mercoledì 20 giugno 2018

venerdì 15 giugno 2018

LA QUESTIONE EBRAICA NEGLI SCRITTI DELLA CIVILTA' CATTOLICA


Ristampati per la prima volta ed integralmente i saggi antigiudaici pubblicati sulla prestigiosa rivista di studi teologici e religiosi  Civiltà Cattolica dal 1896 al 1938.Una raccolta di studi messi all' indice dall' onnipervasiva censura ebraica e dalle sue continue minacce al mondo cattolico con l' accusa di antisemitismo. Una articolata serie di analisi e riflessioni fra la teologia e la storia che disamina i veri rapporti secolari fra giudaismo e mondo cristiano. La storia censurata delle plurisecolare continua aggressione giudaica nei confronti del cristianesimo e delle radici delle società cristiane. Gli scritti più odiati in assoluto dalla lobby ebraica.




Questa antologia rappresenta un vero evento editoriale : per la prima volta, infatti, vengono ripubblicati integralmente gli scritti antigiudaici pubblicati sulla prestigiosa rivista La Civiltà Cattolica dal  1896  in poi.

Questi scritti, mai ristampati dalla data delle loro finora unica pubblicazione, sono sempre evocati dalla onnipresente lobby ebraica per cercare di mettere in stato di accusa di “ antisemitismo” la Chiesa Cattolica per poterla ricattare e poterle  imporre  tutte le “ novità teologiche” di cui la stessa è spesso succube in questi ultimi anni.

Naturalmente, la lobby ebraica si guarda bene dal riportare i contenuti di questi articoli e studi, perché chiunque, leggendoli, si renderebbe conto che non hanno nulla di razzista, ma  sono semplicemente una analisi obiettiva del ruolo del mondo ebraico in questi  ultimi duemila anni di era cristiana. Il senso storico di questi secoli  viene letto  in questi saggi alla luce della verità evangelica .

Il tentativo di parte ebraica di ricattare il mondo cattolico con l’ accusa di antisemitismo per la pubblicazione lungo quasi un secolo di questi studi, cella nelle sue profondità più oscure, il tentativo di voler censurare il Vangelo e di rimuoverlo dalla storia.

Recente vicende giudiziarie hanno reso sempre più evidente questo malcelato proposito, come ho potuto sperimentare  personalmente già da quasi vent’ anni , nella mia veste di avvocato,  come nella vicenda giudiziaria del caso “ holy war against ZOG”, in cui venne incriminato un sito internet che pubblicava testi antigiudaici della tradizione cattolica[1] :


Ripubblicare quindi i tanti vituperati scritti antiebraica della Civiltà Cattolica è quindi un atto editoriale rilevante, per molte ed intuitive ragioni : un atto di coraggio ed anticonformismo, in nome di quella libertà di pensiero e di ricerca culturale che rappresenta la identità profonda della civiltà occidentale, di contro alla barbarie dei censori circoncisi del Pensiero Unico totalitario ; è un atto che contribuisce alla obiettiva ricerca storica, in quanto evidenzia fonti censurate della reale dinamica dei rapporti fra Giudaismo e Cristianesimo, ed è anche un contributo teologico per non cancellare riflessioni teologiche sgradite alla dittatura del pensiero unico.

Infatti, leggendo questo libro, colpiscono analisi teologiche vivissime e profonde, oggi del tutto cancellate dal comune sentire del mondo cattolico : si apprende che le fonti religiose del Giudaismo non sono più da duemila anni le pagine della Bibbia, ma le sue contraffazioni razzistiche e disumane del pensiero rabbinico giudaico, intriso di supremazionismo religioso e di odio verso ogni identità umana o religiosa non giudaica.

Si apprende come la fede in Dio del giudaismo non sia più di fatto e teologicamente rivolta al Dio della Bibbia, ma a una divinità che non appare essere la stessa. Si apprende come il Giudaismo talmudico ( e non più biblico ) sia la diretta discendenza del fariseismo, la corrente supremazionista e proto sionista che  fu la prima persecutrice di Cristo, che distingueva fra ebrei ( esseri umani di razza superiore) e non ebrei, considerati gojim , cioè " animali". Non per nulla di costoro Cristo disse nel Vangelo che " anno per padre diavolo e ambiscono a fare la volontà del padre loro". 

Interessantissime e degne di nota le “ intersezioni “ fra analisi storica e teologica, come il punto in cui si evidenzia come il progressivo allontanamento degli Ebrei dalla fede nel Dio della Bibbia per andare ad abbracciare  l’ idea di divinità che emerge dal talmudismo rabbinico, ha portato la discredito progressivo e profondo degli Ebrei presso i popoli che nei secoli li hanno ospitati : l’ originario rispetto e stima  si venne mutando in disprezzo e ostilità . L’ allontanamento  da Dio come origine di ogni male patito, per aver abbracciato dottrine false e sovente inumane, come il rabbinismo talmudico. Una lettura dell’ antisemitismo che oggi viene inibita delle centrali ebraiche del Pensiero Unico, che hanno infatti ferocemente demonizzato i testi che qui vengono riproposti al lettore.

La causa di questo sordo ostracismo è presto evidente : essa avrebbe imposto al mondo ebraico una profonda autocritica storica, che non vuole affrontare, perché ciò comporterebbe la caduta dal trono del supremazionismo ebraico su cui si è issato nei secoli e che è contraria alla volontà di Dio.

Dal punto di vista storico si apprende una costante che oggi viene cancellata e “ capovolta” e cioè che furono i Giudei a perseguitare violentemente ed anche in modo omicida i Cristiani e non viceversa .

Si apprende come l’ odio anticristiano dei Giudei, già presente nelle pagine del Nuovo Testamento , avesse una radicalità tale da non poter certo essere ispirato da Dio , tant’è che nel perseguitare i Cristiani i Giudei nei secoli si associarono anche a religioni politeiste ( cosa che avrebbe fatto inorridire gli antichi padri, come Mosè, che distrussero il Vitello d’ Oro e gli idoli di Baal, come fece Elia  ) , fino a suscitare e governare la Setta per eccellenza : la Massoneria.

Si apprende come i Cristiani  sempre concessero libertà di culto e di auto organizzazione ai Giudei e sempre cercarono di frenare le violenze che gli Ebrei suscitavano verso se stessi per il loro atteggiamento da “ razza eletta” e per il loro disprezzo verso i non ebrei.

Si apprende una Storia diversa da quella che vi viene inculcata e si apprende una teologia il cui afflato profondo viene oggi cancellato.

Si apprendono molte cose da queste lettore e il solo fatto di renderle di nuovo disponibile per i Lettori di oggi e in sé , riteniamo, un atto culturalmente meritorio, anche se non ci nascondiamo che, come Prometeo che rubò il fuoco agli dei ( oggi gli ebrei si ritengono non molto inferiori a divinità..) , anche noi ricercatori contro corrente possiamo attenderci dei rischi e delle vendette…

Alcune considerazioni finali, di carattere editoriale e bibliografico .

Il libro  diviso in tre sezioni, unite ciascuna da un comune filo conduttore di ricerca.

Un certo impegno lo ha richiesto un lavoro di adattamento semantico – grammaticale dei testi più lontani nel tempo : infatti, è stato necessario adattare lievemente sia il lessico che la impostazione grammaticale di diversi passaggi che risentivano troppo di arcaismi e  di costruzioni lessicali desueti.

Il lavoro di adattamento è stato contenuto nel minimo indispensabile e nessuna modificazione è stata effettuata a livello concettuale : il testo può quindi definirsi integrale.  

Molti riferimento bibliografici presenti nel testo originario sono stati  mutati in note bibliografiche in calce al testo, proprio per rendere più scorrevole la lettura.

L’ apparato bibliografico finale è impressionante : quasi cento riferimenti bibliografici, spesso a testi oggi introvabili, il che rende questa edizione un  forte contributo culturale e di studio con accesso a fonti altrimenti sconosciute.

Nel chiudere queste note, un appunto finale iconografico : ho scelto per la copertina una immagine tratta dal film La Passione di Mel Gibson : rappresenta Caifa e il Sinedrio ebraico nell’ atto di chiedere la crocefissione di Cristo al grido “Crocifiggilo ! Il sangue di questo giusto ricada su di noi e sulla nostra discendenza”.

L’ intiero tempo del Giudaismo, da allora, è rimasto fermo su questa immagine e rende l’ idea di cosa sia in realtà il Giudaismo oggi : lo stesso di quell’ atroce Venerdì Santo.

Per l’ immagine della IV di copertina ho scelto l’ immagine di una vetrata gotica della piccola Chiesa di Pontafel, il paese  sul confine dell’ Austria da cui è originaria la mia famiglia.

E’ una immagine allegorica e poetica di come fosse la teologia della tradizione cattolica, in cui le linee della Verità si stagliano nette anche nel buio  delle tenebre  che non può mai prevalere.

E queste linee di luce e di verità ho cercato di riportare  alla vostra visione e lettura.

“ La luce venne nel mondo, ma le tenebre non la accolsero” – dice il Vangelo. Ma dice anche : “ le tenebre non prevarranno”. Ne abbiamo fede.

Pordenone, 15 giugno, 2018, Solennità del Sacro  Cuore di Gesù.


L’ Editore







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[1] Fu in quella circostanza che mi interessai per la prima volta a questi temi religioso – culturali .

martedì 29 maggio 2018

NON SI FERMERANNO.....



Spogliare la Grecia è stato uno scherzo.

Aeroporti, qualche isola, industrie zero, terre poche, risparmi privati ridicoli, demanio interessante.

Comunque la Grecia aveva un Pil inferiore alla sola provincia di Treviso.

E' bastato un sol boccone.

Per l'Italia è diverso.

Un capitale assolutamente enorme.

Secondo al mondo in quanto a risparmio privato, primo come abitazioni di proprietà, terre di valore assoluto e coste meravigliose.

Quinta potenza industriale al mondo prima dell'euro, ottava - decima, oggi.

Il Made in Italy è ancora oggi il marchio numero uno al mondo, davanti a Coca Cola.

Biodiversità superiore alla somma di tutti gli altri paesi europei.

Come capitale artistico monumentale, non ne parliamo neanche: è superiore a quello di tutto il resto del mondo.

Francia e Germania, più qualche fondo americano, cinese o arabo hanno fatto la spesa da noi a "paghi uno e prendi quattro".

Tutto il lusso e la grande distribuzione sono passati ai francesi insieme ai pozzi libici passati da Eni a  Total.

Poi anche Eni è diventata a maggioranza americana.

Anche il sistema bancario è passato ai francesi insieme all'alimentare.

I tedeschi si sono presi la meccanica, e il cemento.

Gli indiani tutto l'acciaio.

I Cinesi si son presi quote di Terna, e tutto Pirelli agricoltura.

Se ne sono andate Tim, Telecom, Giugiaro, Pinin Farina, Pernigotti, Buitoni, Algida, Gucci, Valentino, Loro Piana, Agnesi, Ducati, Magneti Marelli,Italcementi, Parmalat, Galbani, Locatelli, Invernizzi, Ferretti Yacht, Krizia, Bulgari, Pomellato, Brioni, Valentino, Ferrè, la Rinascente, Poltrona Frau, Edison, Saras, Wind, Ansaldo, Fiat ferroviaria, Tibb, Alitalia, Merloni, Cartiere di Fabriano.....

Ma...non hanno finito.



Ci sono rimaste ancora le case e le cose degli italiani.

 E i loro risparmi. Circa 3000 miliardi di euro.

  Ora vogliono quelli.

Ecco chi ha chiamato Mattarella e gli ha "intimato " di procedere a sbarrare la strada a chi poteva mettere a rischio la prosecuzione della spoliazione.

I fondi di investimento, i mercati, che, come ricordavo raccolgono i soldi delle mafie, tutte, grandi e piccole, dei traffici di droga, di umani, di truffe internazionali, si salvataggi bancari, del "nero" delle grandi multinazionali, siano esse del commercio, dei telefonini, della cocaina o delle armi, questi fondi di investimenti dicevo, non hanno finito.

Ora tocca alle poche industrie rimaste, ai fondi pensioni, ai conti privati, agli immobili.

Ora tocca a noi.

Ecco perché non serve a nulla mediare, arretrare un po'.

Non si placheranno, l'abbiam già visto.

Bisogna fermarli ora.

Il 24 maggio non vi è venuto in mente nulla ?

Ogni generazione ha il suo Piave.

Questo è il nostro.



Ringraziamo l’ Autore di questo post che ce ne ha concesso la pubblicazione. Suggeriamo ai nostri Lettori un approfondimento storico, leggendo questo libro della Lanterna : “ Glu usurai della terra”, di Luigi Magrone :

giovedì 3 maggio 2018

DISCORSO DI VERITA'






[ il testo del discorso che ha creato tanto scandalo,  così come riportato da Ansa e altri organi di informazione ]


Mahmoud Abbas nell'ultima riunione del Consiglio nazionale palestinese di lunedì ha dichiarato che gli ebrei in Europa sono stati massacrati per secoli a causa del loro "comportamento sociale legato all'usura e alle banche".

Per Abu Mazen la religione non c'entra nulla con lo sterminio della popolazione ebraica in quanto "dall'undicesimo secolo sino all'Olocausto in Germania, gli ebrei in Europa occidentale e orientale furono sottoposti a un massacro ogni 10 o 15 anni" e questo a causa dei "loro comportamenti all'interno delle comunità nelle quali vivevano".

Nel suo discorso, Abbas ha più volte ribadito che Israele è "un progetto coloniale" europeo e che gli ebrei non avevano alcun diritto di rivendicare quei luoghi. "Ora si parla di questa terra come della patria degli ebrei", ha detto nella sua "lezione di storia" a Ramallah.

"Dicono rivolevano Sion, ma la storia dimostra quanto questo sia
infondato. La prova è che la prima persona a chiedere uno stato ebraico fu Oliver Cromwell nel 1653", riporta il Jerusalem Post. "Napoleone Bonaparte venne dopo di lui e disse la stessa cosa. E dopo arrivò Churchill. Tutti chiedevano uno stato ebraico, tutti a eccezione degli ebrei.

La volontà di costruire uno stato nazionale è sempre stata una prerogativa degli stati coloniali". E questo perché "i leader europei hanno voluto piantare un popolo straniero in Palestina per favorire il conflitto e la divisione negli stati arabi e quindi mantenere il controllo su di loro e, quindi, continuare a sfruttarli".

( Documentazione raccolta a cura di Francesco Torriglia )



PER SAPERNE DI PIU’ :

Una analisi storica sostanzialmente corretta e nota, benchè la
censura della Polizia del Pensiero la cerchi di occultare da  diverso tempo. Per saperne di più, consigliamo la lettura dell’ antologia di scritti curata dal prof. Gian Pio Mattogno dal titolo “ Gli usurai ebrei nell’ Italia medievale  e rinascimentale”. In questo post abbiamo riprodotto la copertina del libro, richiestissimo, la foto di una bottega di usurai ebrei nei primi del ‘900 e  e una “ bocca della verità “ istituita dalla Repubblica Veneta per raccogliere le denunce contro usurai e  strozzini che angustiavano il popolo. Quella riprodotta si trova ancora oggi a Verona.



Per saperne di più su questo libro essenziale e completo :




Per acquistarlo :




Altri libri editi dalla Lanterna sull’ argomento :




sabato 28 aprile 2018

OGGI, 28 APRILE, RICORDANDO BENITO MUSSOLINI


“Fu amato dalla piccola gente, dai poveri, dai suoi ex compagni muratori, contadini,operai e soldati. Qualcuno, di tanto in tanto, riusciva ad avvicinarlo in una piazza, tra la folla, sul margine di una strada di bonifica, in un cantiere; gli stringeva la mano, gli dava del “tu”, gli parlava in dialetto. E lui, il duce d’Italia, uomo sulla ribalta mondiale, sostava un poco, si intratteneva brevemente, si volgeva a qualcuno del seguito per farsi dare due o trecento lire (non portava un soldo in tasca) e le regalava, dicendo talvolta: “Vieni a trovarmi a Palazzo Venezia”.

Non piaceva agli intellettuali, alla gente di civiltà sottile, raffinata, ironica….Si compiacque di sostituire all’Italia degli avvocati, dei professori di università e degli ufficiali di cavalleria, un’Italia “barbara”, antieuropea, spinosa, casareccia: di capimastri, di coloni e di sottufficiali, un’Italia dopolavoristica”.

(Giovanni Artieri, “Le guerre dimenticate di Mussolini”, Milano 1995).

Artieri non era certamente un fascista "in senso stretto", eppure, nel 1995 ebbe il "coraggio" di scrivere questo.

Citazione raccolta da Giacinto Reale, ricercatore storico



CONSIGLIAMO UN LIBRO DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE :




venerdì 27 aprile 2018

CERVELLI CIRCONCISI



Qualcuno vede persecuzioni anti-ebraiche o pogrom in Europa?

Nessuno, ma per i giornaloni è questo il maggior allarme del momento: "Dopo oltre settant’anni - tuona Pigi Battista sul quotidiano di via Solferino - essere ebreo diventa ancora motivo di paura in Germania. In Europa, nell'accondiscendenza passiva della maggioranza impaurita e rassegnata, l'odio antiebraico si diffonde senza soprassalti di dignità. E allora gli ebrei, restati da soli, devono ancora fare da soli: nascondere se stessi e nascondere i propri simboli di identità, come la kippah. Una deriva triste. Un gorgo di legittima paura e di senso di isolamento di cui l'Europa intera dovrebbe vergognarsi".

Avete capito bene? 

Grazie al Corrierone e ai suoi fidi cavalier serventi ora sappiamo quali sono i veri pericoli in corso e ciò di cui, in quanto europei nati dopo la Seconda Guerra mondiale, dobbiamo continuare a vergognarci.

Paolo Sensini


NON DARE  ANCHE TU IL CERVELLO ALL' AMMASSO  : LEGGI I LIBRI DELLA LANTERNA :




“Uomini siate e non pecore matte, acchè il Giudeo fra voi, di voi non rida”.

( Dante Alighieri ) 

giovedì 26 aprile 2018

UN ALTRO 25 APRILE


La sera del 25 aprile 1921, a Torino, Cesare Oddone, operaio fascista e mutilato di guerra, viene freddato a pistolettate da un comunista, suo collega di lavoro, al quale si era rivolto perché cessasse la persecuzione della quale era vittima in fabbrica.

Giunta la notizia al fascio, i pochi squadristi presenti decidono di passare all’azione, e in una trentina, muovono all’assalto della munitissima Camera del Lavoro.

Accolti a fucilate e lancio di bombe, non desistono, e alla fine riescono a penetrare all’interno e ad incendiarla.

Nell’azione muore il diciannovenne Amos Maramotti, di Reggio Emilia, iscritto all’Università torinese. Prima di partire per l’azione aveva indirizzato alla madre questo biglietto, tristemente profetico:

“Vado forse a morire. Non piangere, ma sii orgogliosa di tuo figlio. Viva il fascismo. Viva l’Italia. Tuo figlio. Torino, 25 notte”.

Giacinto Reale


LIBRI SULLA STORIA DIMENTICATA ASSOLUTAMENTE CONTROCORRENTE :


martedì 24 aprile 2018

POLITICI DI UNA VOLTA...



[ foto tratta da : “ Diario 1922”, di Italo Balbo, edito da Lanterna, 2018, qui reperibile : 



Poco nota è la circostanza che, alla vigilia della “Marcia” Balbo realizzò un suo progetto “speciale: “aveva piazzato nella capitale 250 Arditi, divisi in squadre di dieci, che avrebbero dovuto “creare panico, nel caso che la città resistesse all’invasione delle camicie nere”. Nessuno è informato della loro presenza, dei loro nomi e dei loro compiti. Nemmeno i dirigenti del fascio romano. Sono armati di bombe e spezzoni, ed hanno a loro disposizione ben quattro lanciafiamme. Dovranno attaccare, se necessario, i centri vitali della resistenza governativa, a cominciare dal palazzo del Viminale. Il loro intervento dovrà essere assolutamente inaspettato e fulmineo, gettare il disordine e la paura nei gradi alti e bassi degli uffici statali, rendere difficile, insomma, e pericolosa, la vita del Governo a Roma.

Il 26 Balbo era a Roma a dare le ultime disposizioni a questo commando (che, peraltro, non ebbe mai modo di agire) e a distribuire il denaro: “Questo è quello che mi resta di 3 milioni di cambiali” disse “Faccio notare, camerati, che le cambiali le ho firmate io personalmente, intesi ? Il Partito non c’entra. Sappiatevi regolare”…Poi, toccandosi le tasche: “Spero che qualcuno mi paghi il viaggio fino a Perugia, perché non ho più un centesimo”.

(tratto da : Giordano Bruno Guerri, “Italo Balbo”, Milano 1984. Citazione fornita da Giacinto Reale, ricercatore storico )



PAGINA FACEBOOOK DEDICATA AI LIBRI DI ITALO BALBO :


lunedì 23 aprile 2018

QUANDO A SCRIVERE E' IL CUORE


Italo Balbo, “ lavoro e milizia”, Edizioni della Lanterna, 2018.

Ristampa di un famoso discorso di Italo Balbo, quadrumviro della Rivoluzione fascista, eroe di guerra sul fronte alpino  e infaticabile coordinatore delle squadre d' azione fasciste fino alla Marcia su Roma. Discorso pronunciato in occasione dell' inquadramento delle squadre d' azione nella neocostituita Milizia volontaria di Sicurezza Nazionale. Occasione per presentare le riforme sociali del Fascismo alle nuove generazioni dell' epoca. Introduzione di Giuseppe Bottai. Illustrazioni originarie della prima edizione del 1923. Documento storico.

Con un po’ di pazienza, vi consiglio di leggere: è Italo Balbo, il 21 aprile del 1923 a Milano, discorso pronunciato al Teatro Lirico, ora riprodotto nel volume “Lavoro e Milizia” Edizioni della Lanterna 2018. Bellissimo...secondo me.


QUANDO A SCRIVERE E’ IL CUORE.

“La giornata del 21 aprile di quest’anno non è stata retorica. Gli uomini che in altri tempi e con altri Partiti si sarebbero missati su qualche pubblica bigoncia, per ammannire al popolo persuasive orazioni, balzarono quel giorno in arcione, e, alla testa di mille e mille uomini in arme son passati tra la folla urlante.

Alla retorica non è stato concesso che questo: di fermare la marcia e di riavviare gli armati alle opere della pace, nel campo e nell’officina.

Ma era in ognuno, nei capi e nei gregari, come l’ansiosa coscienza della brevità della sosta: tutto questo, le massicce colonne di uomini, che pur muovevano spedite sulle antiche strade militari, i fieri canti di battaglia che si addensavano come nembi sul loro cammino, il fervore di conquista che incendiava intorno a loro l’atmosfera, portava in sé l’anticipazione sicura di una più lunga marcia”.

È l’incipit dell’introduzione –dovuta a Bottai- al testo del discorso di Balbo pronunciato al Teatro Lirico di Milano il21 aprile del 1923e (ora riprodotto nel volume “Lavoro e Milizia” Edizioni della lanterna 2018).

Io l’ho trovata coinvolgente, suggestiva e suscitatrice di emozioni come poche altre...il confronto con gli sgrammaticati tweet dei politici di oggi mi fa piangere il cuore.

Giacinto Reale, ricercatore storico




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giovedì 22 marzo 2018

LAVORO E MILIZIA

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LA VITTORIA DI LEPANTO


Un volume intieramente dedicato alla battaglia di Lepanto e alla vittoria cristiana che salvò il vecchio continente dalla misera fine di essere invaso dall’ Islam e ad esso sottomesso. 

Riproposte di brani di saggi storici di Von Pastor e  suggestive rievocazioni cattoliche dell’ epopea di Lepanto. Fra armi e preghiere, un continente unito nella dimensione guerriera e spirituale vive uno dei suoi momenti più alti. 

Ripubblicato  per la prima volta dal 1899 lo studio di Pompeo Molmenti, principe della storiografia veneta, su “ Venezia e la battaglia di Lepanto” : il testo che qui ritrova la luce dopo oltre cento anni, è la parte centrale e più importante del monumentale saggio su " Sebastiano Veniero e la battaglia di Lepanto", opera fondamentale dello storico veneto.

Questa riedizione dello studio di Molmenti è un  doveroso omaggio alla Repubblica di San Marco, che per oltre mille anni ha dominato i mari e garantito la supremazia cristiana nel Mediterraneo.

Una ricca Appendice di testi collega Lepanto ai giorni nostri, attraverso il ricordo del martirio di Marcantonio Bragadin, eroe cristiano della Serenissima Repubblica di Venezia, la rievocazione della finale battaglia di Vienna con la figura ieratica di Padre Marco d’ Aviano.

Il martirio di Antonio Bragadin verrà ricordato anche in un volume in preparazione presso la Lanterna : una riedizione di una opera storica su Bragadin che risale al diciottesimo secolo  e mia più ristampata.

Anonimo Pontino ci ricorda le atrocità dell’ Islam, presenti anche oggi, che ne fanno un culto perverso dedito ai sacrifici rituali degli “ infedeli” e non una religione rivolta a Dio.

Un libro imperdibile, storiografico ma suggestivo, che non può mancare in nessuna biblioteca storica : una testimonianza  alta della storia dell’ Occidente, dalle tinte e dalla realtà epica. Una pagina di storia di cui i popoli europei dovrebbero andare fieri, per avere salvato la civiltà dalla barbarie islamica, anziché recidere le proprie radici cristiane e guerriere, in nome del globalismo imposto dal Nuovo Ordine Mondiale.

Ricco apparato di note bibliografiche per gli studiosi.

Testi raccolti e curati da Edoardo Longo .



LINK UFFICIALE DEL LIBRO :