venerdì 27 aprile 2012

IL SINDACO CACCIA EQUITALIA : UN ESEMPIO DA SEGUIRE

Equitalia è stata cacciata con ignominia, come la Banda Bassotti.
E' successo  a Calalzo di Cadore, comune in provincia di Belluno dove il sindaco ha lanciato un'iniziativa che farà molto discutere. La riscossione dei tributi locali è stata infatti affidata alla Comunità Montana, sfiduciando così Equitalia.All' infermo gli strangolatori dei poveri cittadini !
 Ciò è stato possibile in base a una pratica basata sulla legge 166/2011, che il sindaco ha deciso di applicare.

La scelta di soppiantare Equitalia è datata novembre 2011, e richiama la normativa che sancisce il diritto dei Comuni di non servirsi direttamente della società creata da Agenzia delle Entrate e Inps per riscuotere le imposte locali. L'opzione, finora, non era mai stata messa in pratica. Con questa disposizione, invece, il sindaco della cittadina bellunese ha stabilito di estromettere Equitalia non solo dalla riscossione delle tasse ordinarie, come l’imposta comunale sui rifiuti, ma anche da quella coattiva dei crediti insoluti.
Un'iniziativa che è stata molto apprezzata in paese, soprattutto in un momento di drammatica crisi come questo, e che ha come obiettivo quello di monitorare i pagamenti e gli eventuali pignoramenti. Insomma, si vuole dare un aiuto ai cittadini non adempienti e in condizioni di disagio economico.
Il sindaco spiega: "Potremo monitorare i casi ed intervenire prima che i cittadini rischino il pignoramento della casa. Se esistono delle dimenticanze o degli insoluti vogliamo siano riscossi con regole differenti da quelle applicate da Equitalia, nelle quali per il committente è complesso seguire la procedura in essere. In un momento di crisi e difficoltà per le famiglie abbiamo cercato di umanizzare il servizio disumano da sceriffo di Nottingham adottato da Equitalia, risparmiando per di più ben 13 mila euro all’anno". E già si moltiplicano i comuni che pensano di emulare questa scelta.

Fonte :

giovedì 26 aprile 2012

LA CORTE COSTITUZIONALE CONDANNA LE BANCHE

Brutto colpo sull’anatocismo per le banche italiane da parte della Corte costituzionale. I giudici di palazzo della Consulta hanno dichiarato illegittima la norma, varata col decreto milleproroghe di fine 2010, con il quale era stato dato un colpo di spugna ai processi sugli interessi illegittimi praticati dagli istituti di credito.
La norma bocciata ieri regolava i termini di prescrizione del diritto ai risarcimenti per i calcoli illegittimi: ovvero dal compimento di ogni singola operazione e non dalla chiusura del conto corrente. Si trattava, nei fatti, di un favore all’industria bancaria, letteralmente sommersa da una valanga di cause che, in pratica, vennero annacquate per legge. Particolarmente contrari erano stati i Responsabili di Domenico Scilipoti che dopo un aspro confronto con il ministro Giulio Tremonti avevano poi comunque dato il loro via libera.
Fatto sta che da palazzo della Consulta è arrivata, dopo 15 mesi, una botta secca. I giudici sottolineano come «retrodatando il decorso del termine di prescrizione» e derogando dalle disposizioni del codice civile, la norma rende «asimmetrico il rapporto contrattuale di conto corrente» fra correntista e banca. Infatti «finisce per ridurre irragionevolmente l’arco temporale disponibile per l’esercizio dei diritti nascenti dal rapporto, pregiudicando la posizione giuridica dei correntisti che, nel contesto giuridico anteriore all’entrata in vigore della norma, abbiano avviato azioni dirette a ripetere somme illegittimamente addebitate».
La Corte ritiene, in particolare, violato l’articolo 3 della Costituzione perchè la norma «non rispetta i principi generali di eguaglianza e ragionevolezza» Per i giudici poi «non è dato ravvisare quali sarebbero i motivi imperativi di interesse generale, idonei a giustificare l’effetto retroattivo della norma che, quindi, viola anche l’articolo 117» della Legge fondamentale dello Stato.
La saga dell’anatocismo – cioè degli interessi sugli interessi calcolati in maniera illegittima sui conti correnti che vanno in rosso – risale al 1999. In questo caso, la faccenda prende le mosse il 2 dicembre del 2010: la Corte di cassazione condanna le banche e dà ragione ai cittadini.
A distanza di poche settimane, il Governo (all’epoca guidato da Silvio Berlusconi) rovesciato la pronuncia. Così il sistema bancario italiano non solo non ha dovuto restituire ingenti somme ai clienti (imprese e famiglie) che – classico caso di danno oltre la beffa – si sono visti addebitare in passivo interessi, di fatto, illegittimi.
Il decreto Milleprorghe fu immediatamente impugnato e spedito al vaglio del Giudice delle leggi. Lo schiaffone di ieri, secondo indiscrezioni, pare aver destabilizzato il sistema bancario. La stangata, stando ai calcoli delle associazioni dei consumatori, vale 4-5 miliardi di euro. Grande agitazione, dopo il depositi della sentenza della Corte, anche all’Abi, dove sono state rispolverate vecchie proiezioni per calcolare l’impatto effettivo sui bilanci.
La preoccupazione dei banchieri è immediatamente rimbalzata a palazzo Chigi. Non sarebbe da escludere, secondo alcuni addetti ai lavori, un altro decreto legge ad hoc in grado di ammorbidire gli effetti della pronuncia di incostituzionalità di ieri. Insomma, l’Esecutivo potrebbe mettere a disposizione delle banche un altro paracadute. Un altro. Solo un paio di settimane fa proprio con un intervento d’urgenza, l’Esecutivo di Mario Monti ha obbedito ai banchieri ripristinando le commissioni sui fidi. Si tratterebbe, quindi, di proseguire sulla stessa lunghezza d’onda. Ma guai a dire che l’Italia adesso è guidata da un «Governo di banchieri».

Fonte  :

mercoledì 25 aprile 2012

IN MEMORIA DI GIOVANNI GENTILE



Ricordiamo che le nostre edizioni hanno pubblicato un libretto in memoria di Giovanni Gentile, dal titolo " L' educazione degli Italiani", che raccoglie alcuni discorsi inediti e poco noti del padre della Scuola Italiana sulla sua riforma scolastica. Presentazione del pensiero gentiliano ad opera del prof. Girolamo Fiocca.

Per leggere la recensione del libro e acquistarlo, cliccare :

martedì 24 aprile 2012

TOGHE E MAFIA GIUDIZIARIA

Una sconvolgente dichiarazione testimoniale giurata di un avvocato :

http://controinformazione2.myblog.it/media/02/02/2417381923.pdf

LA PAGINA DEGLI .. " USURAI"

Abbiamo aperto una pagina facebook intieramente dedicato al libro " Gli usurai della terra",  di Luigi Magrone.

La pagina contiene tutti i commenti, recensioni e link reperiti sul web e che parlano di questo libro. Per favorire la diffusione delle idee non conformiste, invitiamo i nostri lettori a segnalare il link della pagina che è il seguente :

lunedì 16 aprile 2012

IL MARTIRIO DEL PICCOLO LORENZO PER MANO GIUDAICA

 Omaggio al Beato Lorenzino Sossio da Marostica (festa liturgica: il 15 aprile)


 

La miracolosa storia del Beato LorenzinoIl Beato Lorenzino Sossio (o Fossa o Fosser o De Lorenzoni) nacque nella contrada di Valrovina (frazione di Bassano del Grappa) nel 1480. Il padre, milite della Serenissima, dopo una sola notte di matrimonio, fu costretto a partire per la guerra; tornato dopo nove mesi trovò la moglie con in braccio il neonato di dieci giorni appena. Credendosi tradito e colto da improvvisa gelosia, sguainò la spada e minacciò di uccidere la sposa, che, devota della Santissima Vergine, ne invocò la protezione nel pericolo.

Ed ecco il primo miracolo: l’infante di soli dieci giorni s’interpose, afferrò con le mani la spada del padre, e gli disse: ”Fermati, padre mio, ch’io sono tuo figlio”.

Cinque anni dopo, il 5 aprile 1485, questo fanciullo di grazie preclare, venne attirato in una località isolata (Caluga) da alcuni individui (Giudei, ndr), che lo trafissero con lunghi chiodi di ferro per stillarne il sangue e lo circoncisero; compiuto lo scellerato crimine furono scorti da un eremita mentre si allontanavano dal luogo dopo aver tentato di occultare il cadavere sotto un mucchio di pietre; nonostante ogni loro sforzo, sempre restava tuttavia scoperto qualche lembo del corpicino insanguinato.

Dato l’allarme, fra lo strazio dei genitori, gli venne data una prima sepoltura nella nuda terra, segno che, prudentemente, non si dava ancora per scontato trattarsi di martirio. Ma, nella notte, il corpo del piccolo Beato emanava raggi di luce e profumo di fiori fragranti, mentre dalla terra sporgeva il braccino con la mano destra rivolta verso il cielo; questi eventi meravigliarono la popolazione e le autorità.

Si decise quindi di dargli sepoltura in chiesa. Ma essendo sorta disputa fra bassanesi e marosticensi, che se ne contendevano le spoglie, ci si accordò di collocare la piccola salma sopra un carro, trainato da due giovenche e di lasciare che fosse la Provvidenza a indicare con qualche suo segno speciale la città prescelta. All’altezza del bivio tra Bassano e Marostica le giovenche spontaneamente si diressero verso Marostica, fermandosi soltanto all’altezza della scalinata che oggi conduce al convento di San Sebastiano e dove un capitello ricorda il Beato innocente.

Intorno alle reliquie incorrotte del Beato, subito fiorirono grazie e miracoli; addirittura le unghie delle mani e dei piedi e i capelli biondi del piccolo Martire continuarono a crescere per anni, fino a quando la madre, che sola aveva il privilegio di tagliarglieli e che intanto era rimasta vedova, non si risposò.

Dopo diverse traslazioni, a causa delle soppressioni napoleoniche, le spoglie del Beato Lorenzino trovarono riposo nell’attuale chiesa parrocchiale. Durante l’ultimo conflitto mondiale, per le mani del parroco Don Casto Poletto, i marosticensi fecero voto solenne di erigere in suo onore una cappella ove la loro città fosse scampata alla distruzione.

Esauditi, i marosticensi sciolsero il loro voto inaugurando solennissimamente, nell’aprile 1947, alla presenza dei vescovi di Reggio Emilia (Mons. Socche) e di Vicenza (Mons. C. Zinato) la costruzione.

Il culto ab immemorabili prestato al Beato e il pronunciamento delle supreme autorità ecclesiastiche


In effetti già nel 1602 il vescovo di Padova, Mons. Marco Corner, aveva formalmente introdotta a Roma la causa di beatificazione; per la morte del vescovo la causa fu tuttavia interrotta e in seguito gli atti andarono perduti, insieme con manoscritti, ex voto e quadri, in un rogo appiccato in un raptus di follia dal sagrestano del convento di San Sebastiano, dov’erano depositati gli originali. Uno solo di questi quadri andati a fuoco documentava ben ventidue grazie ottenute per intercessione del Beato nello spazio di un solo anno.

Tra i molti vescovi che permisero il culto del Beato, si annoverano il Beato Gregorio Barbarigo ed il Card. Carlo Rezzonico, poi Papa col nome di Clemente XIII.

Nel 1867 spettò al Vescovo di Vicenza, Mons. Giovanni Antonio Farina, l’onore di promuovere a Roma la causa di confermazione del culto del Martire Lorenzino, trionfalmente conclusa col citato decreto della Sacra Congregazione per i Riti, approvato da Pio IX.

Il 5 maggio 1889 l’allora Vescovo di Vicenza, Mons. Antonio Maria de Pol celebrò solennemente la Santa Messa in onore del Beato nella chiesa di Marostica, pronunciando nell’occasione una memorabile omelia, in cui chiamava fortunati i marosticensi: alludendo al Beato Lorenzino, “Voi possedete”, dichiarava il Vescovo, “un tesoro, invidiatovi a ragione da altre terre; possedete un pegno prezioso dell’amore divino.

Deh! Fate di serbar voi, i vostri figli e i vostri nipoti degni di tanto onore e di tanta gloria. E lo farete certo, se porrete ogni cura nel difendere e nel custodire inalterata la fede degli avi, che è la fede cattolica (...)”. E riferendosi alla massoneria, ormai al potere attraverso la rivoluzione francese ed il cosiddetto risorgimento, anche nell’Italia cattolica, proseguiva: “Lo farete se con quella forza che viene da Dio, e che vi intercederà il glorioso Lorenzino, resisterete strenuamente alle false dottrine dei seguaci della giudaica superstizione, qualsiasi nome e qualsiasi forma si prenda oggidì. (...)
 Sì, è bene che lo sappiate dalla bocca del vostro Vescovo, che una setta perversa continua oggidì le superstizioni e le empietà giudaiche, assai probabilmente animata, sorretta e in parte ingannata dagli ostinati discendenti dei crocifissori di Cristo e carnefici del nostro Lorenzino; setta d’uomini perduti, che aspirano non tanto ad uccidere un cristiano, quanto ad uccidere lo stesso Cristianesimo”.

Nel 1885, in occasione del IV centenario del martirio del Beato Lorenzino, presenziò alla solenne funzione, stando a quanto scrive Don Igino Milan, nella sua opera Il Beato Lorenzino da Marostica nella storia e nel culto, lo stesso Patriarca di Venezia, Cardinale Agostini.
Dal 7 al 9 aprile 1910, presente l’allora vescovo di Vicenza, Mons. Antonio Feruglio, si tenne una delle tante solenni traslazione dell’urna del Beato; lo stesso Presule nel 1908 si congratulava col polemista cattolico, Don Ottavio Ronconi, per aver “saputo difendere l’onore (...) di tre Beati, uno dei quali il nostro Beato Lorenzino di Marostica, ribattendo vittoriosamente le gratuite insinuazioni onde taluni si sforzano di scagionare gli ebrei dall’orribile delitto di esserne stati i carnefici”.

La messa propria del Beato, le sue reliquie, l’iconografia


Il braccio e la mano destra del Beato si conservano tuttora esposte al culto e alla devozione in un altare laterale della chiesa di Sant’Ambrogio a Valrovina, luogo di nascita di Lorenzino.

Nella parrocchiale di Santa Maria Assunta, in Marostica, rimane la grande cappella laterale in onore di Lorenzino, con la sua urna e i dipinti (incruenti); la forte devozione popolare depone ancora fiori e candele al suo altare.

Anche il soffitto della parrocchiale vede effigiato il Beato Lorenzino. A lui rimane a tutt’oggi intestata la via che fiancheggia la chiesa e una scuola materna, retta dalle suore. Rimane pure il capitello in fondo alla strada a lui dedicata.

Anche nel borgo natale di Valrovina la via principale reca il nome del Beato Lorenzino; quadri (incruenti) che lo effigiano sono nella chiesa di Sant’Ambrogio, specie sul soffitto; un’edicola a monte della chiesa è dedicata al piccolo martire ed in esso un quadro ricorda il primo miracolo della parola, a soli dieci giorni d’età.

A Caluga, ai margini del bosco, un capitello si erge sul luogo dove il piccolo Martire fu sacrificato. Sulla parete di fondo alcuni carnefici ebrei lo stanno martirizzando: i loro volti sembrano però volutamente scalpellati per render difficilmente riconoscibile la scena.

Fonte: http://www.sitoveneto.org/beato_lorenzino_martire.html


 

   
Nel 1870 Pio IX, concesse l’ufficiatura propria del Beato, in onore di Lorenzino Sossio e a beneficio del clero di Padova e di Vicenza, fissando al 15 aprile la sua festa liturgica e la festa esterna cittadina alla seconda Domenica dopo Pasqua.
Il Beato Lorenzino ricevette dunque un culto ab immemorabili, ultracentenario prima del 1634, come richiesto dai decreti del Papa Urbano VIII, grazie all’ininterrotta approvazione dei vescovi di Padova e di Vicenza sotto cui alternativamente fu posta Marostica. Ininterrotta, giacchè, come si evince dal dibattimento del 31 agosto 1867 in Roma, presso la Sacra Congregazione dei Riti, dibattimento che precedette il decreto della stessa Congregazione e del Papa Pio IX (5 settembre 1867) di confermazione del culto del Beato Lorenzino, l’antica decisione del vescovo Barozzi di vietare il culto pubblico in quel lontano 1488, fu ritenuta coatta, assunta cioè al solo scopo d’impedire turbative dell’ordine pubblico.


LEGGO PER LEGITTIMA DIFESA


STUDIO LEGALE LONGO

Aggiornato il sito dello STUDIO LEGALE LONGO & CISILINO. Ampliata con nuovi documenti la pagina dedicata alla RASSEGNA STAMPA dei processi seguìti dallo Studio Legale . eccone l' indirizzo elettronico :

LIBERI SUBITO

venerdì 6 aprile 2012

TERRA SANTA - LE VESSAZIONI EBRAICHE AI CRISTIANI IN ISRAELE

Terra Santa – “Crucifige, crucifige eum

Il Patriarcato Latino di Gerusalemme ha diffuso un comunicato relativo a una relazione sulla discriminazione e la persecuzione della popolazione arabo-cristiana in Terra Santa.


Gli autori del documento appartengono al Consiglio Ecumenico delle Chiese.  


Il documento ha il pregio di denunciare la repressione israeliana nei confronti dei cristiani palestinesi e l’azione nefasta dei cosiddetti cristiani sionisti (in Italia sono particolarmente attivi alcuni “catto-tradizionalisti” sionisti).

Sull’argomento ricordiamo la nostra Crociata di preghiere per la Terra Santa:

http://www.centrostudifederici.org/terra_santa.asp


Le “Chiese” denunciano la condizione dei cristiani palestinesi sotto l’occupazione

Gerusalemme, 25 marzo 2012 (AFP) - In una relazione pubblicata questo fine settimana, il Consiglio Ecumenico delle Chiese (COE) denuncia la difficile condizione dei cristiani palestinesi sotto occupazione israeliana in Terra Santa, nella culla del cristianesimo.

"I cristiani palestinesi hanno l’impressione che la comunità internazionale non stia facendo abbastanza per alleviare la loro difficile situazione", scrive in questa relazione Chunakara George Mathews, Direttore della Commissione delle Chiese per gli affari internazionali della COE.

"Non si comprende come mai tanta gente, soprattutto in Occidente, nemmeno sappia che i cristiani palestinesi esistono e che sono i primi cristiani", si lamenta Chunakara.

Lo scopo del documento è quello di "illuminare il fatto che i cristiani palestinesi sono nativi della Terra Santa. Non sono dei convertiti recentemente e nemmeno degli immigrati. Sono la più antica comunità cristiana sulla terra e sono parte integrante dell'identità culturale palestinese".

La loro presenza "vitale" è tuttavia minacciata a causa della continua occupazione militare israeliana, sostiene la COE, sottolineando che i cristiani palestinesi "si trovano ad essere anche un ponte tra Oriente e Occidente".

Rifiutando l’idea che il conflitto israelo-palestinese opponga fra loro ebrei e musulmani, la relazione si pone in effetti contro "la propaganda israeliana e cristiana sionista secondo cui i cristiani palestinesi diminuirebbero a motivo del fondamentalismo islamico, e collega invece chiaramente e direttamente la loro emigrazione e le loro sofferenze all’occupazione israeliana".

I cristiani rappresentavano più del 18% della popolazione della Terra Santa nel 1948, quando ci fu l’avvento dello Stato di Israele, ma ora sono meno del 2%. Anche a Betlemme (Cisgiordania), luogo della nascita di Cristo secondo i Vangeli, la popolazione cristiana è diventata una minoranza (15%).

Questa relazione di 100 pagine, intitolata "La fede sotto l’occupazione: la difficile condizione dei cristiani locali in Terra Santa", pubblica testimonianze sull’impatto dell'occupazione e della colonizzazione sulla vita quotidiana dei palestinesi.

La relazione è stata compilata dal Programma Ecumenico di Accompagnamento in Palestina e Israele (EAPPI) e dal Centro Interreligioso di Gerusalemme (JIC), entrambi associati con il COE. Il programma EAPPI riguarda ogni anno un centinaio di "accompagnatori ecumenici" nei territori palestinesi, al fine di assistere la popolazione locale e sostenere i movimenti per la pace. (…)

Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 35/12 del 2 aprile 2012, San  Francesco da Paola

mercoledì 4 aprile 2012

Toghe criminali

TOGHE CRIMINALI. UNA STORIA DI ORDINARIA REPRESSIONE DEMOCRATICA.


Questo libro è una raccolta di documenti che illustrano la operazione di macelleria giudiziaria messa in essere dall' ordine forense di Pordenone per liquidare un avvocato oppositore del sistema consociativo fra toghe giudiziarie e toghe forensi (una catena  che genera solo illegalità in danno dei cittadini e la repressione giudiziaria del pensiero politico non conforme ) , nonchè scomodo intellettuale revisionista.

 Parlo, purtroppo, del sottoscritto. Il libro è esaurito, ma è in preparazione una seconda  edizione per i tipi delle Edizioni Edoardo Longo.

  Per saperne di più sul libro e leggere una cospicua serie di recensioni, cliccare il seguente link :



 Inoltre, si può leggere l' articolo del prof. Paolo Signorelli, pubblicato sulla rivista "Giustizia Giusta" ( qui a lato  riprodotto) che parla della presentazione ufficiale del libro a Pordenone nel' ottobre 2001.

Cliccando sull' articolo, si può scaricarlo e stamparlo in formato A 4 di facile lettura.



" LE BANCHE SONO ASSOCIAZIONI BENEFICHE"

Le fondazioni bancarie non pagheranno la famigerata IMU , la tassa che finirà di strangolare gli Italiani. " Sono associazioni benefiche", ha detto il governo . Incredibile ma vero :

http://www.daw-blog.com/2012/04/03/boom-niente-imu-per-le-fondazioni-bancarie-il-governo-sono-associazioni-benefiche/

Nuova edizione de " Il coltello di shylock"

IL COLTELLO DI SHYLOCK.

NUOVA EDIZIONE.

Molti Lettori ci chiedono copia di questo libro 'famigerato', i cui capitolo sono stati oggetto di indagini della  Digos di Venezia. e di ben  CINQUE  procure (  Venezia, Pordenone, Pisa, Gorizia. ; Messina )  , indagato dal "procuratore rosso " ed attuale deputato della Sinistra,Felice Casson, addirittura nell' ambito delle indagini per l' attentato dinamitardo al tribunale di Venezia del 2001.

Va bene che è un libro   'esplosivo', ma non le sembra di avere un tantinello esagerato, Onorevole Casson ?          INDAGINI DI POLIZIA DEL PENSIERO TUTTE ARCHIVIATE.  Schedato dal Centro Wiesenthal, dalla A.D.L.  giudaica, con minacce di morte all' autore con  tanto di sequestro di persona.   

Uno dei libri più ' maledetti'  di questi anni, in I-ta-lya.

 Nella impossibiltà di farlo personalmente, comunico a tutti i miei Lettori che la prima ediziome del libro è ormai esaurita. E' però programmata per il  2012 una NUOVA EDIZIONE.

Le persone interessate ( compresi gli emissari della Polizia del Pensiero, della magistratura i-ta-lyana sul libro -paga della lobby ebraico-massonica ) consultino periodicamente ANTIZOG per essere informati della disponibilità futura della seconda edizione.

nel frattempo, è possibile consultare il catalogo della casa editrice, perchè sicuramente chi è interessato a Il coltello di shylock troverà altri testi di suo " esplosivo " interesse :


Ricordiamo che a Il coltello di Shylock è stata dedicata una pagina contenente tutte le recensioni e i commenti presenti sul web. Cliccare :


Inoltre, è possibile leggere una raccolta di tutte le recensioni pubblicate per la prima edizione del libro. E' sufficiente cliccare il seguente link :

lunedì 2 aprile 2012

BOICOTTA L' INDIA, UNO STATO DI PIRATI E DI SELVAGGI

DOCUMENTI - II / LE INCONFESSABILI COLPE DEL TRIBUNALE DI PORDENONE

LE INCONFESSABILI COLPE DEL TRIBUNALE DI PORDENONE.


Continuiamo la pubblicazione di documenti scottanti riguardanti gli inconfessabili retroscena della illegale aggressione all' avvocato  Edoardo Longo ad opera del palazzo di giustizia di Pordenone.

Esaminando la eccezione di incompetenza per territorio cha abbiamo appena pubblicato, si capisce subito che l' aggressione è maturata su un pretesto vergognoso  ( presunta mancanza da un fascicolo giudiziario di un appunto privato del pubblico ministero Sorti ... che non è neppure un atto processuale in senso stretto ), senza neppure un minimo di prova per l' accusa.

Abbiamo già scritto in precedenza che, in realtà, obiettivo della aggressione illegale era letteralmente spiare nello Studio Legale illegittimamente sequestrato ( come ha pure sancito la Suprema Corte di Cassazione ) , alla ricerca di documenti politici ( probabilmente su commissione altrui), nonchè scoprire se l' avvocato Longo aveva raccolto da alcuni detenuti dichiarazioni scottanti per taluni magistrati che stanno esagerando nella vergognosa prassi di prezzolare detenuti in cambio di accuse nei confronti di persone politicamente sgradite, come è capitato all' avvocato Longo.

Abbiano anche detto che altro movente occulto di tale illegale operazione di " pulizia etnica " del dissenso politico era da ricercarsi nella volontà di impedire all' avvocato Longo di portare a termine taluni processi politici molto scomodi per l' establishment giudiziario , fra cui il "  processo Medini ".

Ritorneremo in dettaglio su tutti questi punti. Per ora, pubblichiamo una scottante relazione di servizio che è una delle motivazioni che più hanno scatentato la aggressione giudiziaria in oggetto. La relazione di servizio può essere letta e scaricata cliccando qui :


Il documento è rigorosamente autentico e le circostanze ivi descritte verificate punto per punto. Riguarda il caso Medini. dalla lettura, potete vedere il gravissimo fatto accaduto anni fa al tribunale di Pordenone : una istanza per scarcerazione per intervenuta decorrenza termini riguardante Michael Medini, non è mai stata decisa ed è andata " dispersa", lasciando il povero detenuto a languire in carcere ben oltre il termine.

A causa di questa vicenda, La corte d' appello di Trieste accolse anni fa una ricusazione del tribunale di Pordenone. Attualmente, sulla base di questa relazione , è pendente una azione penale nei confronti dei responsabili che si annidano nel tribunale di Pordenone, nonchè una azione ispettiva presso il Ministero della  Giustizia.

Di tutto questo si può leggere nel libro Medini murato vivo, che può essere acquistato cliccando :



Vi sono " toghe " presso il tribunale di Pordenone che intendono vendicarsi dell' avvocato Edoardo Longo perchè ha raccolto e prove di questa gravissima vicenda di malagiustizia .... come vendicarsi ? Lo si è visto.....



L' ECLISSI DELLA LEGALITA'

Il caso Stolz e l' aggressione a regia contro gli avvocati revisionisti più scomodi :

http://www.jerusalem-holy-land.org/Longo-EclissiLegalita.pdf

TRIPLA ASSOLUZIONE PER L' AVVOCATO LONGO. MA CHI PAGA GLI ERRORI GIUDIZIARI ?

Riportiamo a fianco un articolo pubblicato da Il Messaggero Veneto in data 20.10.2011 che dà ampio risalto alla nuova raffica di assoluzioni (  cfr. precedenti assoluzioni : link   )  del sottoscritto, prosciolto da accuse grottesche e prive di qualsiasi rilevanza penale, cionondimeno portate avanti con diabolica perseveranza da un sistema giudiziario che, lungi dall’ intendere il processo penale come metodo di punizione dei reati, lo intende invece come sistema per far del male alle persone ( anche in smaccata assenza di reati), viste come “ ostacoli “ al sistema di  potere dominante, siano esse avversari politici che avvocati scomodi e poco accomandanti…
Per questa ragione riteniamo utili alcune considerazioni su questa vicenda.

Vediamo, dietro il sigillo finale della assoluzione, di cosa si tratta. Ringrazio chi mi ha difeso vigorosamente e  combattendo contro pubblico ministeri ostili , cioè l' avvocato Sandra Cisilino.

Per leggere in dettaglio le  assurde vicende giudiziarie in oggetto, cliccare :

Riflessioni conclusive… Chi paga gli errori giudiziari ?

In sostanza, ci si è trovati dianzi a tre accuse che non potevano giustificare l’ apertura di relativi processi penali, perché totalmente improcedibili : per mancanza di querela, per sanatoria del pagamento prima del processo, per irrilevanza penale del fatto. Nonostante ciò, la procura di Pordenone ha aperto relativi procedimenti penali perseguitando per anni un innocente, sapendo che tale era. Un fatto vergognoso e gravissimo, che peraltro pesa grandemente sulla collettività e non solo sul’ innocente tormentato. Infatti, il Barnum processuale costa : costa in stipendi di pubblici ministeri, in stipendi di giudici e di tutti gli ausiliari che collaborano ad un processo : dai cancellieri ai carabinieri del servizio d’ ordine nelle udienze, fino agli ufficiali giudiziari che notificano gli atti ( e che hanno delle indennità costosissime, quasi a livello notarile ). Fino all’ uso delle aule di giustizia, che dovrebbero essere utilizzare per cose serie, non per pagliacciate come queste.
Chi paga tutto questo ? Chi paga gli errori giudiziari delle procure italiane ?
 paga Pantalone, naturalmente, cioè la collettività nazionale sotto la voce “ tasse”. E  ‘ un malcostume generalizzato che , in tempi di crisi gravissima deve essere cancellato in tempi brevi. Basterebbe   una leggina che stabilisse che :
  1. I pubblici ministeri che rinviano a giudizio delle persone con accuse improcedibili fin dall’ inizio rispondono disciplinarmente di tale condotta, fino alla loro radiazione per indegnità morale,
  2. Il danno erariale che deriva dalla celebrazione di processi improcedibili fin dall’ inizio deve essere rimborsato dai pubblici ministeri che li hanno radicati.
  3. Basterebbe poco in effetti. Quel poco che la lobby giudiziaria impedisce al Parlamento di varare. Basterebbe questo e non ci sarebbe bisogno di manovre finanziarie, di togliere la pensione ai vecchi e far pagare i ticket ai malati.
Le manovre lacrime e sangue devono gravare su chi è responsabile dei disastri finanziari della collettività. Devono gravare, in primis, sulla casta giudiziaria. Se giustizia è dare a ciascuno il suo, allora sia giustizia e alla casta giudiziaria siano inflitti lacrime e sangue. In abbondanza e senza risparmio, con la stessa  prodigalità  con cui loro dissipano le risorse della collettività.

TRIBUNALE DI PORDENONE : NUOVA ECCEZIONE DI INCOMPETENZA

Una nuova e più articolata eccezione di incompetenza del tribunale di Pordenone è stata depositata dall' avvocato Edoardo Longo . Il testo amplia quello in precedenza già depositato e pubblicato sul web.

Il link dal quale scaricare il nuovo documentato e scottante testo, è il seguente :


http://controinformazione2.myblog.it/media/02/00/2885117311.pdf


Rispetto alla prima eccezione qui si possono leggere di nuovi abusi scoperti solo successivamente : la distruzione dolosa di un hard disk  seqestrato all' avvocato Edoardo Longo presso la cancelleria penale del tribunale di Pordenone - la mancata denuncia d'  ufficio del grave fatto al fine di coprire i responsabili - le intercettazioni telefoniche illegali all' avvocato Longo - il tentativo di schedare le idee politiche dei contatti e dei clienti dell' avvocato Longo per scoprire " antisemiti" - una assurda denuncia per " apologia di nazismo" nei confronti del vecchio sito  ' antizog' archiviata dalla procura generale e dalla procura di Trieste - Il giudizio pesantemente critico della Suprema Corte di Cassazione nei confronti della procura di Pordenone e della irrisorietà delle accuse per le quali ha arrestato un innocente -  il tribunale di Pordenone  che non  ottempera il dovere di pagare le parcelle al professionista - ed altro ancora, in attesa di pubblicare prossimamente una seconda edizione aggiornata del dossier delle illegalità compiute dalla procura di Pordenone e dal medesimo tribunale nei confronti dello scomodo legale.