè il reato di minacce di morte – da prendere anche con molta serietà, visto la aggressività e la violenza di cui la comunità giudaica in Italia dà prova ogni giorno – sia considerato dalla legge di noi gojim molto grave e sia perseguibile d’ ufficio, Il comando del carcere si è ben guardato dal procedere d’ imperio con denuncia, come avrebbe avuto obbligo di fare,  in considerazione che la minaccia era stata portata entro le mura del carcere .

Come faccio ad affermare questo ? Semplice : se fosse stata fatta una denuncia , la lettera minatoria sarebbe stata trasmessa alla magistratura, come d’ obbligo, essendo il corpo del reato…Il corpo del reato, quindi, non sta dove dovrebbe, cioè sulla scrivania di un magistrato  che ben potrebbe, se lo volesse, attivare una indagine negli ambienti più violenti del mondo ebraico…
No : il corpo del reato sta sulla mia scrivania. E nessuno indagherà. Mica si può correre il rischio di scoprire il colpevole, vero ? Magari di arrestare un ebreo ? Quando mai ! Sarebbe razzismo, antisemitismo, violazione della memoria ebraica, contestazione dei Sacri Numeri dell’ Olocausto !
Ebbene. Se non l’ ha fatta il direttore del carcere, come avrebbe dovuto in quanto pubblico ufficiale, la querela la farò io, e trasmetterò così alla magistratura la  squallida cartolina con cui una persona  molto coraggiosa e nobile  ha minacciato, con mano anonima, un detenuto colpevole solo di pensare in modo diverso da lui .
Lo devo a Mirko e alla mia coscienza, cui ripugna ogni illegalità e ogni arroganza dei potenti. Anche se so già che nessun magistrato indagherà : non siamo cittadini, ma solo cani di paglia per sacrifici agli dei. E al “ popolo eletto”….



[1] La lunga lettera di Mirko, che accompagnava il reperto, verrà pubblicata fra qualche giorno, con il suo consenso.
[2] E’ evidente che lui è figlio di ben altri “ maggiori” ,e non certo di quelli di noi spregevoli gojm italici…. Nessuno certo vuole togliergli l’ onore della sua discendenza …