lunedì 30 settembre 2013

IL SACCO D' ITALIA AVANZA

Di : Artifex

Quasi che fosse stata una notizia da giornale di provincia, tutta la grande stampa nazionale e va da sé anche la grande informazione televisiva, hanno bellamente trascurato il fatto che la Commissione europea abbia ricordato all’Italia che “a partire dal 2015 il trattato denominato Fiscal Compact entrerà in vigore e quindi da quell’anno e per i successivi  20 (venti!) anni l’Italia dovrà tagliare la spesa pubblica di 45 miliardi di euro ogni 12 mesi, in modo da riportare alla soglia del 60% il rapporto debito-pil”. Boom!
Ora, al momento attuale il governo dei sonnambuli guidato da Capitan Valium Enrico Letta non riesce a mettere a fuoco neppure il taglio di 4 miliardi di euro della spesa pubblica per cancellare l’IMU e altri 4 miliardi per bloccare l’aumento dell’IVA.
Qualcuno che abbia un minimo di lucidità è in grado di spiegare come potrà – il prossimo governo – tagliare di 10 volte tanto la spesa statale OGNI ANNO PER 20 ANNI?!
Vediamo come si potrebbe fare, ammesso e non concesso che un prossimo governo davvero intenderà provarci.
Ridurre di 900 miliardi di euro la spesa pubblica italiana di oggi (questo significa tagliare di 45 miliardi l’anno per 20 anni la spesa pubblica) significherebbe: dimezzare tutte le pensioni (ridurle del 50%) + licenziare almeno 2.000.000 di impiegati pubblici (un terzo nella scuola, un terzo nella sanità, un terzo tra polizia, carabinieri e Fiamme Gialle + i due terzi degli impiegati comunali e regionali) + cancellare ogni forma di assistenza sociale + ridurre di non meno del 40% tutti gli stipendi del settore pubblico.
Così, in 20 anni si ridurrebbe della metà di quei 900 miliardi di euro suddetti la spesa dello Stato.
E l’altra metà? L’altra metà va “drenata” dai risparmi dei cittadini in tasse sui patrimoni e più in generale su ogni avere, incluso il conto alla Posta da 1000 (mille) euro.
Non serve un fine economista per capire che tutto ciò porterebbe l’Italia a superare di botto la Grecia quanto a devastazione. E la devastazione è sorella della violenza e la violenza di massa si chiama guerra.
Il tutto inizierà tra esattamente tra un anno e cinque mesi a partire da ora.

GENOCIDI FUTURI / IL PIANO DI SPOPOLAMENTO MONDIALE DELLE NAZIONI UNITE




Documentazione raccolta da  : Anonimo Pontino



Di seguito alcune dichiarazioni e documenti riguardanti il piano di spopolamento delle Nazioni Unite.

 Thomas Ferguson, Funzionario del Caso Latino-Americano per l’Ufficio del Dipartimento di Stato per gli Affari sulla Popolazione (OPA) (fondato da Henry Kissinger nel 1975): “C’è un unico tema dietro ogni nostro lavoro – ridurre il livello della popolazione. O essi [i governi] usano i nostri metodi attraverso strategie piacevolmente pulite, o riceveranno lo stesso tipo di disordine che abbiamo in El Salvador, o in Iran o a Beirut”.

David Rockefeller, (Memorie (2002): “Noi controlliamo le istituzioni politiche e economiche americane. Alcuni credono che facciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia come ‘internazionalisti’ e di cospirare con altri nel mondo per costruire una struttura politica ed economica integrate – un nuovo mondo, se volete. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole, e sono orgoglioso di esserlo.”

“Siamo sull’orlo di una trasformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la giusta crisi globale e le nazioni accetteranno il “Nuovo Ordine Mondiale”.

“Siamo grati al Washington Post, al New York Times, al Time magazine, e ad altre grandi pubblicazioni i cui direttori hanno partecipato ai nostri incontri e hanno rispettato le loro promesse di discrezione per quasi quarant’anni. Sarebbe stato impossibile per noi, sviluppare il nostro progetto per il mondo se fossimo stati esposti alle luci della pubblicità nel corso di questi anni. Ma il mondo è adesso più sofisticato e pronto a marciare verso un governo mondiale che non conoscerà mai più la guerra, ma solo la pace e la prosperità per l’intera umanità. La sovranità sovranazionale di una élite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale esercitata nei secoli passati”.

Jacques Cousteau, ambasciatore dello UNESCO (1991): ”Per salvare il pianeta sarebbe necessario uccidere 350.000 persone al giorno.”

“La crescita demografica incontrollata e la povertà non devono essere combattute dall’interno, dall’Europa, dal Nord America, o qualunque nazione o gruppo di nazioni, ma deve essere attaccato dall’esterno – da organismi internazionali supportati in questo lavoro formidabile da organizzazioni competenti e totalmente non governative “.

Mikhail Gorbachev: “Dobbiamo parlare con maggiore chiarezza a proposito di sessualità, contraccezione, aborto, riguardo valori che controllino la popolazione, perché la crisi ecologica, in breve, è la crisi della popolazione. Tagliamo la popolazione del 90% e non saranno rimaste abbastanza persone che causino grandi quantità di danni ecologici.”

Paul Ehrlich Consulente scientifico di George W. Bush: “Ogni persona che ora si aggiunga influisce in modo sproporzionale sull’ambiente e sui sistemi che sostengono la vita del pianeta.”

Dave Foreman, primo co-fondatore di Earth:  “I miei tre maggiori obbiettivi sarebbero ridurre la popolazione umana a circa 100 milioni in tutto il mondo, distruggere le infrastrutture industriale vedere la natura selvaggia, con tutte le sue specie, ritornare sul pianeta.”

Principe Filippo, Duca di Edimburgo: “Se mi dovessi reincarnare mi augurerei di ritornare su una terra come un virus killer per abbassare i livelli della popolazione umana.”

Margaret Sanger fondatrice di Planned Parenthood (fondata dai Rockefeller): “La cosa più misericordiosa che una famiglia possa fare ad uno dei suoi membri infantile, è ucciderlo.”

“Il controllo delle nascite deve infine portare ad una pulizia razziale.” (Woman, Morality, and Birth Control. New York Publishing Company, 1922. Page 12)

Questa è la donna (Margaret Sanger) alla quale Hillary Clinton ha dichiarato pubblicamente di ispirarsi, durante i dibattiti presidenziali del 2008

John Guillebaud, professore di pianificazione famigliare all’ University College London: “L’effetto sul pianeta di avere un bambino di meno, nell’ordine di grandezza è maggiore di tutte le altre cose che possiamo fare, come per esempio spegnere la luce. Un bambino in più equivale a molte luci sul pianeta.”

Eric R. Pianka, professore di Biologia alla University of Texas a Austin: “Questo pianeta potrebbe essere in grado di sostenere forse mezzo miliardo di persone, che potrebbero vivere una vita sostenibile in un relativo comfort. La popolazione umana deve essere ampiamente ridotta ed il più velocemente possibile, per limitare ulteriore danno ambientale.”

Henry Kissinger, 1978: “La politica degli USA nei confronti del Terzo Mondo dovrebbe essere di spopolamento.”

William Benton, assistente segretario di Stato americano presso l’UNESCO 1946: (UNESCO è l’Organizzazione delle Nazioni Unite per Educazione, Scienza e Cultura):
“Fino a quando un bambino respira l’aria avvelenata del nazionalismo, l’educazione delle menti nel mondo può produrre solo risultati precari. Come abbiamo sottolineato, è spesso la famiglia che infetta il bambino con il nazionalismo estremo. Le scuole pertanto utilizzano gli strumenti descritti in precedenza per combattere gli atteggiamenti di famiglia che favoriscono il nazionalismo … noi dobbiamo attualmente riconoscere nel nazionalismo il maggior ostacolo per lo sviluppo della mentalità mondiale. Siamo all’inizio di un lungo processo di abbattimento dei muri della sovranità nazionale. L’ UNESCO deve esserne il pioniere.”

Michael Coffman  valutazione della Biodiversità ONU sulla Sostenibilità della Popolazione Umana; Senato USA 9 Settembre 1994:  L'ONU dice che il diritto alla proprietà non è assoluto e immutabile, ma c'è per la convenienza di qualsiasi cosa voglia fare il governo."

William S. Cohen, Segretario della Difesa, Testimonanza davanti alla Commissione Congressuale (1997): “Forme avanzate di guerra biologica in grado di colpire specifici genotipi possono trasformare la guerra biologica da un regno del terrore a uno strumento politicamente utile.”

È opportuno spendere due parole sul Codex Alimentarius.
Questo è un insieme di  regole su tutto quello che riguarda l’alimentazione, adottate da 181 paesi (il 97% della popolazione mondiale). Codici che vanno dalla produzione degli alimenti, all’etichettatura, regolamentazioni sui livelli di sostanze chimiche permesse (inquinanti, pesticidi, tossine, additivi, ecc.), sul trasporto e la tracciatura, nonché le norme igieniche, ecc. Circa 200 codici per gli alimenti, 40 di igiene e 3200 limiti massimi di residui di pesticidi e farmaci veterinari. Normative fondamentali e nessuno ne sa nulla.
“Regolamentare” spesso è sinonimo di “controllare”. Ogni organismo che “regolamenta” un qualcosa, ovviamente ne ha il controllo totale.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1945 nasce la FAO con lo scopo ufficiale di gestire e controllare la nutrizione e le norme alimentari internazionali, (il vero intendimento è controllare le popolazione mediante il controllo degli alimenti!).
Nel 1948 viene creata l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con lo scopo di ufficiale salvaguardare la salute globale e in particolare di stabilire norme alimentari  (il vero intendimento è controllare le popolazione mediante il controllo e gestione della malattia!).
Il Codex è stato creato ufficialmente nel 1963 sotto l’egida della F.A.O. (Food and Agricolture Organization)  e dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Il Codex da una parte è un’arma micidiale nelle mani delle lobbies agroalimentari, della chimica e farmaceutica (i cui proprietari sono gli stessi delle corporation delle armi, energia, telecomunicazioni, ecc.), dall’altra sarà lo strumento principe del mercato globale, quindi nelle mani della stessa Élite dominante.
Se per esempio il Codex definisce i “supplementi nutrizionali”, gli “integratori vitaminici” come delle “tossine” invece di semplici alimenti, sarà possibile imporre (per legge) una soglia “minima di dannosità”. E’ proprio quello che è accaduto qualche anno fa, quando il 21 maggio 2004 il Governo italiano ha approvato un decreto legge in attuazione della Direttiva numero 2002/46/CE del “Parlamento Europeo e del Consiglio” teso ad uniformare le discipline degli Stati membri sugli integratori alimentari. Un esempio per tutti è la Vitamina C (acido ascorbico o sodio ascorbato). “L’apporto giornaliero è ammesso fino al 300% del valore di riferimento”. Siccome il valore di riferimento (RDA) è un tristissimo 60 mg al giorno (che serve solo a prevenire lo scorbuto), significa che la Direttiva europea - tanto voluta delle lobbies del farmaco - impone un massimo giornaliero di 180 mg di Vitamina C. Una offesa alla nostra intelligenza, alla memoria del doppio premio Nobel Linus Pauling, il quale ha dimostrato scientificamente l’utilità di grammi giornalieri, e soprattutto un attacco mirato alla nostra salute.
Ecco perché non si trovano più, se non con grande fatica, in erboristeria gli integratori di compresse da 1 grammo di Vitamina C: sono illegali!
Sono stati molto sottili, perché non hanno “imposto per legge” la soppressione delle compresse da 1 grammo , hanno semplicemente abbassato il limite massimo del principio attivo, ed il gioco è fatto.
La medesima cosa avviene nella creazione di nuovi malati: abbassano le soglie (colesterolo, Psa, pressione arteriosa, glucosio, ecc.) et voilà per magia ecco milioni di nuovi consumatori di droghe, cioè di farmaci.
Dietro ovviamente c’è lo zampino del Codex.
Per spiegare invece come tale Codice sarà sempre più uno strumento globalizzante, basta comprendere come funziona il WTO (OMC), l’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Il WTO è l’arbitro del commercio internazionale e si rifà proprio al Codex per decidere se un paese può rifiutare oppure no l’importazione di un prodotto alimentare. Se per esempio la carne statunitense - pregna di ormoni della crescita bovina di sintesi (della Monsanto) - viene accettata (e lo è) dal Codex, il paese o l’unione di paesi (Europa) non potrà più rifiutarne l’importazione.
Il Codex - visti gli sponsor - non poteva non essere un grande promotore dei prodotti biotech, cioè degli alimenti geneticamente modificati. Siccome tali cibi pericolosi hanno proprio il sigillo Codex, sarà sempre più difficile per un paese proteggere la salute dei suoi cittadini impedendone l’entrata in commercio. Quindi tutti i prodotti marchiati Codex, che facciano bene alla salute o siano pericolosi, in quanto accettati dall’ente certificatore delle lobbies (appunto il Codex), entreranno nei circuiti di vendita e consumo, e nessun paese potrà rifiutarsi, pena sanzioni.
Questo è il Codex.


[3] “Codex and the international food trade”, www.fao.org/docrep/w9114e/W9114e06.htm#TopOfPage  
[4] Codex Alimentarius www.codexalimentarius.net/web/index_en.jsp   
[5] “The Codex achievement”, FAO, www.fao.org/docrep/w9114e/W9114e02.htm#TopOfPage    
[6] “Origins of the Codex Alimentarius”, http://www.fao.org/docrep/w9114e/W9114e03.htm#TopOfPage   

[16] “Tutto il potere alla Monsanto”, Maurizio Blondet, www.effedieffe.com/content/view/6991/171
[17] “Cambia la norma sugli integratori alimentari”, www.laleva.org/it/2004/06/cambia_la_norma_sugli_integratori_alimentari.html
[18] Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee L. 183/51, del 10 giugno 2002, www.ministerosalute.it/resources/static/news/591/documento1.pdf
[19]  “Food Safety – From the farm to the risk” European Commission http://ec.europa.eu/food/food/labellingnutrition/supplements/index_en.htm  

[14] “The Codex system: FAO, WHO and the Codex Alimentarius Commission”, http://www.fao.org/docrep/w9114e/W9114e04.htm#TopOfPage

sabato 28 settembre 2013

MUSSOLINI IL MALE ASSOLUTO ?


di : Filippo Giannini


   Sì, ripeto e chiedo: insomma esiste il Male Assoluto? La mia risposta, per quanto a mia conoscenza, è affermativa. Esiste e come se esiste, solo che i paraculetti ci hanno indicato quello che tale non è!
   Questo articolo mi è stato ispirato dopo aver letto che il signor Andrea Signorelli, ex presidente dell’Inps percepisce una pensione di circa 90 mila Euro al mese. E non è il solo; infatti di super pensionati – delle così dette pensioni d’oro – in Italia ce ne sono circa 100 mila che ci costano intorno ai 13 miliardi di Euro l’anno. Questo è almeno quanto mi risulta.
   Allora, come dal titolo, facciamo un saltino qua e là… e iniziamo con quello che sembrerebbe una favola.

   L’Onestà:
   Sino a fine novembre 1943, Mussolini rifiutò ogni appannaggio non solo a titolo personale, ma anche per le spese della sua segreteria. Il Ministro Pellegrini-Giampietro (un fenomeno di Ministro di cui spero di trattare il profilo quanto prima) in una memoria pubblicata su Il Candido del 1958, ha scritto: <Nel novembre era stato preparato un decreto, da me controfirmato, con il quale si assegnava al capo della R.S.I., l’appannaggio mensile di 120mila lire. Il decreto, però, che doveva essere sottoposto alla firma del Capo dello Stato (a Benito Mussolini, nda), fu da lui violentemente respinto una prima volta. Alla presentazione, effettuata dal sottosegretario di Stato, Medaglia d’Oro Barracu, ne seguì una seconda del suo segretario particolare Dolfin. A me che, sollecitato da Dolfin e dall’economo, ripresentai per la terza volta il decreto, Mussolini disse: “Sentite Pellegrini, noi siamo in quattro: io, Rachele, Romano e Annamaria. Mille lire ciascuno sono sufficienti”. Dovetti insistere nel fargli notare che, a parte l’insufficienza della cifra indicata, in relazione al costo della vita, occorreva tener conto delle spese della casa e degli uffici. Dopo vive sollecitazioni finì per accettare, essendo egli anche Ministro degli Esteri, solo l’indennità mensile di 12.500 lire assegnata ad ogni ministro. Nel dicembre del 1944, però, mi inviò una lettera  che pubblicò, rinunciando ad ogni e qualsiasi emolumento, ritenendo sufficienti alle sue necessità i diritti d’autore>. Infatti a guerra terminata la moglie del Male Assoluto, data l’indigenza in cui si trovavano lei ed i figli, chiese allo Stato italiano (quello nato dalla Resistenza) la pensione del marito, in quanto, bene o male, era stato capo del governo per più di vent’anni. Ebbene l’Inps si trovò in difficoltà nell’assegnare la pensione in quanto il marito aveva sempre rifiutato qualsiasi emolumento. Questo ricordo è dedicato ai vari Andrea Signorelli e ai centomila suoi Gemelli.

   L’Efficienza; nel ricordo del tratto Salerno Reggio Calabria:

nel 1937, XV E.F. in Libia, la Via Balbia (la strada nazionale costiera che ancora congiunge Amseat, sul confine con l’Egitto, alla frontiera con la Tunisia), fu costruita in 18 mesi. In Etiopia la Addis Abeba-Massaua, una strada di 1.600 chilometri, con i mezzi tecnici di allora, fu realizzata in 18 mesi. Vogliamo parlare dei miracoli compiuti in quel periodo? Come ad esempio la costruzione in Italia e nelle colonie di decine e decine di nuove città? In uno dei prossimi articoli ne parlerò; in ogni caso chi volesse approfondire subito può leggere il mio libro “Benito Mussolini nell’Italia dei miracoli” così potrà saggiare l’entità del “male che fece il Male Assoluto”.
    Stando a quanto riportato nella trasmissione televisiva Quinta Colonna del 17 settembre 2013, sembra che la Presidentessa della Camera desideri (e, come si sa, i desideri di una Signora sono sacri) la sua macchina blue ed avrebbe puntato gli occhi su una BMW, il cui costo, sempre stando a quanto riportato nella suddetta trasmissione, sia di circa 70 mila Euro: mi pare di ricordare che al Male Assoluto la Lancia, in occasione dell’uscita del modello Lancia Ardea, gli avesse donato un modello; ma questi rifiutò il regalo. Solo dopo ripetute insistenze della fabbrica, l’auto fu accettata, ma solo dopo averla pagata. E la pagò con i soldi suoi.
   Avete sentito quanti proprietari (padroni) di fabbriche chiudono in Italia, per trasferirsi all’estero? Colpa vostra signori lavoratori, o colpa dei vostri padri o nonni. Perché? Facciamo un altro saltino.
Per chiarezza ricordiamo che la Socializzazione proposta dal Male Assoluto faceva sì che i lavoratori partecipassero alla vita dell’azienda e alla partecipazione degli utili. In altre parole i lavoratori divenivano compartecipi e comproprietari dell’azienda. Ciò premesso, molto brevemente perché tornerò quanto prima sull’argomento, vediamo quanto ha scritto Bruno Tomasich su “L’altra storia”: <Il Decreto che annunciava la socializzazione, vagheggiato da Bombacci (1), voluto da Mussolini ed elaborato da Tarchi e Sargenti fu reso pubblico il primo marzo 1944. L’annuncio mise subito in allarme il PCI che, com’era naturale nei suoi piani, aveva da tempo iniziato la sua penetrazione sindacale nelle fabbriche e, con il tacito assenso dei “padroni”, anch’essi spaventati per altro motivo (i comunisti si vedevano scavalcati a “sinistra”, nda), fece in modo che gli operai, pochi giorni dopo la pubblicazione, proclamassero lo sciopero generale in tutta la Repubblica. “Lo sciopero, che durò in alcune fabbriche anche quattro giorni, aveva un carttere nettamente politico, ma c’era anche, da parte dei dirigenti, la palese volontà di silurare in partenza la socializzazione, di cancellare subito dall’animo delle masse ogni eventuale effetto favorevole che l’indirizzo sociale della Repubblica potesse aver suscitato” (…)>.
Per ripagare il notevole contributo avuto dai grandi industriali, i comunisti che controllavano appieno il CLNAI, come primo atto ufficiale, addirittura il 25 aprile 1945, proprio mentre si continuava a sparare e mentre era iniziato "l'olocausto nero", ripeto, come primo atto ufficiale ci fu l'abolizione della "Legge sulla Socializzazione". E l’operazione fu condotta proprio dal padre di Enrico Berlinguer. Non lo sapevate? D’altra parte fu legittima difesa, in quanto i Berlinguer erano ricchissimi proprietari terrieri. La prova? Eccola con i nomi: i comitati di liberazione dell’antifascismo sono accusati di connivenza con la grande finanza e i grandi industriali da precise documentazioni, come riporta l’archivio di Riccardo Gualino (Cartella n° 20 – Partiti Resistenza 1944-1945), fra queste, di rilievo la lettera datata 26 ottobre 1944 del Reparto Fronte clandestino di Resistenza che ringrazia per il contributo di 3 milioni di lire. Altre 250.000 lire furono ricevute dalle brigate partigiane del Piemonte. C’è una lettera (13 luglio 1945) con la quale si ringrazia per il sostegno finanziario fornito ad Aldo Garosci in data 26 marzo 1945. I Gualino, come scrive Bruno Tomasich, <sono una potente famiglia piemontese del mondo della finanza e dell’industria con forti legami con gli Agnelli ed interessi nel mondo della chimica e della cinematografia>. E ancora, riporto sempre dall’interessantissima fonte: <Ecco cosa ci racconta il “Banchiere della Resistenza” Franco Giannantoni: “Fu grazie a Pizzoni se i finanziamenti iniziarono ad affluire copiosi, anche se non sempre sufficienti, alle varie formazioni partigiane. Ma Pizzoni riuscì a far sborsare ingenti somme anche da gruppi industriali italiani, come le acciaierie Falck, la Borletti, la Lepetit, per non citarne che alcuni (il flusso di denaro verso la resistenza era di 160 milioni al mese, milioni di allora) (…)>.
Insomma, la lotta proletaria aveva a capo un super-banchiere: Alfredo Pizzoni. Insomma, caro lavoratore sei stato nfregato, ma non  maledire tutti, d’altra parte per la sorte della guerra la Resistenza fu assolutamente ininfluente; si distinse solo per le stragi di uomini, donne e bambini (sì, tanti bambini colpevoli di essere figli di fascisti, o supposti tali), stragi avvenute, eroicamente, a guerra terminata.
   Mi riprometto di tornare sull’argomento Socializzazione quanto prima. Chiudo citando le ultime parole del Male Assoluto: <Il mondo me scomparso, avrà bisogno  ancora dell’idea che è stata e sarà la più audace, la più originale la più mediterranea ed europea delle idee. La Storia mi darà ragione>.  Interpretando il pensiero del soggetto del presente articolo, termino esortando i lavoratori a non permettere che le fabbriche vengano chiuse e trasferite all’estero: occupatele e socializzatele.

1) Ricordiamo che Nicola Bombacci fu uno dei tre fondatori nel 1920 del Partito Comunista d’Italia. Bombacci dopo un periodo di vita nel Paradiso bolscevico rientrò inorridito in Italia e volle morire assassinato accanto a Mussolini, perché, come disse: sarà Mussolini a portare il socialismo in Italia.

 

lunedì 23 settembre 2013

QUANDO ENTRI IN BANCA....

di :  Anonimo Pontino


Quando ci metti piede occorre tener ben presente che ti trovi in una istituzione bancaria. La direttrice e i suoi impiegati possono essere molto gentili e servizievoli, ma non dimenticare che sono al servizio della banca. Sono remunerati grazie alle tue commissioni sul denaro che ti estorcono. lo fanno in modo molto educato e gentile per ottenerlo. Una volta che l'hanno ottenuto, diventano spietati. Se non paghi le scadenze sulla casa, ad esempio, la vendono e si tengono per sé tutto il denaro...anche se ne hai già pagato una buona parte. Le banche commerciali o meglio "bande commerciali" sono istituzioni private a scopo di lucro. Il loro fine non è quello di farti un favore, ma di estorcerti più denaro possibile. Tutti i mezzi sono buoni. I clienti sono catalogati in base al potenziale rendimento per la banca. I ricchi hanno diritto a favori e sono corteggiati: sorriso della direttrice e nessuna attesa in coda. I poveri non ricevono nessuna attenzione da parte della direttrice e fanno la coda.
E non bisogna dimenticare che le banche prestano aria: denaro che non hanno. Se i clienti venissero tutti a reclamare i loro soldi, non potrebbero rimborsare nemmeno un 5%...e poi chiuderebbero i battenti. Ci prelevano sopra gli interessi. E' tutta una frode. Niente da stupirsi se sono ricche.
La più importante fonte di fondi per l'avviamento delle nuove imprese è l'ipoteca sulla casa dell'imprenditore. Questo perché, in sostanza, dobbiamo guardare a come si realizza in pratica il prestito bancario. La banca, abbiamo detto anche altrove - "crea denaro dal nulla". Ma la maggior parte di questo denaro che crea - e che genera debito - in realtà è una monetizzazione delle garanzie offerte da colui che chiede il prestito. Nel caso della garanzia immobiliare, la banca usa il contratto del prestito firmato dal cliente come fosse un bene da scontare: le da un valore e lo monetizza accreditando il relativo importo sul conto corrente del cliente oppure, ma più raramente, tramite assegno bancario. Questo è un punto fondamentale: la banca NON usa denaro che già possiede o che le è stato prestato, ma lo crea contabilmente all'occasione sulla base del bene impegnato. La banca quindi - sulla base degli accordi stipulati - chiederà. che il cliente ripaghi quella stessa quantità di denaro - oggetto del contratto - più gli interessi, per svincolare e liberare la garanzia. La banca si fa pagare a caro prezzo la contabilizzazione econometrica delle garanzie.
Le banche sostengono che, quando ricevono indietro i soldi, tengono solo la quota parte degli interessi (che nel caso di un mutuo possono superare del 100% il capitale) mentre il capitale "lo distruggerebbero".....QUANDO il vostro direttore di banca organizzasse un barbecue dove in un gran falò bruciasse tutti questi soldi provenienti dal riflusso del capitale, chiamatemi: sono proprio curioso di venire a vedere!

Le banche non sono quindi dei puri intermediari del credito, come vorrebbero far credere, ma sono dei veri e propri enti d'emissione (di denaro virtuale). La considerazione è importante, perché, in caso di default, nel caso in cui il cliente non riesca a rimborsare il prestito, spesso a causa della carenza artificiale di denaro circolante poiché il riflusso viene perlopiù immediatamente riprestato ad interesse, la perdita secca per la banca è sostanzialmente circoscritta alle spese della pratica ed al mancato "guadagno".
A che serve la scuola dell'obbligo se poi i meccanismi-chiave non sono nemmeno ben noti a chi li utilizza nell'attività quotidiana? Ed ancora, a che serve creare tutta questa quantità di titoli di rappresentazione della proprietà privata se il vero meccanismo di creazione del capitale rimane oggetto di un oligopolio e non è un bene comune? Se il banchiere sono io e se utilizzo il sistema di creazione "dal nulla" con gli interessi è chiaro che più titoli voi metterete nero su bianco e più proprietà potrò espropriare "legalmente" tramite il meccanismo del debito...
La tassa sull'aria di Kyoto, che rappresenta il culmine di questo delirio di appropriazione delle cose altrui, della cosa pubblica, è l'ovvio risultato di tutto quel lavorio invisibile che il De Soto vorrebbe spacciarci per un gran progresso dell'umanità!
Quando leggi sui giornali che il Ministero del Tesoro vende titoli di stato ai risparmiatori sai che stai per diventare più povero?
Il Ministero del Tesoro, autorizzato dalla Banca d’Italia, per finanziare le necessità del governo, stampa titoli di stato che verranno venduti ai risparmiatori in cambio dei loro risparmi. La spesa del tesoro per produrre questi titoli è pari al costo della carta e dell’inchiostro. In questo modo ha creato milioni di euro di debiti nei confronti dei cittadini.  Ogni volta che avviene questa operazione il potere d’acquisto della moneta scende e si diventa più poveri.
Un altro punto che occorre tener chiaro è la distinzione tra credito e moneta. La gente spesso si riferisce al credito come fosse moneta. La gente usa la moneta per comprare beni e servizi mentre usa il credito per comprare beni e servizi con la promessa di pagamento in moneta nel futuro. La distinzione tra moneta e credito causa molta confusione che, ovviamente, fa comodo……. Per circa 300 anni, sia in Europa che negli Stati Uniti, la confusione tra questi due concetti ha portato a trattare la moneta di conto come equivalente della moneta di scambio. In pratica, dal punto di vista contabile, sarebbe come se si confondessero le scritture contabili dell'inventario si magazzino con gli oggetti fisici reali contenuti nel magazzino. Sarebbe come se presentandoci in una lavanderia per ritirare il nostro vestito portato a lavare, ci consegnassero invece un foglietto di carta con su scritto "una giacca". Oppure come se, consegnata la giacca da lavare ed ottenuta la ricevuta, poco dopo assistessimo ad un cliente che esce dalla medesima lavanderia portandosi appresso la nostra giacca... La facilità con cui il pubblico - magistrati compresi - viene raggirato in questo semplice gioco illusionista, è dovuta ad una profonda e non-casuale ignoranza del tema contabile e monetario. Una ignoranza coltivata ad arte dai mass media. 

MAGISTRATURA CRIMINALE

Esiste un "codice segreto"  illegale applicato dai magistrati ?
Sulla base della propria esperienza professionale, l' autore, l' avvocato Edoardo Longo, delinea le tracce di questo " codice segreto dell' ingiustizia ", applicato nei processi politici da magistrati affiliati a qualche potere occulto. Il testo è completato da oltre 120 commenti di vari lettori delle newsletters dell' autore sul tema. Esplosivo.
Apprezzato dal Capo del Governo Onorevole Silvio Berlusconi.
 ( seconda edizione, riveduta ed aumentata )
Link ufficiale del libro :

LETTERE DAL CARCERE DI MIRKO VIOLA

http://www.amazon.it/Lettere-Dal-Carcere-Mirko-Viola/dp/1291518444/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1379939883&sr=1-1&keywords=mirko+viola

venerdì 20 settembre 2013

ESPORTANO " DEMOCRAZIA" ..........


Di  : Gianfredo Ruggiero


L’ America è  comunemente conosciuta come la patria della libertà , come la nazione che più di ogni altra ha contribuito all’ affermazione della democrazia nel mondo.
Il suo modello di società è  considerato dai suoi estimatori come l’ unico in grado di assicurare a tutti pace e benessere e di stabilire un nuovo ordine mondiale basato sugli ideali di concordia e fratellanza.
Ma è proprio così ? Siamo proprio sicuri che questo quadro sia reale e non dipinto ad arte?
Partiamo dalle origini. Nel nuovo mondo venivano spediti direttamente dalle carceri europee i delinquenti di ogni risma, gli ergastolani, gli emarginati e gli avventurieri pronti a tutto. Puritani fanatici e vogliosi di rinverdire i fasti della Santa Inquisizione, cattolici perseguitati dai protestanti, ebrei vittime dei pogrom, affamati, asociali e spostati di ogni sorta. Da tutto ciò  nasce la "civiltà americana.
Ha mosso i primi passi massacrando  gli indiani per sottrarre loro la terra, lasciandoli morire di fame, di inedia e di alcolismo dopo averli ristretti in riserve sempre più  piccole e prive di pascoli, la loro unica fonte di nutrimento.
E’ diventata potente con il lavoro degli schiavi africani strappati con la forza alla loro terra e trattati alla stregua di animali domestici su cui esercitare diritto di vita e di morte. Si sono dovuti attendere gli anni '60 per porre fine alla vergognosa segregazione razziale in vigore in molti Stati USA.
Durante il secondo conflitto mondiale l’ America ha massacrato milioni di civili inermi nei bombardamenti a tappeto delle città  tedesche. Ad Amburgo come a Dresda perirono, bruciati vivi dagli ordigni incendiari o mitragliati dal volo radente dei caccia, oltre duecentomila civili, per poi completare l’ opera con le bombe atomiche gettate su due delle più  popolose città  del Giappone.
I prigionieri tedeschi della Wehrmacht, ragazzi di 15 e 16 anni, rinchiusi nei campi di concentramento americani e inglesi venivano volutamente lasciati morire di fame, di malattie e di stenti. Costretti a scavarsi con le mani delle buche dove ripararsi dal freddo o dal sole cocente, sotto lo sguardo indifferente degli aguzzini alleati pronti ad uccidere al primo segno di insofferenza.
A guerra finita i “liberatori “ si girarono dall’ altra parte quando i partigiani massacravano i fascisti o presunti tali, familiari compresi. Quando riempivano le fosse comuni con i corpi straziati dei giovani soldati e delle ausiliarie, spesso violentate prima di essere barbaramente uccise, arresisi dopo il 25 aprile.
Nel dopoguerra, dopo averci distrutto le città  con i bombardamenti terroristici del 1944, l’ America, con il piano Marshall, ha investito in Italia grandi capitali per farci diventare una sua docile e redditizia colonia. Al riguardo si parla tanto degli aiuti americani, ma si dimenticano gli enormi contributi, veramente disinteressati, provenienti dall’ Argentina. Ogni giorno navi stracolme di ogni cosa hanno fatto la spola tra il Paese di Evita Peron e l’ Italia, ma di questo nessuno ne parla.
In Vietnam per stanare i Vietcong gli americani non esitarono a bruciare con le bombe al napalm interi villaggi con le persone dentro. Tali operazioni venivano cinicamente chiamate “disinfestazioni”.
Negli anni settanta e ottanta l'America ha sostenuto le più  sanguinose dittature militari sia in sud America, dove la CIA ha organizzato e finanziato i più  cruenti colpi di stato, sia in Grecia e in Turchia con i regimi dei colonnelli. Salvo poi disconoscerli dopo che ebbero fatto il lavoro sporco o essere diventati poco utili ai suoi disegni geopolitici.
L’ Iraq, per giungere ai giorni nostri, era uno Stato sovrano, retto da una dittatura non tanto diversa da quella che possiamo trovare nei Paesi islamici amici dell’ America come l’ Arabia Saudita e gli Emirati arabi, e sicuramente meno feroce di quella cinese con la quale l’ amministrazione americana (e l’ Italia) intrattiene ottimi rapporti d'affari. Le varie etnie e religioni coesistevano pacificamente (l’ ex vice di Saddam Aziz era cristiano) anche grazie al pugno di ferro del Rais. Con gli americani non c’è  più  un edificio in piedi, neppure i luoghi di culto sono risparmiati e lo spettro della guerra civile sempre alle porte. Per non parlare dell’ economia divenuta totalmente dipendente dall’ America dopo che questa si è¨ impadronita del suo petrolio.
Sotto le macerie delle loro abitazioni, distrutte dalle bombe a stelle e strisce, sono morte 160 mila persone e almeno 30 mila bambini; un’ intera città , Falluja, è  stata bombardata giorno e notte con ordigni al fosforo che hanno bruciato vivi e corroso migliaia di uomini, donne, vecchi, e bambini; ai posti di blocco i soldatini di Bush e Obama dal grilletto facile uccidono decine di persone al giorno (come è successo al nostro povero Calipari). Nelle carceri americane dei paesi occupati (vedi Guantanamo) la tortura non è¨ una novità .
In Afghanistan, per rimanere nel campo delle guerre preventive, con l’ occupazione è ripresa con vigore la produzione di oppio che serve, beffardamente, a finanziare la resistenza talebana e a drogare la gioventù americana.
L’ America conserva un poco invidiabile primato, quello di essere la prima produttrice, esportatrice e utilizzatrice al mondo di armi di distruzione di massa, una vera e propria democrazia a mano armata: dalle bombe atomiche gettate sul Giappone, che ancora oggi mietono vittime a causa delle radiazioni, alle armi chimiche utilizzate in Vietnam e Iraq e per finire agli ordigni all’ uranio utilizzati nei Balcani, causa primaria delle morti per cancro tra la popolazione e tra gli stessi soldati, molti dei quali italiani.
Il business degli armamenti rappresenta una voce primaria del bilancio USA: le armi americane sono esportate in tutto il mondo, ovunque vi siano focolai di guerra. Nei paesi poveri scarseggiano il cibo e le medicine, ma non le pallottole made in Usa. Non è  un caso che negli ultimi vent’ anni la fame del mondo invece di diminuire è aumentata ed è tutt’ ora in costante crescita, come la diffusione delle armi. "le guerre si fanno per vendere armi" afferma il Santo Padre riferendosi alla smania d'intervento in Siria del presidente americano Obama (premio Nobel per...la pace).
Venuta meno la minaccia sovietica ci saremmo aspettati un progressivo disimpegno militare americano in Europa, invece la Nato (leggi America) ha mantenuto sul nostro suolo il suo enorme apparato bellico (113 basi, di cui alcune nucleari, oltretutto mantenute con i nostri soldi). A quale scopo? Per difenderci dalla Svizzera o per rimarcare, anche militarmente, il nostro stato di impotenza e di dipendenza dagli USA?
La cultura e lo stile di vita americani sono intrisi di violenza: un’ arma non si nega a nessuno, neppure agli adolescenti (vedi le ricorrenti stragi nelle scuole e nei campus universitari).
Nei sobborghi delle città  americane, all’ ombra degli sfavillanti grattacieli, l’ emarginazione, la violenza e l’ alcolismo sono di casa. La stessa cinematografia è imperniata sui gangsters, sui cow boys che uccidono gli indiani e sulla forza bruta del potere.
Non è un caso che l’ America è  oggi l’ unico paese del mondo occidentale a praticare la pena di morte. Come nei tanto osteggiati Paesi islamici e nelle peggiore dittature comuniste e militari.
L’ America è sicuramente un grande Paese sotto il profilo economico e, soprattutto, militare, ma dal punto di vista umano e civile non ha proprio nulla da insegnarci. E rattrista vedere i nostri politici e intellettuali di destra, ma anche di sinistra, guardare con simpatia e ammirazione all’ America, come se noi europei, maestri di cultura e civiltà , noi europei, che abbiamo insegnato al mondo a camminare, non fossimo in grado di sviluppare un nostro modello di società , ancorato ai nostri valori di umanità   e di giustizia sociale.
EUROPA RISORGI !

Gianfredo Ruggiero,
 presidente Circolo Culturale Excalibur di  Varese 

giovedì 19 settembre 2013

GALERA AGLI STROZZINI

Corruzione a Equitalia Cinque gli indagati

Passati al setaccio gli uffici di cinque città Tra indagati, anche direttore Liguria.

Sono 5 gli indagati nell'inchiesta della Guardia di Finanza su Equitalia che ha portato gli uomini delle Fiamme Gialle ad effettuare complessivamente 29 perquisizioni, a Roma, Latina, Genova, Napoli e Venezia, tre acquisizioni documentali negli uffici di Equitalia, dell'Inps e presso i domicili degli indagati.
Tra destinatari del provvedimento di perquisizione anche l'ex Direttore Regionale Equitalia del Lazio e l'attuale Direttore Regionale Liguria. Secondo le indagini, gli indagati avrebbero garantito vantaggi finanziari a imprenditori e professionisti, accogliendo istanze di rateizzazione di cartelle esattoriali anche in assenza dei requisiti.
Ma non solo: inquirenti e investigatori ritengono che i cinque avrebbero anche interferito nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali alterando così sia la correttezza dei dati relativi ai pagamenti, sia la loro visibilità, con l'obiettivo di ottenere la rinuncia, da parte dell'ente di riscossione, ad adottare procedure di esecuzione immobiliare.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Leggere anche :

lunedì 16 settembre 2013

OCCUPAZIONE SIONISTA DELLA PALESTINA / LE LACRIME DI CREMISAN

Di : Christophe Lafontaine


Olive, uva e sole. Piccolo paradiso della Palestina, la Valle di Cremisan - sito agricolo di 170 ettari – si estende a nord-ovest di Betlemme, in Cisgiordania. Ma questo bel paesaggio bucolico sta cambiando, avvolto dal buio.
Il verdetto è stato emesso. Lo Stato di Israele continua la costruzione della sua “barriera di sicurezza”. Essa taglia in due la valle di Cremisan. Vale a dire priva la parrocchia di Beit Jala dei suoi terreni, separando il convento delle salesiane da quello dei salesiani, lasciando ognuno da una parte del muro. Le terre che il muro va a confiscare facendole passare in territorio israeliano sono coltivate da vigneti.
La comunità salesiana coltiva le sue colline dal 1891 e dall’uva raccolta viene prodotto un vino famoso. La denuncia degli agricoltori di Cremisan risale al 2006. Invano. Dopo 7 anni di procedure, la commissione speciale d’appello israeliana, pronunciandosi sulle confische di terre, ha respinto i ricorsi presentati dai proprietari dei terreni di Cremisan, nonché dalla Società di San Yves, che opera per difendere i diritti umani a Gerusalemme, dipendendo dal Patriarcato Latino, e che rappresenta le suore salesiane.
“Ci sentiamo minacciati vedendo molta nostra terra confiscata dall’occupazione militare israeliana che ha già iniziato a costruire il ‘famoso muro’ annettendo la terra palestinese”.
Quale è il motivo di fondo di questa lettera, se non una richiesta di aiuto degli abitanti del paese? L’amarezza per la divi- sione fisica di una comunità religiosa, per il progressivo isolamento degli abitanti di Betlemme e per la confisca delle loro ter- re attraverso il muro di sicurezza israeliano cresce fino alle lacrime. Come vivranno le generazioni future?
Che sviluppo economico, che spazio di libertà? Oggi, i cristiani palestinesi ripongono la loro speranza nel Papa (speranza vana, ndr), che martedì 30 aprile ha ricevuto in Vaticano il Presidente israeliano Shimon Peres, che i redattori della lettera considerano come “uno dei principali autori della politica israeliana di colonizzazione della Palestina occupata”.
Fatto compiuto.
L’ultimo ricorso possibile sarà quello di rivolgersi alla Corte Suprema israeliana. È quanto chiede apertamente il Patriarca Latino Fouad Twal, a nome dell’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa, in un comunicato del 29 aprile, evidenziando, nei confronti della decisione israeliana, come di fatto “l’espropriazione dei terreni non aiuti la causa della pace e non rafforzi la posizione dei moderati”.
Nel comunicato si chiede il rispetto reciproco e la legittimità internazionale. Si chiede altresì alle autorità israeliane di modificare il percorso del muro: “Siamo amareggiati da questa ingiusta decisione che invoca il bisogno di sicurezza d’Israele, ma anche la difficoltà di cambiare il percorso della parte già costruita del muro, che ci pone davanti al fatto compiuto”. E conclude: “Facciamo notare che il fatto compiuto non può divenire fonte di un nuovo diritto”.
Christophe Lafontaine

Da: “Notiziario informativo – Gerusalemme”, del Patriarcato Latino di Gerusalemme, n. 23, maggio 2013.

MIRKO VIOLA / IL COLLASSO DELLA LEGALITA' GIUDIZIARIA IN ITALIA






Pubblichiamo, con il consenso dell’ Autore , è ovvio, un ‘ altra lettera di Mirko Viola, prigioniero politico della repubblica “ democratica” italiana.
Assieme alla lettera – integrale come sempre – pubblichiamo anche la cartolina della vergogna per la quale Mirko Viola è di nuovo in carcere. Cartolina della vergogna per la magistratura italiana, perché non si è mai visto, a memoria d’ uomo, che una persona sia tratta in carcere, addirittura “ preventivo” ( !) per aver inviato, neppure in forma anonima, una cartolina con una frase in latino, tratta da una Elegia ( cioè da una poesia ) in versi di Properzio, che viene studiata in tutti i licei d’ Italia.
La frase esprime  il concetto che “ non sarà il giudizio di un magistrato ad incutermi terrore , poichè migliore è  l’ etica trasmessami dai miei avi  “. Un concetto nobile e desta orrore che, per averlo scritto su una cartolina, si possa languire in carcere.    A questo punto, propongo che tutti gli insegnanti di latino della nostra nazione siano gettati in carcere con l’ accusa di “ propaganda razzista ed antisemita”.
La cartolina che riproduciamo è tratta proprio dall’ atto processuale d’accusa e non è una fantasia di qualcuno che vuole “ delegittimare “ questa bella magistratura : essa si delegittima ampiamente da sola con queste azioni criminali ……
[ ricordiamo che  ora le lettere di Mirko Viola, quale testimonianza di questa  malagiustizia al servizio incondizionato di bene individuabili lobbies di potere e di malaffare incompatibili con ogni Stato di diritto sono disponibili anche in volume [1]e sono pubblicate, assieme ad altri documenti , sulla pagina facebook dedicata ai PROCESSI POLITICI IN ITALIA[2] : invitiamo i nostri lettori a pubblicizzare la pagina e il libro ].

domenica 15 settembre 2013

IO NON FESTEGGIO I CRIMINALI DI GUERRA



Di : Germana Ruggeri


Churchill firmò la Carta Atlantica, adducendo ragioni umanitarie, poco dopo pretese di interpretarla, perchè valesse solo per l'Impero Britannico. Contemporaneamente, ordinò di "radere al suolo" le città aperte tedesche, "tutti gli atti di ...violenza possibili", "tutto il terrore possibile", "di uccidere il maggior numero possibile di Tedeschi". Anni dopo, siglò il piano Morgenthau ed elogiò l'espulsione di milioni di Tedeschi dalla loro patria come il "metodo più soddisfacente e duraturo"; testuali parole pronunciate alla Camera dei Comuni il 15 dicembre 1944.
" Non ci sarà più nessuna mescolanza di popolazioni, eterna fonte di conflitti. Non mi spaventa la riduzione della popolazione. Durante questa guerra sono morti sei milioni di Tedeschi e pensiamo che ne moriranno ancora molti fino alla fine, così ci sarà posto per i profughi"
Churchill a Yalta il 7 febbraio 1945:
" Ne abbiamo uccisi 5 o 6 milioni e probabilmente ne uccideremo ancora un milione fino alla fine della guerra. Dunque in Germania dovrebbe esserci abbastanza spazio per gli espulsi. Verranno a colmare il vuoto al momento opportuno, ecco perchè non mi fa paura la questione del trasferimento, purchè rimanga entro certi limiti"
Dunque i "Tre grandi" del "mondo civile", per soddisfare i propri appetiti, non hanno esitato a mercanteggiare volgarmente sulla pelle dei popoli civili, in base ad una politica di risarcimento dei danni, come nell'antichità, quando i vinti venivano cacciati dalla propria terra, resi schiavi e venduti come tali. La sola differenza è che nel XX secolo hanno agito in nome dell'umanità, della giustizia, del diritto, dei principi cristiani, della democrazia e che in questo caso si trattava non di qualche migliaio di combattenti barbari ma di milioni di civili appartenenti alla cultura europea. Poco importava a Churchill sapere che durante il "trasferimento umanitario" (come veniva chiamata la cacciata di queste popolazioni nei protocolli di Postdam) circa 3.800.000 Tedeschi avevano trovato la morte, mentre altri erano sopravvissuti in quelle terribili circostanze solo a prezzo di tutti i propri beni. In pieno XX secolo- e non era la prima volta- i Tedeschi sono stati dichiarati fuorilegge in patria, ma ciò non sembra che a Churchill importasse.
D'altronde, non fu lui che tranquillizzò Mickolajczyk, Primo Ministro del governo polacco in esilio, con queste abominevoli parole: "Non preoccupatevi per quei cinque o sei milioni di Tedeschi...se ne occuperà Stalin. Non vi creeranno alcun problema, cesseranno di esistere" ?
Conoscere i fatti storici ed i loro promotori insegna chi impartì la "filosofia sanguinaria che ricorda il tempo dei barbari". Winston Churchill ne è il capofila.

OLOCAUSTI DIMENTICATI / I CRIMINI DEGLI ALLEATI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Documentazione raccolta da Anonimo Pontino

Gli storici calcolano che 2 milioni di donne tedesche sono state stuprate dopo che le forze alleate e sovietiche hanno sconfitto l'esercito di Hitler.

Una testimonianza di ciò che avvenne nella Prussia Orientale è fornita dall'inviato speciale del 'Courrier' di Ginevra nella seguente corrispondenza pubblicata nel numero del 7 novembre 1944 del quotidiano svizzero: 'La guerra che in Prussia Orientale si svolge nel triangolo Gumbinnen-Goldap-Ebenrode, da quando Goldap é stata ripresa dai tedeschi, è al centro degli avvenimenti. La situazione non è solo caratterizzata dagli aspri combattimenti delle truppe regolari, ma, purtroppo, pure dai troppo noti metodi di conduzione della guerra: mutilazioni e impiccagione dei prigionieri ed il quasi TOTALE STERMINIO DELLA POPOLAZIONE CONTADINA TEDESCA rimasta sui luoghi nel tardo pomeriggio del 20 ottobre... La popolazione civile è, per così dire, scomparsa dalla zona di combattimento poiché la maggior parte dei contadini è fuggita con la propria famiglia. Tutto è stato annientato dall'Armata Rossa. Trenta uomini, venti donne, quindici bambini sono caduti nelle mani dei russi a Nemmersdorf ed uccisi. A Brauersdorf ho visto di persona due lavoratori agricoli d'origine francese, ex prigionieri di guerra, fucilati. Uno lo si è potuto identificare. Non lontano da loro trenta prigionieri tedeschi avevano subito la stessa sorte. Vi risparmio la descrizione delle mutilazioni e della orribile vista dei cadaveri sui campi. Sono impressioni che superano perfino la più accesa fantasia. (da 'E malediranno l'ora in cui partorirono', pag.21)
Da Mosca arrivavano la 'Krasnaja Zveda', l'organo delle forze armate, la 'Pravda' e le 'Isvestija' con articoli del propagandista Ilya Grigoryevich Ehrenburg (nato a Kiev in una famiglia ebrea) e dei suoi collaboratori, e nelle riunioni si cominciò a leggerne e a commentarne, con martellante insistenza, i passi più salienti: 'I tedeschi non sono esseri umani. D'ora in avanti il termine 'tedesco' é per noi tutti la maledizione più orribile. D'ora in avanti il termine 'tedesco' ci spinge a scaricare un'arma. Noi non parleremo. Noi non ci commuoveremo. Noi uccideremo. Se nel corso di una giornata non hai ucciso nemmeno un tedesco, allora per te é stata una giornata perduta. Se tu credi che il tedesco invece che da te sarà ucciso dal tuo vicino, allora tu non hai capito il pericolo. Se tu non uccidi il tedesco, sarà il tedesco ad uccidere te. Egli arresterà i tuoi e li torturerà nella sua dannata Germania. Se tu non sei in grado di uccidere con una pallottola il tedesco, allora uccidilo con la baionetta. Se nel tuo settore vi é tregua e non é in corso una battaglia, allora uccidi il tedesco prima della battaglia. Se tu lasci in vita il tedesco, il tedesco impiccherà l'uomo russo e disonorerà la donna russa. Se tu hai ucciso un tedesco, allora uccidine un secondo. Per noi non c'è nulla di più piacevole dei cadaveri tedeschi. Non contare i giorni, i chilometri, conta solo una cosa: i tedeschi che hai ucciso. Uccidi i tedeschi! Questo implora la tua vecchia madre. Uccidi i tedeschi! Questo implorano i tuoi figli. Uccidi i tedeschi! Così grida la nostra madre terra. Non perdere occasione! Non sbagliarti! Uccidi!' [...] 'I tedeschi' sentivano dire con un crescendo, 'malediranno l'ora in cui calpestarono la nostra terra. Le donne tedesche malediranno l'ora in cui partorirono i loro feroci figli. Noi non infamiamo. Noi non malediamo. Noi siamo sordi. Noi ammazziamo'. (da 'E malediranno l'ora in cui partorirono', pag.32)
I militari sovietici che cercavano di soccorrere la popolazione civile tedesca si rendevano colpevoli di uno dei reati contro la sicurezza dello Stato previsti dall'art.58 del codice penale sovietico e puniti con la reclusione non inferiore a mesi sei e, nei casi più gravi, con la fucilazione. Lo scrittore Leo Kopelev, per aver reagito a Neidenburg e ad Allenstein alle brutalità perpetrate dai suoi commilitoni, fu accusato di 'umanitarismo borghese' e, nonostante fosse un comunista convinto e maggiore del servizio di propaganda, addetto in particolare all'istruzione e all'impiego al fronte dei militari tedeschi che erano passati al servizio dell'Armata Rossa dopo Stalingrado, fu condannato in base al citato articolo e deportato per anni. (da 'E malediranno l'ora in cui partorirono', pag.62)
Testimoni, sopravvissuti di Metgethen, riferirono che cadaveri di donne erano stati appesi agli alberi dei giardini pubblici; che donne in stato interessante erano state sventrate e gettate in fosse nella foresta di Schönfliess. (da 'E malediranno l'ora in cui partorirono', pag.79)

Allied War Crimes of World War II

[...]Era notte quando un reparto sovietico, al comando di un capitano, giunse alla fattoria di Peter Haupt. Peter Haupt e i suoi non ebbero il tempo di rendersi conto di cosa stesse accadendo che già si trovarono tirati giù dai letti e sospinti, in camicia, tremanti per il freddo ed il terrore, nello stanzone che occupava buona parte del piano terreno e schierati, faccia al muro, contro una parete. [...] Poi si rivolse a Peter Haupt ed ai suoi familiari. Obbligò l'uomo ed i suoi tre figli di 16, 14 e 4 anni ad inginocchiarsi e, fatte avanzare la moglie e le sue due figlie di 18 e 12 anni, le denudò e le costrinse a distendersi sul freddo pavimento e violentò la moglie. La donna gemeva e si divincolava sotto la stretta morsa che la tratteneva e invocava aiuto. Peter Haupt non resistette. Con un balzo, urlando di furore, si lanciò in avanti, afferrò l'ufficiale in procinto di avvicinarsi alla figlia diciottenne e lo tirò con forza per le gambe, facendolo cadere a terra. [...] Peter Haupt fu colpito più volte, ma non mortalmente, e così ferito e sanguinante, ad un ordine del capitano, fu trascinato fuori, sull'aia. Nello stanzone moglie e figli osservavano terrorizzati la scena, senza osare li benché minimo movimento. Trascorsero così lunghi attimi di profondo silenzio: il capitano al centro della stanza, le donne distese per terra, i ragazzi inginocchiati al muro. Sembravano statue. In quel silenzio all'improvviso rintronò un urlo lacerante cui fecero eco le grida della moglie di Peter Haupt. La donna non vide il marito che, in un ultimo sussulto di energie, con le mani irrigidite sulle viscere, si trascinava nella neve. Fece pochi metri, poi cadde e la sua voce si spense in un rantolo. I soldati gli avevano schiacciato, con pietre, i testicoli. [...] Fuori della fattoria, nel villaggio di Peter Haupt e nei villaggi a nord-est di Cracovia, ovunque erano giunti i soldati dell'Armata Rossa, quella notte fu una notte di spavento, di violenza, di morte. (da 'E malediranno l'ora in cui partorirono', pag.35-36)

[...]Pesanti passi, violenti colpi alle porte, urla cominciarono a rintronare per tutto il palazzo. Al primo piano la signora König fu una delle prime prede: l'afferrarono, sgombrarono il letto, gettando a terra la madre settantottenne che vi giaceva agonizzante, e la violentarono. Quindi toccò alla ragazza della porta accanto: aveva vent'anni e venti bruti si buttarono su di lei, a turno. Nel corridoio videro uno sfollato di Goldap e lo abbatterono. Dall'appartamento del dottor Grünwald giungevano assordanti rumori e risa: i vincitori vi si erano installati, bevevano acquavite e spaccavano mobili. (da 'E malediranno l'ora in cui partorirono', pag.69)

[...]'Il 13 febbraio' gli riferì la donna, 'giorno dell'ingresso dei sovietici, restammo in cantina sino alle 20, indisturbate. Poi sentimmo dei passi e tanto era il terrore che ci prese, che non osavamo neppure respirare. Comparvero quattro soldati che dapprima si comportarono sopportabilmente; presto però divennero un po' troppo intraprendenti verso di me e verso la giovane signora Keil e all'improvviso fu: 'Frau komm'. Non risposi. Al terzo ordine, spazientito, il soldato mi afferrò per un braccio, mi sollevò e mi diede un calcio tale che volai sino alla porta della cantina. Un altro malmenò la signora Keil e poi se la trascinò dietro, costringendola a portare con sé la figlia Traudl. Anche sua mamma e sua sorella dovettero andare. Cosa poi ci capitò, non occorre che glielo descriva: andò avanti tutta la notte sino al mattino; bestiale! Io tornai per prima nella cantina e lì trovai i due anziani coniugi della nostra casa uccisi e con gli occhi enucleati: si erano opposti, come mi raccontò la signora Tindel, a lasciar andare con loro la cognata ed il nipotino. Verso le 10, ci fu un po' di tranquillità e tutte ci recammo nell'appartamento della signora Keil, la cui figlia undicenne era stata pure violentata. Lì ci cucinammo qualcosa da mangiare e in quel mentre udimmo di nuovo passi e si ricominciò daccapo. Urlavamo, li pregavamo di lasciarci in pace, ma non avevano pietà. Ci accordammo allora di impiccarci, ma ne sopraggiunsero altri. Quando finalmente anche costoro se ne andarono eravamo pronte. Ognuna di noi si era procurata un coltello ed anche un lenzuolo era pronto. La signora Polowski s'impiccò per prima. La signora Keil impiccò dapprima la sua Traudl e poi se stessa, lo stesso la sua cara mamma fece con sua sorella. Restammo solo noi due, sua mamma ed io. La pregai di farmi il cappio, poiché, per l'eccitazione, non ci riuscivo; lo fece, ci abbracciammo ancora una volta, e spingemmo via coi piedi il bauletto sul quale stavamo. Mi accorsi di toccare terra con la punta dei piedi: sua mamma mi aveva fatto la corda troppo lunga. Provai ancora e ancora, perché volevo morire, ma senza riuscirvi; guardai e destra e a sinistra: eravamo appese tutte su una fila e loro si trovavano bene, poiché erano morte. A me non restò che liberarmi dal cappio, cosa che mi riuscì dopo molti tentativi. Ero sola e fuggii disperata. (da 'E malediranno l'ora in cui partorirono', pag.91)

Così, fra discorsi ed applausi, se ne partì l'Armata Rossa. Aveva avuto il tempo di infierire, stuprare, deportare, ridurre allo stremo la popolazione tedesca e, soprattutto, di spogliare il paese dei macchinari e delle apparecchiature industriali, dei beni agricoli e del patrimonio zootecnico. Si portò via i mezzi di trasporto, le attrezzature scolastiche, municipali, alberghiere, ospedaliere e, singolarmente, si arricchì di ogni possibile bene privato, senza trascurare le biciclette, un mezzo che molti dell'Armata Rossa non avevano mai usato.(da 'E malediranno l'ora in cui partorirono', pag.176)