venerdì 30 marzo 2012

LAVORI IN CORSO

Nei prossimi giorni andremo a ripristinare i documenti pubblicati in passato sulla vecchia piattaforma del bog, non più visibili dal gennaio scorso, da quando cioè la vecchia piattaforma ( splinder ) ha chiuso i battenti. Non saranno ripubblicati i testi destinati a  essere raccolti in libro.

Per intanto, andremo a ripubblicare i documenti in formato pdf che sono richiamati nei dieci post più letti di questo blog,  e che non sono al momento più raggiungibili. Con l' occasione,  riaggiorneremo questi post e li ripresenteremo ai nostri Lettori , visto che hanno trovato il loro apprezzamento.

Successivamente, ripubblicheremo tutti i capitoli del libro " Anonima estorsioni. la verità sulle cricche forensi", che al momento non sono visibili. Saranno aggiornati e pubblicati in formato pdf, abbandonando la forma grafica di " post" del vecchio blog.

Vi ringraziamo per l' apprezzamento e vi auguriamo ancora buona Lettura, rinviandovi anche al catalogo delle nostre Edizioni . Comperare i nostri libri controcorrente è un modo per sostenere queste iniziative :



APPELLO CONTRO IL MALCOSTUME GIUDIZIARIO

Le fotografie che corredano questo post sono fotografie scattare nei mesi scorsi nella cancelleria penale di uno dei più grossi tribunali del Nord- Est. Sono fotografie emblematiche del degrado, anche in senso letterale, della giustizia in Italia . si vedono faldoni e faldoni di atti processuali di processi in corso, gettati alla rinfusa nei corridoi del tribunale, senza alcuna cura o cautela, con tanto di nome degli imputati sul dorso dei faldoni, totalmente incustoditi, alla mercè di qualunque persona passi nel corridoi.
Queste foto sono emblematiche di quello che succede, grosso modo, in tutti i tribunale di Italia.

Succede anche di peggio !

Ne abbiamo parlato anche nel post Custodireste così  i vostri segreti ? , di cui vi consigliamo la lettura :


In questo medesimo tribunale, l’ anno scorso, sono “ misteriosamente “ scomparsi ben due faldoni di documenti di parte depositati dal sottoscritto . La cancelleria , sia pur investita di vari istanze per recuperarli , non si è peritata per niente neanche di cercarli. Caso strano, la controparte, che doveva pagare un debito documentato proprio da questi documenti chiaramente sottratti, ha poi preteso di sfuggire ai propri debiti perché , sosteneva, il credito di controparte non sarebbe stato documentato ! E come no … documentato lo era benissimo, prima che una qualche manina avesse fatto sparire i due faldoni custoditi con tanta cura in cancelleria…. E come no .. è chiaro che a sottrarre 6 kg di carta è stato il debitore, evidentemente ben informato del modo di custodia degli atti processuali in quel bel tribunale…. E, magari, forse ne sa qualcosa anche l’ avvocato di quel farabutto… e magari anche il cancelliere, visto che in ogni caso non è facile uscire alla chetichella da un tribunale con 6 kg di carta addosso….. E’ ben vero che all’ ingresso non c’è nessuna sorveglianza, ma insomma…. Non era proprio una piuma quello che venne sottratto dal farabutto e dai suoi complici…. In fondo, anche se i cancellieri guadagnano molto bene (  lavorando molto poco) , la tentazione di una bella “ cinquanta euro” in cambio di chiudere un occhio – anzi due – al passaggio alla chetichella di 6 kg di carta, è forte, non credete ?
Ma non è per raccontare ai Lettori una delle tante stomachevoli realtà del piante giustizia  che scrivo questo post. No.  E ‘ per un ‘altra ragione. Il sottoscritto intende raccogliere documentazione copiosa di questo notorio malcostume giudiziario, ben noto a chi conosce i palazzi di giustizia ( ?), attraverso testimonianze scritte e verbali. La documentazione in mio possesso è già molto ampia , ma per porre all’ attenzione pubblica questo scandalo ( nonché per esigenze di tipo processuale che dettaglierò meglio a chi raccoglierà questo mio appello ) necessito di documentazione la più ampia possibile.
Sono molte le persone che, o per ragioni professionali e per ragioni personali,  hanno  avuto modo di accorgersi di tale malcostume, che anni fa venne anche segnalato da una  nota trasmissione televisiva . Sono interessato a raccogliere testimonianze in genere sugli uffici giudiziari, ma in particolare riguardanti il palazzo di giustizia di Pordenone.

In questo ufficio giudiziario, infatti, siamo giunti a livelli realmente preoccupanti nell’ “ arte” di far sparire i documenti scomodi per l’ autorità giudiziaria. Qui , nel Jurassik park giudiziario di Pordenone spariscono i ricorsi per scarcerazione per decorrenza termini della carcerazione preventiva , come abbiamo già documentato :



Qui gli hard disk di computer contenenti dati molto riservati vengono dapprima posti in sequestro e poi, dalla medesima cancelleria del tribunale , spariscono dal tribunale per essere clonati di nascosto, clandestinamente e per far arrivare tali documenti riservati e documenti politici in  non si sa bene in quali grinfie ( in primis quelle della lobby ebraica, dietro le quinte di questa operazione giudiziaria del sequestro dell' hard - disk ..) . Poi questi hard – disk – passati “ inosservati “ davanti alla sorveglianza del tribunale ( magari nella borsa di qualche giudice, che nessuno oserebbe mai controllare , per non incorrere nel reato di lesa maestà …) – vengono distrutti e fatti a pezzi, dopo la loro distribuzione in copia a cani e porci , perché nessun perito possa scoprire  che sono stati copiati. Qui, in questo palazzo di “ giustizia “ , nessun magistrato denuncia questi gravissimi illeciti e tutti fanno finta di niente. Abbiamo documentato anche questo nel mio Memoriale :
Chi volesse raccogliere il mio appello e documentarmi le proprie esperienze avute nel Jurassic park allucinato del mondo della giustizia, mi scriva o via email, o prenda contatto con me ai seguenti recapiti. Vi ringrazio anticipatamente :

Documenti III / TRIBUNALE DI PORDENONE COME GUANTANAMO

IL TRIBUNALE DI PORDENONE COME GUANTANAMO. EMERGENZA DEMOCRAZIA.


Un documento shokkante : il memoriale dell' avvocato Edoardo Longo sulle illegalità subìte ad opera del palazzo di giustizia ( ? ) di Pordenone,  durante l' aggressione giudiziaria illegale  della primavera del 2010 .

Con documenti inediti :

- le violazioni ai diritti dell' uomo - il sequestro illegale - la sua libertà personale valutata tre euro dalla procura di Pordenone - il tentato interrogatorio sulla ' associazione Thule' -  il materiale elettronico e politico sequestrato nello Studio Legale Longo distrutto a calci nella cancelleria del tribunale di Pordenone - oltre 80 violazioni togate - il sequestro illegale - il ruolo politico filosionista del pubblico ministero procedente - i verbali falsi della polizia giudiziaria - le frodi processuali della procura - l' aggressione ai diritti dei difensori - la lettera " scomparsa " del pubblico ministero - congetture inquietanti - una telecamera piazzata per schedare i clienti dell' avvocato Edoardo Longo - intercettazioni telefoniche illegali - falsificazione dei verbali delle intercettazioni telefoniche nei passaggi scomodi per l' autorità giudiziaria -

Un documento raggelante da far conoscere, per capire il clima terroristico esistente oggi in Italia a causa della  deriva eversiva di parte della magistratura -  Questo testo, ampiato da ulteriori scottanti documenti, sarà presto pubblicato in volume.

Per leggere e scaricare il documento, cliccare il seguente link :




giovedì 29 marzo 2012

CUSTODIRESTE COSI' I VOSTRI SEGRETI ?

Custodireste così i vostri segreti ? Gettati sui gradini di una sottoscala, in faldoni aperti, con tutte le carte in giro e con il vostro nome scritto bello bello sui faldoni, a caratteri cubitali, con vistoso pennarello nero ? Magari in un androne, dove passano in media 500 persone ogni giorno ?
Certo, voi non siete masochisti o folli e non fareste nulla di così stupido, ma …. Il guaio è che altri fanno così e con i vostri segreti ( non certo i loro …). Di chi si parla ? Avete qualche dubbio ? Si parla dei cancellieri dei tribunali italiani e i vostri segreti sono i vostri processi penali, che voi tenete giustamente riservati e che non vi sognereste mai di esporre in una piazza, in un mercato, o in un androne di un palazzo frequentatissimo, magari buttati sciattamente per terra…
Quello che vedete, infatti,  è l’ androne di uno dei più importanti palazzi di giustizia delle Tre Venezie, fotografato il giorno 17 gennaio scorso, alle ore 8.30. Vedete ? Quelli sono i fascicoli di alcuni processi penali , veri, ( mica simulazioni al computer..), magari anche vostri ( forse con una lente di ingrandimento si può leggere nella fotografia il nome degli imputati, magari, proprio il vostro, stampigliato in grosso , in nero, sul dorso dei faldoni aperti e sparpagliati. Lì li hanno gettati i cancellieri penali di questa Corte di “ giustizia” ( mica si tratta del mercato del pesce, eh..), con grande sprezzo della legge sulla tutela dei dati personali e riservati. Ma che gli frega ! Mica sono dati sensibili e riservati loro..   Sono cazzi vostri dei quali agli uffici giudiziari non gliene può fregar meno…
E non è la prima volta che documentiamo questo schifo :  guardate anche questo link :

Dite che è uno schifo ? Ma a loro non gliene può fregare di meno, perché se protestate o denunciate la cosa sanno di essere protetti dall’ autorità giudiziaria e ogni vostra denuncia finirebbe nel cestino con grande sollazzo di toghe e cancellieri. Se poi insistete, vi denuncerebbero per calunnia ( i “ calunniati”, poverini, sarebbero loro, mica voi…) , perché tanto non avete prova di quanto affermate e non vi lascerebbero certo fotografare ufficialmente questo scempio che possiamo invece documentare grazie alla tecnologia moderna dei telefoni cellulari che nessuno può certo notare…
Certo, se li informate, questi bisonti dei Jurassick Park della giustizia, sarebbero capaci di sequestrarvi il cellulare, o magari arrestarvi per il reato di “ Lesa maestà giudiziaria”…

Non ci credete ?  Anni fa, chiesi di fotografare un “ corpo del reato” a carico di  un mio assistito. Si trattava di un lembo di tre millimetri di una bandiera tricolore esposta per le strade in occasione di una visita di regime del presidente di questa bella repubblica giudiziaria che si diceva un mio cliente avesse bruciacchiato come gesto di dissenso politico. Per questa microbruciatura il mio cliente era stato condannato a tre mesi di carcere senza condizionale ( !) dal tribunale di Pordenone e si era opposto a questo abuso sovietico.

Chiesi al tribunale di autorizzare un mio collaboratore a fotografare questo orrendo “ scempio” per il quale il mio cliente di area autonomista era stato condannato ad un mese di carcere per ogni millimetro di lembo di bandiera bruciacchiata , ai fini – più che legittimi – di documentazione processuale difensiva, ma il tribunale mi negò un simile diritto basilare, sostenendo che, se proprio avessi voluto, avrei al massimo avuto il diritto solo di “ vedere” detto “ corpo del reato” 5 minuti prima dell’ udienza!
Il terrore che il popolo conosca tutti questi abusi e questi scempi sistematici è profondo nel “ pianeta giustizia” che teme che un giorno, come ai tempi della Rivoluzione Francese, insorgano dei “ forconi” anche contro l’ apparato giudiziario…
E’ la sola cosa che temono… infatti, se denunciate , per esempio lo scempio documentato in questa fotografia, come minimo il pubblico ministero, parte del medesimo apparato, archivierebbe la vostra denuncia con la delirante motivazione che : … nell’ abbandono negli androni dei palazzi giudiziari di fascicoli processuali penali riservati non si ravvisa il reato di violazione della privacy degli imputati perché … il personale di cancelleria ha provveduto a fissare, vicino ai faldoni abbandonati, un avviso stradale di ‘ divieto di accesso’, con ciò garantendo la sicurezza dei dati lasciati al pubblico ludibrio”. Folle motivazione, vero ? Eppure già mi immagino di vederla scritta., perché di simili ne ho lette a bizzeffe !
In fondo, questo è il punto focale che spiega tanto disprezzo verso le vite degli altri nell’ ambito giudiziario.

 I cancellieri, preposti alla cura e custodia dei fascicoli come questi , si comportano in questo modo perché vedono come i loro titolari – i magistrati – trattano la gente e i loro diritti : con disprezzo, arroganza e sufficienza. Perché, se il padrone si comporta così, non dovrebbe comportarsi allo stesso modo anche il servo ? E così vediamo fascicoli con i guai più dolorosi della gente,  contenenti i dati di processi penali spesso insensati ed ingiusti, gettati negli androni dei palazzi di giustizia, sulle scale , al pubblico ludibrio e alla mercè di chiunque passi.

Ai magistrati questo non disturba e, in fondo, non dispiace ( basta che non si sappia all’ esterno del “ palazzo” ..) : in fondo è la raffigurazione, anche visiva, del loro disprezzo sovrano nei confronti dei cittadini inermi, “ cani di paglia “ per sacrifici pagani, gettati nelle loro mani. I loro diritti e  le loro carte stiano pure lì, allo stesso modo di come i magistrati trattano i cittadini : al pubblico ludibrio, alla mercè di tutti, alla berlina : gettati in un sottoscala, vicino agli orinatoi dei pubblici ufficiali.
Questa è la giustizia in Italia.


Chiunque volesse documentare vicende analoghe, scriva all’ avvocato Edoardo Longo :

mercoledì 28 marzo 2012

QUESTO BLOG CONTROCORRENTE APRE AI COLLABORATORI

Questo blog, dopo quasi sei anni  di attività, dopo aver suscitato  un mare di  polemiche per il suo carattere politicamente scorretto e dopo aver subito innumerevoli ed inutili tentativi di censura e di chiusura ( tutti inutili : la precedente versione del blog ha chiuso solo quando la ditta ospitante, splinder, ha chiuso i battenti ) , sia per mano giudiziaria ad opera di magistrati compiacenti la lobby ebraica e quella giudiziaria, sia per mano di aggressori violenti e prezzolati  - non si dimentichi che il sottoscritto ha subito anche un sequestro di persona a fini intimidatori - dopp ave riversato in rete scottanti documentni circa la malagiustizia e le connessioni fra lobbise dei poteri forti e magistratura democratica, ha deciso una nuova fase della propria attività, aprendo anche a collaboratori esterni.

Questo è attualmente l' indirizzo del blog :


Chiunque volesse collaborare con questa testata anticonformista con propri articoli, in linea con l' orientamento del blog,  prenda contatto con il sottoscrito scrivendo a questo indirizzo email :

lunedì 26 marzo 2012

ISRAELE - RUBANO ANCHE L' ACQUA

Giornata mondiale dell’acqua: le fonti d’acqua palestinesi espropriate dai coloni.

Le fonti d’acqua usurpate in Cisgiordania censite in un rapporto Onu.

Ricorreva il 22.03. scorso la Giornata mondiale dell’acqua, indetta dalle Nazioni Unite per affrontare il tema delicatissimo del corretto utilizzo del patrimonio idrico del pianeta. In Medio Oriente, dove le risorse idriche scarseggiano o sono mal utilizzate, la Giornata viene celebrata con una certa comprensibile apprensione. La penuria d’acqua nella regione la rende così ricercata da trasformarla in oggetto di contesa anche militare; o nel fattore che può decidere il livello di povertà della popolazione e la sua stessa sopravvivenza.
L’Ocha/Opt, l’ufficio delle Nazioni Unite che coordina gli interventi umanitari nei Territori Palestinesi occupati, ha appena pubblicato un rapporto, redatto in arabo, ebraico e inglese, dal titolo: L’impatto umanitario degli espropri delle fonti d’acqua palestinesi da parte dei coloni israeliani. Si tratta di un lavoro d’indagine svolto dai funzionari Ocha nel corso del 2011 nel quale si denuncia come la presenza dei coloni israeliani in Cisgiordania abbia compromesso l’accesso dei palestinesi alle fonti d’acqua del loro territorio, causando gravi danni all’economia e alla vita della popolazione araba.
L’organismo Onu ha individuato 56 fonti d’acqua contese in Cisgiordania, la maggior parte delle quali si trova nella cosiddetta Area C, il territorio che, secondo gli accordi di Oslo, pur essendo palestinese è sotto amministrazione israeliana. Delle fonti censite, 30 sono risultate essere ormai sotto il completo controllo dei coloni israeliani, senza alcuna possibilità di accesso da parte dei palestinesi. In almeno 22 di questi 30 casi, l’accesso dei palestinesi viene impedito con atti di intimidazione, minacce e violenze; in altri quattro casi, dalla costruzione di barriere fisiche e dall’annessione della fonte alla colonia stessa; mentre negli ultimi quattro casi, l’isolamento della fonte d’acqua è causato dal muro di separazione o dall’inglobamento del terreno in un’area ad esclusivo uso militare. Secondo Ocha, le rimanenti 26 fonti non ancora sotto controllo dei coloni, sono tuttavia «a rischio»: infatti, coltivatori e residenti palestinesi denunciano l’intensificarsi di «visite» di coloni armati nelle vicinanze delle fonti, visite che hanno l’effetto di scoraggiare i palestinesi all’utilizzo della propria acqua.
L’appropriazione delle fonti d’acqua da parte dei coloni avviene spesso in modo graduale: vicino a molte di queste fonti i coloni hanno costruito infrastrutture turistiche per l’accoglienza di visitatori israeliani. A volte viene dato un nome ebraico a fonti da sempre arabe e questo fa acquisire una nuova identità ebraica al territorio e alla fonte stessa. Il problema è che spesso le fonti d’acqua espropriate sono l’unica risorsa che gli agricoltori palestinesi hanno per irrigare i loro campi. Quei palestinesi che non sono allacciati alla rete idrica pubblica, poi, hanno assoluto bisogno delle fonti d’acqua anche per le loro necessità domestiche.
Il rapporto dell’Ocha (clicca qui per il documento) si conclude con alcune precise raccomandazioni alle autorità israeliane: in particolare, invita a limitare l’accesso di israeliani (anche coloni) nei Territori; sollecita la restituzione delle fonti ai palestinesi e un’indagine rispetto a casi di violenza perpetrata dai coloni per l’acquisizione delle fonti; e la vigilanza per fermare le «visite» indesiderate dei coloni presso i terreni privati palestinesi dove appunto si trovano le fonti.
Fonte: Terra Santa
Comunicato n. 31/12 del 22 marzo 2012, San Basilio. Pubblicato su :

sabato 24 marzo 2012

PERCHE' NON ADERISCO ALLO SCIOPERO DEGLI AVVOCATI

Io non aderisco allo sciopero indetto dagli avvocati in questi giorni per protesta contro le “ liberalizzazioni” delle parcelle della categoria forense.
Le motivazioni di questa scelta di buon senso e motivata dalla cognizione dei veri interessi in gioco, sono presto dette e rivestono un certo interesse da parte sia dei miei clienti, sia dei frequentatori abituali dei miei blog, sia politici, che professionali, che editoriali, e pertanto cerco di sintetizzarle in poche parole, riservandomi di tornare su alcuni punti in seguito.
Cominciamo con il dire che questa scelta, che pochi avvocati hanno il coraggio di condividere per timore di ritorsioni da parte delle cricche di categoria ( i “ consigli degli ordini”, di derivazione tardo- medievale) , non deriva da piaggeria nei confronti dell’ attuale governo, perché tutti sanno, invece, che il sottoscritto è un fiero oppositori della banda di sanguisughe che si  è insediata in modo eversivo al governo nazionale. Ne fa fede il fatto che nei mio blog “ DISSONANZE” ( http://edoardolongo.blogspot.com/ ) ospito abitualmente comunicati ed interventi di gruppi e aree di opposizione al governo illegittimo in carico.
In realtà, queste “ liberalizzazioni “ sono delle pseudo- liberalizzazioni, come vedremo. Inoltre, il sistema dei preventivi  delle parcelle degli avvocati – formulati e accettati per iscritto al momento del conferimento dell’ incarico – non hanno nulla di scandaloso e, personalmente, vedo che funzionano benissimo, contemperando perfettamente le giuste esigenze del cliente alla trasparenza del compenso e del professionista  circa la certezza di essere retribuito, grazie alla approvazione scritta del cliente sul preventivo.
La gente comune, in realtà, ha colto che l’ “ agitazione “ degli avvocati è un realtà proprio una “ agitazione psico-motoria “ bassamente corporativa ed è pure ridicola, laddove si ammanta ipocritamente di “ battaglia per i diritti della gente “, mentre è in realtà una battaglia bassamente intestinale e corporativa. Ben altri sono i problemi della violazione dei diritti della gente in ambito giudiziario e hanno a che vedere con la corporazione “ proprietaria” della giustizia, quella dei magistrati, che ormai da anni si comporta come “ cosa nostra”. Ma la avvocatura non avrà mai il fegato di “ agitarsi “ per questo…..  gli organi di categoria ( gli ordini ) hanno troppi interessi biechi in comune……
Ma lo “ sciopero degli avvocati” è anche meno di una battaglia “ corporativa”. Ho detto poc’ anzi che il sistema dei preventivi delle parcelle non è poi malaccio, né per l’ avvocato, né per il cliente. Perché allora tanto fervore, degno di miglior causa ? ( appunto : quella contro la malagiustizia…).
Presto detto, per chi osa guardare dietro le quinte.
In realtà, questo braccio di forza non è fra “ avvocati – governo”, ma fra “ consigli degli ordini – governo”, e la posta in gioco non è un sistema diverso di modulare il pagamento dei professionisti, ma ben altro, cioè la sopravvivenza del medievale sistema degli “ ordini professionali” o no. Infatti, pochi sanno che l’ Europa non chiede tanto l’ abrogazione dei vecchi criteri di pagamento degli avvocati, ma ben altro , cioè l’ abolizione degli ordini professionali.
Questa sì è la vera liberalizzazione della professione forense !

A tutt’ oggi, infatti, è in vigore un sistema stalinista di controllo dell’ avvocatura, attraverso gli ordini professionali, congegnato in modo tale da impedire la libera concorrenza e la autonomia dell’ avvocatura rispetto anche alla cosca giudiziaria. Infatti, gli organi degli ordini ( consigli), vere strutture stipendiate dai poteri forti, effettuano una  violenta e capillare azione di controllo sulla base degli avvocati, impedendo la crescita professionali degli avvocati sgraditi ai poteri forti e nel contempo,  favoriscono la lobby giudiziaria della malagiustizia, “ eliminando” gli avvocati scomodi e in grado di far scricchiolare i piedi di argilla del mostro giudiziario della illegalità giudiziaria.  Tutto ciò è possibile attraverso  una illegittima azione di repressione esercitata con  un sistematico abuso dei poteri disciplinari , conferitigli con una legge fascista del 1930 che si guardano bene dall’ abrogare.
Nei nostri libri abbiamo ampiamente documentato questo sistema di tribunali speciali ( per leggere i nostri libri consultare : http://www.lulu.com/spotlight/antizog ) .

Vogliamo scoperchiare questo verminaio purulento degli sporchi affari dei consigli degli ordini forensi ? Vogliamo dire la verità e cioè che essi, a richiesta dell' ordine giudiziario ( anch' esso da abrogare ! ), sospendono dalla professione gli avvocati scomodi m che denunciano le illegalità giudiziarie dei processi e ricusano i giudici delinquenti ? Vogliamo dire, finalmente, che i consigli degli ordini sono i camerieri della lobby giudiziaria e linciano gli avvocati ad essa invisi ?

E dovremmo scioperare per permettere a questi delinquenti di contuinuare a rappresentare la categoria ? Ma si abroghino gli ordini, finalmente ! Molto meglio è introdurre la libera scelta sindacale anche in questo ambito professionale. sarebbe ora .
E’ chiaro quindi che l’ abrogazione degli ordini professionali , abbozzata nell ‘ ultimo decreto del governo Berlusconi , è il solo sistema per liberare energie fresche, oneste e pulite, soffocate dall’ attuale sistema di controllo mafioso sull’ avvocatura. Ed è questa liberalizzazione che ci chiede l’ Europa : in mezza Europa, non esistono i consigli degli ordini degli avvocati !
Sono questi organismi che muovono le fila della “ agitazione “ degli avvocati. Agiscono con la stessa tattica usata dalla mafia con  disordini sociali e nello stesso modo dei sindacati dietro le quinte di agitazioni operaie fasulle ( non a caso, sindacati, mafia e ordini soni i cancri che corrodono l’ Italia ) : vogliono lanciare questo messaggio al governo : non azzardarti ad abrogarci e a liberalizzare la professione, perché altrimenti ti creiamo un sacco di problemi, come vedi….
Il loro obiettivo non è quello di impedire la liberalizzazione delle parcelle ( che è inevitabile ed è già da anni in atto nei fatti ) , perché questa è gente al soldo dei poteri forti e non ha certo problemi ad incassare cospicui gettiti – non sempre leciti, per il vero .
Il loro obiettivo è invece impedire la liberalizzazione della professione, che può essere effettuata solo attraverso la loro soppressione. E probabile che in questa Italia scombicchierata e dominata dai poteri forti ci riusciranno.
Ed è che per questa ragione che l’ attuale agitazione degli avvocati è una ipocrita mascherata che non porterà nulla di buono alla categoria, ma solo la conservazione delle sacche di privilegio degli ordini professionali e dei poteri forti che li  controllano. In primis, il potere della lobby giudiziaria che li spalleggia.
Pordenone, martedì 28 febbraio 2012.

Avvocato Edoardo Longo



venerdì 23 marzo 2012

L' ODIO EBRAICO CONTRO LE CHIESE CRISTIANE

Fermare il vandalismo delle scritte ebraiche contro le Chiese cristiane in Israele.

Padre Pizzaballa afferma che si è superata una “linea rossa” con le scritte violente e offensive alla chiesa battista, al monastero greco-ortodosso e a un cimitero cristiano del monte Sion. Gli slogan inneggiavano “Morte ai cristiani”, “Vi crocifiggeremo”,  ed altre espressioni blasfeme ed ingiuriose. . Tempo fa anche scritte offensive e blasfeme sul muro del Cenacolo.
Gerusalemme (AsiaNews) – Con una lettera al presidente israeliano Shimon Peres, padre Pierbattista Pizzaballa ha chiesto che si possano fermare gli atti vandalici contro chiese e proprietà private che “feriscono i sentimenti dei cristiani” in Israele, dei pellegrini in Terra Santa e in tutto il mondo.

Padre Pizzaballa interviene dopo la serie di scritte e slogan in ebraico ritrovati sulla chiesa battista di Narkis Street, in un cimitero cristiano sul monte Sion e sul monastero greco-ortodosso nella Valle della Croce. Gli slogan offensivi e violenti inneggiavano a “Gesù è morto”; “Morte ai cristiani”, “Vi crocifiggeremo”, “Maria è una prostituta”. Alcune scritte erano anche riportate sui pneumatici di alcune auto parcheggiate nelle vicinanze delle comunità.
Questo stile vandalico è stato definito dai giudei compiaciuti  price tag” (“cartellino del prezzo”) ed è molto diffuso in Israele.
Esso è spesso usato da estremisti israeliani – e forse coloni – contro moschee, luoghi arabi di ritrovo, pacifisti israeliani. La polizia pensa che nel caso degli atti contro le strutture cristiane si tratti non di nazionalisti e coloni estremisti, ma da individui isolati.


Resta il fatto che tali gesti sono espressione di razzismo e di odio.
Qualche anno fa vi sono state scritte ebraiche di offesa e gesti di disprezzo contro i cristiani sulle mura del Cenacolo a Gerusalemme (v. 16/12/2009 Ancora scritte ebraiche anticristiane al Cenacolo e 12/12/2009 “Morte ai cristiani”: scritte ebraiche vicino al Cenacolo a Gerusalemme ).

E sono diversi i sacerdoti che si lamentano di essere ogni tanto sputati o aggrediti verbalmente da giovani ebrei delle yeshiva, cioè delle scuole rabbiniche dove, per inciso, si insegnano belle preghierine ferventi, quali la “ XV benedizione”, che altro non è se non una maledizione verso i  Cristiani e i non – ebrei, in cui il fervento ebreo invoca Dio perché li abbia a sterminare tutti.

( questa bella “ preghiera” rabbinica, blaterata dagli ebrei "pii" almeno una volta al giorno, è stata pubblicata nel libro del prof. Gian Pio Mattogno, “ il non ebreo nella letteratura rabbinica”, reperibile al seguente link :   http://www.lulu.com/shop/gian-pio-mattogno/il-non-ebreo-nella-letteratura-rabbinica/paperback/product-15527856.html ).
“Da quanto so,- scrive padre Pizzaballa – queste azioni non hanno ancora portato ad alcun arresto, ma esse sono un esempio doloroso di una serie di azioni simili eseguite di recente senza il minimo freno. Come lei sa, non è mia pratica scrivere lettere di questo tipo. Le diverse comunità cristiane vivono in tranquillità e pace in Israele, con rispetto, apprezzamento e buone relazioni con ebrei e musulmani…. Purtroppo, attraverso gli anni, abbiamo imparato a ignorare le provocazione e continuare la nostra vita quotidiana.

Sembra comunque che questa volta si sia superata una linea rossa e non possiamo rimanere in silenzio. Questi slogan stupefacenti spruzzati sui luoghi cristiani di preghiera, specialmente a Gerusalemme, feriscono il sentimento di tutti i cristiani in Israele, qualunque sia la loro confessione, come pure le centinaia di migliaia di pellegrini che visitano Gerusalemme e la Terra Santa, come pure i molti milioni nel mondo intero”.
“Le sarei grato – conclude il Custode – se lei potesse usare tutto il suo potere e la sua influenza con le autorità perché questo pericoloso stile di azioni sia sradicato e queste azioni vengano fermate, prima che divengano parte abituale della vita dei cristiani in Israele”.

In ogni caso, non fate finta di cercare i colpevoli : sapete bene dove trovarli, se volete : presso le sinagoghe giudaiche e presso le scuole rabbiniche.

STROZZITALIA STOP !

Interviene definitivamente la Corte di Cassazione sui  metodi giugulatori di Equitalia : Nulla la gran parte delle cartelle esattoriali emesse dopo il 2008.



Con la sentenza del 21.03.2012 nr. 4516, la Corte di Cassazione ha fermato la grassazione degli Italiani ad opera del Giugulatore di Stato Equitalia, che ha fondato le proprie immorali ( ed illegali ) fortune sul sul sistema delle  cartelle ambigue ed incomprensibili gettate a pioggia sui contribuenti, con sistema scientemente vessatorio. Sono stati dichiarati nulli tutti gli avvisi di riscossione coatta notificati dopo il giugno 2008.
La nullità li fa decadere se tali avvisi sono caratterizzati in questo modo :

1)   non contengono l' indicazione della base degli interessi, ossia omettan di indicare, in modo dettagliato, le aliquote applicate per ciascuna annualità di mora. E' la tattica usata generalmente da Equitalia, che applica interessi moratori che sconfinano nei tassi usurai, e per questa ragione, nella stragrande maggioranza di casi, non vengono indicati. Sono quindi nulle, per la Suprema Corte, " tutte le cartelle  che riportino solo la cifra globale degli interessi asseritamente dovuti, senza indicare come si è giunti a un tale calcolo, non specificando le singole aliquote prese a base delle singole annualità".

Sotto questo profilo è irrilevante che l' ipotetico accertamento fiscale si sia concluso o meno e che il cittadino ne sia stato già messo a conoscenza. Inoltre, dice la Cassazione, Equitalia non può esimersi dall' obbligo di trasparenza neanche se la cartella esattoriale sia stata emessa sulla base di una sentenza definitiva e neanche se gli interessi siano stati calcolati e predeterminati sulla base dell' art. 20 del Decreto Presidenziale nr. 602 del 1973 che regola le esazioni fiscali. Insomma, non si scappa . non si può buggerare il cittadino con sistemi giugulatori di imposizione coattiva non determinata.

2) il secondo profilo di nullità riguarda il carattere " anonimo di molte delle cartelle di Equitalia. Esse sono nulle se il nome e la sottoscrizione del funzionario responsabile del procedimento. Tale principio era già stato sancito dalla cassazione nella sentenza del 2010 nr. 10805, ma era stato sempre disatteso. Del resto, Equitalia le aveva tentate tutte per continuare cosi suoi metodi, fra cui il tentativo di non rendere operativa altra sentenza ( del 2007) e la prassi illegale delle notifiche errate ( volutamente, per non rendere edotto il cittadino della procedura, onde carpirgli i beni con più facilità) o effettuate da soggetti non abilitati e finalizzate sempre all' obiettivo di carpire i beni delle vittime senza avvertirle e far decorrere in ogni caso, anni e anni di interessi usuraie  e " aggi " da strozzini.

La recente sentenza è molto importante, ma ancora molto deve essere fatto per impedire la sistematica depredazione degli italiani da parte di questa cricca cui lo Stato ha concesso " licenza di uccidere". In ogni caso, ora, a seguito della nullità di quasi tutte le cartelle degli anni 2008 - 2009 - 2010 - 2011 - 2012, Equitalia dovrà sobbarcarsi enromi cifre di danni da risarcire a tutti i cittadini che ha nel frattempo giugulato, se questi cittadini hanno fatto ricorso giudiziario contro le cartelle criminali.

Si tratta di cifre enormi, cui vanno aggiunte altrettante somme enormi per spese legali da rimborsare ai cittadini, nonchè , l' annullamento del lucro indecente di anni e anni di interessi usuraj maturati dissanguando la povera gente.

Insomma, Equitalia dovrà rinunciare al " tesoretto" che ha occultato alle spalle degli Italiani più deboli. Intanto, alla luce di un tanto, un governo serio e non complice di questo vampirismo erariale dovrebbe revocare tutte le concessioni ad Equitalia che, con i  suoi sporchi affari, ha - oltre ad aver gettato sul lastrico  e alla disperazione migliaia e migliaia di Italiani - infangato pure  irrimediabilmente il prestigio e l' immagine dello Stato che la gente, a buon diritto, considera complice di Equitalia.

Satremo a vedere....

avvocato Edoardo Longo



venerdì 16 marzo 2012

TERRA SANTA- CENACOLO : ISRAELE NEGA I DIRITTI DELLA CHIESA



ROMA - Arriva un passo avanti nel negoziato tra il Vaticano e lo Stato d'Israele? Puntuale sui media israeliani riesplode la questione della “cessione” del Cenacolo. A rilanciare il tema su Yediot Ahronot, è stato nei giorni scorsi un articolo di Giulio Meotti, firma italiana del Foglio che tiene anche una rubrica sul popolare quotidiano israeliano. Prendendo spunto dal recente incontro della Commissione bilaterale permanente di lavoro tra Stato d'Israele e Santa Sede tenutosi a Gerusalemme - incontro durante il quale vi sarebbero stati sostanziali progressi nel negoziato sulle questioni aperte -, Meotti rilancia la notizia secondo cui sarebbe in vista un'intesa per riassegnare al Vaticano il controllo del luogo dove secondo la tradizione si sarebbe svolta l'ultima Cena di Gesù con i dodici apostoli. Un'ipotesi questa duramente criticata dal giornalista italiano secondo cui una conclusione del genere costituirebbe una “triste capitolazione ai tentativi di cristianizzare questo luogo santo, simili a quando fu costruito un convento cattolico ad Auschwitz”.
Il nodo del contendere sta nel fatto che - come molto spesso accade a Gerusalemme - anche al Cenacolo i luoghi santi dell'una e dell'altra religione si intrecciano. Situato subito fuori dalle mura di Solimano, a poche centinaia di metri dalla Porta di Sion, la “sala al piano superiore” dove i Vangeli collocano l'Ultima Cena (ma anche la Pentecoste) si trova infatti sopra un'altra al piano inferiore dove gli ebrei venerano la Tomba del re Davide.
Proprio per questo attualmente la sala del Cenacolo è un semplice museo, visitabile sì dai pellegrini cristiani, ma senza poter celebrare nessun rito. Con il paradosso che proprio nel luogo dove Gesù istituì l'Eucaristia non si può celebrare alcuna Messa. L'unica eccezione avvenne nel marzo 2000, in occasione del viaggio in Terra Santa di Giovanni Paolo II: a Wojtyla fu concesso di presiedere qui una liturgia eucaristica, cosa che invece non era avvenuta in occasione del viaggio di Paolo VI nel 1964 e non fu nemmeno ripetuta per quello di Benedetto XVI nel 2009.
Per capire davvero l'intreccio è, però, necessario ripercorrere tutta la storia di questo luogo. Perché il punto è che la presenza di una comunità giudeo-cristiana in questo angolo di Gerusalemme è antichissima. Secondo gli archeologi “la sinagoga dei cristiani” sul monte Sion fu una delle poche risparmiate dall'imperatore Adriano quando nel II secolo d.C., dopo la seconda rivolta ebraica, rase al suolo Gerusalemme.
Di certo una basilica bizantina qui c'era già nel IV secolo. Risale invece solo all'epoca crociata il ritrovamento del cenotafio che sarebbe poi stato indicato come la Tomba di Davide. Nel 1167  rav Avraham di Gerusalemme riferì a Beniamino di Tudela che - sedici anni prima, in seguito al crollo di un muro nella cappella inferiore della chiesa del Cenacolo - erano state scoperte ricche tombe che si riteneva fossero quelle di Davide e di Salomone. Cominciò così una contesa a tre su questo luogo, dal momento che anche i musulmani nel Corano venerano Davide come un profeta.
Inizialmente, anche dopo la caduta del Regno Crociato, furono i cristiani a mantenere il controllo del complesso: grazie agli auspici dei sovrani di Napoli, infatti, nel 1335 i francescani poterono acquistare il Cenacolo, che diventò la prima sede di quella che è oggi la Custodia di Terra Santa. Ma al piano di sotto la Tomba di Davide restava un santuario musulmano. Tra alterne vicende si andò avanti per un paio di secoli, finché nel 1523 i frati vennero espulsi. Con la guerra del 1948, infine, questa parte di Gerusalemme è passata sotto il controllo israeliano e la Tomba di Davide è diventato un luogo dell'identità ebraica, con l'apertura di una yeshivà (una scuola rabbinica) all'interno del complesso. La questione dello status giuridico, però, è rimasta aperta: da sempre infatti i francescani rivendicano la proprietà della sala del Cenacolo, in forza dell'acquisizione del 1335.
L'aspetto paradossale della vicenda è che proprio le ricerche degli archeologi ebrei hanno mostrato come sia molto improbabile che quella sia sul serio la tomba del grande condottiero di Israele. Nella Bibbia, infatti, nel Primo libro dei Re, si racconta che fu sepolto “nella città di Davide”. Un luogo che oggi si tende a identificare nell'area dell'Ofel, cioè da tutt'altra parte nella Città Vecchia di Gerusalemme. La tradizione, però, è più forte dell'archeologia e quindi quella è venerata comunque come la Tomba di Davide.
Vale la pena infine di precisare che anche un eventuale ritorno del Cenacolo alla Chiesa cattolica non intaccherebbe in alcun modo il diritto degli ebrei a recarsi a pregare alla Tomba di Davide: nella trattativa con Israele, infatti, la Santa Sede non ha mai rivendicato diritti sul piano inferiore. L'unica cosa che chiede è di riavere la titolarità della sala del Cenacolo per poter permettere ai pellegrini che già ora vi si recano di tornare anche a celebrare l'Eucaristia nel luogo dove avvenne l'Ultima Cena di Gesù.



Notizia pubblicata da Giuseppe Federici il giorno venerdì 16 marzo 2012 alle ore 8.59 ·.Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 29/12 del 16 marzo 2012, San Giuliano