mercoledì 8 luglio 2020

LA POLITICA SOCIALE DEL FASCISMO



 Ristampa integrale del volume “ La politica sociale del Fascismo”, opera di più autori e pubblicato nel 1936 per i tipi de La libreria dello Stato ( Roma) ad opera del Partito Nazionale Fascista, nella collana “ testi per i corsi di preparazione politica”.

L ’ Italia democratica e repubblicana ci ha abituati ai programmi politici dei partiti . quanto ne hanno sfornati ! Così tanti e tutti del tutto irrealizzati – prima di tutto per mancata volontà dei partiti stessi una volta giunti al governo – da essere chiamati “ libri dei sogni”.

 I programmi mussoliniani , invece,  non sono rimasti irrealizzati : anche se i democratici censori  lo cercano di tenere nascosto, non c’è chi non sappia che quanto scritto in questo programma fascista è stato perfettamente realizzato e ha dato vita non a un “ sogno”, ma a una realtà concreta che si è chiamata Stato Sociale.  Esattamente quello Stato che da anni i governi italiani stanno smantellando perchè "  Ce lo chiede l' Europa", trasformandoci da cittadini dignitosi in schiavi delle multinazionali.

La " democrazia" non sa realizzare sogni. Solo incubi. 

Per meglio illustrare questa realtà , il testo è preceduto  da uno scritto pregevole dello storico Filippo Giannini, che ci illustra perfettamente questa scomoda  verità storica.


LINK UFFICIALE DEL LIBRO :



ALTRI UOMINI, ALTRI TEMPI.....




Fotografia tratta dal volume di memorie squadriste di Athos Poli, “ Mamma non piangere”, di prossima  ristampa per le Edizioni della Lanterna .

Per saperne di più :

http://edoardolongo.blogspot.com/2020/06/novita-editoriali.html


mercoledì 1 luglio 2020

IL NUMERO DELLA BESTIA


[ " .. e nessuno potrà più nè comperare, nè vendere, senza che gli sia impresso il numero della Bestia" - Apocalisse . ] 



Il governo Conte ha inserito ufficialmente l'Italia nel gruppo dei 15 Paesi che, a livello mondiale, aderiscono da subito al progetto COVI-PASS, cioè il "passaporto sanitario digitale" in cui vengono inseriti i dati di ognuno concernenti il Covid-19. E tutto ciò in ossequio ai protocolli elaborati dalla "Bill & Melinda Gates Foundation", a cui l'esecutivo giallo-fucsia ha già destinato centinaia di milioni euro. 

In questo modo gli utenti "certificati" dalle autorità come "non infetti" potranno muoversi liberamente anche all'estero e non saranno soggetti a tutte le limitazioni personali rispetto a chi non potrà disporre di tale passaporto sanitario.

Ecco perché il circo mediatico insiste ossessivamente per la vaccinazione di massa, che di fatto vogliono far diventare obbligatoria per tutti. Più si protrae il regime di terrore sanitario e rimane viva la paura e più vi è la probabilità che la gente si sottoponga docilmente a ogni tipo di diktat governativo.

Ma, come recita l'antico detto popolare, il diavolo fa le pentole ma gli capita anche di non fare i coperchi.

Vedremo...

Paolo Sensini




giovedì 18 giugno 2020

NOVITA' EDITORIALI


Di imminente ristampa con le Edizioni della Lanterna : un memorabile libro sullo squadrismo delle Camicie Nere di Athos Poli .

Sostenete le nostre iniziative editoriali acquistando i nostri libri.


Qui trovate il Catalogo aggiornato :



Le Edizioni della Lanterna non pubblicano a fini di lucro, ma di informazione e documentazione culturale e ogni ricavo viene immediatamente reinvestito in nuove pubblicazioni.


martedì 16 giugno 2020

LA MARCIA SU ROMA



Dalle brume del tempo e della  Storia, riemerge  un libro dimenticato : “ La Marcia su Roma”, di Asvero Gravelli, censurato dalla ottusità del sistema politico post-bellico .

Più emozionante di un romanzo di Salgari. Più incalzante di un film d' azione : così culmina nella famosa  " Marcia su Roma", quella che l' ambasciatore americano a Roma, Richard W. Child, chiamò " Una rivoluzione bella e giovane, che mi sta piacendo molto" : la Rivoluzione fascista.

In questo libro parlano i protagonisti della Marcia, che, con le loro colonne, confluirono a Roma in quel 28 ottobre 1922, dando compiutezza ad un classico politico - militare : una insurrezione ordinata di corpi para - militari con il consenso globale della popolazione .

Un evento ancora da studiare che rivive, con il fascino incalzante del film d' azione, nelle pagine di Asvero Gravelli, arricchite dai ricordi di protagonisti di prim' ordine quali Italo Balbo, Emilio De Bono, Michele Bianchi e Giuseppe Bottai.

Un libro che si legge come un romanzo d' avventure, ma che descrive con vivido realismo la pagina più misconosciuta della storia d'  Italia : quella della sola rivoluzione avvenuta nel nostro Paese :  la Rivoluzione delle Camicie Nere di Benito Mussolini. L' epopea degli Anni Ruggenti di una Italia ancora giovane , entusiasta e vigorosa. 

Il volume è impreziosito da numerose fotografie ed illustrazioni dell' epoca.



Vogliamo concludere questa note di recensione, utilizzando le parole dello scrittore “ maledetto” Marcello Gallian, tratte da un passaggio del suo “ Il Ventennale” ( anche esso riedito dalla Lanterna ). Sono parole che calzano a pennello per questo libro :

“Ci sono, nelle rivoluzioni, i capi, i filosofi, i giureconsulti, gli statisti, i poeti, gli impiegati, gli scienziati, i generali, gli onorevoli e i senatori; di questi non scrivo, perché non mi danno estro. E ci sono quelli che tirano gli schiaffi e le bastonate a comando, le botte e le revolverate a ordine, che aggrediscono, che lavorano sull’uomo, che dormono sulla paglia, che divorano il rancio di riso, che in otto o in venti salgono sopra un camion e muovono contro un paese o una città intera: tipi disperati, capaci di sopportare ogni sacrificio morale o materiale, trasportati da una ragione intravista: chiamateli satelliti, sicari, giannizzeri, sanculotti, carbonari, arditi, squadristi, come vi piace, ma di questi ragiono, di questi scrivo, di questi mi sento, senza scrupoli, completo, anima e corpo e questi ho afferrato e fermato sulla carta, pieni quali erano e quali sono, uomini e non fantocci, creature fasciste e non eroi in versi. Creature odiose a se stessi e agli altri, votate alla morte sul serio: creature che, morendo, han dato modo di vivere agli altri”.





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RAGAZZI DELLA RIVOLUZIONE


Prima edizione integrale del dopoguerra di un classico " maledetto" della letteratura per ragazzi, corredato dalle numerose illustrazioni d' epoca con il gusto degli anni '30.

Per i tipi delle Edizioni della Lanterna ritornano ancora una volta  gli " anni ruggenti" dell' Italia mussoliniana, in un libro di letteratura per ragazzi, tolto dall' oblio censorio " democratico" di oltre 70 anni.

La rivoluzione fascista delle Camicie Nere vissuta da una scolaresca i cui studenti, abbandonati per un momento i libri di scuola, come novelli pirati salgariani, si gettano nella guerra civile sotto la bandiera nera e tricolore delle squadre d' azione, al fianco del loro fratelli più grandi ritornati vittoriosi dalle trincee.

I protagonisti più giovani della Rivoluzione mussoliniana in un romanzo assolutamente unico  che alle tinte realiste e al pathos civico e patriottico unisce lo spirito d' avventura delle saghe salgariane 

Un libro che si inserisce nella tradizione dei libri per la formazione civica dei giovani inaugurata dal risorgimentale libro " Cuore", ma che strizza un occhio alle avventure salgariane che erano all' epoca - e non solo - il lievito delle generazioni degli " anni ruggenti". In fondo, l' epopea della rivoluzione delle Camicie Nere e del Ritorno dal Fronte , si prestava benissimo ad un romanzo d' avventura, innestato nel realismo storico e sfuggiva così al rischio di un agiografia spenta che aleggia su molte pagine di Cuore.

La Marcia su Roma e gli scontri con le bande social-comuniste era un carburante di avventure al calor bianco anche più potente degli assalti dei pirati della Malesia...

Un libro controcorrente ed  unico  nell' ambito letterario, tanto da essere violentemente censurato e deprecato dalle vestali dell' ideologismo progressista, alla Bertolt Brecht e Gramsci, per intenderci.

Questo libro in fondo capovolge semplicemente l' assioma
deprimente e mortifero  del vate del progressismo vile e pantofolaio ( " beati i popoli che non hanno bisogno di eroi") , nel suo esatto e vitalistico contrario : " Beati i popoli i cui giovani si trasformano in eroi ".

Quella fu la dimenticata giovinezza della nazione italiana. Una giovinezza eroica, scanzonata e vigorosa. la gioventù degli " anni ruggenti".


Oggi noi viviamo il lugubre tramonto della patria : sono gli  " anni belanti"....

Forse,  di una nuova generazione di eroi ne avremmo un disperato bisogno, ma disponiamo solo di tossicodipendenti da movìda, figli bisex  di una Italia " democratica", antifascista e globalizzata.



Edizioni della Lanterna











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UN RACCONTO DELLA GUERRA PERDUTA



Bir El Gobi, alture del Gebel, Africa orientale italiana : una pagina di eroismo dell' esercito italiano, passata alla storia.
 La coraggiosa resistenza dei reparti della divisione corazzata Ariete e dei Giovani Fascisti alla avanzata inglese nei deserti d' Africa, per la penna dell' autore de " Fascist Criminal Camp".

 Pagine commoventi di ottima letteratura che vanno dritte al cuore anche dopo 70 anni. Un classico della letteratura controcorrente. Da leggere assolutamente.



Con Mieville la storia della destra sarebbe cambiata.

È probabile che se Mieville non avesse trovato la morte così presto, in un incidente stradale nei pressi di Latina, la storia del Msi sarebbe stata diversa: lui era profondamente antiamericano, anticapitalista, antimonarchico e antiatlantico, richiamandosi in toto al fascismo repubblicano espresso nel manifesto di Verona del 1943. Un fascista  che incarnava i principi socialisti e nazionali della dottrina mussoliniana.

Ha lasciato tre scritti principali ,  in cui ricorda le sue esperienze della prigionia: “Fascists criminal camp”, “Un racconto della guerra perduta”, e “Dal cielo ci guardano”.

Mieville racconta la durissima vita di concentramento americani  dove erano rinchiusi i non cooperatori, spesso vittime di violenze e soprusi da parte dei guardiani.

Almirante, che di Mieville fu grandissimo amico ed estimatore, racconta che la prima volta lo vide in un fumoso cinema romano, era il 1947, dove si vedevano i combattenti della Rsi e dove tenevano riunioni.

Quella volta Mieville non parlò di politica, ma raccontò la sua esperienza di guerra e di prigionia. Il tema di fondo del libro ora ristampato dalla Lanterna.

Mieville parlò a un pubblico, malmesso, male in arnese, malconcio. Eppure, ricorda Almirante, che pathos, che capacità di avvenire.

Non c’erano nemici da affrontare stavolta, disse Mieville, ma camerati da ritrovare. L’ex tenente ferrarese spiegò in quello squallido cinema che la politica non era l’arte del possibile, come si dice, bensì l’arte dell’impossibile.

Mieville fu il creatore del fortunato motto che rimase impresso nella coscienza missina per sempre, quello del «Boia chi molla!», rigorosamente col punto esclamativo. Nel libro ora riedito dalla Lanterna, troviamo l’ esordio di questo fortunato motto, che fu ripreso e reso famoso negli anni ’70 dalla Rivolta di Reggio Calabria che mise per un attimo in ginocchio lo stato nato dalla Resistenza.

Quando sento i proclami del mondo indipendentista italico, viene da sorridere : l’ unico moto rivoluzionario indipendentista dell’ Italia del dopoguerra venne dai neofascisti calabresi, chiamati, appunto, i “ boia chi molla”….

Tra le sue altre frasi che fecero storia politica negli anni del dopoguerra,   si ricordano :  «Il peggio del peggior fascismo è meglio del miglior antifascismo» e « A colpi di mitra risponderemo con colpi di mitra».

Frase quest’ ultimo molto velleitaria e solo romantica  :  in realtà  seguì  Almirante :  di mitra non ne  girò in quegli anni di piombo  neppure l’ombra, e  Mieville si conquistò il diritto di parlare a Roma solo  con la presenza  e la resistenza  fisica, ricevendo più legnate di quante non ne distribuisse.

Anni terribili, quelli del dopoguerra, che rimarranno come  atto di accusa verso una “ democrazia” che era democratica solo con se stessa, in quanto agli avversari riservava il principio per cui “ uccidere un fascista non è reato”.  

Edizioni della Lanterna









PAGINA UFFICIALE DEL LIBRO :


sabato 13 giugno 2020

LE FORZE OCCULTE CHE MANOVRANO IL MONDO



“L'autore del presente cerca «Casa Editrice» disposta ad assumere l'esclusiva assoluta per la sua
ristampa e diffusione in Italia, avendone potuto stampare (a propria cura e spese) solo poche copie, distribuite a Roma. : «Vermijon» - Casella Postale n. 10228 – Roma.

N.B. — Per poter più facilmente trovare un Editore, vorrei invitare qualche valoroso lettore che si è reso conto dell'importanza del problema trattato ed è in grado di farlo, di adoperarsi a tutt'uomo per cooperare a pescare una Casa Editrice, la quale accetti l'esclusività per la ristampa e diffusione del volume.
Se a tanto non si giunge, il lavoro resterà lettera morta. Sarà come avere parlato al deserto”.

Così scriveva l’ Autore misterioso di questo testo, firmandosi con un suggestivo pseudonimo di ispirazione biblica ( “ Vermis Jonae “).

Dopo quasi settant’ anni di attesa, l’ Editore è arrivato e sono le nostre Edizioni della Lanterna, votate alla pubblicazione di testi scomodi.

Una così lunga attesa ha forse vanificato gli sforzi informativi dell’ Autore ? Personalmente non credo, come non credo abbia tolto attendibilità alla tesi ivi espresse.

Si consideri : quest’ opera venne premiata nel 1957 , durante uno dei tanti governi Andreotti, dall’ ufficio di Presidenza del Consiglio dei Ministri come opera di notevole spessore culturale.

Oggi ad esprimere le tesi che qui si riportano di rischia forse  una incriminazione penale per “ antisemitismo” e di certo la morte civile per aver espresso tesi altamente critiche verso le centrali del Pensiero Unico Mondiale, notoriamente a trazione ebraica.

L’ Italia degli anni 50 era più libera e indipendente di quella attuale ?

Penso sia superfluo sottolinearlo.

Quello che è certo è che , evidentemente, questo libro non ha perso nulla della sua attualità. La situazione descritta da Vermijon è andata aggravandosi, in tutta evidenza.

Scriveva infatti Voltaire : “ Chi ti è vietato criticare è esattamente colui che ha le chiavi del potere ”.



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venerdì 12 giugno 2020

RIFLESSIONI DI UN DETENUTO


Le riflessioni dal carcere di Gaston Armand Amaudruz, anziano editore del mensile il Courrier du Continent, incarcerato nella democratica svizzera nel 2004 per reati di opinione a oltre 80 anni di età.

Riflessioni pacate e solide sulla decadenza del mondo occidentale di uno spirito libero ed indomito.

Un esempio eclatante del declino della libertà di pensiero nel " libero occidente".

Prefazione sulla illegalità delle leggi liberticide e sul diritto sovrano e naturale di ribellarsi ad esse  dell' avvocato Edoardo Longo. Un libro su cui riflettere.

Fondamentale.


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venerdì 5 giugno 2020

L' USURA INTERNAZIONALE


 Raccolta degli scritti di vari autori  pubblicati sul blog " Dissonanze", curata da Edoardo Longo : la crisi economica italiana e le metodologie da rapina effettuate dai grandi poteri finanziari e bancari.

 Una lettura completa dei metodi con  cui si stringe sui popoli la dittatura della grande finanza internazionale.

Appunti per riflettere, prendere posizione ed agire.


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" DIARIO 1922" DI ITALO BALBO

 la Grande Storia narrata dai protagonisti : il Diario 1922 di Italo Balbo, Quadrumviro della Marcia su Roma, protagonista della vigilia della Marcia , eroe della prima guerra mondiale sul fronte alto - friulano  come comandante degli Alpini del battaglione “ Val Fella”,  protagonista  della prima epica   traversata aerea transoceanica Roma - New York, dove fu acclamato come un eroe, fra ali di folla. 

L' anno della vigilia della Marcia su Roma , in un documento storico  unico, avvincente più di un romanzo.

L' incedere della sola rivoluzione accaduta in Italia, quella fascista, di cui scrisse nel 1922  Richard W. Child, ambasciatore americano a Roma : " E' in atto una rivoluzione bella e giovane, che mi sta piacendo molto".

Con le illustrazioni fotografiche raccolte dall' Autore per la edizione del 1932 e la riproduzione  dei “ fogli d’ ordine” di Balbo nel 1922, alle sue squadre d’ azione. Documentazione fotografica della occupazione di Ferrara del 16 maggio 1922 , nonché della finale Marcia su Roma.

Questa rivoluzione, che l’ ambasciatore americano a Roma
descrisse come “ giovane e bella”, aveva anche dei profondi risvolti sociali,  che oggi si tende a tenere nascosti, come ci ricorda il ricercatore storico Giacinto Reale,a  cui si deve la riscoperta di questo Diario andato dimenticato : 

“...alle ore 11 precise iniziano l’ingresso le popolazioni rurali della Bassa Padana. Dò l’ordine di partenza. Inquadrati per tre mi seguono gli innumerevoli Battaglioni, divisi per Fascio e per paese. In testa ad ogni scaglione vengono issati cartelli inneggianti all’Italia, ma reclamanti lavoro. Facciamo il nostro ingresso dalla prospettiva di corso Giovecca, che percorriamo in tutta la sua lunghezza. Tutta la città fa ala al passaggio. Le finestre sono gremite. È ammirevole la disciplina di questa povera gente che marcia con gli abiti a brandelli, come un vecchio Corpo d’Armata di territoriali in raccoglimento, col passo duro e greve di campagna. La gente si commuove ed applaude. Tre per tre lo sfilamento dura ore ed ore....Tutte le adiacenze del castello sono bloccate dall’esercito della fame”.

È un brano del Diario 1922 di Balbo, riferito all’occupazione di Ferrara del 16 maggio del 1922, quando al fascismo toccò farsi carico della grave situazione di disagio sociale della zona, e
sollecitare dal Governo misure urgenti (che poi vennero) per contrastare la piaga della disoccupazione.

Italo Balbo rappresentò l’anima più movimentata e attiva dello squadrismo. Attraverso le pagine del suo “Diario” egli racconta in prima persona i vari scontri con gli avversari politici, i raduni squadristi e il rapporto personale con gli altri esponenti principali del fascismo.

Un libro sul sorgere delle “ rivoluzioni nazionali” ancora più avvincente dei “ proscritti” di Von Salomon, come afferma Giacinto Reale, nonché  innervato nella vivida  storia italiana , in una pagina di essa a torto cancellata per pavidità culturale “ democratica” e ritornata alla luce grazie al Diario del mitico Comandante “Pizzo di ferro”.


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martedì 26 maggio 2020

I MIRACOLI DEL BIECO VENTENNIO




FILIPPO GIANNINI – Storia nascosta e verità sul Fascismo – All'interno, riproduzioni in bianco e nero – Edizioni  della Lanterna, 2013 – Pagg. 334, euro 25,00


Un imprescindibile libro di Filippo Giannini : ogni capitolo di questo libro di storia controcorrente svela la verità nascosta su tanti momenti del periodo fascista. La verità, celata da decenni di oscurantismo ideologico antifascista, restituisce a questo fondamentale periodo  della Storia d' Italia, quella dignità che gli spetta. Contro ogni interpretazione storica  faziosa " ad una dimensione" : quella del trinariciutismo antifascista .


“Eccomi, sono io, Filippo GIANNINI – leggiamo a pag. 5 -, l'Autore di questo lavoro. Sono nato a Roma, in famiglia si sosteneva che “eravamo romani da sette generazioni”. Presentandomi dovrei anche indicare la data della mia nascita. Non lo farò mai! tutt'al più posso indicare dei dati: sono stato un Balilla, quando gli Alleati sbarcarono ad Anzio-Nettuno nel 1944, fuggii da casa per arruolarmi nelle forze della nascente Rsi, lo feci per due volte e per due volte la polizia mi fermò (si vedeva che ero un bambino, o poco più) e mi riconsegnarono alla famiglia. Ho studiato architettura, ed ho lavorato sia in Italia, che in Libia e in Australia per molti anni.

Ho iniziato a studiare la Storia del “mai sufficientemente deprecato, infausto Ventennio” ( si dice così, è vero?) circa 20/25 anni fa, quando, in uno dei miei rientri in Patria, doveva essere il 1980, proprio in coincidenza di un terremoto che distrusse vaste zone dell'Italia meridionale. Ricordo che ero in macchina e, ascoltando la radio, sentii che un intervistatore della Rai chiedeva ad un contadino della zona notizie sui danni subiti. Il pover'uomo rispose che il terremoto aveva ucciso la moglie e la figlia.

L'intervistatore continuò chiedendo se tutto il paese era stato distrutto; la risposta fu che tutto era stato raso al suolo, un mucchio di macerie, a parte le case costruite dopo il sisma del 1930. A quel punto la trasmissione fu interrotta, ma in modo tale che compresi la volontà dell'interruzione. Rimasi colpito, ma nello stesso tempo anche molto incuriosito. Non sapevo assolutamente che si fosse verificato un sisma nel 1930.

Un giorno, libero da altri impegni, andai alla Biblioteca Nazionale di Roma e consultai i giornali dell'epoca. Signori! Compresi subito il motivo dell'interruzione, perché nel pieno dell'infausto Ventennio furono compiuti dei veri miracoli e senza ruberie (non so se mi sono spiegato!).

 In questa sede non posso indicare i miracoli, ma desidero qui ricordare gli autori: Benito Mussolini e Araldo Di Crollalanza. Allora, proprio in Biblioteca pensai: “Se questi furbetti hanno mentito su questo dolorosissimo fatto, quante altre “furbetterie” hanno messo in campo?” Iniziai, allora, a studiare la Storia e cercare i relativi riscontri documentali. Signori miei, quante cose ho scoperto! Provate anche voi. Buona Lettura!”.

Dott. Domenico Defelice

[ pubblicato su “ Pomezia – Notizie, aprile 2014 ]




Link ufficiale del libro per acquisti :

BANDIERA NERA







  “Cercammo un simbolo. Il tricolore era stato troppo profanato dalla retorica patriottarda dei partiti costituzionali, e rappresentava ancora la viltà miserabile miserevole e miseranda dei governi demo-liberali che si nutrivano di miscele d’oppio e di cantaride, lasciando imbordellare l’Italia e prostituire il suo destino…..

Allora scegliemmo il nero vessillo degli Arditi, che aveva preceduto gli assalti oltre le trincee di carne umana del Grappa e sull’altra riva del Piave, gonfia di sangue.

Aveva il colore “della morte che infutura la vita”, e per questo l’abbiamo prediletto; era il simbolo della nostra disperazione e della nostra ferocia, e ci pareva che in esso risplendesse tenebrosa e tremenda la “voluttà di morire” che arroventava i nostri sensi di giovani gagliardi pronti a tutto.

Erano i tempi in cui nelle nostre canzoni non ricorrevano i temi dell’amore, del piacere e della gioia, ma risuonavano cupe parole apocalittiche: “pugnale”, “bomba a mano” trovavan rime che facevan rabbrividire le timorate nonché vigliacchissime anime dei conservatori pronti a ceder tutto pur di conservare le ghirbe flaccide e graveolenti.

Il ritornello spavaldo echeggiava risolutivo ammonitore e terribile come la cannonata, e volgeva in fuga le mandrie imbestialite del socialismo gaglioffo e vigliacco”.


Luigi Freddi.

( brano tratto da :  “Bandiere nere, contributo alla storia del fascismo”, Roma 1929. Di prossima pubblicazione da parte delle Edizioni della Lanterna).




PER ALTRI MEMORIALI STORICI SULL’ ARGOMENTO, CONSULTA IL CATALOGO GENERALE DELLE EDIZIONI DELLA LANTERNA:



BIBLIOTECA SQUADRISTA


“ Bagliori di epopea “, di Carlo Scorza :


 un libro -introvabile anche nei circuiti antiquari- ristampato da Edizioni della Lanterna  e che non può mancare in una biblioteca squadrista che si rispetti.

A questo proposito, prossimamente pubblicherò  una selezione delle recenti uscite sul tema (e nelle quali spesso ho avuto parte anch'io) e un'anticipazione sulle novità in arrivo a breve (e anche qui....).

Credo di poter dire che, in questi anni di attività su FB, la cosa migliore che ho fatto è stata proprio contribuire alla riscoperta del mondo delle squadre, prima guardato con sufficienza (quasi fosse un che di folcloristico e basta) e ignorato anche dall'editoria d'area (quasi fosse un'appendice salgariana per ragazzi).

Sto ripescando in libreria i titoli editi almeno da 4 anni a questa parte (iniziatore il mio "Racconti squadristi") e ve li segnalerò.

Natale si avvicina, pensateci.....


Giacinto Reale, ricercatore storico




IL CATALOGO DELLE EDIZIONI DELLA LANTERNA, AGGIORNATO IN TEMPO REALE   :