giovedì 29 marzo 2012

CUSTODIRESTE COSI' I VOSTRI SEGRETI ?

Custodireste così i vostri segreti ? Gettati sui gradini di una sottoscala, in faldoni aperti, con tutte le carte in giro e con il vostro nome scritto bello bello sui faldoni, a caratteri cubitali, con vistoso pennarello nero ? Magari in un androne, dove passano in media 500 persone ogni giorno ?
Certo, voi non siete masochisti o folli e non fareste nulla di così stupido, ma …. Il guaio è che altri fanno così e con i vostri segreti ( non certo i loro …). Di chi si parla ? Avete qualche dubbio ? Si parla dei cancellieri dei tribunali italiani e i vostri segreti sono i vostri processi penali, che voi tenete giustamente riservati e che non vi sognereste mai di esporre in una piazza, in un mercato, o in un androne di un palazzo frequentatissimo, magari buttati sciattamente per terra…
Quello che vedete, infatti,  è l’ androne di uno dei più importanti palazzi di giustizia delle Tre Venezie, fotografato il giorno 17 gennaio scorso, alle ore 8.30. Vedete ? Quelli sono i fascicoli di alcuni processi penali , veri, ( mica simulazioni al computer..), magari anche vostri ( forse con una lente di ingrandimento si può leggere nella fotografia il nome degli imputati, magari, proprio il vostro, stampigliato in grosso , in nero, sul dorso dei faldoni aperti e sparpagliati. Lì li hanno gettati i cancellieri penali di questa Corte di “ giustizia” ( mica si tratta del mercato del pesce, eh..), con grande sprezzo della legge sulla tutela dei dati personali e riservati. Ma che gli frega ! Mica sono dati sensibili e riservati loro..   Sono cazzi vostri dei quali agli uffici giudiziari non gliene può fregar meno…
E non è la prima volta che documentiamo questo schifo :  guardate anche questo link :

Dite che è uno schifo ? Ma a loro non gliene può fregare di meno, perché se protestate o denunciate la cosa sanno di essere protetti dall’ autorità giudiziaria e ogni vostra denuncia finirebbe nel cestino con grande sollazzo di toghe e cancellieri. Se poi insistete, vi denuncerebbero per calunnia ( i “ calunniati”, poverini, sarebbero loro, mica voi…) , perché tanto non avete prova di quanto affermate e non vi lascerebbero certo fotografare ufficialmente questo scempio che possiamo invece documentare grazie alla tecnologia moderna dei telefoni cellulari che nessuno può certo notare…
Certo, se li informate, questi bisonti dei Jurassick Park della giustizia, sarebbero capaci di sequestrarvi il cellulare, o magari arrestarvi per il reato di “ Lesa maestà giudiziaria”…

Non ci credete ?  Anni fa, chiesi di fotografare un “ corpo del reato” a carico di  un mio assistito. Si trattava di un lembo di tre millimetri di una bandiera tricolore esposta per le strade in occasione di una visita di regime del presidente di questa bella repubblica giudiziaria che si diceva un mio cliente avesse bruciacchiato come gesto di dissenso politico. Per questa microbruciatura il mio cliente era stato condannato a tre mesi di carcere senza condizionale ( !) dal tribunale di Pordenone e si era opposto a questo abuso sovietico.

Chiesi al tribunale di autorizzare un mio collaboratore a fotografare questo orrendo “ scempio” per il quale il mio cliente di area autonomista era stato condannato ad un mese di carcere per ogni millimetro di lembo di bandiera bruciacchiata , ai fini – più che legittimi – di documentazione processuale difensiva, ma il tribunale mi negò un simile diritto basilare, sostenendo che, se proprio avessi voluto, avrei al massimo avuto il diritto solo di “ vedere” detto “ corpo del reato” 5 minuti prima dell’ udienza!
Il terrore che il popolo conosca tutti questi abusi e questi scempi sistematici è profondo nel “ pianeta giustizia” che teme che un giorno, come ai tempi della Rivoluzione Francese, insorgano dei “ forconi” anche contro l’ apparato giudiziario…
E’ la sola cosa che temono… infatti, se denunciate , per esempio lo scempio documentato in questa fotografia, come minimo il pubblico ministero, parte del medesimo apparato, archivierebbe la vostra denuncia con la delirante motivazione che : … nell’ abbandono negli androni dei palazzi giudiziari di fascicoli processuali penali riservati non si ravvisa il reato di violazione della privacy degli imputati perché … il personale di cancelleria ha provveduto a fissare, vicino ai faldoni abbandonati, un avviso stradale di ‘ divieto di accesso’, con ciò garantendo la sicurezza dei dati lasciati al pubblico ludibrio”. Folle motivazione, vero ? Eppure già mi immagino di vederla scritta., perché di simili ne ho lette a bizzeffe !
In fondo, questo è il punto focale che spiega tanto disprezzo verso le vite degli altri nell’ ambito giudiziario.

 I cancellieri, preposti alla cura e custodia dei fascicoli come questi , si comportano in questo modo perché vedono come i loro titolari – i magistrati – trattano la gente e i loro diritti : con disprezzo, arroganza e sufficienza. Perché, se il padrone si comporta così, non dovrebbe comportarsi allo stesso modo anche il servo ? E così vediamo fascicoli con i guai più dolorosi della gente,  contenenti i dati di processi penali spesso insensati ed ingiusti, gettati negli androni dei palazzi di giustizia, sulle scale , al pubblico ludibrio e alla mercè di chiunque passi.

Ai magistrati questo non disturba e, in fondo, non dispiace ( basta che non si sappia all’ esterno del “ palazzo” ..) : in fondo è la raffigurazione, anche visiva, del loro disprezzo sovrano nei confronti dei cittadini inermi, “ cani di paglia “ per sacrifici pagani, gettati nelle loro mani. I loro diritti e  le loro carte stiano pure lì, allo stesso modo di come i magistrati trattano i cittadini : al pubblico ludibrio, alla mercè di tutti, alla berlina : gettati in un sottoscala, vicino agli orinatoi dei pubblici ufficiali.
Questa è la giustizia in Italia.


Chiunque volesse documentare vicende analoghe, scriva all’ avvocato Edoardo Longo :

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