lunedì 26 agosto 2013

MAGISTRATURA ITALIANA

MAGISTRATURA INETTA? MAGISTRATURA POLITI-CIZZATA? MAGISTRATURA CORROTTA? BAH! DECIDETE VOI!



    Ė da qualche anno (anzi da decenni) che queste accuse sulla magistratura vengono erogate da destra e sinistra. Diamogli uno sguardo noi che non siamo né di destra, né di sinistra.
   Ho ricevuto tempo fa una mail che ho stampato, ma non so per quale motivo, mi è rimasto solo il testo, senza, cioè l’indicazione di chi me la spedì. Tuttavia, dato l’interesse che ha suscitato in me, me ne avvalgo.
   Leggo che Vincenzo Galgano, capo della Procura della Repubblica di Napoli <ha dichiarato al ”Corriere del Mezzogiorno” del 19 ottobre 2009: “Nella nostra Procura ci sono alcuni PM faziosi e fanatici che danneggiano persone e collettività  e provocano sofferenze (…). E poi abbiamo più ciucci che aquile>.
    Sono parole gravissime che danneggiano l’immagine di una Istituzione che dovrebbe (sì, dovrebbe) essere al di sopra di ogni giudizio negativo e sospetto.
   Ma andiamo avanti.
   Antonio Ingroia (ve lo ricordate?), quand’era PM alla Procura di Palermo, ha definito politicizzata (se lo dice lui…!) la sentenza della Consulta , che ha dato ragione  al Presidente Giorgio Napolitano nel conflitto con la Procura di Palermo sulle intercettazioni delle sue telefonate col Senatore Nicola Mancino, e la Cassazione ha aperto nei suoi confronti un provvedimento per illecito disciplinare perché “ha vilipeso la Corte Costituzionale e leso il prestigio dei suoi  componenti”.
   E ancora.
   Gustavo Zagrebetsky, ex  Presidente  della Corte Costituzionale, disse ad Antonio Ingroia, che ha resa pubblica la confidenza. <Questa sentenza era già scritta perché i giudici della Consulta si sono lasciati influenzare dal clima di favore attorno al Presidente della Repubblica; nessuna meraviglia che le sentenze della Corte siano politicizzate>. Ci si chiede se è ammissibile in un Paese, una volta culla del Diritto, che un ex Presidente della Corte Costituzionale neghi la terzietà  dei suoi colleghi e denunci comportamenti che minano la loro credibilità. Ed ora, cos’è la “terzietà”? Dal Treccani: <Elemento essenziale del “giusto processo” costituzionalmente garantito (art. 111 della Costituzione. I requisiti della “terzietà” e dell’imparzialità del giudice, garantiscono e tutelano l’equilibrio, il distacco e l’indipendenza di giudizio del singolo giudice rispetto alle parti e all’oggetto della controversia>. Ci si chiede inoltre: perché la Consulta non ha adottato alcun provvedimento disciplinare a carico di Ingroia?
   Ma non è finita: Piero Ostello sul Corriere della Sera  dell’11 maggio 2013, ha lasciato, tra le altre, queste straordinarie dichiarazioni: <A giudicare da come sono condotte certe inchieste (in un profluvio di intercettazioni inutili) si perviene a sentenze poi smentite anni dopo, si tratta di gente che non sa semplicemente fare il proprio mestiere o lo fa con la presunzione di poter disporre della vita degli altri a proprio arbitrio. Il difetto sta, evidentemente, in un concorso inadeguato a individuare preparazione professionale e attitudini personali. Così, arrivano nei tribunali e nelle procure persone animate o solo di un senso politico-palingenetico della propria funzione o di una idea di se stessi che rasenta , più che presunzione, la paranoia>.
   L’autore di molte di queste osservazioni è Gerardo Mazziotti (premio internazionale di giornalismo civile), il quale termina con questo giudizio: <Va denunciato che in nessun altro paese del mondo esiste un’”Associazione Nazionale Magistrati”, un vero e proprio sindacato di categoria, che minaccia, e attua scioperi di protesta contro leggi ad essa non gradite. E che solo una classe politica inetta e pusillanime ha potuto consentire che i magistrati italiani si organizzassero in correnti ideologiche. Come ad esempio “Magistratura Democratica” che ha la sua Bibbia ne “La toga rossa”. Un libro che andrebbe letto e commentato ogni sera in televisione. Si tratta  di organizzazioni non previste dalla Costituzione e perciò illegittime. Da abolire subito, senza se e senza ma. Basta il “Consiglio Superiore della Magistratura>.
   In merito a quest’ultima osservazione di Gerardo Mazziotti, si può consigliare la lettura del libro “Le toghe rotte” , scritto dal procuratore aggiunto alla Procura di Torino edito da “Chiare Lettere”. Dove, fra l’altro possiamo leggere: <(…). Per capire perché accade tutto questo è necessario sapere che cosa succede nelle aule dei tribunali e come si lavora nelle Procure. Ecco un libro che finalmente lo racconta. Se si supera lo choc di queste testimonianze offerte da vari magistrati e avvocati, sarà poi più facile valutare le esternazioni in materia di giustizia che dal politico di turno, di volta in volta imputato, legislatore, opinion maker, e spesso contemporaneamente tutte queste cose. Accompagna le testimonianze un testo illustrativo ad uso dei cittadini per capire come funziona la giustizia (la pena, i gradi di giudizio, le indagini, il processo, ecc.)>.
   Per provare a capire se la Magistratura nata dopo la Resistenza sia realmente (come da titolo) inetta, politicizzata, corrotta, farò seguire una analisi documentata di come operava la Magistratura ai tempi del Male Assoluto.

di Filippo Giannini

IL TERZO REICH E I BANCHIERI INTERNAZIONALI



 Di : Anonimo Pontino


Nel 1919 Hitler fu chiamato come membro del 2 ° Reggimento di Fanteria a frequentare un corso di istruzione politica. Lo scopo di questo corso fu quello di fornire ai soldati un background di politica al fine di monitorare i movimenti rivoluzionari e politici presenti a Monaco in quel momento.
Uno dei relatori del corso era un ex ingegnere edile trasformato economista, il dottor Gottfried Feder (1881-1941), la sua prima conferenza aveva il titolo "Abolizione della servitù di interessi". Hitler fu affascinato da quello che aveva sentito, e questo doveva essere un punto di svolta nella sua carriera politica.
... Ho capito subito che qui vi era una verità di importanza trascendentale per il futuro del popolo tedesco. La separazione assoluta del capitale di borsa dalla vita economica della nazione avrebbe permesso di opporsi al processo di internazionalizzazione delle imprese tedesche, senza attaccare direttamente quel capitale e quel potere finanziario; se lo avessimo fatto avremmo messo in pericolo le fondamenta della nostra indipendenza nazionale.
… Ho visto chiaramente quello che si stava sviluppando in Germania, e mi sono reso conto allora che la lotta più dura non sarebbe stata contro le nazioni nemiche, ma contro il CAPITALE INTERNAZIONALE.
….La lotta contro il capitale finanziario internazionale e capitale di prestito diventerà uno dei punti più importanti del programma su cui la nazione tedesca fonderà la sua lotta per la libertà e l'indipendenza economica.
… Lo Stato “farsa” di oggi opprime le classi lavoratrici e protegge i guadagni pirata dei banchieri e degli speculatori di borsa. Il potere del denaro, più spietato di tutti i poteri, detiene il controllo assoluto sullo Stato, sulla società, sulla morale, sulla letteratura, ecc.
… Abbattere la schiavitù di interesse" è il nostro grido di guerra. Cosa si intende per schiavitù di interesse? Il proprietario del terreno è sotto questa schiavitù, poichè deve accendere prestiti per finanziare le sue attività agricole, prestiti a così alto interesse che divorano i risultati del suo lavoro. Il lavoro va quasi interamente a coprire gli interessi sugli scoperti bancari.
… La Schiavitù di interessi è la vera espressione dell’antagonismo: capitale contro lavoro, sangue contro il denaro, il lavoro creativo contro lo sfruttamento. La necessità di rompere questa schiavitù è di così grande importanza per la nostra nazione e la nostra razza, che su di essa solo dipende la speranza della nostra nazione di uscire dalla sua schiavitù, di recuperare la felicità la prosperità e la civiltà in tutto il mondo . E 'il perno su cui tutto si trasforma, ma è molto di più che una mera necessità di politica finanziaria. I suoi principi e le conseguenze riguardano ogni singolo individuo e richiedono una decisione da parte di ciascuno: servizio alla nazione o illimitato arricchimento privato. Significa una soluzione della questione sociale.
… Il nostro principio finanziario: la Finanza deve esistere per il bene dello stato, i magnati finanziari non devo costituire uno stato nello stato. Da qui il nostro obiettivo di rompere il schiavitù di interesse.
Occorre rilevare lo Stato e la nazione dal suo indebitamento verso le case finanziarie. Nazionalizzare la Reichsbank e le case d'emissione, che prestano ad interesse. Erogare denaro per la costruzione di tutti i servizi pubblici non tramite prestiti ma tramite titoli di stato infruttiferi. Creazione di una banca nazionale per finanziare lo sviluppo delle aziende tramite la concessione di prestiti infruttiferi. Eliminare le imposte indirette sui consumatori e sui produttori.” (Adolf Hitler, Mein Kampf, Hurst and Blackett, London, 1922)
Nei libri di A. Sutton linkati sotto “Wall Street and the rise of Hitler” “Wall street and the bolshevik devolution” sono riportate le fonti di finanziamento al nazionalsocialismo e del bolscevismo:
Le somme che arrivarono ad Hitler (e solo all'inizio) sono irrisorie rispetto a come finanziarono l'Urss. I finanziatori pensavano che cosi avrebbero usato Hitler come una marionetta.
Scrive Henry Coston (L'Alta Finanza e le rivoluzioni, 1970) che Thyssen, tra i finanziatori di Hitler fino al 1938, anno in cui i rapporti vennero interrotti e quindi fu costretto a rifugiarsi in Svizzera (fu espulso nello stesso anno anche il finanziere ebreo Marx Warburg che faceva parte dell'Alto Consiglio internazionale della IG Farben), disse atterrito al suo amico Stephenson, al tempo capo del controspionaggio inglese per l'emisfero atlantico: "Noi abbiamo perduto il controllo di Hitler". 
Nell’ultima parte del capitolo che segue la dichiarazione di Thyssen poc'anzi citata: "I capitalisti che finanziarono il Partito nazionasocialista credettero, almeno fino per un certo periodo, di aver condizionato Adolf Hitler e di averne successivamente perso il controllo, mentre, in realtà, essi non esercitarono mai alcuna forma di vincolo sui comportamenti di Hitler; anzi al contrario fu Hitler a servirsi dei loro finanziamenti, pur intuendone l'equivocità del movimente, per abbattere la democrazia di Weimar, per fondare il Volkstaat nazionalsocialista e, in ultimo, per rispondere militarmente all'aggressione imperialista del capitalismo  internazionale nei confronti del Terzo Reich."
Winston Churchill, dal suo libro The Second World War, Berna 1960:
Il delitto imperdonabile della Germania prima della seconda guerra mondiale fu il suo tentativo di sganciare la sua economia dal sistema di commercio mondiale, e di costruire un sistema di cambi indipendente di cui la finanza mondiale non poteva più trarre profitto”. 
Come fu possibile tutto questo?
Non siamo stati così sciocchi da creare una valuta collegata all’oro, di cui non abbiamo disponibilità, ma per ogni marco stampato abbiamo richiesto l’equivalente di un marco in lavoro o in beni prodotti. Ci viene da ridere tutte le volte che i nostri finanzieri nazionali sostengono che il valore della valuta deve essere regolato dall’oro o da beni conservati nei forzieri della banca di stato“. (Adolf Hitler, citato in Hitler’s Monetary System, www.rense.com)
Quando Hitler arrivò al potere, il Paese era completamente, disperatamente, in rovina.
Il Trattato di Versailles aveva imposto al popolo tedesco risarcimenti che lo avevano distrutto, con i quali si intendeva rimborsare i costi sostenuti nella partecipazione alla guerra per tutti i Paesi belligeranti.Costi che ammontavano al triplo del valore di tutte le proprietà esistenti nella Germania. La speculazione sul marco tedesco aveva provocato il suo crollo, affrettando l’evento di uno dei fenomeni d’inflazione più rovinosi della modernità. Al suo apice, una carriola piena di banconote, per l’equivalente di 100 miliardi di marchi, non bastava a comprare nemmeno un tozzo di pane. Le casse dello Stato erano vuote ed enormi quantità di case e di fattorie erano state sequestrate dalle banche e dagli speculatori. La gente viveva nelle baracche e moriva di fame. Nulla di simile era mai accaduto in precedenza: la totale distruzione di una moneta nazionale, che aveva spazzato via i risparmi della gente, le loro attività e l’economia in generale.
Schacht, che all’epoca era il responsabile della zecca della repubblica, si lamentava: “Il Trattato di Versailles è un ingegnoso sistema di provvedimenti che hanno per fine la distruzione economica della Germania. Il Reich non è riuscito a trovare un sistema per tenersi a galla diverso dall’espediente inflazionistico di continuare a stampare banconote“.
Schacht rivelò che era la Banca del Reich, posseduta da privati, e non il governo tedesco che pompava nuova valuta all’economia. Nel meccanismo finanziario conosciuto come vendita a breve termine, gli speculatori prendono in prestito qualcosa che non possiedono, la vendono e poi “coprono” le spese ricomprandola a prezzo inferiore. La speculazione sul marco tedesco fu resa possibile dal fatto che la Banca del Reich rendeva disponibili massicce quantità di denaro liquido per i prestiti, marchi che venivano creati dal nulla annotando entrate sui registri bancari e poi prestati ad interessi vantaggiosi.
Quando la Banca del Reich non riuscì più a far fronte alla vorace richiesta di marchi, ad altre banche private fu permesso di crearli dal nulla e di prestarli, a loro volta, a interesse. A peggiorare le cose arrivò, alla fine del ecennio, la depressione globale. La Germania non poteva far altro che soccombere alla schiavitù del debito e agli strozzini internazionali. O almeno così sembrava.
Hitler e i Nazional-Socialisti, che arrivarono al potere nel 1933, si opposero al cartello delle banche internazionali iniziando a stampare la propria moneta. In questo presero esempio da Abraham Lincoln, che aveva finanziato la Guerra Civile Americana con banconote stampate dallo Stato, che venivano chiamate “Greenbacks“.
Hitler iniziò il suo programma di credito nazionale elaborando un piano di lavori pubblici. I progetti destinati a essere finanziati comprendevano le infrastrutture contro gli allagamenti, la ristrutturazione di edifici pubblici e case private e la costruzione di nuovi edifici, strade, ponti, canali e strutture portuali. Il costo di tutti questi progetti fu fissato a un miliardo di unità della valuta nazionale. Un miliardo di biglietti di cambio non inflazionati, chiamati Certificati Lavorativi del Tesoro. Questa moneta stampata dal governo non aveva come riferimento l’oro, ma tutto ciò che possedeva un valore concreto. Essenzialmente si trattava di una ricevuta rilasciata in cambio del lavoro e delle opere che venivano consegnate al governo. 
Nell’arco di due anni, il problema della disoccupazione era stato risolto e il Paese si era rimesso in piedi. Possedeva una valuta solida e stabile, niente debito, niente inflazione, in un momento in cui negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali erano ancora senza lavoro e vivevano di assistenza. La Germania riuscì anche a ripristinare i suoi commerci con l’estero, nonostante le banche estere negassero credito e dovesse fronteggiare un boicottaggio economico internazionale.
Fu ideato un ingegnosissimo sistema per trasformare gli acquisti di materie prime da altri paesi in commesse per l'industria tedesca: i fornitori erano pagati in moneta che poteva essere spesa soltanto per comprare merci fatte in Germania. Il meccanismo, di stimolo al settore manifatturiero, funzionava come un BARATTO: le materie prime importate erano pagate con prodotti finiti dell'industria nazionale, evitando così il peso dell'intermediazione finanziaria e fuoriuscite di capitali. Questo sistema di scambio diretto avveniva SENZA CREARE DEBITO nè deficit commerciale. L’esperimento economico della Germania lasciò alcuni durevoli monumenti al suo processo, come la famosa Autobahn, la prima rete del mondo di autostrate a larga estensione.
Di Hjalmar Schacht, che era all’epoca a capo della banca centrale tedesca, viene spesso citato un motto che riassume la versione tedesca del miracolo del “Greenback”. Un banchiere americano gli aveva detto: “Dottor Schacht, lei dovrebbe venire in America. Lì abbiamo un sacco di denaro ed è questo il vero modo di gestire un sistema bancario“. Schacht replicò: “Lei dovrebbe venire a Berlino. Lì non abbiamo denaro. E’ questo il vero modo di gestire un sistema bancario” (John Weitz, Hitler’s Banker Warner Books, 1999).
Secondo il ricercatore canadese Henry Makow, questo fu probabilmente il motivo principale per cui Hitler doveva essere fermatoegli era riuscito a scavalcare i banchieri internazionali e creare una propria moneta.
Makow cita un interrogatorio del 1938 di C.G.Rakowsky, uno dei fondatori del bolscevismo sovietico e intimo di Trotzky, che finì sotto processo nell’URSS di Stalin. Secondo Rakowsky,“[Hitler] si era impadronito del privilegio di fabbricare il denaro, e non solo il denaro fisico, ma anche quello finanziario; si era impadronito dell’intoccabile meccanismo della falsificazione e lo aveva messo a lavoro per il bene dello Stato. Se questa situazione fosse arrivata a infettare anche altri Stati, potete ben immaginare le implicazioni controrivoluzionarie” (Henry Makow, “Hitler Did Not Want War”, www.savethemales.com).
L’economista inglese Henry C.K.Liu ha scritto sull’incredibile trasformazione tedesca: “I nazisti arrivarono al potere in Germania nel 1933, in un momento in cui l’economia era al collasso totale, con rvinosi obblighi di risarcimento postbellico e zero prospettive per il credito e gli investimenti stranieri. Eppure, attraverso una politica di sovranità monetaria indipendente e un programma di lavori pubblici che garantiva la piena occupazione, il Terzo Reich riuscì a trasformare una Germania in bancarotta, privata perfino di colonie da poter sfruttare, nell’economia più forte d’Europa, in soli quattro anni, ancor prima che iniziassero le spese per gli armamenti“. In Billions for the Bankers, Debts for the People (Miliardi per le Banche, Debito per i Popoli, 1984), Sheldon Hemry commenta: “Dal 1935 in poi, la Germania iniziò a stampare una moneta libera dal debito e dagli interessi, ed è questo che spiega la sua travolgente ascesa dalla depressione alla condizione di potenza mondiale in soli 5 anni. La Germania finanziò il proprio governo e tutte le operazioni belliche, dal 1935 al 1945, senza aver bisogno di oro nè debito, e fu necessaria l’unione di tutto il mondo capitalista e comunista per distruggere il potere della Germania sull’Europa e riportare l’Europa sotto il tallone dei banchieri“.
Il 7 gennaio  1939 Hjalmar Schacht (capo della banca centrale tedesca) manda ad Hitler il seguente memorandum con cui rifiuta un finanziamento di 3 miliardi:
“1) The Reich must spend only that amount covered by
2) Full financial control must be returned to the Ministry of Finance. (Then forced to pay for anything the army desired.)
3) Price and wage control must be rendered effective. The existing mismanagement must be eliminated.
4) The use of money and investment markets must be at the sole discretion of the Reichsbank. (This meant a practical elimination of Goering’s Four Year Plan)” (Edward N. Peterson, Hjalmar Schacht: For and Against Hitler, The Christopher Publishing House)
Hjalmar Schacht  chiedeva di subordinare l’uso del denaro alla discrezione della Reichsbank, cioè ripristinare il solito schema Stato-Banca con cui i banchieri dispensano il sangue dell’economia.  Hilter rifiuta categoricamente le raccomandazioni di Schacht descrivendole come “ammutinamento” e licenzia Schacht il 19 gennaio 1939.
Il 15 giugno 1939 Hitler emette la legge con cui statalizza la Reichsbank (http://www.verfassungen.de/de/de33-45/reichsbank39.htm), Il 3 Settembre 1939 Inghilterra e Francia dichiareranno guerra alla Germania. Erano trascorsi solo 3 mesi!

L'usura finanaziaria e bancaria internazionale aveva fretta!

Una "infezione" simile NON poteva attecchire in tutta l'Europa!
 “Se la Germania facesse ancora affair (business) nei prossimi 50 anni, avremmo combattuto questa Guerra (la prima Guerra mondiale) inutilmente.” - Winston Churchill nel The Times (1919) 
Condurremo Hitler in guerra, sia che lo voglia o meno. - Winston Churchill (1936 trasmissione radio) 

La Germania diventa troppo potente. Dobbiamo schiacciarla. - Winston Churchill(Novembre 1936 parlando al Generale  US Robert E. Wood) 

“La guerra non serviva soltanto ad abolire il fascismo, ma per conquistare mercati di vendita. Se avessimo voluto, avremmo potuto evitare lo scoppio della guerra, senza neanche sparare un colpo, ma decidemmo di fare diversamente.”- Winston Churchill a Truman (Fultun, USA March 1946) 

LE LETTERE DAL CARCERE DI MIRKO VIOLA



Il volume raccoglie sette lettere inviate dal carcere da Mirko Viola all' amico avvocato Edoardo Longo. In carcere duro e di isolamento, Mirko Viola è un prigioniero politico della incipiente dittatura del pensiero unico, imposta dalla lobby ebraica che inibisce ogni diritto di critica e di ricerca storica. Il primo prigioniero politico revisionista in Italia.
Difficile pensare che in un paese civile ed in uno stato di diritto un cittadino possa marcire in carcere per meri reati d' opinione, ma in Italia ed in Europa succede. la intiera lobby ebraica insorse per impedire al prigioniero la pubblicazione di queste lettere, diffuse sul web, ed ora raccolte in volume con le riproduzioni degli originali. Il volume raccoglie anche vari commenti illustrativi della grave crisi del diritto e della legalità giudiziaria in cui si trova l' Italia, tiranneggiata da varie lobby, fra cui la più disumana : quella ebraica. Un testo shokkante, ma necessario per risvegliare le coscienze civili.
Il link ufficiale del libro, dal quale accedere al form per gli acquisti, è il seguente :


lunedì 19 agosto 2013

DITTATURA FINANZIARIA GLOBALE

 di :  Anonimo Pontino


Molte persone credono che le banche siano istituzioni che investono i risparmi dei clienti per produrre profitti. Non immaginano neppure lontanamente la vera natura dell’istituzione bancaria. Non associano affatto le crisi economiche, la disoccupazione o le guerre, al sistema finanziario, e quindi non comprendono la vera natura del potere che oggi vessa il mondo intero.
Per giungere alla verità basterebbe sapere che il denaro prestato dalle banche non esiste, è “moneta virtuale”, che pur non esistendo viene caricata di interessi. La banca crea denaro semplicemente scrivendo la cifra sullo schermo del computer, ma i pagamenti del debito devono essere puntuali, altrimenti si impadronisce dell’automobile o della casa, che sono beni reali.
Le banche hanno il potere di stampare denaro. Tale potere viene esercitato in segretezza. I mass media utilizzano parole e concetti per nascondere tale realtà. Ad esempio, parlano della Banca Centrale Europea come fosse legata all’Europa, e non dicono che essa è un’istituzione controllata da pochi privati. Lo stesso avviene per la Federal Reserve , il cui presidente viene nominato dal presidente americano, per dare ad intendere che si tratta di un’istituzione governativa. E invece essa è nelle mani di un gruppo di banchieri privati. Oggi le banche hanno lo scopo principale di saccheggiare i paesi, fornendo banconote che in realtà non hanno alcun valore, ma producono debito.
Le banche indebitano gli Stati senza dare nulla se non pezzi di carta colorata. E i popoli si impoveriscono per pagare il DEBITO PUBBLICO che in realtà è una TRUFFA.
L’élite finanziaria ha acquisito questo enorme potere attraverso i secoli, utilizzando tutti i mezzi possibili, compresi la guerra, lo sterminio e la criminalità. Con le guerre, le banche acquisiscono ulteriore potere, perché possono concedere prestiti ai paesi in guerra, e dopo la guerra finanzieranno la ricostruzione, ricavando altri profitti.
Il potere finanziario è stato sempre un potere imperiale, che mira ad assoggettare i popoli e ad accrescere il proprio dominio nel mondo. L’economia reale si basa sulla quantità di denaro in circolazione. Se c’è poco denaro la gente deve ridurre la spesa, le industrie riducono la produzione e licenziano, e questo riduce ancora di più il denaro da spendere. In questo modo si apre una crisi.
I grandi banchieri decidono se creare una crisi oppure no. Nel 1929, fecero aumentare i prezzi delle azioni, fino a quando raggiunsero livelli molto elevati. L’aumento vertiginoso doveva servire ad attrarre molte persone. A metà del 1929, ben nove milioni di americani avevano investito in borsa. A questo punto, i banchieri avevano tutto l’interesse a provocare la crisi. Il crollo sarebbe servito ad impossessarsi di una quantità enorme di beni (negozi, industrie, piccole banche, case, automobili ecc.) di coloro che non avrebbero più potuto pagare i debiti. L’aumento o il ribasso azionario sono dovuti ad elementi di natura informativa o psicologica, e i banchieri possono controllare e condizionare le notizie che riguardano la Borsa.
Nell’ottobre del 1929, la caduta del valore delle azioni, provocata dai banchieri di Wall Street, produsse effetti devastanti. Le banche esigevano i pagamenti e i clienti non potevano pagare. Le industrie cessarono la produzione, e molte persone rimasero disoccupate. Piccole banche e industrie diventarono proprietà dei grandi banchieri che avevano innescato la crisi. Milioni di persone rimasero disoccupate o andarono in bancarotta, e alcune di esse si suicidarono.
La truffa del crollo del 1929 era stata compresa da Emile Moreau, governatore della banca di Francia, che l’8 febbraio del 1928 aveva scritto nel suo diario: “Le banche avevano ritirato improvvisamente dal mercato diciottomila milioni di dollari, cancellando le aperture di credito e chiedendone la restituzione“. I banchieri avevano agito in modo da bloccare l’economia, e questo si sarebbe riversato anche sul mercato borsistico. Sarebbe inevitabilmente scoppiata una grave crisi, che si ebbe il 29 ottobre del 1929.
La quantità di denaro da mettere in circolazione viene decisa dalle banche. Le banche possono alzare o abbassare il tasso di sconto, e così favorire o impedire i prestiti. I banchieri sono guidati da logiche di potere e di profitto, essi manovrano le informazioni finanziarie e possono orientarle come vogliono, favorendo alcuni mercati e distruggendone altri.
L’élite finanziaria statunitense si è imposta attraverso le due guerre mondiali. Nel 1944 le autorità statunitensi organizzarono la conferenza finanziaria internazionale di Bretton Woods (New Hampshire, Usa), per imporre al mondo il sistema valutario a loro favorevole. Il dollaro venne posto al centro del sistema finanziario, e poteva essere convertito in oro. Il prezzo del dollaro, fissato nel 1934, era di 35 dollari l’oncia (circa 1,1 $ al grammo), e rimase invariato fino al 1971.
Porre il dollaro al centro del sistema finanziario voleva dire poter condizionare e controllare l’economia di tutti i paesi del mondo. Molti di essi, alla fine della guerra, non avevano dollari nelle casse, e dovettero vendere parte del proprio oro al Tesoro americano, per avere i dollari per comprare generi alimentari, materie prime o macchine industriali. Nel 1948, la Francia negoziò la convertibilità della propria valuta in oro, e nel giro di alcuni anni anche gli altri paesi europei e il Giappone fecero altrettanto. Tutti i paesi furono costretti a versare al Fmi 1/4 della quota di partecipazione in oro, o il 10% delle proprie riserve d’oro in dollari. Il  Fmi si appropriò in breve tempo di una quantità enorme di oro. Le autorità americane riuscirono ad impadronirsi del 70% di tutte le riserve mondiali di oro. Ma con lo sviluppo economico del Giappone e dell’Europa, le riserve diminuirono. Nel 1960 erano scese al 44% e nel 1971 si erano ridotte al 21%. Per questo motivo, le banche americane decisero di sganciare il dollaro dall’oro. Nell’agosto del 1971, l ‘amministrazione Nixon, unilateralmente, decise di abolire la convertibilità del dollaro in oro. Il prezzo del petrolio salì. Ciò provocò una crisi del sistema monetario internazionale e l’inflazione colpì soprattutto i paesi più poveri.
Nel 1992, il governo Amato, per privatizzare la Banca d’Italia si rivolse alle tre grandi banche americane: la Merril Lynch , la Goldman Sachs e la Salomon Brothers. Il nostro paese venne messo nelle mani dei centri del potere finanziario, con tutto quello che ne sarebbe derivato.


I banchieri americani avrebbero acquisito un potere mai avuto prima, producendo a volontà banconote senza alcun valore, che nel circuito finanziario avrebbero conservato il valore avuto in precedenza. Ciò ha creato una finanza selvaggia, sganciata da qualsiasi parametro reale, all’interno della quale tutto poteva diventare possibile e lecito.
La Federal Reserve non notifica più l’ammontare delle banconote  stampate e messe in circolazione. Le famiglie americane si sono indebitate sempre di più, anche a causa della diminuzione dei salari, e molte di esse rischiano di non riuscire a pagare e di perdere casa e automobile, che saranno rilevate dalle banche.
I banchieri americani sono disposti a fare nuove guerre per impedire il crollo definitivo di un’economia basata sul debito. Essi hanno trasformato l’economia in un sistema assurdo e irreale, in cui le speculazioni permettono l’accumulazione di denaro, che non corrisponde a nessuna ricchezza reale e non è stato prodotto dal lavoro.
L’élite dominante ha cancellato il valore del lavoro e ha distrutto ogni riferimento economico e finanziario reale, per poter esercitare senza limiti un potere basato sull’arbitrio e sul crimine. Il sistema finanziario oggi ha accentrato il potere come mai prima, distruggendo il potere dei governi nazionali, e acquisendo potenzialità distruttive enormi.
Le banche hanno interesse a indebitare gli Stati e i singoli cittadini, per poter incassare il guadagno sul denaro prestato, e per avere il potere di condizionare le scelte politiche ed economiche. Per realizzare questi obiettivi, l’élite finanziaria ha messo in pratica una serie di strategie per indurre a privatizzare i beni pubblici. Ad esempio, utilizza le Borse per attuare speculazioni attraverso le quali controllare le aziende pubbliche,  per farle crollare e rilevarle. La logica è sempre la stessa: prima indebolisci, rendi una società assai mal ridotta, fai in modo da indebitarla, infine la rilevi, e nel giro di alcuni anni puoi trarre profitti. E se i profitti non dovessero arrivare, puoi sempre chiedere denaro pubblico.
Le grandi banche hanno nelle loro mai il potere speculativo della Borsa. Il sistema borsistico è irrazionale e senza regole certe. La prevedibilità di questo sistema è nelle mani di chi lo controlla dall’alto, cioè dei grandi istituti bancari. Il 70% del credito speculativo mondiale è nelle mani di tre grandi banche: Morgan Stanley, Goldman Sachs e Ubs. Queste banche si valgono di conoscenze di natura sociologica e psicologica per condizionare i mercati e controllare l’economia. Il loro obiettivo principale è quello di accrescere ancora di più i loro capitali, spogliando i cittadini e le istituzioni. Come osserva l’Economist, i banchieri hanno sempre più ragioni per far si che il potere “torni nell’ombra”.
Le esigenze di accrescimento del capitale si accaniscono contro i salari, contro lo Stato Sociale e contro gli stessi risparmiatori.
Le guerre nel Terzo Mondo hanno avuto (e hanno) la funzione di seminare disperazione e miseria, per fare in modo che le corporation si appropriassero delle materie prime e della manodopera a basso costo. Il settore finanziario non deve essere separato da quello produttivo, perché in realtà si tratta delle stesse persone, che posseggono denaro per investire nell’industria, o produrre beni e servizi. La globalizzazione neoliberista era il progetto delle banche di accentrare nelle loro mani la ricchezza del mondo.

La crisi economica viene creata dalle banche, che cercano di fare in modo che vi sia quanto meno possibile denaro in circolazione. Ciò serve ad accrescere il loro potere, e ad indurre le persone ad avere uno stato d’animo depresso o assorbito dai problemi economici. Una tale condizione assoggetta ancora di più gli individui al sistema.
Negli ultimi decenni, con la liberalizzazione, il settore finanziario si è rafforzato, permettendo ad alcuni alti guadagni, che in altri settori è più difficile avere. Per questo motivo, molti industriali hanno preferito abbandonare la propria attività per dedicarsi alle speculazioni finanziarie.  Le fusioni e le acquisizioni di gruppi multinazionali o banche, hanno prodotto guadagni per miliardi di dollari, e hanno concentrato la ricchezza nelle mani di poche famiglie.
Attraverso le guerre e le crisi finanziarie, le banche hanno ricolonizzato il Terzo Mondo, e hanno ridotto in miseria milioni di persone.
Ad esempio, lo Zambia è un paese ricco di risorse minerarie. I contadini, già nel periodo del colonialismo inglese, furono indotti ad abbandonare le terre per lavorare nelle miniere. Ma i salari erano bassi, e la povertà cresceva. Per “aiutarlo” intervennero la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (istituti creati nel 1944 a Bretton Woods). Il debito aumentò, ma la povertà rimase, e anzi si aggravò. Il debito serviva ad assoggettare il paese, e non ad aiutare i poveri. Infatti, il denaro elargito era finito, in gran parte, nelle tasche di funzionari corrotti. Oggi lo Zambia è uno dei paesi più indebitati del mondo. Il suo debito pubblico ammonta a 6.758 milioni di dollari, dei quali il 55% deve essere restituito alle banche di paesi stranieri, e il 42% alla Bm e al Fmi (che sono istituti finanziari i cui azionisti sono per il 60% i banchieri anglo-americani). Il 70-80% degli zambiani vive sotto il limite della povertà (1 dollaro al giorno), mentre la ricchezza prodotta dal paese viene saccheggiata dalle banche. In condizioni analoghe sono stati ridotti parecchi altri paesi del Terzo Mondo, indebitati per alzare i profitti delle banche. Il potere finanziario sta distruggendo le possibilità di sviluppo economico ovunque.
Il controllo delle banche è soltanto apparentemente esercitato dai direttori delle banche, come il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke. In realtà dietro di essi ci sono i proprietari, che decidono le politiche da imporre. Si tratta delle famiglie dei grandi banchieri europei, come i Rockefeller o i Rothschild. Sono persone che non appaiono mai nei media, nemmeno quando riviste come Forbes fanno la classifica dei più ricchi. Queste persone sono talmente ricche e potenti da dover rimanere nascoste, perché se i popoli scoprissero le loro responsabilità sulla morte o sulla miseria di milioni di persone, il loro potere sarebbe in pericolo.
Oggi le grandi banche speculano su tutti i settori economici, in tutto il mondo. Ad esempio, nel 2006, la Goldman Sachs  ha aumentato del 69% le proprie entrate, grazie a investimenti e guadagni commerciali dovuti ad attività che sfruttano in modo disumano la manodopera asiatica. Si è arricchita ulteriormente sulla sofferenza e sulla miseria umana. Così hanno fatto anche altre banche, come la Lehman Brothers e la Merril Lynch. Il potere raggiunto dalle banche ai nostri giorni è senza precedenti. Nemmeno i grandi dittatori della Storia passata avevano nelle loro mani così tanto potere. Le banche hanno acquisito la capacità di sovrastare i poteri statali, e di imporre politiche favorevoli soltanto ai loro interessi.
I dirigenti delle banche guadagnano cifre astronomiche. Ad esempio, il direttore generale della Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, ha guadagnato nel 2006 ben 53,4 milioni di dollari. Il mondo di queste persone è completamente avulso dalla realtà del lavoratore comune, che con poche migliaia di dollari deve sopravvivere e mantenere la famiglia.
Le banche sottraggono ai popoli le ricchezze materiali, il valore del lavoro e i vantaggi delle attività produttive. Rendono l’esistenza umana sempre più soggetta al problema della sopravvivenza, impedendo lo sviluppo culturale e umano dei popoli.
Le banche di Wall Street, come la Carlyle Group o la Goldman Sachs , finanziano e organizzano le campagne elettorali dei politici, e scelgono soltanto quei candidati che appoggeranno le loro politiche. Negli ultimi decenni le banche non hanno più trovato ostacoli nell’imporre la loro linea politica, che vede tagli nella spesa sociale, e privilegi di ogni genere soltanto per la classe ricca. A causa di ciò, la qualità della vita della maggior parte della popolazione è peggiorata. La disoccupazione è aumentata, e questo ha fatto abbassare i salari. La classe media si è impoverita, a causa della precarizzazione del lavoro e della disoccupazione.
Nel mondo di oggi, la più grave minaccia proviene dall’attuale sistema finanziario, che permette ad un gruppo di persone di agire senza alcun limite morale o legislativo. Oggi queste persone vorrebbero colpire l’Iran per estendere la guerra in Asia e a tutto il mondo islamico. L’obiettivo è distruggere coloro che avversano il loro sistema economico-finanziario, e avere nelle loro mani tutto il potere possibile. Lo stretto connubio fra banchieri, produzione bellica e politici, concentra un potere distruttivo mai avuto prima.
Le banche acquisiscono maggiore potere e ricchezza imponendo occupazioni militari o sistemi dittatoriali. Ad esempio, la Esso Mobil ha aumentato nel 2006, del 26% i suoi profitti grazie allo sfruttamento dei pozzi del Kuwait e dell’Arabia Saudita, paesi in cui sono state imposte dittature. I maggiori azionisti della Esso Mobil sono le grandi banche come  JP Morgan & Co., Barclays e Mellon. La Total-Fina-Elf, gruppo petrolifero che sta producendo profitti in Iraq, è controllato da grandi banche comeMellon e Citigroup.
Le banche, dunque, esercitano oggi un potere enorme su tutta la popolazione mondiale, e intralciano in vari modi lo sviluppo culturale, morale, materiale e spirituale dei popoli. Nel Terzo Mondo fomentano guerre per produrre profitti, mentre nel Primo Mondo impediscono un maggiore benessere e reggono le redini della situazione economica. I politici sono subordinati a questo assetto, e oggi la loro abilità non consiste nel governare bene, ma nell’ingannare i popoli facendo credere di essere a loro servizio.
Le banche non sono istituzioni asettiche e neutrali come ci hanno fatto credere. Esse sono un canale attraverso cui un gruppo di persone ci controlla e crea una realtà funzionale ai loro interessi. La realtà attuale è condizionata in modo inimmaginabile da queste strutture, che dettano leggi e valori. Dal sistema finanziario deriva l’intera realtà economica, politica e sociale. Una realtà distorta, disumana, in cui le risorse umane trovano blocchi nei disvalori che producono estraneazione da se stessi. Una realtà in cui tutto deve ruotare intorno al profitto e all’interesse materiale, come se la vita umana potesse essere ridotta al meccanicismo e al materialismo.

Il sistema finanziario è stato creato da un gruppo di persone che hanno l’obiettivo di dominare sui popoli. Questo gruppo di persone ha creato le regole di base e le ha poste come assiomi, in modo tale che noi fossimo indotti a capire “come funziona il sistema” e non “chi lo ha creato così e perché”. Coloro che pongono le regole e i parametri da cui non si potrebbe prescindere, sono anche coloro che ci inducono ad assumere i valori della realtà messa in gioco, condizionandoci attraverso presupposti impliciti, assunti come immodificabili. Il sistema è maggiormente condizionante quanto più se ne assumono i parametri di base in modo inconsapevole. Per questo è necessario capire questo sistema di dominio, imposto con la disinformazione e l’inganno.

UNA NUOVA LETTERA DI MIRKO VIOLA, PRIGIONIERO DELLA " LOBBY DELL' OLOCAUSTO"







Molti nostri Lettori ci hanno più volte chiesto notizie di Mirko Viola, e perché non fossero più state pubblicate le Sue lettere.
Le vicende di Viola sono note sul web : dopo una feroce e pesante condanna per presunti reati d’ opinione ( una vergogna per ogni Stato di diritto, una vergogna che – per esempio – non sarebbe mai stata pronunciata negli Stati Uniti d’ America, dove la libertà di opinione è una cosa seria, senza se e senza ma, come invece avviene nella levantina I-ta-lya …) , a seguito dell’ accanimento del pubblico ministero e della lobby ebraica nei Suoi confronti ( vedasi : http://80.241.231.25/ucei/PDF/2013/2013-07-25/2013072525207662.pdf ) è stato di nuovo gettato in carcere. Reo di cosa, stavolta ‘ Di aver mandato una cartolina al suo più feroce persecutore, l’ arrogante presidente della comunità giudaica romana, in cui , citando una frase latina famosa in tutte le antologie del liceo classico , affermava che nessun giudice può soffocare il senso interiore di libertà di una persona umana.
Abbiamo dei forti dubbi che i suoi persecutori e carcerieri abbiano fatto studi classici e conoscano il latino, ma abbiamo la certezza evidente che per loro la libertà di espressione dei loro “ nemici” è carta straccia e che gli oppositori alla tirannia di Sion  non sono da loro considerati uomini, ma miseri  “ cani di paglia” per sacrifici agli dei ….
In ogni caso, è la prima volta a nostra conoscenza che una persona viene gettata in una  galera per aver citato un classico latino… Come direbbe Dante Alighieri [1]: “ Uomini siate e non pecore matte , acchè il Giudeo fra voi  di voi non rida”….. Eccome se ride il “ giudeo fra noi” ! Quando mai ha assistito ad un popolo che si macella da solo pur di rendergli omaggio ? [2]
Abbiamo comunque ricevuta or ora una nuova lettera proveniente da Mirko Viola, recluso presso il carcere di Milano ( Piazza Filangieri, 2 , per chi volesse scrivergli e  farlo sentire meno solo [3] e circondato dall’ affetto degli Italiani normali e di sentimenti onesti ) e la pubblichiamo integralmente.

VISITATE LA PAGINA DEDICATA AI PROCESSI POLITICI IN ITALIA :



[1] Anche lui tacciato di “ antisemitismo “ dai nostri tiranni circoncisi… vedasi  il post Dante nazista, sei il primo della lista !  http://edoardolongo.blogspot.it/2012/03/dante-nazista-sei-il-primo-della-lista.html 
[2] Oserei dire che si tratti proprio del classico “ obsculum sub cauda “ … galera anche per me, ora ?
[3] Il Vangelo di Gesù Cristo, che non è certo evidentemente fra gli orientamenti moral dei persecutori di Mirko Viola che si abbeverano invece al Talmud giudaico , insegna che chi   è vicino a chi soffre in carcere è vicino al suo Maestro.

giovedì 8 agosto 2013

L' ASSASSINIO DEL CAMPIONE

http://www.amazon.it/L-Assassinio-Del-Campione-Cabrenti/dp/129145408X/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1375949582&sr=1-1&keywords=cabrenti

CONGO, CONGO......





QUEI GIOVANI CANNIBALIZZATI POLITICAMENTE NON-CORRETTI

CONGO…CONGO…MI RICORDA QUALCOSA!

FRA LE TANTE DISGRAZIE CREATE DALLA POLITICA ITALIANA, LA NON MENO GRAVE E’ LA DISSENNATA POLITICA DELL’IMMIGRAZIONE, CONCEPITA PER BEN DEFINITIVI MOTIVI.



di : Filippo Giannini



    Sì, nominare il Congo mi ricorda qualcosa di brutto, di orribile. No, anche se ci sono delle affinità non ha nulla a che vedere con Piazzale Loreto ad aprile del 1945. Qualcosa di simile, però, ci si può intravedere. Ricordate l’espressione del capo dei partigiani Ferruccio Parri che definì le scene di quella famigerata Piazza: <Macelleria messicana>? Quindi, chissà, boh…

   Un po’ di storia.

   Congo o Zaire, ex Congo Belga, o Repubblica Democratica del Congo. Ė uno Stato dell’Africa equatoriale, come detto: già Congo Belga, capitale Kinshasa (ex Leopolville). Come era di moda in quegli anni il Belgio concesse precipitosamente l’indipendenza il 30 giugno 1960, precipitosamente, ho scritto, in quanto l’ex Congo Belga, dove quasi nulla era stato fatto per creare una elite politica locale, sprofondò nel caos e dal caos alla guerra civile il passo è breve. Le prime vittime furono i bianchi sottoposti ad atroci massacri.

   Per provare a riportare ordine nel paese e certamente per salvaguardare gli interessi dei grandi investitori europei – e non solo europei – un primo passo fu compiuto da Moise Ciombè, considerato il capo dello Stato indipendente del Katanga, sostenuto dalla Union Minière e da un esercito di mercenari europei. Ma il caos e con questo la guerra civile si sviluppò con maggiore violenza causando migliaia di morti. Le Nazioni Unite, per far fronte alla tragedia umanitaria (così avevano detto) decisero di intervenire onde evitare che la popolazione civile dovesse continuare a pagare uno scotto ancora più sanguinoso. Anche l’Italia, era ovvio, partecipò a queste missioni con nostri velivoli da trasporto merci, comunemente battezzati vagoni volanti.

   Breve premessa: Kindu è una cittadina della Repubblica Democratica del Congo con circa 20 mila abitanti appartenente alla provincia di Kivu. La fregatura per alcuni nostri ragazzi fu che la cittadina era munita di aeroscalo. Infatti, la mattina del sabato 11 novembre 1961 due equipaggi italiani al comando del Maggiore Amedeo Parmeggiani e da Giorgio Gonelli pilotando due C-119 (vagoni volanti) carichi di rifornimenti ebbero la sventura di atterrare all’aeroscalo di Kindu. Gli aerei italiani non si dovevano fermare: l’ordine era di scaricare la merce e ritornare alla base, il tutto nella stessa giornata. Ma chiesero e ottennero di fermarsi il tempo necessario per mangiare qualcosa e questo li fregò. Infatti i soldati congolesi del posto, al comando del generale Mobutu, in realtà attendevano il lancio di numerosi paracadutisti dell’esercito nemico di Ciombé, scambiarono l’equipaggio italiano per i mercenari del loro avversario. I soldati congolesi entrarono nella mensa, l’equipaggio italiano fu catturato e il loro medico, tenente Francesco Paolo Remoti tentò la fuga, ma fu barbaramente ucciso. Successivamente gli altri dodici militari italiani, dopo aver subito un selvaggio pestaggio, furono trucidati a raffiche di mitra. La folla inferocita che aveva assistita al pestaggio e all’uccisione, si scagliò sui corpi martoriati e ne fece scempio a colpi di machete. La notizia dell’accaduto arrivò in Italia con notevole ritardo, esattamente il 16 novembre, ben cinque giorni dopo i fatti. E solo dopo due mesi fu ritrovato quel che rimaneva dei loro corpi; erano stati sepolti in due fosse comuni nel cimitero di Tokolote, un piccolo villaggio nei pressi del luogo dell’eccidio. Solo l’11 marzo 1962 i caduti di Kindu arrivarono all’aeroporto di Pisa. Solo grazie ad una sottoscrizione pubblica, a loro ricordo fu eretto un Sacrario dove oggi riposano i poveri  resti.

   Ecco di seguito quanto ha osservato Giovanni Fusco: <Come scritto in precedenza , alcuni testimoni affermarono con certezza che i corpi degli aviatori italiani furono oggetto di atti di cannibalismo, quali salme furono riportate a Pisa? C’è il fondato dubbio che le autorità italiane non ebbero il coraggio di ammettere pubblicamente che i tredici italiani furono vittime di atti di cannibalismo>.

   Sento il dovere di riportare i nomi dei 13 aviatori uccisi a Kindu: sottotenente pilota Onorio De Luca, 25 anni; maresciallo motorista Filippo Di Giovanni, 42 anni; sergente maggiore Armando Fabi, 30 anni; sottotenente pilota Giulio Garbati, 31 anni; capitano pilota Antonio Mamone, 28 anni; sergente Martano Marcacci, 27 anni; maresciallo Nazzareno Quadrumani, 42 anni, sergente Francesco Paga, 31 anni; maggiore pilota Amedeo Parmeggiani, 43 anni; sergente maggiore Silvestro Possenti, 40 anni; tenente medico Francesco Paolo Remoti, 29 anni; sergente maggiore Nicola Stigliani, 30 anni.

   Mi chiedo: perché quello scempio oggi non viene ricordato? Erano tredici militari italiani trucidati e, stando alle testimonianze, cannibalizzati (mi si lasci passare l’orribile termine). Allora, perché oggi quel massacro viene oscurato?

   Io ho un dubbio; voi amici lettori non avete le stesse (almeno) perplessità? E se questo fosse qualcosa più di dubbi o perplessità, non pensate che sia un ulteriore affronto ai tredici poveri ragazzi che in quell’11 novembre 1961 persero la vita nel modo sopra ricordato?

   Ma gli italiani sono tanto buoni, tanto buoni, tanto…al punto che ai discendenti dai fatti di Kindu offriamo alte cariche istituzionali. Non è forse vero che dalla macelleria messicana si può passare alla macelleria di Kindu? Qual è la differenza?.

 Ma siamo tanto buoni…per qualcuno, anche squisiti….