giovedì 30 maggio 2013

LA TRUFFA MONETARIA

Appunti di :
 Roberto Andreozzi

Come sempre ringrazio lo stimatissimo avvocato Longo per la diffusione di questi articoli, e prego di pubblicare alcune precisazioni che ritengo siano utili per tutti poiché la confusione in merito alla questione monetaria è GRANDE.

1)- LA QUOTA 90(Tratto da Il Paese dell’utopia di Giacinto Auriti)-
Alberto De Stefani - che fu ministro del Tesoro e delle finanze del primo Governo fascista e docente di Economia e Scienza delle finanze nella Facoltà di Scienze politiche all'Università “La Sapienza” di Roma - mi disse: «Mussolini ha perso la guerra con la “quota 90”.» Appresi così che la “quota 90” fu l'operazione con cui la lira fu rivalutata rispetto alla sterlina del 25%: la quotazione della sterlina fu ridotta da 120 a 90 lire. Mussolini accettò con entusiasmo il progetto perché i consulenti della Banca d'Italia (Stringer, Paratore, Beneduce e Volpi di Misurata) lo proposero come un segnale di prestigio e di rafforzamento della dignità dello Stato Italiano a livello internazionale. De Stefani mi fece capire che, con la rivalutazione monetaria del 25%, aumentarono di pari percentuale i crediti e i debiti. Le Banche si arricchirono e le imprese fallirono per l'ingiustificato ed imprevedibile appesantimento dei debiti contratti per finanziare le attività produttive. L'Italia arrivò disarmata alla guerra per i fallimenti causati dall'insolvenza ineluttabile a seguito dell'ingiustificato aumento del valore del denaro oggetto del debito.

2)- LA BANCA CENTRALE- consideriamo i le seguenti possibilità:

a. La Banca Centrale è 100% statale: caso di Bank of England, Banque de France e Bundesbank dopo il 1945 circa, caso della Banca d’ Italia tra il 1936 e il 1992. Attenzione! ...il Debito Pubblico di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia PERO’ continua a esistere da sempre e tali Stati emettono da sempre titoli di Stato, cioè si INDEBITANO anziché creare moneta sovrana per sé priva di alcun debito. Tutto ciò viene innescato e gestito da una società di loro proprietà, la rispettiva Banca Centrale Nazionale. Ma allora se è tutto statale perché non esiste un registro del Signoraggio Pubblico o Credito Pubblico accanto a quello del Debito Pubblico, visto che creditore e debitore coincidono almeno sulla quota di moneta creata dalla Banca Centrale?

b. La Banca Centrale è 100% o quasi a partecipazione privata: caso per esempio di Federal Reserve e di Banca d’ Italia (quest’ ultima prima del 1936 e dopo il 1992). Perciò sembra ovvio che...
...il Debito Pubblico degli Stati soggetti a tale tipo di Banca Centrale continui ad esistere e tali Stati da sempre emettono titoli di Stato. Tutto ciò viene innescato e gestito da un ente privato MA... considerato per statuto una società di interesse pubblico o pubblicistico alla pari di A). Tale Banca Centrale è controllata da Banche Commerciali e/o d’ Affari che si collocano sul mercato e che essa deve pure sorvegliare e perciò essa genera un conflitto di interessi.

Quindi che differenza fa se la Banca Centrale è dichiarata pubblica o privata se in ogni caso emette moneta-debito, cioè obbliga lo Stato a restituire la moneta alla scadenza dei titoli di debito statali (acquistati prima dal Ministero del Tesoro e/o dagli Operatori Abilitati) e a pagare inoltre gli interessi su questa stessa moneta…???

Giacinto Auriti in merito è stato MOLTO chiaro:
“C'è un solo modo per liberarsi dalla schiavitù della grande usura: la PROPRIETÀ POPOLARE DELLA MONETA. Fare di ogni popolo il padrone della sua moneta all'atto dell'emissione, significa togliere alle banche centrali l'egemonia del signoraggio, in un regime di democrazia integrale in cui ogni popolo abbia oltre alla sovranità politica, anche quella monetaria.



Pubblichiamo molto volentieri, come articolo a sè stante, la nota di Roberto in calce al post che viene qui citato e che si trova a questo link : 

mercoledì 29 maggio 2013

COMUNISTI SI NASCE ... E SI MUORE. PARCE SEPULTIS

Il direttore del carcere speciale dell’Asinara, Cardullo, era un tipo molto spiritoso. Alla sezione Fornelli i “neri” e i “rossi” furono sistemati a celle alterne.
Aneddoti se ne possono raccontare tanti, data la circostanza ne racconto uno adeguato al momento. Un giorni si aprì la il portoncino della mia cella. Sull’uscio due guardie, tra esse Franca Rame.
 “E qui abbiamo i fascisti”, disse una delle due guardie rivolgendosi alla bella signora di Soccorso Rosso. “Non mi interessano. Mi porti dai compagni”, rispose gelida e altera.
Io e il camerata che condivideva con me la cella avevamo a portata di mano lo sgabello che avremmo tranquillamente potuto stamparle sui denti. Invece, spontaneamente, la guardammo, poi ci guardammo tra noi e ridemmo di gusto. La cella si richiuse e si aprì quella a fianco dove due brigatisti e il bandito Cavallero che era con loro ricevettero l’affettuosa visita. Noi nel frattempo ci eravamo seduti al bordo della branda e brindammo a noi con l’acqua minerale (non avevamo altro). Maledettamente soli, come sempre e neppure il “ciao” di un’attrice meritavamo.
Alla notizia della morte di Franca Rame leggo oggi tanti commenti irriverenti. Evitateli. Io mi sento di dire: rispettate le morte. Lo so cosa ha scritto e detto su certi episodi. Lo so. Fatevi una risata e “tirate dritto”.
Maurizio Murelli

( tratto dalla pagina facebook di  Maurizio Murelli titolare delle edizioni Barbarossa, e amico da tanti anni, che spero autorizzi questa riproduzione della sua nota).

lunedì 27 maggio 2013

MA SIAMO TUTTI IMBECILLI ?

MA SIAMO TUTTI IMBECILLI?
A DOMANDA RISPONDO:
SI’, SIAMO TUTTI IMBECILLI-E TANTO DI PIU’


Di :  Filippo Giannini


   So bene che chi scrive su questo argomento (il signoraggio) rischia la vita. Perché?  Leggete avanti.

   Quante volte ho confessato che di  economia ne capisco poco. Tuttavia, quando in un giorno del 2003 mi fu chiesto di organizzare un MANIFESTO DEL XXI SECOLO, aderii con entusiasmo, con l’idea di riaccendere quella fiamma che animò tanti uomini e donne, in quel 14 novembre 1943, quando a Castelvecchio a Verona si celebrò il congresso del Partito Fascista Repubblicano. E in quel contesto vennero fissati i punti cardini di un Manifesto che avrebbe dovuto essere la premessa della nuova Costituzione dello Stato Repubblicano. Poi fummo sopraffatti dalla più grande coalizione liberal-capitalista e l’idea della socializzazione dello Stato andò a morte prima della nascita.

   Ma torniamo al 2003. Quando mi fu affidato l’incarico contattai Rutilio Sermonti, Alberto Spera, Stelvio Dal Piaz, Carlo Morganti e, Manlio Sargenti che essendo lontano e piuttosto malato non poteva intervenire direttamente, tuttavia mi garantì l’assistenza. Tutti aderimmo con entusiasmo. Ho tralasciato di ricordare, a ragion veduta, la presenza attiva di Giacinto Auriti. Così nacque il Manifesto del XXI secolo. “Ho tralasciato”, come ho scritto, “a ragion veduta”, la collaborazione di Giacinto Auriti perché in quel periodo di economia ne capivo ancor meno di quanto ne capisco oggi. Quando questo maestro (Giacinto Auriti) mi parlava di signoraggio, non lo capivo e, probabilmente non capivo perché mi sembrava impossibile (come mi sembra impossibile ancora oggi) che una truffa di questa portata possa aver preso vita senza che gli organi di uno Stato, che si dice dei diritti e della libertà, non sia intervenuto (e ancora oggi non interviene) a bloccare quella che alcuni sostengono essere la più grande truffa mai perpetrata.

   Per essere più chiari riporto il Punto 13 delle Proposte ideali, voluto e imposto proprio dal (Grande) Giacinto Auriti: <Il popolo crea la ricchezza col proprio lavoro. La moneta nasce dunque di proprietà dei cittadini. Essa è di proprietà del popolo e la sovranità di essa appartiene al popolo>. Inutile ripetere che allora, in quel contesto, mi sembrava fissare un punto di grande ovvietà. Invece… Sì, invece approfondendo l’argomento ho cominciato (finalmente) a capire qualcosa.

   Qualche giorno fa ho ricevuto una mail da Excalibur Italia contenente un articolo di Gianfredo Ruggiero, articolo dal quale riporto molti concetti.

   Gianfredo Ruggiero inizia ricordando che all’origine del debito pubblico (chiamiamolo  così, anche se questo è il frutto della grande truffa), che ha generato nei conti dello Stato una voragine in continuo aumento, vi è un meccanismo ben congeniato definito “signoraggio”.   

   Facciamo ora un passo indietro e ricordiamo la nascita dell’IMI (Istituto Mobiliare Italiano), che nasce il 13 novembre 1931 IX E.F. e quella dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), costituito con R.D.L. 5/1933 XI E.F. avente finalità di ente finanziario di diritto pubblico; concepito per il risanamento e per la riorganizzazione del sistema finanziario e bancario italiano duramente provati dalla crisi del 1929. L’uno e l’altro, sempre organi pubblici: l’IMI e l’IRI concepiti per assicurare i finanziamenti di medio-lungo periodo (l’IMI), e l’IRI che acquisì le partecipazioni azionarie delle banche in difficoltà e i pacchetti di controllo delle banche stesse (1). A seguire fu elaborata, nell’ambito dell’IRI la legge di riforma bancaria del 1936 XIV E.F. Una prima parte della legge (che dovrebbe essere tuttora in vigore), legge che definì la Banca d’Italia ISTITUTO DI DIRITTO PUBBLICO e le affidò definitivamente la funzione di emissione (non più in concessione) della moneta e gli azionisti privati furono espropriati dello loro quote (2).

   Poco dopo Adolf Hitler nazionalizzò la Deutsch Bank sull’esempio dell’Italia di Mussolini. E qualcuno ancora oggi si chiede del perché della Seconda Guerra mondiale!?

   Torniamo ai meravigliosi giorni di oggi.

    Partiamo dalla Banca d’Italia che non è la Banca dello Stato italiano in quanto è presente con un minuscolo 5,8%, e questo per giustificare, scrive Gianfredo Ruggiero, la definizione di Ente di Diritto Pubblico. Infatti i principali azionisti, tutti rigorosamente privati, sono (dati riportati dal citato articolo di Ruggiero): Intesa San Paolo (30,3%,), Unicredit (15,7%), Banco di Sicilia (6,3%), Assicurazioni Generali (6,3%), Cassa di Risparmio di Bologna 6,2%), Banca Carige (4%), Banca Nazionale del Lavoro (2,8%), Monte dei Paschi di Siena (2,5%), Fondiaria (1,25%), Allianz (1,3%) e altre banche di minore importanza.

   Si tenga presente che la Banca d’Italia è ora una filiale della Banca Centrale Europea (BCE) anch’essa privata. Infatti i principali azionisti sono le banche centrali (private) europee, tra queste, appunto, la Banca d’Italia con il 14,57%. Scrive sempre Gianfredo Ruggiero: fatto paradossale è la presenza, tra i maggiori azionisti (e benefattori del signoraggio) con il 15,98%, della Banca d’Inghilterra che, oltretutto, non fa parte dell’Euro. Alla BCE è affidato il controllo dell’operato degli Istituti di Credito, in pratica le banche che controllano se stesse. Inoltre viene concesso il diritto esclusivo di stampare banconote, poi cedute al governo in cambio di titoli di debito pubblico (BOT, CCT, ecc,). In pratica l’entità del debito pubblico, da cui deriva la politica finanziaria di una Nazione, non la decidono i governi, bensì i mercati. Dato che coniare le monetine di metallo, ha un costo superiore alle banconote, queste sono a carico dello Stato.

   Specifica Gianfredo Ruggiero; il meccanismo in sintesi è questo: la Banca d’Italia, che in questo caso si comporta come una semplice tipografia, stampa una banconota, ad esempio da 500 Euro, il cui costo di produzione è di circa 50 centesimi tra filigrana e inchiostro e la cede allo Stato, non al costo di produzione maggiorato del suo guadagno, come logica vorrebbe, bensì al valore nominale della banconota stessa: 500 Euro! Lo Stato per tutta la sua esistenza pagherà – quindi noi poveri imbecilli paghiamo - alle banche private gli interessi su delle monete che in teorie (macché teoria, in effetti) gli dovrebbero appartenere. Riassumendo: la nostra banconota da 500 Euro – la cosa vale per qualunque taglio – alla BCE è costata pochi centesimi di Euro, mentre al popolo italiano quel pezzetto di carta colorata senza alcun valore reale costa 500 Euro più gli interessi perenni.

   Questa è l’origine del debito pubblico su cui, volutamente, non vi è alcuna informazione e dibattito. Pertanto: SE LO STATO SI RIAPPROPIASSE DEL DIRITTO DI STAMPARE MONETA, L’ITALIA NON AVREBBE DEBITI. La cosa, però, sarebbe estremamente poco probabile perché i partiti tutti sono ossequienti al sistema bancario di Wall Street.
   Certo quanto stiamo per ricordare non servirà per giustificare la nostra imbecillità, anzi: anche i dollari stampati dalla privata Federal Reserve americana, sono anch’essi dei pezzi di carta colorata, privi di un reale valore. Questo perché dal 1971 l’America ha abolito l’obbligo della corrispondenza in oro per ogni banconota emessa.

   Ci ricorda sempre Gianfredo Ruggiero: Nel 1944 (quindi a guerra non ancora conclusa, ma con un risultato scontato) i ministri delle finanze delle potenze prossime vincitrici della seconda guerra mondiale, si riunirono in conferenza a Bretton Woods (Usa) per concordare quale politica seguire in merito alla finanza ed economia. Di conseguenza furono fondate la Banca Mondiale (BIRS) e il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Inoltre al dollaro fu attribuito il ruolo di moneta di riferimento per gli scambi internazionali. Questo comportò l’impoverimento del resto del mondo. E ancora Nixon, constato che a Fort Knox di oro ne era rimasto ben poco, il 15 agosto 1971 a Camp David, annunciò con decisione unilaterale, di sospendere la convertibilità del dollaro in oro. Osserva Gianfredo Ruggiero: da allora le Banche centrali continuano, come se nulla fosse, a stampare moneta anche se prive di controvalore, in quanto non convertibile in oro. (3).

   Allora sono tutti gangsters e truffatori?

   Continuate a leggere.

   Abramo Lincoln, sedicesimo presidente Usa fu assassinato il 15 aprile 1865; James Garfield ventesimo presidente fu ucciso il 19 settembre 1881; William McKinley, venticinquesimo presidente cadde colpito da due colpi di pistola esplosi dal polacco Leon Czolgosz e morì il 14 successivo; John F. Kennedy trentacinquesimo presidente, e questo episodio molti di noi ancora lo ricordano almeno per la ridicola ricostruzione del fatto, e per come furono condotte le inchieste, fu assassinato a Dallas il 22 novembre 1963. Cosa legava fra loro questi presidenti e da cosa dipendeva la loro morte violenta? Tutti, nel corso del loro mandato presidenziale, elaborarono (almeno i primi tre) l’idea di cambiare il sistema monetario americano estromettendo la privata Federal Reserve Bank dalla ricordata esclusività di emissione monetaria. A questi dobbiamo ricordare che John F. Kennedy, in pratica, l’aveva già messo in atto. Infatti il 4 giugno 1963, a pochi mesi dal suo assassinio, Kennedy autorizzò, con l’ordine esecutivo n° 11.110 di riconsegnare allo Stato americano il diritto della sovranità monetaria, estromettendo la Banca Centrale (FRB). Come ricordato il 22 novembre 1963 fu ucciso. Cinque mesi dopo, ricorda Gianfredo Ruggiero, le “banconote Kennedy” furono ritirate. Una nuova vittoria delle banche private.

   Tutto ciò non fu solo virtù di alcuni presidenti Usa, perché anche in Italia, a parte l’iniziativa mussoliniana del 1936, dobbiamo ricordare che Aldo Moro con il DPR 20/6/1966 e 20/10/1967 e successiva autorizzazione regolata il 14/2/1974 autorizzò l’emissione delle 500 lire (serie Mercurio), che furono stampate direttamente dal Poligrafico dello Stato che affiancavano le 500 lire d’argento.
   Tutti sappiamo che fine ha fatto Aldo Moro.

   Ma non è finito: l’ex questore di Genova Arrigo Molinari aveva “osato” citare in giudizio Bankitalia e la BCE per la truffa del Signoraggio. L’udienza fu fissata per il 5 ottobre 2005, ma fu assassinato a coltellate il 27 settembre 2005. Intervistato da un giornalista de Il Giornale poche ore prima della sua morte, ad una domanda, rispose: <Sta tutto scritto nei miei ricordi, riuniti ex articolo 700 del Codice di Procedura civile contro la Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea per la così detta truffa del “Signoraggio”, consentita fin dal 1992>, L’intervistatore chiese: <Ricordiamo chi era, allora, il ministro del Tesoro>. La risposta di Arrigo Molinari: <Era un ministro sottile che ha permesso agli istituti di credito privati di impadronirsi del loro arbitro Bankitalia e quindi di battere moneta e di prestarla allo Stato stesso con tasso di sconto a favore delle banche private>.

   Non chiedetemi che fine ha fatto questa iniziativa di Arrigo Molinari: non lo so!!!!

   Concludo ricordando ancora Gianfredo Ruggiero, che sentenzia: <Con la prossima scomparsa della moneta fisica soppiantata dalla moneta elettronica, la nostra dipendenza dal sistema bancario-finanziario sarà totale, come immenso sarà il loro potere. Su questi argomenti a livello politico non vi è alcuna informazione e dibattito. Tutti zitti, vuoi per ignoranza, vuoi per condivisione ideologica nessuno ne parla (…)>.

   Per fortuna posso confutare il bravo Gianfredo Ruggiero. Infatti il 22 maggio di quest’anno (2013), alla Camera dei deputati il deputato del Movimento Cinque Stelle, Carlo Sibilia, dal suo scranno ha denunciato la truffa del Signoraggio. Vedremo come andrà a finire. Non vorrei che domani si leggesse che il coraggioso e onesto giovane deputato, è stato trovato ucciso per indecifrabili motivi!

   Conclusione: alla domanda: “Siamo tutti imbecilli?”. La mia risposta è: <Per quanto è mia idea, gli italiani sono doppiamente imbecilli, perché essi stessi hanno ucciso ed esponendolo ancora oggi                   al ludibrio e alla diffamazione, l’unico statista onesto che provvedeva alle reali necessità del comune cittadino,  eleggendo, invece,  agli allori i vari,i  tanti, i troppi “ministri Sottile>.


I LIBRI DELLA LANTERNA :

Leggi anche " Gli Usurai della Terra" :

http://www.lulu.com/shop/luigi-magrone/gli-usurai-della-terra/paperback/product-16261857.html

.. e anche "The banksters : alta finanza e sinistra " :

http://edoardolongo.blogspot.it/2013/03/the-banksters-alta-finanza-e-sinistra.html 

_____________________   
1)       Con l’avvento dei Governi democratici, sia l’Imi che l’Iri furono trasformate in Società per Azioni (quindi furono privatizzati) e dopo pochi anni chiusero i battenti. In occasione del cinquantenario dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale, l’allora presidente Romano Prodi (quello stesso che fu candidato nel 2013 a Presidente della Repubblica Italiana) rilasciò questa inquietante dichiarazione: <Se l’IRI negli anni Trenta rappresentò una soluzione, oggi rappresenta un problema>.
2)       Nel 1993, in piena Era dello Stato dei Diritti e della libertà, la Banca d’Italia diventò, come vedremo, Ente privato.
3)       Gianfredo Ruggiero riporta alcune definizioni, di personaggi molto noti sull’argomento, che solo per brevità ne citiamo solo due:  Herry Ford, il fondatore dell’anonima casa automobilistica americana: <Ė un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario perché, se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina>. L’altra. Di A.M. Rothschild, capostipite della nota famiglia di banchieri tedesca: <La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo conferenze di pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa avere benefici. Le guerre devono essere dirette in modo tale che entrambi gli schieramenti sprofondino sempre più nel loro debito e quindi sempre di più sotto il nostro potere>. Non è quello che sta accadendo da un secolo e mezzo?

CRONACHE DI ORRORE BUROCRATICO QUOTIDIANO

………Se il giorno 22 maggio 2013 mi sono recato per gli alimenti alla croce rossa di Valdagno, chiamata anche CITTA' SOCIALE, la mattina del giorno dopo 23 maggio su ordine della croce rossa Sig.ra Fioraso, mi recai dall'assistente sociale CHIARA BATTISTIN, con la bolletta gas scaduta e anche con la bolletta scaduta enel, dove a giorni io avro' pure lo stacco dell'energia elettrica.
Ero senza appuntamento ma essendo stato mandato ed essendomi stato riferito di consegnare le bollette all'assistente salì al primo piano. In un primo momento sembrava che l'assistente CHIARA BATTISTIN non ci fosse e così in fondo al corridoio, di fronte l'ufficio, esiste un ufficio di segreteria per prendere altri appuntamenti con l'assistente sociale stessa. Entrato mi chiese il mio nominativo, dissi di essere Teresio Grigoletto e di dover solamente consegnare le bollette scadute alla sopracitata.
In quel istante sentii aprirsi la porta alle mie spalle, era proprio l'assistente sociale con una cartellina  dei fascicoli in mano, mi rivolsi a lei dicendo: “ SIG.RA BATTISTIN, buongiorno - Buongiono ma lei sa che con me ha un altro appuntamento e dobbiamo vederci il giorno 03 Giugno prossimo, io risposi subito in contropiede: SIG.RA BATTISTIN MA LEI LO SA' CHE SE IO ASPETTO FINO AL 03 GIUGNO, MI RITROVO ANCHE SENZA LUCE E CHE POI DOVRO' FARMI LUCE CON I FARI DELLA MIA AUTOMOBILE, MA E' DEMOCRAZIA QUESTA? VIVIAMO IN UN PAESE DEMOCRATICO CON QUESTE MANIERE? IO TERESIO SONO STATO INVIATO DALLA SIG.RA FIORASO DELLA CROCE ROSSA PER CONSEGNARLE OGGI LE MIE  BOLLETTE ENEL ENERGIA, MERCATO LIBERO FORNITORE UNICO DI GAS ED ENEL”.
L'assistente disinteressata del caso mi rispose : “ Beh…  me le consegni alla segretaria che sara' la segretaria a fare le fotocopie, poi a me mi servono le fotocopie e non le originali.”
“ NO SIG.RA BATTISTIN, IO CONSEGNO A LEI LE ORIGINALI, POI VEDA LEI, PERCHE' IN UN NOSTRO APPUNTAMENTO CHE CI SIAMO VISTI, NON ERANO ANCORA SCADUTE, NE' IL GAS E NEPPURE L'ENEL; IO LE AVEVO DETTO A LEI DI FARSI LE FOTOCOPIE, MA IN QUEL MOMENTO LEI MI CONSEGNAVA DI RITORNO LE BOLLETTE, DICENDOMI CHE A LEI NON LE SERVIVANO. ORA CHE HO AVUTO LO STACCO DEL GAS, DECIDE DI FARE LE FOTOCOPIE? NO SIGNORA, ORA I BOLLETTINI ORIGINALI, SE LI TIENE LEI.”
 <<  INSOMMA L'ASSISTENTE SOCIALE MI DISSE DI ASPETTARE CHE SI FA LE FOTOCOPIE >> , MA IO HO INIZIATO AD INCAMMINARMI LUNGO IL CORRIDOIO E ME NE SONO USCITO.
Sceso dalle scale mi recai a 100 metri circa nella redazione giornalistica de: IL GIORNALE DI VICENZA per la cronaca di VALDAGNO, spiegando tutto l'accaduto ad un responsabile al quale mi disse che se sara' opportuno verro' a giorni ricontattato, sempre se il caso si ritenesse interessante.

Dubito che mi richiamerà mai e allora affido questa disperata cronaca di orrore burocratico quotidiano al blog controcorrente dell’ avvocato Edoardo Longo.
Vittima dell'ingiustizia sociale di un paese che non e' sociale, scusatemi se sono l'unico a difendermi da solo, contro il sindaco del PD avv. Alberto Neri e dagli assistenti sociali.

 Chiedo che la notizia venga diffusa. Grazie.
Teresio Grigoletto

con un ps: BOIA CHI MOLLA, BARCOLLO MA NON MOLLO. NOBIS


leggi anche la puntata precedente di questo calvario di orrore burocratico :

http://edoardolongo.blogspot.it/2013/05/italiani-sotto-il-cappio-dello-stato.html

venerdì 24 maggio 2013

" LO STRAZIO", POESIE NOIR


di : Maria Antonietta Pinna

Immaginiamo una gabbia con un passerotto dentro. L’animale non ha le chiavi per uscire, ma vorrebbe prendere il volo. Cerca soluzioni. Inizialmente sbatte le ali e la testa contro le sbarre. Ma l’evidenza satanica della loro forza gli impedisce di vincere. Le sbarre, fredde e dure non si spaccheranno sotto il peso del suo corpo per concedergli l’agognata libertà.  Il passerotto è solo. Ogni tanto presenze si agitano attorno alla gabbia, ma si guardano bene dall’aiutarlo ad uscire. Il povero uccello grida. Non è negli altri che troverà l’essenza della libertà. Appena capisce questo si calma. Smette di frullare le ali, si liscia le piume, si mette un paio di occhiali da passero, si siede e comincia a leggere. Le sbarre della gabbia non si aprono, però l’uccello viaggia e conosce cose di cui mai avrebbe sospettato l’esistenza, pagina dopo pagina, lettera dopo lettera, egli apprende che se il corpo è prigioniero perché è fortemente limitato dalla materia, dalle circostanze e sfavorevoli congiunture, la mente ha un valore superiore. Può essere libera e mai rassegnata alla prigionia. “Lo strazio” nasce in un clima di forzata reclusione in una stanza d’ospedale. Nasce per caso, per ingannare il logorante ticchettio di una sveglia dozzinale appesa alla parete. Invano vi sforzerete di trovarvi fiori, colori, immagini rievocanti felici idilli e fresche primavere, perché questa raccolta è la poesia del verme, della terra, della luna che cade, del marcio svelato, della nausea del dogma, del rifiuto del buon senso di matrice catto-borghese. Questa raccolta nasce e si esaurisce nella galoppante e pulsante visione di flash evocanti spesse negatività, oscure pulsioni, giochi psicologici di logorante e perinatale evidenza. Il passero chiude il libro, tira fuori la chiave da sotto un’ala, apre la porta e vola. La vera libertà è quella del pensiero. Un corpo in catene con una mente in catene è morto, un corpo libero con una mente in catene è morto, il corpo libero con una mente libera è libero, il corpo in catene con una mente libera, si libererà prima o poi perché la creazione nasce dal pensiero e rafforza l’ego. Il corpo è spesso esso stesso una gabbia. Soltanto la mente lucida e sicura di chi crede in sé può trovare la chiave evitando le illusioni, le false credenze, l’oro di re Mida. Ognuno di noi è la sua casa. Se questa casa non ha porta tocca a noi costruirla.


giovedì 23 maggio 2013

IL TESTAMENTO DI DOMINIQUE VENNER

L' EUROPA URLA



 
Sono sano di spirito e di corpo e sono innamorato di mia moglie e dei miei figli.
 Amo la vita e non attendo nulla oltre di essa, se non il perpetrarsi della mia
 razza e del mio spirito. Cionondimeno, al crepuscolo di questa vita, di fronte
 agli immensi pericoli per la mia patria francese ed europea, sento il dovere di
 agire finché ne ho la forza; ritengo necessario sacrificarmi per rompere la letargia
 che ci sopraffà.

 Offro quel che rimane della mia vita con un intento di protesta e di fondazione.
 Scelgo un luogo altamente simbolico, la cattedrale di Notre Dame de Paris che rispetto
ed ammiro, che fu edificata dal genio dei miei antenati su dei luoghi di culto più antichi che richiamano le nostre origini immemoriali.

 Mentre tanti uomini si fanno schiavi della loro vita, il mio gesto incarna un'etica
 della volontà. Mi do la morte per risvegliare le coscienze addormentate. Insorgo
 contro la fatalità. Insorgo contro i veleni dell'anima e contro gli invasivi desideri
 individuali che distruggono i nostri ancoraggi identitari e in particolare la famiglia,
 nucleo intimo della nostra civiltà millenaria. Così come difendo l'identità di
 tutti i popoli presso di loro, mi ribello al contempo contro il crimine che mira
 al rimpiazzo delle nostre popolazioni.

 Essendo impossibile liberare il discorso dominante dalle sue ambiguità tossiche,
 spetta agli Europei trarre le conseguenze.

 Non possedendo noi una religione identitaria alla quale ancorarci, abbiamo in condivisione,
 fin da Omero, una nostra propria memoria, deposito di tutti i valori sui quali
 rifondare la nostra futura rinascita in rottura con la metafisica dell'illimitato,
 sorgente nefasta di tutte le derive moderne.

 Domando anticipatamente perdono a tutti coloro che la mia morte farà soffrire,
 innanzitutto a mia moglie, ai miei figli e ai miei nipoti, così come ai miei amici
 fedeli.

 Ma, una volta svanito lo choc del dolore, non dubito che gli uni e gli altri comprenderanno
 il senso del mio gesto e che trascenderanno la loro pena nella fierezza.
 Spero che si organizzino per durare. Troveranno nei miei scritti recenti la prefigurazione
 e la spiegazione del mio gesto.


 Dominique Venner

Documento fornito da :  dott..ssa Rita Stimamiglio Marchetti




 Dato che i giornali pubblicano solo quello che gli fa comodo, mi sembra giusto
  far conoscere la lettera - testamento di Dominique Venner, testimone  della decadenza dell’ Occidente e autore di libri memorabili, come “ il bianco sole dei vinti” e “ Baltikum”, che infiammarono la mia giovinezza e quella di tanti altri camerati. Onore a Dominique Venner. Noi non ti dimenticheremo.
Ricordiamolo noi cattolici,  anche con una preghiera a Dio che lo accolga con sè , estremo ed ultimo segno di affetto che potremo donargli.  Dominique Venner ha condiviso con noi cristiani , lui ateo, il valore fondamentale della famiglia, e l' amore per la propria stirpe e la propria terra, che sono doni di Dio , che non possiamo sciupare ed è nostro dovere lasciarli " in ordine" ai nostri figli e ai nostri discendenti  che verranno dopo di noi. Ricordo anche che il delirio dell' attuale culto degli omosessuali è di origine perversa e invito a riflettere sulla  fine di Sodoma e Gomorra, le città di cui ci parla la Bibbia, e dedite alla depravazione omosessuale e pedofila  di massa, con correlato disprezzo degli " eterosessuali".
Esse furono punite per la loro bestiale depravazione da Dio stesso, con una tempesta di fuoco e di fiamme. Pochi  cristiani " politically incorrect" osano ricordare questo episodio, che per noi è parola di Dio, ed insegnamento perenne.  E' probabile che la lobby omosessuale, in accordo con altre lobbies anticristiane, vorrà cancellare questo episodio dalla Bibbia, come " omofobo". Coi tempi che corrono , anche scrivere queste note in ricordo di un grande uomo come Dominique Venner, può portare ad una denuncia per " razzismo - omofobia". Se qualche invertito vorrà farlo , si accomodi pure. Non mi fa paura. Sarò in buona compagnia : in compagnia del mio Dio ,  che ha condannato l' omosessualità come delirio contro natura e contro la legge di Dio, punendo le civiltà che la praticano e legalizzano con la distruzione con il fuoco.
Ricordiamocene, visto che la nostra Europa è a questo destinata. Intanto perisce sotto i colpi di machete  e di piccone di altri " discriminati razziali", della stessa stirpe della nostra ministra congolese per la " integrazione razziale ", che non ha speso una parola per queste macellazioni rituali di innocenti, ritendendole forse un adeguato modo di " integrazione"  con i "valori " della " negritudine " ( per chi non lo sapesse, questa non è una parola razzista, ma espressione usata dal grande  poeta Senghor, di razza nera ).
Per questa ragione, noi cristiani dobbiamo pregare per l' anima di Venner, perchè ha condiviso con noi nobili valori e aspirazioni e l' anore per la propria terra e la propria stirpe.
Dio gli doni il paradiso degli eroi.
Onore e pace a Dominique Venner, uno degli ultimi Europei di razza.
 
Edoardo Longo

ITALIANI SOTTO IL CAPPIO DELLO STATO STROZZINO

 
SE QUESTA E' DEMOCRAZIA, ALMENO LASCIATE IN PACE LE PERSONE PER BENE !


Lettera aperta agli uffici comunali e a Equitalia di :

Teresio Grigoletto


Spett. Li uffici,
Come si puo' vedere dalle foto la mattina di lunedì 21 maggio 2013 ho avuto la chiusura del contatore gas  come se non bastasse la storia della mia vita: Un passato difficile, disoccupazione, un divorzio e perfino 28 mesi costretto a dormire in automobile, perche' non potevo permettermi un alloggio Dal 23 Dicembre 2003 al 30 Aprile 2006, degno come tutte le persone civili, ma quì di civilta' non se ne puo' puo' parlare. Il governo fantoccio che ha solo saputo bloccare la mia MOBILITA' IN DEROGA ha fattosì che rimasto senza soldi per una bolletta scaduta non pagata ora  mi ritrovo a vivere ogni giorno precariamente.
Del caso sempre la mattinata di lunedì 21 maggio 2023 ho telefonato avvertendo anche agli assistenti sociali di Valdagno, che da qualche mese sono seguito. Cio' che hanno rilasciato e' soltanto una relazione alla croce rossa di Valdagno per avere un po' di alimenti che mi sono presentato oggi  mercoledì 22 maggio 2013 del resto anche questo paese nominato  Valdagno (CITTA' SOCIALE) non vale una minchia, scusatemi per la parola, ma e' così. L'assistente sociale sempre telefonicamente mi chiese se intanto per arrangiarmi ho una bombola di gas. Non Vi sembra una domanda strana?
Il mio peccato veniale e' soltanto uno, essere cittadino Italiano a tutti gli effetti e non extracomunitario di colore perche' se voi non lo sapete la croce rossa Italiana a quelli di colore paga pure le bollette di luce, acqua e gas. Intanto oggi a distanza di 60 ore, mi ritrovo a mangiare qualche panino, non usufruendo  nemmeno la caldaia per l'acqua calda perche' senza gas non puo' funzionare, ed io rimango pure che non posso farmi un bagno.VERGOGNA ITALIANA E ASSASSINA DI UNO STATO ITALIANO USURAIO E TRUFFATTORE
Una nuova tegola che si abbatte contro di me. Per qualche umano interessato scrivo anche che stamane 22 Maggio alle ore 08,00 ero gia' presente alla sede volontariato della croce rossa di Valdagno con apertura ai poveri bisognosi dalle ore 09,00 alle 12,30. Per oggi ringrazio doverosamente la croce rossa che dopo aver parlato con il presidente della croce rossa stessa e su mia richiesta e' stata eseguita una telefonata alla assistente sociale CHIARA BATTISTIN, perche' in sede mancava pure la relazione rilasciata dalla sopracitata Sig. Battistin.
Chi ha fatto sparire la mia documentazione? Morale mi hanno passato la telefonata ed io con il telefono della croce rossa parlai con l'assistente sociale e lì e' sorto un battibecco telefonico, perche' l'assistente mi dava un altro appuntamento per il prossimo 3 giugno 2013, ma la mia risposta  di fronte alle addette della croce rossa e' stata: SIG.RA BATTISTIN se aspetto per un suo nuovo appuntamento fino al 3 giugno, mi ritrovero' anche con la luce staccata e non solo il gas, perche' anche la bolletta enel e' scaduta, poi con cosa mi faro' luce in appartamento, con i fari dell'automobile? Alla croce rossa ho chiesto se forse in Valdagno abbiamo il  sindaco paralizzato alle mani per non avermi saputo rispondere a delle mie e-mail molteplici che io ho inviato, ma li si e' calato il sipario senza rispondermi nulla.
Uscendo  dalla porta un ragazzo mi disse che il sindaco e' un avvocato ed io risposi: BENISSIMO così se io taglio il sigillo del gas, io mi prendero' una denuncia penale, ma almeno poi il sindaco mi difendera' in tribunale, altrimenti che avvocato e'? Adesso predendo e aspetto una risposta per iscritto dal sindaco ALBERTO NERI del PD, altrimenti lo scrivente spera solo in una rivoluzione, con un pensiero umile e religioso.
 MADONNA DEL MANGANELLO PREGA PER NOI.
NON HO ALTRO D AGGIUNGERE.
Cordiali saluti,
 CAMICIA NERA:   Teresio Grigoletto
Di Novale di Valdagno (Vicenza)


CHI C'E' DIETRO AL CAPPIO DI EQUITALIA ?

Scoprilo, leggendo  :

http://edoardolongo.blogspot.it/2013/05/chi-regge-il-cappio-dei-sudditi-italiani.html


mercoledì 22 maggio 2013

RIFLESSIONI SU " GLI EBREI IN ITALIA " DI PAOLO ORANO, ORA RIEDITO DOPO 70 ANNI ( EDIZIONI DELLA LANTERNA)

 
Su “Gli ebrei in italia” di Paolo Orano.


Dalla fine della seconda guerra mondiale abbiamo sempre sentito parlare degli ebrei solo come “vittime del razzismo”, quanti piagnistei: l’Olocausto! La persecuzione! I nazisti! Poveri Giudei!
Quello che non si dice, ma che è ovvio a chi vuole vedere la realtà, è che gli ebrei sono stati il popolo più esclusivista e razzista della storia e che il razzismo “nazi-fascista” non è stata altro che una reazione alla volontà di “non-assimilazione” degli ebrei stessi nel corpo  nazionale.

Paolo Orano nel suo libro lo illustra chiaramente, e non si tratta di un libro di banale “polemica antisemita”, anzi, Orano – con uno sguardo davvero cattolico e di esperto giornalista - più volte nel libro cerca di lanciare degli “appelli” agli ebrei d’Italia affinché si distanzino dall’atteggiamento antifascista – e quindi anti-italiano – che contraddistingueva le due maggiori correnti dell’ebraismo: Sionismo e Marxismo, che perturbavano l’Europa con l’obbiettivo di assecondare gli obbiettivi a lungo termine dell’internazionale ebraica.

Leggendo il libro ci si rende conto di come siano stati gli ebrei stessi a “fomentare” l’ostilità contro di loro, volendo essere prima di tutto “ebrei” e poi(forse) “italiani” “tedeschi” ecc.: lavorare come comunità, a scapito della comunità ospitante.
Questo atteggiamento per uno stato totalitario e veramente nazionalista, chiaramente, non poteva essere accettato…

Il libro di Orano si avvale anche di citazioni molto autorevoli, come quella dell’ebreo Bernard Lazare, e disamina tutte le problematiche che vi erano tra ebrei e italiani, o meglio, tra ebrei e Europei, negli anni del secondo conflitto mondiale, e che condussero alla “campagna razzista” del ‘38.

Questo libro, nonostante sia vecchio di 70 anni, sottolinea un aspetto ancora oggi fondamentale, la sua lettura è obbligata per chi voglia comprendere appieno la natura razzista di Israele, non solo in Palestina, ma in tutte le realtà in cui si trovino ebrei, i quali, tendono a formare un clan razzisticamente chiuso che lavora per i propri interessi a scapito della popolazione autoctona.


(Nella foto l’auto-ghetto ebraico in palestina)

Questa tendenza ebraica all’esclusivismo permane ancora oggi in Italia e in Europa, la testimonianza più evidente di questo atteggiamento giudaico è il Parlamento ebraico Europeo, un parlamento “Jew-only” riservato al “popolo eletto”: pensate, una comunità così piccola è riuscita a ottenere – nell’Europa del “siamo-tutti-uguali” - un parlamento in Apartheid, rispetto ai non-ebrei, cos’è questo  se non la più alta manifestazione, esistente oggi, del razzismo giudaico? Della supremazia ebrea sui poveri pecoroni non-ebrei “tutti uguali”, sì, proprio come gli scarafaggi?! Andatevi a leggere sul sito della comunità ebraica di Roma, gli strali contro “i matrimoni misti”, leggetevi i bandi per le mansioni nelle comunità ebraiche: il goy(il non ebreo) non può fare neanche lo stagista!.



(nella foto sotto, Il parlamento ebraico in aprtheid)


Nel contempo però gli ebrei perseguono la loro agenda, si proclamano “antirazzisti”(per gli altri)  e promuovono la globalizzazione(per gli altri). Fanno quello che già facevano ai tempi di Orano. Con l’avvento dello stato ebraico poi – stato razzista e nazionalista ebraico a tutti gli effetti – questo separatismo ebraico ha assunto un carattere ancora più marcato e definito.

l’America è oggi la manifestazione più evidente di questa tendenza ebraica, con le sue lobbies sioniste, come l’AIPAC, che controllano il congresso americano - lobby che lavorano per una causa che certamente non è quella del popolo americano - le banche, i  giornali, le televisioni che sono totalmente in mano a questo popolo esclusivista dalle ambizioni spropositate. La lettura de “gli ebrei in italia” è quindi altamente consigliata per chiunque voglia comprendere la natura del razzismo ebraico che oggi, come allora, cerca di avere ragione di tutti i popoli della terra.



Reporter



E' UN LIBRO DELLA LANTERNA !

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EQUITALIA GLI PIGNORA LA CASA E LUI LA DENUNCIA PER USURA

A mali estremi estremi rimedi: la ribellione nei confronti di Equitalia ha raggiunto il suo picco massimo in Puglia, dove un artigiano ha deciso di denunciare per usura la struttura di riscossione nazionale dei tributi.
Lo abbiamo ripetuto ormai centinaia di volte e non ci stancheremo mai di farlo: il peso del Fisco in Italia è eccessivo, smisurato, sempre più spesso insostenibile per tante aziende e lavoratori autonomi che si fanno in quattro per sopravvivere in questo sciagurato, lunghissimo periodo di crisi.
Sentire in Tv dell’ennesimo imprenditore che si è tolto la vita perché non aveva più le forze di andare avanti è una cosa a cui noi  non ci abitueremo mai e siamo felici che all’interno di quella lista maledetta non compaia il nome di Francesco Sibilia. Lui, titolare di un autolavaggio a Conversano in provincia di Bari, c’è andato vicino, molto vicino. Ma ha deciso di resistere e, come lui stesso ci ha raccontato: “Combattere”.
“Tutto è cominciato – racconta Sibilia – quando mi sono visto recapitare una notifica di Equitalia di 61.000 euro. A brevissima distanza, per la precisione il 12 dicembre 2013, ricevo un’altra notifica. Questa volta mi avvisano che la mia casa è stata messa all’asta. Sapevo di avere delle pendenze, è vero. Da qualche anno non riuscivo più a pagare i miei contributi all’Inps, solo i miei però, perché ho sempre versato tutto il resto e pagato i tre dipendenti che lavoravano nel mio autolavaggio. Ma c’è da segnalare un piccolo problema: nel 1992 ho scoperto di essere ammalato di cuore e da allora vagavo per ospedali e visite mediche. Negli ultimi anni sono stato sottoposto a tre interventi: tre pacemaker. Contemporaneamente si è ammalata anche mia moglie: carcinoma tiroideo.
Quando ti trovi in queste condizioni le tue priorità cambiano. Devi pensare a sopravvivere. Ho fatto una scelta e me ne assumo le responsabilità: ho deciso di curarmi, di vivere e crescere i miei figli. E per farlo non sono riuscito più a pagare.
Intanto il lavoro continuava a scarseggiare e ho dovuto mandare a casa le persone che lavoravano con me. Mia figlia ha dovuto lasciare l’università perché non c’erano più soldi per farla studiare. Quando però ho saputo che Equitalia aveva messo addirittura all’asta la mia casa, il frutto di una vita di lavoro, beh… in quel momento tanti brutti pensieri mi sono passati per la mente.
Allo Stato non importa niente se tu non lavori perché hai problemi di salute, perché la richiesta è diminuita e non ce la fai più a sopravvivere. Equitalia è un rapace che non si ferma davanti a nulla”.
La voce di Franco Sibilia si ferma improvvisamente. Per una persona malata che lavora 18 ore al giorno, anche se non potrebbe, è dura combattere e andare avanti. Soprattutto quando ti dicono che la tua casa è stata messa all’asta.
“Mi hanno salvato i miei due nipotini – continua. – Proprio quando stavo pensando di farla finita. Mi sono detto: perché rinunciare a loro? Perché arrendermi? Molte persone mi hanno aiutato: il mio parroco, Tiziana Marrone vedova dell’artigiano che il 28 marzo si diede fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate di Bologna,Roberto Corsi il commerciante di Montalto Uffugo che da qualche mese ha dichiarato guerra al Fisco e altri. Così ho reagito.

Ho  così presentato un’istanza di autotutela. Ho  fatto fare una perizia tecnica sulle cartelle esattoriali, molte delle quali risultavano prescritte, molte altre non dovevano neanche essere inviate. Il debito originale si aggirava intorno ai 35mila euro, così ho  deciso di denunciare Equitalia per usura facendo anche presente che molti dipendenti che hanno firmato le cartelle esattoriali non erano autorizzati a farlo e che il software che utilizzano per realizzarle applica degli interessi illegali e un’altra serie di punti."
Mentre rivive i momenti della telefonata, Sibilia tira un sospiro di sollievo. “Ma la faccenda non si è ancora conclusa – riprende. – Noi stiamo andando avanti e abbiamo rilevato una serie di anomalie che a questo punto devono essere chiarite. Sembra addirittura che il Tribunale di Bari non avesse ricevuto nessuna documentazione relativa all’asta. Era solo una strategia messa in atto da Equitalia per costringermi ad andare da loro e firmare un accordo. E pensare che in tutto questo periodo avrei potuto commettere un gesto estremo. Io non mi ritengo un evasore – conclude Sibilia – sono solo un artigiano disperato di 55 anni che sta cercando di sopravvivere. Questo forse è un reato”?
Artifex

CHI C'E' DIETRO AL CAPPIO DI EQUITALIA ?

Scoprilo, leggendo  :



DITTATURA GIACOBINA IN ITALIA : VIETATO COMMEMORARE SAN MARCO A VENEZIA


Il Governo Nasionae Veneto tramite il suo portavoce e ufficio stampa
esprime profondo sdegno e rammarico per la decisione presa dal
Questore di Venezia di impedire a tutti i Veneti credenti in San Marco
di svolgere il 25 di Aprile la storica festa del Santo Patrono della
città di Venezia e Patrono di tutti i Fedeli Veneti .

Questa azione risulta essere la degna figlia dei più feroci e
antidemocratici regimi di dittatura ed esprime il più  totale diniego e
disprezzo dei fondamentali diritti umani e la più becera fra tutte le
forme di discriminazione che è appunto quella di carattere religioso.
Pertanto diffidiamo e condanniamo l'operato dell' occupante abusivo
italiano sui Sacri Territori Veneti.
San Marco, Patria e Libertà.

*Governo Nasionae Veneto  in exilio *,Via Udine (Belvedere) 2
34132  Triest Free Territory of Triest  ph. +390409851413 fax +39 049
7381271 mobile +39 3474191900 mob +39 3666573541

I LIBRI DELLA LANTERNA :
Abbiamo ricevuto questo comunicato da parte del GNV e lo ospitiamo volentieri sul blog, aperto a tutte le espressioni politiche anti-usuraje.
Scriveva Voltaire : “ non condivido le tue opinioni, ma sono disposto a combattere per permetterti di esprimerle”.
Per chi volesse saperne di più sul clima totalitario  esistente oggi in Italia , dove vengono perseguitati i movimenti politici identitari, si visiti la pagina facebook dedicata ai processi politici in Italia :
Inoltre, noi abbiamo pubblicato due libri sulla aggressione giudiziaria all’ indipendentismo veneto che qui segnaliamo e suggeriamo di leggere e pubblicizzare :