giovedì 18 aprile 2013

IL BEST SELLER DELLA LANTERNA

Il libro più venduto delle edizioni della Lanterna. Il libro più anticonformista publbicato in Italia quest' anno e che NESSUNO aveva osato pubblicare in sessant' anni :

http://edizionilanterna.blogspot.it/2012/03/il-best-seller-della-lanterna.html

venerdì 12 aprile 2013

STORIA DI UNA ESTORSIONE


Non posso indicare nè il mio nominativo, nè la città in cui mi trovo a lavorare : se lo facessi, il consiglio dell' ordine degli avvocati mi identificherebbe facilmente ( come coccodrilli si stanno ancora "gustando" i clienti che mi hanno rapinato) e mi attaccherebbero con i soliti "esposti deontologici" pilotati ad arte dalle ovattate sale del loro consiglio forense.

Debbo quindi rilasciare in forma anonima all'avvocato Edoardo Longo questa dichiarazione, autorizzandolo a renderla pubblica, sperando che altri colleghi non abbiano a subire quello che ho subito io.

Il consiglio dell' ordine forense ha una sola e precisa funzione : quella di cane da guardia al servizio docile degli avvocati più ammanicati con i gruppi di potere economico trasversale. Anche per costoro, infatti, le giornate hanno solo ventiquattro ore, per cui, senza i cani da guardia dell' ordine, non potrebbero nello stesso tempo lavorare monopolizzando l' 80 % del lavoro professionale, gestire la ampia e ricca clientela, mantenere la loro laccata immagine professionale ai "top" della città ( per fortuna che dispongono sul loro libro-paga di vari pennivendoli che ne esaltano quotidianamente le "eroiche" azioni professionali..) e cercare, indefessamente, avidamente, incessantemente, altri clienti per cause prestigiose e succulente.

Non sono mica dei "mandrake" come amano dipingersi, anzi, francamente, sono pure un po' scarsini in diritto ed in logica, per cui tutta questa indefessa attività, necessaria per una persona normale per poter restare come loro ambiscono vita natural durante sulla cresta dell'onda, non possono certo svolgerla. Sarebbe praticamente impossibile.

E poi sbagliano (spesso), per cui la dorata immagine di "supermen" del diritto non  possono mica gestirsela da avvocati normali, alle prese con i mille impegni di una giornata. Hanno bisogno di un 'aiutino' ...

Ma a puntellare glorie e conti in banca di questi 'monopolisti della toga' ci pensa il consiglio forense ! ( e non gratis, ovviamente..).

Il consiglio forense ha il preciso scopo di controllare il ceto forense. E lo fanno, eccome ! scorrono i giornali giorno per giorno per vedere di quali avvocati si occupano le cronache ( guai e sventure sui poveri colleghi che hanno la sorte di finire citati sul giornale al posto dei capibastone che monopolizzano il mercato), girano tutto il santo giorno per i corridoi del tribunale a controllare chi lavora di più ( loro, i maestri indiscussi dell' ozio ..) , comportandosi più o meno come la guaperia napoletana e nelle loro mitiche "adunanze plenarie" settimanali tirano le somme di tanti controlli : se qualche avvocato rischia di emergere al posto dei 'capataz' dell' ordine, allora su di lui sia addensano gli strali dei processi "deontologici" : vergognosi pretesti escogitati a tavolino con il supporto di miserabili delinquenti in cerca di denaro ( o di un aiutino giudiziario presso le procure, uffici che gongolano fraternamente di queste operazioni ributtanti..) : con questi metodi gli avvocati emergenti ma non graditi alle consolidate mafie professionali vengono linciati senza tanti complimenti, nè tanti controlli da parte dello Stato che chiude un occhio (anche due!) su queste operazioni di "estorsioni organizzate".

Così, in quattro e quattr' otto, gli illusi che credono che per farsi strada nella professione di avvocato bastino la bravura, l'ingegno, l'indipendenza, sono serviti : ricacciati nel buio dell'anonimato e dell'insignificanza professionale. I più sfortunati vengono anche privati della pensione, attraverso articolate truffe gestite dagli organi previdenziali, privi di  controllo da parte dello Stato e gestiti dai piccoli Tanzi dell' ordine forense, voraci come piragna ....

I clienti più ambiti di tali sfortunati colleghi vengono 'dirottati' nelle capaci fauci dei capibastone dell' ordine forense che, senza colpo ferire, né affaticarsi troppo le Auguste Menti per cercare di essere sempre concorrenziali sul mercato, grazie ai consigli degli ordini e ai loro capillari controlli mafiosi, mantengono il monopolio del mercato lavorativo.

Ovviamente, retribuendo lautamente i loro ascari del consiglio forense, ascari ben pagati per questi servizi di bassa macelleria mafiosa.

E il Procuratore dorme. Sazio ? Non si sa ... ma comunque, le "riverenze" ai procuratori della repubblica l'ordine forense non le mega mai ... se ci fosse un procuratore anti-mafia disposto ad andare a fondo della cosa...Borsellino, dove sei ? Inutile insistere ....nessuno risponderà mai dai Palazzi della 'Giustizia' democratica ....

Vengo al mio caso personale, ora. Più comune di quanto si creda. Sono un avvocato indipendente. Ho idee di Destra e sono stato anche dirigente della gioventù missina in anni lontani ( ma non troppo) , in cui dirigere il Fronte della Gioventù non richiedeva soltanto buone capacità oratorie ..cosa questa che gruppi mafiosi trasversali non mi hanno mai perdonato. L'antifascismo è duro a morire ...

Ho faticato non poco a cercarmi uno spazio professionale. Nei primi anni sono stato subissato da esposti disciplinari futili ed insignificanti, ma veramente fastidiosi, per le fatiche ed energie che richiedono per essere fronteggiati. Inoltre, la voce di essere sempre sotto processo disciplinare nuoce gravemente all'immagine professionale, in specie in un piccolo tribunale come quello di Y. , dove ciò significa essere messi all'indice dal mondo giudiziario.

Io ero vice-presidente di una grossa società sportiva che organizzava periodicamente manifestazioni sportive molto seguite nella mia città. Nel mio ruolo ne ricavavo, ovviamente molta pubblicità e simpatia fra la gente. Aggiungo che il presidente della società sportiva era un mio vecchio amico che mi aveva voluto come socio e legale fiduciario. Ma tale attività, con le conseguenti ricadute in termini di pubblicità ed immagine professionale, dava fastidio a qualcuno. A qualche altro avvocato ....Anzi, qualcuno deicapibastone del mondo forense credo ambisse a divorarsi - come un Dèmone dantesco - il mio lavoro, per poter godere sia dei vantaggi professionali derivanti da tale incarico, sia della relativa visibilità giornalistica che ne derivava.

Fu così che lo stillicidio di esposti ?deontologici' aumentò nei miei confronti.

Qualcuno aveva messo a pieno regime la macchina mafiosa dell'ordine forense. Fu una vera pioggia acida di false accuse, grottesche, di imputazioni fasulle per 'colpe deontologiche' inesistenti, che a, prenderle sul serio, bisognava dubitare della sanità mentale di chi le aveva escogitate. La mia vita cominciava ad essere invivibile, tormentata com' era da questo profluvio di deliri 'deontologici', che io chiamerei piuttosto 'deontoillogici' , per la loro assurdità, che ne rendeva evidente la strumentalità. Anche a casa mia moglie notava che ero sempre logorato da questa sorda guerra che i colleghi più famelici mi avevano dichiarato.

Un giorno mi giunse una telefonata in studio. Era il presidente dell' ordine degli avvocati della mia città che mi convocava da lui per un colloquio riservato. " Debbo farle gravi comunicazioni personali " - mi disse quell'autentico pallone gonfiato - "nel suo interesse ... io voglio aiutarla..."
La telefonata trasudava ipocrisia laccata e falsità. Un vero coccodrillo ipocrita, il Presidente. Pensai fra me : si sono accorti che sono logorato dagli esposti e che la mia immagine in tribunale scricchiola ... credono sia giunto il momento per 'propormi' il loro ricatto ...

Mi recai dal Presidente nel suo studio, nei cui confronti lo Studio Ovale della Casa Bianca sembra la sala di un maggiordomo di terz'ordine.

Venni fatto accomodare nello studio privato, ove campeggiava un enorme globo terracqueo del secolo XV ( in puro stile "megalomania deontologica") da un invecchiato praticante dall' aria seria e grave di un vecchio pinguino bislungo, incravattato com'era in un frac con cravatta "d'ordinanza".

Quella delle cravatte, era una mania del Presidente, che era capace di processare gli avvocati che girassero senza tale aggeggio da impiccati al collo. Memorabili le sue veline inviate ai colleghi in proposito.

Roba da ridere, se non fosse che quegli zombi dei miei colleghi prendevano più sul serio tali mani - pericolose per la normale intelligenza delle persone - che non i codici penali).

Incravattato anch' io, mi presentai al cospetto dell' Esimio Presidente dell' Ordine degli Avvocati, per l'occasione in cravatta "regimental".

Accarezzando con voluttà quasi erotica l'enorme globo terracqueo alla sua destra, mi disse con voce metallica : "Caro e stimato collega ! Sono molto lieto che Ella abbia accettato questo mio gentile invito. Sa, noi dell' Ordine abbiamo moto a cuore la sua situazione professionale (NDR : su questo non c'erano dubbi!) . Sì, ci sono un po' di esposti deontologici contro di Lei ... stiamo preparando qualche istruttoria ... presto fisseremo un po' di udienze ... Che vicende spiacevoli, non trova anche lei ? Ci sarebbe un modo per chiudere tutte queste sgradevoli pendenze ..."

A questo punto il Presidente fece una pausa studiata ed accarezzò di nuovo il globo terracqueo ... credo stesse accarezzando con voluttà la Patagonia o il Madagascar .... in cuor mio gli augurai sinceramente di andare a finire lì i suoi giorni da strozzino .... Il Presidente riprese il discorso.

Sfoderò il suo pezzo forte ( che mi aspettavo) : l' estorsione con ricatto:

" Noi potremmo chiudere subito gli esposti contro di Lei senza processarla. Sa, se non si ha un occhio di riguardo per i Colleghi ... ( NDR : io direi un "occhio di riguardo" verso il loro "adocchiato " e bramato portafogli ...) ... sì, potremmo chiudere tutto già alla prossima adunanza plenaria ... però ci vorrebbe un gesto di 'buona volontà' da parte sua ... Lei capisce, vero .... Lei dovrebbe, caro e stimato collega, rinunciare alla carica di Vice- Presidente della Società Sportiva Y ... farci avere una copia delle sue dimissioni ... presto .... così possiamo chiudere questi spiacevoli esposti quanto prima .... non dica niente ...so che mi vuole ringraziare ... non mi metta a disagio .. è la mia natura essere generoso ....Adesso può andare. lasci in segreteria la prossima settimana la copia della lettera di dimissioni.

Buongiorno, collega".

****

Che altro potei fare ?

Abbandonai la Società Sportiva, l'unico cespite professionale che avevo e che mi dava delle prospettive di crescita professionale. Altri volevano quell'incarico. Ed altri lo ottennero.

Cinque giorni dopo, sulla scrivania del Presidente, vicino al globo terracqueo, c'era una copia delle mie dimissioni immediate ed irrevocabili dalla Società Sportiva Y.

Gli esposti finirono ed io dovetti ricominciare daccapo a cercarmi uno spazio per vivere.

***
Questa è la 'democrazia'.

Questo è l' ordine degli avvocati.

E l'ordine regna sovrano ....

Dichiarazione rilasciata in data 24 aprile, 1999.


Un Avvocato.

ANONIMA ESTORSIONI :

mercoledì 10 aprile 2013

MORALITA' GIUDAICHE

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TESTAMENTO POLITICO DI BENITO MUSSOLINI

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IL POTERE SEGRETO : UNO SGUARDO NELLA TANA DEL LUPO

IL POTERE SEGRETO, UNO SGUARDO NELLA TANA DEL LUPO.

Con la lettura del "Potere Segreto" di Luigi Cabrini si ha la sensazione di entrare nei sotterranei della sinagoga, si ha la possibilità di comprendere la pervasività dell'idra internazionale ebraica e le
strategie attraverso cui essa si muove.

Le preziosissime rivelazioni contenute nel libro, giungono a noi sopratutto grazie all'eroico, enciclopedico e instancabile lavoro del fascistissimo Giovanni Preziosi - fedelissimo e stretto collaboratore del Duce, oltre che ispettore generale della razza nella Repubblica di Salò, che venne definito da Renzo De Felice(rinomato storico comunista italiano) quale: «unico vero e coerente antisemita italiano del XX secolo e certo uno dei pochissimi antisemiti italiani che non ripeteva pappagallescamente le parole e gli slogans altrui, ma che, indubbiamente, per oltre trent'anni studiò l'ebraismo italiano»(1) (il che, detto da uno storico bolscevico è più che un riconoscimento!).

Il lavoro del Preziosi fu davvero un lavoro eroico e instancabile - oltre che accurato - il Preziosi non ebbe vita facile sia prima che durante il fascismo, poiché è cosa nota che NESSUNO, in nessuna epoca, ha vita facile se critica un determinato "potere segreto"...

Il Preziosi dovette fronteggiare l'opposizione dei poteri ebraico-massonici infiltrati nel fascismo i quali vedevano nel suo lavoro di denuncia della cricca che costituivano un pericolo per le loro manovre occulte e sovversive - che proseguivano anche sotto il Duce nonostante le difese messe in atto dal regime - finalizzate alla distruzione del fascismo medesimo e del suo capo, distruzione che sarebbe dovuta avvenire - e avvenne - come dichiarato in un documento ufficiale della massoneria del Grande oriente di Francia - sotto l'egida dell'ebraico B'nai B'rith - secondo le seguenti linee guida, citate nel libro del Cabrini:

"o mediante l'eliminazione fisica del suo capo (si ricordino i molteplici attentati al duce, ndr) o per tradimento della monarchia, o in conseguenza di una guerra perdutao per effetto di una situazione economica disastrosa"(si ricordino le sanzioni promosse dalle plutocrazie giudaiche occidentali, ndr)

Questo è solo un assaggio delle profezie giudeo-massoniche contenute nel libro, che purtroppo trovarono realizzazione, abbattendo il fascismo, e consegnando l'Italia e l'Europa nelle fauci dell' ebraismo capitalista occidentale americano e dell'ebraismo bolscevico orientale sovietico: due parti contrapposte - ma non opposte - della medesima tenaglia ebraica che stritolò la vecchia europa e che oggi si sono saldate sotto l'egida del cosmopolitismo, del materialismo, del conformismo, del livellamento democratico, delle frenesia produttiva e tecnocratica… nella negazione del diritto alla esistenza dei popoli e delle nazioni, ovvero, nel  MONDIALISMO...

A occidente l'ebreo Bernard Baruch(consigliere personale di Roosvelt) e Hore Belischa (ministro della guerra inglese), a oriente l'ebreo Lazar Kaganovich (consigliere e amico di Stalin) - per non citare tutti gli altri - bisbigliavano nelle orecchie degli stolti leader:  RoosveltChurchill e Stalin le direttive per la guerra, la loro guerra: la guerra ebraica, contro il fascismo, contro la libertà dell'Europa!

D'altronde nei "falsi" Protocolli di Sion, gli ebrei, lo avevano previsto:

"Se vi fosse un genio nel campo nemico, egli potrebbe forse ancora combatterci,
ma un nuovo venuto non potrebbe competere con dei vecchi lottatori come noi,
e il conflitto fra lui e noi assumerebbe un carattere tale,
che il mondo non ne avrebbe ancora visto l'eguale.
Oramai è troppo tardi per il loro Genio. Tutte le ruote del meccanismo statale
sono messe in moto da una forza che è nelle nostre mani: l'ORO!"

(la famosa "guerra del sangue contro l'oro" di cui parlavano Hitler e Mussolini vi dice nulla?, ndr)

Ecco perchè è importante leggere il libro di Cabrini, libro messo all'indice per ben 62 anni, non solo per comprendere le vere cause della caduta del fascismo, ma anche per capire chi sono i veri nemici del mondo occidentale, coloro che ormai lo dominano a oltranza e lo decompongono giorno per giorno, ma anche i veri nemici interni alla cosiddetta "area", che, come al tempo del Preziosi, si travestono da amici per pugnalarci alla schiena, riconoscerli è facile, sono i “democratici”, i filo-semiti, i filo-sionisti, i filo-americani, i "fascistoni"(ossia i fascio-massoni, per usare un termine estratto sempre dal libro)...in una parola: i traditori dell’idea! un esempio? un ben noto personaggio FINI-to, amante delle casette a Montecarlo, delle colazioni coi Rothschild(2) con una nonna di nome Navarra che teneva in casa candelabri ebraici a sette braccia....(3)

Candelabri ebraici  come quello oggi sfoggiato a Montecitorio, disegnato sulla piazza davanti al Parlamento italiano - "liberato" dal fascismo "grazie" alle due ragioni sociali ebraiche, all’epoca in competizione, U.S.A. E U.R.S.S.(S.p.a.?!) - e infeudato oggi da un potere levantino autodefinitosi "democratico" che perseguita chiunque gli si opponga...

 Garibaldi. 

NOTE
(1) ^ Renzo De FeliceStoria degli ebrei italiani sotto il fascismo, Einaudi, 1961, p. 9.

martedì 9 aprile 2013

.., E LO CHIAMANO " PALAZZO DI GIUSTIZIA" .........

Dichiarazione testimoniale giurata.


Io sottoscritto sig. MISSALE MICHELANGELO, residente in Pordenone,

DICHIARO


all'incirca nella primavera dell'anno 1991, mi recai presso gli uffici della Procura della Repubblica presso la Pretura di Pordenone, presso la su distaccata sezione di Polizia Giudiziaria. Dovevo infatti ivi depositare formalmente alcuni atti di denuncia a mio nome nei confronti di certa Edwige De Marco. Gli atti erano stati predisposti dal legale cui mi ero affidato, l'avv. Edoardo Longo del Foro di Pordenone, con studio in Pordenone al V.le Libertà, 27. Infatti, sul frontespizio degli atti di querela che depositai in quella occasione era stampigliato il nome e l'indirizzo dello Studio dell' avv. Edoardo Longo in bella evidenza.

 Recatomi dunque presso la aliquota di Polizia Giudiziaria presso il predetto ufficio giudiziario, un funzionario di Polizia, di cui non ricordo ora il nome, notando il nome dell'avv. Longo sugli atti, attaccò discorso sulle idee politiche del mio legale, chiedendomi informazioni a proposito. Debbo precisare a questo punto che il sottoscritto all'epoca era un attivo collaboratore della sezione del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale di Pordenone. L'avv. Longo non rivestiva incarichi pubblici o notori o ufficiali per il MSI - DN, anche se ne era un simpatizzante ed in  occasioni di competizioni elettorali amministrative era stato inserito nelle liste elettorali del MSI, pur senza mai partecipare attivamente e pubblicamente alle campagne elettorali. Escludo che fosse noto in città come esponente del mio partito, non avendo incarichi di sorta e non avendo partecipato alla vita attiva e pubblica del Movimento in Pordenone, ma avendo solo partecipato, come tantissimi altri candidati, ad alcune competizioni elettorali amministrative solo fornendo la propria disponibilità ad inserire il suo nome nelle liste di candidati, ma senza apparire mai in iniziative pubbliche.

Preciso che anche altri avvocati del Foro di Pordenone avevano partecipato alle competizioni elettorali del MSI ed alcuni fra essi, all'epoca dei fatti che riferisco, erano anche molto noti politicamente e professionalmente, essendo consiglieri comunali o regionali o avendo partecipato attivamente anche alle campagne elettorali politiche e non solo locali e amministrative. Ciò premesso, il suddetto funzionario di polizia mi disse che gli risultava che l'avv. Edoardo Longo fosse razzista. Anzi – mi disse testualmente - mi risulta che difenda "i nazisti" - Sempre il suddetto funzionario mi chiese anche in che rapporti l'avv. Longo fosse all'epoca con il MSI e quali fossero le sue idee politiche all'epoca ed in particolare se fosse "razzista" - Notai una certa insistenza su questi argomenti e risposi che l'avv. Longo era sempre vicino al MSI e ne condivideva i valori nazionali e patriottici. Aggiunsi anche che non era costume del mio partito sottoporre i suoi simpatizzanti o iscritti ad interrogatori circa le proprie particolari inclinazioni politiche quando ne avessero condiviso linee e programmi. Aggiunsi anche che l'avv. Longo non aveva mai commesso alcun atto illecito politico contro il governo. Ritenni di aggiungere questa precisazione perché non mi piacquero le domande postemi, sebbene espresse con tono cortese, e tanto meno il fatto che mi venivano poste da un pubblico ufficiale di Polizia Giudiziaria nell'esercizio delle sue funzioni e all'interno del Palazzo di Giustizia, ove il mio legale svolgeva il suo lavoro di avvocato. Se non fossi stato un attivo militante politico, avvezzo alle vicende della politica, mi sarei senz'altro sentito in imbarazzo a sentirmi porre certe domande- inerenti il mio legale. Riferii l'episodio all'avv. Longo perché effettivamente l'episodio non mi é sembrato lineare. Dai giudizi esposti dal funzionario emergeva un quadro di pregiudizio politico e personale nei confronti dell'avv. Longo che certo,. gratificato degli aggettivi di "razzista", "difensore di nazisti", non riceveva certo complimenti , visto che tali espressioni erano usate da un funzionario di polizia di stato. L'avv. Longo, in seguito, ebbe a dirmi che anche altri suoi clienti, recatisi presso i medesimi uffici per ragioni lavorative e di assistenza legale come nel mio caso, si sono sentiti rivolgere da funzionari di polizia domande sulle idee politiche dell'avv. Longo.

L'avv. Longo mi ha detto che tali clienti non erano militanti politici ma cittadini qualsiasi. Confermo quanto sopra esposto ed in fede mi sottoscrivo -

Pordenone, lì 12.09.1998 –    


MISSALE MICHELANGELO

 

 

ANONIMA ESTORSIONI : LA VERITA' SUI CONSIGLI DEGLI ORDINI FORENSI :


lunedì 8 aprile 2013

MEGLIO DELLA BANDA BASSOTTI : LA VIA GIUDIZIARIA ALLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA


 La 'democrazia giudiziaria', la via italiana alla criminalità organizzata......





 Il sottoscritto sig. Giovanni Zanin,




Dichiara in fede :


Conosco il sig. Gualtiero Procolo perchè ha a lungo frequentato la mia famiglia. Diversi anni fa il Procolo (di 'professione' buttafuori da discoteca, quando lavora e non è disoccupato) ebbe un processo penale e venne accusato di rissa in seguito ad un brutto alterco avvenuto in una discoteca della località di villeggiatura di Caorle di Venezia. Conosco bene la vicenda ed il suo strascico, poichè in essa era coinvolta la sig.ra Deborah Santin, all'epoca fidanzata con mio cugino, Callisto amico del Procolo. Entrambi ( La Santin e mio cugino Callisto) vivevano nel medesimo stabile in Borgo Novo, ove vivevo anch'io, per cui conosco bene la vicenda. Io stesso indirizzai il Procolo dall' avv. R***, di cui si parla in questa dichiarazione testimoniale.

Il Procolo non volle mai pagare l'avvocato in quel processo di rissa, approfittando del fatto che in quel periodo nessuna discoteca lo chiamava a 'lavorare' ed era disoccupato. Ad un certo punto  l'avvocato R **** rinunciò al mandato difensivo del Procolo perchè era stufo di rimetterci di tasca sua e il Procolo faceva sempre orecchi da mercante quando gli venivano chiesti quattrini...

Allora il Procolo si lamentò in modo fin troppo energico che l'avvocato era troppo caro e giurava e spergiurava che non lo avrebbe mai pagato un centesimo, e che piuttosto che pagarlo sarebbe andato in galera.

Queste cose le diceva sempre quando incontrava me e andava a trovare mio cugino Callisto e la sua fidanzata Deborah, perchè sapeva che eravamo tutti amici dell' avvocato e si divertiva a fare il gradasso. Ad un certo punto, l'avvocato fece causa al Procolo per essere pagato, dopo aver avuto il visto sulla regolare parcella. Il Procolo nel ricevere il decreto ingiuntivo, inveii a lungo contro l'ex legale e dichiarò in giro che mai e poi mai lo avrebbe pagato e che "gliela avrebbe fatta pagare cara".
Cercò a lungo degli avvocati per opporsi alla richiesta di pagamento e alla fine trovò un legale nella persona dell' avvocato Franco de' Truffis, del consiglio dell' ordine degli avvocati della stessa città dove era iscritto l'avvocato R ****.

Quando chiedevamo al Procolo come stava andando la sua causa contro il suo ex legale, ci diceva che era entusiasta del suo nuovo legale (l'avvocato De' Truffis) perchè gli aveva promesso che sarebbe riuscito a evitare di fargli pagare il conto , grazie alle sue amicizie presso i giudici del tribunale. Anzi, il Procolo era molto compiaciuto perchè il de Truffis non gli chiedeva niente in pagamento, in quanto si riteneva già soddisfatto di avere avuto l'occasione di rovinare l'avvocato R *** attraverso tale vertenza.

Ricordo che ad un certo punto il Procolo venne a cercare me e la Deborah. Voleva che venissimo con lui dal suo avvocato (il de' Truffis, membro del consiglio dell' ordine degli avvocati) , per concordare una falsa testimonianza per incastrare l'avv. R ***. La Deborah avrebbe dovuto dichiarare di essere a conoscenza che il Procolo aveva pagato la parcella all' avv. R *** (cosa non vera!) che quindi avrebbe tentato di estorcere due volte tale somma al furbo Procolo. Il fatto non era vero e lo sapevamo benissimo : infatti, sia io che la Deborah dovevamo testimoniare anche nel processo di rissa a Caorle e quindi sapevamo bene che il Procolo con vari stratagemmi aveva sempre eluso i pagamenti.

Anzi, sapevamo anche che aveva una certa propensione a chiedere testimonianze fasulle con una certa disinvoltura.....Infatti, il Procolo si vanta sempre delle sue 'eroiche imprese' e si vantava già quella volta di aver 'sifonato' la parcella dell' avvocato e di essersene servito senza pagarlo.

Quando gli dicemmo che quella idea di farci deporre il falso non ci sembrava tanto legale, il Procolo ci disse di non preoccuparci : l'idea era dell'avvocato De Truffis e non dovevamo preoccuparci di essere 'scoperti' dalla magistratura, perchè aveva avuto rassicurazione dal De' Truffis che "tutto era a posto" e che nessuno avrebbe mai potuto smentire le nostre dichiarazioni. Tanto meno l'avvocato R *** , che era così malvisto dai magistrati , che costoro avrebbero creduto ben volentieri alle false testimonianze, per cui - grazie a certi "agganci" dell'avvocato de Truffis in procura - tutto questo non sarebbe mai stato scoperto....

Il Procolo voleva a tutti i costi che sia io che la Deborah ci recassimo subito dall' avvocato De Truffis per preparare la testimonianza falsa, perchè l'avvocato ci avrebbe spiegato meglio cosa dire in tribunale e forse ci avrebbe fatto firmare una carta.

Io non ne volli sapere. C'è un limite a tutto, anche alle truffe! Neanche la Deborah. Non ci andammo. Con la Deborah, poichè era una donna e la riteneva più debole, il Procolo si permise però di profferire delle minacce, anche piuttosto aggressive. La Deborah ebbe paura e qualche giorno dopo mi confidò che si sarebbe inventata qualche cosa a favore del Procolo, visto che insisteva tanto, ma che non voleva "esagerare" troppo. Si rifiutò però anche lei di andare nello studio del De Truffis. Poichè noi non volevamo andare dal De' Truffis, fu il de' Truffis a venire da noi. O meglio : I carabinieri, su ordine del pubblico ministero che era amico del De' Truffis.
Poche settimane dopo l' 'invito' del De' Truffis, la Deborah ricevette una visita dei Carabinieri che cercavano una lettera inviatale dall'avvocato R *** con cui questi diceva che avrebbe denunciato il Procolo se questi avesse indotto delle persone a dichiarare il falso ( la falsa testimonianza era stata "anticipata" dal de Truffis in una memoria depositata in tribunale e che era stata letta dall' avv. R *** giustamente incazzatissimo..). La Deborah non consegnò la lettera perchè credo non la avesse conservata. A me l'avv. R *** non aveva inviato nulla, ed ancora non sapeva delle manovre che il Procolo e il De' Truffis stavano facendo dietro le quinte cercando di coinvolgerci nelle loro schifezze.

Dopo questi fatti, però, io e La Deborah decidemmo che era il caso di recarsi dall' avv. R **** ( non certo dal De' Truffis, anche se il suo amico procuratore della repubblica ci sguinzagliava addosso i suoi sgherri !) per dirgli di stare attento al Procolo e al suo nuovo avvocato. Eravamo preoccupati per via dell'intervento dei Carabinieri e cominciavamo a temere che il De Truffis con le sue amicizie in procura riuscisse a fare un replay del processo a Pinocchio all' avv. R *** : con quest'ultimo al posto del povero burattino derubato dagli zecchini d'oro e il Procolo e il De Truffis al posto del Gatto e della Volpe....La Deborah mi ripetè fino alla noia che lei non sapeva niente di pagamenti del Procolo e che non lo aveva mai visto cacciare di tasca un centesimo. Anzi, disse a me e all' avv. R ** che lei non si presentava mai a testimoniare al processo di rissa perchè non voleva essere costretta, già quella volta, a mentire a favore del Procolo, perchè questi insisteva anche quella volta per farle dire delle cose false a suo favore per esser assolto dalla accusa di rissa.

L'avvocato R *** ci disse che non era per niente preoccupato, perchè lui non aveva niente da nascondere e che era fiducioso che i Carabinieri, sicuramente onestissimi, avrebbero alla fine scoperto che il Procolo mentiva, perchè non aveva mai pagato il conto. Ci disse di non aver paura e di aver fiducia nella giustizia e che un domani ci avrebbe indicati come testimoni di tutta questa sordida storia. La Deborah gli raccontò delle minacce subite dal Procolo per testimoniare il falso e anche io gli raccontai tutto quello che ora vado sottoscrivendo. L'avvocato R *** ci raccontò anche di aver ricevuto qualche tempo prima alcune telefonate minacciose nella segreteria telefonica in cui il Procolo, alterato, gli gridava che " gliela avrebbe fatta pagare molto cara " e che " non gli avrebbe mai pagato un centesimo". Nello stesso periodo aveva anche trovato la maniglia esterna della porta del suo studio legale divelta. Era sicuro che era stato il Procolo. Anche noi.

Dopo qualche tempo, andai a lavorare all'estero e non ho più saputo niente di questa vicenda. Non venni mai chiamato a testimoniare, Ora l' avvocato R ** mi ha cercato e su sua richiesta ho redatto questa dichiarazione testimoniale per uso di giustizia. Attendo di essere chiamato davanti a un giudice per raccontare, finalmente, la verità.

In fede.

Località omessa, , 8 febbraio, 2006.

Mi sottoscrivo in fede : Giovanni Zanin.




POSTILLA...

(superior stabat lupus....).

Una vicenda vera: Inedito capitolo di  “Anonima estorsioni”.

Il testo precedente  è una dichiarazione autentica in fede. I nomi sono, come al solito, modificati.


Molto lettori saranno curiosi di sapere come è andata a finire la vicenda del povero Avvocato R ***, del perfido de Truffis e dello schifoso Procolo. Semplice: non è finita.... Ripercorriamo le tappe. Dopo la perquisizione dei carabinieri a casa di Deborah Santin e Giovanni Zanin

(perchè non volevano concordare la falsa testimonianza con il de Truffis), l' avvocato R *** venne rinviato a giudizio con l' accusa di 'violenza privata' perchè aveva 'osato' intimare al Procolo di pagare il conto. Nel frattempo, la causa civile per il credito non pagato all' avv. R ** veniva sospesa a tempo indeterminato. L'avv. R *** veniva tratto a giudizio, proprio come Pinocchio con il Gatto e la Volte che si erano impossessati dei suoi quattrini. La favola del Collodi ha una analogia

impressionante: ci sono pure i carabinieri, anche se nel caso del povero avv. R *** erano onesti, perchè avevano agito per ordine di un certo pubblico ministero amicone del de Truffis. Nel corso del processo contro l'avvocato R ***, Dio deve aver ritenuto che la misura fosse colma, e ha permesso che venisse rinvenuto, del tutto fortuitamente, un documento in cui il Procolo aveva ammesso di non aver mai pagato l'avvocato R ** e che non lo avrebbe mai fatto. (come avete capito, il Procolo è il classico smargiasso di scarso comprendonio) . A questo punto, che cosa avrebbe dovuto fare un tribunale normale ?

Avrebbe dovuto assolvere con tante scuse l' avvocato R *** e accusare Procolo di calunnia. Invece cosa ha fatto questo tribunale da "Paese dei Balocchi" ? Non volendo assolvere l'avvocato R *** e non volendo andare a fondo della vicenda perchè sarebbe emersa la responsabilità dell'avvocato Franco De' Truffis in tutto questo (non dimentichiamoci che il De' Truffis è membro del consiglio dell' ordine degli avvocati , nonchè compagno di merende del sig. procuratore della repubblica...) non ha trovato niente di meglio che sospendere pilatescamente la vicenda...forse in attesa che l'avv. R **** muoia. Più verosimilmente, che il tempo passato (circa sei anni !!) permetta al Procolo e al De Truffis di giovarsi dei possibili 'vuoti di memoria' dei protagonisti della vicenda.... Intanto, essendo sospesa la causa per il pagamento della parcella, il povero avvocato R *** non può esigere il dovuto al truffatore-scroccone.....

Qualcuno di voi si chiederà : ma che fine ha fatto la testimonianza del sig. Zanin ? Presto detto, ma state attenti a non vomitare. Ancora diversi anni fa, lo sfortunato avv. R *** , quando cominciò il collodiano processo a suo carico, indicò il sig. Zanin quale teste a difesa al suo avvocato. Questi gli promise che ne avrebbe richiesto la testimonianza al tribunale. L'avvocato R *** poi chi chiese quando sarebbe stato ascoltato lo Zanin, ma cosa gli rispose il suo (?) avvocato ? Che il tribunale non ne aveva disposto l'audizione perchè non ne conosceva l' indirizzo (!!), cui inviargli la citazione testimoniale ! Una menzogna clamorosa : nessun tribunale omette una testimonianza perchè è variato l'indirizzo del testimone. Ci vuol poco per scoprirlo. Cosa ci stanno a fare gli uffici dell' anagrafe e I Carabinieri ? Stanno lì solo a rompere i coglioni alla gente onesta ? Il difensore dell' avv. R *** aveva mentito clamorosamente al suo cliente. Questi, infatti, andò a verificare iverbali del tribunale e apprese che mai il suo avvocato aveva chiesto la testimonianza del sig. Giovanni Zanin ! Ci scommettete che il difensore ( ??) dell'avvocato R *** ha concordato tale idiozia con l’avvocato De Truffis o con il suo amico pubblico ministero?

Chiaramente, l'avvocato R ***., appreso della ennesima truffa a suo danno perpetrata pure dal 'difensore', lo ha revocato e ora ha un altro legale. Onesto. Intanto, il processo penale a Pinocchio ( pardon ! all’ 'avvocato R **) è sospeso a tempo indeterminato. E Il Gatto e la Volpe (pardon! De Truffis e Procolo ) ringraziano sentitamente la magistratura italiana brindando alla eroica impresa con i soldi truffati a Pinocchio (pardon ! al povero avv. R *** , che dovrà pure ringraziare se non sarà condannato lui, il derubato, al posto del Gatto e della Volpe)..

Questa è la 'democrazia giudiziaria', la via italiana alla criminalità organizzata......

ANONIMA ESTORSIONI :


mercoledì 3 aprile 2013

DIETRO LE QUINTE : UNA CRICCA DI MALAFFARE

 Alla procura presso il tribunale di ****.


ATTO DI DENUNCIA QUERELA.


Il sottoscritto avvocato A*** B **** residente in * * * porta a conoscenza dell' Autorità penale una serie di fatti ed accadimenti, costituenti specifiche violazioni della legge penale, aggravate in tal senso dalla particolare posizione dei soggetti autori di tali violazioni. Costoro, quando anche non fossero direttamente gli autori dei fatti gravissimi che vado a esporre, sono in ogni caso coloro i quali l'illecita condotta appare di fatto ricollegabile.

La loro posizione dalla esposizione dei fatti che vado a svolgere oscilla fra quella degli esecutori materiali, degli istigatori o dei mandanti. Costoro hanno comunque utilizzato dei corpi del reato ( documenti sottratti con destrezza presso il mio Studio Legale) a fini di vantaggio personale, il che la dice lunga sul loro ruolo in questa vicenda.

Questi soggetti sono il presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati della città di *** e suoi sodali. Ma andiamo con ordine.

Come ho scoperto questa disgustosa vicenda ....

Ho esaminato poco tempo fa gli atti di un fascicolo penale nei miei riguardi derivante dalla querela di certa Monica Belvolto, ex impiegata presso il mio studio legale. sono trasecolato da quello che ho scoperto agli atti di questo procedimento. Ho scoperto de visu la presenza in tale fascicolo, a corredo della denuncia presentata in data 23.02.1998 dalla Monica Belvolto nei miei confronti, di un originale di documento di esclusiva ed assoluta pertinenza a proprietà del sottoscritto , che doveva trovarsi presso il mio Studio legale. Trattasi di un documento da me mai affidato nè concesso a terzi, ma da terzi ( presumibilmente dalla stessa Monica Belvolto) sottratto furtivamente dallo studio professionale del sottoscritto, in epoca collocabile nel periodo gennaio/febbraio 1999 ( quando la Belvolto lavorava ancora da me ).

Inoltre ho scoperto un'altra circostanza molto significativa : molti documenti , all'interno del fascicolo della procura, in particolare la "diffida stragiudiziale " del 12-2-99 e l' "atto di querela" del 23-2-99, risultavano palesemente ricollegabili come grafia, esposizione, terminologia e contenuti, ai documenti confezionati dalla segreteriadell' Ordine degli avvocati di ****, nonchè agli atti provenienti dallo studio legale dell' avv. Quaglia di *** e membro del relativo consiglio dell' ordine....

In tal senso gli iniziali miei sospetti che la condotta della citata Belvolto originariamente improntati alla totale collaborazione lavorativa, alla reciproca solidarietà ed assoluta cordialità, fossero stati intenzionalmente e miratamente indirizzati da terzi verso manifestazioni di ostilità, fino alla palese contrapposizione e all' aperto contrasto con il sottoscritto, trovavano integrale e documentale conferma, dall'apprendimento in sede
di interrogatorio del 3-6-2000, avanti al delegato di Polizia Giudiziaria dei seguenti particolari.

Ancora in data 5-2-99 , costanza di rapporto lavorativo collaborativo fra il mio studio legale e la Belvolto Monica, questa era stata convocata a colloquio personale dall’ avvocato Giangiacomo De' Cavillis ( vedi allegato) , Presidente in carica dell' ordine professionale forense di ***. E' emerso, inoltre, che la medesima Belvolto aveva richiesto, prima di avviare un rapporto di lavoro con il sottoscritto, di poter svolgere attività professionale nello studio dell' avvocato Girolamo Quaglia, siciliano come la citata Belvolto Monica ed alla stessa "raccomandatogli"da conterranei ....

In sintesi, solo alla lettura degli atti del richiamato fascicolo penale, lo scrivente poteva avvedersi di quanto successo e ricollegare gli episodi succedutisi dopo il "colloquio" intrattenuto privatamente dalla Belvolto con l'avvocato De' Cavillis : il progressivo ed ineluttabile decadimento del rapporto lavorativo ed interpersonale con la Belvolto, la sottrazione mirata di documenti dal mio studio legale da utilizzarsi nella successivaazione legale di tipo sindacal-disciplinare intentatami dalla Belvolto (con il patrocinio degli avvocati Quaglia e De' Cavillis..) , il pilotato opportunismo della stessa che aveva continuato disinvoltamente a frequentare tranquillamente lo studio professionale del sottoscritto fino al 12-2-99. Successivamente, agiva contro di me avanti al consiglio dell' ordine per questioni sindacal-disciplinari e mi revocava contestualmente un mandato in una causa civile per affidarlo al duo Quaglia & De' Busillis...

In data 12-2-99 , infatti, la Belvolto Monica inviava una comunicazione racc.a.r. avente per oggetto la "rinuncia al mandato" ( vedi allegato), lettera con grafia simile o identica a quella dello studio dell'avv. Girolamo Quaglia, mentre , parimenti, sempre nella medesima giornata, la solita Belvolto Monica provvedeva addirittura a notificare allo scrivente una "diffida stragiudiziale" ( vedi allegato) , atto con grafia del tutto simile o identica a quelli proveniente dal Consiglio dell' Ordine avvocati di ***, in data 23-2-99. Infine, la stessa depositava avanti alla procura di ***, querela redatta su atto dattiloscritto, costituita da ben 5 pagine, con l'incredibile produzione in originale del documento precedentemente sottratto con destrezza....

I richiamati iniziali sospetti che dietro la condotta della Belvolto Monica si celasse la illuminata ed ispirata opera del Presidente dell' Ordine degli avvocati di *** (con il quale lo scrivente ha da molti anni un rapporto di grave inimicizia ) , n o n c h è d i a l t r i l e g a l i d i * * * s e r v i l m e n t e l e g a t i a l l e d i r e t t i v e d e l P r e s i d e n t e d e l l a categoria , t r o v a v a n o pesante conferma dall'elementare considerazione che segue.

Nel periodo in oggetto la Belvolto Monica , ospitata assieme al marito "disoccupato" ed ai due figli piccoli in una modesta sistemazione di fortuna sita nel borgo di Colle Fiorito, la stessa non era certo in grado -non avendo il possesso di una macchina da scrivere, nè di carta e buste, nè di specifici fogli uso bollo, nè tanto meno di marche od atti giudiziali ... - se non avvalendosi dell' interessata opera di professionisti ( NDR : io direi di professionisti della truffa e dell'estorsione....)

Di seguito, sempre la lettura degli atti del medesimo procedimento, mi permetteva di apprendere un 'altra circostanza che fa pensare seriamente ad un previo concerto fra i tre ( Monica Belviso, avv. Girolamo Quaglia, avv. Gian Giacomo De ' Cavillis) nella 'operazione' in mio danno concretizzatasi in sottrazione di documenti riservati nel mio studio, nonchè di altre informazioni utili per intentarmi la causa disciplinare per cui si controverte. Dalla deposizione resa in atti dall'avv. G.Quaglia si può apprendere che la citata Belviso Monica si era presentata ad un colloquio riservato dallo stesso professionista, anche dopo il decadimento del rapporto con il sottoscritto e che in tale occasione l'avv. Quaglia, esaminata la situazione ed i documenti della Belviso ebbe cura di telefonare all'avv.G.G.De' Cavillis in presenza della stessa !! Si consideri a questo punto : 1) l'improvviso mutamento della condotta presso di me della Belviso Monica dopo l'iniziale colloquio con l'avv. Giangiacomo de' Cavillis , 2) la sparizione dei documenti originali del mio studio che ritrovo qui agli atti contro di me, 3) la immediata recezione da parte mia di ben tre atti documenti dettagliatamente dattiloscritti con modalità e terminologia forensi asseritamente a firma Belviso, 4) l'esame della deposizione del'avv. Quaglia, 5) la parallela 'rinuncia al mandato' da parte della Belviso in vertenza da me patrocinata e la successiva nomina di Quaglia e Cavlissi come legali subentranti, 6) il deposito dei documenti trafugati dal mio Studio Legale nello studio del presidente dell' ordine G.G.De' Cavillis, consentono senza ombra di dubbio di concludere con l'attribuzione all' avv. Giangiacomo De' Cavillis e al'avv. Girolamo Quaglia della ideazione , predisposizione , redazione, spedizione, notifica e deposito di tutta la documentazione cartolare ( lettera racc.a.r, diffida stragiudiziale, querela) dal sottoscritto ricevuta, dopo la richiamata data del 5-3-99. Si consideri che il de' Cavlissi, che ha avuto un ruolo direttivo in tutto ciò, è contestualmente mio "giudice" in sede disciplinare, pur avendo aiutato la Belviso ( denunciante contro di me) ad architettare questa operazione e a porla in essere.

Come può essere un giudice equo nei miei confronti costui?

la legge è eguale per tutti?

Il consiglio dell' ordine degli avvocati risponde dei reati che commette?

Questi gli antefatti, di per sè sinonimo di un grave e diffuso malcostume professionale , in ordine al quale, gli organi a ciò preposti, lungi dal porvi rimedio, risultano addirittura, in qualche misura compartecipi od interessati. Il punto è che, dagli atti e dai documenti esaminati, emerge una grave e diretta responsabilità penale (vedi allegato) non solo, o non già della citata Belviso Monica, per la quale è stata - ovviamente - avviata autonoma iniziativa penale ( vedi allegato), b e n s ì degli stessi professionisti citati nella presente denuncia, specificatamente indicati negli atti della procura : l'avvocato Gian Giacomo de' cavillis e l'avv. Girolamo Quaglia, con l'aggravante, il primo, della funzione istituzionale dallo stesso ricoperta e delle attribuzioni allo stesso demandate!

Atteso, infatti, che la "diffida stragiudiziale" del 12-2-99, sula base delle risultanze emerse, nonchè sulla base dei riscontri personali acquisiti dal sottoscritto, risulta predisposta dalla segreteria del consiglio dell'ordine avvocati di ****, su specifica indicazione dell' avv. G.G. De'Cavillis, atteso, parimenti, che la "querela" del 23-2-99 è stata parimenti predisposta dallo studio avv. Girolamo Quaglia , su specifiche indicazioni dell' avv. G.G.De' Cavillis, si pone il problema della 'collocazione' in tale contesto del documento origimale allegato ala citata querela ( vedi allegato) , documento di palese ed evidente originale delittuosa ( è stato rubato nel mio studio legale in tutta evidenza dalla citata Belviso Monica).

Siamo a circostanze che fanno pensare alla commissione del reato di ricettazione.

Ho già inoltrato querela per il reato prodromico a questo ( furto del documento ad opera di Belviso Monica e a mezzo violazione di domicilio) ,ma pare evidente che sia l'avv. G.G.de' cavillis che l' avv. Girolamo Quaglia non possono essere considerati estranei alla ricettazione della cosa proveniente da reato, ovvero estranei alla intromissione alla ricettazione intendendo con tale espressione la realizzazione , anche in misura parziale o intermediata di un elemento del processo acquisito o anche meramente conoscitivo , della cosa proveniente da reato.
Insomma è del tutto evidente e pacifico che i citati avv.ti De' Cavillis e Quaglia erano a conoscenza (eccome!) del possesso o della detenzione da parte della Belvolto Monica di un oggetto di provenienza delittuosa ed hanno parimenti ricevuto tale oggetto o si sono intromessi nella ricezione , nell'esame, nella acquisizione o nella semplice conoscenza di tale oggetto - prova ne sia la sua produzione in allegato alla querela.

Ma io subodorerei di più: come faceva la Belvolto Monica, digiuna di diritto, a sapere che , fra i tanti documenti del mio studio, proprio quello aveva rilevanza ai fini del procedimento che mi venne intentato? Chi le ha 'illuminato' le sue scarse cognizioni giuridiche ? Chi le ha segnalato l' 'opportunità ' di 'prelevare' proprio quel documento ? sono quesiti che hanno una sola ed evidente risposta che conduce ai nominativi dei citati Quaglia e De' Cavillis....

Costoro in ogni caso, una volta avuto per le mani tale documento in originale, non potevano non capire che esso era di provenienza furtiva ed era stato sottratto dal mio studio legale. Rimarco che non di due sprovveduti si tratta, ma di due esperti professionisti del settore ( NDR: di quale settore ? Quello della criminalità organizzata ?) , sicuramente non privi di quelle specifiche conoscenze di fatto e di diritto , per cui non si può considerare verosimile che essi non sapessero che quel documento era frutto di un furto ai miei danni. E direi che non sarebbe opportuno sottolineare il fatto dei comprovati rapporti di ostilità ed inimicizia fra il consiglio dell ' ordine ed il sottoscritto, circostanza che fa propendere per una ancor più inquietante ricostruzione dell'accaduto che vede il duo Quaglia & de' Cavillis quali artefici a monte del furto che mi è stato compiuto. Oserei dire che si tratta di un furto su commissione..... In ogni caso è evidente e indiscutibile che il duo Quaglia & De' Cavillis, quando ha avuto per le mani l'agognato documento, non lo ha certo fatto restituire (in modo diretto o indiretto, al limite anche senza smascherare la Belvolto Monica che lo aveva rubato ) al sottoscritto, pur essendone chiara la provenienza furtiva. Anzi, lo ha utilizzato per una azione legale nei miei confronti!

Da qualsiasi angolatura si voglia esaminare la questione, appare evidente la realizzazione in capo ai citati avvocati De' Cavillis e Quaglia la commissione del reato di ricettazione .

Tutto ciò premesso, il sottoscritto propone con il presente atto formale DENUNCIA contro l'avv. Gian Giacomo De' Cavillis ( presidente del consiglio dell' ordine degli avvocati di ***) e contro l'avv. Girolamo Quaglia (consigliere e tesoriere del medesimo ente), affinchè l'autorità competente , effettuati gli opportuni accertamenti, voglia procedere penalmente contro gli stessi, in ordine al reato di cui all' art. 648 cp ed ogni altra ipotesi di reato sia ravvisabile nella condotta degli stessi.

Allega alla presente denuncia copia dei documenti descritti nella narrativa del presente atto, con espressa riserva di costituirsi parte civile nel procedimento penale avviato,allo scopo di ottenere l'integrale risarcimento dei gravissimi danni patrimoniali , morali e di immagine subiti.

Chiede, infine, di essere tempestivamente notiziato nella denegata ipotesi di richiesta di archiviazione della presente denuncia.

In fede : avvocato A**** B*****


APPUNTO CONCLUSIVO :

Continua la pubblicazione di capitoli del libro "Anonima Estorsioni.  La verità sull'ordine forense".

E' la volta oggi della pubblicazione di una querela autentica per fatti gravissimi. l'autore è un avvocato. dispongo del documento originale. Ho modificato solo i nomi dei protagonisti per ovvie ragioni e qualche singolo passaggio della querela per mere ragioni di scorrevolezza del testo. A breve renderò pubblico l'esito della querela stessa. Vogliamo vedere come si comporta l'autorità giudiziaria in indagini in cui sono coinvolti elementi della cricca forense ? .... (non ditemi che lo avete già capito, maliziosi Lettori..).

ANONIMA ESTORSIONI :


martedì 2 aprile 2013

ILLUMINATI AFFAMATORI



L’avvocato Edoardo Longo mi ha chiesto di raccontare come è successo che l’ordine degli avvocati ha quasi ridotto al lumicino mio padre. Mi trovo di fronte ad un doppio obbligo etico: verso l’amico Edoardo che vuol far conoscere il retroterra verminoso del mondo forense e dei suoi “ceti direttivi” e l’obbligo morale verso mio padre che ha già sofferto tantissimo in seguito a questa vicenda. Ne ho parlato con mio padre.

 Non ha voluto che scendessi nei dettagli di questa sgradevole vicenda che ha anche avvelenato e angustiato l’esistenza mia e della mia famiglia, Io sono anche dovuto andare a cercare lavoro all’estero. Troppi ricordi tristi, nessun piacere di produrre altra angoscia a mia madre nel renderli pubblici. Debbo rispettare la volontà di mio padre, molto anziano, ma che esercita ancora la professione di avvocato. Ma non posso neanche mancare di parola verso Edoardo, cui ho anticipato i profili disgustosi di questa vicenda che ha angustiato la vita della mia famiglia.

Racconterò ai lettori del volume che Edoardo sta preparando con questa e altre dichiarazioni, quello che mio padre mi ha autorizzato a render pubblico. Racconterò ai quattro lettori che la censura democratica permetterà di raggiungere, quello che anticipai ad Edoardo tanti anni fa, ancora nel lontano 1985 e che egli già in parte sapeva. Temo però che Edoardo si affaticherà inutilmente a cercare un editore, anche se non renderà noti i nomi dei protagonisti. Un libro come questo dà troppo fastidio a certe lobbies schifose. Volete sapere di mio padre? Mio padre fu volontario della Repubblica Sociale Italiana negli anni lontani della sua giovinezza e poi aderì entusiasticamente e senza risparmiarsi al Movimento Sociale Italiano. Era anche un bravo ed agguerrito avvocato e tutti si recavano volentieri da lui, anche se non ne condividevano le idee politiche. Non era un maneggione e non amava arruffianarsi i magistrati. Ma nella stessa zona lavorativa di mio padre vi era, fra gli altri, anche un avvocato Membro (NDR: absit iniuria verbis!) del Consiglio dell’ordine degli avvocati e Alto dignitario dell’ordine massonico. Un vero “illuminato” del 33° grado della piovra massonica. Un vero Nosferatu. Un autentico vampiro.

Il Dignitario massonico era anche Presidente dell’Ordine degli Avvocati della città di mio padre…

Il Dignitario schiumava invidia professionale e politica; era anche, come molti avvocati dell’epoca, un esponente del locale Partito Liberale Italiano, ma nessuno lo votava. I motivi dell’odio del massone? Tanti, ma prima di tutto la gelosia professionale. E il dignitario, disponendo di collaudate ed occulte amicizie e connivenze massoniche, nonché dei poteri quasi illimitati sugli avvocati che gli derivavano anche dall’essere il Presidente dell’Ordine, non mancava di mezzi sottili e viscidi per fare fuori l’anziano combattente di Mussolini, che era mio padre. Era all’incirca il finire degli anni ’60. Del resto, esisteva all’epoca, e credo anche oggi, una lotta sorda che la Massoneria aveva intentato contro i combattenti fascisti e l’area politica che si riteneva erede di Mussolini, come era il Movimento Sociale Italiano. Lotta sorda, che non credo sia finita neppure oggi: infatti, Alleanza Nazionale ha dovuto “abiurare” le origini fasciste dopo sessant’anni di rispettata partecipazione alla vita democratica della nazione; tutto pur di poter accedere al governo, che le era interdetto per via della Maledizione dei figli della vedova contro gli eredi di quel Mussolini che dichiarò fuori legge la Massoneria, riconciliò lo Stato Nazionale con la Chiesa Cattolica e sferrò un assalto mondiale al potere di Hiram e della sua creatura malefica: la plutocrazia “democratica”. Credo che ancora oggi i gruppi politici che ancora si riconoscono nel pensiero mussoliniano e nella sua linea ideologica fondamentale siano oggetto di oscure trame massoniche volte al loro dissolvimento. Il Gran Maestro, alla sua guerra personale per impossessarsi della clientela di mio padre, aggiunse anche un motivo ideologico: l’odio antifascista derivante dalla “vendetta” dei figli della vedova che in più occasioni rituali ebbero a levare il coltello al cielo giurando odio secolare contro gli eredi di Mussolini che ne aveva sciolto logge e conventicole, mettendoli al bando…

In pochi mesi mio padre fu ridotto senza lavoro o quasi. Venne diffamato dall’ordine degli avvocati.  Venne ridotto al punto che i clienti vennero dirottati nel “riverito”studio del massone. Nel frattempo, strane mani avevano trasferito in città un pretore, di sinistra, ma affiliato anche lui ad una loggia. Il pretore finiva sempre, con un pretesto o con un altro, col far perdere le cause a mio padre. Stranamente, il massone –che fino ad allora non aveva mai vinto un processo- vinceva sempre. Questa situazione durò circa vent’anni. E’ finita oggi? Che dire: mio padre ha quasi ottant’anni, lavora ancora perché non ha maturato la pensione a causa di qualche schifoso cavillo dell’ordine degli avvocati che lo ha derubato di oltre vent’anni di contributi.

 Sicuramente morirà povero, come ha vissuto povero in tutti gli anni in cui l’ordine degli avvocati e l’ordine massonico gli hanno decretato una guerra senza quartiere. Il Nosferatu massonico, come era prevedibile in tempi di “democrazia”, ha vinto la sua guerra e si è ingrassato sul sangue e sul lavoro di mio padre. Mio padre è povero. Povero ma onorato. Proprio come fu il suo adorato Benito Mussolini. Fino alla fine. Non so se i suoi nemici possono dire altrettanto…

Località non precisata, 20 gennaio 1999.

Testimonianza autentica del figlio di un avvocato.

( testimonianza autentica che verrà ricompresa nel volume " Anonima estorsioni. La verità sugli ordini forensi" )

ANONIMA ESTORSIONI :

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