venerdì 14 giugno 2013

L' AGGRESSIONE EBRAICA ALLA DEMOCRAZIA IN ITALIA

DDL n°54 Senato/2 -Carlo Mattogno: considerazioni sul reato di “negazione della Shoah”. Croanche di un Parlamento non più sovrano, ma teleguidato dallo " stato - canaglia" Israele.
12/06/2013

di : Carlo Mattogno


Nella foto : L’imponente studio del Mattogno sulle “camere a gas di Auschwitz”,715 pagine, 2500 note a piè di pagina. Opera mai confutata dalla salariata storiografia sterminazionista.
Questo post è dedicato all'informazione di senatori e deputati della Repubblica Italiana in merito allo scellerato DDL Senato n°54, Amati ed altri 111, che si propone di impedire la pubblicazione di notizie storiche non gradite alla israel-lobby, in pratica di chiudere la bocca a chiunque dissenta dalle opinioni "di Stato"! 
Nessun senatore firmatario si è chiesto: cosa si vuole, o deve, nascondere con questo incostituzionale provvedimento?
 Tale DDL  vuole creare tutti gli Italiani SUDDITI di un FALSO STORICO!
Ri-portiamo a "galla" un articolo del maggior studioso/conoscitore mondiale di "cose" di olocausto ebraico del mondo. L'articolo era stato scritto in occasione della prima presentazione di tale voglia di forca, abortita naturalmente. Essendo l'attuale DDL Amati la copia carbone del precedente resta valido ed attuale.
La  recente proposta (Ott 2010 )di Pacifici ha riportato in primo piano, dopo il tentativo abortito della “legge Mastella”, la questione del reato di “negazione della Shoah”. La discussione che ne è seguita è palesemente monca, perché si affrontano da un lato ignoranti presuntuosi e forcaioli che non hanno la più pallida idea di che cosa sia il revisionismo storico, dall’altro paladini della libertà di espressione che non ne sanno parimenti nulla..
Gli uni e gli altri sono però concordi nello svilire il revisionismo a mero “negazionismo”, che ne è una semplice parodia denigratoria.
Il primo punto da chiarire è perché gli elementi più estremisti dell’ebraismo italiano vogliono una legge contro il revisionismo.
Le motivazioni addotte, penosamente puerili, tradiscono la loro funzione di facciata.
Il motivo vero è che in Italia non esiste una storiografia olocaustica; non esiste un libro olocaustico degno di figurare in una bibliografia estera[1]; non esiste un solo storico di rilevanza internazionale (di grazia, non si tiri in ballo il presunto “esperto” mondiale Marcello Pezzetti, le cui conoscenze su Auschwitz sono appena appena superiori a quelle dei liceali che accompagna in visita al campo) (sul pezzetti marcello vedi nota A) ; non esiste un centro di studi olocaustici serio.  In pratica, in Italia non esiste nessuno che possa contrastare in modo efficace il revisionismo. E  il Centro di Documentazione ebraica di Milano (che,  al massimo, è capace di catalogare atti, scritte e siti “antisemiti”) è il simbolo di questa impotenza.
La situazione è tanto tragica che, a tenere una lezione  “riparatrice” all’Università di Teramo, per rimediare ai presunti nefasti del prof. Claudio Moffa, è stata invitata nientemeno che Valentina Pisanty [2], la nota esperta in Cappuccetto Rosso, che all’estero sarebbe chiamata al massimo negli asili per raccontare le favole ai bimbetti. En passant, sono dodici anni che aspetto la sua risposta al mio studio L’ “irritante questione” delle camere a gas ovvero da Cappuccetto Rosso ad Auschwitz. Risposta a Valentina Pisanty (Graphos, Genova, 1998) [3], la replica al suo tanto (ingiustamente) decantato L’irritante questione delle camere a gas (Bompiani, Milano, 1998). È davvero deprimente vedere come la nostra dottoressa si ostini ancora a ripetere ossessivamente per ogni dove le sue fantasiose congetture ormai arciconfutate da oltre un decennio.
Tempo fa ho lanciato agli “esperti” di La Repubblica questo invito:


Prof. Carlo Mattogno