venerdì 26 luglio 2013

"IL CAVALIERE CHE RITORNA"



Documentazione raccolta da :  Anonimo Pontino

Questa foto del reporter dell'AP, Laurent Rebours, ha fatto il giro del mondo. Il tredicenne Fares Odeh lanciava le sue pietre contro il mostro corazzato.
Affrontava il nemico con la sicurezza di un ragazzino di paese che scaccia un cane inferocito. La foto fu scattata il 29 ottobre del 2000, e pochi giorni dopo, l'8 novembre, un cecchino israeliano lo uccise a sangue freddo.
Simbolicamente, il suo nome significa "cavaliere", ed il cognome "che ritorna". La sua immagine rievoca  l'idea del ritorno dei valorosi cavalieri del tempo che fu.
Questo giovane ribelle e' nato sotto occupazione militare israeliana ed e' morto resistendo ai soldati dell'IDF. Questo messaggio di speranza non e' stato immediatamente percepito dagli amici della Palestina, poiche' noi ci siamo abituati all'idea della sofferenza e del martirio palestinese. Nei nostri scritti, inconsciamente tendiamo a rappresentare il "nostro punto di vista" partendo da un approccio un po' effeminato che susciti compassione e pieta'.
L'ultima cosa che dovremmo provare per i palestinesi e' la pieta'. Ammirazione, amore, solidarieta', culto dell'eroe, persino invidia, ma non pietà.
L'eredita' di Fares e' un segno del fallimento del piano di Israele.
"Dalla distante America, Israele appare come il gigante nucleare, il grande alleato degli Stati Uniti, uno stato ebraico fonte d'orgoglio per gli ebrei americani. Solo chi ci vive sa che e' una frottola. Israele sta crollando, i suoi cittadini piu' attivi espatriano per disperazione mentre i generali completano la distruzione del paese.  Per salvare questo spettro, importanti ebrei americani spillano ogni penny ai loro impiegati e ai loro concittadini, tagliano le pensioni degli anziani e l'assistenza per i bambini, riducono il budget per la salute e la scuola, prosciugano gli aiuti all'Africa ed all'America Latina, chiedono la distruzione dell'Iraq, benedicono i bombardamenti sui profughi afghani, mantengono gli afroamericani nei loro ghetti, minano la societa' che li ospita, creano nemici per loro e per l'America. Queste azioni sarebbero gia' vili se fossero utili a qualcuno o qualcosa, ma sono ancora peggiori perche' completamente inutili. L'esperimento sionista e' praticamente fallito. Puo' ancora durare per molti anni se tenuto in vita artificialmente, come un vegetale clinicamente morto. Puo' uccidere gente ed anche far cominciare la terza guerra mondiale. Ma non può rivivere. Il quaranta per cento dei matrimoni a Tel Aviv vengono celebrati al di fuori della ritualita' ebraica. Tel Aviv e' la capitale omosessuale del Medioriente. La terra di Palestina viene rovinata, oggi, dinanzi ai nostri occhi. I suoi bellissimi, antichi villaggi sono bombardati fino all'oblio. Le chiese sono private del loro gregge, gli alberi d'olivo vengono estirpati. Non si era mai vista tanta rovina, in quella terra, dai tempi dell'invasione assira, 2700 anni fa. C'era da aspettarselo: le azioni immorali e malvagie non portano mai buoni frutti.  I leaders sionisti bramavano rendere la Palestina ebraica come l'Inghilterra era inglese. Hanno fallito. 
La Palestina e' ebraica come la Giamaica e' inglese." (di Israel Shamir)

”Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre e l’eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba”.
 ( David Ben-Gurion, Maggio 1948, agli ufficiali dello Stato Maggiore.  Da: Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte, New York 1978.)


"Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità.”
 Golda Meir, Le Monde, 15 ottobre 1971


"Determinare la terra d’Israele è l’essenza del sionismo. Senza determinazione, noi non realizziamo il sionismo. E’ semplice.”
-- Yitzhak Shamir,su Maariv, 02/21/1997

“Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici che l’America farà questo o quello…devo dirti qualcosa molto chiaramente: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi , il popolo ebraico, controlliamo l’America, e gli americani lo sanno.”
-- Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 31 ottobre 2001, risposta a Shimon Peres, come riportato in un programma della radio Kol Yisrael.

 "Israele può avere il diritto di mettere altri sotto processo, ma certamente nessuno ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d’Israele.”
-- Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 25 marzo 2001 citato dalla BBC News Online.

CHI REGGE IL CAPPIO DEI SUDDITI ITALIANI.........


L’ospedale israelitico di Roma è un fiore all’occhiello della città :  come vorrei essere ebreo per poter usufruire delle migliori cure, in un ospedale riservato esclusivamente ai membri del mio popolo, invece quando sto male devo recarmi in un indebitatissimo Ospedale italiano, ricevere le cure peggiori, attendere mesi prima di una visita, e condividerlo con tutto “l’arricchimento culturale” proveniente dal terzo mondo… con la sua tubercolosi.
Anche l’ospedale israelitico un tempo era indebitato e al limite del fallimento, ma l’arrivo di un nuovo amministratore fece il “miracolo” e l’ospedale tornò sulla cresta dell’onda e oggi rappresenta un centro, un enclave, una colonia, o meglio un ghetto, di eccellenza... per super-ghettizzati di lusso, mica gente da ridere, gente che nel ghetto tiene 60 milioni di sudditi Italiani e circa un paio di milioni di allogeni.... 
L’amministratore miracoloso è un certo Antonio Mastropasqua…  magari avercelo noi goym un “eletto” del genere, magari a capo di qualche nostra istituzione a risolvere i problemi degli stolti e incapaci Italiani….   Io, francamente, mi chiedo dove abbia trovato i capitali per rilanciare così alla grande l' ospedale israelitico della capitale, considerando anche che i suoi  beneficiati sono notoriamente diciamo così .. di manina un po' corta.....
Un momento, cosa mi dicono? Questo dirigente della efficientissima struttura sanitaria ebraica, il sig. Mastropasqua,  è già dirigente di Equitalia?! .. e quindi già ci beneficia delle sue migliori doti  , nessuna esclusa ?

 Bè…non ci possiamo lamentare, tutti sappiamo come funziona bene Equitalia, lo sanno bene quelli che, sommersi dalle cartelle esattoriali, sono finiti, loro malgrado, appesi a un cappio: ecco l’efficienza ebraica applicata ai goym!
Ricapitolando , abbiamo: un dirigente di un ospedale ebraico - ora non più in fallimento -  che dirige un ente che prende i soldi dagli italiani in fallimento. Nulla di strano, tutto ebraicamente normale. Come è ebraicamente normale il fatto che in tre anni sono cambiati due governi e nessuno dei due è stato espressione della volontà popolare, democrazia la chiamano… EQUItalia la chiamano…
Prima il governo Monti, l’advisor di Goldman Sachs, banca diretta da Lloyd Blankfein – ebreo novayorkese -
Con il suo  vice – un altro ebreo –  Gary Cohn, la stessa banca che fu la principale responsabile della crisi economica a cui Monti avrebbe  dovuto far fronte... in effetti fece fronte, ma il fronte di Mario non era certo quello del popolo italiano, il fronte di Mario era quello della finanzia internazionale, del mondialismo, del giudaismo.
Come si suol dire, DIMMI COSA MANGI E TI DIRO’ CHI SEI:


( Nella foto : Monti alla festa per l’anniversario della nascita dello stato ebraico, alla festa era presente anche Mastropasqua, il direttore dell’ospedale Israeliano in terra italiana.)

  Dopo mesi e mesi di “disastri” ben architettati, ci sono state finalmente le elezioni, il libero popolo pecorone è andato in massa a votare i partiti che l’istituto di statistica guidato dall’ebreo Mannheimer – oggi indagato per aver evaso 30 milioni di euro –  dava  per “vincenti”.
Risultato?  Tutto “democraticamente” come prima, stesso ex comunista presidente della repubblica, quello che qualche mese fa ha vinto la menorah d’oro dall’ADL  che  abbiamo voluto ricordare  in apertura di questo commento. Come luccica bene quel candelabro ! Quasi come gli occhi dei sudditi italiani, ridotti alle lacrime , alla fame, ai suicidi,  da questa bella plutocratica Italia, o, meglio, EQUITALIA, o , come la chiamano i giudei fra loro, I-Ta-LYA, come fosse già cosa loro ( e, in fondo, lo è ..o no ? ).
Al governo: Enrico Letta(PD), il cui zio – Gianni Letta - è esponente del PDL(!) oltre che advisor di Goldman Sachs(rieccola…), Enrico è membro di tutte le organizzazioni mondialiste  ebraico-massoniche di cui già faceva parte Mario Monti: Trilateral, Bilderberg ma soprattutto Aspen Institute(presieduta dall’ebreo Walter Isaacson) il cui fine è quello di, cito da wikipedia: “incoraggiare le leadership illuminate”…
E chi pensa che l’affiliazione di questi personaggi alle medesime cosche internazionali sia solo una “coincidenza”, e che chi le denuncia sia un “complottista” farebbe bene a leggersi il pizzino che Enrico scrisse al “fratello” Mario in occasione del suo illegittimo insediamento come primo ministro:
«Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall'esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!»

Link: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2011/11/18/pop_monti-foglio.shtml

Un ultimo appunto : questi generosi illuminati ed eletti, che si sono sacrificati nella altruistica missione di condurre alla salvezza noi, misero gregge di beoti e buzzurri gojin , non amano molto, schivi ed altruisti come sono, che si parli di loro... e, se succede, è nel nostro stesso interesse - per rieducarci al loro animo nobile e superiore - che ci querelano ogni volta che vengono criticati.

Poverini, non amano essere chiamati " potere occulto" .... Offenderli così, loro che per timidezza e magnanimità  nascondono i loro aristocratici lineamenti di razza superiore... in modesti cappucci.. giusto per non abbagliare noi, miseri gojim e animali, con il loro splendore....

Che razza di buzzurri ingrati, siamo.....

Ma, in fondo, loro  hanno ragione  : che razza di potere occulto sarebbe mai questo ?

Questo è potere più che palese, anzi direi, sfacciato !

Comandano loro, ormai, in maniera così sfrontata e arrogante, che non hanno neanche più bisogno di nasconderlo.
Caro connazionale, ormai  sai almeno con chi prendertela.
Firmato Giovanni 

DIBATTITO SUL CASO PRIEBKE




Gentile Sig. Giampiero Mughini,

ho letto il suo articolo a pag. 23 dell'edizione odierna di Libero.

Sono d'accordo con Lei quando afferma che non ci si può accanire contro un uomo di cento anni come se il nazismo lo avesse inventato lui, come se dovesse portare lui sulle spalle il peso simbolico di un  tempo tra i più orridi del Novecento e di come sia grottesco insistere nel fargli scontare una pena per fatti di 70 anni fa.

Sul resto della Sua lettera Le devo fare però alcune precisazioni e osservazioni:

1 - Fu la strage di Via Rasella messa in atto dai partigiani gappisti Bentivegna, Capponi e
compagnia bella a scatenare la rappresaglia delle Ardeatine. 33 morti alto-atesini del
Battaglione Bozen, che a quanto pare erano pure disarmati. Morirono anche due italiani, un
partigiano e un bambino di 13 anni, Piero Zuccheretti, che fu decapitato dall'esplosione.

2 - I tedeschi appesero volantini in città chiedendo ai responsabili della strage di presentarsi
entro un certo tempo, altrimenti si sarebbero avvalsi del diritto di rappresaglia, il quale sebbene
non viene esplicitamente sancito nella Convenzione dell'Aja del 1907, era concepito ad
esempio dagli inglesi nel paragrafo 454 del " British Manual of Military Law ", oppure dagli
americani al paragrafo 358 dei " Rules of Land Warfare " del 1940. Per le truppe francesi,
l'allegato I alle istruzioni di servizio del 12 Agosto 1936 consentiva all'Art. 29 il diritto di
prendere ostaggi nel caso in cui l'atteggiamento della popolazione fosse ostile agli occupanti,
e il successivo Art. 32 prevedeva l'esecuzione sommaria degli stessi ostaggi se si verificavano
attentati.

Nel caso N° 9 il Tribunale di Norimberga confermò che " le misure di rappresaglia in guerra
sono atti che, anche se illegali, nelle condizioni particolari in cui essi si verificano possono
essere giustificati: ciò in quanto l'avversario colpevole si è a sua volta comportato in maniera
illegale e la rappresaglia stessa è stata intrapresa allo scopo di impedire all'avversario di
comportarsi illegalmente anche in futuro ".

A Berlino l'Armata Rossa che la occupava minacciò fucilazione di ostaggi nel rapporto di 50 a
1. Il testo del comunicato era il seguente: " Chiunque effettui un attentato contro gli
appartenenti alle truppe di occupazione o commette attentati per motivi di inimicizia politica,
provocherà la morte di 50 ex appartenenti al partito nazista " (Pubblicato sul quotidiano
Verordnungsblatt di Berlino del 1° Luglio 1945).

Secondo il diritto internazionale (Art. 1 della Convenzione dell'Aja dle 1907), un atto di guerra
materialmente legittimo può essere compiuto solo dagli eserciti regolari o da corpi volontari i
quali rispondano a determinati requisiti, cioè abbiano alla loro testa una persona responsabile
per i subordinati, abbiano un segno distintivo fisso riconoscibile a distanza e portino
apertamente le armi.

Lo Stato solo successivamente considerò come propri combattenti i partigiani che avessero
combattuto contro i tedeschi. Lo Stato Italiano dichiarava non punibili (quindi tutti amnistiati)
gli atti compiuti dai partigiani, con il D.L. N° 96 del 5 Aprile 1944 (pochi giorni dopo Via
Rasella), e con il D.L. N° 194 del 12 Aprile 1945 considerava gli attentati come legittimi. Ora
se veramente tutte le azioni commesse dai partigiani  fossero stati atti
legittimi di guerra, è fin troppo chiaro che nessun motivo ci sarebbe stato di promulgare questo
provvedimenti di amnistia.

L'attentato di Via Rasella fu ed è considerato un atto illegittimo i cui autori sono da ritenersi
i responsabili del successivo eccidio delle Fosse Ardeatine.


3 - Il Capitano Priebke non è il responsabile dell'eccidio delle 335 persone alle Fosse Ardeatine,
nel senso che non è stato lui a prendere questa decisione.
L'ordine venne da Hitler e quest'ordine fu poi eseguito dal Tenente Colonnello Kappler.
Il nome di Priebke era allora sconosciuto.

4 - Priebke obbedì effettivamente ad un ordine, al quale non poteva rifiutarsi (checché ne dicano
molti), pena la sua stessa fucilazione. Egli non ha fatto che eseguire ciò che molti altri
ufficiali e soldati di vari eserciti hanno dovuto eseguire in tempo di guerra senza tuttavia però
subire alcun processo.

5 - E' vero, la sua protezione è stata ed è costosa, ma non ha certo voluto lui venire in Italia
per essere processato e poi passare gli ultimi anni della sua vita a spese del contribuente
italiano. Di Priebke l'Italia non ha mai saputo un bel niente, fintanto che uno scoop di un
giornalista americano non ha rivelato la sua residenza a San Carlos de Bariloche in Argentina.
Il governo italiano, da quel momento, ha cominciato a sprecare i soldi dei contribuenti, cedendo
alle pressioni e inginocchiandosi davanti ad una nota e potentissima lobby che impartì
l'ordine di chiederne l'estradizione al governo argentino per poi estradarlo in Italia e
processarlo, sempre a nostre spese. Un processo dal quale lui fu assolto ma la nota lobby,
dopo la lettura della sentenza, sequestrò il tribunale con dentro giudici, magistrati, avvocati e
carabinieri. Un atto criminale che se fosse stato eseguito da cittadini non membri di questa
lobby, sarebbero stati arrestati e incarcerati. L'allora Ministro della Giustizia Flick si inventò
un ri-arresto di Priebke e alla fine l'agnello fu sacrificato ed ottenne l'ergastolo.
Secondo Lei Mughini chi dovrebbe sostenere le spese? Il diritto ha forse trionfato?

6 - Lei Mughini fa riferimento alla "Judenaktion" a Roma il 16 Ottobre 1943, cioè la
deportazione degli ebrei romani dal ghetto. Non dimentichi che questo avvenne grazie
alla caduta del Fascismo (sostituito dal Governo del Sud di Badoglio). Mussolini, fintanto
che fu al potere, non consegnò mai nessun ebreo ai tedeschi, nonostante le loro insistenze
e pressioni. Anzi, gli ebrei provenienti dai territori occupati ad Est dai tedeschi venivano
tutti in Italia o venivano salvati dalle truppe italiane, in un momento in cui in Italia, guarda un
pò che strano!, vigevano le leggi razziali! Su questi fatti c'è un abbondante documentazione,
quasi tutta di fonte ebraica, raccolta nel libro di Filippo Giannini "Uno Scudo Protettore".
Gliene consiglio la lettura. Non Le anticipo niente.
La Repubblica Sociale Italiana non poteva fare un granché in quanto era geograficamente
limitata al Nord del paese e poi era stata ufficialmente costituita il 23 Settembre 1943 e alla
data del 16 Ottobre dello stesso anno non poteva essere totalmente operativa in così poco
tempo.

7 - Lei dice di rispedire Priebke in Germania. Priebke aveva già chiesto al suo paese la stessa
cosa molti anni fa ma la Germania non ha accettato e l'Argentina dichiarò Priebke persona
non grata impedendogli, di fatto, di entrare nel paese anche solo per portare un fiore sulla
tomba della moglie Alice o per andare a trovare uno dei figli ivi residente.

8 - La canea che in questi giorni sta latrando contro il tanto vituperato festeggiamento per il suo
100° compleanno dovrebbe invece occuparsi degli scheletri che ha nei suoi armadi anzichè
tentare di minacciare e impedire un evento che, prima di tutto, non è pubblico, come molti
giornali hanno scritto, ma privato e almeno questo al contribuente italiano non costa niente.

9 - Credo che su questa faccenda si sia fatto troppo chiasso inutile. Persino i telegiornali più
"blasonati" ne hanno parlato ribaltando sulla gente ancora una volta l'immagine del mostro.
Ma la gente, la cui maggioranza è ignorante su certi argomenti, non è in grado di valutare o
giudicare, troppo abituata com'è a ricevere il lavaggio del cervello grazie alla
disinformazione mediatica quotidiana che oscura i veri e gravi problemi del paese e dei
suoi cittadini.

10 - Penso che, nonostante tutto, Lunedì 29 Luglio, molti italiani (quelli che non hanno ancora
portato il loro cervello all'ammasso), in varie parti d'Italia, alzeranno il loro calice brindando
alla salute di un  centenario, il più anziano "prigioniero di guerra" sul pianeta, vittima di una
barbara persecuzione che solo le "democrazie" occidentali possono concepire.

Cordialmente

G.F.S.


Commento e replica a cura di Filippo Giannini :


Egr. Signor  G.F.S., mi permetta di intervenire su quanto ha scritto, d'altra parte Lei mi ha citato, e di questo la  ringrazio.

Sì, come Lei ha ricordato il CASO PRIEBKE è un atto di inumana ingiustizia, che dovrebbe essere una vergogna per tutti i popoli civili.

1)                                      Le Convenzioni Internazionali dell’Aja, allora vigenti e che regolavano le Leggi di guerra stabilivano, senza alcuna ombra di dubbio che il partigiano era un “fuorilegge”. Infatti – e in questa sede sono costretto a sintetizzare – per essere considerati “legittimi combattenti” questi dovevano rispondere alle seguenti norme: a) indossare una divisa riconosciuta dal nemico; b) portare apertamente le armi; c) rispondere delle proprie azioni ad ufficiali responsabili; d) riconoscere e rispettare le Leggi di Guerra. Non è difficile constatare che il “partigiano” non rientrava in alcuna di queste norme. I legislatori di cento e più anni fa, erano tanto decisi a “consacrare” il “legittimo combattente” da prevedere, a salvaguardia di questo, il “diritto di rappresaglia”. Pochi sanno che <L’articolo 33 della IV Convenzione di Ginevra del 1949 (attenzione alla data n.d.a.), in deroga a quanto prima era consentito dall’art. 50 dei Regolamenti dell’Aja del 1899 e del 1907, proibisce in modo tassativo le misure di repressione collettiva, di cui si ebbe abuso delittuoso nell’ultimo conflitto> (1). In altre parole quegli eserciti che usarono il (certamente disumano) “diritto di rappresaglia” quando questo era consentito dalle Leggi di Guerra, nel dopoguerra vengono perseguiti e condannati. Oggi che questo “diritto” è disconosciuto, quegli eserciti che ne fanno vasto uso, trovano ingiusta legittimazione. E mi rivolgo principalmente a quanto accadde nelle guerra del Vietnam e in quella in Afghanistan e in Cecenia, da parte dei sovietici e degli americani. Questi ultimi ne hanno fatto (e ne fanno) ampia pratica ancora in Afghanistan e in Irak. Non ultimo è da ricordare che gli israeliani fanno uso, quotidianamente, a danno dei  civili palestinesi, di quella norma incivile e illecita e, mi ripeto, tassativamente proibita sin dal lontano 1949.
2)                                       
3)                                      Quel 23 marzo 1944 l’attentato di Via Rasella non fu compiuto a danno delle SS, come la propaganda “sfascista” si ostina a sostenere, ma contro militari altoatesini, quindi cittadini italiani tanto che la maggior parte di essi, sino all’otto settembre aveva militato nell’esercito italiano, e dopo quella “fausta” data venne incorporata dai tedeschi nella Compagnia “Bozen”. A seguito di quell’attentato non morirono trentatre “tedeschi”, ma a questi ne vanno aggiunti altri nove che si spensero nelle quarant’otto ore successive a causa delle ferite e mutilazioni riportate a seguito dell’”eroica azione”.

4)                                      Sì, a seguito dell’”eroica azione” perirono anche alcuni civili, il cui numero (Bentivegna aveva sempre negato questo caso) è sempre stato obliato dall’attuale regime e talmente bene che ancora oggi non si conosce il numero esatto dei morti. Quelli certi sono: Fiammetta Baglioni di 66 anni, Pasquale Di Marco di 34 anni e il piccolo Piero Zuccheretti di 13 anni che era talmente vicino al luogo dell’esplosione che il suo corpo fu frantumato. I suoi piedini non furono mai ritrovati. Bentivegna dobbiamo pure capirlo: avrebbe potuto perder tempo e far allontanare il bambino?

I nomi degli altri “eroi” oltre quello di Bentivegna? Carla Capponi, Carlo Salimari, Franco Calamandrei, Raul Falciani, Francesco Corelli, Silvio Serra, Ferdinando Vitagliano, Pasquale Balsamo. Quando un giornalista chiese a quest’ultimo “eroe” perché non si fossero presentati così da salvare la vita a 335 ostaggi, rispose: <Se ogni partigiano si fosse consegnato dopo ogni azione, la guerra sarebbe finita in pochi giorni. E poi nessuno ha la vocazione al suicidio>.

1)                                     E’ la prova provata dello “sfascismo morale vincente”. D’altra parte come in Italia, anche in Francia nessun partigiano si presentò mai per salvare la vita degli ostaggi.

2)                                     Bentivegna per l’”eroica azione” non fu insignito della Medaglia d’Oro, ma si dovette accontentare di quella d’Argento. Mentre la Medaglia d’Oro andò a Carla Capponi.

3)                  Ed ora, amici lettori seguiamo un’altra “eroica azione” del partigiano Bentivegna.
Era il 5 giugno 1944, Roma era stata “liberata” dagli alleati il giorno precedente e il sottotenente della Guardia di Finanza Giorgio Barbarisi, che aveva militato nel fronte clandestino, pur non avendo mai mantenuto contatti con i partigiani ma con l’Esercito del Sud, stava percorrendo a piedi via delle Tre Cannelle a pochi passi dal Quirinale. Il giorno precedente gli alleati avevano imposto la sospensione di ogni attività politica, niente comizi o volantinaggi né manifesti e assembramenti. In questo clima il sottotenente Barbarisi si stava recando dalla madre per portarle un dono prezioso: due panini. Lungo la via, Barbarisi nota un manifesto che, per sua sfortuna, mostra la falce e il martello, il sottotenente Barbarisi investito della carica di ufficiale di polizia e pertanto convinto di dover assolvere un suo dovere, si accinge a defiggere il manifesto. Non poté completare il proposito perché fu raggiunto alle spalle da un colpo di pistola che lo uccise..
Chi aveva sparato? Ma lui, sempre lui, l’”eroico partigiano” Rosario Bentivegna e accanto a lui la sua spalla destra: Carla Capponi.

E’ interessante riportare il seguito di questa trista vicenda che ci fa comprendere come la nostra  “sovranità nazionale”, grazie alla “liberazione” venisse, già allora, delegata alla civiltà “yankee”.

Il processo per l’assassinio di Barbarisi si apre il 14 luglio successivo e, nonostante che il delitto sia stato consumato a Roma, che italiana sia la vittima e italiano l’assassino, il processo è sottratto alla naturale giurisdizione italiana. Viene cancellata, dall’arroganza dei vincitori, ogni traccia di sovranità italiana, infatti chi giudica è la Corte Generale del Governo Militare Alleato, la stessa che manda a morte un certo numero di “collaborazionisti del tedesco invasore”, come il questore Caruso e i sabotatori Testorio e Sabelli fatti fucilare a Forte Bravetta da reparti italiani della Pubblica Sicurezza.

L’aula di giustizia è praticamente occupata da attivisti comunisti, cosa che dà immediatamente un’idea di come andranno le udienze. Presidente della Corte è R.G. Wilmer. Sin dalle prime battute il processo mostra l’orientamento benevolo verso l’assassino. Questo aspetto appare addirittura sfacciato quando la Corte – nelle vesti del Colonnello Campbell, del Maggiore Heidrickton e del Tenente Sabatino – rifiuta la costituzione di parte civile dei genitori di Barbarisi. Ma non è tutto. Per comprendere il clima nel quale “quel processo” si trasformò in autentica farsa è da ricordare che gli avvocati della difesa sostennero che il tribunale doveva riconoscere, (trascrivo alla lettera): <i particolari motivi di necessità e di “legittima difesa”, che hanno provocato il doloroso incidente>. Per concludere: la sentenza emise una condanna a 18 mesi che naturalmente Bentivegna non sconterà mai. Non poteva che essere così; le pressioni del Pci erano talmente palesi che anche il Pubblico Ministero, ignorando ogni testimonianza, aveva asserito che “l’imputato aveva ecceduto nel difendersi”.

Ha scritto in merito al “caso Barbarisi” Franz Maria D’Asaro: <Ma al di sopra di tutto, resta la vergogna del silenzio che si è voluto far scendere sul suo martirio. Via dai libri di storia, via dalle cronache rievocative, via dagli annali del Campidoglio>.

A tutto questo si innesca qualcosa di più atroce: il perché degli attentati. Lo attesta chiaramente il fascista-antifascista Giorgio Bocca nel suo libro “Storia dell’Italia partigiana”: <Il terrorismo ribelle non è fatto per prevenire quello dell’occupante, ma per provocarlo, per inasprirlo. Esso è autolesionismo premeditato: cerca le ferite, le punizioni, le rappresaglie per coinvolgere gli incerti, per scavare il fosso dell’odio. È una pedagogia impietosa, una lezione feroce>. A conferma di quanto riconosciuto da Giorgio Bocca, ecco quanto ha scritto il democristiano Benigno Zaccagnini: <il comunista sosteneva che, anzi la rappresaglia che veniva compiuta era un mezzo per suscitare maggiore spirito di rivolta antinazista e antifascista, e quindi (l'assassinio) si giustificava. Tutto questo e quanto sopra gli esaltatori delle varie libertà (e fra queste quella dell'informazione) mai sono state rivelate. E i motivi sono facilmente intuibili!

In altre parole, e per essere più chiari, gli attentati venivano compiuti per avere di ritorno le rappresaglie. E questo per uno sporco gioco politico che, ancora oggi, a distanza di tanti decenni, come possiamo assistere, fa il gioco di coloro che su tanto sangue ha avuto vantaggi e tutt’ora ne usufruiscono.

Per concludere. Non ho potuto fare a meno di leggere piu’ volte la “Lettera post mortem” scritta dalla moglie di Erik Priebke e indirizzata “All’Ill.mo Presidente della Repubblica Italiana”.

Mi si permetta di riproporre solo una parte della nobilissima lettera di Alice Priebke: <Se ancora per l’ultima volta Le scrivo non e’ per chiedere la grazia di Erik per la pena inflittagli, ma per pregiarmi di farle sapere che preghero’ non solo per il mio amato marito, per i miei figli e per tutta la mia famiglia, ma anche per Lei, Signor Presidente della Repubblica. Benche’ mi fossi rivolta alla sua clemenza supplicandola piu’ volte di farmi ricongiungere a mio marito nei nostri ultimi momenti di vita e nonostante le avessi fatto presente il mio precario stato fisico dovuto alle malattie, benche’ le mie richieste fossero state sempre ignorate senza neanche ottenere una risposta - fosse stata anche negativa - e nonostante il fatto che, tutto quanto abbia umiliato non solo mio marito ma anche me (…). Preghero’ per Lei, Ill.mo Presidente per non aver concesso a mio marito neanche la possibilita’ di incontrare i familiari delle vittime delle Ardeatine, come lui stesso avrebbe voluto, come pure ha censurato un anno fa la Rai perche’ voleva mettere in onda una intervista fatta da giornalisti italiani sul caso Priebke (…)>.
Dopo poco la moglie di Erik Priebke morì.

1) La Rappresaglia, all’epoca dei fatti (1944) veniva così stabilita (Diritto Internazionale), pag. 792. <(…) La rappresaglia, condotta obiettivamente illecita, diventa, per le particolari in cui viene attuata, condotta lecita. (…) La rappresaglia è, fondamentalmente una “sanzione”, cioè una reazione all’atto illecito, e non un mero atto lecito, la cui liceità deriva dall’esistenza di un precedente atto illecito> Per essere più chiari: l’atto illecito fu l’attentato di Via Rasella.


1943 : SI COMPIE LA TRAGEDIA D' ITALIA


Di :  Gianfredo Ruggiero

Il 1943 può essere definito come l’anno delle illusioni: si illusero i congiurati del Gran Consiglio del Fascismo di salvare il Regime sacrificando Mussolini; si illusero il Re e Badoglio di tradire l’alleato senza pagare dazio; si illusero i ragazzi di Salò di difendere l’onore d’Italia e finirono col combattere i propri fratelli; si illusero i partigiani di sostituire la dittatura fascista con quella del proletariato, pensando di fare dell’Italia una repubblica sovietica e si ritrovarono, invece, a sostenere la monarchia e l’occupante americano; si illusero infine gli italiani convinti che la guerra fosse finita, quando invece ne stava per iniziare una seconda ben peggiore.
Tutto ebbe inizio il  25 luglio 1943 quando, con una deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo, il Regime cessò di esistere. Mussolini, pur potendo rigettare l’ordine del giorno del Ministro Grandi e far arrestare i congiurati, inspiegabilmente accettò il deliberato che lo esautorava di tutti i suoi poteri per essere trasferiti al Re.
Intanto Vittorio Emanuele III con i vertici delle Forze Armate tramava per liquidare Mussolini, come primo atto per poi passare dalla parte vincente, quella degli alleati.
Il responso del Gran Consiglio, contrariamente alle intenzione dei protagonisti (che di fatto si comportarono come utili idioti, per dirla alla Lenin), tornò utile al Re per dare una insperata veste  istituzionale a quello che fu a tutti gli effetti un Colpo di Stato.
L’indomani Mussolini, rispettoso delle regole e convinto della correttezza di Vittorio Emanuele III, si presentò al monarca per rassegnare le proprie dimissione da Capo del Governo. Il Re, il cui unico scopo era quella di salvare la corona e se stesso dal tracollo bellico, con un atto inconcepibile dal punto di vista istituzionale, lo fece sequestrare (e non arrestare in quanto ne mancavano i presupposti giuridici).
Tutti i poteri furono affidati ai vertici dell’esercito che instaurarono una dittatura militare con a capo il Maresciallo Badoglio. Del nuovo esecutivo nessun esponente politico ne faceva parte in quanto i partiti rimanevano fuori legge al pari del partito fascista nel frattempo sciolto.
A parte qualche spontanea manifestazione di giubilo, derivante dall’equivoco che con la caduta del regime sarebbe finita la guerra, degli antifascisti e dei partigiani neanche l’ombra, li avremmo visti solo dopo al seguito delle vittoriose truppe alleate.
Il nuovo governo si affrettò a rassicurare l’alleato tedesco circa la fedeltà dell’Italia e il proseguimento della guerra al suo fianco e nel contempo avviò segreti contatti con gli angloamericani per passare armi e bagagli dalla parte del nemico, nella patetica illusione di uscire indenni da una guerra che volgeva al peggio.
L’8 settembre del 1943 arrivò l’annuncio di Badoglio che chiamò armistizio quello che in realtà fu tradimento: nel volgere di 24 ore i tedeschi divennero improvvisamente nemici e gli invasori americani alleati.
Questo atto scellerato non mutò le sorti del conflitto, non servì a lenire le sofferenze della popolazione civile che continuò a lungo a morire sotto i bombardamenti terroristici dell’aviazione angloamericana. Servì solo a scatenare l’ira vendicativa di Hitler, in quel momento padrone assoluto del nostro Paese.
Con il rovesciamento del fronte e il passaggio dell’Italia dalla parte degli angloamericani (che faceva presagire una rapida e vittoriosa conclusione del conflitto), si riorganizzarono i vecchi partiti che seppero, soprattutto quello comunista che aveva mantenuto una sua struttura clandestina, cogliere al volo quella insperata opportunità di tornare ad essere protagonisti della vita politica italiana. La guerra invece continuò per altri 18 mesi e nel conflitto tra eserciti si inserirono i partigiani, alcuni smaniosi di ricostruirsi una verginità politica dopo essersi affermati grazie al regime, altri per attribuirsi delle onorificenze da spendere al tavole della spartizione del potere alla fine del conflitto. E fu guerra civile.
Questi sono i fatti che ognuno può giudicare, ma che dubito si possano contestare.

Gianfredo Ruggiero,
presidente  Circolo Culturale Excalibur – Varese

mercoledì 24 luglio 2013

QUOTIDIANE ANGHERIE BUROCRATICHE

Sig. Sindaco  Alberto Neri,

Le sto scrivendo in merito alla segnaletica stradale, (DIVIETO DI SOSTA) lungo il viale di Via Fazio 8 Novale di Valdagno nello restringimento della carreggiata, dove come scritto nell'agosto 2010 su: IL GIORNALE DI VICENZA: IL DIVIETO DI SOSTA SOTTO CASA SCATENA PROTESTE IN VIA FAZIO, Io le avevo scritto anche una lettera, dove lei Sig. Sindaco ALBERTO NERI non ha esercitato la sua dignita' nel rispondermi e le spiego meglio: Se adesso le sto' scrivendo e' perche' dal 2010 a tutt'oggi sono seguito da Equitalia per essere stato multato sotto casa, Nemmeno i criminali sono seguiti in questo modo.
Faccio presente che nel pomeriggio di ieri Venerdì 26/07/2013 ore 14,15 per questo caso ancora irrisolto ho telefonato alla polizia municipale di Valdagno 0445/428242 parlando con la vigilessa ZANELLA di questi problemi, insomma non sarebbe meglio levare i divieti di sosta? Guardi un po' le foto di auto parcheggiate in divieto di sosta e proprio innanzi le due finestre delle camere da letto.
Se io Sig. Sindaco mi recassi dove lei abita e pargheggerei l'auto davanti alla finestra della sua camera da letto SAREBBE CONTENTO? La vigilessa ZANELLA mi disse che  se c'e' un divieto di sosta anche sotto casa ed io non sono invalido non ho diritto a parcheggiare, mentre un invalido ha tutti i diritti. Le ho chiesto pure se stava ad incitarmi a tagliarmi un braccio o una gamba per diventare un invalido,visto che gli invalidi hanno diritto a tutto. Mi chiese anche se ho fatto ricorso al giudice di pace altrimenti la multa aumenta sempre in continuazione, ma io questo fatto accaduto lo voglio portare in tribunale,  perche' e' ora di mettere fine su questa storia che dura da anni.  Ma queste macchine parcheggiate non hanno il contrassegno INVALIDI, allora cosa fanno sostate qui?
Ma i divieti servono per disciplina stradale o per bellezza? Perche' se tutti/e parcheggiano,  io sottoscritto Teresio Grigoletto non dovrei parcheggiare? Io che sono stato multato mentre mi scaricavo la spesa sotto casa un giro di cinque/dieci minuti circa e mi hanno multato. 
MA VERGOGNATEVI, pero' LA CITTA SOCIALE COMUNE DI VALDAGNO mi sta'dimostrando che gli altri automobilisti NON RESIDENTI parcheggiano ugualmente e se ne fregano di tutti i vostri segnali. Le sembra giusto questo?

Dall' incivilta' di via Fazio 8 Novale di Valdagno 36078 VI ( ITALY)

porgo distinti saluti.
VITTIMA DELL'INGIUSTIZIA
BOIA CHI MOLLA - BARCOLLO MA NON MOLLO
Teresio Grigoletto

venerdì 19 luglio 2013

IL PIANETA DELLE SCIMMIE


di : Maurizio Murelli



Letta chiede le dimissioni di Calderoli che, con Vendola e i cinquestellini, chiede le dimissioni di Alfano che aveva già chiesto le dimissioni della Idem.
La Kyange chiede le dimissioni degli italiani, Renzi quella del PD...
…il PD chiede le dimissioni di Berlusconi, Pacifici quella degli storici a lui sgraditi... Insomma, in Italia a tutti piace vincere facile chiedendo all'avversario di dimettersi dal gioco.

QUANDO UNA BANCA " FALLISCE"...


Autore :  Anonimo Pontino





Dopo aver letto i due post già pubblicati, l' analisi dei meccanismi occulti del funzionamento occulto delle rapine bancarie proseguono esaminando l' ipocrisia del " fallimento bancario " ...

Le banche prestano denaro virtuale ed inesistente a fronte di beni reali.
Spieghiamo meglio.
Per prestare denaro una banca non fa alcuna fatica, deve solo lanciare una transazione su un PC e digitare 1.000.000.000 sul campo dedicato con la valuta di riferimento.
Quando l’azienda, il privato, o lo Stato estero, non possono restituire, la banca fa un’operazione molto semplice:
chiede all’azienda mezzo miliardo di azioni in cambio dell’azzeramento del prestito; chiede al privato i suoi beni in cambio dell’azzeramento del prestito; oppure chiede allo Stato estero del terzo mondo una miniera di diamanti, di oro, ecc…. Non è un caso che la maggior parte delle miniere di diamanti dell’Africa siano di proprietà di banche europee.
Il meccanismo è semplice: se Tizio non può pagare un debito di 100, la banca si accontenta di un bene che vale 50.
La banca, contabilmente, ci rimette.
In realtà, dal punto vista reale, la banca non ha perso nulla, ma, al contrario, ha guadagnato una miniera, il controllo di una società, i beni di Tizio.
Cioè, in altre parole la banca non ha perso nulla, tranne una cifra scritta sullo schermo di un PC e memorizzata in un database; ma, in cambio, ha acquistato petrolio, diamanti, oro, terreni, case.
La banca cioè (oppure il suo prestanome), a fronte di un esborso pari a 0, acquista beni reali, diamanti, oro, terreni, case, società.
Inoltre, allo stato attuale, non esiste neanche una quantità di cartamoneta sufficiente a coprire tutti i conti correnti e i debiti della banche. Questo significa che se domani tutti i risparmiatori si recassero a prelevare contanti, in circolazione non ci sarebbe la liquidità sufficiente a restituire il tutto.
Il denaro, in altre parole, è diventato meno che carta straccia. È diventato una informazione depositata su dischi magnetici.
Quindi è sbagliato dire che le banche “falliscono”. “Fallimento” implica l’idea di sconfitta. Sarebbe più corretto dire che la banca “TERMINA IL SUO LAVORO”. Quando la banca “fallisce”, in realtà non fallisce affatto, ma ha completato la sua opera: che è quella di acquisire beni reali a fronte della cessione di beni inesistenti. Avere un bilancio in passivo, per una banca, equivale ad avere in mano un documento con calcoli e cifre… ma avere in mano anche beni materiali di ingente valore, servizi pubblici ed industrie costruite col sacrificio della collettività  ....Chiaro no?

Documentario sul Signoraggio Bancario :

mercoledì 17 luglio 2013

LO STRANIERO IN CASA MIA



Lo straniero in casa mia,
può esser sincero e cortese,
ma non parla il mio linguaggio:
io non riesco a coglierne il pensiero.
Vedo il suo volto, e gli occhi, e la bocca,
ma non il suo spirito che vi sta dietro.
Gli uomini del mio stesso seme,
possono comportarsi bene o male,
ma le loro bugie son le stesse che si aspettan da me
- le bugie alle quali sono ben avvezzi.
E non abbiamo bisogno di interpreti
quando dobbiamo fare mercato.
Lo straniero in casa mia
- che egli sia buono o malvagio -
io non so dire quali forze lo dominano,
quali motivi scuotono il suo umore,
né quando mai gli dèi della sua terra
riprenderanno possesso del suo sangue.
Gli uomini del mio stesso seme
potranno anche esser perversi, ma,
almeno, sentono quel che io sento,
e vedono quello che vedo anch’io.
E per male ch’io pensi di loro e dei loro simili,
è la stessa cosa che loro pensan dei miei.
Questa era l’idea di mio padre,
e questa è anche la mia:
che le stesse spighe sian tutte in un solo covone,
e la stessa uva finisca tutta in un unico tino,
prima che ai nostri figli alleghino i denti
un più amaro pane ed un più amaro vino.

Rudyard Kipling

martedì 16 luglio 2013

LA REPUBBLICA DELLE BANANE E NON DEGLI ITALIANI


di : Edoardo Longo


Il presidente delle repubblica ha difeso con  giovanile furore la ministra congolese dagli insulti del deputato Calderoli, ma…. dov'era quando mesi fa, un ‘ altra  deputata, negra come la ministra, la comunista Dacia Valent ha dichiarato: "ITALIANI BASTARDI, ITALIANI DI MERDA".
Riportiamo integralmente la dichiarazione della deputata negra e comunista , grondante di insulti razzisti nei confronti degli Italiani :
“Voi noi riuscite nemmeno a immaginare quanto sia difficile per me scrivere, tentando di non ferire le vostre povere sensibilità di piccoli bianchi, totalmente ignoranti del loro passato di carnefici di neri, ebrei e musulmani.
Non conoscete nulla di quello che avete nel vostro DNA storico, vi riempite la bocca di ebrei solo per salvarvi la coscienza, raccontando di come gente tipo Perlasca – un fascista di merda che dovrebbe morire mille volte solo per essere stato fascista ed aver sostenuto fossanche per un solo minuto quel regime – ne ha salvato alcuni.
Siete un popolo senza futuro perché siete un popolo senza memoria.
Me ne fotto degli italiani brava gente. Anzi, mi correggo, me ne fotto degli italiani bianchi e cristiani, naturalmente brava gente.
Non lo siete.
Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi.
Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto.
Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volontà delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie.
Anche quando dimostrate un barlume di intelligenza, questa si perde nei rivoli del guadagno facile e del tirare a fregare chi sta peggio di voi.

Nessuna delle vostre battaglie ha un senso per altri se prima non produce un tornaconto per voi stessi.

Dalla politica alla religione, dal sociale alla cultura, siete delle nullità.

Capaci di raccogliere firme e manifestare, salvo poi smentire con ogni vostro atto quotidiano quello che a grande voce dichiarate pubblicamente. Andate a marciare da soli, che marci siete e marci rimarrete e non vi voglio profumare.
Non avete una classe media, siete una penosa e noiosa classe mediocre, incivile e selvaggia. I giornali più venduti sono quelli che trattano di gossip e i programmi televisivi più gettonati – al fine di vendere le proprie figlie come bestiame, come le vacche che sono destinate inevitabilmente a diventare, vista la vostra genia – sono i reality.


Avete acclamato qualsiasi dittatore e sottoscritto qualsiasi strage, salvo poi dimenticarvene ed assurgere come vittime di un élite. Non avete un’élite, coglioni, fatevene una ragione: i vostri deputati e senatori sono delle merde tali e quali a voi, i vostri capitani d’azienda sono dei progetti andati a male dei centri di collocamento, ma che o avevano buoni rapporti famigliari o il culo l’hanno dato meglio di voi.

Non solo quelli al governo (o che fanno capo all’area governativa), anche e soprattutto quelli che fanno capo all’opposizione.
Da quelli oggi al governo non ci aspettiamo nulla se non quello che da anni ci danno: razzismo, esclusione, spedizioni punitive, insulti ed umiliazioni.

Ma da quelli all’opposizione, quelli che si sono arricchiti con anni di Arci, Opere Nomadi, Sindacati Confederali, e sempre sulla nostra pelle, facendoci perdere diritti che ormai davamo per acquisiti, ci aspettiamo che si facciano da parte.

Sono ormai troppi anni che deleghiamo le nostre lotte a persone che in teoria dovrebbero averle fatte proprie, dimenticandoci l’infima qualità dell’italiano pseudobianco e pseudocristiano: non vale un cazzo perché non ha valori che valgano.

Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti.
Questo mondo non ha bisogno di schiavi dentro come lo siete voi, feccia umana, non ha bisogno di persone che si inginocchiano a dei che sia chiamano potere e denaro e nemmeno di chi della solidarietà ha fatto business.

Ha bisogno di altro, che voi non avete e quindi siete inutili.

Dite che non è così?
Ditelo ai Rom perseguitati in tutta Italia, ditelo ad Abdoul, ditelo ai 6 di Castelvolturno, ditelo a Emmanuel, ditelo ai gay massacrati da solerti cristiani eterosessuali.

Ditelo a mio fratello, bastardi.

Ditelo alle decine di persone vere, non zecche e pulci come voi, che non denunciano perché sanno che se vanno dalla vostra polizia bastarda e assassina li umilieranno e magari li picchieranno di più e forse li uccideranno come l’Aldro [ammazzato come un cane perché pensavano fosse un extracomunitario], e se sono donne le violenteranno, e non avranno nessuno a cui rivolgersi per essere difesi.

Ditelo a quelli che rinchiudete per mesi nei vostri campi di concentramento senza alcun genere di condanna, solo per gonfiare le casse di qualche associazione che finanzierà un qualche partito, generalmente di sinistra, ditelo a quelli che lavorano per i vostri partiti e sindacati da lustri senza avere un contratto ma in nero, ditelo a quelli che si sono fidati di voi per anni, ditelo a quelli che raccolgono l’ultimo respiro di quei maiali dei vostri vecchi, e a quelli che si sfilano dalle fighe delle nostre ragazze per infilarsi in quelle larghe e flaccide delle vostre donnacce, ditelo ai nostri ragazzi che vincono medaglie e che saranno il futuro di questo paese, ditecelo, figli di puttana.
Ditelo col cappello in mano, e gli occhi bassi, cani bastardi. Ma sappiate che la risposta ve l’hanno già data a Castevolturno: Italiani bastardi, Italiani di merda. Io ci aggiungo bianchi, perché il discrimine è questo. Valete poco perché avete poco da dire e nulla da dare”.
Poiché molti dubiteranno che un esponente politico possa aver profferito queste volgarità razziste, vi segnaliamo il link dove, a tutt’ oggi, compare questo bestiale sfogo razzista anti-italiano, questo delirio da black-power  ,senza che nessuno abbia avuto il coraggio, in nome di un minimo di dignità nazionale, di farlo cancellare, magari denunciando la ( poco) onorevole Valent. Ma la legge Macino è inapplicabile ai negri ?


Ma quella in cui viviamo, è ancora la repubblica ITALIANA o è diventata la repubblica delle banane, delle ministre congolesi e delle negre razziste furiose, da trattamento sanitario obbligatorio ?
Non abbiamo dubbi. E’ proprio  una repubblica delle banane.
…il cui presidente non si preoccupa minimamente della dignità del popolo che rappresenta, ma solo di  provare Kippah ebraiche all’ ultima moda ( sì, le stanno bene, signor Presidente, le fanno proprio una bella testa ….   ) , come nella foto che qui riproduciamo, o di ricevere  candelabri giudaici a sette braccia  in omaggio  dalla lobby ebraica…. Il che la dice lunga dove batta il suo cuore e di chi sia il Presidente…..
Non batte certo dalla parte degli Italiani, che devono solo prendere sputi e insulti dai propri rappresentanti politici ( presidenti, ministri, deputati), che pure sono profumatamente pagati con i nostri soldi..
A loro omaggi, ricche prebende, lauti stipendi.
A noi Equitalia.  E i loro insulti razzisti.

Tutto sul conto del solito Pantalone, il popolo italiano.